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Tag: lennon

Juventus-Celtic 2-0 Lennon ci ha provato, ma Conte è un mostro

Ci hanno provato. Probabilmente Lennon ha letto la Gazzetta, avrà saputo che lì tifano Chelsea, tifano pure Celtic e ogni avversario bianconero. Così ha pensato di attaccarsi a un ritornello trito e ritrito che in Italia, nella mediocrità generale in cui versa il Paese, trova terreno fertile: la moviola, l’arbitraggio.

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Ma Conte è un mostro. In Europa specialmente. La Juve ritrita il Celtic spendendo poche energie, con un atteggiamento da squadra esperta, cinica: qualche sfondamento e due gol. Tutto il contrario di quanto accade in Italia.

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La strana coppia Quagliarella-Matri ha timbrato il cartellino. Tutto il contrario di quanto accade in Italia, ma ne parleremo in un altro articolo. Funziona da paura la difesa, con un Buffon migliore in campo: non già per l’unica parata richiesta (il miracolo sulla deviazione fortuita di Hooper, magari per far capire il divario con Cech…), ma per le sfuriate contro i suoi e il voler tenere altissima la concentrazione. Se Pirlo gioca con gioia, Buffon gioca certamente con la convinzione che solo con umiltà, sacrificio e classe si può arrivare lontano. Lontanissimo.

Un po’ di numeri:

  • 490 minuti di imbattibilità europea per la Juve. Considerando Lucescu, il Chelsea e il doppio confronto con gli scozzesi non è male;
  • 74 palloni toccati per Pogba (grazie all’uscita di Pirlo): ha solo 19 anni ed è alla prima vera esperienza da professionista;
  • 9 italiani su 11: raccontatelo in giro, questo dettaglio non è mai sottolineato abbastanza;
  • 6 cambi rispetto al match col Napoli, roba che sembra vera la frase di Marotta nel pre-partita “qui non ci sono primedonne, Conte ha un gruppo di altissima qualità”. Un po’ bugia, un po’ verità;
  • quarto gol per Quagliarella nelle Coppe, 11 totali. Miglior marcatore europeo, migliore stagionale insieme a Giovinco: riuscisse a tenere alto il profilo durante l’anno sarebbe devastante;
  • secondo gol consecutivo per Matri che in questo 2013 ha invertito il trend rispetto all’intero 2012: continua così. Ne manca uno e anche lui andrà in doppia cifra, come Vucinic, Giovinco e Quagliarella: questa cifra dà il senso della delusione generale fra i tifosi, che è un po’ paradossale e certamente un po’ reale!

Ora aspettiamo il sorteggio, consci che chiunque capiti dovrà sudare tantissimo per entrare nel G4. Resta una sola domanda, avendo già sfogliato i giornali stamattina: ma cosa deve fare Barzagli per prendere un 10?

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Calciomercato Juventus: il top player sarebbe Vucinic?

E’ di ieri pomeriggio (15 giugno, nda) l’incontro fra Lucci, procuratore di Mirko Vucinic, e Beppe Marotta.

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Obiettivo concreto?

Se lo chiedono in molti, su tutti i tifosi bianconeri.

Premessa. Mirko Vucinic, se sta bene, può essere davvero un gran bel cavallo da far correre sulla trequarti e da innescare col lancio lungo o da servire sui piedi. Il montenegrino è abilissimo nel dribbling ed è dotato di buona velocità. Con la Roma, negli ultimi campionati, prima ancora che col Lecce, è sempre andato in doppia cifra, questo per dire che garantirebbe un certo numero di gol. Non tali da giustificare il bomber che alla Juve serve e che probabilmente ha già: Alessandro Matri.

Ragionamento. Se però Vucinic rappresentasse il top player promesso, allora si porrebbe un serio problema. E non vorrei stare al posto di Marotta. Perché Vucinic è un buon giocatore, se sta bene un grande giocatore, ma non certo quel fuoriclasse che serve a questa rosa. Uno tipo Aguero o Tevez, tanto per capirci, uno che possa raccogliere lo scettro di Alessandro Del Piero.

