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Tag: marco-motta (pagina 1 di 2)

Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Una splendida giornata 

Un sabato pieno di soddisfazione in casa Juventus, partendo dal pomeriggio con la squadra primavera che conquista la finale del Viareggio battendo il parma per 1-0 (finale oggi contro la Roma) e arrivando alla sera con la vittoria della prima squadra. Una vittoria di cuore e di carattere.

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Non era mai capitato quest’anno di andare sotto di un gol in casa e per questo sono riaffiorati per qualche minuto i vecchi incubi delle stagioni precedenti, ma ci ha pensato lui, il nostro direttore d’orchestra Andrea Pirlo (dato per finito dai maggiori esponenti del calcio italiano tra cui Galliani e i vari giornalisti). Pirlo è uno dei veri artefici di questa rinascita bianconera e sicuramente l’unico centrocampista al mondo che giocherebbe titolare anche nel Barcellona!

Pirlo, che vorrebbe Ibra in campo a dimostrazione dello stile Juve, è la dimostrazione della voglia dei bianconeri di vincere contro i più forti senza che loro possano usare delle scuse.

I gufi, andati a dormire anche ieri sera con il mal di pancia, si aggrappano ad un probabile fallo di Chiellini nel gol del vantaggio e all’espulsione di Motta (pseudo tifosi di calcio che non riescono a giudicare onestamente). Significa che non possono proprio attaccarsi a nulla di significativo.

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Motta ha fatto di più per la Juve ieri sera che in 20 partite. Recuperati in qualche modo i 5 milioni di euro investiti per il suo acquisto (ci sono giocatori in lega pro decisamente più forti, non mi spiego il suo approdo in serie A).

Siamo in Italia, campionato italiano, come mai c è poco risalto per una Juve che gioca con 11 italiani su 11? Non fa notizia, non ne parla nessuno visto che la Juve continua ad alimentare la nazionale italiana così come è sempre stato.

Sembra disarmante la facilita con cui i rossoneri vincono le partite, merito loro o gli avversari danno anima e corpo solo contro la Juve? Sabato sera avremo la risposta sul campo.

Infine un grazie all’Inter che regala sempre delle gioie. Moratti al comando genera questi risultati. Stavolta Moggi non c’è e non hanno più scuse!

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E’ ufficiale: Marco Motta al Catania

Non commento, basta semplicemente leggere il comunicato:

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Il Calcio Catania S.p.A. comunica di aver acquisito a titolo temporaneo dalla società Juventus F.C. il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Marco Motta. Il difensore, classe 1986, può vantare 131 presenze e 2 reti in Serie A, ed ha già indossato la maglia della Nazionale Italiana.

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Conte: “non abbiamo ancora fatto niente”. Sicuro?

Antonio Conte da Dubai torna a macinare il solito ritornello. Un ritornello che ci ha portati sino a qui, cioè al primo posto in campionato. Strameritato, giocando il miglior calcio, con, addirittura, molte recriminazioni per non aver saputo chiudere alcune partite.

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Ecco, con qualche rammarico. Addirittura!

Il punto interrogativo è esattamente la risposta che vorrei dare al mister Conte, uno che fino ad adesso ha giocato al meglio le carte che si è trovato in mano. Adesso col mercato invernale qualcosa si può ancora migliorare, qualcuno verrà definitivamente allontanato.

Di certo c’è che la Juve fino ad adesso ha costruito qualcosa di importante. Primo fra tutti uno spogliatoio granitico: ci hanno provato in mille modi, ma l’ambiente bianconero non si è nemmeno lesionato. E dire che i motivi c’erano tutti: l’utilizzo col contagocce della Bandiera Del Piero, le esclusioni ai limiti della decenza umana di Amauri, Iaquinta, Grosso e Marco Motta, il non utilizzo dei due titolari-d’estate Krasic ed Elia, il silenzio dignitosissimo di Luca Toni, il lentissimo recupero di Quagliarella (mai una parola fuori posto).

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Di certo c’è che la Juve fin qui ha mostrato il più bel calcio della Serie A. I numeri stavolta sono davvero disarmanti. Possesso palla magistrale, giro palla veloce ed efficace, uso creativo del 4-5-1 che si è più volte trasformato in 3-5-2, in 4-3-3, in 4-4-1-1. Numero di occasioni create, media tiri in porta per partita, numero di giocatori mandati a rete.

