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La Freccia Serba può tornare a fare centro?

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Per anni abbiamo ammirato e amato un biondo che scorrazzava e si faceva in quattro per i suoi compagni, lo abbiamo visto piangere per una squalifica che gli impediva di disputare la finale di Champions League, lo abbiamo visto sorridere per un pallone d’oro strameritato e abbiamo pianto al suo addio.

Certo Milos Krasic non è Pavel Nedved però quando abbiamo rivisto una chioma bionda andare a mille in campo un pò di nostalgia l’abbiamo avuta tutti. Agosto 2010 la Juventus ufficializza l’acquisto di Milos Krasic dal CSKA Mosca per 15 Milioni di euro; Milos parte bene, tanti scatti, tanta corsa e chiede palla in continuo. Alla 5° giornata stende il Cagliari con una tripletta fantastica che entusiasma tutto il popolo bianconero, il suo campionato procede alla grande fino alla partita con il Bologna dove viene accusato e poi squalificato 3 giornate per simulazione, da lì in poi Milos inizia a perdersi e incide poco e niente tranne contro la Lazio dove regala la vittoria ai suoi al 94esimo con un’azione devastante. Chiude la sua prima stagione mettendo a segno tra Campionato, Coppa Italia e Europa League 9 gol.

Arriva Antonio Conte sulla panchina bianconera ma Milos continua a faticare, perde palloni facili, non incide, sbaglia praticamente tutto e dopo un solo gol al Catania finisce in tribuna per il resto della stagione bruciandosi le poche oppurtunità che gli vengono concesse.

Tutti si iniziano a chiedere ma dov’è quel fulmine che abbiamo visto nei primi mesi bianconeri, dov’è finito? Sinceramente non si riesce a capire, problemi psicologici? Problemi tattici? Non si trova una risposta, finisce il campionato e per Milos l’unica strada percorribile è la cessione.

Arrivati ai primi di Agosto però non c’è stata ancora un’offerta concreta, si parla di Turchia o di un ritorno in Russia, di qualche interesse di club italiani ma niente per ora Milos è ancora qui. La Juve parte per Berlino dove affronterà l’Herta e Mister Conte si porta dietro anche la Freccia Serba in panchina, entra con il numero 17 e mette a segno un gran bel gol.

Personalmente non lo svenderei, lo terrei a Torino, la stagione sarà lunga e serviranno tanti giocatori, può tornare utile sia nel 433 che nel 352, Milos merita un’altra chance perché le potenzialità le ha tutte e fuori dal campo si è sempre comportato in modo corretto, mai una parola fuori posto dopo una stagione a scaldare la tribuna.

Il mitico Claudio Zuliani in Juventus Lazio parlava di orgasmo Krasic dopo un gol al 94esimo, chissà che non ci faccia godere ancora.

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Herta Berlino-Juventus: formazioni e LIVE STREAMING

Seconda vera uscita stagionale per gli uomini di Antonio Conte. C’è da verificare la tenuta e cementificare un gruppo che si gioca tanto nell’anno che sta per cominciare. Diverse le sorprese, anche negative. I nazionali per esempio sono rimasti a Torino: devono lavorare tanto per recuperare il tempo perso e arrivare pronti all’11 agosto. E c’è l’assenza pesante di Mirko Vucinic: Conte non vuole rischiarlo visto che il genio montenegrino ha accusato un piccolo affaticamento. Niente allarmi: con i carichi di Conte può capitare.

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Herta Berlino - Juventus: la formazione

Herta Berlino - Juventus: la formazione

Attacco tutto affidato a due uomini che si giocano la loro permanenza alla Juve. Matri e Quagliarella, Quagliarella e Matri. Non vi sono dubbi che ogni minuto è per loro un esame. Da superare a tutti i costi perché Marotta incombe sul mercato: un colpo la Juve lo farà, lo farà di certo. Boakye darà il cambio a uno dei due durante la gara.

Rosa striminzita. Ci saranno Vidal e Asamoah, due papabili titolari a Pechino, con Padoin in panchina pronto al subentro e con lui i giovani della Primavera. In cabina di regia ci si attende un’altra straordinaria prova di Luca Marrone: altro che Verratti, il vice Pirlo ce l’abbiamo in casa.

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Capitolo difesa: siamo coi cerotti. Lucio sul centro-destra, Masi in mezzo (la sua conferma appare quasi scontata, a meno di clamorose operazioni sul mercato) e Rugani sul centro-sinistra. De Ceglie opererà da fluidificante. A destra pesa l’assenza di Pepe, fuori dai giochi pure per Pechino, e quindi Lichtsteiner avrà molto da correre.

