Menu Chiudi

Tag: lamela

Calciomercato Juventus: fra sogni impossibili e improbabili

Il calciomercato é quel sogno a occhi aperti che comincia ogni mattina alla lettura dei giornali. Tutti protagonisti: chi di calcio sa poco, chi di calcio non capisce niente, chi di calcio vive e capisce molto.

Advertisment

Via Vidal, dentro tanti soldi. Il quesito é: come spenderli? Cosa manca? Chi prenderesti?

Vidal é impossibile da rimpiazzare: nessuno al mondo é capace di unire con questa classe ed efficacia sostanza e qualità, corsa e tecnica, recuperi di palla e gol. Speriamo solo che la Juve abbia azzeccato ancora una volta i tempi della rivoluzione, come fu con Zidane e Inzaghi.

Allegri adesso cerca un 10, un trequartista puro capace di giocare fra le linee e sostituire le giocate che sono state di Pirlo e Tevez in fatto di regia offensiva. Fra lanci, dribbling, assist e gol, il nuovo talento che la Juve prenderà é chiamato a grandissime giocate.

Advertisment

Profili papabili? Goetze, per il dovere che impone la logica di considerare uno scambio asimmetrico di mercato fra Juve e Bayern. Poi Draxler, che rappresenterebbe una vera scommessa.

Ma non solo. Altri nomi che ad Allegri piacerebbero, fuori dall’impossibile trattativa legata a Oscar e Isco, fanno riferimento ai vari Pastore e Lamela, per esempio. Gente capace anche di giocare sulla fascia, o partire larghi per poi accentrarsi, e abili saltatori di uomini. Perfino Perotti, almeno come tipologia di giocatore, rientrerebbe in questa lista: dribblatori di professione in grado di garantire, da soli, la superiorità numerica lasciando al centrocampo il compito della quantità.

Ma esiste anche un’altra possibilità di mercato. Se non un top (tipo Goetze), Paratici e Marotta potrebbero anche virare su un doppio nome: un centrocampista di qualità, ma un centrocampista, e poi un esterno d’attacco. L’idea che circola a Vinovo é che lo staff bianconero stia ragionando su un concetto semplicissimo: se é impossibile arrivare a un classico 10, tanto vale cambiare pelle e tentare la via che Lippi promosse al suo rientro a Torino nel 2002: via un genio come Zidane, e dentro muscoli e corsa (più una tonnellata di tecnica) come quella di Nedved, con contestuale cambio tattico.

Corsi e ricorsi?

Advertisment

Sogni di un tridente di mezz’estate

Dal 3-5-2 di Conte al 4-3-3 di Allegri? Sarà questo il passaggio più importante del cambio di gestione tecnica? In questa prima fase di precampionato ci sono tutti i segni.

Advertisment

Il lavoro di Max Allegri verte su un principio di conservazione dei vecchi schemi a cui aggiungerà le sue idee. Progressivamente, senza quel trauma tattico che potrebbe recare più danno che benefici.

La più interessante è il tridente offensivo, già provato in queste partite, anche con discreti risultati.

Chi c’è e cosa manca alla rosa?

In questo tridente offensivo trovano posto tutti gli attaccanti a disposizione. Da Llorente, perfetto come boa centrale e terminale prezioso dei cross degli esterni, a Tevez, che può agire indistintamente su una delle due fasce, a Giovinco, che può riscoprire il ruolo in cui tanto fece bene nell’Under 21.

Advertisment

Quando rientrerà, Morata avrà a disposizione due ruoli differenti: o attaccante esterno o vice-Llorente.

Chiaro allora che qualcosa manchi, a prescindere dal numero dei 5 attaccanti che Allegri vorrebbe in rosa. E a questo punto, con Pepe pienamente recuperato, non resta che decidere fra due differenti profili: o più trequartista, o un puro attaccante esterno.

Quali sono i profili?

Nelle vesti di puro attaccante esterno troverebbe spazio uno come Lavezzi. Solo che il PSG non lo libera così facilmente come qualcuno sta scrivendo. E sarebbe pure buona la soluzione Nani, precedentemente bocciata da Conte. Mentre l’età brucerebbe il nome Eto’o. La ricerca dunque continua. E certo Jovetic non lo daranno in prestito.

Viceversa, è un mondo tutto nuovo quello che si apre per il trequartista d’attacco. Un regista alla Zidane, una sorta di James Rodriguez. Un Lamela, per esempio, o un Pastore. O ancora Jovetic, in un ruolo più vicino alla seconda punta con doti da rifinitore. Con evidenti difficoltà sulle trattative.

Advertisment

Calciomercato Juventus: Vucinic per Lamela?

E’ sempre tempo di calciomercato. L’ultima news, in ordine di tempo, è quella che riguarda Mirko Vucinic. Il pupillo di Conte, fortemente voluto al suo primo anno di Juve, ha una posizione tutt’altro che solida. Complice l’esplosione di Llorente e Tevez, complice un oggettivo bisogno di rinnovamento in attacco.