Di certo c’è che grazie a Conte la Juve può contare davvero su un’idea di gioco. E chissà cosa potrà accadere con dei giocatori di primissima qualità.

Di certo c’è che grazie a Conte la Juve ha trovato una personalità che ha sorpreso tutti: tenace, combattiva, mai molle. Il dato delle zero sconfitte è illuminante, così come il fatto che fin qui nessun avversario ha ancora messo alle strette i bianconeri. Il predominio territoriale è stato sempre appannaggio della Juve.

Di certo c’è, ed è una sensazione diffusa, che la Juve non abbia ancora espresso completamente il suo potenziale. Detto di Krasic che andrà via, mancano all’appello il miglior Elia, il miglior Quagliarella e finalmente ritorna Vucinic. Con un rincalzo a centrocampo che permetterà a Marchisio e Vidal di non affaticarsi fino allo sfinimento (discorso che vale più per Marchisio, molto appannato nelle ultime partite).

Di certo c’è che al caldo di Dubai la Juve è tornata a correre. Veloce, con la grinta e la cattiveria giusta, con la mentalità concentrata. Perché è vero, in fondo, quello che dice conte: “ancora non abbiamo fatto niente!”. Ancora.

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Pedine in uscita alla Juve: ora è ufficiale

Sotto a chi tocca. O, semplicemente, chi vuole se li prende.

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In partenza per Dubai la Juve lascia a casa diversi uomini. Uomini che sono già ufficialmente sul mercato. Valutazioni a prezzo di saldo, ingaggi più o meno importanti. Gente che alla Juve non serve più, forse non è mai servita. Il che aumenta la rabbia dei tifosi, ovviamente.

Restano a Torino, in cerca di sistemazione presso altra società, in cinque:

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  1. Amauri
  2. Grosso
  3. Motta
  4. Toni
  5. Iaquinta

Assenze pesanti, per nulla sorprendenti. Assenze che in realtà non dovevano essere tali se ad agosto questi signori non si fossero impuntati a rifiutare ogni destinazione. Come accaduto per Felipe Melo e Ziegler, tanto per intenderci.

Cinque sul mercato quindi, cioè cinque stipendi in meno. E che stipendi se consideriamo quelli di Iaquinta e Amauri.

Ceduti questi cinque, Marotta passerà a esaminare la posizione di altre pedine in bilico. Su tutti Krasic per il quale, voci non confermate, si parla di Turchia o addirittura Premier League. La Turchia garantirebbe un ritorno economico importante, mentre la Premier garantirebbe l’impostazione di uno scambio con qualche giocatore utile alla causa bianconera.

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Colpi Juve in arrivo e cessioni: ecco i nomi

Ringrazio GB per le tempestive chiacchierate. Uno che di ambiente Juve ne capisce.

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E passo a un articolo semplice semplice, corto corto.

La Juve si muoverà a gennaio. Certamente in uscita, qualcosa anche in entrata. Purtroppo i tifosi devono capire che in assenza di dirigenti capaci di falsificare i bilanci, la Juve, questa Juve, questa Juve dopo Calciopoli, è vittima dei propri cattivi investimenti. E di aumenti di capitale che sono in realtà dei veri e propri prestiti su cui gravano interessi. Questo per dire che la Juve non può spendere quanto e più di Milan e Atalanta di Milano.

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In economia, con saggezza, magari ricavando molto dal mercato in uscita. Via ai nomi, allora.

Partiranno:

  • Iaquinta e Amauri: completamente fuori dal progetto di Conte. La Juve si libererà di ingaggi pesanti e magari racimolerà qualche euro. Destinazione Italia per entrambi, con tutta probabilità;
  • Marco Motta e uno fra Pazienza e Luca Marrone: il primo è richiesto in Spagna, mentre uno dei due centrocampisti può partire se arriva un altro centrocampista, se viene confermata la promozione di Gabriel Appelt in prima squadra (giocatore di cui si dicono cose strepitose),  o se Conte decide di rinunciare a Marrone concedendogli di andare a giocare in prestito;
  • uno fra Elia e Krasic: Conte si priverà soltanto di un esterno e lo vorrà rimpiazzare con un centrocampista: di fascia o semplicemente un centrocampista centrale in grado di dare il cambio a Vidal o Marchisio;

