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Tag: matri (pagina 1 di 24)

Di Matri, di Sturaro e del super calciomercato, ma solo a luglio

Guardiamo alla realtà delle cose: senza stupidi pareggi (leggi Sampdoria, Inter, Sassuolo), la Juve oggi volerebbe con un vantaggio irrispettoso. Ciò significa che il mercato di riparazione toccava ad altri.

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In ogni caso, qualche tassello è stato inserito. Disquisire su questi tasselli è il minimo.

Cominciamo da Alessandro Matri. L’operazione finanziaria non fa una piega: lo abbiamo venduto, ora lo prendiamo in prestito, con metà ingaggio pagato dal Milan. La goduria è irrefrenabile. Ma serviva? E se sì, qual é stato il ragionamento che ha spinto Allegri a chiedere a Marotta di prendere Matri? Seguitemi.

Max Allegri si è accorto che il suo gioco non giova a Llorente. Letta al contrario, Llorente fa fatica bestia nel modulo di Allegri dove serve corsa, vivacità e strappi in verticali: non proprio le caratteristiche del basco.

Morata è al punto di svolta: o incide adesso, o è destinato a dividere la maglia da titolare con qualcun altro.

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Ecco Matri. Giocatore da contropiede, giocatore di gran fisico, ma molto più mobile di Llorente.

Passiamo a Sturaro. Giovane di grandi speranze, centrocampista muscolare come ne servono in determinate partite, e in determinati mesi della stagione. La Juve sta pianificando il futuro, l’averlo portato subito a Torino potrebbe essere indizio di due cose:

  1. Marotta ha capito che in estate partirà un big: o Vidal o Pogba, e certamente Pirlo non è eterno, per cui bisognerà rimpiazzarlo. Più probabile lo spostamento di Marchisio in regia, e a quel punto un muscolare come Sturaro serve come il pane;
  2. Allegri vuole impostare un centrocampo di grande fatica e qualità, magari per un assetto da tridente, e allora ecco Sturaro come alternativa ai vari Marchisio, Vidal e Pogba, con Pereyra più-che-riserva.

Capitolo difesa. Il rientro di Barzagli sembra imminente e auguriamo ad Andrea il massimo della fortuna, visto che l’età non è dalla sua parte. A quel punto la retroguardia sarebbe al completo, grazie al rientro di Caceres. Per cui lì potevamo anche non intervenire, e così è stato fatto. Tranne l’aver certificato il rientro di Rugani in estate.

Unica nota negativa, visto che stravedo per Alberto Masi: aver ceduto il controllo del suo cartellino.

P.S.

Tello ha firmato. Ora assalto all’under 17 brasiliano che sta facendo impazzire gli opinionisti sudamericani. Bene il futuro, ma non dimentichiamoci il presente.

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Udinese – Juventus 0 – 0 / Quando diventiamo davvero grandi?

Una grande squadra non fallisce queste occasioni. Non già per i punti di vantaggio che aumentavano, quanto per l’effetto psicologico di certe sfide.

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La Roma pareggia, con aiutino. La Juve doveva vincere e convincere, per dare l’ultimo segnale a questo torneo, già alla seconda di ritorno di campionato.

Non ci sono scuse, né giustificanti. Udinese – Juventus è stata una scialba pagina in un libro che poteva già chiudere un capitolo.

Un Pogba che non ha retto alla marcatura di Allan. Ci sta che il tuo marcatore abbia più energie di te, ma perdere letteralmente la testa e annullarsi dal gioco non è da prossimo Pallone d’Oro. E Allegri doveva avere il coraggio di inserire anche Pepe.

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Senza Vidal e Marchisio, il centrocampo bianconero è apparso molle e poco dinamico, con un Pereyra forse emozionato?

Llorente è un problema: il gioco non è adatto alla stazza dello spagnolo, la cui velocità è una limitante per la manovra. Mentre non arrivano cross da sfruttare, per cui davvero poca roba. Meglio con Morata che può sfruttare gli allunghi e gli assoli e non è un caso se la Juve ha prodotto di più dopo l’ingresso del giovane spagnolo. Allegri dovrebbe prendere una decisione: chi è titolare?

