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Situazione Juve: la rosa è corta, le alternative scarseggiano

Se alla Juve togli un paio di uomini titolari, il livello generale scende drammaticamente. E non è tanto il periodo attuale, dove la squadra sta soffrendo a livello fisico e mentale, ma è una costante di questa stagione.

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E sì che Conte l’aveva detto, arrabbiato come era per le cessioni di Giaccherini e Matri. Se Matri ha però permesso di rinforzare l’attacco, l’uscita di Giaccherini non è stata colmata da alcun ingresso importante. Tanto valeva puntare su un giovanotto.

Rispetto allo scorso anno, quando Marrone e Giaccherini permettevano una rotazione senza particolari patemi, la Juve di quest’anno poggia esclusivamente su Pirlo-Vidal-Pogba-Marchisio. Troppo pochi per turnare con efficacia.

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Soprattutto, mancano alternative valide sulle fasce laterali dove Lichsteiner e Asamoah sono praticamente imprescindibili. Proprio la zona dove Conte non può rimanere a mani vuote. Qui bisognerà intervenire. Senza sperare di poter recuperare Pepe, da due anni fermo.

Basta avere due alternative valide per reparto. La difesa è quella, per esempio, messa meglio. E in effetti è il reparto dove non stiamo soffrendo, nonostante le defezioni. Viceversa, senza Tevez e Llorente siamo rovinati. E siamo rovinati dopo aver spompato Pogba, Asamoah e Lichsteiner (che pure corre ancora molto).

Ora serve stringere i denti. Fare leva su tutte le energie nervose per spremere ancora di più testa e gambe. Manca pochissimo al traguardo e sarà ancora più dolce. Più dolce degli altri anni.

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Juventus-Sassuolo Rabbia e concentrazione

La rabbia per l’esclusione dalla Champions League è tanta. Bisogna trasformarla in grande concentrazione e voglia di ammazzare il campionato.

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Davanti c’è il Sassuolo di un ex-giallorosso come Di Francesco. Proprio la Roma attende un regalo.

Non ci sarà Berardi nelle fila verdenero, ma ci sarà Marrone. L’esterno è in procinto di trasfrirsi a Torino da giugno, apprezzato da Conte per il suo modo eclettico di interpretare un ruolo a cui il tecnico leccese tiene parecchio.

Nella Juve non ci sarà Marchisio. Mancando pure Pirlo, ecco che la Juve si affiderà ad Asamoah interno, con Peluso titolare a sinistra. A destra toccherà a Isla: importante la chance che Conte gli concede.

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Almeno inizialmente, sarà Pogba a guidare la regia, con la possibilità di interscambiarsi con Vidal nel corso del match.

Davanti appare intoccabile la coppia Tevez-Llorente, mentre la difesa è la migliore possibile.

Obiettivo: 3 punti. Poi ci sarà la Coppa Italia e poi si chiuderà con l’Atalanta.

Juventus Sassuolo Formazioni

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I dubbi su Pirlo: troppo presto o già tardi?

In avvicinamento al supermatch di sabato pomeriggio, aggiorniamo il blog con una domanda, giusto per alimentare un attimo la discussione interna: per il rinnovo di Pirlo è troppo tardi o ancora presto?

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Il fatto è che la soluzione ottimale non è applicabile: clonare Pirlo e dargli a vita la maglia numero 21 della Juventus.

Così il discorso si fa semplice. Moggi probabilmente avrebbe preferito venderlo già e rincorrere l’erede. Probabilmente.

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Invece è corretto tenerlo, magari chiedere garanzie sulle possibilità che Pirlo rinunci alla Nazionale. Con l’assicurazione che della voglia di combattere come adesso.

In ogni caso Marotta e Conte devono essere bravissimi a individuare la giusta soluzione per il futuro. Non Marrone, a questo punto. Né Verratti, difficilmente prendibile ormai. E allora sotto con le riflessioni sul modulo e sui possibili sostituti.

Massima fiducia in Marotta e Conte.

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Da Marrone a Nainggolan passando per Pirlo

E’ notizia di questi giorni una possibile trattativa che porti Marrone al Cagliari. Il ragazzo è stato richiesto un numero imprecisato di volte al club bianconero, ma in tutti i casi non se ne è fatto nulla. Un po’ perché l’offerta prevedeva strani prestiti a cui la Juve non andrà incontro. Un po’ perché le offerte non si avvicinavano alla cifra di 10 milioni che la Juve ha imposto come base d’asta.

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Marrone al Cagliari prevede tutto uno strano di giro di affari. Con Pirlo sullo sfondo e Nainggolan prenotato per il 2014. Cerchiamo di fare chiarezza.

