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Tag: melo

Gente che va e gente che viene

Mentre il giornalaccio allontana Del Piero dalla Juve, a Torino è chiaro che bisogna lavorare seriamente. Da Buffon a Melo, da Trezeguet a Camoranesi, da Amauri a Sissoko. Tutti nell’occhio del ciclone. Tutti con un piede fuori dalla Juve e l’altro pericolosamente dentro.

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A firma di Bramardo, o qualcosa del genere, uno degli articoli più surreali. Praticamente dà già fatto il passaggio di Del Piero negli States. Come se si trattasse di un giovanotto qualunque, peraltro bocciato in questa stagione. Come se a scriverlo fosse un signore che si è risvegliato da un lungo sonno cominciato nel 1992 e quindi si sia perso gli ultimi venti anni di calcio in cui Del Piero si è reso talmente protagonista da dar fastidio alla stampa italiana. Il fastidio è dettato dalla sua Signorilità, dalla sua classe immensa dentro e fuori il campo. Sempre lucido, pacato, mai fuori dagli schemi. O, considerando il tasso di educazione e intelligenza del calcio moderno, molto fuori da questi schemi. La Juve affonda e la cara Cazzetta-Rosa sembra voler dare le colpe a Del Piero. Non credo di dover replicare a tale articolo e a tale concetto.

L’unica verità è che Del Piero negli States ci vive bene… le vacanze. E potrebbe anche un giorno decidere di approdare oltre oceano, seguendo l’esempio di BobbyGol che andò a formarsi. Formarsi per un lungo periodo da dirigente. E chissà che lo stesso percorso non venga intrapreso da Alex in futuro. Già, in futuro. Per adesso, anche visti i limiti dettati dall’età per esempio, fa parte della Juve. E a lui sono affidate molte speranze per il prossimo anno. Anche per venti minuti, anche per dieci. C’è bisogno di Alex per far capire cosa significa indossare la maglia della Juve. C’è bisogno della sua personalità dentro uno spogliatoio mai come oggi spaccato o poco unito, ammesso che ci sia differenza fra i due concetti. Complimenti a Bramardo per l’invenzione letteraria, ma i premi per la fantascienza sono finiti.

Marotta, di riflesso, dovrà occuparsi di casi spinosi e ben più reali di quelli riguardanti il Capitano. Gigi Buffon si è espresso, come sempre in modo chiaro. Ma è altrettanto chiaro che Buffon alla Juve potrebbe anche non rimanere. Serve un taglio e paradossalmente dalla sua vendita potrebbero arrivare i maggiori soldi da reinvestire sul mercato. La rosa è da ringiovanire, praticamente in ogni reparto. E prima o poi bisognerà dire addio a SuperGigi. Io propenderei per la sua permanenza, stesso discorso che per Del Piero: una personalità troppo importante, un Campione vero come pochi al mondo.

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Gira una voce a Palermo: Amauri potrebbe seriamente ritornare. Rossi ha bisogno di un ariete, la Juve praticamente non ha bisogno di Amauri. Due anni fa quel genio assoluto di Secco lo prese per 23 milioni di euro. Bastava dar ragione a Luciano Moggi per evitare di cedere Nocerino alla concorrenza (concorrenza, sì, siamo realisti!). Oggi piazzare questa larva che funge da attaccante è complicato, alla luce anche di un rinnovo quanto mai azzardato. Il suo procuratore è comunque certo: Amauri non si muove da Torino. Ti credo!

Se Amauri non parte, è quasi certo allora l’addio al bomber franco-argentino. Dopo una valanga di gol, quattro scudetti e moltissime soddisfazioni, David Trezeguet lascerà la sua terza patria, dopo Argentina e Francia. Un altro francese a irrobustire una storia che ha visto in Platini la stella più brillante. La Juve cerca disperatamente il suo erede, ma io in giro non ne vedo. Farei follie giusto per quel Pazzini in blucerchiato, ma significherebbe, dopo Marotta, Del Neri e Paratici, una razzia. Non siamo mica Disonesti, noi!

