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Tag: marchisio (pagina 1 di 27)

Juventus – Lazio 2 -3 / Male la prima

Clamorosa lettura errata di Allegri che manda in fumo il primo trofeo stagionale. Non che i ragazzi siano esenti da colpe, anzi. Adesso c’è da capire cosa abbia influito fra condizione fisica e condizione mentale. La prima è normale al 13 di agosto, mentre l’altro potrebbe essere un problema da fine ciclo.

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Tecnicamente la partita non è giudicabile, visto che la Juve non l’ha giocata. Gambe lente, poco voglia di sacrificio, nessuno spazio creato e centrocampo ceduto strategicamente alla Lazio. Persino la difesa perde valore di giudizio: nessun filtro, resta lo smarrimento generale evidente nel primo e nel terzo gol.

Affidata al colpo dei singoli, i singoli hanno fallito. Juve al tappeto prima ancora di cominciare. Con nessun cambio repentino di Allegri che ha tardato le contromisure. Sbagliandole. Serviva Marchisio per dare sostanza e fosforo al centrocampo, invece è stato bocciato Benatia, con Douglas Costa troppo tardi.

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Proprio quest’ultimo è la lieta novella. Rapido, creativo, troppo carico e infatti perde qualche palla per eccesso di foga, ma è una variabile importante per la stagione. Destra o sinistra, anche in alternativa o insieme a Bernardeschi entrato troppo tardi per incidere veramente.

E ora tutti a lavoro. Tanto lavoro. Da aggiustare le distanze fra i reparti, col dubbio che senza condizione fisica questo è un modulo suicida perché crea un buco a centrocampo che consegna strategicamente campo e palla agli avversari, obbligandoci in ripartenze sanguinose. Da valutare un più prudente 4-3-3, dove Pjanic necessita di avere le spalle coperte da altri due colleghi di reparto per impostare e creare, salvo la disponibilità degli attaccanti di farsi vedere e creare linee di passaggio utili.

La prima è da buttare. Sabato comincia un campionato che si prospetta fra i più difficili, dove gli stimoli da ritrovare sono essenzialmente ciò che determinerà successo o sconfitta.

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Napoli – Juventus 1 -1 / Obiettivo non prenderle?

Problema fisico evidente, ma anche la mentalità non aiuta. Non prenderle non è un metodo che fa crescere.

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Scelta di Allegri, o scelta concordata con i ragazzi che hanno il termometro (delle gambe) assolutamente chiaro.

Comunque sia, la cosa preoccupa. Perché se è vero che i campionati si vincono in primavera, beh la Juve sembra impreparata. Sembra, perché può essere una tattica psicologica quella di apparire, non essere.

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Domani sera il Napoli, poi il Chievo sabato, e poi senza respiro verso l’andata col Barcelona in casa.

Senza respiro e con qualche dubbio: Mandzukic ce la farà? A che punto è Dybala? Ma Alex Sandro si è solo riposato? E Marchisio non riesce davvero a giocarne due di fila o una intera?

Al netto di tutto, c’è da concludere con una osservazione lapalissiana: la peggior Juve ha pareggiato col miglior Napoli senza praticamente giocarla. Così, giusto per ristabilire alcuni equilibri di giudizio.

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Juventus – Lione 1 – 1 / Dove lo metto Pjanic?

E adesso Pjanic dove lo metto?

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Anche con la vittoria, Juventus – Lione sarebbe risultata una partita deludente. Condizione fisica più che precaria, occasioni create scarse, rischi in difesa da distrazione o errori individuali gravi. Sembra smarrita quell’identità rocciosa che negli ultimi 5 anni è risultata sempre vincente.

Allegri sta lavorando, spremendo al massimo chi fin qui è stato sempre disponibile, o tentando di recuperare chi fin qui non ha potuto giocare. Il rientro di Marchisio è troppo importante per la Juventus, ma l’assenza cronica di Pjanic, con troppe pause durante le partite, adesso spaventa.

