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Tag: marotta (pagina 1 di 26)

Il calciomercato è gossip? Povero Einaudi

É finito, finalmente! Il calciomercato/gossip é finito. Pensavo di non farcela, ma fortunatamente, o sfortunatamente per chi non mi sopporta, sono ancora qui.

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Quest’anno é stato particolarmente snervante.

Abbiamo pregato, fatto voti, sperato che nessuno andasse via, in particolare Alex Sandro e Dybala e, con nostra grande felicitá sono ancora bianconeri. Allo stesso modo, abbiamo pregato, fatto voti, rituali al limite del woodo perché tre giocatori andassero via… dai due su tre, dobbiamo impegnarci di piú, ma finalmente abbiamo una panchina cazzuta, ora. Olé!

Peró il viaggio é stato costellato da tante fake, che purtroppo, vanno ad alimentare un sentimento popolare, non molto carino, l’Antijuventinismo. Ed io con questo mio umile e, spero, utile memorandum, vorrei riproporre le piú esilaranti.

Evitiamo tutti quei giocatori, che anche secondo i loro agenti, sono stati cercati da grandi squadre, tipo Cassano, il Ninja romano, Koulibaly napoletano e pescarese e ultimo,ma non per importanza, Hysaj, che hanno avuto la forza di dire NO, alla brutta e cattiva Juve. Chiamasi pubblicitá e, se rifiuti una grande squadra, di sicuro fai parlare di te, galvanizzi i tifosi, che comprano la maglietta e attiri, come api col miele, i giornalisti. Evitiamo. Facciamoci due risate, ma evitiamo. In fondo devono campare pure loro.

E voglio anche evitare tutti i giocatori accostati dai giornalisti, senza apparente motivo, ad una squadra, con trattative di scambio, al limite quasi, della pura fantascienza. Esempio Strootman/Manolas e Cuadrado. Una roba cosí, nemmeno Asimov poteva metterla in piedi. Cuadrado?! Ok, il ragazzo non é costante, ogni tanto va preso a schiaffi, ma il Panita, ha fatto carte false per tornare alla Juve. E voi, scienziati del calciomercato/gossip, mi volete far credere che Marotta e Paratici, vogliano dare la Vespa, in cambio di chi? Un Simultare Cronico, insulto alla sportivitá piú pura o, un difensore, bravo per caritá, ma con la soglia del dolore bassissima? Tifosa si, ma non scema! Rispetto! Poi non chiedetevi come mai i giornali, non si vendono piú!

Evitiamo pure i giocatori nominati, fino alla fine, solo per tenere in piedi, l’incapacitá di alcuni giornalisti di cercare la notizia, come il povero N’Zonzi. Poveretto, che pena! Abbiate pietá, mettetevi nei panni di un giocatore, che sente, che la squadra arrivata in finale di Champions, che ha sconfitto il Barcellona dei Marziani, lo vuole. Non avete alcuna pietá! Addirittura tutti, ma proprio tutti erano d’accordo: N’Zonzi preferito da Allegri. Poi si scopre che il Siviglia non ha mai parlato con i dirigenti Juve. E anche dopo le parole ufficiali del Siviglia, tutti, ma proprio tutti, erano d’accordo che la Juve avrebbe affondato su N’Zonzi. Poi é arrivato Matuidi e persino i tifosi del Barcellona ci hanno inviadiato questo acquisto. E voi, pseudo giornalisti, avete fatto sparire quel poveretto di N’Zonzi. Vi rendete conto che Luigi Einaudi (per chi non lo sapesse: economista, giornalista, politico, nonché secondo Presidente della Repubblica) si rivolterebbe nella tomba?

Fornire notizie non significa crearle!

Io voglio evitare tutto questo e parlare delle piú gustose, di quelle che piú ci hanno fatto ridere. Voi subito direte Messi all’Inter. Io potrei dire Bale o Iniesta alla Juve. Voi direte Cristiano Ronaldo al Milan (Peppe Di Stefano, luglio 2017), io potrei dirvi Modric, Kroos, Rakitic alla Juve. Cavolo, ma che isteria collettiva é presa a noi juventini? Ma ragionate, non fatevi prendere dalla gola. No! Questi sono solo piccoli assaggi.

