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Tag: mauri (pagina 1 di 2)

Calcioscommesse: in dubbio pro reo, tranne se c’è la Juve

E siamo ai saluti finali. Buona estate a Stefano Palazzi che ha scoperto il suo bluff: senza la Juve di mezzo, con paletta e secchiello, con minuziosità, le prove scompaiono e i verdetti si ammorbidiscono a seconda della direttiva che arriva dal Palazzo.

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Buona estate pure a Di Martino, il finto procuratore che fa finta di arrabbiarsi, facendo finta di aver veramente lavorato muovendosi nella direzione “La Giustizia è Uguale per Tutti”.

Buona estate alla FIGC e alla Lega Calcio. In quest’ultima, auguriamo una serena estate al VicePresidente Galliani, ai Consiglieri Cellino, De Laurentiis, Lotito e Pulvirenti. Bel lavoro ragazzi, grazie al supporto di RCS e di certi media.

Buona estate a Stefano Mauri: sei mesi di vacanza, Lazio salvata e poi potrà rientrare con la fascia di capitano biancoceleste. Ricordo Del Piero, oggi guardo Buffon e Marchisio: ognuno ha il capitano che si merita.

E buona estate a tutti quelli che hanno scritto e sciorinato opinioni e giudizi su questo secondo filone del Calcioscommesse. Anche oggi Gazzetta e Corriere hanno tentato di infilar dentro a un discorso vuoto e vergognoso il solito nome roboante: quello di Antonio Conte. Speriamo che il Mister abbia letto tutto, così la dose di incazzatura e fame aumenta e ne vedremo delle belle in questo 2013/2014.

Auguroni a tutti i tifosi che ancora oggi scrivono anatemi contro la Juve, contro Conte e perfino contro Leonardo Bonucci. Ciechi o, peggio, sordi o, più semplicemente, corrotti nella coscienza e nell’intelligenza, più di chi finora ha agito con i poteri conferitogli da uno Stato che sta interrogandosi se un pregiudicato, peraltro proprietario di una squadra di Serie A, può indire nuove elezioni come se nulla fosse o minacciare l’intera democrazia. Forse deve funzionare proprio così in Italia.

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E se siete arrivati a leggere fin qui, sperando di vedervi uniti in questi auguri, permetteteci di scrivere due righe sull’annosa vicenda Scommessopoli.

Dal giustizialismo antibianconero al garantismo: cosa è cambiato?

Cosa è cambiato dall’anno scorso quando l’ondata giustizialista aveva quasi demolito Antonio Conte, sottovalutandone la forza interiore e la classe immensa di quello che prima di essere il miglior allenatore italiano è uno dei pochi uomini rimasti in questo schifo di Paese?

Cosa è cambiato, quest’anno, con questo strano senso di garantismo? Vien quasi da pensare che qui stavolta le prove c’erano, c’erano tutte e pure pesanti. E siccome a essere tirati in ballo sono società che hanno un certo peso nelle istituzioni, allora val la pena di metterci l’ennesimo mattone sopra e si guarda avanti. Con Inter, Milan, Genoa e Roma tirate via dalle indagini nonostante gli agganci negli interrogatori e qualche tassello molto chiaro che tirava tutte le squadre in ballo.

Parola d’ordine: derubricare. Dal carcere al campo di gioco, come se nulla fosse, con una naturalezza talmente surreale che nessuno ha mai alzato la voce per chiedere un chiarimento. Forse perché di chiaro qui non c’è nulla.

Chi conosce il reale numero di sentenze confermate dal TNAS nei recenti e soli 12 mesi? Il numero è 5. 5 su 63. Percentuale a parte, questo è il lavoro trasparente di Stefano Palazzi che ha visto demolire e che ha demolito il suo stesso lavoro. Il pane è pane e anche lui tiene famiglia, quindi va capita la sua condotta.

Abete in silenzio, lui che probabilmente avrà promosso se non già avviato molti di quei procedimenti che Palazzi ha brillantemente indirizzato per compiacere gli amici, e i padroni. Tutto il calcio che conta in silenzio, ammesso che conti davvero quel calcio.

