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Tag: maxi-lopez

Juventus a +4 dal Napoli: un po’ dispiace!

Qualcuno di molto saggio aveva preannunciato di stare tranquilli e buoni e abituarsi a una Juve a corrente alterna. Problemi di convinzione, di stimoli, di idee e obiettivi. Qualcuno di molto saggio aveva preannunciato una Juve così.

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E conviene credere a queste parole, altrimenti si rischia di impazzire. Non ricordo a memoria un tiro in porta. Nemmeno un tiro in porta in 90 minuti, esclusa la punizione di Andrea Pirlo. Né Vucinic né Matri, né Anelka né Giovinco. Anche se, se posso permettermi e mi permetto, il francese è stato l’unico a tentare la verticalizzazione. In una partita dove la Juve ha magnificamente operato per via orizzontale. Solo che chi ha concepito il gioco del calcio ha previsto il gioco in verticale, tanto è vero che le porte sono sistemate sul lato corto del campo.

Alla mancanza di forze non credo. Come diceva un comico romano “hai 20 anni, ti faranno 30 analisi al giorno, ti alleni 8 ore al giorno, sei sano come un pesce e qualche sgroppata te la puoi fare”. E’ un problema di testa, come diceva quel saggio. Di stimoli. La Juve ha tanta voglia d’Europa, mentre in Italia è convinta di poter decelerare per restare su.

E va pure bene perché il Napoli fallisce l’avvicinamento. E così mi viene voglia di rosicare.

Rosico perché abbiamo dato fiato a dei morti. La Roma aveva la peggior difesa, probabilmente i due peggiori portieri della Serie A, di sicuro una scarsa organizzazione difensiva e noi non li abbiamo mai punto.

Rosico perché un fallo come quello meriterebbe il rosso, invece poi Totti ha segnato il gol vittoria.

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Rosico perché sempre su Pirlo c’è stata una manata violenta di Lamela.

Rosico perché nessuno sottolinea i due episodi, molto chiari e palesi. A maglie invertite oggi ci sarebbe uno show martellante contro la Juve.

Rosico perché non siamo tutelati e in questo 2013 è molto evidente.

Rosico perché a Napoli la Samp poteva ottenere due chiari rigori, invece Doveri (sì, proprio quel Doveri!) ha fatto finta di nulla.

Rosico perché su Maxi Lopez lanciato a rete c’era un fallo netto di De Sanctis fuori area, ma andava tutto bene.

Rosico perché stiamo offrendo il fianco a chi, ormai è evidente, sta desiderando una nostra caduta. E avremmo pure la classe e la forza di chiudere questo campionato in appena due partite.

Rosico, ma tifo Juve e allora è sempre un piacere leggere e sentire i lamenti di chi da due anni è costretto ad aggrapparsi a ogni sorta di malefatta per vederci morti. Ma siamo vivi. Più che mai, siamo vivi. E sempre primi.

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La supermoviola della 31° giornata di Serie A

Continuiamo la nostra analisi dei casi di moviola, giornata dopo giornata. La costante è il rigorino al Milan, proprio quando serve. Per correttezza non parleremo più dei nerazzurri, mentre è interessante il lamento del Napoli.

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Palermo-Juventus

La Gazzetta è stata costretta a riempire il trafiletto con un paio di falli a centrocampo che “potevano essere puniti col giallo”. Sì, non è un refuso, c’è proprio scritto “giallo”, il colore del sole. Probabilmente un giallo evitato a Vidal, roba da ripetere il match.

Ci piace sottolineare come quando l’arbitro non incide… la Juventus vince e stravince in modo limpido e chiaro, netto e senza appello. Nessuna polemica al Barbera, Zamparini non ha nemmeno avuto il coraggio di aprire bocca per sparare una delle sue tante genialate. Più vittoria di così!