Advertisment

Complice anche il fatto che a Mirko viene rimproverata un’indisponenza che si presenta molte volte durante una stagione. Classe pura, grande tenacia, ma ogni tanto il livello di concentrazione cala al punto che il voto in pagella è inferiore al 5. Imperdonabile per uno con una tecnica come la sua.

All’orizzonte si profila uno scenario di mercato interessante. Vucinic in Inghilterra per arrivare a Lamela, l’argentino che la Roma ha valorizzato e poi venduto per 30 milioni di euro. Villas Boas lo ha voluto, ma la stagione ha preso una strada che all’ex giallorosso non va bene. Solo 17 presenze, e nemmeno tutte da titolare, e un solo gol all’attivo. La nostalgia della Serie A è forte. La Juve potrebbe essere una soluzione molto gradita.

Advertisment

Un attaccante per un trequartista: quale idea tattica?

Vucinic è il perfetto regista d’attacco. Forte coi piedi, ottimo assistman e poi realizza comunque gol pesanti, magari non tantissimi. Può occupare tutte le zone d’attacco e per Conte ha giocato pure da ala in un 4-5-1 stranissimo, nella prima stagione dello Juventus Stadium.

Lamela è invece il trequartista buono da far partire da posizioni esterne, preferibilmente da sinistra, e attaccante aggiunto. Grande tecnica nel dribbling, buon assistman. In Italia, in realtà, lo conosciamo per l’arte di partire da destra e accentrarsi per cercare il mancino. Non è un goleador, ma nella sua seconda stagione in giallorosso ha comunque messo a segno 15 reti. Non male.

Fosse confermato l’interesse per Lamela, appare ovvio la necessità di rincarare la dose sulle fasce laterali. Prima Nani, sogno di Conte, poi Menez, ora Lamela. Per l’argentino resta il problema economico: non l’ingaggio, ma certamente quei 30 milioni sborsati dal Tottenham rappresentano un ostacolo importante. Attendiamo aggiornamenti, e crediamo che la trattativa difficilmente possa sbloccarsi in questa sessione invernale. Verosimilmente, se ne riparlerà a giugno.

Advertisment

Juventus a +4 dal Napoli: un po’ dispiace!

Qualcuno di molto saggio aveva preannunciato di stare tranquilli e buoni e abituarsi a una Juve a corrente alterna. Problemi di convinzione, di stimoli, di idee e obiettivi. Qualcuno di molto saggio aveva preannunciato una Juve così.

Advertisment

E conviene credere a queste parole, altrimenti si rischia di impazzire. Non ricordo a memoria un tiro in porta. Nemmeno un tiro in porta in 90 minuti, esclusa la punizione di Andrea Pirlo. Né Vucinic né Matri, né Anelka né Giovinco. Anche se, se posso permettermi e mi permetto, il francese è stato l’unico a tentare la verticalizzazione. In una partita dove la Juve ha magnificamente operato per via orizzontale. Solo che chi ha concepito il gioco del calcio ha previsto il gioco in verticale, tanto è vero che le porte sono sistemate sul lato corto del campo.

Alla mancanza di forze non credo. Come diceva un comico romano “hai 20 anni, ti faranno 30 analisi al giorno, ti alleni 8 ore al giorno, sei sano come un pesce e qualche sgroppata te la puoi fare”. E’ un problema di testa, come diceva quel saggio. Di stimoli. La Juve ha tanta voglia d’Europa, mentre in Italia è convinta di poter decelerare per restare su.

E va pure bene perché il Napoli fallisce l’avvicinamento. E così mi viene voglia di rosicare.

Rosico perché abbiamo dato fiato a dei morti. La Roma aveva la peggior difesa, probabilmente i due peggiori portieri della Serie A, di sicuro una scarsa organizzazione difensiva e noi non li abbiamo mai punto.

Rosico perché un fallo come quello meriterebbe il rosso, invece poi Totti ha segnato il gol vittoria.

Advertisment

Rosico perché sempre su Pirlo c’è stata una manata violenta di Lamela.

Rosico perché nessuno sottolinea i due episodi, molto chiari e palesi. A maglie invertite oggi ci sarebbe uno show martellante contro la Juve.

Rosico perché non siamo tutelati e in questo 2013 è molto evidente.

Rosico perché a Napoli la Samp poteva ottenere due chiari rigori, invece Doveri (sì, proprio quel Doveri!) ha fatto finta di nulla.

Rosico perché su Maxi Lopez lanciato a rete c’era un fallo netto di De Sanctis fuori area, ma andava tutto bene.

Rosico perché stiamo offrendo il fianco a chi, ormai è evidente, sta desiderando una nostra caduta. E avremmo pure la classe e la forza di chiudere questo campionato in appena due partite.

Rosico, ma tifo Juve e allora è sempre un piacere leggere e sentire i lamenti di chi da due anni è costretto ad aggrapparsi a ogni sorta di malefatta per vederci morti. Ma siamo vivi. Più che mai, siamo vivi. E sempre primi.

Advertisment