Non certo Matri, la cui operazione sembra da ultima spiaggia circa idee e propositi. A meno che, l’operazione non è volta a rendere più gradevole e combattuto un campionato che ieri alle 16:55 doveva essere già finito.

Detto questo, si riparte. Con forza. Con rabbia.

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Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Juventus-Milan Conte non cambia e sceglie questo 11 titolare [PROBABILI FORMAZIONI]

Fuori Vucinic e Lichtsteiner, Conte aveva il solo dubbio di chi schierare a destra, visto che la condizione di Quagliarella è da sfruttare assolutamente.

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Quagliarella affiancherà Tevez, mentre secondo le ultime indiscrezioni sarà Padoin a correre sulla destra. Bocciatura sonora dunque per Isla. A sinistra Asamoah mantiene la leadership, anche perché le alternative sono Peluso e De Ceglie.

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A centrocampo riposerà Pogba. Più per far giocare Marchisio, in realtà. Il francese fin qui non ha mai deluso e anzi è sembrato una di quelle armi fondamentali che ogni allenatore vorrebbe avere. A dispetto di quanto qualcuno ha scritto in settimana.

La difesa rimane intatta. Si troverà di fronte un falso tridente, con Birsa alle spalle di Matri e Robinho. L’ex-attaccante del Cagliari ha già detto che esulterà in caso di gol. Abbiamo sostenuto che i gol vanno sempre esultati e festeggiati per rispetto ai propri tifosi, facciamo solo notare che la doppietta contro il Cagliari, in maglia bianconera, non venne festeggiata. Questione di stile e di coerenza.

Chiudiamo con la speranza che nessun fallo di schiena venga punito col rigore e che semmai dovessimo ricevere un favore, allora verrebbe raccontato come “sfortunato errore” (come il rigore concesso ieri sera alla Roma) sui giornali. Sarà forse che di vento ce ne è poco…

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Fatto il mercato, facciamo i conti

Conte si era lamentato qualche giorno prima. Sapeva quel che faceva.

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Aveva detto : ”Speriamo che non mi vendano anche Quagliarella”.

Quando si è accorto che Marotta seguitava a fare di testa sua (Giaccherini, Matri) pare sia intervenuto personalmente e direttamente a porre il veto sulla cessione di Quagliarella.

Tanto per ricordare: Inter-Juventus 1-2, partita praticamente decisiva per lo scudetto, marcatori Quagliarella e Matri; Juventus-Catania 1-0, partita considerata da tutti come la partita-scudetto, marcatore Giaccherini.

Ciò che sembrava l’inizio di una campagna acquisti straordinaria ai primi di luglio, ha decisamente preso un’altra piega ai primi di settembre.

Dovevamo rinforzarci parecchio per reggere meglio l’impatto in Europa e per mettere a tacere in Italia le squadre che volevano alzare la testa: non ci sembra di aver raggiunto gli obiettivi.

Tevez sembra un super, molto bene.

Ogbonna è molto elegante.

Llorente lo stiamo aspettando.

Per contro abbiamo perso la corsa e la sostanza del nazionale Giaccherini, i goals di Matri, il fisico di Bendtner, la classe di Marrone.

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Già numericamente siamo uno in meno. E a centrocampo, considerato che Marrone era difensore e centrocampista, siamo due in meno. In questo momento, con Marchisio infortunato, Padoin è la prima alternativa, oppure De Ceglie o Peluso con accentramento di Asamoah. L’altra sera la riserva del centrocampo del Bayern era Martinez, costato 40 milioni ……

Conte aveva chiesto un centrocampista e un uomo di fascia a sinistra. Niente.

Ci siamo ridotti alle ultime ore di mercato a fare la figura di chi non è riuscito a svolgere bene i compiti e cerca di rimediare in qualche modo. Niente.

