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Tag: lione

Juventus – Lione 1 – 1 / Dove lo metto Pjanic?

E adesso Pjanic dove lo metto?

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Anche con la vittoria, Juventus – Lione sarebbe risultata una partita deludente. Condizione fisica più che precaria, occasioni create scarse, rischi in difesa da distrazione o errori individuali gravi. Sembra smarrita quell’identità rocciosa che negli ultimi 5 anni è risultata sempre vincente.

Allegri sta lavorando, spremendo al massimo chi fin qui è stato sempre disponibile, o tentando di recuperare chi fin qui non ha potuto giocare. Il rientro di Marchisio è troppo importante per la Juventus, ma l’assenza cronica di Pjanic, con troppe pause durante le partite, adesso spaventa.

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Senza gli strappi e lo strapotere fisico di Pogba, la Juve ha perso molto nella zona di costruzione. E il serbo non riesce né a impostare né a incidere, tanto meno a fare da filtro a centrocampo. Conseguenza logica è lo smarrimento di Khedira e lo scollamento col reparto avanzato dove la sensazione è che a Higuain bastano davvero pochi palloni (anche se ieri sera ne ha sciupato uno clamoroso).

Il Lione era addomesticato fino a 10 minuti del secondo tempo, quando i bianconeri si sono fermati, completamente rapiti dalla fatica. In tilt in fase di costruzione e con rischi corsi in difesa, compreso l’ultimo secondo di gioco quando Barzagli ha prima sbagliato e poi recuperato.

L’aveva detto Buffon: così si va poco lontano, e oltre alla vittoria bisogna crescere. Le soluzioni in casa ci sono, altre stanno per tornare (leggi Dybala). Ma resta un problema.

E adesso Pjanic dove lo metto?

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Juventus-Lione 2-1 O Juventini o antijuventini

Non le manda a dire. Non sarà simpaticissimo, forse perché non sbaglia mai un concetto. Da Pogba dato per partente, nonostante Marotta continui a ripetere il contrario, a frasi cambiate, alle gufate. Conte sceglie bene la polemica stavolta e punta sulla divisione oggettiva che è in atto in Italia da molti anni: o con la Juve o contro.

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Questo per dire che quanto sta facendo la Juve, purtroppo si riflette positivamente sul sistema Italia di cui noi, ovviamente, faremmo anche a meno.

Pirlo abbatte la porta del Lione a inizio partita, poi la Juve si complica un po’ la vita, per poi allontanare le paure col gollonzo di Marchisio. A noi le cose facili proprio non piacciono. Attenzione, però: le tre semifinaliste son parecchio pericolose se prendiamo sottogamba la manifestazione. E, a questo punto, una figuraccia sarebbe figuraccia europea.

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D’altronde c’è pure da blindare il campionato, un terzo scudetto che non può non essere nostro, ma che nostro ancora non lo è.

E allora conviene misurare per bene le forze e schierare di volta in volta la formazione migliore. Possibilmente risparmiando i ragazzi che non sono al 100%. Sintomatiche le frasi di Pogba a fine partita, quando ha benedetto la panchina così da rifiatare un po’.

L’importante è comunque aver portato a casa la semifinale, con una magia di Pirlo e un colpo di fortuna di Marchisio. L’importante sarà ora giocarci al meglio le nostre carte, visto che tutto è alla nostra portata purché si giochi da Juve, purché si giochi da grande squadra quale siamo.

Non possiamo farlo se lo stadio resta muto. Non possiamo farlo con supporters così poco rumorosi. Ha ancora e sempre ragione Conte: ci siamo dimenticati da dove si viene?

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Lione-Juventus 0-1 Con il cuore e con i nervi

La Juve passa a Lione col cuore e con i nervi. Gambe ancora imballate, idee annebbiate, ma c’è la scossa data dagli ingressi di Vucinic e Giovinco che potrebbero rivelarsi le armi preziose per il finale di stagione.

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La vivacità del talento di Beinasco e la voglia di Mirko hanno dato maggiore forza alla Juve, e questo deve far riflettere Conte sulle gerarchie da qui a fine stagione. Con Llorente spompato (ieri a riposo) e Osvaldo che di fatto sta deludendo le attese, e un Tevez da proteggere dall’usura, Vucinic e Giovinco potrebbero davvero essere le soluzioni per le partite che restano.

