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Tag: llorente (pagina 1 di 12)

Calciomercato Juventus: impossibile spiegare l’operazione Llorente

Puoi riflettere. Puoi stendere ipotesi e valutarle. Puoi cercare di ragionare. Ma difficilmente troverai una spiegazione plausibile all’operazione Llorente.

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Primo ragionamento: la Juve ha risparmiato i prossimi due anni di contratto, vale a dire quasi 20 milioni di euro lordi. Vero, ma anche no. Primo: il budget consideriamolo annuale. Secondo: Llorente porta nelle casse bianconere zero euro, con il budget stipendio-Llorente dirottato altrove.

Secondo ragionamento: la Juve l’aveva pagato zero, ha incassato zero, quindi non perde nulla. Vero, ma anche no. Proprio il fatto che si trattasse di un parametro zero rinforza l’ipotesi che anche solo 1 milione di euro di vendita avrebbe generato 1 milione di plusvalenza netta, molto utile in tempi di fair play finanziario.

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Terzo ragionamento: ma cosa volevi incassare con Llorente? Anche qui la storia parla di un campione del mondo, di un attaccante in piena attività, di un giocatore discretamente forte e con alle spalle vittorie da protagonista (due scudetti, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, finale di Champions League). Impossibile pensare che nessun club fosse disposto a trattare il suo cartellino.

Quarto ragionamento: regalandolo al Siviglia, poi rifili agli spagnoli anche Isla. Completamente falso. Primo: non si capisce perchè i due giocatori vengano considerati come un unico pacco. Secondo: non vi è traccia della trattativa per Isla, e comunque sarebbe stato parzialmente giustificabile solo a firme avvenute anche per Isla. Terzo: dopo il regalo, quale posizione di forza può ora assumere la Juve?

Quinto ragionamento: una simile operazione regala una immagine di una società troppo morbida alla luce dei casi Vidal-Goetze, Draxler-Mkhitaryan, del mega acquisto di Alex Sandro. Si compra al giusto prezzo o con esborsi importanti (Mandzukic, Dybala, Alex Sandro), ma si vende male (a esclusione di Vidal che comunque può essere messo a paragone con Kondogbia, Sterling, De Bruyne, Pedro).

Ultimo ragionamento: il balletto Zaza-Llorente sull’ipotesi di cessione conferma lo stato confusionale della dirigenza arrivata agli ultimi giorni di mercato con l’acqua alla gola. In vantaggio su tutti già a luglio (Neto, Rugani, Dybala, Mandzukic, Zaza, Khedira), non si capisce il motivo per cui a luglio e ad agosto Marotta non sia riuscito a completare la rosa, esattamente come nei piani di Allegri. Fra l’altro, Zaza e Llorente sono giocatori molto differenti fra loro e a livello mentale l’aver anche fatto sospettare a Zaza di essere sul mercato (con trattativa avviata col West Ham e poi stoppata) non fa che picconare le poche certezze del ragazzo ex Sassuolo. Tutto poteva essere gestito meglio.

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Cesena – Juventus / Non sottovalutare l’avversario

Accelerare e accelerare. Guai a sottovalutare l’avversario, guai anche solo a cominciare a pensare alla sfida prossima. Oggi si gioca Cesena-Juventus e la testa è soltanto a questa sfida.

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Sarà per questo che Allegri, già scottato per altre perdite di attenzione prima di match sulla carta “comodi”, ha ribadito la volontà di schierare la miglior formazione possibile. Ci sarà tempo per il turnover, ammesso che si voglia farlo.

Pirlo in cabina di regia, con il centrocampo super a supportare l’attacco tutto spagnolo. L’assenza per squalifica di Tevez lancia i due concorrenti Morata e Llorente, entrambi a caccia di risposte, entrambi a caccia di risultati. In panchina scalpita Coman, il giovane francese che rischia di trovare spazio nella ripresa.

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Si parte da +7 in classifica, con la Roma impegnata nel pomeriggio, così Cesena-Juventus diventa in realtà banco di prova più mentale che fisico: quanta cattiveria? Quanta voglia di chiuderla già nella prima mezz’ora, come nelle paure di Di Carlo?

Quasi al rientro Barzagli: per lui qualche probabile minuto venerdì prossimo contro l’Atalanta. Rinforzo fondamentale in una difesa che comunque si sta dimostrando ancor più matura rispetto allo scorso anno.

Fra promesse non mantenute (leggi Napoli, Inter e Milan) e cammini sorprendenti (leggi Palermo), la Juve deve dimostrare continuità. A partire da stasera, quando il tranello più grande è rappresentato dal pensare che sulla carta sarà semplice.