Poi magari vinceremo tutto sul campo. Ma un distinguo sui meriti andrà fatto. E se qualcuno non ha ancora capito quanto pesa Conte sui risultati, vada a rileggersi due settimi posti consecutivi.

Ma i miracoli non si ripetono all’infinito.

Il mercato, al di là dell’essersi rinforzati o meno (e comunque in Italia c’è chi ha acquistato Higuain, Gomez e Kakà, all’estero addirittura Bale, Cavani, Falcao e Neymar), ha chiarito definitivamente questioni fondamentali per il futuro della Juve.

Conte non sopporta più il paroliere Marotta (“siamo al livello del Real Madrid”), Elkann non tira fuori più un soldo, Agnelli ha perso la parola.

Elkann è dal 2006 che mi è antipatico ………..

Nonostante questo, noi crediamo in Conte e nei suoi ragazzi.

Forza Juventus. Sempre.

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I conti di Conte e i furbetti del quartierino

Non uno che avesse analizzato a fondo lo sfogo di Conte. Non uno che avesse portato a sostegno del Capitano Bianconero (leggi Antonio Conte) i numeri del mercato della Juve. Al netto dei nomi, ecco le cifre.

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Un piccolo cappello introduttivo: Conte ha legittimamente affrontato il discorso di “una Juve che ha speso tanto e si è rinforzata”. Che la Società, in primis Marotta, sia stata bravissima nell’acquisto di Tevez a soli 9 milioni di euro è un fatto certo e accertato. Stesso discorso per Llorente: da una clausola di 37 milioni di euro si è passati a 0 euro per la firma del contratto. Solo che sono andati via Giaccherini (coi i suoi gol pesanti e le prestazioni sempre sopra la media) e Matri (che vuoi o non vuoi la sua ventina di gol li ha timbrati con la casacca juventina). Quello che Conte ha sottolineato è che di certo non si è trattato di una campagna faraonica come quella che portò Buffon, Thuram, Nedved e Salas qualche anno fa.

E adesso i numeri, perché i furbetti della carta stampata e i dirigenti avversari soffrono di distrazione di analisi.

La Juve ha speso sul mercato un totale di 22 milioni di euro circa, esclusi i bonus che si pagheranno da sé qualora la Juve dovesse centrare gli obiettivi stagionali. Il totale lo fanno gli acquisti di Ogbonna (13 milioni al Torino), di Tevez (9 milioni al ManCity) e di Llorente (0 euro, acquisito a scadenza di contratto dalla Real Sociedad).

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La Juve ha però chiuso un paio di operazioni in uscita. In primis l’alleggerimento del monte ingaggi per via degli addii di Bendtner, di Anelka e di Iaquinta in particolare. Più la cessione di Felipe Melo al Galatasaray per 3,5 milioni di euro. Di Canio (Sunderland) si è portato via Giaccherini con un assegno fra i 7,5 milioni di euro e gli 8 milioni di euro. Infine il Milan ha scucito 11 milioni di euro per Alessandro Matri. In dirittura d’arrivo la comproprietà di Marrone con il Sassuolo per circa 4 milioni di euro. Escluso proprio Marrone, la somma di 3,5 + 7,5 + 11 fa 22 milioni di euro. Ergo, la sottrazione fra acquisti e cessioni produce il risultato di 0 euro di disavanzo. Quello che è entrato… è uscito.

Diversi, ben diversi, i bilanci delle altre società, almeno delle big, a esclusione della Roma che ha potuto contare su due uscite clamorose quali Marquinhos e Lamela (quasi 70 milioni in due, bonus compresi) e poi la vendita di Osvaldo (superiore ai 10 milioni di euro).

