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Tag: lucio (pagina 1 di 4)

La Juve, i giovani, i 20 milioni di euro e un dubbio

Oggi Tuttosport fa i conti in tasca alla Juve. Semplice farli, ogni tanto pure noi indaghiamo il livello economico dei bianconeri e quindi la somma viene facile. Il tema però è di quelli importanti: i giovani, cioè il futuro. Ed ecco il primo equivoco: futuro, non già presente.

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Il mio personale nastro dei ricordi non può tornare indietro al 1993 quando un talentuoso Roberto Baggio, prossimo pallone d’oro, venne sostituito da un giovanotto con una montagna di capelloni ricci. Poi il ragazzo fu confermato e l’anno successivo, spesso col numero 16, subentrò parecchie volte al posto di quel numero 10. Giocò così bene, impressionò per classe e senso tattico, che Moggi e Giraudo decisero, rischiando parecchio, di vendere il Divin Codino Baggio e assegnare il numero 10 proprio ad Alessandro Del Piero. Comincia così una delle più belle storie del calcio. Il calcio che conta, quello che vede un uomo primeggiare per 18 lunghissimi anni.

Oggi può esistere un Del Piero? Un nuovo Del Piero? Tecnicamente no, a livello di personalità nemmeno, e a livello di storia? La sto prendendo larga e allora la dico bene.

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Paratici ha lavorato stupendamente coi giovani. Il rapporto Nedved-Raiola può essere decisivo per il prossimo mercato bianconero (vedi il caso Pogba), così come l’appeal di Conte può giovare a tutta la Juve in sede di trattative. Fin qui i bianconeri hanno investito oltre 20 milioni di euro nell’acquisto di talentini dai 18 anni in giù. Contando la Primavera e la Prima Squadra Marotta ha chiuso ben oltre 60 operazioni di compravendita. Un numero mostruoso, ma ci chiediamo quali siano i risultati tangibili di questa mole di lavoro.

Chi fra questi giovani ha meritato un posto in Prima Squadra? Pogba e Marrone a parte, quale fra i giovani di talento sono stati lanciati dalla Juve? I vari Immobile e Boakye, o Ekdal e Masi, per non dimenticare la caterva di ragazzi cresciuti alla Juve, ebbene fra questi nessuno è riuscito a rimanere in Prima Squadra. Abbiamo sollevato più volte il dubbio che puntare su Lucio e far andare via Masi non sia stata una grande trovata. A meno che per forza di cose Masi debba tornare a Torino con 6 anni di esperienza fra A e B. Guarda il caso Criscito che era nostro e che l’abbiamo fatto andare via. E rischiamo le stesse situazioni su Gabbiadini e tutti gli altri.

Perché manca il coraggio di rischiare sui giovani? Del Piero non aveva mica 25 anni quando decisero di assegnargli la numero 10 (e non la 12: ogni riferimento non è affatto casuale). Forse si avrebbe anche più pazienza con un Masi piuttosto che un Peluso arrivato da un po’ di giorni e già sulla graticola per almeno tre gravissime disattenzioni (una delle quali è costata la qualificazione in Coppa Italia). Perdoneremmo di più la mancanza di qualità o di esperienza a giovanotto come Immobile piuttosto che continuare a sperare che Quagliarella e Matri (o Amauri e Iaquinta) si sblocchino definitivamente.

Perché la gestione Moggi mi aveva insegnato qualcosa di molto semplice. Quando la Juve faceva fatica a centrocampo, col solo Emerson a garantire quella qualità indispensabile per chi vuole dettare legge, piuttosto che cinque operazioni di medio livello, ne basta una per il definitivo salto di qualità. Maresca venduto in Spagna e Vieira comprato a Londra. Arrivarono così “91 punti, teste di cazzo!” (cit. Mughini). Così come il primo anno di Capello bastò prendere un Cannavaro (scambiato col secondo portiere Carini) e spendere appena 19 milioni di euro per Ibrahimovic per dominare due campionati di fila. E questa Juve di Conte cosa avrebbe fatto con un Ibra là davanti?

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Palermo-Juventus: Conte comanda questi 11 GRAFICA

Di nuovo in campo. Perché in quel campo la Juve trova il naturale compimento della sua storia. Con un plus in più oggi: Antonio Conte in panchina.

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Le scelte del tecnico leccese sembrano rivolte a non stravolgere più di tanto la formazione che ha battuto il girone di Champions, anche in ottica di indisponibilità di formazione. Caceres e Isla sono rimasti a Torino per noie muscolari ed erano due papabili titolari. Sopratutto il cileno che è in cerca della migliore forma e che doveva riscattare una sciagurata prestazione contro il Milan. Restano a casa pure Marrone e Lucio, e per loro si prospetta un gennaio molto caldo. Via il brasiliano, mentre su Marrone Conte ha posto il veto però è pur vero che se non gioca si rischia di bruciarlo. Meglio un’esperienza in stile Marchisio che troppa panchina.