Attenzione alla sorpresa Krasic: vetrina o è vera la voce secondo cui Conte pare aver visto una luce diversa nei suoi occhi?

In questa pagina vi raccontiamo la partita in diretta, con cronaca di @sygon85. Seguiteci sull’hashtag #iojlive e commentate qui sotto Herta Berlino-Juventus.

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Lo diciamo prima: ecco i parametri di promozione di Beppe Marotta

Voci, flash news, finti scoop, solita macchinazione mediatica. La Juve e il calciomercato infiammano da sempre le estati. A maggior ragione quest’anno quando la forbice di qualità fra la Juve e le altre potrebbe ulteriormente allargarsi a favore dei bianconeri.

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Tutti i flash su Marotta, con Paratici attore non protagonista, nonostante sia il vero top player dei dirigenti. Ricordate la frase di Conte durante la sua prima conferenza stampa qualche giorno fa?La 10 la darei a Paratici, per esempio“.

Parliamo prima, lo diciamo prima così da evitare future polemiche. E il pensiero è del tutto personale. Ecco i parametri per decidere della promozione di Marotta.

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Punto numero uno: guai a fare affari, di qualunque tipo, con le milanesi. Niente aiuti, niente soldi da queste due società. Che si adeguino da sé, che si arrangino coi loro amichetti e cioè i vari Cellino, Zamparini, Preziosi. Quindi niente Matri al Milan, a questo punto per nessuna cifra al mondo (certo con 18 milioni si firma!). Niente Krasic ai Prescritti.

Punto numero due: Giovinco non si tocca. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che le partite le sbloccano i fuoriclasse. Pirlo e Vucinic sono stati i nostri migliori alleati in merito, nonostante il montenegrino non sia un bomber vero. Quagliarella e Matri ci hanno colpevolmente abbandonati per troppi match: il bottino di reti non è all’altezza dei veri bomber. Un po’ per colpa di infortuni (Quagliarella), un po’ per scelte gerarchiche precise (Matri). Perciò, a mio avviso, Giovinco è intoccabile: ci serve il suo estro, ci serve la sua capacità di saltare l’uomo e fornire assist, ci servono – magari – i suoi 12/15 gol all’anno fatti col Parma.

Punto numero tre: il top player sì, ma non a tutti i costi. Attenzione però: se altri riescono a chiudere trattative importanti, la Juve non può stare ferma. E non già per rispondere a livello mediatico e simbolico a eventuali colpi delle avversarie (ci credo poco!), ma proprio per mantenere il gap qualitativo con le loro rose. Il top player, indipendentemente da questo ragionamento, comunque ci serve. Ma chi è? Dovrebbe essere quello che si sposa meglio con le idee di Conte. Non cerchiamo quindi i colpi a effetto, ma puntiamo e prendiamo quello che serve a Conte. Serve un esperto e che l’ha buttata dentro, tecnico e forte fisicamente? Prendiamo Van Persie al costo di qualche sacrificio (del tipo qualche milioncino in più per il cartellino, ma fermiamoci a 6 milioni per l’ingaggio). Serve un tipino molto tecnico e agile, piccoletto, in grade di replicare la filosofia del Barcelona? Prendiamo Jovetic e convinciamo la Fiorentina ad accettare delle contrapartite tecniche per abbassare il denaro contante. Rimanere a bocca asciutta sarebbe davvero fastidioso. Altrimenti la società dovrebbe pubblicamente ammettere l’impossibilità reale di fare un gran colpo e chiedere ai tifosi di supportare Matri e Quagliarella, così evitiamo tutte queste discussioni su “chi va e chi resta”.

Punto numero quattro: come è possibile che non riusciamo a vendere? Se l’obiettivo numero uno è liberarci degli scarti e di pesi ingombranti, rinunciamo a qualcosina, ma mandiamoli via per denaro fresco e liberiamo la Juve dai loro stipendi. Quindi via i vari Iaquinta e Martinez, Melo e Motta, Pazienza e Ziegler. Che aspettiamo ancora?

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Su Pazzini, Krasic e gli attaccanti bianconeri

E’ il tema caldo in casa Juve. Forse più nei forum, nei blog e sui social media: un top player o due buonissimi giocatori?

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Qualche giorno fa abbiamo proposto la coppia Destro-Jovetic: giovani, grande promessa il primo, grande realtà ormai il secondo. Più accessibili di un top player, visto che insieme guadagno pure meno del giocatore di grande rango. Marotta sta lavorando sotto traccia, crediamo, a un grande nome. Ma tale ipotesi è al vaglio dei dirigenti bianconeri. Una sorta di piano B, come lo fu la scorsa estate che ha comunque prodotto l’arrivo di Vucinic.