Perché Conte insiste a prendere a riferimento le potenze europee? Perché le potenze europee, con i fatturati che sono doppi rispetto a quello bianconero (nonostante il record segnato a 276 milioni di fatturato di quest’anno) possono permettersi di non badare alla sottrazione di cui sopra e aggiungere pezzi di campioni alla propria rosa con maggiore tranquillità. Mentre Marotta è costretto a usare calcolatrice e commercialista prima di andare a piazzare una qualunque offerta. E di certo gli acquisti da 20 milioni in su sono per noi ormai una chimera. Purtroppo i campioni già affermati costano proprio intorno a quella cifra e ultimamente non basta nemmeno più.

Quando la Juve potrà tornare a spendere senza preoccupazione alcuna, Conte sarà l’allenatore più felice al mondo. Intanto gli toccherà sfornare altri miracoli didattici che sono comunque la sua specialità.

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Terremoto Conte in conferenza: come lo interpretiamo?

Obiettivo numero uno: trasferire un minimo di pressione anche alle avversarie che possono contare su un comparto stampa molto unito quando si tratta di dar contro alla Juve. “Stiamo attenti che ci gufano contro” è una di quelle massime che ogni tifoso deve stamparsi nella mente quest’anno.

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Obiettivo numero due: nessun tipo di giochetto mediatico. Conte dice quello che pensa e per questo lo amo alla follia. Anche quando, in una conferenza stampa, tutta da interpretare, rischia di far saltare il banco. Ci torniamo fra qualche riga.

Obiettivo numero tre: chi è stato alla Juve nei periodi in cui ci è stato Conte, non può accettare di buon grado movimenti di mercato come quelli degli ultimi anni. E ora cominciamo.

Ci gufano contro: facciamo gruppo

I troppi complimenti rischiano di anestesizzare chi deve mantenere altissima la concentrazione. E’ il senso del “ci gufano contro”, dopo ampie prove di una stampa che non può non esaltare l’oggettiva forza della Juve, ma che avalla campagne molto pesanti (da Calciopoli a Scommessopoli, tanto per intenderci).

E allora Conte fa muro e fa gruppo, nel tentativo di replicare la forza complessiva che ha permesso alla Juve di superare tutti gli ostacoli del biennio. Importante questo atteggiamento che un po’ tutti dovremmo capire, comprendere appieno e mettere in pratica, pur non rinunciando alla critica costruttiva. Per il bene della Juve lo fa proprio Conte. E infatti.

Il nuovo mercato della Juve secondo Conte

Conte è un mago? Per quanto mi riguarda sì, ma la magia in questo mondo è razionalità. Fuori Giaccherini e Matri, dentro nessuno e Llorente. Più Tevez che fa storia a sé. Il “nessuno” vuol dire che nessuno ha sostituito Giaccherini. E allora reinterpretiamo il mercato.

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Secondo il tecnico leccese, pare di capire, tutti quelli che fin qui lo hanno reso vincente avevano ancora fame. Tanta fame e quindi andavano tenuti. Da Giaccherini a Matri, Conte non ha avallato le scelte di cederli. Lo dice chiaramente e su questo punto non si discute. Ragioni di bilancio, di numeri finanziari che in qualche modo devono allinearsi verso lo 0 (zero). Sacrifici tecnici che a un allenatore come Conte non vanno giù. Soprattutto nell’anno in cui ha ragionevolmente indicato la via: “Avete visto la panchina di Guardiola e quella del Barca?”. Tradotto: dovevamo aggiungere campioni agli ottimi giocatori che abbiamo, invece cediamo gli ottimi giocatori prendendo un solo campione e due innesti che avranno bisogno di un po’ di tempo per inserirsi nel gruppo e negli schemi. La domanda è dunque: era Conte che doveva andare incontro alla Società?

Nella logica ferrea di Conte quest’ultima mossa appare come un ostacolo alla veloce accelerazione della macchina. Perché ancora di “macchina” si tratta, guardando alle corazzate e ai carrarmati europei. Ecco l’obiettivo di un uomo che vorrebbe misurarsi col calcio mondiale sin da subito, avendo già dimostrato di poterci stare nella storia del calcio.