Centrocampo quindi fatto e finito. Nessun turno di riposo per Asamoah e Lichtsteiner (lo svizzero ha riacceso il treno?), nemmeno per Vidal e Marchisio che affiancheranno Pirlo. A proposito di Pirlo vien da sorridere quando leggi da statistiche UEFA che è il terzo corridore in Europa: alla faccia dell’età, del logorio della vita comune. Forse è vero quanto mi ha detto un mio caro amico al bar: richiedere i miracoli ogni minuto che sta in campo non è umano!

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Pogba in panchina quindi, magari a fianco di Quagliarella che dovrebbe perdere il ballottaggio con Matri. Fuori dai giochi per una maglia da titolare Bendtner, ma con Conte non si sa mai. Al tecnico serve un ariete e il danese, spalle alla porta, sembra cavarsela meglio di Matri. Entrambi però soffrono di una statistica che mi mette i brividi: quanti gol in due? Meglio non dare la risposta. Oggi potrebbe essere la svolta per chi andrà in campo. Certo le occasioni stanno finendo. C’è giusto quella Coppa Italia giovedì 13 dicembre, poi dal 3 gennaio via alle trattative. Alla Juve servono i gol, Matri e Bendtner che hanno da offrire?

Su Quagliarella invece il discorso è molto semplice e io lo sottoscrivo in pieno: educazione, educazione, educazione. E intelligenza aggiungerei io: alla Juve servono soldatini, gente che si immola per la Juve, gente che sa stare in un gruppo accettando le regole che impone chi guida quel gruppo, cioè Conte. Conte che ha già dimostrato di saperci fare con le scelte e le intuizioni: se a Eta Beta sta bene così può restare, altrimenti quella è la porta, preferibilmente all’estero se ci sono squadre pronte a investire denaro contante. Abbiamo fatto a meno di Zidane… vuoi vedere che soffriremo Quagliarella? Ovviamente la mia è solo una provocazione, ma resta il concetto del bene del gruppo. Decide Conte: tutti, tifosi compresi, devono semplicemente tifare o giocare al massimo delle possibilità.

Vucinic sarà in campo. Pesa l’assenza di Giovinco che mi sarebbe piaciuto vedere in campo con Conte in panchina. Sarà per la prossima.

Occhio ai diffidati, praticamente tutta la difesa più Marchisio e Vucinic.

Palermo-Juve: niente turnover, si va in Sicilia per vincere

Palermo-Juve: niente turnover, si va in Sicilia per vincere

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Tu chiamale se vuoi… emozioni

Grande Lucio! parlo di Battisti naturalmente…

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Il Lucio che è transitato tra le file della Juve un pò meno. Vuole andar via? prego si accomodi, già lo stesso fatto che ha indossato una certa maglia mi provoca delle coliti acute.

Il prepartita, l’aspettare l’evento di stasera con tutti che stanno a fare previsioni, con tutti che stanno a dare formazioni, con i 60.000.000 di allenatori che ci stanno in Italia diventa uno stress e invece io voglio vivere questa partita di pallone ( in fondo di questo si tratta, siamo seri, con tutto quello che c’è in giro per l’universo mondo…), con le mie personalissime emozioni.

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Stasera si fa 50, una vocina mi dice che così sarà e per alcuni motivi che elenco:

  • l’avversario di stasera ha un presidente che solo grazie ai “petroeuro”  è riuscito a far imbastire la più grossa ed epocale truffa ai danni della Juve mandandola in B e privandola grazie al compagno di merende “Red” e al primo azionista Telecom, “Tronchetto dell’infelicità”, di due scudetti regolarmente vinti sul campo (sentenza Napoli docet ) e del quale il Palazzinaro amico suo ha confermato, pur prescrivendone la palese colpa, che tutto ciò che era successivamente emerso era da art. 1 e art. 6. E poi diciamolo…mi sta sul cazzo proprio visivamente.
  • l’avversario di stasera per 5 lunghi anni, dopo 47  anni di totale stato comatoso e miliardi spesi inutilmente in acquisti ancor più inutili e mai azzeccati, mi ha provocato  una orchite acuta con le sue vittorie mai limpide ma regalate sulla scia di continui favori elargiti dall’entourage a lui vicino.
  • l’avversario di stasera sulla carta è inferiore alla migliore Juve vista l’anno scorso e, quindi, ubi major minor cessat.
  • l’avversario di stasera ha i tifosi più beceri e non obiettivi dell’intero universo calcio, mi ricordo ancora uno scooter che vola dal 5° anello dello stadio di S. Siro

L’emozione che mi pervade nel pregustare una vittoria per 1 a 0 al 95° con un gol in palese fuorigioco non me la darebbe nemmeno Belen cosparsa di oli profumati, ma credo che stasera ci sarà un rotondo 3 a 0 per la Juve.

Certo, la palla è rotonda e tutto ciò che ho scritto è opinabile ma chiedo alla mia Juve una sola cosa stasera: tutti potranno venire a vincere allo Juve Stadium, tranne questi! Costi quel che costi, fatevi venire le vesciche ai piedi, date l’anima e asfaltatemi questi indegni pedatori di palloni e quando l’arbitro fischierà la fine, nel momento in cui andrete a centro campo a stringere loro la mano per un fair play che più falso di stasera non potrebbe essere, indicategli quello scudetto con su scritto 30 che campeggia lo Juventus Stadium e sussurrategli sottovoce: vergognatevi!