Intanto c’è da ipotizzare che un sostituto di Pirlo (o comunque che ne prenderà il posto) la Juve lo deve cercare adesso. A 34 anni, con l’ultimo mondiale alle porte, la carriera di Pirlo è roba di mesi. Dovremmo clonarlo per quanto è bello vederlo giocare in campo con una classe fuori dal comune, ma l’età avanza per tutti. E la Juve non può certo scommettere sulla sua integrità fisica da qui a 40 anni. Ecco perché la Juve dovrà fare bene i conti con Andrea Pirlo. Se tecnicamente nemmeno si discute perché gli dei si amano punto e basta, dal punto di vista fisico, col lavoro duro che richiede Conte, allora Pirlo potrebbe andare in crisi a 35 anni. E a mezzo servizio proprio non serve.

Quest’anno sarà ancora lui il protagonista del centrocampo bianconero, ma attorno a lui stanno nascendo o son già nati alcuni uomini con la stoffa da leader (tecnici e fuori dal campo). Vidal e Pogba su tutti, senza tralasciare la storia bianconera di Marchisio.

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Senza Pirlo il 3-5-2 cambierebbe veste, almeno all’atto pratico non essendoci in orbita Juve un regista dai piedi sopraffini come quelli del bresciano. Poteva essere Verratti, ma la Juve se l’è fatto sfuggire. Può essere Marrone, ma la Juve ha altri pensieri. Se non Pirlo, uno più tosto di Pirlo dal punto di vista fisico, con l’onore della costruzione dell’azione che passerebbe dai piedi di Vidal, Marchisio e Pogba. Questo senza ipotizzare un radicale cambio di modulo (un 4-4-2 o un 4-3-3).

Radja Nainggolan, belga di origini indonesiane, è uno di quei centrocampisti che a Conte son sempre piaciuti. Fisici, davanti la difesa un muro, picchiatori, ma dalla tecnica soddisfacente. Non Pirlo, ma uno che fa legna come si dice in certe periferie del calcio. Capaci cioè di sopportare un giocatore offensivo in più (per esempio un attaccante esterno puro), di correre per due e dare un certo tipo di apporto. Con Nainggolan in mezzo, un esterno offensivo puro sarebbe obbligatorio.

Con l’obiettivo quindi di dare un seguito al dopo Pirlo, la Juve sta cercando di imbastire una trattativa che prevede Marrone al Cagliari e Nainggolan a Torino (solo nel giugno 2014). Pirlo o non Pirlo nel 2014, questa ci sembra una strategia su cui riflettere.

E allora riflettiamo assieme.

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Mercato in uscita cercasi, acquirenti sperasi

Perdonateci se l’italiano del titolo non è il massimo, ma urge muoversi. Oggi è il 21 agosto 2013 e il calciomercato chiuderà solo il 2 settembre. Mancano una decina di giorni e probabilmente Conte è in attesa di qualcosa.

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Attenzione però al mercato in uscita. Non bisogna rinforzare le avversarie, né cedere alle cifre che non ci convengono.

Per esempio Isla: perché fare un favore ai nerazzurri? Piuttosto resta in panca e lo cediamo a gennaio. A meno che non ci diano tutti e 9 i milioni di euro che ci permetterebbero di pareggiare il suo acquisto (nella sua seconda metà). Inoltre: fuori Isla, vuoi o non vuoi, occorrerà un altro esterno.

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Ancora, Matri: Cederlo al Napoli, proprio adesso, sarebbe una specie di delitto. Va bene Roma, perfino Lazio, ma non certo il Napoli che andremmo a rinforzare. Peraltro a una cifra che è bassa: 10/12 milioni di euro. Higuain 40, con una supervalutazione di 10 milioni di euro rispetto alla valutazione di 30, e Matri solo 10 milioni di euro? Dall’estero non ci sono pretendenti? La rete dei contatti dei consulenti di mercato bianconeri non sono riusciti a strappare un’offerta pari a quella napoletana in Inghilterra o Spagna?

Finiamo: Marrone. Gran centrocampista, perfino ottimo adattamento in difesa. Giovane, proveniente dalla cantera bianconera. 10 milioni sono tanta roba, ma occhio a non pentirsi poi in seguito. Soprattutto: né Napoli, né Inter, al limite. Potevamo usarlo in altre situazioni, non ci siamo riusciti. Ora però l’infortunio di Marchisio lascia il centrocampo praticamente obbligato: Pirlo in mezzo, Vidal sul centrodestra e Pogba sul centrosinistra. Con Padoin in panchina. Con un inizio di campionato diabolico e la Champions di mezzo, col rientro di Marchisio solo a fine settembre… ce la si fa con questi uomini? Non conviene dare respiro a Pirlo proprio con Marrone? O comunque concedere più di un’alternativa ai quattro moschettieri di centrocampo? Proprio come Matri o Quagliarella che rischiano (solo uno dei due) di fare il quinto dietro ai quattro che sappiamo, Marrone non potrebbe essere il quinto centrocampista centrale in rosa?