E allora, a tutti voi, ripetiamo: buona estate. Fra un po’ di settimane si riparte ufficialmente: noi contro tutti voi. Che la Storia ci sia amica e permetta l’attuazione di una regola fondamentale di natura: i forti vincono. E gli altri emettono sentenze fasulle, almeno in Italia.

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Il Corriere dello Sport ci dice come finirà per Mauri e la Lazio

Sanno tutto. Lo sanno prima. Prima degli altri. Forse perché ben informati. Forse perché studiano di più. Magari hanno gli strumenti, conoscenze e contatti, migliori di quelli nostri. Sarà, ma i giornali, certi giornali, ci azzeccano quasi sempre.

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Metti ci azzeccassero pure stavolta. Sul caso Lazio e Mauri il polverone è già alto. Dipende poi che vuol dire alto. L’informazione ha spostato il tutto in quattordicesima pagina. Anche più in là se PSG e Real e Bayern hanno litigato o puntavano obiettivi di prestigio.

Il fatto è che una simile sentenza sarebbe ancora una picconata a quel briciolo di credibilità che – dicono loro, perché noi nemmeno più quella – rimane alla Lega e alla Giustizia Sportiva italiana.

A Mauri solo 6 mesi: il testimone non è attendibile. Tal Gervasoni, attendibilissimo e anzi perno di alcuni ragionamenti e sentenze pregresse. Attendibile a targhe alterne, come la freccia accesa per il carabiniere: ora sì, ora no, ora sì, ora no.

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Per la Lazio uno scappellotto e via: così non si fa, la prossima volta saremo più duri. Pena pecuniaria e si parte alla pari con tutti.

Nel frattempo il silenzio ha fatto bene. Del calcioscommesse non si sa più nulla. Tutto messo a tacere. Conte ha pagato, la Juve ha seriamente rischiato di pagare (per via della squalifica di Conte e del povero Alessio), mentre degli altri non si deve sapere. Quel Milan-Bari non è mai stato approfondito, c’erano un paio di partite dell’Inter, poi la posizione di Gianello e del Napoli, ma a chi vuoi che importi?

Si parte alla pari. Così vogliono i grandi capi. A noi torna comodo: vogliamo vincere sul campo, dove abbiamo sempre vinto. Contro tutto e tutti. Contro pure dei testimoni ora attendibili… e ora no!

Ora, e chiudiamo, ci resta un’ultima domanda: nel frattempo Mauri ha praticamente gravato sugli avversari, eppure non avrebbe potuto, o sì? Criscito non è andato agli Europei che si svolgono una volta ogni quattro anni. E poi c’è quel dubbio: ma le partite si son truccate da sole? E se sì: Clio Makeup è colpevole di qualcosa?

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Orologi con fusi orari diversi…

Sono gli orologi di una certa giustizia sportiva che pur essendo sullo stesso meridiano segnano ore diverse.

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E li porta in entrambi i polsi tal procuratore Stefano Palazzi.

Quando guarda il polso destro l’orologio bianconero è preciso, perfetto, i tempi addirittura vengono precorsi e allora la “sua” giustizia diventa implacabile per tempistica e (in)efficienza, tanto da stilare richieste di pronunciamenti preconfezionati e dettati solo da prezzolato qualunquismo, pur smentito da una marea di persone nella farsa Scommessopoli, ha inquisito a destra e a manca prima i giocatori della Juve e poi è riuscito con la colpevole complicità del “sistema” a far condannare Antonio Conte per non aver commesso il fatto… solo perchè non poteva non sapere.

Abbiamo mandato giù a furia di malox questa perversa decisione e alla faccia loro abbiamo stravinto il secondo scudo consecutivo, il 31esimo della storia bianconera.

Attendevamo che un rigurgito di dignità sportiva lo affogasse e lo convincesse a procedere con la stessa prezzolata solerzia sugli episodi seri del calcioscommesse.

Poveri illusi!

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Noi!

Ora, a campionato concluso, l’esimio azzeccagarbugli chiede la condanna a 4 anni e mezzo per Mauri, capitano della Lazio per inconfutabili e provate porcherie commesse da quest’ultimo in combine con altri.

Se la memoria mia non è fallace, la partita di andata di Coppa Italia finì 1 a 1 con gol di Peluso e pareggio di Mauri… già…proprio lui!

