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Tag: lemina

Juventus – Udinese 2 – 1 / Vincere anche quando non meriti

Vincere partite dove hai giocato male e meriteresti di pareggiare non ha prezzo.

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È successo ancora una volta, ieri sera, contro un Udinese coraggiosa. Oltre Dybala, nulla da ricordare. Con due perle, il ragazzo con la faccia da bravo bimbo ha risolto un match che poteva creare non pochi problemi.

Non funziona l’esperimento del doppio play, perché né Hernanes né Lemina lo sono. Non funziona un Alex Sandro spaesato a fare da mezz’ala, visto che è uno dei degli esterni più forti del campionato. Non funziona nemmeno Mandzukic che a 4 metri dalla porta vuota spara alto di tibia.

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Allegri si diverte a mescolare così tanto le carte ch in vieni da pensare che si stia compilicando la vita da solo, in attesa di avversari probanti. Ma il rischio enorme di smarrire identità e di non trovare equilibri e solidità non è da correre.

Il 3-5-2 sembra l’isola felice, con automatismi impressionanti, anche se gli interpreti attuali, a centrocampo, non sarebbero i migliori. Benatia pare giocare nella Juve da sempre e tranquillizza sulla precarietà di Chiellini, in attesa di Rugani. Ma bisogna inventarsi qualcosa, se mancano Pjanic, Khedira e Marchisio.

E nel pomeriggio dove la Roma vince, ma non convince del tutto, e il Napoli conta fatturati e si lamenta dell’orario (alle ore 15 il fischio di inizio), resta un fatto: vincere partite dove hai giocato male e meriteresti di pareggiare non ha prezzo.

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Lazio – Juventus 0 – 1 / Vittoria per inerzia, ma primi problemi

Che il caldo abbia potuto sfaldare le energie dei bianconeri appare inverosimile. Perciò nella vittoria contro la Lazio si deve registrare un passo indietro nella qualità della prestazione.

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Il motivo principale è l’aggressione tattica dei biancocelesti soprattutto nel primo tempo, dove né Lemina né Asamoah sono riusciti a rispondere col palleggio al maggiore dinamismo dei laziali. Da aggiungere il costante fuori posizionamento di Dani Alves che rappresenta un’arma e insieme un problema per gli equilibri tattici bianconeri.

Se perciò Dybala si sbatte come il miglior Tevez trasformandosi in regista a tutto campo, questo sbattersi toglie energie all’argentino sotto porta, dove per la verità non è mai arrivato con la Lazio. Allegri dovrà lavorare, e molto. Il 3-5-2 non funziona senza un regista di qualità (Marchisio rientrerà fra molte partite e dal mercato non pare arrivare la pedina tanto richiesta dal mister) e con Pjanic in panchina. Senza contare che Asamoah ha fatto registrare un’insufficienza piena per palloni persi e rallentamento del gioco.

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Mercato o non mercato, se la Juve perde la fame e la voglia di stupire, questo sarà un campionato non così vinto in partenza come tutti, frettolosamente, sembrano voler archiviare. Il pericolo maggiore è nella testa di chi scende in campo.

Resta però un’altra vittoria, quasi per inerzia, il fatto di non aver mai subito pericoli, e un Khedira sontuoso. Il tedesco è insostituibile per intelligenza tattica e per senso di inserimento. E quando la Lazio si è affacciata a ridosso della difesa, Benatia ha rimbalzato tutto e tutti, pallone compreso.

C’era caldo, ma appare inverosimile addossare al calore una prestazione non positiva della Juve. Resta il punteggio pieno.

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Lazio – Juventus / In attesa del miglior Higuain

La Juve che si prepara ad affrontare la Lazio nella seconda giornata di campionato sarà ancora priva di Higuain, almeno dal primo minuto. L’argentino sta recuperando la condizione migliore, e quindi Allegri si affida agli uomini più in forma e rodati. Un solo dubbio: Lemina o Pjanic davanti la difesa, con Lichtsteiner che dovrebbe averla spuntata su Dani Alves sulla destra.

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Sarà Benatia a sostituire Bonucci al centro della difesa a tre, vista l’assenza per motivi personali del regista difensivo bianconero. A proposito: tanti auguri Leo, ti meriti il meglio!