Forza Juve, ora e sempre.

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Conte rischia: rivoluzione contro il Bologna?

Arriva il Bologna stasera allo Juventus Stadium e Antonio Conte ha in mente un esame importante: chi ha giocato meno, chi doveva recuperare, chi vuole una maglia importante nella Juve stasera avrà la sua chance. Troppo importante capire chi davvero ha i gradi per rimanere alla Juve, chi può dare un contributo decisivo in questa lunga corsa verso la gloria.

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Un po’ per il tour de force che obbligherà la Juve a nessuna pausa da qui a Natale, un po’ la necessità di rifiatare, un po’ la dovuta riflessione su “chi è da Juve?” giustifica una sorta di rivoluzione dell’11 in campo. Vediamoli gli uomini in esame.

Primo fra tutti Nick Bendtner. Il danese arrivato dopo una pantomima di mercato sta cercando di ritagliarsi un minimo di spazio. Conte lo ha seguito, lo ha torchiato e ora lo butta nella mischia. Al netto della caviglia in fuorigioco contro il Catania, l’attaccante sembra poter dire la sua in questa squadra perché possiede caratteristiche fisiche molto diverse rispetto a tutti gli altri attaccanti. E’ per questo motivo che è stato preso, seppure alla fine, e ancora comunque bisognerà vederlo in campo. La tecnica non è da top player, ma è molto utile per far salire la squadra e primeggiare nel gioco aereo, così come è buono il grado di agonismo che spesso è mancato a Matri in questo avvio di stagione. Stasera farà coppia con Quagliarella e dai due ci aspettiamo gol, niente di più di gol.

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Vidal squalificato e Marchisio non convocato. Il motore della Juve resta a Torino a riposo e toccherà ad Andrea Pirlo dirigere la manovra senza i due stantuffi al fianco. Stantuffi? O gente di una qualità mostruosa che a detta di tutti completa il miglior centrocampo d’Italia (e non solo)? Spazio allora al sempre più convincente Pogba e uno fra Padoin (favorito) e Giaccherini. Io punterei sul piccoletto ex Cesena, ma Conte ha in mente di rilanciare il suo ex allievo a Bergamo. Ai lati si cambia ancora? Forse no. A sinistra Asamoah dovrebbe conservare la maglia da titolare vista la condizione non perfetta di De Ceglie (a livello mentale), mentre a destra tocca a Isla che dovrà recuperare in fretta il 100% del proprio enorme potenziale. Ancora ai box Pepe: quando rientra il nostro folletto?

In difesa spazio a uno fra Lucio e Caceres, col secondo favorito. Viene da chiedersi allora perché aver pagato lo stipendio all’ex nerazzurro quando Masi in Serie B sta registrando alti numeri nei voti. Barzagli e Bonucci in campo, riposerà soltanto Chiellini.

La Juve deve vincere, ma questo lo si sa dal momento in cui Conte ha varcato Vinovo in veste di allenatore. Ci aspettiamo convinca pure, dopo un paio di partite in cui la squadra ha certamente dominato, ma ha pure subito la corsa e l’aggressività dell’avversario. Tutto normale in un gioco che prevede due squadre in campo, forse non era normale lo scorso anno quando i Campioni d’Italia (per antonomasia) avevano azzannato ogni singolo minuto di ogni singola partita. C’è da ammazzare pure questo di campionato, e insieme c’è da mettere a tacere chi sta rodendosi il fegato non fa altro che aumentare la nostra goduria.

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Champions League: la Juve mi ha tradito

Io ing juventino martedì sera mi sono sentito tradito.

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Ma era davvero la Juventus di Conte?

Ma che formazione ha mandato in campo Conte?

Con quali motivazioni?

Parole pesanti, lo so, ma la delusione, l’incazzatura e la vergogna portano probabilmente ad usare toni e termini esagerati nei confronti dei dirigenti, dei tecnici e dei giocatori.

Conte e gli invincibili rimangono una parte indelebile e straordinaria della mia vita di juventino, ma non posso far finta di niente dopo aver visto quello che martedì sera è successo in campo.

Che le critiche servano a stimolare chi mostra di non essere attualmente all’altezza della situazione.

Ma vogliamo criticare la squadra prima in classifica con sette vittorie su otto in campionato ed un solo pareggio?

Volendo potrei criticare anche quella squadra,  ricordando Genova, Firenze, Siena ed anche la partita con il Napoli.

Traversa di Borriello, 2-0 clamorosamente fallito da Bertolacci, traversa di Jovetic, goal “mangiato” da Ljajic, colpo di testa di Rosina solo davanti a Buffon,  traversa di Cavani.

Sante traverse, tante traverse. Poi parleremo anche della traversa di Williams e capiremo quanto hanno influito sull’ingannevole “trionfale” cammino della Juventus.