Arriveranno:

  1. Caceres: se il suo prezzo non salirà oltre i 6 milioni di euro, la piazza, ma soprattutto la duttilità tattica dell’uruguaiano, hanno convinto Conte e Marotta a investire sull’ex-bianconero. Un cavallo di ritorno prezioso perché può giocare esterno di destra, centrale in una difesa a 4 o in una difesa a 3;
  2. un attaccante: Borriello è il più semplice da prendere, ma i malumori della piazza e le perplessità di Conte dovranno essere completamente superate prima di firmare ogni carta. E ci potrebbe scappare ovviamente la sorpresa;
  3. un centrocampista: difficile Fernando, costoso, difficile subito Montolivo, più semplice arrivare a Guarin che il Porto non intende tenere a tutti i costi. Conte vorrebbe inoltre un esterno di qualità, ma solo un big. Altrimenti si resterà così, sperando nel lancio di Elia.

Che ne pensate?

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Esuberi in casa Juve? La lista dei partenti

Troppi giorni senza calcio giocato e così l’attenzione è tutta rivolta verso il calciomercato.

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Ancora lontani dalla data fatidica di inizio gennaio, quando le operazioni avranno ufficialmente il via, ecco nomi e cognomi di obiettivi, acquisti papabili, addirittura colpi già conclusi.

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Per la maggiore si tratta di fumo negli occhi dei tifosi, notizie buone per riempire pagine dei giornali, ma nel caso dei bianconeri assume più interesse la possibile lista dei partenti.

Nella testa di Conte molti uomini non sono utili, altri non hanno la fiducia del tecnico. Sarebbe poco carino dividerli fra queste due categorie, per cui ci limitiamo a una lista unica. E facciamo notare come se Marotta riuscisse a piazzarli, per la Juve ciò si tradurrebbe in una boccata di ossigeno a livello numerico di rosa e a livello economico (fra ingaggi risparmiati e gli euro intascati).

Secondo i ben informati a poter lasciare la Juve a gennaio sono:

  1. Amauri, attaccante rilanciatosi a Parma dopo aver deluso tutti con la maglia della Juve, visti i numeri e le prestazioni negative. Il suo valore difficilmente potrà superare i 5 milioni di euro, a fronte pure di un ingaggio elevatissimo cui il giocatore non vuole rinunciare. Per il momento è fuori rosa, fuori dalla foto, fuori dagli allenamenti;
  2. Iaquinta, più presenze in infermeria che in campo. Anche per lui vale il concetto di ingaggio e soprattutto la discontinuità di rendimento. Sarà difficile piazzarlo al miglior offerente, ma per Conte risulta un peso;
  3. Toni, 33 anni, attaccante, partito ultimo nelle gerarchie di Conte e rimasto ultimo. Nessun tipo di utilizzo e sarebbe complicato mettere in panchina gente come Vucinic o Matri per fargli posto. L’impressione è che la Juve si sia voluta cautelare mantenendolo in rosa, ma adesso c’è forse spazio per una sua cessione;
  4. Marco Motta, il terzino destro rimpiazzato da Lichtsteiner. Voluto da Del Neri il giocatore non ha mai convinto, alternando cattive prestazioni con l’ex Grygera. Conte ha preteso lo svizzero e il cambio di marcia si vede, eccome se si vede. Bastano pochi euro per il giovane terzino, ma potrebbe rimanere per far panchina;
  5. Sorensen e Marrone, qui il discorso è nettamente diverso dagli altri in lista. Per loro vale un concetto di maturazione che difficilmente può avvenire agli ordini di Conte. Le gerarchie sono già stabilite e proprio i ruoli in cui potrebbero essere protagonisti vedono gente molto affidabile e di difficile scarso rendimento. Poche presenze e tanti allenamenti non bastano per maturare, per cui i due giovani bianconeri quasi sicuramente andranno in prestito in Serie A. Diverse squadre ne hanno già richiesto le prestazioni, vedremo cosa sceglieranno. Non sarà un addio;
  6. Elia e Krasic, i due punti interrogativi più grossi dell’attuale stagione. Il primo ha sulle gambe e sulla coscienza (volendo essere cattivi) i 45 minuti di Catania, dove però tutta la Juve non aveva brillato. Alla base delle sue assenze vi è forse un problema di regole non rispettate e di scarso impegno a imparare l’italiano e gli schemi di Conte. Verrà valutato. Così come verrà verificato il rendimento del serbo, elemento di indiscusso valore, ma la cui anarchia tattica stride con i dettami del tecnico leccese. Sono però i colpi in uscita che potrebbero produrre i maggiori introiti, questo verrà preso in considerazione solo in caso di obiettivi di mercato già a gennaio, altrimenti rimarranno in rosa nel tentativo di recuperarli pienamente.
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Calciomercato Juventus: quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Mai sentiti così tanti numeri in vita mia. Ma saranno giusti? Somme e sottrazioni sono corrette?

