Probabilmente, per KO tecnico converrebbe concludere qui il Processo di Napoli. La possibilità di esercitare il diritto di difesa sta mietendo vittime su vittime. E sì che i giornali dicano anche un minimo di verità. Protagonisti di ieri mattina, 1 Giugno 2010, Pesciaroli, Ioli, Trentalange. E’ la difesa Pairetto che si è mossa e Narducci, il PM amico di Moratti, pare innervosirsi sempre più. Perfino la Signora (che badate, è un Giudice con due palle così) Teresa Casoria pare irrigidirsi ogni tanto a certe domande “suggestive”. Bah, che razza di Italia che viene fuori da Napoli. Ma cosa è accaduto di preciso?

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La difesa di Pairetto (Avvocato Bonatti) ha chiamato alcuni principali protagonisti dello scandalo. Perché se punti tutto sull’illecito allora vuol dire che sorteggi, partite e arbitri erano tutti, inevitabilmente, truccati! Così il primo a presentarsi davanti al Tribunale è Angelo Pesciaroli, un vecchietto dall’accento romano molto divertente. Risponde con una genuinità che mi fa domandare: “ma non è stato preparato questo interrogatorio?”.

Angelo Pesciaroli è un ex-giornalista. Ha curato per il Corriere dello Sport lo sviluppo dei sorteggi e gli esiti delle grigliate. Intendiamoci: questo giornalista assisteva in prima persona ai sorteggi, tanto a Roma e meno frequentemente a Firenze. Si “dilettava” – dice lui – con le griglie in quanto queste non nascono per diretta espressione del Padre Eterno, ma escono fuori da una serie di calcoli e statistiche che Pesciaroli spiega bene in aula. A volte ci si azzecca, a volte no. Esattamente come diceva Luciano Moggi che infatti a volte azzeccava e a volte no. Per Moggi c’è un’aggravante: nelle partite che contano non è riuscito a far uscire uno dei Nostri arbitri. Nostri nel senso di bianconeri. Luciano: sono veramente deluso! Che razza di Cupola gestivi? Ma torniamo alla realtà. Due i punti chiave della sua deposizione, interrogato dall’avvocato Bonatti difensore di Pairetto:

Bonatti: In che albergo avveniva l’estrazione?

Pesciaroli: Era in un albergo centrale di Roma: il notaio era al centro del tavolo con i designatori, veniva chiamato il giornalista di turno e veniva completata l’estrazione con la supervisione del notai, in mezzo ad una folla incredibile. Nell’estrazione di Firenze stesso sistema, ma l’aula era più grande.

Bonatti: Ha mai notato situazioni sospette o truccate?

Pesciaroli: No, non ho mai notato, per gli anni di esperienza non ho notato nulla. Magari avessi fatto questo scoop almeno avrei avuto la possibilità di allungarmi la carriera. Se avessi visto qualcosa di irregolare certo non me ne sarei stato zitto.

Vorrei far notare la modalità di estrazione: nemmeno Tony Binarelli sarebbe riuscito a far uscire le palline in maniera tale da creare illecito. La seconda osservazione è la seguente: Pesciaroli viveva quelle giornate in attesa dello scoop, cioè di poter scrivere di un sorteggio truccato. Incredibile, ma non è mai riuscito a percepire il minimo imbroglio. Con buona pace di Narducci e Capuano, in difficoltà su alcune opposizioni legittime degli avvocati difensori presenti in aula.

E’ il turno così di Antonio Ioli, un notaio che ha partecipato in qualità di supervisore ai sorteggi. Ha risposto alle domande di Bonatti, avvocato difensore di Pairetto, e quindi di Capuano e di Narducci. Anche qui non è stato necessario per gli avvocati difensori porre alcuna domanda. Evidenziamo il suo intervento risolutore:

Ioli: Tutto quello che concerneva questi sorteggi è comunque nei verbali che sono agli atti di questo processo. Le palline le aprivano e io facevo provvedere a richiuderle e a rimescolarle nelle urne che erano trasparenti. Non si potevano leggere i contenuti nelle palline perchè i fogli erano piegati. Non ho mai avuto sosperti di irregolarità.

Il fatto che le palline ogni tanto si aprivano scuote Narducci e il talento di quest’ultimo viene fuori proprio prima che il Presidente Casoria congedi il testimone:

Narducci: Quante volte è capitato che la palline venissero aperte?

