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I tre dell’Ave Maria

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I tre dell’ave maria è un modo di dire che si usa solitamente quando si vuole indicare persone che son sempre insieme, ecco alla Juve ci son giusto tre giorcatori che per forza di cose si ritrovano sempre insieme, tre fino a ieri sera perché finalmente uno di essi è stato ceduto in prestito temporaneo.

Inizio a parlare proprio di lui, “El Malaka” Jorge Martinez, alla maggior parte dei tifosi bianconeri questo nome fa venire in mentesubito i 12 milioni di € spesi o “regalati” al Catania per il suo cartellino. Un acquisto che molti di noi han trovato inutile soprattutto a quel prezzo, l’uruguagio classe ’83 arrivava da tre buone stagioni nelle file degli etnei realizzando 22 reti in 86 presenze. Il 1 Luglio del 2010 parte ufficialmente la sua storia bianconera condita da 14 e 0 gol, bè che dire, al debutto a Bari si fa subito male, al rientro dopo un mese si procura una frattura al secondo metatarso del piede destro e sono altri tre mesi; da li a fine stagione poche presenze e di poco valore.

La stagione dopo passa in prestito al Cesena, anche li 13 presenze e nemmeno un gol, la squadra retrocede e il giocatore rientra alla base sapendo già di non rientrare nei piani di Mister Conte, dopo aver passato un’estate da separato in casa senza aver trovato una sistemazione finalmente nella serata di ieri arriva l’ufficialità del suo passaggio in prestito al Cluj in Romania.

Io, come credo molti altri, non mi sento di dare un voto all’esperienza bianconera di Jorge, sicuramente anche i problemi fisici hanno contribuito a questo flop ma sicuramente il prezzo che abbiamo pagato è stato molto alto e non riesco a capire cosa è stato visto in questo giocatore di cosi particolare.

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Passiamo a Reto Ziegler, a parer mio ottima riserva sulla fascia sinistra, ma mai considerato dal Mister, lo svizzero arriva a parametro zero dopo ottime annate alla Sampdoria, fa tutta la preparazione con la squadra per poi passare in prestito al Fenerbahce dopo disputerà un’ottima stagione e fare ritorno a Torino dopo non essere stato riscattato.

Anche quest’estate prende parte alla preparazione gioca degli spezzoni di partita nelle amichevoli sapendo di essere in vendita e non far parte del progetto, arrivati al 4 Settembre si pensa per lui ad un ritorno in Turchia visto che in molte nazioni il mercato è chiuso, proprio ieri ha rilasciato dichiarazioni dure nei confronti della società e del Mister, dicendo: “Sicuramente quest’anno giocherò con la maglia della Svizzera, durante gli allenamenti sentivo di meritarmi il posto ma lottavo contro un muro, era completamente inutile quello che facevo”. Sicuramente Reto troverà una sistemazione in questi ultimi giorni che gli permetterà di giocare.

 

 

Arriviamo all’ultimo dei tre, Vincenzone Iaquinta, anche per lui gli infortuni han pesato molto negli ultimi due anni passati ai margini della squadra; arrivato nell’estate del 2007 dall’Udinese per 11 milioni di € Vincenzo parte subito alla grande firmando una doppietta al debutto. Ad oggi vanta 86 presenze e 30 gol in bianconero e 7 presenze e un gol su rigore al debutto nella parentesi al Cesena dello scorso Gennaio.

Di lasciare la Juve e il suo alto ingaggio sembra non volerne sapere, si parla di numerose offerte rifiutate da parte del giocatore, arrivati a questo punto sapendo di non far parte del progetto e andando incontro ad una stagione da passare sul divano a guardare gli altri perché caro Vincenzo non accetti e non hai accettato niente di quello che ti è stato proposto?? Un calciatore dovrebbe aver voglia di giocare sempre e nelle società che credono in lui, che senso ha stare li da parte a prendere lo stipendio Juventino se non fai più parte del mondo Juventino??

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Vi racconto il primo giorno di allenamenti della Juve: le sorprese e le conferme!

Arriva il pullman, scendono tutti. Maglia bianca, a simboleggiare la reale purezza di un marchio che non potrà mai essere distrutto, né contaminato. Peggio, non può esserlo a forza di bugie e vaneggiamenti, ricatti e minacce, volgari allusioni e colpi di testa frutto di una incompetenza che ha sfiorato la pazzia di certi avversari.

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Scendono tutti: Chiellini e poi Buffon, Conte, quindi Marchisio e Bonucci, poi Del Piero.

La Juve comincia, comincia con tre biondi che dovrebbero rappresentare l’esempio più palese di cosa vuol dire correre in campo: Lichtsteiner che si nasconde dietro le cuffie alle orecchie, Ziegler e un Krasic quasi rabbioso e desideroso di cominciare già a correre.

