Menu Chiudi

Tag: legrottaglie

Ecco tutti i furti della Juve…

Nella giornata appena chiusa tanti sono stati i furti della Juve che ci sentiamo in dovere di riunirli in una unica grande lista. Ci scuseranno i nostri lettori per la franchezza, ma non ce la sentiamo più di proteggere i bianconeri e quel cupolaro di Marotta.

Advertisment

Advertisment

Buona lettura:

  1. gol di Mauri regolare annullato, la Fiorentina ha così potuto chiudere la propria vittoria;
  2. rigore negato alla Lazio nella stessa partita, ma Lotito è solo pazzo e quindi la sua protesta non viene raccolta dai giornali e dalle TV: intanto Pradè non protesta né chiede di ripetere la gara, mentre Della Valle balla in tribuna lui che accusava Agnelli di andare in discoteca o qualcosa del genere;
  3. domenica scorsa rigore netto negato a Gomez del Catania contro l’Inter: nessuna protesta si è levata dai gazzettari di turno. Il padrone non l’avrebbe permesso;
  4. rigore netto negato al Chievo contro il Napoli, ma anche qui la protesta di Sorrentino “perché al San Paolo non è avvenuto uno scandalo come a Catania?” non viene raccolta: c’è evidentemente un complotto contro il Napoli, dopo il rigore su Hamsik avvenuto però fuori area contro la Sampdoria (altri 3 punti scippati).

Certo è clamoroso l’annullamento del gol a Bergessio, così come ci piacerebbe conoscere l’opinione sul fallo di Legrottaglie su Giovinco e il pugno di Spolli su Pogba… ma ci accontentiamo di essere primi, imbattuti e lanciati verso un’altra stagione super.

Advertisment

I numeri del mercato invernale di Juve, Milan e Inter

Continuo a leggere molti commenti negativi. Di partita in partita le opinioni cambiano in modo così netto che spesso si perde di vista la realtà concreta, quella dei fatti che determinano poi tante cose e tante scelte. Oggi perciò cerchiamo, con i soli numeri di dare un senso al mercato invernale delle tre cosidette grandi. Buona lettura.

Advertisment

Juve: Barzagli, Toni, Matri

Toni: 7 presenze, 2 gol. Media voto: 6,2.

Matri: 10 presenze, 7 reti. Media voto: 6,6.

Barzagli: 9 presenze, 0 reti, 1 assist, 0 ammonizioni, 0 espulsioni. Media voto: 5,8.

Milan: Cassano, Van Bommel, Emanuelson, Legrottaglie

Cassano: 15 presenze, 3 gol. Media voto: 5,9.

Van Bommel: 10 presenze, 0 gol, 3 ammonizioni, 1 espulsione. Media voto: 5,9.

Advertisment

Emanuelson: 6 presenze, 0 gol. Media voto: 5,5.

Legrottaglie: 2 presenze, 0 gol, 0 ammonizioni, 0 espulsioni. Media voto: 6,25.

Atalanta di Milano: Pazzini, Kharja, Nagatomo, Ranocchia

Pazzini: 12 presenze, 6 gol. Media voto: 5,9.

Kharja: 11 presenze, 1 gol. Media voto: 5,6.

Nagatomo: 8 presenze, 1 gol. Media voto: 5,5.

Ranocchia: 12 presenze, 0 gol, 1 ammonizione, 0 espulsioni. Media voto: 5,8.

Attenzione: dati aggiornati al 16 aprile 2011.

Advertisment

Juve, a che punto stiamo col mercato?

La situazione adesso mi mette nervosismo. E mi fa rabbia anche solo leggere di affari conclusi e di cifre (ipotetiche o molto vicine alla realtà) alle quali certi affari potrebbero andare in porto.

Advertisment

Fermo restando che ho totale fiducia nel gruppo Marotta-Paratici-Andrea Agnelli, chiedo però un passo in più in avanti per rispetto a noi tifosi.

Questa Juve è stata costruitanon so più quante volte l’ho dettosu alcuni pilastri. Venuti meno quelli, per infortunio tipo Quagliarella e Iaquinta, per cattiva forma tipo Aquilani e Krasic, per squalifica tipo Felipe Melo, la Juve è caduta in vecchie trappole legate a sconfitte clamorose e pareggi che ho già analizzato e classificato come difetti giovanili di una squadra ancora in costruzione.

