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Tag: materazzi

“Preferisco la puttana di tua sorella”. A Gazza offside, Materazzi, un commentatore di stile

Si legge su Pubblicità Italia:

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Parte lunedì 17 settembre, in diretta alle 9:45, la seconda stagione di ‘Gazza Offside’, la trasmissione settimanale di commenti sul campionato di calcio in onda su Gazzetta.it. La novità di quest’anno è la presenza, in veste di commentatore, di Marco Materazzi. Il campione di Germania 2006, che in conferenza stampa ha dichiarato subito il suo schieramento interista, farà le su incursioni a fianco di Alberto Cerruti e Nino Morici.

Se Materazzi farà incursioni, staremo attenti, perché le sue incursioni le abbiamo imparate a conoscere tutti.

Se la Gazzetta dello Sport ha voluto scegliere un commentatore che rappresentasse a dovere la propria linea editoriale, c’è da dire che non ha proprio sbagliato a scegliere Marco Materazzi, Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana per “meriti sportivi”.

Ma quali meriti sportivi? Per averci fatto vincere il Campionato del mondo del 2006 causando l’espulsione di Zidane. Zinedine lo colpì violentemente con una testata al petto in reazione alla famosa frase “Preferisco quella puttana di tua sorella” (fonte La Repubblica). Frase in risposta alla domanda di Zinedine, continuamente trattenuto, che gli chiedeva se volesse la sua maglietta. Talvolta anche i Presidenti della Repubblica regalano onorificenze basandosi sull’apparenza senza informarsi sui particolari.

Un bell’esempio di merito sportivo.

Materazzi commenterà, ma già ha fatto capire come commenterà.  Si leggono su Goal.com le sue prime “sparate” in occasione della presentazione del programma:

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Io non sono mai stato spiato e penso che il fatto che Bobo lo sia stato abbia poco a che fare con il rettangolo di gioco. Non è che l’Inter faceva male alle altre squadre. Se ha fatto del male a Bobo capisco che lui voglia procedere per vie legali, ma non confondiamo questo con il parlare con gli arbitri della domenica o con gli organi competenti. Magari non saranno cose carine o lecite, quelle fatte dall’Inter, però non abbiamo fatto danni a nessuno se non a noi stessi.

Ammiro la sincerità di Zeman, non vorrei essere nei suoi panni quando andrà a Torino… Però per raggiungere  Mourinho deve vincere tutto e ad oggi non l’ha fatto. Io glielo auguro.

Sento di frequente Mourinho, so che è felice a Madrid e ha una squadra fortissima. Mou è innamoratissimo dell’Inter. Chissà, magari un giorno torneremo a lavorare insieme.

Noi che abbiamo deciso di non comprare la Gazzetta, dovremmo evitare di vedere anche Gazza offside. Ma forse avremo il dovere di vigilare.

Io Materazzi l’ho visto a Perugia picchiare violentemente e impunemente gli avversari. Ha proseguito nell’Inter, squadra adatta ai suoi atteggiamenti. Poi con Zidane ci ha fatto capire che oltre che picchiare, provoca.  Signorilmente.

Noi non cadremo nelle provocazioni verbali. Ma vigileremo.

Noi ti conosciamo Materazzi.

Rileggiti Risposta a Marco Materazzi di @IoJuventino del 23-05-2010.

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Rassegna(ta) stampa sportiva del 20 luglio 2011

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Un po’ per ridere… un po’ per riflettere:

  • Inter, Materazzi: “Grazie a Mou e Moratti” – dello stipendio, della panchina, della pensione anticipata, ovviamente!
  • City, Balotelli: “Tevez? Sarò io il leader della squadra” - fossi tifoso del ManCity… sarei preoccupatissimo!
  • Juventus, sprint per Kjaer – attenzione agli scatti, l’infortunio è dietro l’angolo!
  • Inter, Alvarez: “Banega è fortissimo” – ma questo ragazzo l’hanno acquistato come centrocampista o come direttore tecnico?
  • Pallavicino: “Montolivo ha il diritto di non rinnovare” – si parla sempre di diritti, mai di doveri, è un po’ strano!
  • Sampdoria, cercasi numero 10: si pensa a Brienza o a Gasbarroni – così da essere ceduto già a gennaio!
  • Sportitalia – Offerto il 40% di Paulinho alla Roma – più il 5% di Pippo Baudo, i 3/4 di Collovati e i 5/8 di Rete4!!!
  • Palermo, Sogliano: “Molto impegnati sul mercato in uscita” – non credo che a Palermo siano molto contenti!
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5 maggio 2002: godo ancora oggi!

