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Tag: moggi (pagina 7 di 13)

Calciopoli: l’indagine amputata!

Inutile nasconderlo, e su Internet troverete molto materiale in merito, i toni usati da Prioreschi sono stati duri e crudi. Al contrario di molte altre situazioni, però, i toni sono anche giusti e per certi versi anche pacati.

Da un lato Prioreschi deve difendere il suo cliente da un’accusa infamante: reato di illecito penale. Dall’altro Prioreschi deve difendere l’onore e l’onorabilità del suo mestiere.

Soprattutto vi è da difendere un sistema, quello della giustizia italiana, che non sprigiona nulla di positivo.

Così Calciopoli può seriamente diventare un’autentica breccia nella testa degli italiani: un modo per tentare di consegnare a questo Paese un minimo di serietà, di credibilità.

La sensazione ulteriore è che Prioreschi sia solo un’apripista a chi, finora, si era un po’ intimidito verso la Casoria. Apripista di una serie di denunce e richieste che clamorose non lo sono per nulla.

Cosa c’è, infatti, di clamoroso di un imputato che ha scoperto tutto un imbroglio contro di sé? Imbroglio mal gestito e perfino mal nascosto?

Cosa c’è di clamoroso di un imputato e del suo avvocato che hanno in lungo e in largo dimostrato quanto questa indagine, quella di Auricchio e Narducci, sia stata lacunosa, amputata, azzoppata e perfino manipolata per favorire qualcuno e distruggere uno solo?

L’arringa di Prioreschi è un maestoso elenco di confutazioni pressoché perfette di tutti i teoremi mal posti e mal formulati dai vari Palazzi, Auricchio, Narducci e chi più ne ha più ne metta. Senza considerare una Gazzetta dello Sport che ormai di sportivo non ha proprio nulla. Perché qui ci si dimentica spesso che quel che si dice poi va provato. E le uniche prove emerse a Napoli non riguardano la colpevolezza di Moggi, piuttosto la chiara manipolazione di tutta l’indagine con elementi a carico di chi incautamente ha sbandierato una onestà inesistente e non pertinente.

L’arringa di Prioreschi è un lungo elenco di domande, riconducibili essenzialmente a due soli quesiti. Il lettore più attento, quello che ha deciso di dare priorità alla coscienza morale, troverà tali quesiti di elementare risoluzione:

  1. chi ha occultato le telefonate che hanno in questi anni disegnato tutto un altro scenario rispetto a quello prospettato nell’estate del 2006?
  2. soprattutto, perché certe telefonate sono state occultate?

A tali risposte dovranno, un giorno, rispondere i vari Auricchio, Narducci, Palazzi, Guido Rossi e compagnia cantante.

Non è tutto, ovviamente, e, anzi, quella che segue è la parte che mi inorgoglisce di più come italiano, prima ancora come tifoso di calcio e abitante di questo stivale:

L’avvocato Prioreschi chiede che SIANO TRASMESSI GLI ATTI DEGLI INTERROGATORI DI NUCINI, BALDINI E AURICCHIO ALLA PROCURA DI NAPOLI PER IL REATO DI FALSA TESTIMONANZA, E ALLA PROCURA DI ROMA PERCHE’ VERIFICHI IL REATO DI ABUSO IN ATTI DI UFFICIO, FALSO IDEOLODIGO E CALUNNIA IN DANNO DI LUCIANO MOGGI

Forse, perché le vie di Moratti sono infinite e in gioco ci sono grossi affari, abbiamo imboccata la strada di uscita da un tunnel lungo 5 anni faticosi anni!

Arringa di Prioreschi in Calciopoli: rassegna web del 28 settembre 2011

Troppo da leggere, poco tempo a disposizione. Così, mente la stampante sputa fuori i fogli di una giornata infernale in quel di Napoli, e in attesa di sistemare le idee in modo organico, ecco per voi le migliori fonti odierne su quanto accaduto il 27 settembre 2011 in un’aula di Tribunale a Napoli.