Con Amauri e Pepe in avanti, o con un Martinez che ancora deve dimostrare tutto, o con un Sissoko in confusione mentale, si va poco poco lontano. Se a ciò aggiungiamo le poche defezioni del mercato, leggi Traoré e Marco Motta, ecco la frittata dei tanti punti che mancano alla Vecchia Signora. Ma con i se e con i ma non si fa la storia. Storia che ho già raccontato.

Advertisment

Il cerchio viene chiuso allora da un ritorno al mercato. Mercato invernale che è sempre il più complicato. Amauri è difficile da vender senza perdere una valanga di soldi sul prossimo bilancio. A quanto pare Marco Motta ha estimatori in numero pari a zero, e quindi sei costretto a tenertelo. Grygera andrà fuori a fine anno, perché vuoi o non vuoi può tappare alcune assenze da qui a giugno. Legrottaglie e Grosso sono in uscita e l’acquisto di Barzagli serve proprio a questo!

La Juve non può comunque permettersi tutte queste incognite. Sta rientrando Paolo De Ceglie per il quale servono ancora due settimane. Fra una settimana torna Toni su cui esiste parecchia curiosità per quello che potrà dare fino a fine campionato (sarei per esempio curioso di sapere cosa avrebbe fatto lui con le due palle capitate ad Amauri contro la Samp) e domani sera ritorna Iaquinta (il quale non garantisce assolutamente il buono stato di salute da qui a tre settimane). E’ necessario una punta che la butti dentro e che non soffra di emozione davanti al pubblico torinese.

Chi parla di Pazzini o di Benzema probabilmente non ha capito nulla della Juve di adesso. Non ci sono i 17 milioni di euro che l’Atalanta di Milano sarebbe disponibile a spendere per il Pazzo di Genova, né i 20 milioni di euro richiesti presumibilmente dal Real, ora che Benzema serve come il pane viste le assenze in rosa.

Strano però che non si sia fatto un tentativo, almeno un tentativo, per Adebayor che il Real (ok, altro fascino) si è portato a casa con un prestito.

Curioso poi che si parla di 800 attaccanti e non si è ancora individuato un esterno di difesa degno di Juve e di un esterno di centrocampo capace di dare il cambio a Pepe e Krasic.

Advertisment

Juventus-ManCity 1-1 Avanti popolo

E’ stata una bella gara. Imbottita di panchinari e gente che cerca il riscatto, la Juve dei Giannetti e Traoré, del rientrante Grygera e del quasi esordiente Legrottaglie… mi è piaciuta. Siamo alle solite: voglia, corsa, cuore, discreta qualità. Sono tutte caratteristiche che, se mi volto indietro di qualche mese, sono clamorosamente mancate.

Advertisment

E’ stata una bella sfida che ha detto come Del Piero è in grande ripresa, come il settore giovanile della Juve può rappresentare più che una risorsa d’emergenza per il futuro, come tutta quella gente che per giocoforza parte in seconda fila rispetto ai titolari sta comportandosi benissimo, dal punto di vista disciplinare e dal punto di vista della prestazione in campo. Mi riferisco appunto ai Sissoko e Legrottaglie.

Una gara che non valeva niente sul piano agonistico è stata trasformata in un ottimo allenamento. Contro un Manchester che presentava qualche seconda scelta, ma ad avercene di Johnson (a proposito: un grande provocatore!) tanto per fare un esempio.

Advertisment

Il secondo tempo, in particolare, ha visto una Juve arrembante, a tratti padrona del campo e della manovra. Che, bene inteso, non è ancora fluida, ma si vede che gli allenamenti della settimana sono studiati a tavolino così come vuole la tradizione bianconera.

La perla si chiama Giannetti. Fisicamente ancora acerbo, ma bene impostato, e tecnicamente gradevole, il giovanotto si è tolta una di quelle soddisfazioni da non dormirci la notte. Gol, gol da prima punta, da attaccante vero. All’esordio, con un certo Alessandro Del Piero al fianco. Da titolare, la prima, contro il Manchester City. A me tremerebbero le gambe solo al pensiero. Giannetti si è comportato bene. Non ha avuto paura dei contrasti, ha tentato le finte e gli uno-contro-uno e ha pure segnato, rischiando poi il raddoppio nella ripresa. Paratici e Marotta hanno dimostrato in passato di saperci fare con i ragazzini, speriamo continuino questa tradizione qui a Torino.