Ma io voglio criticare la squadra che non sa vincere in Champions, che ha un piede già fuori della Champions.

Appena letta la formazione non ho fatto salti di gioia. Isla e De Ceglie esterni? Va bene che i danesi sono scarsi, ma abbiamo già la testa a Catania? Così ho pensato. Una partita offensiva e non utilizziamo Giaccherini? E Caceres e Pogba? Sono freschi, sono esaltati dai goals di sabato e non ne approfittiamo?

Dopo 20 minuti mi sono detto: stiamo giocando da cani ma questi sono così scarsi che gliene facciamo tre o quattro.

Ma questo posso pensarlo io tifoso, non deve mai pensarlo un calciatore professionista. Né un allenatore.

Nelle dichiarazioni della vigilia già si parlava non della vittoria in Danimarca ma addirittura dei 6 punti praticamente già conquistati contro i danesi.

Non me ne voglia Conte, che rimane un mito ed il mio condottiero, ma la formazione indica chiaramente che anche lui ha sottovalutato la partita. E non ha motivato a sufficienza i giocatori.

Buffon fa una mezza papera nel primo tempo, qualcosa di più poteva fare sulla punizione-goal e se ne esce dal campo ridendo (spero amaro) con Bonucci.

Lucio si fa sistematicamente saltare sulla fascia destra. Inguardabile.

Chiellini commette un’ingenuità in occasione della punizione-goal che gli costa il giallo e ci costa due punti: ingenuità derivante da poca concentrazione,  inammissibile in campo internazionale.

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Isla non è assolutamente ancora pronto e lo si è fatto giocare perché per tornare in forma serve giocare: e cosa di meglio di una partita già vinta ……..?

De Ceglie, semplicemente, non è da Juventus.

Vidal o ha la pubalgia o è stanco. Il vero Vidal è ben altra cosa.

Matri oramai ha dimenticato dov’è la porta e la discontinuità di impiego certo non gli giova.

Giovinco si impegna ma non ha ancora segnato un goal decisivo e non può sbagliare una semirovesciata-goal, non contrastato, a pochi metri dalla porta: palla letteralmente “bucata”. Siamo in Champions, Giovinco!

Subìto il goal abbiamo attaccato con rabbia. E qui mi incazzo. Ma allora non era un problema fisico, l’avevano proprio presa sottogamba. Gravissimo.

E va bene che siamo stressati da un calendario folle (supercoppa, campionato, nazionale, Champions).

E va bene che Palazzi ci ha combinato un bel casino con Conte: non è il massimo per i giocatori sentire prima gli ordini di Conte, poi di Carrera, poi di Alessio, poi risentiranno Conte.

E va bene che Conte stesso sarà anche condizionato da tutto quello che gli è successo.

Ma vogliamo ammettere che la squadra di quest’anno non ha assolutamente la cattiveria dell’anno scorso?

E che se ciò in parte era preventivabile, era necessario intervenire con una punta che la mettesse dentro anche quando la squadra non “gira”? Vero Marotta?

Dov’è il top-player promesso per mesi e che ieri sera, da solo, contro i modestissimi danesi avrebbe fatto tre goals?

Senza la traversa di Wlliams all’ultimo secondo contro lo Shakhtar, già saremmo praticamente fuori dalla Champions.

Ora dobbiamo semplicemente fare un miracolo per rimanerci ……….

Conte non sottovaluti più gli avversari. Non è suo costume.

I giocatori tornino a mordere gli avversari.

Marotta non ci faccia rimpiangere troppo Moggi.

Siamo la Juventus.

Ho tifato in serie B, tiferò sempre. Amerò sempre.

Ma ieri sera la Juventus mi ha tradito.

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Nordsjaelland-Juventus 1-1 Non è un problema tecnico

Sembrano tante cose, certo non un problema tecnico. Pensare di scendere in campo con Lucio e De Ceglie, con questo Vidal e questo Matri e provare a battere i danesi in Champions è una cosa molto strana per l’acuta intelligenza di Antonio Conte. La Juve di ieri sera paga lo scarso valore, attuale o complessivo, di simili uomini in una competizione che richiede, prima ancora che la tecnica, molta personalità.

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Cominciamo a esaminare gli uomini, perché del match c’è poco da dire. Male Lucio che si perde molte volte l’uomo e non che si trattasse di Cristiano Ronaldo. Male De Ceglie, nonostante qualche buona sfuriata, ma è suo l’errore clamoroso che permette alla difesa bianconera di incassare un’altra rete. Dopo Siena occorre trovare un uomo a sinistra valido, perché Asamoah è attualmente non escludibile dalla formazione titolare. Malissimo Matri: se questo è un attaccante da Juve… ci perdoni Trezeguet se lo consideriamo alla stregua del suo ruolo. I primi sei mesi furono eccezionali, ma in quella Juve serviva davvero poco per emergere, oltretutto praticando il gioco in contropiede adatto alle sue caratteristiche. Urge rinforzo a gennaio, magari sbolognando Matri da qualche parte e intascando un paio di milioncini di euro. Va bene così, ad alto livello Matri purtroppo non può reggere. E passiamo al cileno.

