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Tag: marchetti

Finalmente si comincia: Juve contro Lazio, Supercoppa in palio

Basta chiacchiere, ora si fa sul serio. Se il precampionato della Juve non vi è piaciuto, allacciate le cinture e mettetevi comodi perché da stasera non si scherza più (contando sul fatto che la Juve finora ha scherzato).

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Il martello Conte ha indicato la via: strada impervia, difficoltosa, che passa anche da soprusi come quelli del campo di allenamento in condizioni vergognose, ma la Juve deve giocarsela. Con quella strana ferocia che nessuna altra squadra ha. La Juve sì e da stasera si deve tirar fuori. Con orgoglio e classe.

Di classe ne abbiamo: da Vucinic a Tevez, la coppia d’attacco contro la Lazio, passando per un centrocampo senza eguali in Italia e raro in Europa. Con un Pogba in più, che partirà dalla panchina, ma che sarà durissimo lasciarlo lì a sedere.

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Serve compattezza contro un Petkovic che ha dimostrato indubbie doti tattiche: la Juve ne ha già fatte le spese nelle precedenti sfide, tutte tiratissime. E come Buffon ha ribadito occorre che “Marchetti la smetta coi miracoli”.

Conte si affida a chi ha vinto lo scudetto: questioni di affidabilità, questioni di meritocrazia, questioni di un tecnico che ha valutato tutto per benino nel precampionato.

A sentire le voci dei ragazzi, nuovi e vecchi, quest’anno Conte ha torchiato i suoi ancora di più. Avvertimento di una stagione complessa, segno che serve tanta benzina per una stagione che dovrà essere la più LUNGA possibile. Capisca chi vuol capire.

Ore 21, tutti sintonizzati su Rai1. Match tutto da gustare. Primo trofeo in palio. E IoJuventino vi augura una splendida stagione di cui non perderemo nemmeno un minuto.

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Juventus-Lazio 0-0: porta stregata, attacco spuntato

Non vincere questa partita è un altro di quei segni che poi devono essere opportunamente interpretati. Questa squadra, anche con Pirlo fuori, anche con Vucinic ko, con un attaccante mediocre avrebbe già chiuso il campionato e farebbe certo meno fatica in Europa.

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Giù le mani da Giovinco: numeri su numeri, l’unico uomo con coraggio a prendersi sempre la responsabilità di muovere il pallone e cercare la via della rete, salvo non trovarla per imprecisione (dopo un numero di alta scuola su Biava) o per un super portiere (Marchetti sulla sua girata dal limite dopo un’altra magia su Ciani). Il problema è accanto a questo talento su cui Conte scommette e bene sta facendo.

La Juve ha di fatto massacrato la Lazio che non è riuscita mai a tirare in porta né ad avvicinarsi a Buffon. Candreva dai 40 metri e poi il nulla, con sempre 10 uomini dietro la linea del pallone, nella propria metà campo. Marchetti ha dimostrato ampiamente che tipo di partita ha preparato Petkovic: si punta allo 0-0 e che il Cielo ci aiuti.

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Il Cielo ha di fatto aiutato i biancocelesti. Trema ancora la traversa di Bonucci, trema ancora la difesa laziale per i numerosi palloni scaraventati al centro dell’area da Isla, Asamoah e Pepe. La Juve ha fatto girare palla in modo molto intelligente, è arrivata spesso al tiro trovando in Marchetti un avversario insuperabile. Magari aver trovato un Abbiati (chiedere al Napoli per i dettagli!).

Mancano un paio di punizioni dal limite, roba che non fossero state fischiate a una squadra di Milano oggi si parlerebbe di complotto, invece a Torino e in ogni altra città d’Italia oggi si discute di quanto manchi un bomber a questa squadra. Un peccato non aver potuto contare su Vucinic, mentre l’ingresso di Matri e Bendtner ha prodotto paradossalmente un abbassamento del valore offensivo. In quest’ottica valgono parecchio i fischi dello J-Stadium all’uscita di Quagliarella che comunque non è stato molto lucido.