Milan-Fiorentina

Un’ottima Fiorentina, lontana anni luce dalle recenti prestazioni. Caparbia, sicuramente scossa dal proprio pubblico, certamente caricata dal Presidente che vorrebbe evitare la retrocessione. Milan alle corde sotto il profilo della personalità: più cattiveria nei viola, più idee lucide. Così per sbloccare un match difficile ecco che arriva il solito incredibile e vergognoso aiuto. Utilizzeremo le parole di una redazione palesemente juventina, quella di SKY:

Su Maxi Lopez non c’era rigore, sono sempre più convinto che non fosse da sanzionare, non c’è trattenuta, l’argentino va giù con troppa facilità.

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- Riccardo Gentile

In realtà, per coerenza, dobbiamo evidenziare una trattenuta: quella di Maxi Lopez sul marcatore Nastasic, la prima, da cui poi scaturisce la trattenuta lieve del difensore sul rossonero che cade come abbattuto da un caccia. Fra l’altro stessa dinamica (ma con scelta arbitrale opposta) di Barca-Milan. Ecco la differenza fra l’Europa e l’Italia.

Di più. L’ammissione di colpa di Maxi Lopez si fa evidente quando al termine del primo tempo un giornalista lo avvicina e dopo un paio di domandine veloci sulla condizione del Milan gli chiede del rigore. La risposta è la seguente: testa bassa, giro di tacchi e via in silenzio. Almeno l’onestà di non aver sparato cavolate.

Per fortuna la Fiorentina ha saputo reagire, ma non tutte le squadre se la sono così cavata: nelle precedenti 11 volte, infatti, l’avversaria si è arresa. Più all’evidenza dei fatti che alla forza del Milan ieri apparsa veramente debole. Lanci lunghi nella speranza di un’invenzione di Ibra, diciotto attaccanti in campo e tanta ipocrisia in TV: la squadra più forte e più completa, ahivoi, è in prima posizione. I numeri non possono mentire. Certo con questo tipo di aiuti il Milan rientrerà facilmente in gioco.

Lazio-Napoli

Mazzarri che si lamenta è strepitoso. La Champions ha condizionato pure questa partita, nonostante gli ottavi di finale siano lontani di qualche giorno. E poi c’è quell’arbitraggio maledetto, non già l’errore clamoroso di Inler che regala praticamente il rigore a Rocchi. A conti fatti gli errori proNapoli e contraNapoli si annullano a vincenda o, come dice qualcuno ignaro di onestà intellettuale, si comensano. C’è solo una squadra, numeri alla mano, per i quali non si sono compensati e fortunatamente non stanno incidendo più di tanto.

Comunque, per correttezza, c’era un rigore per il Napoli.

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Conferenza di Conte prima di Milan-Juve [video]

Con Ibra o senza Ibra… l’obiettivo della Juve non cambia di certo. Vincere, bisogna vincere.

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I 20 minuti di conferenza possono essere riassunti in questi due concetti: la totale indifferenza verso i giocatori che schiererà Allegri e l’obiettivo della Juve cioè la vittoria.

Niente cali di tensione, né sufficienza: la Juve deve correre indipendentemente dall’avversario e in questo confido in Conte.

Uno dei passaggi fondamentali è quando il tecnico leccese dice

[...] non dimenticate che il Milan ci ha battuto al Berlusconi.

Padronanza del mezzo televisivo e risposte gratuite a chi di solito deve obbedire a determinate regole interne.

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Passiamo al campo. Tutti a disposizione, con una difesa che dà ampie garanzie e verrà certamente messa in difficoltà dai punteri rossoneri. Soprattutto in attacco dove tre giocatori si giocano due maglie: Vucinic, Matri, Quagliarella. In questo preciso ordine di gerarchia, anche se nelle ultime ore prende corpo l’idea di Fabio Quagliarella titolare.

A centrocampo Pirlo verrà affiancato dai soliti noti: Vidal e Marchisio. I due non stanno attraversando un momento di forma eccezionale e si attendono delle prove simili al 2011. Sono loro la chiave di tutto il match, per quanto mi riguarda. La loro partita può spostare tutti gli equilibri del match, in fase di contenimento e in fase di attacco.