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La Juventus ha varato l’aumento di capitale, ossigeno puro per le casse e per una situazione complessiva deprimente.

La Vecchia Dirigenza ha sperperato un patrimonio costituito da soldi e parco giocatori. L’attuale dirigenza deve invece riparare vecchi danni, non crearli e addirittura migliorare la struttura dell’intera rosa con un mercato oculato e preciso. Di qualità, come amano dire opinionisti e Marotta.

Ma quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Demenza pura i 190 milioni di euro millantati e scritti in prima pagina da Tuttosport. A proposito: Andrea Agnelli ha concesso un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport! Chi ha orecchie per intendere… intenda! E non ha certo risparmiato colpi bassi, il Nostro Presidente.

Incredibile pensare che Marotta possa firmare assegni per 120 milioni di euro: è un oltraggio all’intelligenza del tifoso. Così proponiamo, a  scopo puramente estetico, a mo’ di esercizio di economia casalinga, il seguente prospetto. Suggerimenti e correzioni sono ben accette!

Operazioni d’acquisto completate.

La Juventus ha recentemente riscattato 4 giocatori:

  1. Alessandro Matri per 15,5 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella per 10,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe per 7,4 milioni di euro;
  4. Marco Motta per 3,5 milioni di euro.

Sebbene il totale della spesa sia di 37 milioni di euro, in realtà la Juve pagherà solo la prima delle tre rate. Tale rata, per l’anno 2011, sarà di euro 12,6 milioni di euro (5,2 per Matri, 3,7 per Quagliarella, 2,5 per Pepe, 1,2 per Motta).

Quindi a oggi la prima spesa ammonta a 12,6 milioni di euro. Il primo dato è tratto. Ora passiamo alla successiva spesa.

Operazioni d’acquisto da completare.

Diamo per fatti gli acquisti di Bastos e Lichtsteiner. Lo svizzero della Lazio verrà pagato intorno ai 10 milioni di euro, mentre Michel Bastos verrà chiuso a 13 milioni di euro.

Ipotizziamo un pagamento netto in un’unica rata (in realtà così non sarà) e scriviamo quindi ben 23 milioni di euro come spesa preventivabile nella prossima settimana di affari.

Secondo dato: 23 milioni di euro. Ora entriamo nel campo delle ipotesi.

Ipotesi di acquisto.

Alla Juve serve un top player (tipo Aguero o Giuseppe Rossi) e perciò si è deciso di stanziare una cifra non superiore ai 35 milioni di euro per avviare e chiudere una simile trattativa.

Per quanto concerne il mediano da affiancare a Pirlo, Marotta sta cercando di convincere Lass Diarra. In alternativa resta la pista Inler o una new entry tipo Fernando del Porto o Vidal dalla Germania. Per il mediano la spesa prevista è di 15 milioni di euro, non un centesimo di più.

Per i 2 giocatori che andranno, più di tutti, a rinforzare la Juve si prevede perciò una spesa massima di 50 milioni di euro. Ed ecco il terzo dato.

Passiamo dunque alle probabili cessioni, operazioni necessarie per sfoltire la rosa, continuare il processo di pulizia dello spogliatoio bianconero, e per rimpinguare le liquidità a disposizione della società. Ancora, dobbiamo muoverci lungo le ipotesi di mercato.

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Cessioni probabili.