I biancocelesti arrivano da un bel turno di campionato, non senza patemi e certamente con una difesa tutt’altro che registrata. Mentre la Juve si appoggia alla solidità di schemi ormai pienamente acquisiti, sperando nella continuità di Asamoah e Khedira, in attesa di un’ultima parte di mercato confusa.

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Di ieri sera la chiusura forse definitiva per Matuidi del presidente del PSG, mentre dall’est non arrivano segnali di apertura per quel Witsel che a questo punto rappresenta l’unica vera alternativa al francese. Sarebbe alquanto strano chiudere la sessione senza un rinforzo nella mediana, scommettendo così sulla buona salute di Khedira, sul pieno recupero di Asamoah, in attesa di quel Marchisio che a oggi non ha un vero sostituto in rosa. A meno di promuovere definitivamente Lemina nel ruolo di frangiflutti. Il che non dispiace a molti, vista la fisicità di Mario e la tecnica buona, certamente lontana da Pirlo e Marchisio.

Davanti sono molti a chiedere un esperimento: un terzetto d’attacco puro che manca dai tempi di Lippi, quando Del Piero affiancava Ravanelli e Vialli. A oggi sono due le ipotesi verosimili: Dybala e Pjaca dietro uno fra Mandzukic e Higuain, o la versione più spinta con Dybala dietro il croato e il Pipita.

Intanto c’è da infilare la seconda consecutiva. Che sarebbe poi un passo avanti rispetto a un anno fa. In attesa del miglior Higuain.

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Juventus – Bologna 3 – 1 / Buonasera Signorina Buonasera

Più che Signora, proprio per nulla saggia e quindi Vecchia, questa Juve è una Signorina. Con vizi e virtù delle signorine: si piace un po’ troppo, si specchia di più, troppe volte poco efficace.

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Trucco e parrucco uguali alla serata contro il Siviglia, e non era mai capitato in questa stagione che andassero in campo gli stessi 11 della partita precedente. Un piccolo indizio che qualcosa di solido sia stato raggiunto?

Eppure la domanda è: perché Hernanes in campo e Lemina fuori? Il francesino è tagliato per quel ruolo davanti la difesa, dimostrando pure una certa disinvoltura nell’amministrazione di certi palloni. La logica imporrebbe il suo nome sempre in campo, almeno fino al rientro di Marchisio.

Ma non è colpa di Hernanes se la difesa si fa tagliare in quella maniera al minuto numero 4. Mentre è colpa del brasiliano se ogni tanto perde la bussola e la Juve si scopre vulnerabile e scoperta, in preda a contropiedi che gli anni precedenti non facevano nemmeno in tempo a partire. Su questo bisogna lavorare, perché là davanti la produzione di palle gol assume un profilo imabarazzante se rapportato al numero di realizzazioni.

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Morata che sbaglia in quella maniera fa sospettare che lo spagnolo stia peccando di poca umiltà nei confronti della Serie A. Al contrario, Dybala si è caricato il peso della costruzione delle azioni insieme a un fondamentale Cuadrado. L’ex Palermo dimostra carattere a quintali, anche quando con freddezza sigla il rigore del 2-1.

Che Khedira chiuda i giochi assomiglia infine a una specie di segnale, compreso il ritorno in campo di Asamoah. I tasselli cominciano a essere inseriti nel verso giusto, nel posto giusto.

Avvertenza: la scalata potrebbe provocare godurie mai provate in passato.

Contro-avvertenza: senza continuità, la delusione potrebbe invece rilevarsi più amara del previsto, alla luce delle potenzialità di questa rosa (e del peso delle avversarie).

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Uomini su cui contare: la Juve è aggrappata a questi

Gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà: sembra il mondo Juve, parafrasando Sciascia. Noi tifosi, al momento, siamo il quarto tipo.

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Scherzi e narrativa a parte, i bianconeri devono nuovamente ripartire, almeno trovare una cuadratura che sembrava tale con alcune pedine al posto giusto.