Divertenti, ma non da scompisciarsi come… come… come le fideiusioni che la Juve non ha presentato per Szczesny e Bernardeschi… fonte? Milanworld 5 agosto 2017… siete seri? Szczesny acquistato in Inghilterra e fideiussione non richiesta, per Bernardeschi dico, ragionate! Una societá che affronta il mercato senza debiti, perché la Juve aveva pagato sia Higuain, che Cuadrado, che Benatia, sempre in attivo in borsa, con un fatturato di 550mln, puó avere problemi nel trovare una schifosissima fideiussione? Ovviamente, la notizia FALSA, é stata cambiata in “i contratti non depositati”, falso! Tutti depositati il giorno della firma. Risultato? Figuraccia del sito che evidentemente voleva vendicarsi, delle voci sulle fideiussioni del Milan, questa volta vere.

Com’era come antipasto? E non é finita!

Che ne pensate della prossima? Un noto giornalista, di cui non faró il nome, per non comprometterne la credibilitá, Pedullá, di un noto canale del digitale terrestre, di cui non faró il nome, Sportitalia, ha dichiarato che il Napoli ha rifiutato un’offerta, dal Barcellona di 100mln, per Lorenzo Insigne… giuro! Non mi credete? Su Youtube trovate il video datato 23 Agosto 2017. Voi dite, ma puó essere credibile… vero, ma se una notizia é un caso, due sono una coincidenza e tre sono un’indizio, qui a parte Pedullá nessuno, ma dico nessuno, ha riportato la notizia.  Non vi basta? Ok, allora che ne pensate di Criscitello e la mega, super, mastodontica bufala di Pepe e James Rodriguez all’Inter? Giuro! Anche qui trovate il video su Youtube, addirittura prima ancora che iniziasse il mercato, 26 maggio 2017. Dopo Cardiff, vedrete… e tutti i tifosi interisti gasati a twittare il video di Pepe che prende a calci un giocatore della Juve, sperando fosse Dybala…

Ma non vi vergognate a dare false notizie? Povero Einaudi…

Ancora non basta? Alex Sandro al Chelsea. Lo davano tutti per partente. Ma proprio tutti. E arriva il primo no. Il Chelsea resiste. L’offerta arriva a 70mln, ma niente la Juve resiste, eppure anche ieri c’era qualche disperato, che invocava un ultimo colpo del Chelsea con possibile trasferimento di Alex Sandro. Niente, la Juve ha detto no e voi, giornalisti da quattro soldi, avete detto solo boiate.

Non siete soddisfatti? Dybala al Barcellona. Tutti, ma proprio tutti aspettavano l’offerta, soprattutto dopo la partenza di Neymar. Peccato che nessuno ha scritto che Dybala e Neymar giocano in posizioni diverse e quindi era improbabile un’offerta. Addirittura si parlava di una clausola verbale pro Barcellona. Poi senti l’agente di Dybala e scopri che é una bugia. Ma niente, gli irriducibili, hanno inventato la notizia, che ieri ha fatto il giro del web: 160mln per la Joya. Anche Marca sperava in un tentativo. Domanda: ma all’ultimo giorno di mercato che big vuoi vendere, che non puoi sostituirlo? Geni assoluti delle fake. E non dimenticatevi di Don Ballon che affermava, con assoluta certezza che il Real lavorava sotto traccia con la Juve, per avere Dybala.

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Altro genio é quello della Gazzetta sull’offerta del Galatasaray per Asamoha. Notizia arrivata subito in Turchia, che hanno iniziato a festeggiare… solo poverini, non conoscono la Gazza rosa, non sanno che racconta solo bugie…

Ancora non siete soddisfatti? Tenetevi forte. Marchisio al Milan….

E qui tocchiamo il fondo…

No, dico, si sono buttati tutti a pesce sulla notizia…

Sono ancora sconvolta… ma sono cosí disperati?

Un minuto di silenzio…

Potete scoppiare a ridere.