Credo di fare cosa gradita vista la pochezza di informazione radio-televisiva, per non parlare del lavoraccio di certi quotidiani.

Buona lettura e, se volete, lasciate un commento con le vostre sensazioni e magari qualche argomento particolare da sviluppare.

  1. Moggi: «Buone sensazioni. Abbiamo ragione noi»
  2. Moggi al contrattacco, il processo arriva al clou
  3. D’Onofrio (legale Moggi): “E’ emersa la verità, non è stato commesso alcun illecito. Si può riaprire il processo sportivo.”
  4. IL GRANDE IMBROGLIO E’ PARTITO DA TORINO
  5. Abete, e adesso come la mettiamo?
  6. LE VERITA’ NON PIU’ NASCOSTE…..
  7. Udienza del 27 settembre 2011 – La difesa attacca. Prioreschi: Indagateli!
  8. Baldini: l’uomo del ribaltone

Uno stralcio straordinario della dichiarazione spontanea di Luciano Moggi

Un groppo in gola, non posso nascondervelo:

io e la Triade siamo nati nell’interregno di Gianni, Umberto Agnelli e Chiusano, che sono morti nel giro di qualche anno tutti e tre. C’è stato l’ingresso degli eredi con i quali Giraudo aveva spesso fatto baruffa ed era chiaro che dovevamo andare via. Bisognava andare via, mandare via chi aveva vinto tutto senza chiedere un soldo alla proprietà, mentre questi di oggi hanno speso già 300 milioni. Alex Ferguson ad agosto ha detto: “Molte persone in italia sono state esempio da seguire, Sacchi, Capello e Lippi ma negli anni ’90 predicavo ai miei giocatori e a me stesso che il nostro esempio da seguire era la Juve di Lippi e di uno straordinario manager come Moggi, che erano un tutt’uno come squadra e come società”. Purtroppo non siamo stati difesi dall’avvocato della Juve, che non so per quale motivo ha patteggiato. Le altre hanno fatto bene ad indicare noi come colpevoli. Tutti conoscete Enzo Biagi che, prima di morire, in una intervista ha parlato di sentenza pazzesca, quella sportiva, perchè costruita sul nulla. La formazione della Juventus, vero mostro da combattere, era formata da campioni, era formata da tutti i capitani delle nazionali europee. Non avevamo bisogno di aiuto. Le classifiche parlavano di un netto distacco tra noi e gli altri e l’Inter non si può permettere di parlare di anomalia perché hanno cambiato Seedorf e Pirlo con Brncic e Coco!

– Luciano Moggi in aula, 27 settembre 2011

Luciano Moggi colpevole d’innocenza?

Pensa che sarebbe bello. Luciano Moggi arrestato. Oggi, stamattina stesso, prima di pranzo.

“Edizione Straordinaria: Luciano Moggi colpevole di innocenza”.

Nello strano paese in cui vivo e vegeto succede anche questo. Per carità, tutto normale se paragonato ai metri di raffronto con la politica e quanto accade negli ambiti più disparati della vita italiana. Certo, normale non può essere.

Per anni ci hanno propinato che il calcio italiano era malato. E che il colpevole, praticamente la malattia stessa, aveva un nome e un cognome: Luciano Moggi.

Così i dottori di turno, Guido Rossi, Stefano Palazzi e Massimo Moratti, hanno pensato bene di debellare quel male incurabile abbattendolo.

Negli anni seguenti la cura, strana cura, dei dottori Guido Rossi, Stefano Palazzi e Massimo Moratti, ma soprattutto durante la terapia, altri specializzandi ci avevano assicurato che sarebbe migliorato tutto. Erano gli specializzandi del quotidiano rosa, e gli specializzandi del mondo dell’informazione.

Un mondo migliore, un mondo più pulito.