Sia inteso che il Lione è stato davvero poca roba. Con una marcatura asfissiante su Pirlo e scarsa vena offensiva, la Juve ha rischiato poco, ma ha rischiato. Pungendo però poco, il che preoccupa. Il giusto, come ha detto Buffon, ma preoccupa. Stanchezza, fisica e mentale, ma anche l’incapacità di cambiare gioco e schemi. A questo Conte deve porre rimedio.

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La fotografia del momento Juve è nel primo tempo contro i francesi: Pirlo ingabbiato, Bonucci a impostare, unica scelta il lancio lungo del tutto inefficace. Considerando che l’unico a saltare l’uomo è stato Asamoah, diventa così dura prendere il sopravvento.

Ad attendere Isla si rischia di fallire. Dopo due anni i verdetti sono emessi: serve una rivoluzione sulle fasce. Né Pepe (quanto ci dispiace non averlo avuto) né Isla: a destra serve un’ala vera. Così come a sinistra dove Asamoah non può tirare la carretta per 9 mesi interi.

In ansia per le condizioni di Tevez, occorre un’altra prova di forza contro il Livorno, non già per il livello dell’avversario, ma per scrollarci di dosso i gufi che inneggiano alla crisi e allo scoppio bianconero.

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Vucinic-Tevez per spazzare via il Lione

Dalle dichiarazioni del pre-partita, sembra che lo stop improvviso col Napoli non abbia infastidito più di tanto l’ambiente. Si rivelasse una sconfitta salutare come quella di Firenze, sarebbe allora una grande ripartenza, verso un finale di stagione affascinante.

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Il fascino è dettato principalmente dal tenere a bada la rincorsa della Roma e dei giornalisti, più la voglia di alzare un trofeo europeo che manca da un po’ di tempo (nonostante non sia il massimo trofeo europeo).

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Tevez e Vucinic probabilmente guideranno l’attacco. Il dubbio riguarda il montenegrino, il cui recupero sarebbe fondamentale visto la stanchezza degli attaccanti. Fondamentale nei primi due anni di Conte, questa terza stagione si è rivelata maledetta per Mirko: infortuni, un tentativo di cessione bloccata solo dalla scarsa serietà milanese, poi ancora infortunio e quindi ora il rientro.

Vidal starà fermo una settimana, dovendo saltare Lione e poi Livorno. Relax e recupero psicofisico, per averlo al meglio nello sprint finale. Quindi a centrocampo gli straordinari toccheranno a Pirlo, Marchisio e Pogba. Su quest’ultimo è cominciato il tam-tam giornalistico: dove andrà? Quanto lo pagheranno? Con chi lo scambieremo?

Di fronte a noi non la montagna, come ci ha piacevolmente definito l’allenatore di un Lione che è ben lontano dai fasti degli anni 2000. Ma ciò non vuol dire risultato assicurato. Bisogna lottare e tornare vera Juve. Con le gambe, ma soprattutto con la testa.

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Europe League: Una zebra contro un Lione

E allora sarà il Lione la squadra da affrontare. Una ex grande del calcio europeo, che negli ultimi anni ha fatto fatica a rinnovarsi e a tenere testa agli anni d’oro passati. La Juve sarà pronta?

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Sarà prontissima. A questo punto, con quel tabellone, conviene provarci sì per svariate ragioni.

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Il campionato pare essere al sicuro da qualunque tipo di attacco, specialmente mediatico e federale. Basterà non calare d’attenzione per non disperdere il vantaggio sulla Roma e sul Napoli. Magari alternando per bene i giusti uomini, anche se proprio in questi giorni l’alternanza è praticamente impossibile.

Così l’Europa può diventare quel grimaldello per il definitivo salto di qualità in ambito internazionale. Siamo d’accordo col Mister quando parla di “Champions habitat naturale”, ma serve tutta un’altra dimensione mentale. Questa dimensione mentale la possiamo già formare battagliando con chi è rimasto in corsa in Europe League. Che, per di più, vedrà l’atto finale a Torino.

Occasione ghiottissima per sistemare un altro puzzle pesante in un quadro magnifico a firma Antonio Conte.

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Juve a caccia del bomber?