Non è lui, ed è inutile prendersi in giro. Due sono le ipotesi valide: o quel problema di pubalgia è reale e allora prepariamoci a un anno altalenante dal punto di vista delle prestazioni, o è stanchezza e allora questo Vidal in campo non serve. Sbaglia una quantità inverosimile di palloni per quello che è il suo livello abituale. Ringhia poco e male, per nulla propositivo in zona gol escludendo quell’uno-due con Vucinic e il miracolo del portiere danese. Con un Pogba in quelle condizioni, atletiche e psicologiche, regalare un uomo a centrocampo è davvero un delitto.

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Isla sta a poco a poco recuperando la migliore condizione, ma serve pazienza. In ogni caso buono il volume di corsa sviluppato, la qualità verrà. Va già bene così comunque, considerando il grave infortunio patito. Certo su quella fascia sta mancando maledettamente uno come Pepe. A che punto sei Simone? Le sue sfuriate e i suoi dribbling, i suoi assoli sono pane quotidiano per l’attacco juventino. In partite bloccate come questa un Pepe in più fa certamente comodo.

Non capisco i voti, che oscillano dal 4,5 al 6, per Giovinco. E’ l’unico che si sbatte, l’unico che ci ha provato, l’unico in grado di saltare l’uomo e servire palloni nel mezzo mai raccolti dalla punta o dai centrocampisti. Ma che si vuole da un attaccante? Il gol? Certo, ci mancherebbe, ma un po’ la sfortuna e un po’ l’imprecisione stanno giocando un bruttissimo scherzo al genio di Beinasco. Io me lo terrei strettissimo visto la povertà di inventiva là davanti. E per fortuna che Mirko Vucinic è in ripresa. Segno tangibile di come un top player è purtroppo  urgente, certamente in Champions, ma anche e soprattutto per chiudere già a Natale il campionato.

Complicato poi analizzare la prestazione di Bendtner. A me il danese non dispiace, ma 15 minuti sono pochi. In ogni caso, più di Matri, Bendtner prova a mettere il naso in area e a garantire la giusta fisicità. Posto che per me la coppia d’attacco resta Giovinco-Vucinic, non lesino l’impiego di Bendtner in partite come questa e altre partite toste e fisiche che verranno. Resta la carta Quagliarella, ma troppe volte qui ci troviamo a esaltare giocate che restano estemporaneee: alla Juve serve continuità di rendimento, Trezeguet insegna. Un altro Trezeguet però non esiste, e allora seguiranno altre fatiche come questa.

Detto questo, facendo la summa, ecco che viene fuori il problema: mentale, solo mentale. La Juve deve prendere lo schiaffo prima di svegliarsi e questa non è la squadra di Conte. Stanchezza? Assolutamente no, perché la Juve del secondo tempo, con un attaccante in forma, sarebbe stata devastante. Allora il problema è mentale: approccio errato, forse manca la guida di Conte dal campo. Alessio si sbraccia, ma tutti noi ricordiamo gli occhi e la gestualità di Conte a spingere i suoi. Davvero peccato non averlo in panchina, perché in queste serate europee sarebbe davvero servito tantissimo. Il solo Pirlo non può bastare a dettare legge, occorre una crescita veloce da parte di tutta la squadra, soprattutto dal centrocampo in su. Troppi uomini sotto la sufficienza per uscire indenni dalla Champions. Ma quasi quasi la sfida ora si fa divertente, e insieme anche un po’ frustrante.

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Nordsjaelland-Juventus: le probabili (in)formazioni

Antonio Conte non dovrebbe rischiare Mirko Vucinic. Da qui a Natale servirà la migliore Juve in campo per superare gli ostacoli che si porranno davanti. Così il genio montenegrino dovrebbe partire dalla panchina, magari tornando ad assaggiare la maglia da titolare solo domenica a pranzo contro il Catania.

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Così ecco la lotta per una maglia da titolare. Sicuro Giovinco, uno dei più in forma, e probabilmente favorito Matri sul deludente Quagliarella. Ancora non considerato Bendtner, nonostante i danesi lo diano come in forma e pronto per debuttare in Champions. Chissà che non possa esserci per lui un impiego nel secondo tempo.

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Caceres e Pogba dovrebbero aver meritato sul campo la titolarità, ma Conte dovrà gestire al meglio l’affaire Vidal: la speranza è che non sia la pubalgia ad aver frenato l’impeto agonistico di un giocatore straordinario, ma certo questo non è il Vidal che conosciamo. Alle volte, più di insistere in campo, vale molto di più un meritato riposo di una o due settimane. Lontano dallo stress della partita si riesce completamente a recuperare, ma vedremo la decisione di Conte. Certo questo Pogba dà ampie garanzie. Così come non dimentichiamoci di Giaccherini e Isla. Con Asamoah e Lichtsteiner a casa ecco che potrebbe proprio toccare a loro. Con Isla la fascia sinistra verrebbe affidata a Caceres, altrimenti sarà De Ceglie a occupare la mancina. Pirlo e Marchisio intoccabili.