Quasi una vittoria per prepararsi alla importante gara di domenica pomeriggio col Chievo. In dubbio Marchisio e Aquilani, ma niente paura. Per la prima volta, così come abituato dal mio mister Del Neri, non guardo alle possibili assenze, ma alle probabili presenze. E cioè a quel Sissoko che sta dimostrando, almeno nell’impegno, ma perché no anche con le prestazioni, di poter rimanere in questa rosa. E anche a quel Pepe forse troppo bistrattato da certa critica. Al rientro pure Quagliarella che farà coppia con Iaquinta, visti i 90 minuti del Capitano giovedì sera.

E allora vai Juve, non fermarti. Così mi piaci!

Advertisment

Juventus-Lione 2-1 Siamo sulla buona strada

Erano anni che non vedevo una Juve così: cazzuta (pure troppa), ben messa in campo, equilibrata e finalmente con un gioco arioso. La mano di Del Neri si vede già perché le fasce funzionano (non ancora benissimo), i centrali di centrocampo fanno un lavoro impressionante, la difesa è pienamente registrata (in attesa della forma di Chiellini e di Bonucci) e l’attacco sta ingranando. Come al solito, il risultato finale non conta. Per di più la Juve è stata in vantaggio numerico per circa un’ora a causa dell’espulsione dell’ex-giocatore (praticamente) del Milan. Ma anche in 11 contro 11 la Juve era padrona del gioco e del campo.

Advertisment

A stupire piacevolmente è le scarsissime occasioni (per quantità e per qualità) concesse agli avversari, stavolta di ben altro livello rispetto ai precedenti e in piena forma visto che la prossima settimana giocheranno la prima giornata della Ligue 1. La squadra bianconera appare molto attenta e protetta, concede poca profondità e riesce ad attaccare con molti uomini. Cominciamo ad analizzare i singoli.

L’uomo in più, quello che mancava e che rischia di sbancare. E’ Marco Motta che, nel momento in cui avrà un partner ideale tipo Pepe, riuscirà ad aessere anche più incisivo di quanto non lo sia già. Spinge tantissimo con intelligenza e la sua attenzione in zona difensiva è preziosa. Era proprio il terzino che mancava, peccato che non si possa sdoppiare: il titolare è lui, ma in panchina?

A mio parere il migliore in campo è stato Sissoko. Sfiancante per gli avversari, prezioso per il compagno di reparto. Imposta e difende, sradica palloni su palloni e rilancia l’azione come i migliori trequartisti, spinge e ripiega sulle zone scoperte (tipo la fascia di Martinez). Non è mai stato sul mercato, figuriamoci dopo queste uscite. Con lui si muove alla grandissima Marchisio: enrambi promuovono un pressing eccezionale che consente alla seconda punta di ripiegare meno. In attesa del miglior Felipe Melo, il centrocampo Juve appare decisamente in buonissimo stato. Occhio pure a Ekdal che andrà in prestito: scommetto che il prossimo anno sarà in pianta stabile nella rosa bianconera.

De Ceglie ha spinto poco, dosando le discese, ma applicandosi in zona difensiva. Lo richiedeva la situazione e probabilmente è stata una richiesta di Del Neri.

Chiellini è apparso in ritardo di condizione. Manca la brillantezza e la lucidità e per questo è autore di sbavature che non generalmente non fanno parte della sua partita. Rischia il gol nel secondo tempo su uno schema che vedremo spesso. Vai Giorgio, lavora!

Legrottaglie pare ringiovanire con il passar del tempo. Probabilmente  sta riprendendosi gli anni buttati via fra distrazioni e periodi neri. Sarà preziosissimo durante tutta la stagione, anche perché gode della piena fiducia della rosa e di Del Neri.

Advertisment

La coppia Del Piero e Amauri appare un attimo contratta. Non credo si integrino benissimo perché sono abbastanza statici entrambi e le fasce non carburano. Del Piero c’è ma gli manca da morire Trezeguet e si vede. Quando finalmente decide di dialogare con Amauri sono dolori per la difesa avversaria. Il problema è che questi episodi sono rari e per due attaccanti la cosa non è piacevole. Per Alex arriva il gol su rigore. E’ comunque palese che Del Neri abbia puntato su due coppie precise e che questi due partono non con i favori del campo per due maglie da titolare.