Ne volete un’altra? Keita. Tutti, ma proprio tutti, ancora una volta, sembra quasi che si mettano d’accordo, erano sicuri che la Juve avesse un accordo, per averlo a parametro zero. Tanto che ad un certo punto Lotito ha minacciato di denunciare la Juventus, per scorrettezza. Qualche tifoso laziale iniziava ad odiarci. Keita ha schifato tutti. Milan, Inter, il Napoli delle meraviglie. Un indizio che Keita volesse solo la Juve. Addirittura voleva solo la Juve anche quando, zitto zitto e cacchio cacchio, il Monaco é entrato in scena. Voleva la Juve, anche sapendo che non avrebbe giocato tanto. E infatti Keita é andato… al Monaco! Ma come?! Non voleva solo la Juve?! Ciarlatani!

Tralascio Shick, perché quando si mettono in dubbio esperti di un rinomato ospedale, come il Gemelli e c’é la testimonianza dell’agente, che parla di dolori al petto, é chiaro che si é lucrato sulla salute del ragazzo. Forse la Roma doveva rifarsi dopo la figuraccia di Marhez, ma diamine, il ragazzo merita piú rispetto. Tralasciamola, per favore. Buona fortuna, Patrick.

Tralasciamo anche Spinazzola. Potrei attirare le ire di qualche tifoso. Sono dalla parte dell’Atalanta. Il ragazzo si fará le ossa anche per la Champions, grazie all’Europa League. E non deve temere di perdere il treno, perché terzini italiani di valore non ce ne sono. Marotta ha detto di voler costruire un nuovo zoccolo duro. E fino ad ora, Marotta, ha sempre mantenuto le promesse fatte.

Sempre secondo questi geni incompresi, la Juve aspetta a zero Emre Can De Vrji. Porterá via di sicuro alla Lazio, quel talento pazzesco di Milincovic Savic. Detto tra noi, sarebbe fantastico, ma tra il dire e il fare, c’é sempre di mezzo un mare e, questo mare si chiama Lotito. Niente! La lezione Witzel non la imparano. A gennaio vedremo se per una volta avranno detto la veritá, oppure potremo godere nel chiamarli, ancora una volta, ciarlatani.

Io ci spero.

Ragazzi, non so voi, ma in realtá queste fake, non mi hanno messo allegria, anzi, mi hanno messo un magone addosso… che tristezza… povero Einaudi.

Ci risentiamo a gennaio…

- Articolo scritto da @fenicejuventina

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Troppo caos: mettiamo ordine in casa Juve

Il sole dà alla testa. Addirittura prima dell’inizio della stagione in tanti si sono scatenati su fantasiosi bilanci sulla Juventus, in sede di calciomercato, in sede tattica. Quando non puoi attaccarla sul campo, solitamente si preferiscono altri terreni.

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Mettiamo ordine.

Delirio dei tifosi, almeno quelli che salgono sul carro

In troppi sono saliti sul carro, negli ultimi anni. Scendendo quando gli pareva, per poi risalirci a trofeo alzato. Capita, ma il tifo vero è altra cosa. Soprattutto non si capisce, a leggere i social, su quali basi molti tifosi utilizzano formule violente e negative. 6 anni pazzeschi, cominciati con Conte e Pirlo dopo due settimi posti, poi il ciclo di Allegri. Come se tutto fosse normale, il che da un lato racconta della forza spropositata di Agnelli, Marotta e Paratici nella costruzione di un management che ha saputo unire risultati sportivi con quelli economico-finanziari.

Il dolore per le Champions smarrite per personalità e fiato è forte, ma non può annebbiare la ragione. Anche se c’è qualche paura di aver sprecato fin troppe cartucce.

La prova del tempo

Per esempio la paura del tempo che è passato. La cara vecchia BBC ha compiuto 6 anni. Stessi anni che Buffon ha aggiunto al suo curriculum e alla sua carta d’identità. Proprio per questo la Juve sta cercando di lavorare per una migrazione rapida verso generazioni nuove di fenomeni, ma è molto complesso. A questo servono gli investimenti su Rugani e Caldara, poi Spinazzola e Mandragora, quindi Schick l’ultimo arrivato.

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Ama dire Lippi del suo ciclo bianconero che “cambiavamo tanto, ma lo zoccolo duro restava sempre e questo la gente lo dimentica”. Ecco, sembra il leit-motiv di questa Juve e di queste sessioni di mercato.