In difesa sempre più probabile un turno di riposo per lo stacanovista Barzagli. Il muro bianconero non può certo giocarle tutte, anche se le garanzie a supporto della sua condizione fisica straripante sono ottime. Lucio pronto al debutto in Champions, accanto a Chiellini e Bonucci perfettamente recuperato dopo la gara col Napoli. In porta torna Gigi Buffon.

Le probabili scelte di Antonio Conte per la Champions

Le probabili scelte di Antonio Conte per la Champions

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Fiorentina-Juventus Giovinco affiancherà Quagliarella, rientrano i big

Fiorentina-Juventus: Conte cambia ancora

Fiorentina-Juventus: Conte cambia ancora

La Juve si appresta a giocare a Firenze. I viola sono in ottima forma, nonostante il pareggio in extremis contro la Samp. Jovetic sugli scudi, il ritrovato Luca Toni, un ottimo centrocampo, un buon mercato. La Juve dovrà semplicemente confermare lo strepitoso avvio di stagione e stavolta può contare su una panchina più lunga e certo migliore rispetto allo scorso anno.

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Rientra Vidal dal primo minuto ed è un rientro importante. Il cileno è sempre più un leader assoluto in campo e fuori dal campo e il suo apporto è sempre decisivo. Già 3 gol in questo avvio di stagione, con un rigore sul groppone fortunatamente ininfluente.

Oltre al cileno sarà Lichtsteiner a ritrovare la maglia da titolare. La fascia destra non desta problemi, anche perché Isla deve solo ritrovare la forma.

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Il dubbio riguarda l’attacco. Quagliarella è in un momento di forma strepitoso e verrà affiancato con tutta probabilità da Giovinco. Scelta corretta per almeno due motivi: Vucinic dovrà pur riposare e a Sebastian deve essere dato il tempo necessario per prendersi la Juve. Le doti tecniche non gli mancano e fino ad adesso non ha certo deluso. Due gol, come Quagliarella e Vucinic, e tanta possibilità di migliorare.

Piuttosto preoccupa Matri la cui astinenza in campionato è terrificante. La Juve non può permettersi di aspettare nessuno perciò l’ex Cagliari dovrà sfruttare al massimo la prossima occasione che gli verrà concessa. Ma quando? Bendtner sembra aver dimostrato di avere tanta voglia e di poter fare il ruolo che Conte non riesce a coprire con Matri. Vediamo già stasera se le gerarchie sono cambiate nuovamente in attacco.

In difesa Lucio tornerà a sedersi in panchina per far posto a Barzagli. Su Chiellini vige la regola del “in campo per trovare la forma migliore”. Pirlo, infine, guiderà la regia.

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L’utilità e la validità del nostro turnover

La Juventus di quest’anno presenta una differenza sostanziale rispetto a quella dello scorso anno: la necessità di fare turnover. Quest’anno abbiamo una competizione in più da disputare, ed é quella più difficile e importante, la Champions. Marotta e Paratici, sulla scia delle indicazioni di Conte, hanno lavorato bene in estate, cercando di ampliare la rosa, qualitativamente e quantitativamente.

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Gli acquisti fatti sono tutti funzionali alle esigenze della squadra: Lucio in difesa, Isla, Asamoah, Pogba a centrocampo, Bendtner avanti insieme a Giovinco. Acquisti di tutto rispetto. Ma c’é un però: vero che la rosa é stata ampliata, e questo é già tanto per una squadra che negli ultimi sei anni ha sempre sofferto del problema della panchina corta, ma la qualità dei giocatori presi può permettere alla Juventus di affrontare senza troppi problemi tre competizioni lunghe e difficili? La riposta a questa domanda si può dedurre da una serie di considerazioni che non possono prescindere dall’analisi delle tre ultime gare, cioè quelle contro Genoa, Chelsea e Chievo.

Il turnover imposto a Genova ha messo in evidenza una prima cosa: che non si può fare turnover massiccio in alcune zone del campo. I due esterni, Asamoah e Lichtsteiner, partivano dalla panchina: De Ceglie e Caceres al loro posto hanno fatto malissimo, perché non hanno mai affondato, addirittura Caceres impalpabile, ha fatto più danni che cose positive. Da qui si potrebbe dedurre che cambiare i due esterni contemporaneamente non é mai consigliabile, soprattutto quando i sostituti sono molto simili (entrambi molto difensivi) e vengono da infortuni. Addirittura anche Giaccherini al posto di Vidal, quindi tre su 5 venivano dalla panchina. Se a questo si aggiunge che il regista avanzato, ossia Vucinic, nemmeno era stato impiegato, allora ecco spiegate le difficoltà di un turnover azzardato e forse errato: dopo Genova ho iniziato a pensare che la Juventus, seppure con una buona panchina, non può permettersi di far giocare le seconde linee in campionato, o meglio non può pretendere di vincere in scioltezza con i panchinari, perché non hanno la stessa forza dei titolari, chiaro.