Lanzafame non va messo troppo sotto pressione. Sta facendo bene, ma deve lavorare molto sul cross e azzardare qualche dribbling in più quando si trova a ridosso dell’area avversaria. Per il resto è scarsamente lanciato da Del Piero e poco assistito da Amauri.

L’ingresso di Pepe ha dato la svolta al match. La sua spinta e i suoi dribbling, il suo sapersi accentrare palla al piede e i suoi inserimenti potrebbero dare alla Juve quelle soluzioni che lo scorso anno Ferrara non ha mai avuto. Del Neri lo sa e il lunghissimo colloquio nell’intervallo dimostra come il tecnico friulano stia pian piano plasmando la Juve alla sua idea. Nel secondo tempo, con Diego in regia e Pepe sulla fascia è tutt’altra musica. Molto piacevole e destinata ad aumentare l’audio con la condizione e col passare del tempo.

Chiusura dedicata a Storari e Diego. Il portiere continua a confermarsi. Il valore di un portiere aumenta in senso inversamente proporzionale rispetto al numero degli interventi. Per Storari soltanto un’uscita e una parata d’istinto su un calcio di punizione dal limite. Siamo in buone mani e chiedo ancora scusa a Marotta. Il rigore quasi lo prende, ma non gli si può certo chiedere il miracolo.

E veniamo alla nota più positiva di questa nuova stagione. La rabona vale il prezzo non già del biglietto della partita, ma di un intero abbonamento allo stadio. Parto proprio da qui, da un gesto che vuol dire tanto. Serve faccia tosta, molta qualità perché è andato a segno, e serve tanta concentrazione per pensarlo in una partita ad alto tasso di verità. Tanto movimento per il brasiliano che con Del Neri è più vicino alla porta. Suo un tiro di poco alto, una punizione che ha sfiorato l’incrocio, una mezza ciabattata sul portiere, un paio di assist mal sfruttati, moltissime aperture (che valorizzano proprio il suo gioco), un sacco di contrasti vinti e un possesso palla finalmente non-fine-a-se-stesso. Diciamo che è il Diego che avevo apprezzato in Germania. Adesso serve continuità e ascoltare gli spalti. Il coro “Diego Diego” supera addirittura quello per Alex il Capitano. Gli applausi e l’incoraggiamento la dicono lunga su questo ragazzo. Pure Del Neri lo punzecchia e pare pesare le parole proprio per tenerlo sempre sulle spine. E’ lui che ha le chiavi necessarie per aprire e svoltare la stagione. Di questo Diego la Juve non dovrebbe privarsi. Serve, è vero, una prima punta tipo Dzeko, ma serve pure non disperdere il talento del brasiliano.

P.S.

Siamo alla terza uscita e Martinez continua a non convincere. Stavolta mancano proprio le idee e le gambe non rispondono. E’ nervoso e inconcludente. Soltanto a sprazzi accelera, ma non è mai incisivo. Che succede? Krasic è avvertito!

Advertisment

Juventus-Fulham 3-1 Crescita continua

Nell’intervista post partita il tecnico del Fulham, già ex perdente in Italia, ha rivelato che il Disonesto presidente tifava Fulham. E non c’è nessuna sorpresa, anzi. Normale e giusto e logico che sia così, ma suona come una gaffe. Per fattori quali eleganza e stile una simile notizia doveva rimanere fra il tecnico inglese e il Disonesto presidente. Così aver battuto e sonoramente il Fulham vuol dire, per transitività logica, aver battuto pure il Disonesto presidente. Gli abbiamo insomma regalato una serata amara. E anche qui nessuna sorpresa: accade da venti anni, lunghi anni. Neppure gli ultimi cartoni e sacchetti della spazzatura finiti nella cantina dei trofei nerazzurri riescono a risollevare le sorti di questa dubbia società.

Advertisment

Il Fulham torna a casa soltanto con un pò di fortuna in tasca. E hai detto poco! Un tiro che sarebbe finito abbondantemente a lato si insacca alle spalle di Manninger e costringerà la Juve a stringere i denti fra una settimana.

