E’ proprio vero, al fondo non c’è mai fine!

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E’ di oggi la notizia riportata sul web ( http://sport.virgilio.it/calcio/foto/la-russa-terza-stella-juve-ogni-10-inquisiti.html ) che Digiamogelo  ha ripreso a far prendere aria ai denti per ossigenare il mononeurone asinaptico posseduto sin dalla nascita.

Ma pensa te!!! Un tizio del genere che faresti fatica a sollevare da terra dopo aver preso una tranvata si permette il lusso, solo per il ”potere” che esercita e che gli è stato gentilmente “donato” dall’altro tizio, il cosiddetto bungaiolo, di sparare minchiate a tinchitè (per i non addetti, ma lui essendo siciliano, purtroppo, lo capirà… significa in maniera colossale, senza fine, e senza soluzione di continuità), permettendosi del sarcasmo che proprio lui, vista la squadra per cui tifa (sic!), non può assolutamente permettersi. E allora Digiamogelo!

Lui che è nato già col pizzetto e il manganello in mano, ritiene che viaggiare con passaporti falsi sia una minkiata, Digiamogelo!

Che poi lo faccia un calciatore della sua squadra e giochi due campionati pur non potendo è una minkiata, Digiamogelo!

Certo affrontare per costui il problema del falso in bilancio visto da chi è stato politicamente prezzolato è un tantinello più difficile ma… Digiamogelo lo stesso!

Spiare le persone? Beh, beh, beh, questo proprio per costui non è nulla di grave…non Digiamogelo, non vorremmo si intristisca.

Certo, uno che ha la fantasia di chiamare Cochise e Apache i suoi figli non è che deve avere tutto perfettamente apposto e funzionante… sssshhhh, non Digiamogelo.

La sua vita sta su wikipedia, ne porto alcune parti… così tanto per farsi due risate… ops… un’idea.

 

Ignazio Benito Maria La Russa  (tratto da wikipedia – http://it.wikipedia.org/wiki/Ignazio_La_Russa )

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Di origine catanese (il padre Antonino La Russa era senatore del Movimento Sociale Italiano), La Russa ha studiato a San Gallo, in un collegio della Svizzera tedesca, per poi laurearsi in giurisprudenza all’Università di Pavia. È fratello di Romano La Russa (1952), ex europarlamentare, attualmente assessore alla protezione civile della regione Lombardia e di Vincenzo La Russa (1938), avvocato e politico. Ha tre figli, Geronimo, Lorenzo Cochis e Leonardo Apache.

Ha assolto il servizio militare di leva in qualità di ufficiale di complemento.

Prima di decidere di dedicarsi esclusivamente all’attività politica, intraprese la professione di avvocato, giungendo ad assumere le difese di parte civile nei processi per l’assassinio di Sergio Ramelli a Milano. Attività politica nel MSI.

Nel 1971 è responsabile del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Movimento Sociale Italiano. La Russa appare anche nel film di Marco Bellocchio Sbatti il mostro in prima pagina (1972), che si apre con alcune riprese reali di un comizio a Milano della Maggioranza Silenziosa, un comitato anticomunista a cui aderivano esponenti democristiani, missini, liberali e monarchici. Il 12 aprile 1973, quando era uno dei leader del Fronte della Gioventù di Milano, nella manifestazione organizzata dal Movimento Sociale Italiano contro quella che veniva definita “violenza rossa” furono lanciate due bombe a mano SRCM Mod. 35, una delle quali uccise il poliziotto di 22 anni Antonio Marino. La Russa fu indicato come uno dei responsabili morali dei lanci di bombe.

Nel 1985 è eletto consigliere regionale della Lombardia. Attività parlamentare per AN fu in prima linea nella fondazione del partito Alleanza Nazionale, guidato da Gianfranco Fini, nel 1995. Eletto deputato per la prima volta nel 1992 per il MSI, è stato confermato per Alleanza Nazionale alla Camera nel 1994, nel 1996, nel 2001, nel 2006 e infine nel 2008 per il Popolo della Libertà. Membro del consiglio direttivo di An alla Camera nel 1994. Ministro della difesa per il PdL  l’8 maggio 2008 viene nominato ministro della difesa nel governo Berlusconi IV e l’11 maggio 2008 reggente di AN; ha detenuto quest’ultima carica fino all’ingresso di Alleanza Nazionale nel Popolo della Libertà, fatto avvenuto il 29 marzo 2009, venendo poi nominato coordinatore nazionale del PdL assieme a Sandro Bondi e Denis Verdini. All’interno del PdL, il 2 maggio 2009 La Russa ha fondato «La nostra destra», per rivendicare la sua cultura politica di provenienza, e per sostenere come la corrente minoritaria dei cosiddetti finiani non rispecchi più quelle che sono a suo parere le posizioni della destra.

Nel novembre 2009 ha contestato la sentenza Lautsi v. Italia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, dichiarando: «possono morire, possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla»

Il 10 marzo 2010, durante una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dapprima invitò un giornalista, Rocco Carlomagno, a smetterla di interrompere il premier e le domande degli altri giornalisti e ad attendere il suo turno. Successivamente cercò di allontanarlo prendendolo per il bavero e poi strattonandolo. Rocco Carlomagno annunciò una querela nei confronti del ministro, definendolo «picchiatore fascista» che però non sporse mai.

Il 12 febbraio 2011, presso la manifestazione In mutande ma vivi, La Russa scalcia volontariamente un giornalista di Annozero, Corrado Formigli, che avrebbe voluto rivolgergli alcune domande sui possibili scandali sessuali di Berlusconi. Il Ministro inizialmente si scusa, sostenendo di non essersi accorto del giornalista. Poi accusa il giornalista stesso di avergli lui rifilato dei calci alle spalle. Formigli viene allontanato dalla vigilanza.

Il 30 marzo 2011, durante il dibattito in Parlamento sul processo breve, redarguito dal Presidente della Camera Gianfranco Fini per aver applaudito ironicamente Franceschini che lo accusava di aver fomentato una manifestazione contro il governo spintasi fin quasi all’entrata di Montecitorio, lo ha apostrofato con un «vaffanculo», salvo poi scusarsi con lui per telefono, ribadendo comunque di non aver mai insultato Fini.

La Russa è indagato dalla Corte dei conti per peculato in relazione all’utilizzo di voli di Stato per recarsi alla partita Inter – Schalke 04 del 5 aprile 2011.

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