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Tag: la-repubblica

Il caso Criscito: sicuro non aver rovinato un ragazzo?

Attenderemo le indagini, ammesso che qualcuno conservi ancora un po’ di fiducia nella magistratura italiana, e valuteremo. Valuteremo soltanto dopo, senza per questo aver messo in croce Mimmo Criscito.

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La vergognosa campagna stampa, lo stucchevole, quanto vomitevole, blitz delle 6 e 30 del mattino a Coverciano, lo sciacallaggio mediatico che lo ha investito hanno poco a che fare con termini quali “informazione”, “etica”, “coerenza”.

L’itaGlia purtroppo è ormai composta da squallidi individui in possesso del tesserino da giornalista. Incapaci di lavorare al meglio, incapaci di redigere vere inchieste, incapaci di esercitare la libera professione del “penso, dunque scrivo” si rifuggiano nel vecchio e classico metodo de “la caccia al mostro”. Chiunque esso sia, l’importante è puntare un obbietivo e distruggerlo. Questo per il bene della tiratura, unico vero padrone di questi individui in possesso del tesserino di giornalista.

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Così gente come Mensurati e Ruggiero Palombo, tanto per citarne due, possono permettersi, penna alla mano, di scrivere quel che gli passa per la mente, senza riscontri, senza aver mai veramente indagato, senza usare la logica. Solo il vile gusto per il protagonismo: per una firma sul giornale si fa veramente di tutto.

E così sul giornale ci finiscono i soliti, se juventini meglio visto chi comanda e gestisce, de facto, la linea editoriale di quei giornali. Ma i soliti, tipo Buffon e Conte, hanno spalle larghe a sufficienza per reggere e respingere il fango che gli viene lanciato contro. Ma poi ci finisce pure Criscito, per una fotografia che può dire tutto e, sinceramente, può dire anche poco. Molto poco. Ma che importa? Il mostro è in prima pagina, anche forse per coprire altra gente, magari altri nomi, magari più grossi, magari più vicini a quella linea editoriale di cui sopra.

Risultato: la carriera di Criscito, per un semplice gusto personale degli autori di quegli articoli, è a rischio. Perché se qualche imbecille segue fedelmente queste firme il povero Mimmo Criscito si troverà ormai segnato, nonostante la giustizia, forse fra poco, probabilmente fra qualche anno, lo assolverà o ne limiterà di molto la posizione.

Basti pensare a quello che alcuni imbecilli stanno facendo girare su Facebook: ridurre Criscito a ex juventino, quindi ladro, quindi uno da ammazzare. Senza contare che appena un anno fa era nei desideri di Napoli e Inter, tanto per citare due squadre che in questo scandalo ci sono dentro fino al collo, nonostante Repubblica e Gazzetta hanno già assolto tutti. Siamo veramente ridotti a questo? Sì, pare proprio di sì e in un paese del genere non vorrei abitare. Così chiudiamo con un semplice desiderio: speriamo che chi ha imposto questo possa soffrire le stesse pene, anche di più, di quelle sofferte da Criscito. Saremo qui a scrivere e sproloquiare sul loro conto… o forse no.

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Bertani replica a Carobbio: altra farsa della Gazzetta?

La Gazzetta ci ha provato. E’ chiaro a tutti, ormai, vista la posizione più morbida assunta nei giorni scorsi. Dopo la bomba lanciata con La Repubblica (che strana vicinanza, eh?!?) la Gazzetta ha fatto un passo indietro.

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Dispiace notare come non siano state pubblicate le repliche a Carobbio: vien da sé il dubbio “perché favorire una dichiarazione piuttosto che un’altra?”.

Perché è il metodo Travaglio che paga di più in Italia: di 100 dichiarazioni ne prendi soltanto 1, quella che fa più rumore, quella che ti serve di più. E pazienza se dimentichi di annotare e far leggere ai lettori le altre 99 dichiarazioni. Tutte contrarie, fra l’altro tutte coerenti fra loro.

Ne abbiamo segnalate un paio nei giorni scorsi, adesso aggiungiamo quella di Bertani.

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Un’osservazione la dobbiamo ai nostri lettori: ogni dichiarazione va riscontrata, con prove certe e coerenti, non parziali.

Ci limitiamo qui a riportare le dichiarazioni di Bertani:

Conte può stare tranquillo: Siena-Novara fu partita vera, ci si giocava la posizione in griglia per i playoff e loro la promozione. Quello che dovevo dire sulla partita l’ho detto in deposizione, Carobbio dice la sua.

Anche la Gazzetta ha detto la sua: è strano che la voce coincida sempre col pensiero di due presidenti milanesi. Alle coincidenze noi, purtroppo, non crediamo.

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