Sono ore molto intense. Marotta a Torino, fra un telefonino e il centralino bianconero. Paratici a Milano probabilmente per qualche importante incontro o per volare con un diretto verso qualche destinazione europea. In particolare la destinazione più gettonata è Lione.

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Da qualche ora si fa sempre più insistente la voce che vuole il club francese ormai alle strette. Il saluto di Lisandro Lopez al proprio pubblico è stato filmato in mondo visione e appare chiaro che il ragazzo ha messo in preventivo di lasciare la Francia. La Juve è una opportunità (ormai per molti!) e Conte ha dato l’ok all’operazione.

Il nodo dell’affare è riferito alle modalità: prestito oneroso con opzione per Marotta, prestito più obbligo per il Lione.

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Il ragazzo interessa, ma la Juve vorrebbe semplicemente provarlo. Non una grande cosa per chi si appresta a dar battaglia in campionato e soprattutto in Champions. Discorso infatti che non si pone su Drogba: l’età pone un limite all’offerta bianconera ferma a 4 mesi + opzione per l’anno prossimo. Non certo alle cifre cinesi, inavvicinabili, ma alle condizioni juventine. Tocca a Drogba fare un passo verso Torino, contrariamente a quanto dicono certi esperti di mercato.

Discorso ancora differente per Llorente: è fatta per luglio, ma Marotta avrebbe offerto circa 3 milioni di euro per chiudere la trattativa già adesso.

Con Lisandro Lopez più vicino salgono allora le quotazioni di un non-se-ne-fa-nulla-in-uscita, vale a dire né Quagliarella né Matri lasceranno la Juve in questa sessione di mercato. Accadrà invece l’opposto quest’estate quando entrambi verranno ceduti. In questo senso, con la non conferma di Bendtner, per Marotta si apriranno le strade di un buon player: al top non crediamo più.

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La Juve chiude per Michel Bastos?

Era fatta. Sembra di nuovo fatta. Nel mezzo un po’ di dubbi, tanti stop e molte parole al vento.

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Michel Bastos fu già una telenovela l’anno scorso, quando poi la Juve virò su Krasic e Martinez, le ali che dovevano far volare Del Neri. 12 mesi fa il brasiliano costava troppo, all’incirca 20 milioni di euro. Pagato 18 dal Lione era chiaro infatti come la società francese non se ne poteva liberare così facilmente al costo del serbo biondo.

Oggi è diverso. Il Lione si è reso protagonista di un’altra stagione no. Molti bassi e pochi alti. E inoltre qualcosa si è rotto fra Michel Bastos e l’allenatore. La Juve è ancora interessata, almeno sembra. La priorità è un top player e il brasiliano rappresenta solo un buon giocatore, con tanta corsa e caratteristiche soddisfacenti per il modulo e le idee di Conte.

Michel Bastos può ricoprire due ruoli: esterno di centrocampo o terzino di spinta. A sinistra, laddove cioè De Ceglie è stato confermato, ma è l’ultimo esame che gli si concede, e Ziegler dovrebbe poter far bene dopo due ottimi anni a Genova.

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Un anno fa Marotta aveva proposto circa 15 milioni di euro: il budget massimo per l’ultimo acquisto sulle fasce. Arrivò perciò Krasic. Oggi Marotta è partito tentando di ammorbidire la posizione del Lione ferma a oltre 15 milioni di euro. Oggi si tratta già per 13, forse 1 milione meno se verranno inserite clausole legate a bonus. Vedremo.

A queste cifre si può chiudere e vista l’insistenza su Aguero o Giuseppe Rossi, cioè un grande giocatore là davanti, ecco che Bastos torna a essere un obiettivo concreto per il rapporto qualità prezzo.

Prenderlo o non prenderlo?

Di più. La regola sul secondo extracomunitario è cosa ormai fatta, vista la volontà di Moratti e Galliani. Ciò rappresenterebbe una spinta alla chiusura della trattativa. Aguero e Rossi, Ribery e Nani, Lennon e Diarra, Inler e Higuain sono tutti giocatori con passaporto comunitario. Preso Bastos, non ancora comunitario, sarebbe disponibile un ulteriore posto. Magari per un ultimo colpo, a fine agosto.

Ma il punto è: Michel Bastos serve a questa Juventus?

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