Supermercato: argenteria e ferro

E anche questa è una sessione particolare. La memoria del tifoso è selettiva, anche corta, alle volte finge proprio di dimenticare. Marotta e Paratici sono gli artefici delle più grosse plusvalenze bianconere. Così come sono gli artefici di alcuni colpi che hanno permesso questi 6 anni pazzeschi. Lavorano, lo hanno dimostrato, con grande serietà, e con altrettanta attenzione agli indici di bilancio. Siamo in Italia dove gli stipendi pesano il doppio rispetto agli altri Paesi, e dove i fatturati si fa più fatica a raggiungerli. La Juve è l’unica squadra italiana proiettata, da anni, verso il futuro dove già abitano i top club mondiali. Stadio, marketing, programmi di espansione, ritocco al brand, Museo. Senza dimenticare il campo.

L’anno scorso fu il colpo Higuain a incendiare l’amore dei tifosi, e le speranze. Quest’anno?

Probabile si riesca a chiudere ciò che più serve: un paio di ali per far volare il modulo di Allegri e permettere alla rosa di non arrivare all’ultimo match con le mani sui fianchi, poi un rinforzo decisivo a centrocampo dove servono muscoli e piedi delicati, quindi ritocco in difesa e sulla fascia destra dopo l’abbandono di Dani Alves (e l’incognita di Lichtsteiner su cui grava un odio ingiustificato). A conti fatti possiamo spendere fino a 130 milioni di Euro, non contando le entrate da cessioni nessuna eccellente (per fortuna).

Sfumato Tolisso, c’è da ammettere che la Juve prima di scegliere prende tempo. Anche fin troppo tempo, ma i parametri di scelta e gli indici di valutazione sembrano essere più complessi di quelli del singolo del tifoso appiccicato su YouTube o col giornale in mano.

Pazienza. Ci hanno portato fin qui. Ci porteranno anche più lontano.

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Se Agnelli, Allegri e Marotta hanno (forse) ragione

Se Agnelli, Allegri e Marotta hanno ragione.

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Nedved vice presidente, poi tanti concetti corretti nell’ultima conferenza aziendale. Fin troppo per poter prenderli a riferimento per vuote critiche.

1) La Juve non ha giustificazione per il 14° posto. Vero. Non può averla, tanto è vero che le critiche su assetti tattici e scelta dei titolari e dei cambi sono state mosse, anche correttamente. Il problema è sistemico: rinnovamento da una parte, incapacità di superare i problemi di rinnovamento dall’altra. Il perno della discussione è la gestione del mercato: darà forse i suoi frutti fra un anno, o due, ma nel 2015/2016 sembra dura.

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2) Gestione Dybala: chi i bonus, chi le scelte. Il minutaggio è matematica, quindi poco opinabile. Dybala ha giocato più di tutti. Corretto Allegri. Molto poco la solita critica che vede in questo caso un espediente perfetto per demolire le certezze bianconere. Scelte editoriali. Molto più sereno, come in questo blog, contestare la qualità dei minuti di impiego di Dybala. La speranza è che Allegri ottenga gli stessi risultati con Morata l’anno scorso.

3) Hernanes non è un fenomeno, parola di Marotta (e non solo). Sorge quindi spontanea la domanda: perché l’hai preso, caro Beppe? L’idea non detta da Marotta e dalla Juve è che Hernanes doveva fare da chioccia (insieme a Khedira) ai numerosi giovanotti arrivati sul mercato, andando a rinforzare l’asse dei senatori. Scelta azzardata, poco azzeccata, davvero discutibile. Soldi buttati al vento.

4) Su Calciopoli non cambiamo idea, ha detto Allegri. Perculando pure Gazzoni sulla richiesta di risarcimento, e facendo intendere che si attenderà ancora per decidere la mossa. Ormai la partita è persa: o si hanno le palle per fare giustizia (fare e non richiedere), o abbiamo regalato oltre 5 anni a tutto il movimento antijuventino che ci ha calpestato più e meglio dei loro più perversi desideri.

Detto questo, oggi c’è il campo. Natale è vicino. La vetta lontana.

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Juventus: +1 sul Frosinone

Ci sono diversi modi per leggere il momento bianconero: con ironia, con lucidità, o senza il senno del tifoso medio.