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A Londra, con la squadra tipo, abbiamo fatto una grande gara. Il ritorno di Vidal si é subito avvertito, non solo per il gol, ma per la grinta e l’intelligenza tattica di questo gran giocatore. Imprenscindibile per la Juventus, così come i due esterni Asamoah e Lichtsteiner. Per non parlare di Vucinic: io non lo amo alla follia, perché a volte si addormenta, ma é veramente l’unico a far girare la squadra la davanti. La sorpresa di Londra é stato sicuramente Quagliarella: ha fatto gol, e sembra si stia ritrovando, perché si é magnificamente confermato tre giorni dopo, proprio col Chievo: se fosse lui il vero acquisto in avanti? Nulla é impossibile, magari può fare una grande stagione, anche dal punto di vista realizzativo.

L’ultimo esame, quello col Chievo, ha visto una Juve di nuovo cambiata, per 5/11: Lucio, Isla, Pogba, Giaccherini, Quagliarella. Rispetto a Genova, cambi più equilibrati: un solo esterno, Pogba davanti alla difesa, Quagliarella supportato dal genio Vucinic, Lucio in difesa a far rifiatare Barzagli. È si é vista una Juventus diversa, anche nell’atteggiamento: nonostante un Isla non in condizione, o un Pogba all’esordio assoluto. Non abbiamo sofferto sulle fasce, abbiamo creato tanto e la difesa ha retto, proprio perché tutta la squadra si é mossa meglio, soprattutto rispetto a Genova. Chiaro che il Genoa è sicuramente più attrezzato rispetto al Chievo, ma noi dovremmo giocare sempre con la stessa sicurezza, contro tutte le squadre. La partita col Chievo ha detto che il nostro turnover potrebbe regger, ma solo se fatto a dovere e con estrema accortezza, senza stravolgere equilibri tattici.

In definitiva, la rosa della Juventus può reggere le tre competizioni, ma non dobbiamo illuderci. Credo che la Juventus titolare sia una macchina da guerra per il campionato, nessuno come noi. Con una competizione in meno e la stessa rosa, avremmo distrutto questo campionato. La panchina invece non credo sia all’altezza di poter confrontarsi con squadre più blasonate, sempre se esistono ancora nel campionato italiano: per questo un turnover sbagliato può dare problemi. Dall’altra parte, per il discorso Champions, la nostra squadra titolare é una squadra valida, ma non all’altezza di altre più attrezzate, per qualità e profondità della rosa: possiamo fare una grande Champions, ma realisticamente parlando non penso si possa vincere. Ma tutto può succedere, e la mia non é una mancanza di fiducia. Il rischio che possiamo correre é quello di concentrarci sulla champions e affrontare con leggerezza il campionato, pur avendo la consapevolezza che sul fronte europeo, pur impiegando il 100% delle nostre forze, siamo comunque inferiori, e sul fronte campionato la sensazione che le riserve possano giocare qualche brutto scherzo. È questo sarebbe un peccato, perché in Italia siamo tre spanne sopra tutti.

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Juventus-Chievo 2-0 Troppa Juve per tutti?

Troppa Juve per tutti? Ancora una volta i bianconeri conferma uno strano dato e una bella sensazione: vincono quando decidono di vincere, controllano con stupefacente saggezza la gara e i ritmi, fanno sfogare senza subire l’avversario e poi la vincono. Senza quella traversa di Stanford Bridge oggi staremmo a parlare di en plein, ma va benissimo anche così.

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Quarta vittoria di fila in campionato, 43esimo risultato utile consecutivo: roba da mandare in delirio gli almanacchi della storia del calcio. E’ il modo che stupisce di questa Juve: autoritaria, feroce, cinica, a tratti anche serena durante il match, quando più o meno tutti i tifosi vorrebbero accelerare le operazioni e risolvere la gara. Invece la creatura di Antonio Conte sembra quasi sicura di sfondare: prima o poi si sfonda.

Settimana magica di Quagliarella per il quale speriamo sia rimasto ancora un po’ di fluido. Ammettiamolo: più che quarta scelta, dal 31 agosto era diventato quinta scelta. Ma proprio perché Conte vede e provvede ecco che la settimana di allenamenti verso Londra ce lo riconsegna più o meno nella forma in cui Marotta lo prese dal Napoli. Vivo, in partita, col gusto di cercare la giocata e trovarla. E’ un altro Quagliarella rispetto al rientro dall’infortunio e lo si vede dal viso. Prendete una qualsiasi foto dopo i gol o durante le partite e noterete gli occhi spiritati, di quelli che forse avrebbero voluto un altro copione da seguire in questi mesi.

Le doti tecniche sono sopra la media, ma serve tanta combattività e nessun tipo di scoramento. E allora sì che ci divertiremo con questo parco attaccanti. Bentornato Fabio, non andare più via perché qui ci sarà bisogno di tutti.