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Senza gli strappi e lo strapotere fisico di Pogba, la Juve ha perso molto nella zona di costruzione. E il serbo non riesce né a impostare né a incidere, tanto meno a fare da filtro a centrocampo. Conseguenza logica è lo smarrimento di Khedira e lo scollamento col reparto avanzato dove la sensazione è che a Higuain bastano davvero pochi palloni (anche se ieri sera ne ha sciupato uno clamoroso).

Il Lione era addomesticato fino a 10 minuti del secondo tempo, quando i bianconeri si sono fermati, completamente rapiti dalla fatica. In tilt in fase di costruzione e con rischi corsi in difesa, compreso l’ultimo secondo di gioco quando Barzagli ha prima sbagliato e poi recuperato.

L’aveva detto Buffon: così si va poco lontano, e oltre alla vittoria bisogna crescere. Le soluzioni in casa ci sono, altre stanno per tornare (leggi Dybala). Ma resta un problema.

E adesso Pjanic dove lo metto?

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Juventus – Napoli 2 – 1 / L’avete cercato, l’avete trovato

L’avete cercato, l’avete trovato. E godetevi questo Higuain, a Napoli.

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Madama prova a strappare ancora, allungando temporaneamente sulla Roma, staccando il Napoli. Non è stato uno spettacolo divertente come al circo, ma ad Allegri questo basta, basta che si vinca. Juventus batte Napoli 2 a 1.

Tre punti, presi con la consapevolezza che prima o poi là davanti si combina qualcosa, e pazienza se nel centro del campo la vecchia Juve di Vidal-Pirlo-Pogba non c’è più. Pjanic e Hernanes non funzionano, e questa è la drammatica notizia al 29 ottobre.

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Pochi ricambi di qualità, se non il rientro di Marchisio. Che potrebbe non bastare nell’Europa che conta. Perché nella confusione di una mediana che non funziona ci casca pure il Professor Khedira, costretto al compitino da 6, addirittura limitato nelle sortite offensive dove pure aveva dato il meglio nelle prime tre di questa stagione.

Resta il sano cinismo, firmato Bonucci (che sfrutta una svirgolata dopo un angolo) e Higuain (che l’azione e la vittoria se la costruisce da solo). Resta anche il temporaneo smarrimento difensivo che permette a Callejon di riequilibrare il match.

Fortuna e sfortuna sono le due facce di una stessa medaglia. Concetto che va letto in questo modo: il forfait di Chiellini mette nei guai la difesa, ma abilita pure l‘ingresso di Cuadrado che supera addirittura il predestinato Benatia già pronto a bordo campo. Un flash di Allegri, più flash del colombiano che in campo è l’unico a dare la scossa e a tentare qualcosa di non standard. Il resto è compitino.

Mentre a Napoli piangono per l’insuccesso non meritato, peraltro con Higuain mattatore. D’altronde, l’avete cercato, l’avete trovato.

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Juventus – Napoli / Non è decisiva, ma anche no

Ha detto Allegri: Juventus-Napoli non è decisiva. Ma anche no!

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Match d’alta classifica, di quelli che comunque indirizza una parte della stagione. Con il fiato sul collo giallorosso, i bianconeri devono cercare un ritmo costante di vittorie come quello che l’anno scorso permise l’incredibile rimonta e il trionfo finale.

Rosa decimata da infortuni che non saranno tutti muscolari, ma che certamente rischiano di pesare viste le partite ravvicinate. Strano concetto di stato di forma in Italia, dove non si è al 100% all’inizio, e poi si boccheggia già a fine ottobre. Assenze a parte.

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Da inventare l’attacco, dove la coppia pesante porta con sé l’assenza di alternative. Il solo giovane Kean potrebbe dare il cambio a gara in corsa, o il cambio di modulo con alto tasso di esterni.

Juventus-Napoli è una caccia di conferme il centrocampo, dove Marchisio va gestito, probabilmente addirittura non rischiato in vista della Champions e del prosieguo degli sforzi fino a fine anno. Dopo di lui il vuoto.

Romantica la sfida nella sfida: Higuain contro un passato da cui è fuggito per giuste ambizioni personali, stretto dalla morsa di un presidente-padrone che stranamente, stavolta, ha scelto il silenzio per presentare la sfida. D’altro canto, le parole in Assemblea di Andrea Agnelli hanno ancora una volta messo l’accento sull’importanza di una strategia aziendale che vada di pari passo con i risultati sul campo.