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Di Matri, di Sturaro e del super calciomercato, ma solo a luglio

Guardiamo alla realtà delle cose: senza stupidi pareggi (leggi Sampdoria, Inter, Sassuolo), la Juve oggi volerebbe con un vantaggio irrispettoso. Ciò significa che il mercato di riparazione toccava ad altri.

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In ogni caso, qualche tassello è stato inserito. Disquisire su questi tasselli è il minimo.

Cominciamo da Alessandro Matri. L’operazione finanziaria non fa una piega: lo abbiamo venduto, ora lo prendiamo in prestito, con metà ingaggio pagato dal Milan. La goduria è irrefrenabile. Ma serviva? E se sì, qual é stato il ragionamento che ha spinto Allegri a chiedere a Marotta di prendere Matri? Seguitemi.

Max Allegri si è accorto che il suo gioco non giova a Llorente. Letta al contrario, Llorente fa fatica bestia nel modulo di Allegri dove serve corsa, vivacità e strappi in verticali: non proprio le caratteristiche del basco.

Morata è al punto di svolta: o incide adesso, o è destinato a dividere la maglia da titolare con qualcun altro.

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Ecco Matri. Giocatore da contropiede, giocatore di gran fisico, ma molto più mobile di Llorente.

Passiamo a Sturaro. Giovane di grandi speranze, centrocampista muscolare come ne servono in determinate partite, e in determinati mesi della stagione. La Juve sta pianificando il futuro, l’averlo portato subito a Torino potrebbe essere indizio di due cose:

  1. Marotta ha capito che in estate partirà un big: o Vidal o Pogba, e certamente Pirlo non è eterno, per cui bisognerà rimpiazzarlo. Più probabile lo spostamento di Marchisio in regia, e a quel punto un muscolare come Sturaro serve come il pane;
  2. Allegri vuole impostare un centrocampo di grande fatica e qualità, magari per un assetto da tridente, e allora ecco Sturaro come alternativa ai vari Marchisio, Vidal e Pogba, con Pereyra più-che-riserva.

Capitolo difesa. Il rientro di Barzagli sembra imminente e auguriamo ad Andrea il massimo della fortuna, visto che l’età non è dalla sua parte. A quel punto la retroguardia sarebbe al completo, grazie al rientro di Caceres. Per cui lì potevamo anche non intervenire, e così è stato fatto. Tranne l’aver certificato il rientro di Rugani in estate.

Unica nota negativa, visto che stravedo per Alberto Masi: aver ceduto il controllo del suo cartellino.

P.S.

Tello ha firmato. Ora assalto all’under 17 brasiliano che sta facendo impazzire gli opinionisti sudamericani. Bene il futuro, ma non dimentichiamoci il presente.

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Udinese – Juventus 0 – 0 / Quando diventiamo davvero grandi?

Una grande squadra non fallisce queste occasioni. Non già per i punti di vantaggio che aumentavano, quanto per l’effetto psicologico di certe sfide.

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La Roma pareggia, con aiutino. La Juve doveva vincere e convincere, per dare l’ultimo segnale a questo torneo, già alla seconda di ritorno di campionato.

Non ci sono scuse, né giustificanti. Udinese – Juventus è stata una scialba pagina in un libro che poteva già chiudere un capitolo.

Un Pogba che non ha retto alla marcatura di Allan. Ci sta che il tuo marcatore abbia più energie di te, ma perdere letteralmente la testa e annullarsi dal gioco non è da prossimo Pallone d’Oro. E Allegri doveva avere il coraggio di inserire anche Pepe.

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Senza Vidal e Marchisio, il centrocampo bianconero è apparso molle e poco dinamico, con un Pereyra forse emozionato?

Llorente è un problema: il gioco non è adatto alla stazza dello spagnolo, la cui velocità è una limitante per la manovra. Mentre non arrivano cross da sfruttare, per cui davvero poca roba. Meglio con Morata che può sfruttare gli allunghi e gli assoli e non è un caso se la Juve ha prodotto di più dopo l’ingresso del giovane spagnolo. Allegri dovrebbe prendere una decisione: chi è titolare?

Non certo Matri, la cui operazione sembra da ultima spiaggia circa idee e propositi. A meno che, l’operazione non è volta a rendere più gradevole e combattuto un campionato che ieri alle 16:55 doveva essere già finito.

Detto questo, si riparte. Con forza. Con rabbia.

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Parma – Juventus 0 – 1 / Morata risolve il problema

E alla fine venne il gol di Morata. Come un colpo di spugna su un tavolo pieno di molliche: fastidioso. Fastidioso come un buonissimo Parma. Fastidioso come una Juve molle e per nulla concentrata.

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E’ a metà fra “l’abbiamo scampata” e “abbiamo sciupato fin troppo tempo per portarla a casa” il giudizio di una partita comunque noiosa, e per nulla spettacolare. Cosa è stata Parma – Juventus?