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E di ieri sera l’annuncio, nonostante la stramba smentita di Moratti, che Pazzini è sul mercato. La valutazione pagata un anno e mezzo fa è di fatto dimezzata. Oggi il Pazzo non può valere più di 6/8 milioni di euro. Qualche fonte vicina alle milanesi ha addirittura parlato di uno scambio con la Juve che prevede l’inserimento del cartellino di Krasic. La voglia di rifilare un pacco ai nerazzurri è forte, ma crediamo fermamente che Marotta debba cederlo solo all’estero, e per denaro contante (al più inserito in qualche proficuo scambio). Mentre Pazzini alla Juve scalzerebbe uno tipo Matri: come quarto attaccante potrebbe andare, ma Conte preferirebbe il ritorno di Borriello. Il giocatore non rimarrà alla Roma e la società giallorossa non potrà certo chiedere più di 3/4 milioni di euro. A Torino sono convinti che Marotta stia attendendo l’ultimo giorno utile per strapparlo a una cifra veramente ridicola. Conte è convinto di poterlo plasmare e usare al meglio.

La deduzione di questo ragionamento, al netto dei nomi citati, è che Quagliarella e Matri non sono assolutamente certi della permanenza in bianconero. Conte ha già Vucinic e Giovinco e sta cercando una grande prima punta. Su Destro si continuerà a trattare: a 21 anni conviene mantenere vivo il canale con Siena e Genoa. Piuttosto non si registrano passi ufficiali verso Jovetic: con lui Conte riproporrebbe uno schema molto simile al Barca. Attacco leggero, tutto tecnica e velocità. Da non disdegnare.

A questo punto l’attacco potrebbe essere completato da due ottimi giocatori. Per caratteristiche tecniche uno potrebbe essere proprio Quagliarella (che piace a Conte più di Matri), l’altro… Borriello o Destro. In generale il conteggio dovrebbe essere di 3 punte molto tecniche e di 2 punte pesanti.

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Calciomercato Juve: un top player o due good player?

Qualche giorno fa avevamo parlato della possibilità che la Juve virasse dalla strategia per il top player (per il quale sussistono svariate difficoltà, economiche e non solo) alla strategia di potenziare la squadra con due – passateci il termine – goodplayer. E vi avevamo pure mostrato due nomi, secondo noi in linea con la filosofia calcistica di Antonio Conte.

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Ora pare che la nostra ipotesi trovi riscontro sui giornalacci. La Nazione e il Corriere dello Sport, passando per La Stampa, propongono una Juve che punta decisa su Destro (che ha “sfiorato” Conte di recente) e Jovetic.

A molti nostri lettori il talento viola piace, e parecchio. Tecnica sopraffina, ottimo fisico (nonostante gli ultimi anni limitati da due infortuni), buona percentuale di realizzazione visto che non si tratta di una prima punta, cioè di quel bomber che in realtà i tifosi sognano. Sono 9 le reti in Nazionale, 14 nell’ultimo anno di A.

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I Della Valle non vorrebbero privarsi del giovane talento, ma sanno benissimo che trattenerlo contro la sua volontà è perfino peggio che rinunciare a qualche offerta. Si era mosso il Chelsea su Jovetic, ora sembra che pure il Liverpool ci abbia fatto un pensierino (nel caso Suarez partisse davvero). In Italia il Napoli non è mai stato realmente interessato (se non nelle ridicole cifre del suo regista o presidente), così l’unica altra strada percorribile è quella che porta alla Juve.

A Conte questo genere di attaccante, mobile e forte tecnicamente, piace. Ha voluto il rientro di Giovinco per sperimentare nuove soluzioni offensive, molto più vicine al calcio blaugrana. E Jovetic sarebbe proprio una conferma a questa teoria di gioco. La Juve ha diverse pedine da offrire come contropartita (fra tutti Krasic, forse pure Matri, più un conguaglio fra i 10 e i 15 milioni di euro). Dalla Toscana si spingono oltre raccontando di un Conte che ha dato l’ok per avallare l’operazione. Ora la palla passa a Marotta.

Con Jovetic dentro e una punta fuori (più Matri che Quagliarella, col napoletano molto stimato dal tecnico leccese), la Juve avrebbe bisogno di un’altra punta. E nella logica dei goodplayer ecco l’ennesima scommessa di Antonio Conte: portare a Torino Destro e farlo giocare con buona continuità. Come con Borriello, come con i vari moduli cambiati, se Destro dovesse realmente confortare le intuizioni di Conte, allora la Juve si ritroverebbe in casa un ottimo attaccante con ampi margini di crescita e con davanti tanti anni di carriera.