Già, il campo. Allegri ha detto che non è decisiva. Ma anche no!

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Juventus – Cagliari / Prima del risultato, la prestazione

Forse è la partita che male descrive il motto che ci accompagna: vincere è l’unica cosa che conta. Stasera invece conta anche e soprattutto il modo in cui si vince, e quindi si gioca.

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Questo sarà un campionato lunghissimo, e stressante, partito con l’incognita di un centrocampo che senza Marchisio ha mostrato problemi e dubbi. Almeno col 3-5-2 che sembra imprescindibile per Allegri, il che suona strano. Lui che nel primo anno andò in finale di Champions con un rombo in cui Pirlo giocava da vertice basso e Vidal faceva il finto trequartista, di lotta e di governo.

Incagliati alla ricerca di un regista che purtroppo non c’è, con un più che altalenante Asamoah e un Khedira da gestire, la Juve si ritrova clamorosamente scoperta nel reparto che è rimasto orfano di Pogba. E allora tanto vale provare un nuovo schema, magari valorizzando due attaccanti esterni intriganti come Cuadrado e Pjaca, e insieme due attaccanti formidabili come Higuain e Mandzukic (alternativamente, non insieme).

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Registriamo anche l’allontanamento dalla zona gol di Dybala, il nostro regista a tutto campo che però adesso è troppo lontano dalla porta, lui che l’anno scorso la bucò più di tutti, meglio di tutti.

Mentre in difesa pesano le disattenzioni, e anche lo scarso filtro che solo Lemina sa fornire, non certo Hernanes, non certo Pjanic, di sicuro non questo Asamoah.

C’è il Cagliari. Vietato sbagliare: risultato e prestazione. Altrimenti si rischia di bruciare gran parte dell’entusiasmo con cui abbiamo cominciato la stagione. Rincorrendo nuovi equilibri, o aspettando Marchisio che di problema, semmai, ne risolve soltanto uno.

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L’infortunio di Marchisio scombina il calciomercato

L’infortunio che scombina i piani?

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Il knock-out di Marchisio è un colpo basso al morale, alla rosa, all’undici titolare… e anche al mercato che adesso va ridisegnato.

Partiamo da un concetto semplicissimo, espresso con forza e con eleganza da Allegri durante la conferenza stampa pre-Lazio: “resto con piani di rafforzamento”. Traduciamo noi.

La Juve ha perso un’occasione importante in Champions quest’anno, dove la strada era forse agevole verso un’altra sorpresa. In Italia sembra non esserci storia, perciò il focus è quello di un rafforzamento generale verso il futuro.

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Ciò significa che è necessario mantenere i campioni, ed aggiungerne di nuovi.

Probabilmente in attacco dove serve un top player, oltre allo sforzo di tenere Morata vanificando la recompra madridista o il compra delle inglesi. Cavani è una mezza assurdità per motivi squisitamente finanziari.

Sicuramente il rinforzo serve a centrocampo dove Asamoah non da certezze, Khedira va centellinato, Cuadrado è complesso da tenere… e Marchisio è infortunato. Lemina crescerà, ma intanto serve una sicurezza che non è nè sarà Hernanes. Un regista di grande carattere e classe tale da non far rimpiangere Marchisio e aggiungere qualità.

Da sciogliere il nodo trequartista: Allegri lo vuole, Marotta lo cerca. Ma proprio la necessità di un regista imporrà una riflessione sul budget da destinare a questo o quel ruolo.

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Juventus – Palermo 4 – 0 / Vittoria in bianco e nero

Giornata in bianco e nero: bianco per la goduria dell’ennesima vittoria e dell’ennesimo allungo; nero come il sentimento provato per vedere le urla di Marchisio, presagio di una bruttissima sorpresa.

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Claudio ci mancherai da matti, e chissà perché il destino ha deciso di voltarti le spalle. Saranno lunghi mesi in cui il nostro calore, speriamo, saprà portarti conforto.