La nota lieta è Pepe: agonismo, corsa. Non è quello del primo anno di Conte, ma che già stia tornando a giocare con regolarità sembra quasi un miracolo. Potrà sicuramente darci una mano da qui a fine anno.

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La seconda nota lieta è certamente quella che riguarda Morata. Il talento spagnolo, finora mai compiutamente espresso, pare liberarsi da ansie quando entra a gara in corso, come a dare ragione ad Allegri quando dice “Alvaro è giovane, non ha mai giocato da titolare, quindi serve tempo”. Abbiamo tempo, abbiamo fiducia.

La cosa che invece preoccupa è Llorente: passi per l’ultimo pallone servito, fra l’altro decisivo, sul resto non ci siamo. Lento e pesante, molto poco efficace. Senza Tevez, la Juve perde tantissimo in fase offensiva e l’argentino non è eterno.

O, più semplicemente, era Coppa Italia.

Domenica pomeriggio lo scopriremo.

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Juventus – Chievo Verona / Battere il ferro finché è caldo

Alle 15 il Chievo. Poi ci sarà da attendere i 90 minuti dell’avversaria di turno, nel tentativo di capire se bisogna già mangiarsi le mani per i troppi punti sprecati fin qui in campionato (leggi Sassuolo, Sampdoria, Inter, fra i match buttati via).

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Per Juventus – Chievo Verona, Allegri rinuncia a Pirlo (influenzato), ma ritrova il guerriero Vidal che nel 2015 sembra di una spanna superiore al Vidal della prima parte di stagione. Sarà ancora Marchisio regista, in quello che probabilmente potrà essere il suo ruolo futuro, con la fascia di capitano al braccio quando SuperGigi smetterà con la Juve.

L’assenza di Pirlo apre le porte a Pereyra: titolare, nella posizione dove può più dare fastidio agli avversari e cioè la trequarti. Dovrà sfruttare le sue armi: uno-contro-uno e accelerazioni verticali improvvise. Allegri vuole 7 gol. Come a dire: colmatemi le lacune dell’attacco.

Già, quel reparto dove sulla carta i problemi non esistono, o non dovrebbero esistere. Discorso a parte merita Tevez (sono 32 i gol in 52 match con la Juve: raggiunto David Trezeguet), mentre Llorente e Morata sono due interrogati speciali.

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Uno, Llorente, deve tornare a segnare, oltre che faticare per la squadra. L’altro, Morata, deve decidere cosa fare da grande: il campione, e ne ha tutte le possibilità, o l’eterna promessa col rischio di andare a Toronto prima di compiere 30 anni?

Il pomeriggio di Juventus – Chievo Verona sarà speciale per Andrea Barzagli: la Nazionale lo ha più volte massacrato. Non tocca campo da luglio e finalmente torna in panchina. Ingresso graduale in rosa, lo sarà ancora di più l’ingresso in campo dove non si possono rischiare ricadute.

Finale dedicato a chi sulla destra sta scalpitando: quel Simone Pepe che da 2 anni coltiva sogni di vendetta nei confronti della mala sorte.

Avanti Juve. Avanti tutta.

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Napoli – Juventus 1 -3 / Signori si nasce e noi lo nacquimo

Vittoria abbastanza netta, se si vuole parlare di calcio. Altrimenti evitiamo ogni forma di opinione. Napoli – Juventus finisce 3 a 1 per i bianconeri, stavolta privi del miglior Tevez, ma forti di un gruppo unito.

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Allegri imposta il solito 4-3-1-2, con Vidal a occupare sistematicamente ogni zona del campo utile a sfogare il proprio dinamismo. Il cileno sta ritrovandosi e la Juve ne beneficia. Ed è regola quella per cui la linea del centrocampo perde Pirlo che arretra in mezzo a Bonucci e Chiellini per impostare da lontano, con gli attaccanti costretti a un incessante di movimento a pendolo. Alla lunga la paga Llorente che poi si ritrova lontano dalla porta quando la Juve accelera in verticale verso la porta avversaria.

Caceres non fa rimpiangere Lichtsteiner, e sì che nei primi minuti era palese l’assenza di fiducia verso il sudamericano. Evra presidia bene, spinge stavolta poco, ma il francese ora è rassicurante. Sono state queste le chiavi del match, con un Napoli che ha faticato a costruire con i suoi playmaker, preferendo più scorribande laterali e lanci in profondità su cui la difesa bianconera non ha avuto problemi.

Non uno spettacolo eccezionale dal punto di vista tecnico, ma agonismo e ritmi interessanti in Napoli – Juventus.