E il ritorno ce lo mangiammo noi per mancanza di buoni realizzatori pur avendo dominato la partita.

Ma come si dice dalle mie parti:” acqua passata non macina più”.

Ma l’incazzatura non è passata, è ancora viva e, oggi, si è addirittura arroventata per questa decisione del procuratore Stefano Palazzi che ha guardato l’orologio al polso sinistro e che è fortemente in ritardo rispetto al meridiano di Greenwich.

Adesso cosa faranno? Revocheranno la Coppa Italia alla Lazio?

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Caro Beppe, dove eri l’anno scorso? E nel 2006?

Bello, davvero molto bello. E giusto soprattutto. “Basta con questa falsa ipocrisia” ha gridato Beppe Accardi in Speciale Calciomercato, la trasmissione di Sportitalia. Presenza fisica e parole che sottoscriviamo in pieno.

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Ne ha avute per tutti: direttori tecnici italiani affascinati dal nome estero, Lega, la Procura di Palazzi. E qui cominciano a girarmi in modo vorticoso, generando un piacevole vento visto il caldo.

Qui giochiamo con la dignità delle persone. Qui ci sono vite che si possono rovinare. Oh, ma siamo matti?”. Parole che sottoscriviamo, compreso il tono veramente veemente con il quale sono state pronunciate. Bravo Beppe, che in questo modo ha praticamente messo in guardia sul caso Mauri.

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Epperò mi scappa una domanda: ma l’anno scorso Beppe Accardi dove era? E questo “ragionevole dubbio” che serpeggia sui giornali, l’anno scorso dove era nascosto? Mauri-Lazio fa meno effetto di Conte-Juve: oggettivo, lapalissiano. E quindi? E’ solo il piacere del palcoscenico? Conte poteva essere maltrattato, mentre su Mauri dobbiamo andar cauti? E il povero Luciano Moggi, colui che ne capisce più di tutti di calcio?

E’ da anni che combattiamo per restituire dignità alle persone che sono state infangate in modo vile e ignobile, senza che alcuno – pochissimi, in verità – abbiano mai fatto la sfuriata di Beppe a Sportitalia. Senza che alcuno abbia puntato il dito sui veri ignobili personaggi che hanno distrutto questo paese (e molto spesso il paese calcistico coincide con quello politico-civile).

Attaccare la Juve fa comodo, difendere gli altri portando in dote il “ragionevole dubbio” mi sembra corretto. Il problema è che questo atteggiamento vale solo quando non c’è la Juve di mezzo.

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Calcioscommesse: “contro ogni ragionevole dubbio”

Dura la vita se fai il Procuratore. Ancora più dura se fai il SuperProcuratore. Il mondo là fuori è cattivo e bisogna lottare per la giustizia. I nemici sono tanti e tanto è il rumore. Ok, cambiamo registro e torniamo alla realtà.

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Il buon Palazzi ha tirato fuori l’ennesimo ritornello estivo. Vale più lui che una decina di rapper che si spremono le meningi per mesi per tirare fuori un tormentone.

L’anno scorso ballavamo al ritmo di “Conte non poteva non sapere” e sulla base del nulla, anzi di prove di segno contrario alle elucubrazioni di Palazzi, per poco non si spinse lo stesso Conte verso la pensione anticipata. Rischiò tantissimo il povero Leonardo Bonucci, danno collaterale di una guerra intestina che la Lega ha attivato da anni contro la gente bianconera.

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Quest’anno è il turno del “ragionevole dubbio”.

Esiste un ragionevole dubbio sul caso Mauri. Un tizio, centrocampista della Lazio, che ha potuto liberamente operare nel calcio pur se è andato in prigione, pur se il processo chissà-come-è-andato, pur se dopo un anno siamo ancora qua a chiederci se in quel 2011 sono successe cose per cui Stefano Mauri, capitano della Lazio, andrebbe giudicato o meno. Dal 2011 al 2013 perché nel frattempo Inter e Milan non interessavano in materia di Calcioscommesse, Criscito ha ceduto il passo in Nazionale, Conte e la Juve sono stati legnati per benino e il Napoli per poco non becca punti in più in classifica perché Gianello risultava un infiltrato in Scommessopoli… e quindi il tempo è andato via per sceneggiare queste farse.