Problemi di bilancio, si dirà. Certo: ma anche di ottime vendite. Applausi e ancora applausi per un ottimo mercato in entrata. Per la legge del “voler sempre migliorare” ci aspettiamo sensibili miglioramenti pure per il mercato in uscita. Vedi Osvaldo: la cifra incassata è da paura. Quagliarella e Matri, ottimi in Champions e più che buoni in campionato, non valgono quanto l’argentino? Strane equazioni, lo capiamo, ma intanto gli altri incassano e noi dobbiamo assolutamente imparare a farlo.

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L’impertinente: Marchisio out, dentro Pogba. Segno del destino?

Che il Principino sia uno di quelli importanti per la Juve di Conte è chiaro nei numeri e nella storia di questi ultimi due anni. Se molte big sono sulle sue tracce, un motivo ci sarà. Lo sa Conte, lo sa Marotta, lo sappiamo tutti noi.

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Eppoi c’è quella strana vibrazione. Una vibrazione nera, con la crestina. Si chiama Pogba, uno di ventanni che sta facendo impazzire i tifosi juventini di tutto il mondo. Ricordo a fatica uno di quest’estate imporsi con cotanta personalità in un contesto complicato come quello bianconero (intendendo il livello di qualità).

Ha detto Conte, ripetendosi: “Tenere fuori Pogba sarà duro quest’anno”. Già, per fortuna la scelta non spetta a noi.

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Torniamo a quella strana vibrazione: il destino a volte lancia segnali che soltanto in pochi sanno interpretare. Non sono certo io l’interpreter, ma il dubbio c’è, è nell’aria: l’infortunio di Marchisio apre le porte alla titolarità di Pogba. C’entra qualcosa il destino?

Già da sabato sera e poi nei successivi turni fino all’arrivo della prima giornata di Champions League, il francesino sarà titolare indiscusso. Fortuno che lo abbiamo, altrimenti l’infortunio di Marchisio avrebbe messo Conte nei guai.

Ora però il problema Marchisio rischia di ripercuotersi sul mercato. Marrone partirà? Si sfrutterà Asamoah centrale, all’occorrenza, puntando su Peluso sulla sinistra?

Tutte domande che per fortuna hanno scarso valore quando poi pensi che sarà Pogba titolare.

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Perdiamo ai rigori con l’Everton e un paio di domande restano evase

Piccolo passo indietro nel test contro l’Everton. Facendo la tara con la preparazione che imballa le gambe, un paio di questioni andrebbero prontamente risolte.

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Primo: sulle fasce siamo completi? Completi e contenti? No perché anche contro l’Everton si è visto che il 3-5-2 necessita di fasce molto potenti e attive, soprattutto con interpreti in grado di fare meglio la fase offensiva. Strepitosa prestazione di Asamoah che ha però giocato da interno, mentre né De Ceglie né Isla hanno saputo fare la differenza. Qui si dovrebbe intervenire.

Llorente e Tevez alternano buone giocate a periodi di partita in cui mostrano difficoltà. Niente paura: le gambe sono davvero pesanti e in quei bricioli di lucidità i due acquisti dimostrano di saperci fare. Llorente è l’ariete che forse ci serviva, mentre Tevez può darci quella qualità sulla trequarti. In quella precisa zona di campo continuo a dire, oltre che pensare, che Vucinic sia pressoché fondamentale: come lui, nessuno possiede doti di regista offensiva come il montenegrino. “Avevamo in testa di alzare il grado di concorrenza interna” ha detto Conte qualche giorno fa. Chissà che non faccia bene a tutti.

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La difesa si dimostra il perno di tutto il meccanismo bianconero, con un Ogbonna che convince sempre più. Fisicamente è ineccepibile, ma pure la visione di gioco non è male. Come piace a Conte: testa alta e personalità, anche correndo qualche rischio. Non è certo la difesa titolare, ma gli equilibri sono quelli giusti.