Se Hernanes è un problema da regista, Lemina risulta invece perfetto per agire davanti la difesa: capacità di pressing, alta aggressione, numero impressionante di recuperi palla. Non ha la qualità di Pirlo (lo vedrebbe pure… Bocelli), ma le caratteristiche sono quelle giuste. Ai suoi lati devono agire Pogba e uno fra Sturaro e Pereyra in attesa dei recuperi di Khedira e Marchisio.

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Il 4-3-3 appare imprescindibile per garantire copertura, e qual giusto sintomo all’offensività di cui una Juve poco cinica ha assoluto bisogno.

Cuadrado e Morata sono i soli a poter indirizzare la Juve verso la rete, insieme a un Dybala per il quale bisogna uscire da un equivoco: il ragazzo deve crescere (d’accordo con Allegri), ma è l’unico che ha tiro, sfrontatezza nel dribbling e quella pericolosità necessaria per chi d’ora in avanti può sbagliare poco e concederà tanto. Aspettando Mandzukic, Zaza dovrà fare la sua parte. Ma tenere in panca Dybala appare azzardato, irrispettoso per il mercato, irriguardoso verso una delle poche pedine di qualità di questa squadra.

Cosí come appare strano, a tratti sconvolgente, la scarsa maturità di Pogba che si è fatto schiacciare da responsabilità che si è preso (ha chiesto lui la 10), gli hanno dato (gli hanno concesso la 10) e gli hanno chiesto (ci aspettavamo un salto di qualità del ragazzo). Evidentemente deve crescere ancora tanto, e allora Allegri e la società devono ora lavorare al contrario per scaricarlo da un peso che non può reggere, e farlo tornare ai livelli che conosciamo. Altrimenti diventa inutile, perfino controproducente se alla semplicità contrappone una totale inefficacia per una ricerca spasmodica della giocata a effetto.

In difesa tutto bene, tranne che a questo punto Rugani va gradualmente inserito. Di certo, non potrà fare più danni di Hernanes.

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Né eroi né coglioni, ma in mezzo cosa c’è?

Ha ragione Allegri: né eroi dopo il 6 giugno, né coglioni adesso. Solo che va trovata una definizione (leggi giustificazione) a un periodo dove di logico c’è poco.

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Lemina, ultimo arrivato, è quello che ha più palle di tutti: nel senso volgare del termine. Unico a meritare la maglia Juve. Mentre l’affare Hernanes (affare per chi l’ha venduto) bisogna risolverlo: in quella zona delicata del campo non deve mettere piede.

E’ pur vero che… chi se l’aspettava un Pogba così inefficace, schiacciato dalle responsabilità di un numero poco onorato e un ruolo da leader che proprio non sembra competergli? Tenta cose difficili quando i geni sanno operare in semplicità; non tira in porta né serve assist; lotta poco e male. Quindi due gravi danni: la valutazione scende giù, partita dopo partita; la Juve paga anche le sue prestazioni.

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Quindi? Che si fa?

Personalità azzerata, idee tattiche vaghe e mal applicate, 11 titolare che presenta quasi sempre errori logici. Fuori Cuadrado quando anche i ciechi si erano accorti che il colombiano è più che fondamentale in un deserto arido di idee e prestazioni. Fuori Dybala quando potrebbe essere l’unico ad avere il guizzo sulla trequarti. Fuori Alex Sandro che sulla fascia, insieme al colombiano, potrebbe dire la sua.

Troppe ambiguità per una Juve che cercava conferme e certezze.

E siamo già pericolosamente alla 5°.

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Pagata a carissimo prezzo inesperienza e scarsa umiltà

Dare contro ad Allegri è anche abbastanza stupido. Per almeno due motivi, limitatamente alla partita contro il Frosinone: il livello di qualità del gioco è stato più che soddisfacente, a tratti anche molto molto divertente; traverse e imprecisioni (dettate da fretta e scarsa cattiveria) possono essere imputate ad Allegri fino a un certo punto.

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25 tiri dopo azioni ben costruite e 1 sola rete (per di più con tocco malefico da autogol) giustifica la crudeltà di un calcio che non ti regala nulla. Piuttosto c’è da far capire ai giovanotti di casa Juve che chiudere le partite è molto più importane dell’estetica. Pesano in tal senso le inesperienze di chi è arrivato adesso, e la non preparazione al ruolo di leader di chi c’era già. Facile leggere i nomi fra le righe di quest’ultima frase.