A livello economico, entrambe rischiano perfino di essere più fattibili rispetto al famoso (ormai famigerato) top player!

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Scudetto n. 30, le pagelle: il centrocampo

Abbiamo cominciato dal reparto più forte della Serie A, continuiamo con uno dei reparti più forti al mondo. I numeri sono numeri, e come tali indiscutibili.

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PIRLO: Arrivato tra lo scetticismo di molti, a causa delle condizioni fisiche non ottimali, ha zittito tutti con una stagione impeccabile, forse la migliore in assoluto. Ha giocato quasi tutte le gare, e ha dimostrato di essere ancora uno che fa la differenza. E’ il gioco della Juve, serve i compagni a memoria, danza col pallone in mezzo al campo, e si concede giocate che a volte risultano difficili anche per i compagni. Ha cambiato la Juventus. STELLA COMETA – VOTO: 9,5

MARCHISIO: Questa è stata la stagione della consacrazione per il prodotto più importante del vivaio Juventus. Dopo gli anni bui, ha ritrovato la sua posizione e ha dimostrato di essere uno dei migliori al mondo. Corsa, inserimenti, gol: ben dieci le reti, impressionante per un centrocampista. Simbolo di una Juve che è cresciuta. PRODUZIONE PROPRIA – VOTO: 9

VIDAL: Colui che ha costretto Conte a cambiare modulo. Alla prima entra e segna: è già nei cuori bianconeri. Nella gara col Milan, all’andata, azzanna tutti quelli che passano per le sue vicinanze. Poi è tutto un crescendo: macina chilometri, recupera milioni di palloni, e diventa letale sotto porta. Bellissimo il gol contro il Napoli, da applausi la doppietta che spezza le gambe alla Roma dopo soli 7′. Fantastico il tentativo di pallonetto da centrocampo contro la Lazio. MASTINO – VOTO: 9

GIACCHERINI: Il simbolo della Juventus operaia, incarna al meglio lo spirito da provinciale, lui che nella provincia è cresciuto. Molti dicevano “non è da Juve”. Conte ci ha creduto, e lui lo ha ripagato con grande umiltà e disponibilità, risultando decisivo anche in gare di coppa Italia (Roma e Bologna, a segno in tutte e due le gare). Esterno sia nel 3-5-2 che nel 4-3-3, a volte interno per sostituire Marchisio. Molto bravo nello stretto. FUNAMBOLO – VOTO: 8

PEPE: Una nuova vita con Antonio Conte: il mister lo ha resuscitato, ormai è un lontano parente di quel Pepe visto la scorsa stagione. Uno degli uomini più fidati del mister, ha fatto chilometri e chilometri senza mai fermarsi. E ha segnato, uno su tutti il gol contro la Lazio: splendida la rovesciata. A Milano entra e cambia la gara: suo l’assist per Matri. MARATONETA – VOTO: 8,5

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PADOIN: preso dall’Atalanta in gennaio, ha dato il suo piccolo ma importante contributo. Buona quantità, tecnica non altissima, ha saputo aspettare i suoi momenti e li ha sfruttati al meglio. In gol nello 0-5 di Firenze, ha giocato anche esterno. UTILE – VOTO: 6,5

ESTIGARRIBIA: prima della Coppa America non lo conosceva nessuno: Marotta lo ha subito ingaggiato, e personalmente ritengo sia un ottimo acquisto. Per Conte è una sicurezza, e non a caso nel primo 3-5-2 a Napoli giocò lui. E fece gol. Grande facilità di corsa, ottima progressione, salta bene l’uomo. Non mi stupirei se il mister puntasse su di lui per il ruolo di terzino sinistro. Potrebbe essere il nuovo Zambrotta. FIDO – VOTO: 7,5

MARRONE: Anche lui un giovane che cresce, e cresce anche bene! Grande fisicità, unita a una buona tecnica: uno dei centrocampisti del futuro, anche in chiave nazionale. Ha anche segnato nell’ultima di campionato, Conte sicuramente gli darà un ruolo da protagonista nella prossima stagione. DIGA – VOTO: 7

KRASIC: Stagione fallimentare per il serbo. Ha sprecato tutte le occasioni che gli ha concesso il mister, unico ricordo il gol a Catania. Non è mai entrato negli schemi di Conte, anche se all’inizio giocava. Poi si è spento, e non ha più giocato. OMBRA – VOTO: 5

ELIA: Impossibile giudicare l’olandese: dopo Catania, il nulla. Solo a Genova e Novara si è rivisto, avendo la possibilità anche di fare gol. Ma solo quello. INESISTENTE – VOTO: S.V.