In mezzo al campo, posto che abbiamo terminato gli aggettivi per Vidal, anche Marrone ha fatto la sua bella figura. Il ragazzo è sprecato per la panchina, ma con i quattro moschettieri è durissima competere. Non credo però che la cessione a titolo definitivo sia la migliore soluzione. Abbiamo in giro ragazzi ben inferiori a Marrone in comproprietà, vogliamo davvero correre il rischio di piangerci addosso fra 12 mesi? Mandiamolo in prestito a maturare.

L’ultimo dubbio è se i ragazzi smaltiranno con le prossime tre amichevoli i carichi di lavoro in modo da arrivare alla sfida del 18 carichi e pronti per quello che si aspettano milioni di tifosi juventini: una Juve bella, carica e vincente.

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Caso Marrone: dove è la plusvalenza, che io non la vedo?

Giaccherini al Sunderland: ok, capacitiamocene. La Juve resta, un campioncino se ne va. Duttile, utile. Forte, peccato per il nome nostrano perché come disse Conte “si fosse chiamato Giaccherinho”. Certo non è il supercampione, certo il bilancio va rimpinguato. Di Giaccherini ne abbiamo avuti tanti, davvero tanti.

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Ma Marrone, giovanissimo, praticamente poco utilizzato, di fatto già forte, non può essere sacrificato per la logica della plusvalenza. Si rischia di commettere un errore pazzesco, madornale, roba da non dormirci di notte.

Luca, nato come centrocampista, splendido interprete del vecchio ruolo di centromediano metodista (almeno nelle giovanili), adorato da Conte per la maniera di mettersi a servizio della squadra, non può essere venduto in modo così facile.

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Non abbiamo ancora le prove della sua vera qualità: è davvero forte come crediamo che sia? E’ soltanto un buon giocatore che ci ha giustappunto impressionato sporadicamente?

Io lo terrei. Se Pirlo smetterà, chi prenderà il suo posto il prossimo anno? Perché non provare proprio Marrone come vice Pirlo, come già fatto da Conte ogni tanto (senza dover spendere 25 milioni per Verratti)? Con ottima impressione da parte degli opinionisti: ricordate la partita d’andata di Coppa Italia due anni fa contro il Milan? Può anche giocare da centrale difensivo, come negli ultimi 12 mesi. Barzagli non vivrà a lungo (professionalmente parlando) e potremmo aver trovato un nuovo Marchisio (intendendo la parabola di crescita potenziale di Marrone).

Soprattutto, la cosa principale: niente affari di questo tipo con l’Inter. Né con Napoli né con Fiorentina. Fin qui Marotta si è mosso benissimo, non rovini queste prime settimane di calciomercato con un’operazione sensa senso.

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A pochi giorni dal raduno: come sta la Juve?

Entusiasmo alle stelle per una squadra che tornerà al lavoro fra pochi giorni. E’ fissato il 12 luglio il ritrovo bianconero, con le stesse modalità dello scorso anno.

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Si preannuncia un Conte molto più carico dei mesi passati, con la saggezza di chi sa che la parte più complicata, paradossalmente, viene adesso. Vincere è complicato, confermarsi difficilissimo, rivincere ancora di più. E la Juve parte per rivincere il campionato come ricordato da Tevez e Llorente, e migliorarsi in Champions.

A pochi giorni dal ritiro la Juve può dirsi soddisfatta. Conte può dirlo: con Tevez e Llorente l’attacco è sistemato, con il rinnovo di Vidal (avverrà oggi, ndr) anche il centrocampo può dirsi completo, mentre in difesa si attendono news sul destino di Marrone (Fiorentina?) e De Ceglie (difficile la permanenza dell’esterno aostano).

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Per far felice Conte ai massimi livelli, secondo fonti vicine al tecnico leccese, ci starebbe uno Jovetic in più e qualche attaccante in meno. Se Bendtner e Anelka hanno lasciato Torino, almeno uno fra Quagliarella/Matri/Giovinco/Vucinic dovrà lasciare la Juve per ragioni di bilancio e di equilibri di rosa. Sei attaccanti sono tanti, impossibili da gestire. Così tutto luglio sarà dedicato alle cessioni.

Lichtsteiner, bufala della Gazzetta dello Sport, non partirà (a meno di clamorose offerte dall’estero), mentre Isla è vendibilissimo, ma alle condizioni bianconere. Ad Asamoah verrà chiesto di ripetere la prima parte dello scorso campionato, mentre è quasi un nuovo acquisto il rientro di Simone Pepe. L’unico dubbio riguarda l’affare Giaccherini: 8 milioni da Di Canio vanno valutati, poi sarà Conte a decidere se privarsi o meno di uno dei protagonisti dell’ultima Confederation Cup.

In ogni caso ci siamo. Pronti a partire. Con obiettivi molto chiari.

