La Primavera allenata da Bucaro viene battuta ed eliminata da un’ottima Atalanta. Il risultato è persino bugiardo poiché  i nerazzurri meritavano un punteggio più largo visto il gioco espresso e buonissime individualità.

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I limiti mostrati dalla squadra di Bucaro erano apparsi, in verità, evidenti già dalle primissime uscite. Qualche assenza che però non può giustificare le false partenze: coi belgi e col Varese nel turno eliminatorio e col Palermo negli ottavi. Pure con l’Atalanta la Juve non è entrata in partita se non nel secondo tempo. Problemi di mentalità e problemi di personalità. Una guida un po’ debole di Bucaro che non è mai apparso arrabbiato, piuttosto quasi arrendevole nei confronti dei ragazzi in campo.

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A preoccupare, visti i due precedenti anni in cui la Juve ha sfoggiato un settore giovanile da paura, è in realtà un gioco assente e per lunghi tratti piuttosto ridicolo: palla lunga e pedalare. Brutto il 4-3-3 impostato da Bucaro, poco equilibrato dalla metà campo in su. Assenti centrocampisti di rottura che sono fondamentali in questo schema e praticamente deludenti e mal innescati i tre gioiellini d’attacco e cioè Giannetti, Libertazzi e Boniperti.

Si sono salvati in pochissimi. Fra i migliori dell’intero torneo di Viareggio certamente il portiere Costantino: praticamente imbattibile nelle uscite alte e molto sicuro nell’uno contro uno. Ha sfoderato una serie di ottime parate e qualche buon miracolo contro Palermo e Atalanta.

Peccato anche perché mi aspettavo molto di più. Per la verità Paratici ha inciso pochissimo con gli innesti che hanno riguardato principalmente dai 16 anni in giù. Sarà per l’anno prossimo.

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