 

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La Juve che verrà: l’attacco

Se c’è un reparto nel quale appare evidente qualche lacuna, quello è l’attacco. Non per il gioco e le occasioni create: in questo la Juve non si è fatta mancare niente. Quanto per la scarsa capacità realizzativa degli attaccanti: tante, troppe le occasioni sprecate.

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Matri, partito titolare, ha totalizzato 10 reti; Vucinic, sicuramente preso non per fare i gol di un centravanti, ne ha fatti 9; Quagliarella 4, Borriello e Del Piero 2 a testa. Messi insieme fanno 27: Ibrahimovic da solo ne ha fatti 28!

La mancanza di un goleador è stata colmata col grande gioco, e con le reti di tutti gli altri, ma l’anno prossimo il livello sarà più alto e prendere un top player non è più una possibilità, ma un obbligo. Già nell’estate scorsa Marotta aveva trattato Aguero, ma il costo del cartellino era decisamente alto: 43 milioni di euro. Fu trattato anche Giuseppe Rossi, col Villareal che chiedeva 25 milioni. Alla fine arrivò Vucinic, 15 milioni.

Potete votare qui la vostra presenza, intanto continuiamo il discorso.

Quest’anno la musica cambia. Con i soldi della Champions la Juve può puntare forte a un grande attaccante. I nomi ci sono, e sono anche costosi! In Inghilterra ce ne sono 3: Luis Suarez, Robin Van Persie ed Edin Dzeko.

Il primo è il prototipo dell’attaccante moderno, sa fare tutto: rapido, tecnicamente forte, senso del gol tipico del centravanti d’area, bravo anche a tirare i calci piazzati. Se decidesse di lasciare il Liverpool, la Juve potrebbe inserire Krasic o Elia nell’affare.

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Robin Van Persie nasce come esterno, ma mai come quest’anno ha interpretato al meglio il ruolo di terminale offensivo, per di più in una squadra non fortissima. Tanti gol in Premier, grande tecnica e fantasia, tre anni in più rispetto a Suarez.

Invece il terzo nome, Edin Dzeko, è il classico centravanti: forte fisicamente, di testa insuperabile, ricorda Trezeguet, anche se lui gioca molto insieme alla squadra. Era stato vicinissimo alla Juve già due anni fa, quando giocava nel Wolfsburg: affare saltato poi per la regola dell’extracomunitario.

Guardando invece in Italia, il nome più caldo è Cavani: e qui Conte sarebbe contentissimo, perchè l’uruguaiano ha dei polmoni infiniti, e per il gioco di Conte sarebbe il top. Si è ormai consacrato come goleador, con due stagioni strepitose a Napoli, ma difficilmente potrebbe lasciare la sua squadra, visto che già Lavezzi è in partenza.

Questi i nomi più caldi, anche se nelle ultime ore si era parlato di un interessamento per Rodrigo Palacio del Genoa, ma chiaramente non siamo ai livelli degli altri, e non parliamo di un goleador.

In uscita, oltre all’addio del capitano, il più accreditato a lasciare la Juve sembrerebbe Marco Borriello: difficile che la Juve lo possa riscattare, anche se le sue prestazioni sono andate in crescendo. Potrebbe esserci una partenza clamorosa, ma non tanto: Matri è nel mirino dell Zenit di San Pietroburgo, si era detto di un’offerta di circa 18 milioni di euro, sicuramente non bassa.

Una cosa è certa: il top player quest’anno arriverà. Per ora godiamoci la festa scudetto, con un occhio già alla Coppa Italia.

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La Juve che verrà: il centrocampo

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Dopo aver analizzato gli eventuali innesti che la Juventus potrebbe inserire nel pacchetto arretrato, ora soffermiamoci un attimo sul centrocampo, partendo da una certezza: è sicuramente uno dei più forti al mondo.

Si è visto non tanto col 3-5-2, ma col 4-3-3, nel quale Pirlo, Marchisio e Vidal hanno dato il meglio. Anche perchè Conte era partito col 4-2-4, poi era passato al 4-2-3-1 (a Catania), poi 4-1-4-1 contro il Milan all’andata, ma alla fine ha trovato l’assetto giusto con i tre.