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Vucinic avrebbe le caratteristiche per soddisfare Conte sulla sinistra, ma è più attaccante che centrocampista o ala, soffrirebbe, e non poco, sul piano difensivo e nei compiti di rientro. E non voglio nemmeno lontanamente immaginare di scambiarlo con Fabio Quagliarella.

Io penso seriamente si tratti di una operazione destabilizzante. Si va su Vucinic per scardinare una difesa estrema sui top player, per dirla come Marotta. Su Aguero il pressing del Real Madrid si è allentato, su Tevez esiste il problema di un ingaggio enorme, e via così.

Insomma, la paura è quella di ritrovarsi unicamente Vucinic come colpo di mercato, non certo un’operazione da 110 e lode.

Così mi permetto di dare qualche buon consiglio.

Sarebbe opportuno investire una grossa cifra per un fuoriclasse assoluto. Tevez guadagna troppo, Aguero sarebbe l’ideale. Posto che Ribery appare realmente incedibile. E con i danari derivanti dalle cessioni (Iaquinta, Amauri, Grosso, Grygera, Motta, Martinez, Felipe Melo, Sissoko) comprare un centrocampista centrale di grande quantità/qualità (Lass Diarra? Inler, ma non a quel prezzo?) e un’ala sinistra di grande spinta capace di fare più il centrocampista (Bastos semmai dovesse ricevere il passaporto da comunitario? Elia, che però è tutto da verificare nel campionato italiano? Nani, che però costa? Lennon, che però il Tottenham non vende?).

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Juve, Marotta… ti mette le aliiiiiiiii!

Nello spregiudicato 4-2-4 di Conte, ammesso che riesca a portare questo modulo a Torino, di fondamentale importanza sono gli esterni di centrocampo. Nella sostanza si tratta di veri e propri attaccanti, con caratteristiche ben precise: grande corsa, grande resistenza, tecnica sopraffina. Durante la partita i due esterni possono essere cambiati per far spazio a forze fresche. Ciò significa che di esterni, una squadra di Conte, ne deve avere ben 4. Quattro elementi validi tali da non pregiudicare la qualità delle corsie laterali.

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Ecco perché la Juve sta muovendosi con insistenza alla ricerca di due potenti ali. In realtà in casa ce ne sarebbero già due: Krasic, che ha alternato prestazioni a dir poco allucinanti con partite scialbe (e per il quale esiste la parziale giustificazione del fatto che non ha mai riposato da 2 anni a questa parte), e Pepe, che nonostante tiri una brutta aria nei suoi confronti si è dimostrato utile ed efficace, ben tenendo a mente che non si tratta di un Cristiano Ronaldo o di un Giggs.

Servono allora due giocatori di fascia. Totale delusione Martinez, che verrà ceduto pur segnando a bilancio una minusvalenza, e praticamente mai usato Lanzafame, pupillo di Antonio Conte che lo lanciò a Bari ottenendone prestazioni sensazionali.

Serve un top player e un comodo rimpiazzo. Sulla sinistra Del Neri ha potuto contare sulla duttilità di Marchisio, che all’inizio del campionato aveva trovato i giusti equilibri tattici trovando pure la via del gol con estrema facilità. Ma Marchisio non ha le caratteristiche per soddisfare le richieste di Conte, ragion per cui la palla passa a Marotta.

In primis bisognerà, di comune accordo con Conte, stabilire se riservare gran parte dei liquidi per l’esterno sinistro o per l’attaccante. Quagliarella e Matri sono due punti fermi, Del Piero è stato riconfermato, a rischio c’è Toni. Aguero, Tevez e Benzema sono punte e non riguardano certo la corsia sinistra.