Il pragmatismo impone comunque gioia. Sono 22 le vittorie nelle ultime 23 sfide di campionato. E maledetto quel pareggio col Bologna. Buffon ne le prende, mentre perfino Padoin riesce a darle. Padoin che fa rima, in spregio a ogni classifica da fantacalcio, con Higuain. Ma questo è un altro discorso.

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Rosa strizzata, rosa competitiva. La gestione dei 90 minuti non è perfetta, ma le risorse sono inimmaginabili: fisiche, mentali, morali, di classe, dalla panchina. Sembra un meccanismo ben oliato in cui ogni ingranaggio riesce a produrre effetto positivo per l’insieme.

Risultato largo, ma giusto. Il Prof. Khedira dispensa saggezza, il polpo Paul alterna momenti di sublime classe a momenti di superficialità indisponente. Dybala al rientro è un mezzo Dybala: la forma crescerà. Mandzukic con la maschera è il solito lottatore. Morata ha il fuoco dentro, ma deve imparare a rimanere calmo e diventare cinico.

La sorpresa più interessante è Rugani, che a oggi, in realtà, sorpresa non lo è più.

Molti sbraitano, altri urlano a complotti a cui nemmeno i giornalisti più spintamente antijuventini credono più, altri ancora cominciano a elencare le scuse più originali. La Juve va. Vince e si avvicina a qualcosa di straordinariamente impressionante per la tipologia di cammino: da -12 a +9 non è spiegabile con chissà quale entità del Palazzo a favore (per cosa e dove) del bianconero.

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Se RaiSport si confonde con InterChannel: Marchisio contro Cerqueti

Scoppia la polemica Marchisio. Il suo tweet che dava del cieco al telecronista RAI è stato salutato da Saxa Rubra, in particolare, con nervosismo e parecchia sorpresa nel notare come la Juventus Football club non abbia ancora multato il suo giocatore. Reo di aver espresso un opinione che in realtà era sulle “tastiere” di una milionata di tifosi (fra Twitter e Facebook).

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Chiariamo un paio di cose:

  • per l’ennesima volta, la Rai “servizio pubblico” ha espresso la peggiore telecronaca possibile, con la voce di Cerqueti a cui è mancato giusto un “Forza Inter e in culo alla Juve”;
  • per l’ennesima volta, l’oggettiva telecronaca faziosa ha colpito, con alcune osservazioni vergognose troppo sbilanciate verso l’irrazionale voglia di vedere la Juve eliminata;
  • per l’ennesima volta, il telecronista si è visto smentito in diretta, in modo anche stupito e stupefacente, durante il solito episodio commentato più con il cuore da antijuventino che da giornalista: dopo “Zaza ha scalciato il suo avversario” di Cerqueti, si è sentito un imbarazzato Tramezzani esclamare “ma in realtà non mi pare abbia scalciato, piuttosto voleva recuperare il pallone e alla fine ha travolto il difensore”.

Il punto è un altro: ci aspettiamo, noi tifosi, che la Rai riprenda Cerqueti e la sua banda di telecronisti, ricordandogli che il popolo bianconero che assiste alle partite della Juve in Coppa Italia e trasmesse dai canali di servizio pubblico della Rai sono tanti, sono milioni, e anche ieri incazzati neri per il modo stupidamente antijuventino di commentare partita ed episodi.

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Inter – Juventus 0 – 0 / Adeguati alla mediocrità

Adesso il problema è fin troppo evidente. Siamo a fine ottobre ormai, due mesi di calcio son passati, il campionato è bello che iniziato, e la Juve è ancora drammaticamente assente. Non già in costruzione, perché  la confusione è anche superiore rispetto alla sfiga, all’imprecisione, alla mancanza cronica di cattiveria, all’assenza di organizzazione che si palesa in certi frangenti dei match.

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Andiamo con ordine.

A fine ottobre, una squadra che vuole arrivare in fondo a tutto deve avere chiari alcuni concetti:

  • modulo tattico di riferimento, quello che garantisce sicurezza e serenità a chiunque vada in campo poiché meccanismi e movimenti sono automatici, assimilati, rodati. Allegri continua imperterrito a sperimentare formazioni titolari sempre diverse e varia schemi peggio che a FIFA 16;
  • uomini su cui contare, l’asse portante  di una squadra: su Pogba ci siamo sbagliati tutti circa la sua capacità di essere leader e trascinare i compagni, mentre su altri uomini i punti interrogativi sono da dividersi fra le scelte di Allegri e appunto gli stessi ragazzi che vanno in campo;
  • atteggiamento mentale in grado di fronteggiare eventuali sfighe (tipo il palo di Khedira) o cali di forma (leggi Morata e Pogba e Marchisio, tutti in campo).