Confermato Sissoko dai tifosi, resta da capire il volere di Del Neri. A centrocampo serve uno dai piedi buoni e dai tempi da regista. Serve uno capace di svolgere i due ruoli: incontrista e regista. Ai tempi del Chievo meraviglioso interprete fu Eugenio Corini, nato proprio in bianconero. Ai tempi della Samp invece è stato Palombo. Ma oggi serve un talento. Scartata l’ipotesi Ekdal – perché è bello dire puntiamo sui giovani, ma serve pure coraggio a lanciarli – non resta che affidarsi all’estero, perché in Italia oltre Pirlo non vedo altra gente.

Melo sarebbe una pedina perfetta per qualche clamoroso scambio all’estero. Spagna, ma più probabilmente Inghilterra. Londra per esempio, sponda Arsenal, ma non prenderò in giro nessuno pubblicando il nome di Fabregas. Quello me lo tengo per me, giusto per sognare. Ci fosse Moggi allora sì che dal sogno ci potremmo svegliare facilmente, ma i tempi sono altri. Se non Fabregas almeno Van Persie, proprio con questo tono da elemosina di emozioni. Sarebbe pure più utile dello spagnolo, e persino un colpo importante tatticamente.

Intanto negli States la Juve porta con sé un uomo che Del Neri conosce bene. Simone Padoin, italiano, italianissimo, giovane e di belle speranze. Fa l’esterno, sinistro in particolare. Ha siglato un bel paio di campionati con la maglia, ahinoi, nerazzurra di Bergamo. Ha un tiro potente e buona corsa. Vedremo. Si allontana però clamorosamente il nome di Antonio Candreva. Un centrocampista che ha dimostrato più di tutti di poter crescere e stare alla Juve. Un giocatore che ha rispetto agli altri ha guadagnato consensi, favori e voti alti. Ma la Juve vuole farsi del male e lascerà perdere tutto. Eppure Candreva potrebbe inserirsi e trasformarsi in un centrale. Ottimo dribbling, buona la visione, buona la corsa, buono il fisico. Ha 22 anni, è nel giro della Nazionale. Sembra proprio avere tutti i criteri indicati da Marotta. Se mai la Juve non dovesse riscattarlo qualcuno dovrà pur dire i motivi per cui si è lasciato andare un simile giocatore, no? A proposito, Candreva è un’invenzione di Bettega. L’ultimo regalo per una Signora che lo ha tradito! Vergogna!

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Juventus-Atalanta 2-1 Ampi margini

La vittoria vale solo per i 3 punti, per il resto evidenzia ancora una volta qualcosa che francamente proprio non mi spiego.

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Bene la scelta iniziale degli undici, bene ovviamente per la squadra avversaria. Diego in campo quando non riesce più a spingere le gambe (e l’infortunio provvidenziale è solo il risultato di un trattamento inconcepibile da parte dello staff tecnico, ecco perché continuo a difenderlo), Giovinco in panchina. Nessuna mossa per sorprendere, nessuna variante per provare qualcosa di diverso nei movimenti, nelle tattiche, nelle posizioni, negli schemi. Hanno cacciato Ciro perché probabilmente non lavorava bene durante la settimana, ma io continuo a vedere che questo fantomatico lavoro non esiste e continuerà la sua assenza. Legrottaglie e Cannavaro non sono due giovanotti qualsiasi, anche Grosso ha un po’ di esperienza alle spalle per commettere quel gravissimo errore sul gol di Amoruso. La disattenzione solitamente è frutto di stanchezza o semplicemente è innescata da un meccanismo inconscio di totale distaccamento dalla realtà. E la realtà ha nomi e un contesto molto preciso: Calciopoli e la Nuova Proprietà/Dirigenza.

Sintomatico che un grido di dolore lanciato sul Web sfoci fra le curve. Significativo il fatto che tale grido produca una contestazione molto molto bella, a parte qualche solito imbecille che preferisce prendersela con chi avrà sì qualche colpa ma in fondo è anche vittima. La protesta deve però continuare visto che qualche risultato la sta producendo.

Buffon in tribunetta, Bettega e Secco seduti vicini e Blanc dietro le quinte. Alzato, niente poltrona per lui, distante dal Direttore Operativo arrivato troppo tardi. L’espressione di chi sa che non ha più futuro e di chi ha tragicamente rovinato il passato. Sarà solo un piccolo dettaglio, ma mi sento già meglio. Molto meglio e vedo il futuro con un po’ di ottimismo. Vai Roberto, vai!