“Ragionevole dubbio” contro “non poteva non sapere”. Per carità: non ci interessa il caso Mauri. Abbiamo stracciato tutti lo stesso, con tanto orgoglio, con tanta più goduria. Non ci interessano le questioni che  lo riguardano, ma certo quel senso di logica a cui siamo aggrappati crolla sempre più. Qui manca la logica delle azioni di questo Palazzi, o meglio manca un minimo di dignità per il ruolo che sta giocando. In barba a tanta gente onesta, in barba a milioni di tifosi che comunque vengono presi costantemente in giro. E mancando la logica, ci chiediamo a che serve anche solo pensare a un processo. Si fa così: diteci con quali tipi di penalizzazioni dobbiamo giocare ed eliminiamo tutte queste sovrastrutture al soldo di pochi, dei soliti. Così da evitarci figuracce internazionali di proporzioni pari ai fallimenti nerazzurri, tanto per intenderci.

E forse, parlando da tifoso, è proprio questo che ci meritiamo: gente di questo tipo, SuperProcuratori che lottano e corrono nell’oscurità per sconfiggere la malvagità. Altro che Batman…

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Calcioscommesse – Palazzi di nuovo all’opera: non sarà un tantino in ritardo?

Altra brutta vicenda. Il secondo capitolo di un libro che FIGC e Palazzi stanno scrivendo da oltre due anni. Fin qui alcuni obiettivi sono stati centrati, ma di Giustizia poco o nulla.

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Leggiamo da Tuttosport:

Stefano Mauri e la Lazio deferiti per il calcioscommesse: il rinvio a giudizio sportivo del procuratore Figc Stefano Palazzi, formalizzato oggi, riguarda due match, Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio del 22 maggio 2011. Al club imputata la responsabilità oggettiva. La procura Federale guidata da Stefano Palazzi ha deferito alla Disciplinare otto tesserati per illecito sportivo: si tratta di Stefano Mauri, Omar Milanetto, Mario Cassano, Carlo Gervasoni, Alessandro Zamperini, Massimiliano Benassi, Stefano Ferrario e Antonio Rosati. A Mauri e Zamperini la Procura contesta anche la violazione dell’art.1, comma 1 (violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità) e dell’art. 6, comma 1 (divieto di effettuare scommesse) del codice di Giustizia Sportiva. Per responsabilità oggettivo sono state deferite Lazio, Genoa e Lecce. Due le partite sotto accusa: Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio 22 maggio 2011.

Quello che ci stupisce – sconcerta è forse la parola corretta – è il prendere nota delle date: maggio 2011. Oggi il calendario segna luglio 2013. Che è successo nel frattempo? Due anni di indagini? La scorsa estate perché se la si è presa con Conte e Bonucci e Pepe producendo il nulla cosmico quando la vicenda più grossa è stata accuratamente ignorata?

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Purtroppo Palazzi non ci convince. Non convince la FIGC e la Lega. Non ci fanno star tranquilli alcuni personaggi che sembrano avere potere assoluto – occulto sarebbe la parola corretta – sul calcio italiano.

E allora via di altra figuraccia internazionale. Segnaliamo agli amici biancocelesti, che in questi giorni stanno gridando al complotto, che né Mauri né la Lazio sono stati intaccati da Palazzi sino a questo momento. Mentre ci sono stati ragazzi che sono stati rovinati dalle inchieste sui generisi di questo strano mondo del calcio italiano. Almeno da chi muove i fili. Prova ne sia che un tizio come Preziosi sia ancora libero di agire e operare.

P.S.

Della vicenda Calcioscommesse non si parla più delle partite che riguardano Milan e Inter. 

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Commovente letterina di Trofino: rispondiamo noi

Commozione: forse cerebrale, perché qui il sentimento poco c’azzecca (cit. Di Pietro). E ‘ quella di Trofino che scrive al Presidente Agnelli circa la rinuncia all’eventuale prossimo scudetto.

