In tutto il campionato non abbiamo mai visto la Juve chiudersi in difesa. Perciò Conte non lo farà nemmeno con un avversario molto temibile: il sentimento di antijuventinità che pervade la Giustizia Sportiva Italiana. E di cui abbiamo ampia prova in questi anni, a partire dal 2006.

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La Gazzetta ha tentato di buttarla sul ridicolo raccontando di una linea difensiva basata su un contrasto fra la moglie del tecnico bianconero e quella dell’oracolo Carobbio, ma la verità è un’altra.

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Alle 15 di questo pomeriggio Conte comincerà la sua battaglia contro Palazzi & Co. con una serie di temi caldissimi. Secondo nostre fonti la linea difensiva sarà un vero e proprio attacco alle tesi di Carobbio e ai metodi di Palazzi. Eccoli punto per punto:

  1. perché Carobbio gode di simile stima? Quali sono i motivi per cui la Procura pare coccolare questo ragazzo? Le contraddizioni dei suoi racconti e i tempi in cui ha raccontato le varie vicende in cui è implicato sono talmente evidenti che viene il sospetto di una indagine condotta ancora una volta in modo approssimativo. Conte chiederà lumi alla Procura in fatto di prove e riscontri. Carobbio accusa? E quali sono i testimoni? Quali prove fattuali delle combine di cui Conte sapeva?
  2. Novara-Siena, la farsa della riunione tecnica: secondo Carobbio, prima di giocare questo match, Conte avrebbe rassicurato tutti nella riunione tecnica su un risultato di comodo. Bene, la riunione tecnica è una vera e propria riunione cui partecipa tutto lo staff. Appare oltre modo improbabile che qualcuno si esponga in modo così esplicito per organizzare una combine. Troppi testimoni, troppi rischi. Perciò, anche qui, Conte chiederà riscontri alla Procura: quali testimoni? Anzi, Conte porterà una lista di nomi già sentiti (e altri mai sentiti, perché?) tutti pronti a smontare le accuse di Carobbio e un racconto davvero incredibile. Da Perinetti ai giocatori, passando per la dirigenza: nessuno ha confermato il racconto di Carobbio mettendo anzi in evidenza la stupidità della cosa;
  3. Albinoleffe-Siena, la combine “per sentito dire”. Questa, secondo una nostra fonte esperto di diritto sportivo, è forse la chiave di volta per tutti gli antijuventini di Italia. Andiamo con calma. Qui Carobbio dice di aver saputo della combine, ma Conte è solo spettatore. Il tecnico saprebbe della partita venduta, quindi c’è il forte rischio di omessa denuncia. I legali di Conte replicheranno in questo modo: chi conferma che Conte sapesse? Come si incastra questo racconto con le sonore smentite arrivate dallo staff dell’Albinoleffe con Mondonico in testa? Ma soprattutto, vero tassello dell’ingiustizia che sta perpetrandosi nei confronti di Antonio Conte: come si fa a testimoniare che Conte sia estraneo a questa voce? Detto diversamente: dovrebbe proprio essere Carobbio a fornire a Palazzi prove certe e documenti certi sul fatto che Conte sapesse e non ha denunciato. Il contrario è semplicemente ridicolo per una mente umana, ma tale è la posizione della Giustizia Sportiva. Un obbrobrio degno dell’italico paese in mano ai vari Moratti, Berlusconi, Preziosi e compagnia cantante;
  4. Siena-Varese, il presidente chiede, anzi no! A chiamare in causa Conte stavolta non è nessuna. Altra incredibile vicenda mai spiegata. Stavolta la combine è teorizzata secondo un contatto (esiste davvero? Chi é? E’ stato individuato?) che ha saputo dal Presidente che lo stesso Mezzaroma voleva vendersi la partita. Ma Mezzaroma smentisce seccamente e pure Coppola (da cui Carobbio ha saputo il fatto) ha smentito seccamente. Quali prove porta Carobbio?
  5. Modena-Siena, “ho sentito un tizio che…”. Non c’entra più Carobbio, stavolta è Gervasoni che pur tenendo lontano dal discorso Conte (la Procura di ciò ne tiene conto?) ammette di “aver sentito da un tizio” della combine del match. Una sola domanda: chi è questo tizio?

Cinque semplici punti di attacco che Palazzi dovrà valutare per bene. Resta da capire come mai la Gazzetta, molto abile nelle sue indagini con i giornalisti d’assalto che si ritrova, non solleva questi dubbi sul suo giornale. O meglio… lo sappiamo, lo sappiamo bene.

Avviso all’Italia antijuventina e avviso alla Procura: se in base a queste prove qualcuno si azzarderà a toccare Antonio Conte… i telegiornali avranno di che parlare. Il 2006 è lontano, mai digerito, e la rabbia oggi è tanta, forse troppa per sopportare questa ennesima farsa.

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