Velocemente proviamo ad analizzare questi tre concetti.

Modulo Tattico

Nel 3-5-2 l’unico uomo in grado di dare la scossa viene depotenziato: si chiama Cuadrado, a cui non si può certo chiedere di risolvere tutto da solo. Sebbene fece un campionato strepitoso alla Fiorentina da quinto di centrocampo, in questo inizio di stagione è risultato più volte decisivo agendo da terzo attaccante.  E’ infatti col 4-3-3 che la Juve si è espressa meglio. Non si capisce il continuo virare fra moduli che generano più confusione che altro.

In attesa del miglior Marchisio, rinunciare al fisico e all’equilibrio di Lemina appare eccessivo quando è chiaro che è la giovanissima copia del Vidal che ci ha letteralmente cambiato la storia della Juve di Conte. Il centrocampo bianconero non può andare 1 km sotto i 100 all’ora, pena la perdita di dinamismo (vista la già pesante perdita di un ragioniere come Pirlo).

Uomini su cui contare

Detto di Lemina, tutto il resto è nella lista delle delusioni.

Pogba non solo non è leader, ma è incapace di gestire il peso di quella maglia che lui ha richiesto. Clamoroso errore collettivo nel giudicare maturo un giocatore che ha invece beneficiato della protezione dei vari Tevez, Vidal e Pirlo. Come deresponsabilizzarlo è compito di Allegri. Resta la conferma di aver sbagliato cessione (leggi Vidal).

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Così come è di Allegri il compito di accendere la ferocia dei vari Morata e Zaza & Co. Gli errori sotto porta ci stanno, ma la frequenza è adesso insopportabile. Così come è insopportabile l’egoismo che gli attaccanti continuano a esercitare. Così come appare irriguardoso nei confronti della maglia una certa leggerezza nel non cercare una reazione rabbiosa. Mancanza di motivazioni? Unico imputato non può che essere Allegri.

Lo possiamo dire perché escludiamo il fenomeno “pancia piena”: la vecchia guardia (Chiellini, Bonucci, Barzagli, Buffon) è ancora affamata e sul pezzo, a mancare sono proprio i ragazzi nuovi e chi non ha vinto così tanto come gli altri in rosa.

Resta poi il dubbio di Alex Sandro: 26 milioni… per usarli come? (detto che Evra è ancora uno dei migliori)

Ultimo appunto su Dybala: o ci si crede e lo si schiera in campo sempre, o il calciomercato bianconero rischia di aver prodotto catastrofi per i prossimi anni. A leggere la panchina di ieri sera, con Dybala-Alex Sandro-Lemina e le difficoltà per Allegri di trovare una sistemazione in campo per loro, vien da chiedersi se le strategie di mercato sono state improvvisate o concertate.

Atteggiamento mentale

Uscire arrabbiati dopo una sostituzione è normale. Non è normale quello stare in campo: vale per Morata, ma vale anche per tutti gli altri. Ognuno sembra cercare il riscatto personale (assolo di Morata, assolo di Zaza, assoli di Pogba), mai quello di squadra dimostrando scarsa compattezza di gruppo coi fatti (a parole il gruppo è ancora forte e unito).

Troppi atteggiamenti altalenanti: il primo tempo assente di Pogba contro uno Zaza arrembante, l’aggressività di Barzagli contrapposta a una inconsistenza di Marchisio. Come in un puzzle dove i pezzi proprio non combaciano, nemmeno a forza.

Si interroghi Allegri, perchè il tempo per rimediare è scaduto. La distanza in campionato è ora preoccupante, anche alla luce della pochezza di avversari alla cui mediocrità ci siamo quasi abbassati.

Inaccettabile.

Francamente, è inaccettabile.

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