Prime indicazioni sul campo, prime parole di Conte. Gli occhi di Conte contro gli occhi dei ragazzi: non accadeva dai tempi di Capello quando nessuno fiatava e nessuno, proprio nessuno, vagava con lo sguardo spento verso gli spalti. Nessuno in posa da foto, tutti rigidi, pronti a macinare sudore. E infatti si comincia già a correre. Ritmi blandi? Macché, si ha l’impressione che Conte spremerà all’inverosimile i suoi ragazzi.

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Gruppo omogeneo, nessun tipo di settorializzazione fra i giocatori: Amauri in mezzo a Del Piero e Quagliarella, Iaquinta fra Marchisio e Chiellini, poi Storari e Kirev e Buffon, quindi i nuovi mischiati ai vecchi.

A mio avviso ecco le sorprese e le conferme, sperando sia davvero un inizio nuovo e decisivo.

Fra le sorprese:

  1. Martinez è apparso clamorosamente in palla, schierato alto nel centrocampo e libero di andare all’1-contro-1, cioè la sua più grossa qualità espressa a Catania e che ne valsero i 12 milioni pagati da Marotta;
  2. Toni ha subito rispolverato il feeling con Pirlo e le fasce: si capisce perché Conte, prima di privarsene, vorrebbe capire come si comporrà l’attacco bianconero;
  3. l’autorevolezza di Sorensen in difesa e, per la prima volta, l’ho visto spingersi in attacco con una cattiveria che l’anno scorso non poteva avere. Sia chiaro: via in prestito, ma occhio alle sue prestazioni;
  4. l’ottima voglia di Pepe, unita a una forma già invidiabile: sgambate e cross, un paio di tiri e i movimenti che tanto piacciono a Conte. Troppe volte criticato ingiustamente, dalla panchina potrebbe essere un’arma importante nello scacchiere dell’ex-Capitano bianconero;
  5. un talento in porta come Kirev: parate su parate, questo gigante di 20 anni mi ha piacevolmente sorpreso. Non faccio fatica a dire che la Juve, per il futuro, può scegliere tranquillamente fra Pinsoglio, Costantino e questo Kirev.

Fra le conferme:

  1. Del Piero apre le marcature dell’anno: chi se non lui? La cosa che più impressiona è la sua voglia, la sua dedizione. Mai visto uno così, a quasi 37 anni è ancora uno dei più integri e dei più freschi. E la sua dimensione sul campo di gioco la noti tutta, come una di quelle leggende che sai che hanno qualcosa di più rispetto a tutti gli altri, qualcosa di magico, di supremo;
  2. le geometrie di Pirlo, alla faccia dei detrattori sol perché quella è la maglia della Juve! Andrea si è piazzato, qualunque fosse l’esercizio, al centro, a dettare le regole. Sarà vecchio, sarà logoro, sarà stato scaricato (e non è vero) dal Milan, ma le cose che fa Pirlo non le ho viste fare a nessun altro su questa Terra;
  3. la sensazione che Matri stia scaldando i motori. Un paio di tiri deboli, qualche ciccata. Struttura fisica imponente, qualche smorfia per dover smuovere i suoi chili, ma già buona agilità, nessun chilo di troppo. Al di là degli errori, Matri c’è sempre, là dove un attaccante dovrebbe stare. Sbaglierò, e sbaglio, ma quei maledetti movimenti incontro alla palla li ho visti fare a un solo attaccante del recente passato bianconero: David Trezeguet;
  4. il sorriso di Felipe Melo. Chi si aspettava un giocatore spento è rimasto deluso. Molto deluso. Scherzi coi compagni, serenità e poi, in quella partitella finale, la diga che serve a questa Juve accanto a Pirlo. Contrasti vinti, tanta fisicità, buona tecnica. Non è un regista, ma la Juve il regista ormai ce l’ha. Se solo riuscisse a placare il suo cervello…
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Santana a costo zero? Marotta prova a portarlo alla Juve

Sebbene il prospetto da me redatto pochi giorni fa era verosimile, cominciano a scricchiolare le prime cifre. Non già gli acquisti, assolutamente corretti, quanto le vendite.

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Pochi acquirenti (diciamo pure nessuno!) e poche entrate. A conferma di una gestione delle risorse pressoché fallimentare da parte di chi ha preceduto Andrea Agnelli e Marotta. Quest’ultimo è chiamato a una sorta di miracolo economico: vendere, svendere, insomma monetizzare.

Se l’IMG ha dato il via libera all’acquista di Aguero (a 35 in contanti si chiude), Marotta è costretto a prendere la calcolatrice e sudare freddo in attesa di una decisione critica. Perché l’acquisto, eventuale, del fuoriclasse argentino metterebbe le liquidità di cassa in ginocchio. Rimarrebbero pochi spiccioli e occorre vendere.

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Così l’alternativa è sempre la solita: prestiti o cartellini gratuiti. La prima formula ha portato buone pedine (leggi Quagliarella, Aquilani, Matri, fra gli altri), mentre la seconda formula ha permesso di reclutare Pirlo e Ziegler.