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Viceversa i nomi di Ribery e Nani sono quanto di meglio un allenatore possa desiderare, al momento. Esiste un altro fuoriclasse del dribbling che risponde al nome di Robben, ma è stato dichiarato incedibile.

 

Tuttosport continua a ripetere una storiella che non ho ancora verificato: la clausola rescissoria di Ribery è a quota 30 milioni di euro, il che mi pare un grosso errore del club bavarese. E non credo all’errore. Se così fosse non aspetterei un solo minuto per staccare un simile assegno e provare a convincere il marsigliese a trovare casa a Torino. Ribery a sinistra e Krasic a destra garantirebbero superiorità numerica costante e giocate da urlo, a tutto beneficio dell’incursore centrale (Marchisio? Inler? Aquilani?) e dei due attaccanti centrali (mi riferisco principalmente alle abilità aree di Matri e Quagliarella).

In naftalina i nomi di Bastos e Walcott. Il primo era già dato per bianconero. Si attende il passaporto comunitario, o forse Conte ha dato l’altolà alle operazioni. Il secondo stuzzica una domanda niente male: ma si integrerebbe facilmente nel campionato italiano? Il fisico non è quello dei corazzieri, mentre la velocità e la capacità nel dribbling non generano dubbi. Inoltre l’Arsenal è sempre stata una bottega cara per tutti.

Altri nomi che sono stati fatti riguardano trattative di secondo piano (Elia dell’Amburgo, già trattato da Marotta lo scorso anno, in concorrenza con Krasic, e Lennon del Tottenham) o trattative impossibili (Gareth Bale, forse il miglior tornante di fascia attualmente sulla terra).

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Il mercato della Juve: dove sono i campioni?

Bene i primi acquisti, ma la Juve è sempre stata fatta da campioni. Campioni autentici, di livello mondiale. Dove sono? Che intenzioni hanno Marotta e Andrea Agnelli?

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Sono le paure dei tifosi bianconeri alla luce delle recenti e scottanti delusioni sul campo e delle belle parole spese dagli attuali dirigenti ai microfoni. Come in molte cose, la verità sta esattamente in mezzo. Marotta, in particolare, ha promesso acquisti di livello mondiale, a più riprese e pareva piuttosto serio. Non mantenere queste promesse lo metterebbe in una posizione difficile agli occhi dei tifosi. Confido perciò nella serietà del mio Direttore Generale.

Fiducia sì, ma cautela e tanti fatti. Pirlo e Reto Ziegler sono affari ormai fatti. Nel momento in cui scrivo Pirlo ha finito di sostenere le visite mediche a Torino e domani a pranzo [n.d.a. oggi] verrà presentato alla stampa, mentre lo svizzero sosterrà le visite mediche fra la giornata di mercoledì [n.d.a oggi] e giovedì, in relazione ai suoi impegni.

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Due affari a costo zero, ma di buona efficacia. Personalmente ritengo Pirlo un ottimo acquisto, e lo stesso dicasi di Reto Ziegler, un fluidificante di grande forza fisica e buona tecnica che può tornare comodissimo ad Antonio Conte. Col suo arrivo la fascia sinistra può dirsi completa, stante la conferma di Paolo De Ceglie.

Ma ora servono i fatti. Cioè quei campioni promessi. Principalmente uno in attacco – e specificatamente uno fra Aguero, Tevez e Benzema – e uno sulla fascia sinistra – da Nani a Ribery, da Walcott a Lennon – senza dimenticare le trattative legate a Bastos, al riscatto di Aquilani, all’acquisto di Montolivo.

Infine, e questo è il passo principale per migliorare la rosa da consegnare a Conte, bisogna vendere. Vendere bene, cedendo i cadaveri che hanno troppo spesso condizionato le recenti stagioni bianconere con le loro mortificanti prestazioni. Mi riferisco ai vari Grygera e Grosso, Motta e Martinez, Iaquinta e Amauri. Basta, basta con questa gente. Sotto con i fuoriclasse.

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