Andrea Pirlo è unico nel suo ruolo, insostituibile. Dopo dieci anni di vittorie al Milan, ha fatto subito centro con la Juventus. Uno stile di gioco inconfondibile, qualità indiscutibile, esperienza da vendere. Quest’anno 3 reti e ben 14 assist, forse la sua migliore stagione in assoluto. E non è stato un caso che, contro il Cesena all’andata, la Juve sbloccò il risultato a soli 10′ minuti dal termine, faticando tantissimo: Pirlo era squalificato. Anche per Claudio Marchisio grandissima stagione, con 10 gol e 4 assist. Superati gli anni bui, quando veniva impiegato fuori ruolo. Poi Arturo Vidal, che grande acquisto! Sette reti e quattro assist, più un numero impressionante di palloni recuperati in mezzo al campo.

Cosa migliorare di questo reparto? Bisogna parlare di ritocchi: i primi due sembrano essere Pogba, strappato allo United:  di lui dicono che sia il nuovo Vieira, per qualità, quantità e nazionalità; e Verratti, gioiello del Pescara. Ma per quest’ultimo c’è una distanza tra domanda e offerta di circa tre milioni di euro, alla fine l’affare si farà. Pogba come sostituto di Marchisio, Verratti come vice Pirlo. In verità la Juventus era stata vicina a un vice-Pirlo già a gennaio, quando aveva praticamente chiuso per Pizarro della Roma. Poi si scelse Padoin.

Ma il mercato della Juventus, per il centrocampo, non si ferma ai due giovani sopra citati. C’è ancora da vedere se ci sarà un ritorno di fiamma per Nainggolann, sempre se Cellino abbassa il prezzo del cartellino: a gennaio è rimasto fermo con la richiesta di 15 milioni, probabile che se la richiesta non cambia, finirà come l’affare D’Agostino. Sarebbe un peccato, perchè Conte stravede per lui. Saranno avviati poi anche contatti con l’Udinese, nel mirino Asamoah. Per quanto riguarda il mercato in uscita, Giaccherini ed Estigarribia dovrebbero essere riscattati, senza problemi.

Sicuri partenti invece sia Krasic che Elia. Il primo ha sprecato tutte le occasioni che il mister gli ha concesso, è incompatibile tatticamente con il calcio di Conte. La Lazio lo ha cercato a gennaio, potrebbe profilarsi uno scambio con Hernanes, con eventuale conguaglio. L’olandese invece ha mostrato delle potenzialità, ma ha pagato la brutta prova di Catania, quando fu inserito nel 4-2-3-1. Un peccato se si considera la giovane età, la buona tecnica e la rapidità, e soprattutto i dieci milioni spesi per portarlo a Torino. Alla fine lui ci ha messo del suo, dicendo che non sentiva suo lo scudetto e che, a causa della pessima stagione, ha perso gli europei.

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Tutti i nomi del mercato della Juve

Stemperiamo la tensione pre derby d’Italia con un po’ di sano fantamercato. A scatenarlo è stato Tuttosport con un paio di nomi eccellenti.

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Un punto sembra certo: la Juve, a giugno, acquisterà un top player. Uno vero, uno di quelli detti “pezzo da novanta”. Uno che può cambiare qualsiasi partita in un solo minuto. Uno di quelli lì.

Nomi? Tanti, troppi, e la maggior parte dei quali non acquistabili. Chi ha un cartellino spaventosamente costoso, chi ha un ingaggio mostruosamente alto. Prima di lanciare sproloqui contro Andrea Agnelli e Marotta bisogna rimanere attaccati alla fattualità di certe trattative e alle finanze del club. La Famiglia non investiva negli anni d’oro della Triade, figuriamoci adesso.

Una cosa però la si può fare già adesso: individuare i parametri coi quali giudicare i prossimi acquisti. E’ quello che faremo in questo articolo.

Conte proseguirà col lavoro tattico attuale, quindi schemi affidati al 4-3-3 o al 4-5-1 o, al più, al 3-5-2. Dividiamo il problema fra i tre reparti.

La difesa: o così o un fuoriclasse

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci in un'azione di gioco

Chiellini, Barzagli e Lichtsteiner sono i perni da cui non si può prescindere. Inutile snocciolare aggettivi positivi che risulterebbero banali. Caceres e De Ceglie hanno conquistato sul campo la promozione: ottimo l’inserimento del sudamericano che si è dimostrato tanto duttile quanto utile; positiva e stupefacente la crescita di Paolino, terzino di alto livello che sta acquisendo sempre più personalità. Non metterei in discussione Bonucci e credo che la società non lo farà. De facto la Juve, in questo reparto, è completa a meno che non si trovi il genio di turno, il fuoriclasse. Ma chi sono oggi i fuoriclasse della difesa? Per di più acquistabili. Si parla di Dedé, ma fra il brasiliano e Bonucci mi tengo stretto l’italiano.