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Calciomercato Juve: analisi del centrocampo

Continuiamo la nostra analisi del calciomercato bianconero, alla scoperta dei singoli reparti. Dopo aver trattato la difesa, in questa puntata accendiamo i riflettori sul centrocampo.

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Quattro fenomeni nel centrocampo della Juve

La regia non può essere affidata a un uomo migliore. Andrea Pirlo guiderà le manovre bianconere anche il prossimo anno, in barba ai 34 anni e a una carriera strepitosa. Con lui il terzetto di centrocampo è fra i migliori al mondo, grazie all’apporto di quantità e qualità forniti da Marchisio e Vidal. Nonostante le voci sul numero 8 bianconero, i tre moschettieri rimarranno saldi nel motore juventino, sicuri titolari del prossimo anno di Conte.

Quello che verrà sarà l’anno della consacrazione di un autentico fenomeno come Pogba. A soli 20 anni il francese ha impressionato con la sua immensa classe, tanto da costringere Conte a varare un nuovo modulo che vedeva tutti in campo i centrocampisti centrali bianconeri. Esperimento che potrà essere ripetuto in alcune partite o in alcune fasi della prossima stagione.

Ricambi di lusso

Se i titolari sono le certezze di Conte, anche la panchina garantisce la giusta qualità nei ricambi. Soprattutto in zona centrale dove i vari Giaccherini e Padoin sono stimatissimi da Conte per la serietà e le performance. Converrebbe inoltre capirne di più sul ruolo e le possibilità di Marrone. Il ragazzo ha dimostrato estrema duttilità, con un inquadramento più vicino a un playmaker di difesa. In realtà Marrone nasce come quello che una volta era chiamato centromediano metodista: gran fisico, ottimo senso della posizione, buonissima tecnica. Uno che sa impostare l’azione, ma che non disdegna la lotta fisica.

Dove vai se l’ala non ce l’hai?

Il problema si pone sulle fasce. L’assenza di Pepe ha pesato non poco sull’economia di gioco e Conte si è dovuto affidare quasi unicamente a Lichtsteiner.

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Isla praticamente inusato e quelle poche volte ha combinato poco o nulla. Di lui ricordiamo il famigerato fallo di rigore di schiena contro il Milan. Acquistato per 9,5 milioni di euro per la sola metà del cartellino, la Juve dovrà trovare i giusti argomenti per non rimetterci. O Conte decide di investire sul cileno o è meglio lasciarlo partire. Magari in uno scambio che faccia comodo ai bianconeri.

Problema di permanenza che non si pone per Asamoah. Il ghanese è prezioso. Un po’ perché a sinistra ha giocato una grandissima prima parte di stagione, dove più volte è stato decisivo per la vittoria finale. Un po’ perché è un jolly che Conte può usare in più posizioni: esterno nel 3–5–2 o interno, all’occorrenza. Il calo di forma subito dopo Natale non dovrebbe più ripetersi se lo staff juventino riuscirà a capirne le cause.

Obiettivi e sogni

Per attuare il vecchio 4–2–4, ormai impossibile da applicare alla rosa attuale, servirebbero due esterni di gran lusso. Tanto per intenderci, servirebbero Robben e Ribery. O Nani e Di Maria. E senza guardare in casa d’altri, ripescando nella memoria bianconera, servirebbero due nuovi Nedved e Camoranesi che hanno fatto le fortune di Lippi e Capello.

Esterni abili tecnicamente, molto più propensi alla fase offensiva che a quella difensiva, con particolare enfasi sulle giocate solitarie. Le vecchie ali come non ne esistono più. In realtà, in Italia, solo Cerci si avvicina alle caratteristiche del giocatore che servirebbe a Conte, ma l’affare è complicato: problemi caratteriali, soprattutto una trattativa complessa con gli amici del Torino. La ricerca, inesorabile, prosegue, con Bale perfetto teoricamente, tranne che per la quotazione da capogiro che pende sul suo cartellino. Più abbordabile Nani, pallino di Conte.

Concludendo. La zona centrale del centrocampo è sistemata, servirebbe giusto capire quale sarà il sostituto di Pirlo dalla prossima stagione (sia che Andrea lasci la Juve o prosegua con i bianconeri). Sugli esterni Conte si aspetta il rientro di Pepe unito a un acquisto di valore sulla sinistra. Isla e Padoin rischiano la cessione (per scarsa fiducia il primo, per sovranumero il secondo). In ogni caso niente paura: la lacuna del centrocampista esterno, nel 4–3–3, sarà colmata con l’utilizzo di un attaccante. Ma questa è un’altra analisi.

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