C’è un altro parametro zero su cui Marotta potrebbe mettere gli occhi: Mario Alberto Santana, un esterno che farebbe comodo nello scacchiere di Conte. Certo, Santana rappresenta una seconda scelta. In attesa dell’esterno sinistro titolare (a Vucinic credo poco per il fatto che la Roma non intende mettere sotto contratto i nostri scarti, leggi Iaquinta/Amauri/Martinez) Santana completerebbe la panchina con Simone Pepe.

Allo stato attuale, infatti, Antonio Conte può contare su Pepe e su Krasic. Martinez è appeso a un autentico filo, vista la stagione più che deludente. Ma non può partire per pochi euro e generare una pericolosa minusvalenza.

Così potrebbe alla fine arrivare il quarto acquisto a costo zero. Solo e soltanto… per arrivare ai famosi giocatori di qualità.

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Calciomercato Juventus: quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Mai sentiti così tanti numeri in vita mia. Ma saranno giusti? Somme e sottrazioni sono corrette?

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La Juventus ha varato l’aumento di capitale, ossigeno puro per le casse e per una situazione complessiva deprimente.

La Vecchia Dirigenza ha sperperato un patrimonio costituito da soldi e parco giocatori. L’attuale dirigenza deve invece riparare vecchi danni, non crearli e addirittura migliorare la struttura dell’intera rosa con un mercato oculato e preciso. Di qualità, come amano dire opinionisti e Marotta.

Ma quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Demenza pura i 190 milioni di euro millantati e scritti in prima pagina da Tuttosport. A proposito: Andrea Agnelli ha concesso un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport! Chi ha orecchie per intendere… intenda! E non ha certo risparmiato colpi bassi, il Nostro Presidente.

Incredibile pensare che Marotta possa firmare assegni per 120 milioni di euro: è un oltraggio all’intelligenza del tifoso. Così proponiamo, a  scopo puramente estetico, a mo’ di esercizio di economia casalinga, il seguente prospetto. Suggerimenti e correzioni sono ben accette!

Operazioni d’acquisto completate.

La Juventus ha recentemente riscattato 4 giocatori:

  1. Alessandro Matri per 15,5 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella per 10,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe per 7,4 milioni di euro;
  4. Marco Motta per 3,5 milioni di euro.

Sebbene il totale della spesa sia di 37 milioni di euro, in realtà la Juve pagherà solo la prima delle tre rate. Tale rata, per l’anno 2011, sarà di euro 12,6 milioni di euro (5,2 per Matri, 3,7 per Quagliarella, 2,5 per Pepe, 1,2 per Motta).

Quindi a oggi la prima spesa ammonta a 12,6 milioni di euro. Il primo dato è tratto. Ora passiamo alla successiva spesa.

Operazioni d’acquisto da completare.

Diamo per fatti gli acquisti di Bastos e Lichtsteiner. Lo svizzero della Lazio verrà pagato intorno ai 10 milioni di euro, mentre Michel Bastos verrà chiuso a 13 milioni di euro.

Ipotizziamo un pagamento netto in un’unica rata (in realtà così non sarà) e scriviamo quindi ben 23 milioni di euro come spesa preventivabile nella prossima settimana di affari.

Secondo dato: 23 milioni di euro. Ora entriamo nel campo delle ipotesi.

Ipotesi di acquisto.

Alla Juve serve un top player (tipo Aguero o Giuseppe Rossi) e perciò si è deciso di stanziare una cifra non superiore ai 35 milioni di euro per avviare e chiudere una simile trattativa.

Per quanto concerne il mediano da affiancare a Pirlo, Marotta sta cercando di convincere Lass Diarra. In alternativa resta la pista Inler o una new entry tipo Fernando del Porto o Vidal dalla Germania. Per il mediano la spesa prevista è di 15 milioni di euro, non un centesimo di più.

Per i 2 giocatori che andranno, più di tutti, a rinforzare la Juve si prevede perciò una spesa massima di 50 milioni di euro. Ed ecco il terzo dato.

Passiamo dunque alle probabili cessioni, operazioni necessarie per sfoltire la rosa, continuare il processo di pulizia dello spogliatoio bianconero, e per rimpinguare le liquidità a disposizione della società. Ancora, dobbiamo muoverci lungo le ipotesi di mercato.

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Cessioni probabili.

A centrocampo i sicuri partenti sono Sissoko e Felipe Melo. Il maliano sembra avere perso ogni stimolo a vestire la maglia bianconera e negli ultimi due anni è stato massacrato da infortuni. Il brasiliano non gode della fiducia di Conte. La Juve spera di incamerare 12 milioni di euro per Melo e 6/8 milioni di euro per Sissoko.

Il nome da vendere è poi Martinez. La richiesta non potrà essere superiore ai 6 milioni di euro.

In difesa si dovrebbero risparmiare gli ingaggi di Grygera e Grosso. Probabilmente riuscendo a intascare qualcosa come 2 milioni di euro.

Per l’attacco si punta a fare cassa con Iaquinta (valutazione intorno agli 8 milioni di euro) e Amauri (valutazione intorno ai 6/8 milioni di euro). Senza contare poi gli onerosi ingaggi dei due.