Non ha avallato le scelte scaricando la responsabilità sulla dirigenza: scelta molto forte che apprezzo per l’onestà intellettuale. Scelta che però rischia anche di complicare il lavoro della dirigenza che è chiamata a uno sforzo. E nella dirigenza inserisco pure la Proprietà. De Laurentiis mette mano al portafogli, l’Inter è costretta a rivolgersi all’Indonesia, il Real spende 101 milioni per il più forte esterno sinistro, il Barca prova a dare lezioni pur coi 59 milioni di euro spesi per il gioiellino Neymar. Quando la Juve potrà aggiungersi a questa lista, allora Conte sarà felice.

Per il momento resta un mercato ottimo con Tevez, Llorente e Ogbonna, ma le uscite lo ridimensionano. Soprattutto se dovesse uscire pure Marrone. A quel punto, numericamente, non ci stiamo più: Pirlo-Vidal-Marchisio-Pogba non bastano per reggere tutto l’anno (fra squalifiche, infortuni e stato di forma). Serve una grande alternativa e non capisco perché non possa essere proprio Marrone. Certamente non può esserlo Padoin. Isla-De Ceglie-Peluso non possono essere le validissime alternative ad Asamoah e Lichtsteiner, contando sul recupero pieno di Pepe che avverrà solo nei prossimi mesi. Mentre i 5 attaccanti sembrano oggettivamente sufficienti per qualunque tipo di schema. Bene invece in difesa dove i rincalzi sono molto buoni.

E ora mancano due giorni alla chiusura del mercato. Evidente che Conte si aspetti qualcosa, soprattutto sulla fascia mancina.

Palla a voi: che ne pensate dello sfogo di Conte?

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Calciomercato Juventus: serve l’ultimo sforzo

Con Matri che finisce ai rossoneri e Quagliarella che a questo punto dovrebbe restare, la Juventus è completa. O quasi. L’unico dubbio è riferito alla fascia mancina dove se non si può discutere di Asamoah, molto può essere detto sulla qualità dei rincalzi. Specie se prendiamo a riferimento il 3-5-2.

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Per Conte servirebbe un’ala vecchio stampo. Tanto per intenderci e tornare per l’ennesima volta sull’argomento, a Conte servirebbe tanto Nani. Ma la cifra pagata per Matri servirà a coprire il disavanzo dell’ultimo mercato (in particolare Galliani ci ha gentilmente pagato Tevez) e quindi niente tesoretto.

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Tesoretto che salterebbe fuori nel caso di cessione di Quagliarella e Marrone, nonché quella di De Ceglie e/o di Isla. A quel punto l’assalto a Nani non sarebbe impossibile. E se non Nani, di certo uno come Kolarov farebbe felice la Juve. L’esterno ex Lazio potrebbe infatti ricoprire con merito sia il ruolo di laterale nel 3-5-2 sia il ruolo di terzino in una difesa a 4.

Per rendere perfetto un mercato interessante, serve allora un ultimo sforzo. Un ultimo grande colpo capace di far sorridere ancora più intensamente Conte e allargare il gap con le avversarie. La prima giornata ci ha forse descritto e prospettato un campionato molto tosto e lungo. E la lezione ultima di Conte è “panchina lunga e di qualità: avete visto chi aveva in panchina il Barca e il Bayern?“. Già.

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Mercato in uscita cercasi, acquirenti sperasi

Perdonateci se l’italiano del titolo non è il massimo, ma urge muoversi. Oggi è il 21 agosto 2013 e il calciomercato chiuderà solo il 2 settembre. Mancano una decina di giorni e probabilmente Conte è in attesa di qualcosa.

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Attenzione però al mercato in uscita. Non bisogna rinforzare le avversarie, né cedere alle cifre che non ci convengono.

Per esempio Isla: perché fare un favore ai nerazzurri? Piuttosto resta in panca e lo cediamo a gennaio. A meno che non ci diano tutti e 9 i milioni di euro che ci permetterebbero di pareggiare il suo acquisto (nella sua seconda metà). Inoltre: fuori Isla, vuoi o non vuoi, occorrerà un altro esterno.