Il centrocampo va solo puntellato

Vidal-Pirlo-Marchisio: mettere in dubbio i tre tenori è alquanto sospetto della fede bianconera di chi lo fa. Certamente occorre due sostituti di altissimo valore. L’anno prossimo i mercoledì non saranno più liberi e Conte non potrà schierare gli stessi 11 per più partite consecutive, così servono ricambi d’eccezione. Il punto è: investire sui giovani o pescare sul mercato? Sia chiaro: niente più Pazienza, niente più Padoin.

Ouasim Bouy

Ouasim Bouy, proveniente dalle giovanili dell'Ajax di cui era capitano

In Primavera, e sfonderò una porta aperta in molti di voi, ci sono giocatorini niente male. Come il Marrone di inizio anno, può davvero valere la pena investire su uno di loro. Appelt nelle vesti di vice Pirlo, o Bouy come vice Marchisio (l’olandese mi piace da matti), o Chibsah come vice Vidal. Con un occhio vigile sul caso Pogba che danno come giocatore già pronto per un grande club.

Particolare attenzione merita il discorso delle ali. Giaccherini merita la riconferma: duttile e ottimo rincalzo. Pepe non si tocca, ma è chiaro che serve un fantastico saltatore-di-uomini, uno tipo Robben tanto per essere chiari. L’olandese è quasi inavvicinabile e il Bayern non tratterà con Marotta dopo lo sgarbo-Vidal. Però serve proprio uno con quelle caratteristiche. Di più: bisogna vedere Conte se intende rimettere mano al 4-2-4. In tal caso cambierebbero molte cose nella rosa bianconera.

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I dubbi si chiamano Estigarribia e Krasic e Elia: difficilmente il primo verrà riscattato (nonostante una partenza molto buona), mentre gli altri due sono fuori dal progetto Conte. Denaro liquido da reinvestire o preziose pedine di scambio da non sciupare.

Non era un problema, lo è diventato: l’attacco

E’ decisamente il problema, quando a inizio anno sembrava uno dei migliori in assoluto. Quagliarella non ha del tutto recuperato e la rinconferma sembra a rischio. A meno di giocare gli ultimi mesi come i suoi primi in bianconero, l’attaccante di Castellammare rischia seriamente la sua permanenza a Torino. A Conte, paradossalmente, serve uno con le sue caratteristiche: abile nel dribbling, buon senso del gol, tiro dalla distanza, un capace di giocare, all’occorrenza, fra le linee.

Fabio Quagliarella

L'esultanza di Fabio Quagliarella

Serve un top player, uno di quelli che ti risolvono il match, uno che porti ancora più peso in attacco. La prima punta che serve a Conte deve essere mobile, forte fisicamente, capace tecnicamente di giocare spalle alla porta. Quest’ultima caratteristica manca terribilmente nel repertorio di Matri che, in più, necessita di continui e cospicui rifornimenti dall’esterno e da una seconda punta. Ma l’ex Cagliari è comunque una risorsa importante, fin qui l’unico che l’ha messa dentro con una certa regolarità.

Vucinic non si tocca, sebbene dovrà imparare a gestire le sue assenze. La continuità è il suo problema, su quella Conte dovrà lavorare molto. A noi piace il Vucinic delle ultime settimane e vorremmo sempre vederlo così. In ogni caso è un punto fermo negli schemi del tecnico leccese.

Del Piero lascerà: si guarda al futuro. Borriello non verrà riscattato.

I nomi del fantamercato

Veniamo ai nomi. E dopo tanti giri di parole, ecco che siamo arrivati al dunque. Su chi deve puntare la Juve? La mia idea è piuttosto semplice: la difesa, nello spirito di sacrificare la maggior parte dei soldi per l’attacco, dovrà essere toccata il meno possibile. Se si insisterà sul trio dei centrali Bonucci-Chiellini-Barzagli, allora conviene prendere un terzino sinistro, uno tipo Kolarov. E Caceres diventerà il jolly buono per sostituire Lichtsteiner o andare nel mezzo. Non vedo nomi grossi per la difesa, onestamente.

A centrocampo proverei a promuovere uno dei tre giovanotti che animano la primavera. Appelt potrebbe fare le veci di Pirlo, mentre Bouy sarebbe da lanciare via via in campionato, quando uno fra Marchisio e Vidal dovrà necessariamente riposare. Nomi grossi? Beh difficile farli senza poi dover spendere (ipoteticamente) un mucchio di soldi. Marotta dovrebbe ripetere l’operazione Vidal: da incorniciare. Ma non sarà facile. Occhio perciò ai parametri zero, tipo quel Montolivo che nelle vesti di mezz’ala, così come lo faceva giocare Prandelli, potrebbe davvero sostituire egregiamente Vidal e/o Marchisio. Altrimenti l’unico nome che mi viene in mente è quello di Nainggolan, senza però farsi prendere per la gola da Cellino.