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Zaccheroni dovrebbe spiegare in quelle sue conferenze pacate perché mai un pubblico come quello bianconero deve rinunciare a gioire per le giocate di un talento puro come Giovinco. Qualche espertone di calcio dovrebbe giustificare il fatto che Giovinco entra in campo solo quando si hanno 18 infortuni. Vergognoso. E Giovinco nel secondo tempo timbra più palloni pericolosi di Del Piero e Trezeguet e Diego nelle precedenti quattro partite. Non è un caso se la Juve si accende quando la palla arriva al piccolo genietto. Relegato sull’esterno sinistro, quasi a voler mortificare il gioco del calcio, riesce comunque a svegliare i compagni. Ha il cambio di passo necessario per liberare gli attaccanti da alcuni movimenti laterali, così da essere pericolosi in area. Ha i piedi per poter innescare Trezeguet o Del Piero, o per saltare l’uomo e andare al tiro. Questo è Giovinco e in giro molte squadre vorrebbero il suo cartellino. Ferrara ha più volte tentato di inserirlo, ma poi è stato costretto a guardare il costo di un giocatore. Zaccheroni non si è nemmeno accorto di lui, tranne che ieri. Spero che l’infortunio di Diego sia tanto lungo da permettergli di rifiatare e trovare il giusto equilibrio e, al contempo, da permettere a Giovinco di trovare di più il campo e guadagnarsi la prossima rosa bianconera. Semmai dovesse arrivare Benitez so già che Giovinco avrebbe molte possibilità di poter giocarsela con tutti. Per quanto mi riguarda le sue assenze sono assolutamente vergognose.

Capitolo imbecilli, o quelli che la stampa chiama tifosi. Probabilmente ci meritiamo i vari Elkan e Blanc. Le parole di Zebina nel finale di gara sono semplicemente eccezionali. E’ un ragazzo che ha molto da insegnare a tutti, la testa calda in campo è solo un dettaglio. Ci mette l’anima, corre e si batte, non tira mai indietro la gamba e ha pure servito qualche assist e segnato un gol. Ma che cazzo deve fare Zebina? Si vergogni quello che ha alzato le mani, sperando che qualcuno faccia di lui una pezza, e si vergognino quegli imbecilli che continuano a fischiarlo. Evitino almeno di andare allo stadio con la sciarpa della Juve.

Commovente il gesto di Melo. Gol liberatorio, gol vittoria, buona prestazione e a mani giunte ha chiesto perdono per i suoi atteggiamenti. No, non ci meritiamo questo gruppo. Ci meritiamo Blanc e Elkan. La colpa non è loro, è solo nostra.

P.S.

Non sono da Juve. Diego, Melo e via dicendo non sono da Juve. Io sono convinto che questa Juve non sia alla loro altezza.

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Lo strano atteggiamento dei tifosi

A rivedere le immagini finali di Juventus-Siena c’è un dettaglio che mi era sfuggito e che assolutamente è disgustoso. Mai come quest’anno la Juventus ha dato ampia dimostrazione di anti-juventinità. Troppe persone letteralmente se ne fottono della maglia privilegiando propri interessi. Fra questi Fabio Cannavaro, sorridente e rilassato, addirittura contento per Alberto Malesani. Un giocatore che dice di sentirsi la Juve dentro non poteva essere in quelle condizioni subito dopo la disfatta. Fabio, che succede? Torniamo a fischiarti e magari qualcosa in più? Pensi solo al Mondiale? Perché se la risposta è sì puoi già preparare le valigie e scappare da Torino.

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E’ inconcepibile che in una domenica maledetta i pochi a salvarsi si chiamino Marchisio e Candreva, due che invece dovrebbe essere gli studenti in mezzo a una folla di senatori e professori. Così come è inconcepibile che questa Juve continui a perdere pezzi nel momento topico della stagione, con spareggi in campionato e sfide delicatissime in Europe League. Gli ultimi a saltare sono Legrottaglie e Manninger, e addirittura pure Chimenti che è in forte dubbio. Affidarsi nuovamente a Grygera è delittuoso.