Con queste premesse la Juve centra il secondo stop annuale sul piano delle reti e dei pareggi e aspetta un Chelsea che si è preoccupato moltissimo del match di martedì sera perdendo per 2-1 nel proprio campionato. Vucinic, poi Giovinco, poi Quagliarella e un centrocampo che ritrova la vivacità di Pepe. Siamo tutti aggrappati a questi uomini, più un ottimo Vidal. Il cileno è stato un vero guerriero: è mancato il gol, ma chiedere ancora reti a Vidal sembra davvero esagerato.

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Idiozia Lazio: a cosa serviva il far west finale?

Mancano 17 secondi, l’Udinese comanda 1-0 perché ha comandato per 90 e passa minuti. Lazio in netto calo: psicologico, tecnico, fisico. Da un terzo posto in tasca, la tasca ora è bucata e il terzo posto è appannaggio degli altri.

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Mancano 17 secondi e dagli spalti parte un fischio, forse due, forse anche tre. L’Udinese è lanciata in attacco, palla scaraventata e Marchetti, fuori dall’area, è già steso a terra. Il laterale friulano continua la corsa mentre i laziali si fermano. Il laterale continua la corsa e la mette dentro a porta sguarnita. La resa, nel mondo del calcio, non è contemplata, né giustificabile.

Gol, sarebbe il 2-0, è il 2-0, ma la Lazio non ci sta.

La domanda, e non c’è verso di eluderla, è la seguente: a che serve il parapiglia finale?

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Di sicuro serve a Napoli e Inter che beneficeranno delle squalifiche, inevitabili, cui andranno incontro alcuni giocatori biancocelesti. Ma la domanda deve avere una risposta.

Udinese-Lazio finisce in rissa: perché?

Udinese-Lazio finisce in rissa: perché?

La partita è finita, in realtà per la Lazio mai cominciata. 1-0 o 2-0, per un errore che è tutto della Lazio, perché abbassare la guardia o mollare prima che l’arbitro ha fischiato è assurdo. Che colpa ne ha il laterale friulano che ha semplicemente fatto il suo dovere? Doveva forse fermarsi perché qualcuno ha mollato la presa e si è disteso per terra?

Quante volte è capitato di sentire fischi dagli spalti? In un derby, con Ancelotti in panchina, il Milan di Ronaldo venne letteralmente ricoperto di fischietti nerazzurri: i tifosi si erano organizzati proprio per tirare uno scherzo al Fenomeno traditore. Capitò solo una volta che Ronaldo si fermò mimando poi il gesto “ho sentito il fischio”. Ma questa è più una burla, ma fermarsi e voler far pagare un proprio errore, oltre che un’intera partita meritatamente persa, a un arbitro che non ha influito per nulla sul risultato finale è da vigliacchi.

E in un colpo solo la Lazio rischia di dire addio a tante cose: al terzo posto, a diversi giocatori che beccheranno 1 o 2 giornate di qualifica, non bastassero le assenze pesanti, e sicuramente rinuncia a dare alla Nazionale un proprio giocatore. Perché quello che combina Marchetti nel finale è da brividi: si beccherà almeno 5 giornate di squalifica e Prandelli dovrebbe non convocarlo. Questione di coerenza e correttezza.

 

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Borsino Juve: in & out

Dobbiamo per forza di cose affidarci ai fattori esterni per capire, o tentare di intuire, quanto accade alla Juve. Di per sé è un bell’esercizio: nulla trapela dalle parti di Marotta e Agnelli, bene così.

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In Inghilterra danno quasi per chiuso Gallas alla Juve. A zero euro per il cartellino trovare un’intesa non sarà difficile per la Juve che ha il consenso del giocatore (il blasone Juve pare avere ancora molta forza). Gallas alla Juve significa poter essere ancora protagonista (ci sarà bisogno di tutti là dietro) e ancora due anni di attività (mentre l’Arsenal ha proposto un solo anno). Significa pure, però, 2 milioni di euro a stagione, forse poco più, ma non 3 qual era la richiesta originale del francese.