Sulle corsie esterne sono pochi in grado di fare la differenza e rimaniamo nel mondo reale. Forse Nani, ma Fergusson non vuole liberarsene. A costi molto contenuti Afellay sarebbe un bell’acquisto, mentre Walcott appare irraggiungibile.

Giuseppe Rossi

Vicinissimo a vestire la maglia bianconera nella scorsa estate. Marotta ci riproverà?

In attacco io riverserei gran parte dei soldi da investire. Uno tra Dzeko e Benzema nelle vesti di prima punta: serve come il pane. E uno fra Higuain e Tevez, impossibili da prendere. Se recupererà, visto che il Villareal non se la passa benissimo, io tenterei l’assalto a Giuseppe Rossi. Sul discorso Giovino, invece e infine, tutto è nelle mani di Antonio Conte.

Ci aspetta un’estate scintillante. Speriamo di arrivarci con qualcosa di concreto per le mani.

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Dritti verso Bologna. Ecco le scelte di Conte

Tre giorni per smaltire le delusioni e per fortuna si gioca.
Una partita fondamentale dove si capirà meglio se questa Juve può lottare per vincere lo scudetto oppure per la qualificazione diretta in Champions!

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A mio avviso niente è perduto. Sono rimasti i soliti limiti stagionali che, se non compensati con furore agonistico, si ripresentano costantemente.

Qualche errore di Conte: non sempre con un difensore in più la protezione del risultato è garantita, a volte meglio un attaccante in più per portare pressione in avanti e chiudere la partita. Saprà imparare dai suoi errori, che poi non è neanche colpa sua se la fiducia data a certi giocatori non viene ripagata.

Vucinic e Bonucci, tra questi. Il primo paga il fatto di non essere decisivo sotto porta e troppo spesso visibilmente con un atteggiamento svogliato. Rimane il fatto che spesso lo si vede recuperare palloni svolgendo un ottimo lavoro di copertura e aiutando la squadra. I fischi ci stanno ma non aiutano.

Bonucci paga le ultime voci sul suo conto e l’errore di Milano. La squadra sembra essere meno sicura con lui in campo. Fischi anche per lui, ma così si peggiora soltanto la situazione.

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Fischi finali per tutta la squadra. Un gesto inspiegabile, forse alcuni pseudo tifosi dimenticano le ultime due stagioni. Va bene che la Juve dovrebbe sempre vincere, ma il sostegno in questi casi è fondamentale e lo Juventus Stadium dovrebbe essere il dodicesimo uomo in campo.

Usciamo dalla partita con il Chievo con diversi giocatori acciaccati e scarichi. Un grazie doveroso a Mister Prandelli per Pirlo, Chiellini, Barzagli e Marchisio.
Le alternative ci sono, il  Mister deve avere coraggio e sono certo che a Bologna ci saranno novità. È chiaro che ci sia una sorta di riconoscenza verso i giocatori che ci hanno portato in alto fino ad ora.

In difesa si spera nel recupero di Barzagli. Con Chiellini out per almeno 2 settimane, con Bonucci non al meglio psicologicamente, si può optare per una coppia centrale con Vidal (in nazionale gioca spesso in quel ruolo) e Caceres (campione d’America giocando in quel ruolo). Non dimentichiamo le valide alternative presenti in primavera: Gouano molto dotato fisicamente da tenere in considerazione, a centrocampo spazio a Marrone (piedi buoni, visione di gioco e personalità non mancano). Spremere Marchisio non è il caso. Padoin in fascia è fuori ruolo, abbiamo valide alternative vedi Krasic ed Elia! Bisogna dare spazio all’olandese in grado di dare la fiammata necessaria ed è fresco fisicamente. Una possibilità non costa nulla e un ipotetico assetto offensivo Krasic-Matri-Elia può portare buoni risultati, così come Pepe-Quagliarella-Elia.

Per Bologna una possibile formazione potrebbe essere un 4-3-3 con: Buffon; Lichsteiner, Barzagli, Caceres, De Ceglie; Vidal, Pirlo, Giaccherini; Elia, Quagliarella, Pepe.

Fondamentali i 3 punti. Nessun allarme, la vetta è lì alla nostra portata e a pari punti contano gli scontri diretti.

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