Mai una squadra aveva potuto contare su così tanto supporto. Trasferta a Roma contro una Lazio sfiduciata dai propri tifosi e completamente svuotata di obiettivi. Di più: i tifosi biancocelesti decisero di tifare Inter quel giorno e l’Olimpico sembrava San Siro.

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Moratti e Cuper giunsero a quel pomeriggio con 2 punti di vantaggio sulla Roma e 1 punto di vantaggio sulla Juve. Esisteva solo una remota possibilità per perdere lo scudetto: giocare da Inter. E così fu!

La Juve di Marcello Lippi, alla sue seconda avventura in bianconero, parte fortissimo in quel di Udine: gol di Trezeguet e gol di Del Piero. Poi tutti alla radiolina a seguire la partita di Roma. La Roma avanza anche lei: vince, ma a quel punto i sogni tricolore sono annientati dalla doppietta della Juve. E a Roma che succede?

Succede che l’Inter di Vieri e Ronaldo al minuto 12 è già in vantaggio. Clamoroso errore di Peruzzi, già ex bianconero ed ex nerazzurro, e grande regalo a Bobo Vieri. Uno a zero per la squadra di Cuper e tutto sembra risolto. Già, sembra!

Perché quell’accozzaglia di figurine riesce nell’impresa di dar vita a Karel Poborsky, venuto a Roma per far rivivere i fasti di Nedved e riuscito solo a farsi odiare al punto tale che quando questi pareggia al minuto 19 tutto lo stadio gli grida contro frasi irripetibili. Pazienza. 1-1 e per quanto mi riguarda la partita finisce qui. Perché una vera corazzata quella partita non poteva né perderla né pareggiarla, perché una Lazio in quelle condizioni, in uno stadio in quelle condizioni, doveva essere distrutta dimostrando una forza fino a quel punto mai veramente espressa, tranne nei soliti spunti dei singoli. L’Inter si scioglie.

E sì che la Lazio decide di regalare un altro gol: stavolta è Di Biagio a metterci la testa in un nuovo calcio d’angolo dubbio e la squadra nerazzurra è di nuovo avanti. Riscoppia la festa nelle tribune. Ma è un fuoco di paglia. Zero personalità e zero coraggio. Vincere non è semplice.

Apoteosi sul finale del primo tempo: uno dei terzini più graziosi della storia del calcio dà un’altra pompata di ossigeno a Poborsky. E’ doppietta ed è 2-2. La Lazio riagguanta il match e a 45 minuti dal termine del campionato la Roma è terza a pari punti e la Juve è prima. L’Inter è seconda a pari punti con la Roma. Ma non è finita.

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Sono sempre stato curioso di capire cosa Cuper ha detto ai suoi negli spogliatoi. Ma in fondo, chissenefrega. Quello che va in scena nel secondo tempo è la storia di Moratti figlio: ridicola.

Toldo non riesce a opporsi a Simeone che infila il 3-2. E Materazzi comincia a piangere, mentre Ronaldo non riesce a fermare le lacrime in panchina. Lo stadio è ammutolito e non gioisce nemmeno quando Simone Inzaghi firma il definitivo 4-2. Lazio batte Inter e poco prima la Roma aveva messo il sigillo sul secondo posto imponendosi a Torino (guarda tu che storia?!).

In tribuna Moratti ha finito il pacchetto di sigarette, mentre Tronchetti Provera è una statua, inerme.

Di questo giorno ricordo una terribile goduria: vincere è bello, così è impagabile. Perché per quanto la si voglia girare, la Juve ha incamerato più punti di Roma e Inter e ha vinto il campionato. Perché solo l’Inter poteva perdere quel campionato e la situazione era fra le migliori. Perché non si trova traccia di arbitraggio sospetto o di accordi Lazio-Juve (figuriamoci). Eppure… molti sostengono che l’inizio di Calciopoli sia proprio questa data.

E non uno che ricordi a quell’imbecille convinto di diventare Campione d’Italia che proprio quel giorno doveva rassegnare le dimissioni, perché il calcio è una cosa seria. Perché quel giorno doveva decretare il suo personale fallimento nel mondo del calcio. Perché gli errori commessi in fase di mercato sono enormi. Semplicemente… perché non aveva classe per vincere, e non bastano i soldi per portare a casa i trofei. Cosa che sarà in realtà smentita dai fatti dal 2006 in avanti quando i trofei non sono stati vinti… ma comprati!