A centrocampo i sicuri partenti sono Sissoko e Felipe Melo. Il maliano sembra avere perso ogni stimolo a vestire la maglia bianconera e negli ultimi due anni è stato massacrato da infortuni. Il brasiliano non gode della fiducia di Conte. La Juve spera di incamerare 12 milioni di euro per Melo e 6/8 milioni di euro per Sissoko.

Il nome da vendere è poi Martinez. La richiesta non potrà essere superiore ai 6 milioni di euro.

In difesa si dovrebbero risparmiare gli ingaggi di Grygera e Grosso. Probabilmente riuscendo a intascare qualcosa come 2 milioni di euro.

Per l’attacco si punta a fare cassa con Iaquinta (valutazione intorno agli 8 milioni di euro) e Amauri (valutazione intorno ai 6/8 milioni di euro). Senza contare poi gli onerosi ingaggi dei due.

Resta il dubbio del secondo portiere. Storari potrebbe essere ceduto per una cifra vicina ai 4 milioni di euro e Manninger essere promosso a vice Buffon.

In totale quindi la Juve potrebbe intascare 43/48 milioni di euro. Ma è forse mezza follia, perché la non esaltante stagione dei protagonisti qui elencati ha di fatto creato un vuoto di compratori. Ma proviamo a ragionare positivamente.

A questi soldi vanno aggiunti, da subito, i 3 milioni di euro derivanti dalla compartecipazione di Giovinco col Parma. Quindi saliamo a 46 milioni di euro, al minimo (o al massimo?).

Bilancio

Stiliamo un bilancio, dunque.

Gli acquisti potenziali costringerebbero a sborsare 86 milioni di euro (12,3 per prima rata dei riscatti, 23 per terzino ed esterno sinistro, 50 per il top player e il mediano).

I proventi dalle cessioni sarebbero in totale 46 milioni di euro.

Al netto occorrerebbero 86-46 = 40 milioni di euro!

L’aumento di capitale ha stimato in 120 milioni di euro la somma a disposizione della Juve, ma non tutti i soldi serviranno per il mercato.

Innanzitutto occorre sottolineare come 70 milioni di euro saranno subito prestati dalla Exor, ma tali soldi devono essere restituiti entro il 31 dicembre 2011 con gli interessi (tasso al 2,8%, in totale ammonteranno a poco meno di 2 milioni di euro). Di questi soldi 30 servono subito per ripianare i debiti contratti nel precedente esercizio (chiuso il 31 marzo 2011). Ne restano dunque 40!!! Acquisti e cessioni in questo modo si pareggiano.

Ma non è ancora così semplice. Faccio ancora notare come questo sia un puro esercizio algebrico, probabile, ma scarsamente vero. Vi è da considerare infatti l’esborso per i contratti  (a fronte, in realtà, dei risparmi per chi se ne andrà) e il fatto che l’aumento di capitale riguarda un arco di 5 anni (tanto vale il piano industriale).

Ora il punto è che la Juve non deve per forza dividere i 120 milioni di euro in 5 anni, ma può liberamente usarli quando ritiene utile farlo.

A mio parere converrebbe tentare di attuare il piano pocanzi stilato. E incrementare le liquidità con gli introiti dello nuovo stadio, con la prossima partecipazione alla Champions League e con la ricerca di un nuovo sponsor.

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I 5 flop del calciomercato della Juventus negli ultimi 5 anni

I tifosi juventini sono giustamente arrabbiati. E vorrebbero che Andrea Agnelli spendesse e spendesse. Ancora soldi, tanti soldi, tantissimi soldi. Il problema principale è che la proprietà ha effettivamente speso tanto, ma male. Molto male.

