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Tag: lega-calcio

Dietro la Nazionale nessun progetto di club? Sicuri?

Non hanno atteso nemmeno il giorno dopo per lanciare la solita “minchiata”. Ce lo aspettavamo, figurarsi. Così come ci aspettiamo che riparta la macchina del fango ai danni della Juve e dei suoi tesserati. Gli eroi sono già… colpevoli. E noi siamo prontissimi per ribattere colpo su colpo. Attendiamo ancora qualche tipo di notizia su Inter-Chievo e Milan-Bari su cui gli zingari erano sembrati più che attendibili come dice Palazzi.

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Un fenomenale Enrico Varriale lancia l’anatema in diretta RAI:

Purtroppo dobbiamo constatare come dietro la Nazionale non ci sia un progetto dei club italiani.

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Varriale, quello che “non piaceva a nessuno e chi poteva evitare l’intervista a RaiDue lo faceva volentieri”, spara una vaccata e nessuno prova a riportare un minimo di equilibrio mentale in studio. Tale frase è vera solo per il 99% dei club italiani. Ce n’é infatti uno che è assolutamente su un altro pianeta. E lo testimonia il mercato recente e quello futuro, oltre che il campionato appena concluso. Tale club è la Juventus.

Antonio Conte ha varato uno dei progetti tattici più interessanti degli ultimi 20 anni. Tanto che in molti si sono lanciati in un consiglio a Prandelli: copia la Juve. Come se fosse facile. La Juve ha giocato il miglior calcio dalla prima all’ultima giornata, con una efficacia molto elevata nonostante l’assenza del top player. Giovani, esperti, forti. Ecco il gruppo bianconero che ha prestato ben 7 pedine alla Nazionale, più l’ottava in corsa (Giovinco, messo ai margini da Prandelli e chissà perché!). Le domande allo stesso Prandelli ce le riserviamo in un secondo articolo, qui ci limitiamo a sottolineare la terribile bugia della RAI.

La Juve è l’unica formazione di alto livello ad aver fornito un blocco collaudato e che nei suoi elementi ha contribuito sensibilmente a questa spedizione. Contiamo? Il Milan ha dato Cassano (sul quale si sono infrante le speranze di “decisività”), Abate e Nocerino (ignorato nonostante lo strepitoso campionato), cui si è aggiunto Montolivo. Il Napoli ha dato De Sanctis (prossimo a essere interrogato visto il coinvolgimento nel Calcioscommesse) e Maggio (uno dei migliori esterni di fascia, superato poi da Abate nelle gerarchie di Prandelli). La Roma ha fornito De Rossi (che grande giocatore) e Borini (mai in campo, forse non si è mai neppure riscaldato, alla faccia del rinnovamento azzurro). L’Udinese ha prestato Di Natale. Il Bologna Diamanti. Il Palermo Balzaretti. Il Manchester City Balotelli. E per finire il PSG ci ha regalato Sirigu e Thiago Motta, l’uomo che doveva farci svoltare nella finale contro la Spagna.

Ci domandiamo dove siano i contributi di Inter, Lazio e delle altre formazioni. Ci chiediamo pure quali siano i progetti di tutte le italiane. Dal Milan che regala Pirlo alla Juve preferendo investire su stranieri e vecchietti, alla Lazio che schiera fino a 10 stranieri, passando per la stessa Udinese che fa incetta di extracomunitari. Così le parole di Ebete… pardon, Abete… e quelle di uno stralunato Albertini ci sembrano completamente fuori luogo. In mano loro il calcio italiano ha perso posizioni su posizioni, subendo parecchie batoste come questa contro la Spagna. Per non parlare dei club italiani, prima di tutte la Juve (mandata al macello proprio dalla Lega e dalla FIGC), che in Europa vengono regolati con una facilità disarmante. Ma di che progetto state parlando?

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Divisione bottino LEGA secondo Zamparini e secondo me

Quando si riuniscono mi danno sempre la sensazione che parlino del nulla, come se siano di fatto slegati dalla realtà che li circonda. Una LEGA in queste condizioni, con una FIGC deprimente sotto ogni profilo… beh non ne capisco la presenza.