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Cominciamo dall’ironia: siamo a +1 dal Frosinone, quindi non più fanalini di coda di una Serie A in cerca di un temporaneo nuovo padrone. Il “salutate la capolista” gridato dai tifosi del Chievo è un bel messaggio al calcio italiano, ma sporadico.

Continuiamo con “senza il senno del tifoso medio”: Bonucci ha espresso il corretto pensiero. Venite allo stadio e aiutateci col vostro tifo. Ci aveva provato pure Buffon nel corso della gara, chiedendo cori e non fischi. Questa strana voglia di affossare chi appare già affossato non aiuta l’ambiente juventino e anzi favorisce chi vuole alimentare questo momento di difficoltà (leggi antijuventini e media).

Proviamo a ragionare con lucidità.

E’ ormai evidente una spaccatura fra le richieste iniziali di Allegri e il mercato scellerato di agosto di Marotta. L’AD non può certo nascondere le difficoltà di impostare una strategia vincente in sede di calciomercato, dove tutti i primi obiettivi sono evaporati, lasciando spazio per incredibili operazioni quali Hernanes. E adesso Allegri dovrà trovare una quadra in mezzo a tanti, troppi dubbi. Unica certezza: il bilancio. Ma con questo purtroppo non si scende in campo.

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Chi cambia tanto, come la Juve, dovrebbe almeno mantenere una colonna vertebrale di personalità e tasso tecnico inalterato e costante, ma questo Allegri non lo sta facendo. Un po’ perchè Marchisio si è rotto di nuovo, un po’ perchè Khedira doveva servire proprio a non abbassare il tasso di personalità del centrocampo, un po’ perchè alcuni uomini stanno mancando: Morata e Pogba su tutti.

Resta una rosa sufficiente in Italia, a patto che l’allenatore sappia trovare il modulo corretto per esaltare le doti di chi scende in campo. Cuadrado e Alex Sandro rappresentano per esempio pedine importanti e nuove, capaci di spostare sull’esterno il fulcro del gioco e garantendo strappi interessanti nell’uno-contro-uno. E allora diventa fondamentale un attaccante puro in mezzo all’area: Mandzukic o l’ignorato Zaza (su cui società e allenatore devono prendere una decisione ultima: o dentro il progetto, o conveniva liberarsene).

Poi ci sarà da capire che fra Pereyra, Pogba, Hernanes e Sturaro non ve ne è uno capace di far correre il pallone: è tutta gente che ama correre CON il pallone, rallentando la manovra o addirittura vanificando ogni tattica di costruzione. È palese, ma Allegri deve rimediare in fretta. L’unico in grado di far girare la squadra sembra essere Dybala, praticamente il miglior folletto in grado di prendersi la responsabilità di palloni e dribbling scottanti sulla trequarti. L’argentino è l’unica gioia bianconera, ma va protetto e soprattutto lasciato libero di inventare. A parte che è l’unico che in gare ufficiali sta vedendo la porta.

Nessun problema invece in difesa, dove perfino il vecchietto Buffon risulta ancora decisivo. Ma la mancanza di filtro a centrocampo e l’inesistenza di una trama pianificata potrebbe gravare sulle prestazioni della retroguardia, vera arma segreta degli ultimi 4 anni.

Per finire, mercato e uomini alla mano, questa rosa sembra proprio ciò che Conte desiderava appena un anno fa. Altro dilemma da consegnare agli appassionati di enigmistica: per solutori più che abili!

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Juventus: si riparte da 3 certezze

Nella settimana che riporta dentro al campionato di Serie A, Massimiliano Allegri è chiamato ad allontanare fantasmi e voglie di chi vorrebbe una Juve fuori dai giochi. E non può che ripartire da tre certezze.

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La più importante riguarda la difesa. Gol a parte (su cui il discorso da fare sarebbe troppo ampio), la linea difensiva è ciò che preoccupa meno. Da Bonucci a Chiellini, passando per Barzagli e Buffon, Allegri può contare su questi senatori che ora devono trascinare il gruppo e garantire il muro bianconero che è stato una delle chiavi dei successi degli ultimi anni. Piuttosto Allegri dovrà studiare nuovi equilibri tattici. Marchisio risolve nel breve termine il filtro a centrocampo, ma non può bastare.