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Il ceco ha letteralmente consegnato i tre punti al Palermo e regalato il pareggio al Siena entrando, negativamente, in tutte le azioni da gol dei senesi. Sul primo lancia praticamente Maccarone, sul secondo lo lascia tirare sul secondo palo, sul terzo provoca un rigore che nemmeno i pulcini. 5 punti, 5 maledettissimi punti gettati al vento e non sono gli unici gravissimi errori di Grygera, ultimo prodotto di Ranieri e non è un caso. Se la Roma lo vuole Bettega sarà felice di firmare: paghiamo noi, siamo disposti a pagare la sua partenza. Per favore, però, basta questi rincoglioniti, meglio gente giovane e juventina da far crescere cui si può perdonare più facilmente un errore o una distrazione.

Sempre a rivedere le immagini, parzialmente, devo chiedere scusa a Melo che più volte ha detto “Io ho incitato, li sentivo muti così li ho provocati”. Ed in effetti i primi due gesti sono da incitamento, poi però arrivano i soliti idioti fischi di gente che juventina probabilmente non è, e così Melo li manda a quel paese. In un momento in cui la squadra è in netta difficoltà fisica e psicologia non sarebbe il caso di incitare tutti con cori e applausi, tale da far scoccare la scintilla mentale e dare la carica giusta ai ragazzi in campo? La mia mente è così contorta da pensare questo? Da voler agire così? E allora, per queste ragioni, chiedo scusa a Melo e critico ancora l’atteggiamento inconcepibile dei tifosi. Se vogliamo bene alla Juve dobbiamo provare in tutti i modi ad essere il 12° uomo in campo.

Meno due giorni dalla gita a Londra. Già, la gita. Se lo spirito e le gambe sono quelle di Siena, con in meno Legrottaglie e Manninger allora siamo messi non male, ma peggio. Chiellini recupera? Camoranesi ha intenzione di giocare per la Juve? Diego diventerà finalmente decisivo? E Pinsoglio subirà l’emozione di un esordio terribile? Forza Zac, dormi bene la notte e fai le scelte giuste! Siamo con te.

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Vigilia europea per la Juve e punto sulla Champions

Se da una parte Melo si sente forte e promette di crescere ancora, dall’altra parte, semmai fosse vera la notizia, la richiesta più o meno esplicita dell’Arsenal non lascia indifferenti nessuno. Apro quindi questo mio articolo col fantamercato: e se proponessimo uno scambio Melo-Fabregas? Dal mio punto di vista la Juve guadagnerebbe un regista, potendo contare su Marchisio e Sissoko come mediani di rottura e magari di qualche giovanotto come Marrone in prospettiva. Oltre a Candreva e a un esterno tale da rimpiazzare Camoranesi. E se prendessimo coraggio avanzando una proposta del genere a Wegner?

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Al di là di questa mossa, è chiaro come alla Juve serve un regista. Un regista puro e di talento e giovane! Occhio quindi ai tre fattori da considerare per il prossimo mercato: puro, di talento e giovane! Niente più errori come quelli commessi da Ranieri, meledetto il giorno che il CdA ha avallato le sue scelte. Staremo a vedere.

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Vigilia di Coppa, con una italiana che ha già abbandonato le competizioni europee. Si tratta della Fiorentina che ieri ha potuto usufruire di un arbitraggio giusto: ci poteva stare un rigore per i viola, così come ci stava il fuorigioco di Gila sul primo gol di Jovetic, e magari l’arbitro ha sorvolato su qualche entrata a metà campo dei viola! Tutto nella norma, peccato per il gol subito fuori casa, quello di Klose. Ma del resto la Fiorentina deve assolutamente mangiarsi le mani per errori propri: i due gol presi ieri sera. Su quelli non ci sono lamenti che esistono e su quelli Prandelli deve lavorare. Tre volte in vantaggio, due volte ripresi. In Champions questo non è permesso, figuriamoci ad una neoPartecipante come la Fiorentina. Ho piacere per Galli che ieri era al commento tecnico. Sabato sera ebbe a dire “la Fiorentina ha fatto l’errore di voler giocare al livello della Juve, cioè male!”. Beh, guarda Giovanni, il risultato è questo: il Bayern passa ai quarti, la Juve ha eliminato la Fiorentina dalla corsa Champions e si è portata a casa i 3 punti. A voi restano i complimenti. Io mi sento terribilmente soddisfatto. Alla luce anche dei commenti da ricovero di due settimane fa!