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E capisco ancora meno le dichiarazioni dei vari Zamparini, Cellino, De Laurentiis sulla divisione dei profitti, quote, soldi e altro.

Non va mai bene un criterio, forse perché il criterio è talmente semplice e banale. Forse perché non è il criterio il problema, quanto il loro operato. Facciamo un esempio su tutti.

Come devono essere suddivisi i ricavi dei diritti TV? E non solo, ovviamente, ma limitiamo il nostro ragionamento a questa domanda.

Una risposta naturale potrebbe essere la seguente: chi ha un maggiore bacino d’utenza. Ed è chiaro il motivo: chi ha più tifosi fa vendere di più. Problema: ha più tifosi la Juve!

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Soluzione numero due: in base al piazzamento in classifica. Questa, secondo me, potrebbe essere una gran cosa, tranne che siamo in Italia e generalmente le prime piazze sono occupate sempre dalle stesse formazioni. Senza contare i complotti, i finti complotti e la paure dei complotti. Però negli ultimi anni, in cui la Juve si è suicidata, Udinese e Lazio avrebbero potuto attingere a questa regola: vinci, arrivi in alto, vieni premiato. Qui la suddivisione potrebbe essere matematica: il 20% al primo arrivato, il 15% al secondo e via così. Un po’ di numeri a caso ovviamente. I piccoli presidenti non ci stanno, soprattutto Zamparini che è un mostro ad allestire rose quotate e performanti. Ma questa non può essere colpa della LEGA né della FIGC.

Soluzione numero tre: si dividono equamente. Si divide la quota totale esattamente col numero delle società di Serie A (procedimento analogo per le altre leghe). Problema: viene sconfessato un criterio molto molto semplice e oggettivo. Chi fa vendere di più e chi meriterebbe di più prende una quota uguale all’ultimo arrivato o a quello meno parsimonioso o a quello che ha completamente sbagliato il progetto tecnico. E viceversa. Esempio lampante: la Juve degli ultimi due anni non meritava guadagni, con questo sistema avrebbe invece preso una quota uguale a quella della squadra prima classificata. Secondo me è demente.

Soluzione numero quattro: si analizzano tutta una serie di dati al fine di valutare la virtuosità di una società di calcio. Chi è la società più virtuosa? Quella che ha un ottimo rapporto guadagni/spese? I criteri qui possono davvero essere tantissimi: nazionali in rosa, giocatori italiani in rosa, giovani in rosa, prodotti del vivaio in rosa, affluenza allo stadio, stadio di proprietà, debiti, ricavi e via dicendo. Seppur complesso, questo tipo di soluzione sarebbe in realtà l’ideale perché costringerebbe i Presidenti a operare nel bene e cercando il meglio. Purtroppo però TUTTI i Presidenti hanno la coscienza sporca sotto questo punto di vista e quindi preferiscono intascare, intascare e intascare e mai lavorare. Bla bla bla, è lo sport che preferiscono.

In merito a quest’ultima polemica porto un paio di esempi a caso:

  • negli ultimi 2 anni la Juve non poteva intascare soldi visto che ha operato molto male e ingigantito le proprie casse, in misura negativa ovviamente;
  • si parla di etica e di competenza, ma nessuno ha ancora evidenziato la malagestione di Moratti: debiti su debiti, fallimenti su fallimenti, in parte colmati con i trucchi di bilancio. E i cugini rossoneri non sono da meno, ma la stampa e le TV li proteggono e quindi sembra che sia tutto ok;
  • l’Atalanta-di-Milano che ha vinto 18 scudetti negli ultimi 4 anni ha fornito un contributo deprimente all’Italia-Calcio: nessun nazionale, afflusso pazzesco di stranieri. Per una squadra che si vanta del titolo nazionale è abbastanza triste;
  • quante sono le squadre italiane che attingono al proprio settore giovanile? Pochissime, se non nessuna mi verrebbe da dire. La Juve sembra volerci provare, ma anziché far rientrare Immobile preferisce pagare lo stipendio a Borriello. Restano solo le piccole, costrette però dall’impossibilità a investire ingenti somme di denaro sul mercato.