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La seconda certezza è data dalla voglia e dalla concretezza che i vecchi possono infondere in questo nuovo gruppo. Ci riferiamo alla carica di Morata, alla solidità dei senatori in difesa, al ritrovato (sul campo) Marchisio. Sono loro a dover inculcare la mentalità Juve negli ultimi arrivati. E insieme, aiutare Pogba a crescere da leader, magari facendo capire che la parola nasconde molto di più che una superiorità tecnica mai messa in discussione. Il francese deve imparare a comunicare di più con gli atteggiamenti, dentro e fuori il campo.

L’ultima certezza è la possibilità di variare più moduli. Probabilmente chi è arrivato non rappresentava il primo nome sulla lista di Allegri e Marotta, ma il mercato è finalmente chiuso e la rosa completa. Ad Allegri il compito di trovare la formula corretta per far correre la Juve. Ci sono le ali (Alex Sandro e Cuadrado), ci sono talenti da coccolare e far sbocciare (Rugani e Dybala) e scommesse da vincere (Sturaro, Pereyra, Mandzukic, Zaza). L’importante, d’ora in avanti, è non giocare troppo con l’oggettività di scelte perse in partenza (leggi Padoin titolare, o l’imposizione testarda del 3-5-2).

Alla fine conta una frase che avevamo scritto in estate e che poi Marotta ha ripetuto: partivamo dai 17 punti di vantaggio sulla seconda negli ultimi due campionati. Significa che dobbiamo gestirne ancora 11.

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Mai visto un Marotta così

Duro, sicuro, concreto: mai visto un Marotta così in conferenza stampa. Che sia un buon segno?

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Alla luce di critiche a pioggia cadute sull’operato della Juve in ambito di calciomercato, Beppe Marotta ha voluto chiarire ogni punto della situazione bianconera in una conferenza stampa dal forte sapore di contro-critica e difesa del proprio operato.

Un paio di frasi sembrano raddrizzare la linea di pensiero verso cui orientarsi (specialmente tutti noi tifosi):

  • “spedisco al mittente la formula <anno di transizione>”: a voler ribadire che la Juve anche quest’anno deve vincere, punto e basta;
  • “tanti nomi avete fatto e su cui avete scritto in maniera infondata, ma tanti altri nomi non sono usciti”: a voler ribadire che anche quest’anno ci toccherà filtrare quanto emerge dalla stampa e dai media, unico asset della concorrenza per tentare di destabilizzare l’ambiente bianconero.

Perciò si riparte (o si parte, visto la rinuncia alle prime due partite di Serie A).

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Si riparte dal rifiuto di 85 milioni di Euro più un giocatore a scelta pervenuta dal Chelsea di Mourinho per arrivare a Pogba.

Si riparte dal recupero di pedine preziose, Marchisio su tutti, ma anche Asamoah (che tornasse ai livelli che sappiamo sarebbe come un nuovo grande acquisto).

Si riparte dal disegno di nuovi equilibri tattici da parte di Allegri, ora che la rosa è in qualche modo completata (se non altro per via che il mercato è chiuso).

Si riparte da quel “mix di giovani e meno giovani che sapranno trascinare la Juve a un nuovo ciclo di successi, a partire da quest’anno”. Marotta e la Società hanno fissato gli obiettivi. Ora parola al campo.

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Mercato Juve: promosso o rimandato?

A pochi giorni dalla conclusione, e ancora in attesa per gli ultimi colpi in entrata e in uscita (ma tutta l’ansia è rivolta agli ultimi acquisti), viene da chiedersi se il lavoro di Paratici e Marotta è da completa promozione o qualcosa è mancato.

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Erano i primi giorni di giugno quando Allegri, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, annunciava il cambio di modulo e salutava l’arrivo di un trequartista puro. Una sorta di nuovo Zidane capace di fare da raccordo fra centrocampo e attacco, lontano dal trequartista muscolare che Lippi si inventò con Nedved. Ma a pochi giorni dal mercato, questa figura viene ancora a mancare. Con la difficoltà improvvisa dettata dagli infortuni a Marchisio e Khedira.