L’Arsenal ha massacrato il Porto.Al Porto va ricordato come l’anno orribile passato alla storia come il peggior anno calcistico (il 2004, con Porto e Grecia protagoniste e l’Italia a piangere per un presunto, solito, complotto ai nostri danni) non sempre si può ripetere. Capita pochissime volte nella vita. Arshavin e il talentino Nasri (loro sì che li schierano i talenti, mentre Giovinco resta in panca) distruggono difesa e centrocampo portoghese e permettono allo sciupone di turno di realizzare una tripletta. E mancava il cervello Cesc!

Torniamo alla Juve. Del Piero in campo, con a fianco Iaquinta. Turno di riposo, almeno un tempo, per Trezeguet. Sissoko forse non ce la fa (non dovrebbe), Marchisio ha la febbre, Caceres e Camoranesi recuperano. Gioco forza Poulsen sarà in campo con Candreva. Legrottaglie e Cannavaro devono oscurare l’assenza di Chiellini: compito difficilissimo. Servono gol, tanti gol. Serve sicurezza e tanta tanta tanta fame.

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C’è la Fiorentina, ma si è parlato d’altro

In casa Juve gli argomenti non mancano di certo. Incombe la sfida, molto importante, con la Fiorentina. I tre punti, come si dice di solito in queste occasioni, valgono qualcosa di più. La realtà dei fatti propone infatti un primo spareggio per la zona Champions. Chi salta rischia seriamente di compromettere la rincorsa. Il pareggio sarebbe il risultato più logico e lo consiglio a chi intende scommetterci su!

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C’è la Fiorentina ma si è parlato d’altro in questa settimana. Da Capello al sempre più interessante Cesare Prandelli. Dai possibili colpi di mercato in entrata alle clamorose cessioni. Si è parlato d’altro senza nessuna logica. Il motivo di tale pesante assenza, cioè la logica e il buon senso, è sempre lo stesso: un ambiente, quello sportivo italiano, che ha perso di vista valori, etica, deontologia. Si fa sempre e solo quello che interessa al padrone.

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Ma lo stile non si acquista e non si svende: chi lo ha lo mantiene, gli altri si attaccano. Così capita che nella settimana in cui i giornali e solo i giornali hanno offerto Melo a mezza Europa lo stesso Felipe Melo rilascia dichiarazioni d’amore alla gente bianconera e alla società. Per via, è vero, di un contratto siglato, ma anche per via di progetti e idee che collimano: rinascita e rivincita.

Chiuso l’affare Melo – per la cronaca ha abboccato solo l’Arsenal, rimediando in brutta figura – si è aperto quello per Diego. E qui si è praticamente chiuso l’accordo col Bayern. Il Bayern ci dà Ribery e noi cediamo Diego. Ma qui qualcuno ha capito di aver esagerato e la notizia è stata cestinata. Una cazzata al giorno è concessa, due in una no! Per di più, quasi a voler prendersi gioco di certa stampa, Diego ha rilasciato un’intervista mica male nella quale ha rivelato di aver parlato allo spogliatoio intero. Ha chiesto scusa per le sue prestazioni, ha ribadito la sua ferma volontà di far bene alla Juve, ha promesso di impegnarsi ancora di più per mettere fine a questo periodo buio. Cose che accadono solo alla Juve, in quanto reali. La vicenda si chiude qui, o forse non è mai stata aperta. Italiche cazzate che spiegano pure il crollo improvviso di Controcampo e della Cazzetta-Rosa. A tutto, badate, c’è una spiegazione. Si capisce pure, da simili meccanismi infami, come l’Italia del pallone abbia perso appeal all’estero e certe cifre sono solo inventate. Siamo in crisi, in piena crisi cui potrà porre temporaneo rimedio solo un uomo: Marcello Lippi. Ma parte male la sua seconda avventura perchè stavolta ha tutti contro. Io al posto suo chiarirei bene ruoli e poteri e se qualcosa fosse storta leverei il disturbo. Lippi non deve dimostrare nulla a nessuno!