Resta il dubbio del secondo portiere. Storari potrebbe essere ceduto per una cifra vicina ai 4 milioni di euro e Manninger essere promosso a vice Buffon.

In totale quindi la Juve potrebbe intascare 43/48 milioni di euro. Ma è forse mezza follia, perché la non esaltante stagione dei protagonisti qui elencati ha di fatto creato un vuoto di compratori. Ma proviamo a ragionare positivamente.

A questi soldi vanno aggiunti, da subito, i 3 milioni di euro derivanti dalla compartecipazione di Giovinco col Parma. Quindi saliamo a 46 milioni di euro, al minimo (o al massimo?).

Bilancio

Stiliamo un bilancio, dunque.

Gli acquisti potenziali costringerebbero a sborsare 86 milioni di euro (12,3 per prima rata dei riscatti, 23 per terzino ed esterno sinistro, 50 per il top player e il mediano).

I proventi dalle cessioni sarebbero in totale 46 milioni di euro.

Al netto occorrerebbero 86-46 = 40 milioni di euro!

L’aumento di capitale ha stimato in 120 milioni di euro la somma a disposizione della Juve, ma non tutti i soldi serviranno per il mercato.

Innanzitutto occorre sottolineare come 70 milioni di euro saranno subito prestati dalla Exor, ma tali soldi devono essere restituiti entro il 31 dicembre 2011 con gli interessi (tasso al 2,8%, in totale ammonteranno a poco meno di 2 milioni di euro). Di questi soldi 30 servono subito per ripianare i debiti contratti nel precedente esercizio (chiuso il 31 marzo 2011). Ne restano dunque 40!!! Acquisti e cessioni in questo modo si pareggiano.

Ma non è ancora così semplice. Faccio ancora notare come questo sia un puro esercizio algebrico, probabile, ma scarsamente vero. Vi è da considerare infatti l’esborso per i contratti  (a fronte, in realtà, dei risparmi per chi se ne andrà) e il fatto che l’aumento di capitale riguarda un arco di 5 anni (tanto vale il piano industriale).

Ora il punto è che la Juve non deve per forza dividere i 120 milioni di euro in 5 anni, ma può liberamente usarli quando ritiene utile farlo.

A mio parere converrebbe tentare di attuare il piano pocanzi stilato. E incrementare le liquidità con gli introiti dello nuovo stadio, con la prossima partecipazione alla Champions League e con la ricerca di un nuovo sponsor.

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I 5 flop del calciomercato della Juventus negli ultimi 5 anni

I tifosi juventini sono giustamente arrabbiati. E vorrebbero che Andrea Agnelli spendesse e spendesse. Ancora soldi, tanti soldi, tantissimi soldi. Il problema principale è che la proprietà ha effettivamente speso tanto, ma male. Molto male.

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In attesa dei colpi, promessi, di Marotta, vediamo quali sono i grandi flop della vecchia dirigenza bianconera, in ordine sparso:

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  1. Jorge Andrade. Alzi la mano chi si ricorda questo gigante portoghese. Fu pagato 9,750 milioni di euro. E fu comprato già rotto. Nel senso che fu acquistato tipo un vaso crepato. Sono bastate tre, solo tre partite perché si rompesse definitivamente, un’altra volta, per mandare in fumo quasi una stagione. La Juve ci mise un po’ a carburare perché trovò in Legrottaglie un’ancora di salvezza clamorosa, dopo la bocciatura mortifera di Criscito da parte del genio Ranieri;
  2. Amauri. A Palermo Secco mandò Nocerino, oggi nel giro della Nazionale e primo cambio di Prandelli a centrocampo, più un assegno. In totale furono 22,5 i milioni di euro spesi. E sì che nei primi tre mesi Amauri portò a Torino una valanga di punti. Reti singole e pesantissime. Poi il nulla. Si è spesa completamente la luce e Amauri non si è più ripreso. Di lui si ricordano ben 362 giorni a digiuno di gol e prestazioni da capogiro… per gli avversari. Sbolognato a Parma dove ha trovato l’ambiente ideale, tranquillo e sereno. Avrà pure grandi colpi, ma la maglia bianconera è tutt’altra cosa. Ora Marotta farà tanta fatica a piazzarlo da qualche parte a causa di un mostruoso ingaggio da oltre 3 milioni di euro;
  3. Christian Poulsen. Si fece un gran parlare di Xabi Alonso e, indiscrezioni dal futuro, lo si era preso per davvero. Dal Liverpool per una cifra vicina ai 18 milioni di euro. Il regista che la Juve cercava da tantissimo tempo da Deschamps. Il regista che la Juve ha sicuramente trovato in Andrea Pirlo. Poi Ranieri ebbe il colpo di genio: “Questo è più forte di Sissoko!” urlava in conferenza stampa. Fu pagato 9,8 milioni di euro. Marotta è riuscito nell’incredibile impresa di spedirlo a Liverpool nonostante i 3,2 milioni di euro di ingaggio. Forse da quel giorno Sissoko lo ha eletto a modello e… ecco i risultati, accidenti a Ranieri;
  4. Tiago. Insieme ad Almiron doveva costituire la diga di centrocampo della Juve che partecipava al Secondo Torneo Aziendale organizzato da Moratti & Soci. Da Lione con furore, pagato 13 milioni di euro, alla prima partita di campionato Tiago fu spedito in panchina. Solo 15 minuti per lui, con Ranieri che, illuminato da qualche fulmine, intuì l’importanza di Cristiano Zanetti. Tiago fu bruciato quindi subito e da allora fu una costante palla al piede per tutti gli allenatori. Marotta ora dovrà decidere: regalare o… regalare il suo cartellino all’Atletico Madrid?
  5. Jorge Martinez. Acquistato per far decollare la formazione di Del Neri, è riuscito a far cadere l’aeroplano con tutti i passeggeri a bordo. Marotta prese, appena 12 mesi fa, una topica clamorosa: 12 milioni per il Catania. Poche presenze, nessun gol e una media voto che non scrivo per rispetto della persona. A oggi non si capisce ancora quale potrebbe essere il suo futuro: ancora a Catania, prestato o svenduto per pochi milioni di euro?