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Il gol di Pogba è una gemma, quella di Britos una conferma della scarsa costanza di attenzione juventina. La variante, rispetto a Samp e Inter, è rappresentata dalla reazione: la Juve troppo bassa è riuscita a ripartire, grazie anche a una non saggia decisione di Benitez di lasciarle un uomo in più a centrocampo. Caceres pareggia il conto delle palle inattive, mentre da uno strattone di Morata nasce il gol stupendo di Vidal che ha chiuso la pratica.

Non tutto è risolto, ma la famigerata crisetta ha prodotto un ritorno a +3 circa le distanze dalla Roma.

Ora, in serie, ci sarà spazio per far sfogare la panchina giovedì contro il Verona in Coppa Italia, e poi un remake della sfida agli scaligeri domenica sera.

Per tutte le polemiche, leggere il nostro articolo sul perché “Avete rotto i coglioni“.

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Juventus – Inter / Terzi e scudetto: nulla è impossibile

Ha perfettamente ragione Mancini: nulla è impossibile per chi ha truffato il calcio italiano, è arrivato terzo, e si è visto anche assegnato uno scudetto.

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E’ su questa base che si riparte questa sera, quando il tedesco neo-acquisto nerazzurro prenderà la scena più di ogni altro fenomeno in campo. Segreti, misteri e potenza della stampa tutta italiota.

Dopo l’incazzatura post Supercoppa, Allegri deve subito ripartire a grandissima velocità, prendendo l’abbrivo per arrivare in perfetta forma agli ottavi di Champions, senza aver rinunciato a un allungo in campionato.

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Sfida particolarmente complessa, non già per il livello dell’avversario, ma per le condizioni col punto interrogativo della Juve: Tevez a parte, sembra che tutti gli altri siano sotto la casella da valutare. Da Llorente a cui si chiede gol, a Vidal a cui si chiede almeno di provare a giocare da 6 in pagella, da Pogba a cui si chiede di essere più incisivo e decisivo, a Morata a cui si chiede di fare l’atttaccante-se-possibile-bomber.

E mentre Allegri chiede il trequartista, gli occhi sono puntati in difesa dove siamo ancora contati, tranne per il rientro di Caceres che comunque non risolve i problemi a sinistra, dove Padoin è solo l’ultima delle soluzioni possibili (almeno finché si vuole pensare in grande).

A Napoli Gabbiadini pare già felice. La Juve intasca 6,5 milioni di euro e sta decidendo come risistemare la rosa da qui a fine stagione.

Intanto, stasera si torna finalmente a giocare.

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Supercoppa Italiana: meno 1 alle polemiche

Comunque vada, sarà polemica. Se vinciamo sarà polemica. Se perdiamo sarà polemica perché qualcuno rivendicherà la finale di Supercoppa Italiana qualche anno fa. Solo noi siamo interessati allo spettacolo?

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Allegri si gioca il suo primo trofeo sulla panchina bianconera. Assenti gli assenti, presenti i presenti, poco spazio alla conta di chi non ci sarà: la gara secca impone il massimo dell’attenzione.

Marchisio sembra carichissimo, tanto da descrivere questa nuova Juve come più preparata per l’esperienza nelle coppe. Pirlo e Vidal prontissimi, con Pogba scalpitante. 4 fenomeni per un centrocampo da urlo, probabilmente l’ago della bilancia tattica del match di domani pomeriggio per una finale di Supercoppa Italiana che darà il via alle vacanze natalizie.

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Tevez e Llorente sembrano non avere più concorrenza, anche perché ci si attende da Morata più rabbia sotto porta e maggior peso specifico quando parte titolare.

Il rientro di Bonucci, la crescita di Evra e l’instancabile Lichtsteiner garantiscono il miglior assetto difensivo possibile.

Ha ragione Moggi: in gara secca può accadere di tutto.

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Cagliari – Juventus 1 – 3 / Il Maestro che sembra meno di un bidello

Chiediamo scusa ai bidelli: loro sì che lavorano, che sudano, e che guadagnano una miseria. Ma all’ennesima prova insufficiente, non capiamo più il motivo per cui Zeman è un grande maestro.

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Il Cagliari si presenta nelle condizioni ideali per permettere alla Juve di giocare in serenità e segnare con facilità. Supremazia numerica a centrocampo che ha permesso una fluida manovra di gioco, difesa e centrocampo poco compatti che hanno permesso ai centrocampisti di impostare e inserirsi con regolarità, fasce non presidiate. Come nei migliori sogni bianconeri.

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Si sblocca Tevez, si sblocca Llorente, va a segno pure un Vidal in netto recupero. Diffidati al salvo. Ci presentiamo così nelle migliori condizioni per Doha dove la battaglia sarà feroce.

Dove la formazione sarà la solita, col rientro di Bonucci al posto di Ogbonna. Con un Evra in crescita, soprattutto in fase offensiva.

Ultimo sforzo del 2014. Poi si riparte col botto!

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