Proviamo a parlare di campo? Iaquinta c’è, come direbbe Guido Meda. Non dal primo minuto, ma sicuramente nel secondo tempo la sua maglia numero 9 correrà per il campo ad aprire spazi. Fondamentale il suo recupero per una serie di ragioni: assenze e qualità che potrà dare al gioco e alle idee di Zaccheroni. Nessuna chance per Giovinco, né per Camoranesi. E queste due ultime assenze pesano come un macigno. Rientra dalla squalifica il Principino che si giocherà un posto con Melo reduce dagli sforzi verdeoro! Candreva è carico a mille, Sissoko pian piano sta recuperando la forma migliore. De Ceglie se la vedrà con Grosso, ma parte favorito. Grygera e Zebina si giocano il posto a destra vista l’assenza di Caceres. Cannavaro dovrebbe avere la meglio su Legrottaglie. Per il resto i giochi sono fatti. C’è da vendicare la sconfitta di Palermo. C’è da vincere. E giovedì è ancora tempo di Europe League.

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Juventus-Ajax 0-0 Prova di maturità

Non è stata una Juve spettacolare: non doveva esserlo e non poteva esserlo per varie ragioni. E’ stata invece una Juve matura, una Juve che ha usato il cervello per comandare gambe stanche e la qualità dei ragionamenti preparati in settimana si è vista.

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Una Juve accorta ha fatto fuori l’Ajax, temibile avversario, giovane eppure insidioso. Non è un’impresa, ci mancherebbe, ma aggiunge un pò di valore a questa stagione che non accenna a cambiare in quanto a sfortuna. Fuori Buffon e ieri, dopo 10 minuti, fuori anche Amauri. Proprio il brasiliano che sarebbe servito come il pane dopo aver ritrovato le scarpette di calcio e un minimo di forma mentale. E’ sfiga o è una qualche maledizione di morattiana firma?

La lettura della partita è perfetta: si attacca nel primo tempo cercando il gol e facendo capire agli avversari che si hanno le armi per fare male. Si amministra nel secondo tempo in quanto le energie sono già esaurite e domenica c’è il Palermo, poi Fiorentina, poi Napoli e via così, compresi gli ottavi di finale contro il Fulham. Non sarà la Champions League, ma a me questo trofeo ispira. In fondo, è da un pò che non portiamo qualcosa a casa e questa coppetta non è proprio pari al Trofeo TIM.

Difesa di ferro. La promessa di Chiellini è stata “cercheremo di registrare la difesa”. Ecco, promessa mantenuta. Ora cerchiamo di mandare le repliche di questa registrazione per favore. Perchè non sempre si fa gol. Ieri ci si è messo il palo (Sissoko), due difensori sulla linea (Legrottaglie e Chiellini), un buon portiere (Del Piero e Marchisio) e mira non precisa.

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Prova di Melo strepitosa. A noi, lì in mezzo, serve uno che picchia e che combatte, che mette la gamba, che litiga, che accende gli entusiasmi dei tifosi con gesti plateali e tante grida. Ci serve Melo e Melo è tornato. Non avrà certo le qualità di Dunga in fase di regia, ma non lo abbattono nemmeno le pallonate. Va a sfidare pure l’arbitro e ha talmente tanta ragione (un numero imprecisato di falli mai puniti) che lo stesso direttore di gara non può fare altro che sorbirsi la risatina di Melo che aveva tanto il significato “se la mettiamo sulla rissa finisce male!”. E per magia i falli diminuiscono.

In Spagna è andato in onda un servizio su Alex Del Piero e si mormora che a Madrid la gente a casa si è alzata dal divano ad applaudire. In Italia si fa fatica a fargli i complimenti. Ma ad Alex Del Piero interessano, da sempre, i fatti. E i fatti dicono che lui è la Juve e non c’è altro giocatore così determinante sulla faccia della terra. Va per i 36, ma ha la gioia e la grinta di un ragazzino che deve ancora conquistare tutto, mentre lui ha già conquistato tutto. E più volte. Trascina la squadra, nasconde la palla, lancia, prova il tiro, corre, rincorre e scalcia. Non è stato come tutta la Juve brillantissimo, ma a questa Juve, a noi tifosi, basta vederlo così. E’ un’amore incondizionato, forse senza pari. Probabilmente Boniperti per i più vecchi, Scirea per i meno vecchi, ma Del Piero è Del Piero ed è inarrivabile. Inavvicinabile per fatti, per comportamenti e per dati. Capitano, sei grande!