Ho dimeticato qualcuno? Certo che sì. Diego e Molinaro, Marco Motta e ancora molti altri.

Nella prossima puntata tratterò il tema “Le 5 più clamorose svendite della Juventus negli ultimi 5 anni“.

Stay tuned!

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Juventus: c’è una squadra intera da vendere

Eccola qua: Storari; Grygera, Salihamidzic, Motta, Grosso, Martinez, Tiago, Sissoko, Felipe Melo, Amauri, Iaquinta. E’ una vera e propria formazione, ma è un po’ particolare. Sono infatti gli uomini in uscita da Torino e che Marotta deve vendere al meglio.

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Cominciamo dal portiere: dovrebbe rimanere, per tenere le spalle coperte a Gigi Buffon all’ultima chiamata. Oppure Storari può essere girato in Italia o Spagna (Atletico Madrid?) per abbassare il prezzo di qualche cartellino (Lichtsteiner o Aguero).

Grosso è ormai diretto a Dubai per bocca del suo procuratore. Mentre Motta dovrebbe accasarsi in Spagna dove l’esterno ha mercato, a meno che qualche italiana non decida di puntare su di lui. Terza ipotesi: la Juve se lo tiene e Conte proverà a rianimarlo, anche se per lui è prontissima una lunga militanza in panchina, dietro gerarchicamente a Lichtsteiner. Grygera è invece a un passo dalla Turchia. Brazzo è a fine carriera.

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Il capitolo centrocampo è quello più spinoso. Aquilani non verrà riscattato. Martinez, costoso acquisto, verrà girato da qualche parte in ottica scambio o in ottica di recupero crediti. La sua valutazione è evidentemente inferiore ai 12 milioni pagati al Catania. Sissoko e Felipe Melo possono dare ossigeno alle casse bianconere: 8 milioni per il maliano rischiesto in Francia, 12/14 milioni per il brasiliano che starebbe pensando di tornare in Spagna (Atletico Madrid?). Sempre all’Atletico è destinato a rimanere Tiago.

Amauri e Iaquinta hanno floppato in casacca bianconera. Ingaggi pesanti, valutazioni ammissibili per le varie pretendenti (già, quali?).

Vedremo. Di certo non si può acquistare senza aver già piazzato questi nomi.

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Juve: chi sarà ceduto?

Si attendono giustamente i colpi di Marotta, ma non bisogna dimenticare che la Juve deve prima, e forse soprattutto, vendere. Il che non è semplicissimo. Vediamo caso per caso quali grane deve risolvere Beppe Marotta.

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Partiamo dai portieri. Marco Storari ha giocato un campionato eccezionale: sminuirne il valore ha senso solo per chi ama il gusto di dare contro alla Juve, e lascia il tempo che trova. Gigi Buffon è ancora, teoricamente, il numero 1 al mondo fra i numeri 1. Sembrerebbe un reparto più che completo, ma ci sono problemi. Storari vuole giustamente giocare, anche perché sono gli ultimi anni di carriera. Su Buffon esistono, inutile nasconderlo, diversi dubbi sulla sua tenuta fisica e sulle sue reali motivazioni di voler ancora faticare in campo. Entrambi avrebbero mercato e la Juve dovrà decidere in fretta cosa fare. Antonio Conte pare abbia parlato con Buffon sentenziando che il portierone potrà ancora dare tanto alla Juve. Mi fido, quindi resta da piazzare Storari, se non accetterà il ruolo da comprimario. La sua partenza sarà legata presumibilmente a un acquisto di profilo basso.