Ma dare contro ad Allegri è abbastanza stupido. Nelle difficoltà massime di infortuni che adesso coinvolgono pure l’apparato respiratorio (posto che Allegri e i suoi dovranno verificare al più presto i propri errori e correre ai ripari), il Mister è riuscito a trovare una certa cuadratura, a cui però manca il mastino d’area di rigore e il finalizzatore. Giusto per tornare su argomenti triti e ritriti: manca un Tevez là davanti e un Vidal a centrocampo.

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Produrre e non segnare poi ti porta a subire fino all’inverosimile, oltre che fino al ridicolo (gol di Thereau e Blanchard, tanto per intenderci), con la doppia beffa di aver speso energie su energie nella ricerca di un raddoppio che continua a mancare per svariati motivi.

Tutto perso? Certo non fa piacere vedere il numero 5 in quella classifica. Non fa nemmeno piacere fare la domanda “chi è rimasto per la formazione titolare della prossima partita?”, ma aiutare la scarsa sorte con un tifo avverso non mi sembra certo la soluzione migliore per aiutare ragazzi e tecnico.

Tutto perso? Certo che no. Quel Lemina ha impressionato e per me è ormai il centro di un reparto che ha bisogno della sua arroganza fisica. Quel Cuadrado è imprescindibile. Alex Sandro mette sempre dentro i palloni e può solo crescere. Giovani, troppo giovani, però i campioni purtroppo non sono arrivati dal mercato. Distruggere è facile, costruire e accettare di costruire complesso, ma è l’unica strada in questo momento.

Per la serie: sto tutta la vita con Bonucci e Buffon!

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Genoa – Juventus 0 – 2 / Contro la sorte e le coperte corte

La Juve che vince a Marassi è un’altra Juve tosta e piacevole da vedere rispetto a quelle iniziali. Seppure non tutto è risolto e ancora molto c’è da lavorare. Ma finalmente qualcosa si intravede.

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Si intravede la necessità di spostare altrove il fulcro del gioco, disimpegnando Pogba da ruoli di regista che non gli competono (e per quello di leader bisogna ancora studiare e aspettare), rinunciando perfino al regista (ieri ottima prova di sostanza di Lemina), aggrappandosi alla vena creativa ed esplosiva di Pereyra e Cuadrado.

Molto si potrebbe fare se Mandzukic decidesse di giocare. Ieri apparso abulico, lento, svagato. Se solo Zaza si svegliasse (vale a dire: se solo Allegri lo mettesse in campo), questa squadra potrebbe davvero risultare cinica e bastarda, come non piace agli opinionisti antijuventini, senza un canovaccio tattico preciso, ma completamente affidata ai lampi di genio dei vari Cuadrado, Pereyra, Zaza, Dybala, Morata, Pogba. Tanta roba se devi rinunciare a Pirlo, Tevez e Vidal.

Manovra poco fluida, ma a preoccupare è lo strano atteggiamento attendista che porta ad abbassare pericolosamente il baricentro e a subire l’avversario. Puntualmente accaduto fino a qui, anche ieri, anche con l’uomo in più. L’inserimento di Lemina ha riportato un po’ più di equilibrio, poiché il franco-gabonese ci mette quella malizia e quell’aggressività che era propria di Vidal  (a mio giudizio, lo rimpiangeremo fino a fine carriera).

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Fermi Morata e Mandzukic – stanno facendo effetto le macumbe dell’Italia antibianconera – sarà tempo di Dybala e Zaza, ma il 4-3-3 viene in soccorso anche degli infortuni.

In fondo, sembra quasi più bello adesso.

P.S.

E’ sparita la moviola da trasmissioni e giornali questa mattina. Da oggi, fino a mercoledì sera dopo il fischio finale di Juve-Frosinone, il famigerato Sistema che permette alla Juve di vincere i campionati è inesistente. Mentre qualcuno sta ancora cercando se il Regolamento del Giuoco Calcio prevede di scalciare Chiellini senza che ciò provochi rigore.

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