E mi accingo al primo complimento per Zaccheroni. Finora non ne ho fatti di così espliciti. Memore dell’andata e reduce da uno studio dei rivali e delle condizioni della Juve, Zaccheroni esegue una scelta da Gran Maestro: Marchisio a destra, Sissoko a sinistra. Chi si ricorda l’andata non può non notare come la Juve non ha mai sofferto sulle fasce ieri sera, al contrario che in Olanda. De Ceglie spinge e costringe il proprio rivale a rimanere basso. A proposito: vai Paolino, vai che cresci ancora e da lì non ti muoverà più nessuno! Dall’altra parte Grygera difende bene e Marchisio offre più copertura e sufficiente spinta. Mossa, a mio avviso, geniale a dimostrazione del lavoro che la Juve compie in settimana. Altra mossa intelligente: far rifiatare Diego e mettere Candreva. Camoranesi aumenta il minutaggio e a me pare pronto per lo sforzo contro i rosanero.

Diego è uscito con una faccia che lascia ben sperare chi tifa Juve. Se sei molle e scarico non ti incazzi, accusi il colpo. Invece il numero 28 esce scuotendo il capo, dice “no, no” e va dritto negli spogliatoi. Lui per primo sa che questa sostituzione è benefica. E’ a corto di fiato e a noi serve il miglior Diego. Zac annuncia che gli parlerà ma che “conoscendo Diego, non ci sarà alcun problema. Certo non poteva essere felice e anzi questo è un fatto positivo.”. Concordo con Zac che oggi verrà subito analizzato dal CdA. Occhio a non fare cazzate, voi in giacca e cravatta. Perchè questi ragazzi sul campo hanno deciso di non farne più. Vai Juve che siamo sulla buona strada!

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Livorno-Juventus 1-1 Ai confini della realtà

Ci sono troppe cose che non vanno e non credo – speravo di non scriverlo – che lì dentro ci sia una sola persona voglia bene alla Juventus. Figuriamoci Zaccheroni che si prenderà il suo centinaio di migliaia di euro e andrà nuovamente in vacanza. Figuriamoci poi le sue tattiche e tutti i discorsi nei quali – noi stupidi tifosi – ci siamo fiondati. Senza avere nulla in prova, nulla in cambio.

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Ma sei arrabbiato per il pareggio? – mi ha detto ieri sera. Assolutamente no, sarebbe un modo assai sconveniente per analizzare la Juve. Mi fanno paura molte cose.

Comincio dagli episodi, perchè se perfino chi ha acquistato la Federazione può lamentarsi, non vedo perchè noi non dobbiamo lamentarci. E badate, non accade. Non vedrete mai Blanc alzarsi in piedi per urlare e non si noterà mai la presenza di Secco. Solo Bettega ogni tanto pare parlare con qualche entità misteriosa, probabilmente maledicendo proprio gli individui che ha al fianco. La distanza fra BobbyGol e gli altri due imbecilli è incolmabile. E’ lui per esempio che quasi accoglie Spinelli e i suoi, mentre nessuno si fila gli altri due imbecilli. E’ sempre Bettega che dice le parolacce quando in campo accade l’incredibile. A questo qualcuno lassù deve porre rimedio. Ma comincio con gli episodi.

Cross dalla destra d’attacco del Livorno, Lucarelli va col gomito su Caceres. Sarebbe fallo, anzi è fallo, ma si prosegue. Un paio di secondi dopo Filippini segnerà di testa. Proteste di Chiellini e Cannavaro, ma è 1-0 per il Livorno. Ci sarebbe pure da capire perchè Grosso non salti di testa e non avrebbe avuto bisogno di saltare, ma sono quei dettagli così misteriosi che pure Mariello Prapapappo si spaventerebbe.

Punizione dalla metà campo. Batte Diego e testata di Legrottaglie. 1-1 e scattano le proteste del Livorno. Dopo il gol, non già prima della punizione. Ma va bene così. Proteste che perdureranno fino all’inizio del secondo tempo, mentre non c’è un disgraziato bianconero che provi a capire quali sono i motivi per cui il Livorno dovrebbe aspettarsi qualche regalino nel secondo tempo. Ok, sono quei dettagli che proprio non riesci a capire.