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Difensori. Grygera e Motta e Grosso sono in partenza. Il primo non ha mai convinto e, anzi, è stato oggetto di durissime critiche. Pensare che l’abbiano tenuto rinunciando ai vari Balzaretti e Criscito… Il secondo verrà riscattato, ma Marotta lo utilizzerà in qualche scambio o lo venderà. A Grosso non verrà rinnovato il contratto e sarà libero di accasarsi dove meglio crede. Traoré tornerà all’Arsenal per fine prestito, mentre su Sorensen il dibattito è apertissimo: quarto centrale, dietro Chiellini-Bonucci-Barzagli, o in prestito a farsi le ossa? La situazione dei tre centrali invece appare chiara: impossibile (o quasi) rinunciare a Giorgione, Barzagli ha convinto e può tornare utilissimo, mentre su Bonucci, dovesse arrivare qualche succosa offerta dall’estero…

Centrocampo. Se Conte non metterà il veto, Sissoko sarà certamente ceduto. Il maliano ha mercato in Spagna e in Francia e bisognerà giocarsi bene questo cartellino. Felipe Melo rischia grossissimo: Conte non lo vede e l’arrivo eventuale di Inler significherebbe proprio la rinuncia al brasiliano. Costato 25 milioni di euro, oggi la Juve non potrà accaparrarsi più di 16 milioni. Anche lui potrà essere importante in qualche scambio di livello (Real? Liverpool? Arsenal?). Occhio anche a Pazienza, il cui eventuale ingaggio a me è incomprensibile: finirà come Marco Motta? Martinez è in uscita, ma chi su di lui?

Attacco. Iaquinta e Amauri hanno rappresentato il flop della scorsa dirigenza. Il primo condizionato dagli infortuni, il secondo condizionato da una incapacità di sopportare le pressioni. Entrambi sono però ostaggi di onerosi ingaggi, che ne precludono alcune trattative. Staremo a vedere. Per il resto il quartetto Del Piero-Matri-Quagliarella-Toni pare confermato, a meno che…

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Il mercato della Juve: dove sono i campioni?

Bene i primi acquisti, ma la Juve è sempre stata fatta da campioni. Campioni autentici, di livello mondiale. Dove sono? Che intenzioni hanno Marotta e Andrea Agnelli?

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Sono le paure dei tifosi bianconeri alla luce delle recenti e scottanti delusioni sul campo e delle belle parole spese dagli attuali dirigenti ai microfoni. Come in molte cose, la verità sta esattamente in mezzo. Marotta, in particolare, ha promesso acquisti di livello mondiale, a più riprese e pareva piuttosto serio. Non mantenere queste promesse lo metterebbe in una posizione difficile agli occhi dei tifosi. Confido perciò nella serietà del mio Direttore Generale.

Fiducia sì, ma cautela e tanti fatti. Pirlo e Reto Ziegler sono affari ormai fatti. Nel momento in cui scrivo Pirlo ha finito di sostenere le visite mediche a Torino e domani a pranzo [n.d.a. oggi] verrà presentato alla stampa, mentre lo svizzero sosterrà le visite mediche fra la giornata di mercoledì [n.d.a oggi] e giovedì, in relazione ai suoi impegni.

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Due affari a costo zero, ma di buona efficacia. Personalmente ritengo Pirlo un ottimo acquisto, e lo stesso dicasi di Reto Ziegler, un fluidificante di grande forza fisica e buona tecnica che può tornare comodissimo ad Antonio Conte. Col suo arrivo la fascia sinistra può dirsi completa, stante la conferma di Paolo De Ceglie.

Ma ora servono i fatti. Cioè quei campioni promessi. Principalmente uno in attacco – e specificatamente uno fra Aguero, Tevez e Benzema – e uno sulla fascia sinistra – da Nani a Ribery, da Walcott a Lennon – senza dimenticare le trattative legate a Bastos, al riscatto di Aquilani, all’acquisto di Montolivo.

Infine, e questo è il passo principale per migliorare la rosa da consegnare a Conte, bisogna vendere. Vendere bene, cedendo i cadaveri che hanno troppo spesso condizionato le recenti stagioni bianconere con le loro mortificanti prestazioni. Mi riferisco ai vari Grygera e Grosso, Motta e Martinez, Iaquinta e Amauri. Basta, basta con questa gente. Sotto con i fuoriclasse.

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E il mercato di qualità della Juve? Quali sono i nomi?

Ancora tre partite, poi scatenate l’inferno. Le redazioni dei quotidiani sportivi italiani sembrano orientati verso questa strategia. Ancora tre partite di campionato poi ogni singolo articolo sarà dedicato al calciomercato.

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Da tifoso juventino mi preoccupo ovviamente della mia squadra, forte, o spaventato, a seconda del giudizio o del pregiudizio, di una promessa di Marotta: “Il mercato della Juve sarà di qualità”. Il che tradotto porta a grossi nomi, o a nomi di campioni o campioncini.

Da molti giorni esistono una vasta letteratura in merito, ma tutti i nomi sembrano più buttati a mo’ di esempio piuttosto che trattative vere. Questo mi fa ben sperare. Come di Moggi non si conoscevano né si potevano anticipare le mosse, così come su Marotta si sta farneticando e fantasticando. Speriamo solo che i risultati siano parzialmente simili.