Allegri non avrà a disposizione Boateng e Maxi Lopez.

A domani per tutti i dettagli. Intanto gustatevi i due video.

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Amauri si rompe. E chi se lo compra ora?

E’ la prima domanda che mi sono posto. Alla lettura dell’articolo ho subito pensato alla sua cessione a gennaio che, a mio parere, deve comunque avvenire. Sottocosto, deprezzato, minusvalenza… chiamatela come volete, ma questo qui deve andare via.

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Per di più indossa una maglia importante, prestigiosa. Indossa la numero 11 che è stata indossata da grandi giocatori. Gli ultimi nove anni l’ha avuta Pavel Nedved, uno che nella storia della Juve ha lasciato segni indelebili del suo passaggio.

Amauri si rompe, proprio quando tutto propendeva per un suo ritorno in campo. Perché finora si era visto soltanto il famoso manichino di Amauri, quello che sembra muoversi con tendenze umane, ma non certo a livello di un giocatore di calcio. Che, addirittura, vorrebbe fare l’attaccante.

Ora si rompe, con una nota del sito bianconero che non è invitante. Certo il destino pare suggerirci, con forza, con estrema forza, il prossimo obiettivo di mercato se questa Juve vuole continuare il processo di innovazione e cambiamento attuato da Andrea e Beppe.

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Amauri rotto significa pure dover spremere per un mesetto i tre moschettieri Alessandro Del Piero, Fabio Quagliarella e Vincenzo Iaquinta. I tre attaccanti della Juve hanno segnato in modo dignitoso. I numeri parlano a loro favore, e contando addirittura i minuti in campo c’è da stare felici. Soprattutto per il gioco prodotto, sempre efficace e al servizio della squadra. Una squadra che ritroverà Krasic domenica a pranzo (si gioca alle 12:30), ma che è ancora in fase di convalescenza.

Per fortuna ci sarà Traoré che dovrà ambientarsi velocemente. Chieda a Milos Krasic per suggerimenti e consigli. Ci sarà pure Sorensen che a questo punto insidia seriamente la leadership di Motta, anche in attesa di Grygera.

Ma sul mercato ci andremo. Occorre un terzino destro, appunto, finché non si farà luce e chiarezza sul futuro di Grosso. E occorre un attaccante. Torniamo quindi al punto cruciale e alla notizia del giorno.

Si dice, in Inghilterra, che Roberto Mancini abbia rotto con Adebayor. Chi è Adebayor? E’ un togolese, attaccante, uno forte fisicamente e discretamente forte tecnicamente. E’ uno che fa movimento, è uno d’area, è uno che sa il fatto suo anche se non è un bomber puro, di quelle razze pregiate alle quali apparteneva Trezeguet, tanto per fare un esempio. Si integrerebbe bene con Iaquinta e con Quagliarella, figuriamoci con Alex. Ma non credo possa garantire 20 gol a campionato. E allora?

E allora, in attesa che a giugno Andrea Agnelli sieda al tavolo con la maglia bianconera al collo di Dzeko, conviene ragionare. Che serve una punta forte fisicamente, questo è fuori di dubbio. Che serve un bomber, questo è accertato. I profili internazionali hanno una problematica non indifferente: l’alto costo del cartellino. E Marotta non può fare miracoli. O meglio, basterebbe che li ripeta. Tipo un Cassano a zero euro portato a Genova. Ecco, per esempio potrebbe ripetere l’operazione portando stavolta a Torino un certo Karim Benzema. Sarebbe follia, e forse anche idiozia, sparare nomi tipo Torres. E non mi entusiasma, nonostante il valore, Forlan (va per i 32 anni) e Maxi Lopez (una quarta scelta, non un titolare). Resta dunque da capire quali sono i seguenti fattori, passibili di modifica da qui a gennaio: quanto tempo starà fuori Amauri, qual è il margine per poterlo vendere, qual è il budget a disposizione di Marotta!

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