Padoin in campo in veste di regista e Sturaro in panchina hanno fatto storcere il naso perfino al più ottimista dei tifosi. Urge un rinforzo a centrocampo, pregando il Cielo che il danno a Khedira sia solo episodico e non un cattivo presagio. Che accadrebbe in Italia o peggio in Europa se un infortunio e una squalifica mettessero fuori gioco due pedine fra Marchisio, Pogba, Pereyra e Khedira?

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E resta ancora da definire la casella trequartista. Il gioco spostato sulle fasce con l’arrivo di Cuadrado non è sufficiente. Serve fantasia e serve sopperire all’assenza pesante di gente come Pirlo e Tevez in grado di trovare la formula magica in ogni giocata. Pena, avere un gioco lento e prevedibile come accaduto contro l’Udinese tutta a protezione della propria area.

Se le fasce servono per innescare un Mandzukic fin qui servito malissimo (l’idea è che il croato possa davvero stupire se solo fosse servito come veniva servito Trezeguet), il fantasista serve per far girare l’intera squadra aggiungendo imprevedibilità e la giocata singola di cui il solo Pogba sembra fornito.

Il punto però è l’essere arrivati in ritardo a questa chiusura di mercato, non avendo accontentato Allegri con la pedina che più di tutti serviva. Ok Dybala (anche se tenere in panchina 40 milioni di euro sembra un sacrilegio), bene Alex Sandro (che ora dovrà guadagnarsi i 26 milioni di euro spesi per un terzino) e Cuadrado (operazione in pieno stile Marotta), ma il trequartista meritava più attenzione e determinazione, senza troppi pensieri al portafogli.

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Tra sana rivoluzione e paura di scommettere

Erano i classici tempi di Moggi, quando ogni anno cambiavano significative pedine, rimpiazzati opportunamente nei fatti da giocatori nuovi, con nuove motivazioni ed energie. Erano i tempi in cui si vendeva e si comprava con un ritmo elevato, pur mantenendo inalterata una certa struttura di spogliatoio.

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La sfida per Marotta e Allegri è la stessa: mantenere la colonna vertebrale quanto più solida, e mettergli accanto tutta una serie di pedine che rinvigoriscono ambiente e risultati.

Sarà cosí anche quest’anno?

Pirlo, Tevez e Vidal rappresentano molto di più di tre autentici fenomeni in campo. Rappresentano anche un simbolo di rinascita dalle ceneri di Farsopoli. Un cambio di rotta netto, forte, violento che ha determinato gli ultimi quattro anni della storia del calcio italiano. Perdite importanti, ma non bisogna cascare nell’errore di sopravvalutare chi è arrivato e chi arriverà, o rimanere inutilmente legati a un passato con cui mai si è vinto.

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La rivoluzione è necessaria. La scommessa va fatta. Ponderando ogni genere di manovra: quella economica, quella tecnica, perfino quella tattica.

Senza fretta, perchè la Juve si trova davanti la possibilità di poter gestire il campionato e provare ad aggiungere nuovi tasselli di crescita in Europa.

Il pericolo più grave che la Juve corre non è quello di sbagliare il prossimo acquisto, ma quello di perdere di vista l’unità di intenti che deve legare staff e tifoseria. Già l’anno scorso, noi tifosi siamo stati autori di una campagna durissima nei confronti di quell’Allegri cui oggi siamo aggrappati. È ancora recente l’addio di Zidane, con i successivi anni d’oro che seguirono la sua partenza. Non ripetiamo gli errori. Non emettiamo giudizi, non affidiamoci al calcio di luglio (sebbene vada commentato e interpretato).

Per la serie: gli uomini passano, la Juve resta.

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Calciomercato Juventus: fra sogni impossibili e improbabili

Il calciomercato é quel sogno a occhi aperti che comincia ogni mattina alla lettura dei giornali. Tutti protagonisti: chi di calcio sa poco, chi di calcio non capisce niente, chi di calcio vive e capisce molto.

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Via Vidal, dentro tanti soldi. Il quesito é: come spenderli? Cosa manca? Chi prenderesti?

Vidal é impossibile da rimpiazzare: nessuno al mondo é capace di unire con questa classe ed efficacia sostanza e qualità, corsa e tecnica, recuperi di palla e gol. Speriamo solo che la Juve abbia azzeccato ancora una volta i tempi della rivoluzione, come fu con Zidane e Inzaghi.