Le necessità sono sotto gli occhi di tutti. Le cifre sono sempre opinabili.

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Un paio di nomi mi sembrano già alquanto veritieri: da Beck (6 milioni per un capitano e un ragazzo interessante di 23 anni mi sembrano congrui) a Bastos (si attende davvero il suo essere comunitario o si sta ancora trattando sul prezzo, ammesso che sia l’obiettivo numero 1 di Marotta), da Pirlo a Giuseppe Rossi.

Ecco i nomi più succosi. Il regista del Milan finito in panchina per problemi fisici e una strana idea di Allegri sarebbe una pedina preziosissima per Del Neri, in un classico 4-4-2 o in un 4-2-3-1 o in un 4-3-3 in stile Nazionale. La qualità di Pirlo non si discute e secondo me potrebbe essere un affarone: zero euro per il cartellino, lauto ingaggio per uno che ha già dimostrato parecchie cosette. Inoltre al suo fianco Aquilani potrebbe finalmente maturare. Con Marchisio e Felipe Melo la Juve, infine, non avrebbe certo problemi in quel reparto.

A Firenze si continua a parlare di Montolivo. O rinnova a breve o ha già trovato la destinazione. Anche lui sarebbe un’ottima scelta e un ottimo acquisto, ma a questo punto si metterebbe in discussione la permanenza di Aquilani. Sul gioiellino ex-Liverpool nessun dubbio sull’integrità fisica e le qualità tecniche: resta il problema di trattare con un Liverpool rinvigorito dopo l’esonero dell’ex-tecnico dell’Atalanta di Milano. Per Montolivo occorrono un bel po’ di milioni di euro, circa 15, parte dei quali ammortizzabili col cartellino di Martinez (in comproprietà, come suggeriscono da Firenze, o per intero, valutato molto meno dei 12 milioni spesi da Marotta a luglio).

E Giuseppe Rossi? A questo nome già credo poco. Ci spero, ma ci credo poco. La Juve venderà sicuramente, o scambierà, Iaquinta e Amauri. Toni potrebbe far comodo seduto in panchina (ma la sua permanenza in bianconero verrà vagliata a giugno), Del Piero rinnoverà, Quagliarella e Matri verranno riscattati. Cinque uomini in attacco per la nuova Juve? Troppi, perciò mi pongo il seguente quesito: siamo sicuri sul fatto che Quagliarella e Matri verranno entrambi riscattati? Servono a tal proposito 10 milioni per il napoletano e 15,5 in tre rate in tre anni per l’ex-Cagliari.

Inutile, infine, parlare di Benzema (servono tanti soldi, a meno di qualche miracolo di Marotta e una rinuncia a uno degli attaccanti di cui sopra) o di Tevez (ingaggio spaventoso), del Kun Aguero (non bastano 20 milioni di euro) o di Pastore.

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Cesena-Juventus 2-2 Piccole riflessioni a caldo

Che il risultato sia deludente è un fatto ovvio. Che il gruppo abbia cominciato a rispondere è confortante. Che tali risposte arrivino sempre dai soliti uomini è ancora più confortante.

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Purtroppo non c’è partita che possa offuscare la mia idea di Juve e le mie speranze sulla gestione Agnelli. Non si può rivoltare una società come un calzino in appena 2 mesi (cioè quelli trascorsi dall’insediamento di Andrea Agnelli a fine agosto, giorno di chiusura del calciomercato e inizio attività agonistica). E’ stato fatto tanto, e non è stato mantenuto come critico il fattore qualità, piuttosto è iniziata una sorta di pulizia interna. Pulizia interna che è soltanto intuibile dall’esterno. Lo stesso Blanc è stato di molto ridimensionato, nonostante assuma un peso ancora notevole nel gruppo dirigenziale. Ma è solo questione di giorni, forse solo di 2 mesetti. Come è stata fatta pulizia all’interno della rosa.

Vale il discorso di Marotta: interverremo sulla qualità nel prossimo calciomercato. Ciò non significa che la Juve d’un tratto torni quella del 2005/2006, ma credo dovrebbe avvicinarsi a quella che fu consegnata a Marcello Lippi nel 1994. Bestemmia se si pensa a quali nomi componevano quella rosa e a quali nomi oggi possiamo leggere in questa Juve. Ma si dovrà passare per queste fasi se si vuole davvero ricostruire un ambiente forte e duraturo nel tempo.

Anche la partita di Cesena, al netto di un risultato comunque deludente, ha mostrato dove la Juve deve intervenire nella prossima sessione di campagna acquisti.