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La teoria di Trofino è valida, anche interessante perché apre scenari importanti. Trofino in sostanza dice che il Napoli è stato penalizzato in corso d’opera e questo non va bene. Che su Cannavaro e Grava bisogna far luce. Che Mauri continua a giocare e la Lazio non è stata toccata. Tutto giusto, noi abbiamo cominciato a scrivere sulla vicenda Calcioscommesse da quando abbiamo sentito puzza di bruciato.

Così Trofino lancia la sua sfida:

La sentenza, così com’è oggi, permette alla Juve di avere una vita più facile di quella che dovrebbe avere, un vantaggio assurdo. Chi decide quanti punti togliere e quando? Questo sistema consente di governare un vantaggio nei confronti di una squadra. Se la Juventus dovesse vincere con due punti di vantaggio, il presidente Agnelli rinunci allo scudetto e si giochi il campionato in una partita contro il Napoli. Il titolo si vince sul campo. E noi, si sa, alle vittorie sul campo siamo affezionati.

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Io faccio un passo indietro, chissà se Trofino avrà voglia di rispondere.

Antonio Conte è stato tenuto lontano dai campi per diverse settimane. Settimane che di fatto sono state falsate: Mauri in campo, altri personaggi in campo (fra i quali Cannavaro e Grava, è bene ricordare), Conte ai box. Juve senza allenatore, Juve senza vice allenatore (leggi Alessio e una squalifica che ancora non ha giustificazione né penale né civile). Non ricordo però simili letterine. Tutto normale? Era tutto normale?

Andiamo ai trofei vinti sul campo. Noi sul campo vinciamo e perdiamo, grazie al Cielo la storia ci ha premiato più di tutte le altre e ne andiamo fieri. Ma che razza di letterina è quella di Trofino? Decide lui perfino le strategie bianconere? Che poi ci sarebbe da discutere pure sulle strategie.

Di campionati falsati ne abbiamo raccontati, praticamente quelli dal 2006 in poi, compresi quelli revocati.

Facciamo così caro Trofino: scrivi una letterina per farci restituire i due titoli che A NORMA DI LEGGE DEVONO TORNARE A CASA PERCHE’ LE INDAGINI HANNO DIMOSTRATO LA LORO LEGITTIMITA’ e noi proviamo a vincere con più di 2 punti di vantaggio. Forza Juve: lo dici con noi?

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Ciclo di ferro: si parte con la Lazio

Che partite! Intense e particolari, decisive come qualunque altra partita da giocare, certo una un po’ più decisiva delle altre. Due fortissime squadre da affrontare, una che deve venire via dalla retrocessione. Tutto in 8 giorni.

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Prima la Lazio, poi il Chelsea e poi il Milan. Con un dato che verificheremo già questo pomeriggio: la Juve è in crescita sotto il profilo fisico.

Test importante contro Petkovic, uno dei più preparati allenatori della Serie A. Test importante anche alla luce dell’assenza di Pirlo che a questo punto potrà riposare per martedì sera. Al suo posto Paul Pogba del quale si è sottolineato il comunicato bianconero – mai veramente analizzato a fondo – e non la risposta di Pogba che fa ben sperare per il futuro. Questo ragazzo oltre al fisico e alla tecnica ha pure cervello. Guardando in casa nostra, a Bari Vecchia, sembra già un mezzo miracolo.

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Complicato che Conte, proprio con i dati registrati su corsa e reattività, ricorra al pesante turnover. Probabile che faccia riposare qualcuno fra Barzagli e Chiellini, uno fra Vidal e Marchisio nel secondo tempo, Asamoah nella ripresa. In realtà sarà squadra tipo, con Isla che sulla destra scavalca Lichtsteiner almeno sul piano della disciplina. La girandola riguarda più l’attacco: Quagliarella si è guadagnato coi fatti una maglia da titolare, e in questo momento Giovinco appare intoccabile. Vucinic, Matri e Bendtner si giocheranno il primo ingresso a partita in corsa. Da verificare le condizioni di Vucinic, il genio su cui stiamo leggendo una serie infinita di amenità sulla stampa. Sì, con Giovinco, Quagliarella e Vucinic la Juve fa paura.