Sorrentino voleva giocare un brutto scherzo alla Juve, con quelle parate da Buffon. Ma di Buffon ce n’é uno, tutti gli altri son nessuno. Così nel primo tempo la palla proprio non entra, nonostante due volte Giaccherini avrebbe la possibilità di infilarla, nonostante qualche sfuriata di Quagliarella, nonostante Vucinic e Asamoah ci provino da più parti del campo. Una Juve tutto sommato buona, ma non bastevole per il vantaggio. Vantaggio che arriva nella ripresa, quando comincia a giocare da vero juventino anche Pogba. Dedicheremo al francesino un articolo a parte, qui ci limitiamo a sottolineare che il suo acquisto è passato in sordina e potrebbe davvero stupire tutti.

Il Chievo tira in porta per la prima volta al 60esimo, cioè dopo 1 ora di gioco. Ci prova con Rigoni che si disimpegna con una magia proprio di Pogba, ma Buffon blocca facilmente. Da questo momento in poi, paradossalmente, la Juve reagisce e comincia a sfogare il suo motore diesel. E se la Juve parte l’avversario si sgretola, fatica a starle appresso come un gregario col suo capitano in bicicletta, su per le montagne, per le salite più faticose dove servono energie nervose e tanto talento.

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Che il talento ci sia è testimoniato dai cambi: quelli che arrivano (Vidal e Lichtsteiner sembrano davvero un lusso, poi anche l’esordio di Bendtner quando la festa è ormai finita) e quelli che già erano stati fatti alla formazione titolare. Sembra attuale l’articolo dal titolo G I A C C H E R I N I. Conte ebbe a dire che questo ragazzo avrebbe raccolto più fortuna se si fosse chiamato Giaccherinho e non ha tutti i torti. Gli è mancato solo il gol, ma per il resto la partita andrebbe consegnata a tutti i ragazzi che vorrebbero fare il centrocampista incursore. Un ruolo cucito addosso dal tecnico salentino e interpretato al meglio, grazie anche alla tecnica sopraffina dei vari Vucinic, Quagliarella e Marchisio che lo lanciano in verticale come meglio non si potrebbe. E’ Juve spettacolo quando innesta la marcia più veloce e verticalizza come poche altre squadre.

Frutto di due fasce più scattanti, con Isla e Asamoah finalmente in palla, anche se il cileno ha ancora bisogno di qualche giorno per trovare il giusto ritmo. Mentre il ghanese conferma che mercoledì a bloccarlo era stata solo l’emozione. Per fortuna è passata e allora bentornato.

Da un calcio d’angolo il lampo di luce che acceca Pellissier e i suoi. Mai lasciare a Quagliarella mezzo metro in area di rigore. Se poi quel mezzo metro diventa un metro grazie al blocco di Pogba, ecco che la frittata è servita. O se preferite, ecco che la magia è dietro l’angolo. Una mezza girata che manda in estasi lo Juventus Stadium. Sorrentino ci mette ancora le mani, ma sarebbe un delitto negare la gioia a Eta Beta. E’ gol, punto e basta. E che gol! Fabio corre da solo verso la bandierina e fa il gesto con le mani a significare “capito chi ha segnato?”. Sì, capito. Ora non mollare. E Fabio infatti non molla. Cinque minuti dopo mette i dubbi a quanti dovranno scegliere il gol più bello della quarta giornata di campionato. Perché il tocco di prima col quale stoppa e  si libera di Dainelli è roba da tecnica marziana, con incluso il piattone largo a superare un Sorrentino che ci tenta ancora a rovinare la festa. Troppa Juve per questo Chievo, troppo Quagliarella per la difesa gialloblu.

Peccato per Vucinic. Ci prova tanto, ma non era serata. Resta la prestazione maiuscola, di quelle che confermano che il ragazzo è molto lontano dai tempi in cui l’atteggiamento indisponente rovinava le buone prestazioni. Si sacrifica, costruisce, regala magie e assist, e poi vorrebbe pure festeggiare. Questione di centimetri e questione di Sorrentino: sarà sicuramente per un’altra volta e ricordi, il buon Mirko, che va benissimo così. Già il fatto di non aver mollato e anzi continuato a inseguire il gol in questa partita già finita è indice di una maturità importante.

Se poi al 90esimo Carrera è costretto a rallentare Asamoah indemoniato e a chiedere a Pogba di giocare con calma la palla perché “oh, stiamo vincendo, è finita, controlliamo la gara“, allora capite da soli che razza di Juve ha costruito Conte.

Da menzionare Lucio. Non è Barzagli, ma certo se lo sostituisce così, con questa grinta e questa cattiveria, comprese le sfuriate palle al piede che forse non piaceranno a Conte, allora siamo a cavallo – come si dice in certe parti d’Italia. A 34 anni dimostra una voglia e una umiltà senza precedenti, visto il suo curriculum. Con una condizione fisica stupefacente. Costato zero, rischia di produrre per 100. Lo vedremo ancora e si misurerà con altri difensori, ma la cosa non lo spaventerà di certo e noi dormiamo un po’ più tranquilli. Questa Juve cambia, cambia pure tanto, ma alla fine il risultato è sempre lo stesso: dominio, facce scure per gli altri, delirio per chi tifa i bianconeri e 3 punti in più in classifica.

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