Intanto un plauso va levato nei confronti di Alessandro Del Piero. Si è detto e scritto tanto, come al solito con quella vena velenosa che è propria di noi italiani. Malignamente qualcuno lo vuole pensionato, qualcuno sbattuto in cantina, qualcun altro chissà dove, e invece il Capitano continua imperterrito nella sua opera: distribuisce calcio, nonostante l’età e il periodo nero di tutto il gruppo juventino. E’ ancora uno dei migliori, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista. Assist e un palo clamoroso, tanta corsa e tanta passione, rabbia agonistica, perfino un accenno di allenatore al momento della sostituzione. E’ quello che incarna, forse l’ultimo baluardo in tal senso, i valori di una Juve che non c’è più e che, se non si resta tutti uniti, mai più ci sarà. E’ quello che più di tutti sa cosa significa Juventus epperò molti gli vanno ancora contro. Perfino chi quella bandiera dice di amarla, chi intona cori proJuve salvo poi sputare fango perché come un bambino odioso vorrebbe vincere senza fare i conti con una realtà che più chiara di così non si potrebbe avere.

E’ una Juve in ginocchio, certo, ma a cosa vale fischiare e imprecare, sbattere i pugni sul tavolo, se i risultati non dipendono da quanto casino fai? Piuttosto c’è da chiedere a molta gente perché un tale atteggiamento non è stato tenuto circa il Processo di Napoli e prima ancora a quando i vari signori del calcio buttavano in Serie B la società più forte e prestigiosa d’Italia, una delle prime al mondo nella storia del calcio. Questo proprio non lo capisco.

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E veniamo ai temi caldi.

Posto che la prova di Del Piero è inappellabile (mancherebbe solo il gol, non proprio un dettaglio), va sottolineato che l’acquisto voluto da Marotta sta dando i suoi frutti. Si chiama Alessandro Matri e ieri sera ha firmato la sua quinta rete in bianconero. Più tutta una serie di prestazioni che fanno ben sperare per il futuro. Fa gioco e corre, difende e attacca. Si è inserito benissimo nell’ambiente bianconero e pare dimostrare la personalità giusta per reggere il confronto con chi quella maglia l’ha indossata con onore. Più di quello che finora ha fatto proprio non si poteva chiedere. E con uno come Del Piero a fianco rende ovviamente di più rispetto a un Toni o uno Iaquinta impresentabile.

Ed ecco i cadaveri che Del Neri si ritrova in rosa, i flop che determinano negativamente le partite. Da Marco Motta a Martinez: rigioca la sfida senza questi due e otterrai un risultato differente dal pareggio. I due acquisti più negativi, imputabili a Del Neri e Marotta. Peccato: ci avevamo creduto, ma come Oliseh e Paramatti, Fresi e Henry (almeno quello che è stato fatto giocare terzino da Ancelotti nella sua esperienza bianconera), Kovacevic e tanti altri, verranno ceduti in fretta, con disonore e un sospiro di sollievo. Ai due menzionati vanno aggiunti Iaquinta (entrato perché doveva combinare molto di più e perché doveva offrire una freschezza che il povero Matri non aveva più dopo tanto sbattersi per 75 minuti) e Grygera (io mi sarei affidato ancora a Sorensen, ben più attento dei due terzini destri). Detto questo ho una domanda: i cambi esistono perché sono necessari lungo i 90 minuti. Del Piero non li poteva tenere, per di più con un uomo in meno già dal primo tempo. Così come Matri non poteva reggerli a quel ritmo. Così come era necessario sostituire un centrocampista e Krasic appariva come il più indicato fra i quattro ieri sera in campo. Se in panchina ti ritrovi cadaveri… cosa può inventarsi un allenatore che deve rinunciare a Quagliarella, Felipe Melo, Sissoko e un terzino degno di tale nome?

Chiellini e Bonucci hanno perso serenità e sono poco attenti, troppo frettolosi nelle giocate. Condizione esattamente opposta a quella ammirata durante la prima parte di stagione, dove, al netto dei gol presi, la retroguardia aveva trovato certi equilibri poi scomparsi col rientro di Buffon. Il portierone bianconero ieri ha firmato una prestazione eccezionale, come non succedeva da molto tempo. Riuscirà a mentenere questi ritmi? Già perché il suo uscire-di-testa dopo aver beccato il pareggio è roba che con Capello o Lippi in panchina… Che decida in fretta da che parte stare: o con una Juve che non è lontanamente paragonabile a quella in cui lui è nato e cresciuto, oppure con una Juve in costruzione dove c’è bisogno di ottimismo, serenità e tanta tanta lucidità.

In mezzo al campo criticare Marchisio e Aquilani e Pepe è un delitto. Soprattutto l’esterno tanto bistrattato ha giocato bene sulla sinistra, offrendo lo spazio per i traversoni e l’uno-contro-uno necessario per scardinare le difese avversarie. Krasic a destra necessita di un riposo a questo punto fisiologico. Inutile insistere: meglio averlo al massimo per le ultime partite, che a metà servizio per tutte le sfide che ancora mancano. Almeno questo è il mio parere.

Per il futuro converrà monitorare tanti giovani che si stanno mettendo in luce in varie parti d’Italia. Ieri per esempio mi è capitato di vedere Pasquato nel Modena: quando Del Neri si sbilanciò nel precampionato aveva visto giusto. Servirebbe un po’ di coraggio, ma credo di capire che in Italia manchi, e sia addirittura controproducente se poi non riesci a vincere lo scudetto.

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