Paradossale pensare invece che in attacco servirebbe uno come Klose, stasera avverario. Il tedesco 34enne è una forza della natura, un killer, un uomo d’area che la Juve cerca sin da quando Trezeguet ha abbandonato Torino (rettifico: è stato costretto ad abbandonare Torino). Dietro di lui agirà sicuramente Hernanes, in un centrocampo interessante quanto quello bianconero per qualità e numeri. Occhio all’ex Candreva che con Petkovic sta scoprendo una dimensione importante.

Il destino gioca brutti tiri. Stasera non ci sarà Stefano Mauri, uno dei giocatori più coinvolti nel vero scandalo del Calcioscommesse e più protetti. Regolarmente in campo nonostante i documenti che sembrano inchiodarlo. Conte in tribuna, stasera lui direttamente a casa. Un po’ ci fa piacere.

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Ecco tutti i furti della Juve…

Nella giornata appena chiusa tanti sono stati i furti della Juve che ci sentiamo in dovere di riunirli in una unica grande lista. Ci scuseranno i nostri lettori per la franchezza, ma non ce la sentiamo più di proteggere i bianconeri e quel cupolaro di Marotta.

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Buona lettura:

  1. gol di Mauri regolare annullato, la Fiorentina ha così potuto chiudere la propria vittoria;
  2. rigore negato alla Lazio nella stessa partita, ma Lotito è solo pazzo e quindi la sua protesta non viene raccolta dai giornali e dalle TV: intanto Pradè non protesta né chiede di ripetere la gara, mentre Della Valle balla in tribuna lui che accusava Agnelli di andare in discoteca o qualcosa del genere;
  3. domenica scorsa rigore netto negato a Gomez del Catania contro l’Inter: nessuna protesta si è levata dai gazzettari di turno. Il padrone non l’avrebbe permesso;
  4. rigore netto negato al Chievo contro il Napoli, ma anche qui la protesta di Sorrentino “perché al San Paolo non è avvenuto uno scandalo come a Catania?” non viene raccolta: c’è evidentemente un complotto contro il Napoli, dopo il rigore su Hamsik avvenuto però fuori area contro la Sampdoria (altri 3 punti scippati).

Certo è clamoroso l’annullamento del gol a Bergessio, così come ci piacerebbe conoscere l’opinione sul fallo di Legrottaglie su Giovinco e il pugno di Spolli su Pogba… ma ci accontentiamo di essere primi, imbattuti e lanciati verso un’altra stagione super.

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Di Martino, Conte e Mauri: qual è la posizione della FIGC?

Il procuratore continua il suo show. Pensiamo sia pronto per lui un grosso incarico da assessore a Napoli dove sono sensibili alle questioni bianconere, meglio se a condurle sono persone poco trasparenti e pulite e che operano senza senso di liceità e correttezza professionale.

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L’ultima dichiarazione di Di Martino solleva una semplice domanda: qual è la posizione della FIGC in merito alla questione Scommessopoli, in particolare in merito alla posizione di Conte e Mauri?

Prima di dare la nostra risposta, ecco le esternazioni di un PM che dovrebbe rispondere a ben altre domande, ma siamo in Italia e fare domande non è certo il mestiere dei giornalisti:

La posizione di Conte non è particolarmente compromessa.

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Chissà che vorrà dire “particolarmente”, perché su “compromessa” abbiamo le idee chiare: vincere da imbattuto un campionato di Serie A distruggendo le avversarie, le milanesi in particolare, è un delitto che in Italia si paga a caro prezzo. Il “particolarmente” dovrebbe invece essere riferito all’aver creato un mostro: una squadra capace di mettere il pilota automatico, giocare al 70%/80% delle possibilità e fare meglio dello scorso anno. Ma dove vuole arrivare questo Conte?

Torniamo seri, anche se garantiamo che lo eravamo pure nella frase precedente, e passiamo alla dichiarazione su Mauri:

Si tratta di una persona interessata da un provvedimento di custodia cautelare che ritengo tuttora fondato.

La domanda sorge spontanea, come direbbe Lubrano: come è possibile che Conte sia stato fermato e Mauri giochi regolarmente? Che tipo di giustizia e modo di procedere sono questi?

E ora la domanda più semplice e banale: che tipo di posizione ha la FIGC in questa vicenda?

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