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Ancora, Matri: Cederlo al Napoli, proprio adesso, sarebbe una specie di delitto. Va bene Roma, perfino Lazio, ma non certo il Napoli che andremmo a rinforzare. Peraltro a una cifra che è bassa: 10/12 milioni di euro. Higuain 40, con una supervalutazione di 10 milioni di euro rispetto alla valutazione di 30, e Matri solo 10 milioni di euro? Dall’estero non ci sono pretendenti? La rete dei contatti dei consulenti di mercato bianconeri non sono riusciti a strappare un’offerta pari a quella napoletana in Inghilterra o Spagna?

Finiamo: Marrone. Gran centrocampista, perfino ottimo adattamento in difesa. Giovane, proveniente dalla cantera bianconera. 10 milioni sono tanta roba, ma occhio a non pentirsi poi in seguito. Soprattutto: né Napoli, né Inter, al limite. Potevamo usarlo in altre situazioni, non ci siamo riusciti. Ora però l’infortunio di Marchisio lascia il centrocampo praticamente obbligato: Pirlo in mezzo, Vidal sul centrodestra e Pogba sul centrosinistra. Con Padoin in panchina. Con un inizio di campionato diabolico e la Champions di mezzo, col rientro di Marchisio solo a fine settembre… ce la si fa con questi uomini? Non conviene dare respiro a Pirlo proprio con Marrone? O comunque concedere più di un’alternativa ai quattro moschettieri di centrocampo? Proprio come Matri o Quagliarella che rischiano (solo uno dei due) di fare il quinto dietro ai quattro che sappiamo, Marrone non potrebbe essere il quinto centrocampista centrale in rosa?

Problemi di bilancio, si dirà. Certo: ma anche di ottime vendite. Applausi e ancora applausi per un ottimo mercato in entrata. Per la legge del “voler sempre migliorare” ci aspettiamo sensibili miglioramenti pure per il mercato in uscita. Vedi Osvaldo: la cifra incassata è da paura. Quagliarella e Matri, ottimi in Champions e più che buoni in campionato, non valgono quanto l’argentino? Strane equazioni, lo capiamo, ma intanto gli altri incassano e noi dobbiamo assolutamente imparare a farlo.

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Matri al Napoli è un autogol?

Nei primi sei mesi segnò a raffica, con una percentuale perfino vicina se non superiore (pur con numeri molto inferiori di minuti e presenze) a David Trezeguet. Poi un calo. Anche per via del fatto che nel gioco di Conte gli attaccanti difficilmente vanno sopra i 20 gol. Anche per via del fatto che concorrenza e minutaggio sono diminuiti perché titolare, con Conte, Matri non lo è.

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Però le doti tecniche sono importanti, e anche quelle tattiche nonostante non sia il prototipo di attaccante-boa che piace a Conte. Gli occorrerebbe molto più gioco spalle alla porta e magari la capacità di servire l’ultimo passaggio, mentre è perfetto negli spazi e quando bisogna aprire spazi.

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Ecco perché cederlo a Benitez potrebbe rivelarsi un grosso errore. Fino a qualche settimana fa la voce di Marotta, ufficiosa, che intendeva cedere i propri gioielli non alle dirette avversarie ci aveva tranquillizzato, ma ora la mossa eventuale di un Matri al Napoli fa crescere i dubbi.

Il due volte scudettato andrebbe a rinforzare un reparto che ha sì perso Cavani, ma ha acquisito Higuain e soprattutto Benitez. Rinforzare in senso tecnico e anche di esperienza.

Di converso, trattenerlo a Torino per fargli fare il vice Llorente sarebbe un peccato, forse sarebbe sprecato. All’estero non ci sono margini? E se in Italia: Lazio, Roma, ma certamente non Milan (per motivi che vanno al di là di una eventuale concorrenza in campionato) e nemmeno il Napoli.

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