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In attesa dei colpi, promessi, di Marotta, vediamo quali sono i grandi flop della vecchia dirigenza bianconera, in ordine sparso:

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  1. Jorge Andrade. Alzi la mano chi si ricorda questo gigante portoghese. Fu pagato 9,750 milioni di euro. E fu comprato già rotto. Nel senso che fu acquistato tipo un vaso crepato. Sono bastate tre, solo tre partite perché si rompesse definitivamente, un’altra volta, per mandare in fumo quasi una stagione. La Juve ci mise un po’ a carburare perché trovò in Legrottaglie un’ancora di salvezza clamorosa, dopo la bocciatura mortifera di Criscito da parte del genio Ranieri;
  2. Amauri. A Palermo Secco mandò Nocerino, oggi nel giro della Nazionale e primo cambio di Prandelli a centrocampo, più un assegno. In totale furono 22,5 i milioni di euro spesi. E sì che nei primi tre mesi Amauri portò a Torino una valanga di punti. Reti singole e pesantissime. Poi il nulla. Si è spesa completamente la luce e Amauri non si è più ripreso. Di lui si ricordano ben 362 giorni a digiuno di gol e prestazioni da capogiro… per gli avversari. Sbolognato a Parma dove ha trovato l’ambiente ideale, tranquillo e sereno. Avrà pure grandi colpi, ma la maglia bianconera è tutt’altra cosa. Ora Marotta farà tanta fatica a piazzarlo da qualche parte a causa di un mostruoso ingaggio da oltre 3 milioni di euro;
  3. Christian Poulsen. Si fece un gran parlare di Xabi Alonso e, indiscrezioni dal futuro, lo si era preso per davvero. Dal Liverpool per una cifra vicina ai 18 milioni di euro. Il regista che la Juve cercava da tantissimo tempo da Deschamps. Il regista che la Juve ha sicuramente trovato in Andrea Pirlo. Poi Ranieri ebbe il colpo di genio: “Questo è più forte di Sissoko!” urlava in conferenza stampa. Fu pagato 9,8 milioni di euro. Marotta è riuscito nell’incredibile impresa di spedirlo a Liverpool nonostante i 3,2 milioni di euro di ingaggio. Forse da quel giorno Sissoko lo ha eletto a modello e… ecco i risultati, accidenti a Ranieri;
  4. Tiago. Insieme ad Almiron doveva costituire la diga di centrocampo della Juve che partecipava al Secondo Torneo Aziendale organizzato da Moratti & Soci. Da Lione con furore, pagato 13 milioni di euro, alla prima partita di campionato Tiago fu spedito in panchina. Solo 15 minuti per lui, con Ranieri che, illuminato da qualche fulmine, intuì l’importanza di Cristiano Zanetti. Tiago fu bruciato quindi subito e da allora fu una costante palla al piede per tutti gli allenatori. Marotta ora dovrà decidere: regalare o… regalare il suo cartellino all’Atletico Madrid?
  5. Jorge Martinez. Acquistato per far decollare la formazione di Del Neri, è riuscito a far cadere l’aeroplano con tutti i passeggeri a bordo. Marotta prese, appena 12 mesi fa, una topica clamorosa: 12 milioni per il Catania. Poche presenze, nessun gol e una media voto che non scrivo per rispetto della persona. A oggi non si capisce ancora quale potrebbe essere il suo futuro: ancora a Catania, prestato o svenduto per pochi milioni di euro?

Ho dimeticato qualcuno? Certo che sì. Diego e Molinaro, Marco Motta e ancora molti altri.

Nella prossima puntata tratterò il tema “Le 5 più clamorose svendite della Juventus negli ultimi 5 anni“.

Stay tuned!

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UFFICIALE: la Juventus riscatta Matri, Quagliarella, Pepe e Motta

Ecco il comunicato ufficiale della Juventus:

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Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver esercitato in data odierna i diritti di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo dei seguenti calciatori:

• Alessandro Matri dal Cagliari Calcio S.p.A. per € 15,5 milioni, pagabili in tre esercizi. Il contratto con il calciatore ha durata quadriennale;

• Fabio Quagliarella dalla S.S.C. Napoli S.p.A. per € 10,5 milioni, pagabili in tre esercizi. Il contratto con il calciatore ha durata triennale;

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• Simone Pepe dall’Udinese Calcio S.p.A. per € 7,5 milioni, pagabili in tre esercizi. Il contratto con il calciatore ha durata quadriennale;

• Marco Motta dall’Udinese Calcio S.p.A. per € 3,75 milioni, pagabili in tre esercizi. Il contratto con il calciatore ha durata quadriennale.

Gli effetti economici e patrimoniali di tali acquisizioni decorreranno dal 1° luglio 2011.

[Fonte: Juventus.com]

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