A metà del secondo tempo accade l’incredibile. Grandissimo numero di Melo che se ne va in percussione in mezzo a tre uomini, resiste e cambia direzione, vince un contrasto con Filippini e allarga sulla destra per Caceres che da lì in poi ha strada libera per il cross. Fischio dell’arbitro: no, non può essere fallo? E infatti non lo è. Ah ok, allora ha sbattuto la testa? No, assolutamente. E allora? E allora Filippini c’è rimasto male per l’exploit di Melo e l’arbitro ha pensato bene di interrompere il gioco. Ha male alla caviglia e a casa si preoccupano, dunque è bene fischiare. Per le proteste ne farà le spese il solito Melo che vede trasformata un’azione bellissima in una interruzione senza senso. Ne fa le spese perchè successivamente un giocatore del Livorno va a sbattergli contro. Lui è fermo, non alza il gomito, ma lo tiene a sè quasi a ripararsi. Non c’è un movimento del corpo che faccia capire che Melo voleva “spiezzare in due” l’avversario. Rosso: la Juve resta in dieci. E va bene per i giornalisti che stavano cercando qualcosa per dare un 5 a Melo. Dalla panchina nessun accenno di protesta. E’ tutto ok. Sai, sono quei dettagli che ti lasciano un pò così.

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Diego si invola sulla destra, entra in area affrontato da due giocatori. E qui lascio la parola a Pistocchi, che tutto può essere tranne juventino: “Il giocatore del Livorno non prende palla, infatti non sarebbe nemmeno calcio d’angolo, ma tocca Diego. E’ danno procurato”. La frase si interrompe. La conseguenza logica e di regolamento sarebbe rigore. Diego non lo chiede, la Juve non lo chiede, quindi l’arbitro non lo dà.

E questi sono gli episodi. Mi sarebbe bastato il fallo su Caceres, ma sono quei dettagli che proprio non riesco a capire. E passiamo al capitolo Zac!

Non credo abbia il piacere di risvegliare la Juve. Nessuno ci credeva ieri. Va bene la tattica, va bene il poco tempo a disposizione. Va bene tutto, ma proprio, Zac, non puoi. E io rivoglio Ciro, almeno è juventino e mi fa simpatia.

Zac: non puoi schierare Amauri. Anche ieri abbiamo regalato un uomo. Non fa movimento, si ferma, non corre, non rincorre, non la prende di testa, perde contrasti, non salta l’uomo, non tira in porta. E costringe Del Piero ad allargarsi a cercare palla, quando questo movimento è proprio di Amauri. Una vergogna senza fine. Eppure resterà in campo. Anzi, e questa proprio non posso mandarla giù. La Juve deve rincorrere la vittoria e Zac tira fuori Del Piero per Giandonato. Giovinco resterà comodamente seduto. Zac: vaffanculo!

Non si capisce il motivo per cui De Ceglie è costretto a fare compagnia a Giovinco. Qualcuno me ne dica uno. Teniamo in campo Grosso e in panca De Ceglie, uno dei migliori contro la Lazio. E in dieci minuti mette più palle in mezzo lui che Grosso tutta la serata. Zac: vaffanculo!

3-4-1-2 o 3-4-3 o 4-3-1-2? La risposta è semplice: eravamo posizionati peggio che con Ferrara. Almeno Ciro è juventino e mi fa simpatia. Squadra senza testa né coda. Grosso era sempre basso, Chiellini faceva finta di allargarsi, mentre Cannavaro faceva il terzino tranne poi ritrovartelo a marcare a sinistra (rivedere il gol subito, prego!). Il centrocampo contro la Lazio aveva retto alla grande, contro il Livorno invece ha subito. E qui le colpe non sono di Melo o di Candreva o di Sissoko squalificato, sono tutte di Zac. Che non avrà avuto tempo per sistemare la squadra, ma certamente ha avuto il tempo sufficiente per prendersi un paio di vaffanculo.

Se becco Blanc e Secco per strada… beh leggerete sicuramente sul giornale! A tutti i non bianconeri: buon campionato a tutti, almeno godetevelo voi!

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