La storia ha subito sistemato i conti: l’Italia ha fatto passi da gigante… all’indietro però. Le nostre istituzioni sono lo zimbello di tutta l’Europa, e la testimonianza diretta sono le numerose manifestazioni dove il nostro Paese è stato superato da potenze mondiali tipo la Polonia, l’Ucraina, la Francia. Per non parlare delle figuracce in Europa (a partire proprio dalle ceneri della Juve in Champions o in Europe League) e dello schifo dei nostri campionati, superati in appeal pure dalla Ligue 1.

Ora il problema è, dopo il Processo di Napoli, convincere la gente che la malattia è scomparsa, che questo è realmente un paese pulito. Il problema grosso è spiegare di che pasta era fatta quella malattia, quali erano i sintomi, che tipo di cura è stata applicata. Perché la malattia, cioè Luciano Moggi, si è rivelato poco più che un raffreddore di primavera, di quelli che in realtà non ti danno fastidio, anzi ti permettono di goderti qualche giorno casalingo, lontano dal lavoro e dallo stress quotidiano.

Sì perché quella malattia in realtà non aveva virus. Tipo gli arbitri o i designatori o perfino il Carraro della situazione (“che non aiuti la Juve, mi raccomando!”). Anzi, la malattia era forse l’unico anticorpo esistente al vero male, quello sì ancora in corso, tuttora vegeto a corrodere le nostre coscienze. Per esempio, una recente radiografia del medico curante di Moggi (alias Nicola Penta, in arte perito) ha dimostrato che il male-Moggi non aveva alcun effetto collaterale, anzi:

Bergamo: Oltretutto, c’è una differenza di 15 punti tra le due squadre, capito? Quindi anche psicologicamente preparatici bene. Ti dico la mia: SE HAI UN DUBBIO, PENSA A CHI E’ PIU’ DIETRO PIUTTOSTO CHE CHI E’ DAVANTI, DAMMI RETTA!

Questa radiografia è di Bergamo, uno dei cupolari, che intima al prossimo arbitro di Inter-Juve di pensare a chi è più dietro.

Indovinate un po’ chi era più indietro… da tutta una vita in classifica, ovviamente!!!

Ecco, ora, come si spiega al popolo italiano che la malattia era inefficace, indolore e perfino inutile?!?

Sapete che c’è… che io non mi sento molto bene… sono 5 anni che non mi sento bene… e se quella era la malattia e questa è la pulizia, l’igiene, lo star bene… ALLORA VOGLIO AMMALARMI DI NUOVOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

Inter che ne dici: ti prendi pure Jean Claude Blanc?

Sarebbe il sogno che si avvera.

Dopo aver scippato Ibrahimovic e aver intuito che per vincere servono i veri campioni, quelli che Moggi riesce a strappare alla concorrenza con mesi di anticipo e a prezzi minori, e dopo aver inserito Vieira in un motore malconcio, e dopo aver sedotto Nedved e Camoranesi, oltre che Buffon e Trezeguet, ecco che la società più scorretta d’Italia ingaggia Ranieri, il genio che ha praticamente rovinato il postCalciopoli bianconero.

Perchè lo ripetiamo: con Buffon, Chiellini, Camoranesi, Nedved, Del Piero e Trezeguet… secondo o terzo… in quei campionati così mediocri… ci arrivavo pure io senza diploma e con la sola licenza elementare.

Facendo gli auguri all’Atalanta di Milano che, di questo sono abbastanza certo, ci batterà alla prossima partita di campionato (perchè con Ranieri lo scontro diretto è una sicurezza) non mi resta che un consiglio: dottor Moratti, perché non prende pure Blanc e così completa il quadretto?

P.S.

Un grosso in bocca al lupo a Gasperini. Se solo si fosse ricordato di essere stato juventino… forse sarebbe andata diversamente.

Le telefonate scoop non riguardano Carraro

La Stampa era andata incontro a uno strafalcione bello e buono. Avevo scritto giusto due righe. E non intendo riaprire quel dibattito sul perché questo strafalcione era stato presentato come scoop.

La realtà è chiaramente diversa da quella dipinta dai giornali. Manca ormai poco e verrà svelata.