Ma la memoria è talmente lucida e lineare… che godo ancora oggi, come 9 anni fa!

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Risposta a Marco Materazzi

Mi segnala oggi Fabrizio che quel grande giocatore di cricket che è Marco Macellazzi ha mostrato una strana maglia. Una cosa del tipo “Volete pure questa?”. Bene, ecco la risposta.

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No caro Marco, i trofei di merda e di cartone te li tieni. Se mentre festeggi pensi alla Juve qualche problema c’è. Il problema in realtà è solo uno. Ricordo le tue lacrime in quel 5 maggio 2002, una delle giornate più belle della mia vita. Quel pianto “vi ho fatto vincere uno scudetto!” diceva tutto di te e della squadra in cui militi. L’impotenza di fronte a una vita piena di difficoltà. Si vince col cuore e con la testa, con la classe che è solo di pochi perché implica anche e soprattutto comportamenti da fenomeno. Comportamenti fuori dal campo e dentro il campo. L’equilibrio, l’educazione e il grande stile di chi Grande lo è anche senza trofei, anche senza Coppe. Tu questo non lo capirai mai, in quanto sei andato e vissuto in una società molto strana. Dove la gestione è stata fallimentare e a coronamento di questi 15 anni avete messo in bacheca trofei talmente sporchi da non meritare commento all’estero e in Italia. Accontentavi dei vostri sudditi, comprati a forza di soldi, di sponsor e di un servilismo di cui l’Italia è piena, maledettamente piena.

Lo sforzo di certi giornalisti e di certe trasmissioni è commovente, ma inutile. Le vostre continue lamentele sono benzina per chi crede in una unica verità. Dimostra soprattutto che a non crederci, per primi, siete proprio voi.

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In tutta onestà, vedendoti sorridere e gioire, sono realmente contento per te. Non ho nulla contro il Materazzi uomo, non ti conosco e francamente non è il mio desiderio. Io purtroppo posso solo parlare del Materazzi calciatore, sin dai tempi di Perugia. Di quello che picchia come pochi, con quello tuo sguardo stranamente violento. E’ raro che un giocatore venga preso di mira dal pubblico. Pensa a Messi, o a Del Piero o a Maldini: ovunque vadano c’è gente, tutta la gente, pronta a strapparsi la pelle delle mani per applaudire, per tributargli un lungo saluto. Così dovresti pure ragionare sui tui comportamenti. Il web è pieno di filmati delle tue imprese. Tutti i calcioni dati, tutti i fallacci commessi. Azione chiama reazione, è semplice nel mondo del calcio.

Così le tue parole e le tue maglie, il tuo vestito bianco a simboleggiare purezza assumono tutt’altro significato. Sei veramente convinto di aver vinto qualcosa? Bene, perché sporcarsi ancora con queste provocazioni che lasciano il tempo che trovano e che soprattutto non vengono raccolte? Questo martellamento sugli scudetti puliti o sulle vostre vittorie limpide è, prima che ridicolo, fuori luogo. Dovresti invece rivolgerti ai tuoi tifosi e gioire con loro. Lo sport come lo intendete lì a Milano è diverso: è il piacere di regalare emozioni ai tuoi tifosi. Perché quelli che sono a te avversi trovano comunque il modo di smontarti la felicità.

Così quella maglia che mi hanno raccontato non ha valore. Non nel gesto, per carità, ognuno fa quello che vuole, ma nel contenuto. Tu per primo sai cosa significa affrontare la Juve. La vera Juve, quella per intenderci di Lippi e Capello, solo per rimanere agli ultimi anni. Quella di Blanc e Elkan e Montezemolo non è Juve, lascia perdere.

Il mio consiglio, personale e spassionato, è di lasciar perdere ogni tipo di provocazione in quanto dai luogo ad uno strano ragionamento. Saper vincere è roba di pochi. Sopportare il peso di una vittoria, per strano che possa sembrare, è esercizio complicato. La tua scompostezza mi aiuta a ricordare quanto grande è stata la Juve a vincere tutto quello che ha vinto contro tutto e tutti. Senza alcun appoggio dai media. Le emozioni che ho provato io in 12 anni non sono più replicabili. E le tue maglie non solo non mi turbano più di tanto, ma rafforzano in me l’idea di essere stato fortunato in questa vita. Io tifo Juve, io amo il calcio e ringrazio ogni santo giorno di non aver mai sfiorato l’Inter di Massimo Moratti. Lasciate perdere Angelo Moratti, quella era un’altra roba. Autentica. Vera. Buon estate e, mi raccomando, tifa Italia!

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