Per bocca del suo procuratore Ernesto Bronzetti il giocatore Amauri resterà alla Juve, e mi scuserete per la parola, un po’ troppo forte, “giocatore”. A parte i primi due mesi bianconeri non esiste tifoso che non lo vorrebbe ceduto in chissà quale parte del mondo. Indisponente, inutile, drammaticamente prezioso per gli avversari. Di lui si ricordano i minuti, tanti, troppi, di digiuno e i voti sotto il 5 (5 compreso). Del Neri lo stima ed è convinto di poterlo rigenerare. Certo, con i cross, o presunti tali, il gioco di Amauri potrebbe davvero cambiare. Credo però che Amauri non potrà contare sul mio tifo, almeno limitatamente alla maglia numero 11. Troppo caldo il ricordo del biondo che portava quel numero. Segnato il ventesimo gol stagionale ne potremmo riparlare.

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Il direttore sportivo del Palermo è stato intervistato da alcune redazioni web e si è lasciato sfuggire un “Cavani è in vendita. Abbiamo una grossa offerta”. Girava voce in questi giorni di un fortissimo interesse del Wolfsburg per l’esterno offensivo siciliano e ciò significa che i verdi di Germania hanno in animo di monetizzare il cartellino di Dzeko. Che ci sia solo la Juve sul forte attaccante bosniaco mi provoca una bella risata isterica, tanto è grossa la bugia. Che la Juve ci stia pensando, beh questo è un altro discorso. Arrivare al lungo attaccante è complesso: mancano i liquidi e le pedine scarseggiano. Se Amauri non si muove e Diego vuole restare (e io punterei sul brasiliano puro) allora non vedo chi altri possa essere inserito nell’affare. E 30 milioni cash Andrea Agnelli non li possiede. Io sogno, ma so già come andrà a finire.

Un intreccio simile a quello di Cavani sta venendo fuori sull’asse Bari-Genova. Fabrizio Preziosi riceverà il cartellino di Meggiorini. Niente accordo, niente buste. La metà di Bonucci resta al Bari, Meggiorini torna alla base. Il che significa che su Bonucci è guerra aperta. La Juve ha un canale preferenziale con Ventura e i pugliesi: Almiron rimarrà al sud e probabilmente lo seguirà qualche giovanotto gradito a Mister Miracolo Ventura. Con quel mezzo cartellino i bianconeri dovrebbero bussare alla porta del Genoa e trattare. Leonardo Bonucci in bianconero vuol dire garanzia di una difesa che potrà tirare la carretta per molti anni. Insieme a Chiellini formerebbe la coppia italiana di difensori forti che manca ormai a Torino dai tempi di Thuram (che era francese, lo so) e Cannavaro. Se poi acquistassero Motta e Criscito, beh a quel punto il quartetto arretrato sarebbe da fotografia sul comodino.

Caceres no? Che peccato. Soprattutto se il sudamericano dovesse approdare a Milano in una delle due sponde. Non ne capisco il motivo della rinuncia: ha 23 anni, è forte, può giocare esterno o centrale, ha dimostrato personalità e carattere. Che doveva fare di più, a parte infortunarsi meno (certo non è stata una sua scelta)?

Buffon si è rotto. Ennesimo stop che rischia di essere lungo. Ma anche se fosse corto la Juve avrebbe di che ragionare. Che garanzie dà Gigi per il prossimo campionato? Averlo solo per 10 gare sarebbe da stupidi. Affidarsi a Santa Fortuna che certo non ci è amica è da pazzi. Così a Torino già mi immagino le discussioni. Si vende? Si tiene e si punta su un forte secondo? A tal proposito io non vedrei male la promozione di Manninger. Ha già fatto bene, a parte l’unica papera che mi ricordo in questi anni (contro la Lazio, punizione di Ledesma). Sul mercato non c’è tantissimo materiale. Si parla di Storari (non scherziamo!) o di Sorrentino (nemmeno discuto!), ma io terrei Manninger e promuoverei un giovane. In caso contrario punterei dritto dritto su Marchetti o Lloris!

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