Ai tifosi più incarogniti e ai tifosi bianconeri basterà sapere che sì, la partita in questione è proprio il derby d’Italia, ma le telefonate in questione sono altre e di altro tipo.

O meglio: dello stesso tipo. Chi dovrebbe favorire la Juve pare disporsi in senso inverso, occupare un ruolo non già di complice, ma di oppositore.

Ambedue le telefonate dovrebbero riguardare il designatore Bergamo: nella prima è al telefono con chi dirigerà il match, nella seconda l’interlocutore esprime chiaramente i propri desideri. Tale interlocutore oggi è scomparso, pace all’anima sua. L’identità resta al momento ignota, almeno per chi ha deciso di mandare il cervello all’ammasso. Ciò non vuol dire che i fatti non siano gravi e che non si può intervenire in qualche modo.

Perché

l’onestà non può essere prescritta.

Andrea Agnelli

Calciopoli: una bufala e una notizia clamorosa

La redazione de La Stampa pubblica una notizia un po’ strana, di quelle che sembrano riesumate da un cassetto vecchio e polveroso, magari non pubblicata molti anni fa. E la pubblica presentandola come scoop o nuova. Ecco un piccolo stralcio dell’articolo:

Questa la ricostruzione dei fatti. Due giorni prima di Inter-Juve del 28 novembre 2004, gara finita 2 a 2, in un colloquio fra l’allora presidente della Federcalcio Franco Carraro (che sarebbe stato prosciolto da ogni addebito sia sportivo che penale) e Bergamo, il designatore spiega che sarà Rodomonti a dirigere a San Siro. «Mi raccomando, che non aiuti la Juventus per carità di Dio eh? Che è una partita delicatissima, in un momento delicatissimo, della Lega, eccetera…Per carità di Dio che non aiuti la Juventus. E faccia la partita onesta, per carità, ma che non faccia errori a favore della Juventus, per carita…», così Carraro al telefono, sottolineando a più riprese il contesto politico generale in cui si sarebbe svolta la partita.
La Stampa – 18 settembre 2011

Il dubbio forte è il seguente: che razza di lavoro giornalistico è questo. Sì perché guardate un po’ giù questo video…

Qualcuno si è perso molte puntate di questa vicenda. Ora, si dovrebbe quanto meno essere onesti e scrivere qualcosa come “chiediamo scusa ai lettori se non siamo informati, se non ci siamo informati, o se ci hanno espressamente proibito di informarci” prima di presentare un articolo su Calciopoli.

Sono state dette e scritte molte stronzate, perché il termine tecnico è esattamente questo.

Ma mettiamo pure che La Stampa ha fatto lo scoop e che Moggi porti questa intercettazione in aula. Quale sarebbe il risultato?

Ragioniamo.

Perché mai Carraro insiste nel chiedere il non aiuto della Juve? Interessa a me, tifoso bianconero, capire allora se prima c’era un progetto per aiutare la Juve. E come mai proprio contro i nerazzurri questo progetto naufraga?

Come mai l’interlocutore di Carraro – lo conoscete? – si affretta ad affermare che Rodomonti non arbitra la Juve da tanto tempo? Qualcuno è a conoscenza del ruolino di marcia della Juve con Rodomonti?

Di più. Mi interessa capire la sottile differenza fra il non aiuto e il danneggiare. Che un arbitro non debba aiutare una squadra piuttosto che l’altra è talmente palese che rimarcarlo fa appunto sorgere il dubbio che la regola, evidentemente, è proprio l’aiutare. In tal caso è  bene capire chi ha promosso questa regola, come si è manifestata lungo TUTTO l’arco del campionato e chi ne ha beneficiato maggiormente. E poco importa chi ha vinto il campionato e chi l’ha perso, perché, come sempre abbiamo detto, se truffi e perdi… allora l’aver truffato è una sorta di aggravante e non certo un reato depenalizzato dalla sconfitta. Semmai sei scemo due volte: perché hai truffato e perché, pur truffando, hai perso.