Zaccheroni spiazza tutti rischierando la squadra come a Firenze. Assetto tattico a freccia, o ad albero di Natale fate un pò voi. La sostanza non cambia: la Juve ha trovato due solidi trequartisti, molto eclettici e io credo si debba proseguire su questa strada. Candreva e Diego hanno le capacità per tornare molto indietro e operare quasi da registi, alternando le avanzate in avanti. Hanno ottimi piedi e possiedono pure un tiro dalla distanza niente male e fino ad adesso poco sfruttato. Il tutto a grande beneficio dell’unica punta: Trezeguet, Amauri o Iaquinta non fa differenza. Forse gli ultimi due sono più abituati alla manovra, ma David possiede l’innata dote di metterla dentro sempre e comunque.

Advertisment

C’è poi il gol di Nicola Legrottaglie che un tecnico da 11,5 milioni di euro definì panchinaro non scoprendo nulla di nuovo. Ma non esiste miglior panchinaro al momento di Nick Legrottaglie: puntuale, preciso, integro fisicamente. Regola la difesa anche meglio di Cannavaro e non è un caso che la Juve traballa in sua assenza. Peccato per l’età, ma è di sicuro affidamento. Lo sa Zac, lo sa bene anche Lippi che lo ha voluto alla Juve. Se riesce a conservare questa forma sarà prezioso per la Juve e anche per la Nazionale.

Al minuto 25 accade l’incredibile. Ruba palla, slalom come il miglior Alberto Tomba, dal limite una bordata incredibile, forte e precisa sul palo più lontano. Prende il legno e la palla entra in porta. E’ il 2-0 ed è a firma di Zebina. Lui, amante d’arte, si è regalato il quadro più bello. La sua intervista a fine partita ci regala un terzino che in campo diventa brutto e cattivo rispetto alla realtà del fuori-campo. Pacato e lucido, fa quasi tenerezza sentirgli imprecare “la troppa sfortuna in questi anni”. Lui che in Serie B fu uno dei pochi ad attaccare i veri responsabili dello sfracello bianconero.

L’aveva detto, l’avevo promesso e statisticamente non poteva andare diversamente. Se David non segna per più di 200 minuti allora vuol dire che non gioca o che è crisi profonda. Quel gol riescono a farlo solo due persone al mondo: David e… no mi correggo, li riesce a fare soltanto lui! Primo tiro di collo sul palo e poi senza caricare né ragionare ancora collo sul palo lontano. E’ il 3-1 che manda le squadre sotto il tunnel. E’ il 3-1 che ridà alla Juve serenità e forza. E’ un gol meritato e importante. Continua a ripetere che sta riacquistando forma e lucidità, che ha cambiato modo di giocare per venire incontro alle richieste del tecnico, come un Primavera qualunque, come uno che è appena arrivato alla Juve e deve dimostrare ancora tutto. Quanto è mancato questo ragazzo alla Juve. Forse per questo la sua maglia numero 17 non avrà altro cognome pure il prossimo anno se non Trezeguet.

E’ complicato farmi cambiare idea. Servono fatti, tanti fatti. Però alla luce dei fatti, se avevo sbagliato ammetto l’errore e chiedo perdono. Mi tocca farlo proprio oggi. Le scuse vanno ad Alberto Zaccheroni, un tecnico che non conoscevo affatto se non per la parentesi Udinese. Pacato, tranquillo, con le idee molto molto chiare. Ha gestito il gruppo come meglio non si poteva fare, sta azzeccando scelte e tattiche, cambi e squadre da mandare in campo. Ha acquisito il completo controllo dei giocatori, sembra averne in pugno pure gli stati d’animo (leggi Diego e Melo e Del Piero) e parla chiaro, molto chiaro. Ieri ha spiegato perfettamente i tre cambi e l’esclusione di Del Piero (a 35 anni chiedergli 6 partite in 2 settimane e mezzo… è un pò troppo), ha spiegato pure che lui non ha fatto nulla sul piano tattico, ha solo rattoppato un paio di buchi psicologici, come a dire “figuriamoci cosa potrà fare la Juve con le mie lezioni di tattica”. Ecco, mi sbilancio: quando si vedrà la vera Juve di Zaccheroni? Nel 2010/2011? Perchè no! Intanto sotto col Siena!

Advertisment