Allegri adesso cerca un 10, un trequartista puro capace di giocare fra le linee e sostituire le giocate che sono state di Pirlo e Tevez in fatto di regia offensiva. Fra lanci, dribbling, assist e gol, il nuovo talento che la Juve prenderà é chiamato a grandissime giocate.

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Profili papabili? Goetze, per il dovere che impone la logica di considerare uno scambio asimmetrico di mercato fra Juve e Bayern. Poi Draxler, che rappresenterebbe una vera scommessa.

Ma non solo. Altri nomi che ad Allegri piacerebbero, fuori dall’impossibile trattativa legata a Oscar e Isco, fanno riferimento ai vari Pastore e Lamela, per esempio. Gente capace anche di giocare sulla fascia, o partire larghi per poi accentrarsi, e abili saltatori di uomini. Perfino Perotti, almeno come tipologia di giocatore, rientrerebbe in questa lista: dribblatori di professione in grado di garantire, da soli, la superiorità numerica lasciando al centrocampo il compito della quantità.

Ma esiste anche un’altra possibilità di mercato. Se non un top (tipo Goetze), Paratici e Marotta potrebbero anche virare su un doppio nome: un centrocampista di qualità, ma un centrocampista, e poi un esterno d’attacco. L’idea che circola a Vinovo é che lo staff bianconero stia ragionando su un concetto semplicissimo: se é impossibile arrivare a un classico 10, tanto vale cambiare pelle e tentare la via che Lippi promosse al suo rientro a Torino nel 2002: via un genio come Zidane, e dentro muscoli e corsa (più una tonnellata di tecnica) come quella di Nedved, con contestuale cambio tattico.

Corsi e ricorsi?

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In un ristorante da 100 euro ci possiamo almeno sedere

Frecciate e frecciatine. Giornalisti che citano Conte. Allegri che difende il proprio lavoro. Marotta che restituisce orgoglio all’essere bianconero. E’ un misto di tutto ciò la Juve dell’ultimo periodo, con un vizio di fondo: stiamo accettando il livello della polemica, quando è d’obbligo rimanere concentrati, vigili e lavorare duro.

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In ogni caso, qualche parole la spendiamo pure noi.

All’epoca Conte era sicuro che senza investimenti faraonici la Juve non avrebbe potuto competere. Logica deduzione di un calcio che dipende moltissimo dai soldi. Moltissimo, ma non di più. Quando in quel luglio malefico lo juventino Conte mollava la baracca nel peggiore dei modi e dei tempi, avevamo espresso grandissima preoccupazione: un po’ per il sostituto, un po’ perché la stagione già cominciata rischiava di tramutarsi in una specie di Waterloo sportiva.

Invece facciamo i complimenti a Marotta e Allegri: l’uno ha saputo gestire un mercato a quel punto compromesso (così sembrava) dal tuono di Conte; l’altro ha saputo imporsi silenziosamente riportando nuovo spirito e nuove idee. A giudicare oggi, 22 marzo 2015, va da sé che questa Juve è perfino più bella di quella di Conte, almeno dal punto di vista estetico e meno dal punto di vista agonistico. In ogni caso: siamo in corsa su tutto, aspettando il ritorno di Coppa Italia con i viola.

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Allegri perno della stagione, dunque. Con un quarto di Champions che ci rende felici e per il quale non vorremmo mai mollare. Con un Pogba in meno, perché la sfortuna deve sempre bussare a Torino. Ma con un gruppo in più, ricaricato e ancora voglioso di stupire e lottare.

La cosa più stupida però che si può fare è quella di accostare continuamente il lavoro di Allegri con quello di Conte. Esercizio stupido, inutile e dannoso. Se Antonio avesse veramente voluto bene alla Juve sarebbe rimasto: vi erano tutte le condizioni, ambientali specialmente, a permetterlo. Ha invece preferito i Tavecchio della situazione. Ci faccia perciò un piacere: lasci stare la Juve, per non rovinare i tre anni splendidi vissuti assieme.

Le persone passano, la Juve resta.

Vale per tutti.

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