Ecco, mi piacerebbe sapere perché non si discute mai su/di questi termini, piuttosto si continua a parlare a vanvera e a produrre sempre poco. Compresi quei fenomeni da baraccone che si riempiono la bocca di belle parole, ma che non riescono mai a combinare nulla (ogni riferimento ad Arrigo Sacchi è voluto e non casuale!).

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Napoli-Juve: le dichiarazioni che non ti aspetti

Questa non è satira, questa è realtà. Triste, ma reale:

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  • Marotta: “Noi lo abbiamo saputo dalla radio, non ci ha chiamato nessuno e non abbiamo partecipato ad alcun summit”;
  • Pampa Sosa, inviato al San Paolo di SKY: “Mi viene voglia di prendere la palla e mettermi a giocare, qui il terreno è in perfette condizioni”;
  • Gianluca Paparesta, dallo studio MediasetPremium: “Diventa difficile sostenere che si è rinviato il match per le condizioni del campo”;
  • Riccardo Ferri: “Onestamente qualcosa non quadra”;
  • Aldo Serena: “Decisione affrettata, ero a Napoli e si poteva tranquillamente giocare”;
  • Mario Sconcerti, giornalista SKY: “Incomprensibile il modo che ha portato al rinvio”;
  • Aronica: “dico che è la Juve a dover essere contenta del rinvio”;
  • Maurizio Pistocchi: “Mi metto nei panni del tifoso juventino e onestamente sarà difficile dare torto a chi pensa male”.

Queste sono solo alcune dichiarazioni raccolte nella farsesca giornata di domenica.

Riusciamo, in un problema serio e delicato, a farci ridere addosso da tutto il mondo, si sprecheranno le ironie, e il problema di chi decide resta.

Da una parte c’è un intero popolo, quello bianconero, compresi i dirigenti, che mostrano immensa amarezza per il fatto di pensare, dubitare, che questo sia stato uno scherzetto da parte del Napoli Calcio. Attenzione: Napoli Calcio!

La sensazione è amplificata dai servizi andati in onda e che hanno dato l’impressione che questo rinvio è stato deciso di pancia, in un summit fra il tifoso napoletano De Magistris e un dirigente azzurro, assieme all’assessore. Scavalcate le gerarchie.

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Curiosità: la Lega non è stata avvisata, né informata in tempo reale di quanto stava accadendo. Juve e Lega hanno saputo del rinvio a decisione ormai presa, con alcuni tifosi che erano già partiti alla volta di Napoli e che hanno potuto comunque raggiungere lo Stadio.

I collegamenti dei giornalisti sono a metà fra l’imbarazzo nel dover comunque far vedere le immagini in diretta di una situazione all’opposto del critico e del tragico, e nel non sapere assolutamente chi contattare per chiedere chiarimenti. Addirittura l’assessore napoletano ha postato su Facebook. Siamo avanti noi in Italia!

Resta il fatto che ora la data di rinvio sarà un campo di battaglia sanguinoso, risolto secondo le regole.

La Juve ha un calendario molto particolare, mentre il Napoli ha le Coppe. Attenzione perché i bianconeri giocheranno domenica, domenica e poi lunedì per via di una importante manifestazione a Roma. Poi c’è un turno infrasettimanale e purtroppo, purtroppo per gli avversari, anche alla Juve vanno garantiti almeno due giorni di riposo. Detto diversamente la data del 14 dicembre è impraticabile, visto che la Juve gioca giorno 12 dicembre. E infatti la Lega ha scelto la data più regolare, ossia il 29 novembre. Marotta ha imposto la notturna.

Ora, infine, sappiamo come si fa a rinviare le partite che arrivano in un periodo sfortunato: basterà rovesciare un paio di secchi d’acqua, convocare Fassino che è tifoso bianconero e su Facebook creare una fan page: “Vota se vuoi rinviare la prossima partita di campionato”.

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