Ioli: Potrà essere successo una decina di volte in tutti gli anni nei quali ho svolto questo servizio. Nei verbali non ritenevo di scrivere dell’apertura delle palline perchè avevo il controllo della situazione e potevo rendermi conto se queste erano chiuse o visibilmente diverse le une dalle altre e quindi riconoscibili. Comunque quando io verbalizzo un’estrazione, verbalizzo l’estrazione. Io non consideravo anomalo che una volta ogni tanto le palline potevano aprirsi al momento dell’inserimento nell’urna perchè poi facevo provvedere al rimescolamento. E poi comunque il foglietto all’interno era piegato. Non ho mai segnalato anomalie al riguardo.

Trentalange è invece un ex-arbitro e responsabile del settore tecnico dell’AIA. Il suo interrogatorio è semplicemente banale: nulla di nuovo, se non il fatto che le squadre non venivano interessate circa le prestazioni degli arbitri, Pairetto e Bergamo non erano mai intervenuti su Trentalange per sistemare qualche voto e che per lui le partite sono filate lisce. Gli interventi di Narducci e Capuano qui sono pari a uno sparo a salve. Narducci elenca un paio di partite ed episodi e l’ex-arbitro risponde con una naturalezza sconcertante: episodi dubbi? Normali, non dubbi da complotto o da illecito! Come decine e decine in tutto il campionato, a favore di questa squadra o di quell’altra. Ah, ok, grazie!

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Successivamente vengono interrogati arbitri e guardalinee. Alcuni passi fondamentali. Il primo riguarda Pisacreta (guardalinee) che dovrebbe essere Nostro. Per Nostro intendo bianconero, cioè affiliato alla Cupola di Moggi:

Bonatti: Negli ultimi 2 campionati quante volte ha arbitrato la Juventus?

Pisacreta: Se ricordo bene 11 volte.

Bonatti: Quante volte perse la Juve?

Pisacreta: Ogni volta che perse ero in campo, 6 volte.

Detto in stile Auricchio: “una settimana si sdoganava dalla Cupola, l’altra invece tornava a farne parte”. Il 50% dei match sbandierati vede la Juve perdere: era tutto concordato?

Il secondo è Mitro, ex-assistente. Qui sfioriamo per un attimo il ridicolo:

Bonatti: Bologna-Juventus arbitro Pieri. Venne concessa una punizione a favore della Juve con gol di Nedved

Mitro: Sì da una trentina di metri.

Sì, da una trentina di metri. La risposta è possibile leggerla in questa maniera: che ne so io che Nedved da quella posizione segna? Se volevo aiutarlo avrei indicato qualche rigore fasullo, no??? Eh, vallo a spiegare a Narducci.

Tutti i testimoni hanno risposto negativamente alle domande di Bonatti riguardanti eventuali pressioni per favorire una determinata squadra (la Juventus, nda).

Sul finale c’è una dichiarazione della Presidente Casoria: se Collina non si presenterà per la prossima udienza, verrà accompagnato dai carabinieri. Sto già godendo.

E finiamo con De Santis e Capuano. Il primo è un imputato, il secondo dovrebbe esserlo ma fa il PM. De Santis legge quasi integralmente la circolare della Lega Calcio numero 7 che regola le visite dei dirigenti negli spogliatoi degli arbitri. Capuano tenta di opporsi in quanto De Santis fa una premessa ineccepibile:

Se il colonnello Auricchio avesse chiesto copia di questo atto, che voglio leggere, e letto le disposizioni, certe cose che sembriamo scoprire ora si sarebbero sapute anche durante l’indagine. Si sente parlare a sproposito delle visite di Moggi, ma tutti sapevano cosa si poteva e cosa non si poteva fare. Nessun mistero, nessuna congettura. Ora questa carta è agli atti, poteva essere lì da quattro anni.

Qui finisce la giornata e comincia una grande battaglia che vedrà Collina e i Moratti Boys! Mi chiedo però cosa ne esce fuori da questo Processo di Napoli e mi dico spesso se, forse, sarebbe stato meglio ignorare queste sedute e pensare che la mia Juve era veramente colpevole. Di cosa non so e tuttora non si sa. Però dovrebbe essere naturale che se altre squadre hanno compiuto le stesse azioni della Juve, beh il prezzo da pagare dovrebbe essere uguale, o no?

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