In ultimo: questa telefonata, inserita in un equo processo, che valore avrebbe? Detto in altro modo, qui ci sono due persone che sono da sempre state considerate – e pazienza se due Processi hanno smantellato l’ipotesi, anzi dimostrando l’esatto contrario – sodali, se non proprio sudditi, di Luciano Moggi. Ma questi sudditi tramano contro il loro imperatore. Perché è evidente la richiesta di Carraro: che non aiuti la Juve, cioè che favorisca l’avversario. Il “per carità faccia una partita onesta” stride a forza col concetto precedente.

La verità è che qui non c’è mai stato un impero, né sudditi né imperatore. Sarebbe questa, per quanto mi riguarda, la notizia clamorosa e chiedo scusa se qualche lettore resterà deluso. C’è stato un ring di battaglia con regole strane, molto particolari, forse per nulla regolamentari. E in mezzo a tanti imbrogli (perché o lo facevano tutti, da intercettazioni e fatti, o non lo faceva nessuno, oppure si guarda a chi è stato contestato l’articolo 6 e a chi è stato contestato l’articolo 1, please!) una squadra riusciva pure a sconfiggere i pieni perversi avversari. Sul campo, perché il campo non mente mai.

Di imperi io non ne vedo, tranne quello sportivo costruito dal Milan a cavallo degli anni ’90 e dalla Juve fino al 2006.

Esiste piuttosto l’impero del sesso, l’impero della moda, l’impero del petrolio… ops!

Moggi: scoperta la telefonata che sconvolgerà Calciopoli

A parlare è Lucianone, direttamente dai microfoni di Radio Manà Manà Sport. E come sempre le sue dichiarazioni non sono banali e lasciano il segno che devono lasciare.

Ecco le sue parole:

Nel calcio ci sono delle cose talmente importanti ed invisibili. Per esempio a me stesso spesso ripeto di aver conosciuto il calcio sono ora, dopo tutte le intercettazioni che ho letto. Dico una cosa: questa notte è stata trovata un’intercettazione che sconvolge questo processo. Il discorso è difficile nel calcio, non si sa mai dove sono gli amici ed i nemici, bisogna ripararsi da tutte le parti. Purtroppo quando ero nel calcio questo aspetto non l’ho combattuto a dovere. Quello di Calciopoli era già un processo sconvolto, ora è un processo chiaro.

Ci scuserà Big Luciano se noi non abbiamo mai, nemmeno anche solo per un istante, creduto a Calciopoli e a quanto ci propinavano giornali scandalistici e scandalosi tipo la Gazzetta dello Sport, il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera o La Repubblica. Ci siamo sempre affidati alla coscienza e a quel minimo di intelligenza che ci ha permesso di discernere fatti e situazioni, dichiarazioni e intercettazioni.

Ci perdonerà dunque Mister Moggi se questa telefonata non sconvolgerà nulla: è solo l’ennesima tesserina di un puzzle che ormai è completo in tutto e per tutto.

Ora si attende solo che Andrea Agnelli dia quel soffio di vita che attendiamo da ormai 5 lunghi anni…

Moggi deluso da Andrea Agnelli per la sua non presenza? Luciano ti spiego perché

Stamattina leggeva il solito pezzo di Lucianone su Tuttomercatoweb e ci sono rimasto male. Come sempre la sua analisi sul mercato che si è chiuso e il campionato che sta per iniziare è quasi perfetta (ahimé), ma buona parte dell’articolo è un continuo martellare su un concetto che – Luciano perdonami – è abbastanza scontato. Talmente scontato che non c’era bisogno di sottolinearlo.

Posto che in 50 minuti far vedere TUTTA la storia della Juve e TUTTI i personaggi che hanno fatto grande la Juve è impresa impossibile, posto che qualcuno era assente con giustificazione (Trezeguet, Camoranesi, Nedved, Platini, e in ultimo Vialli cui auguro una pronta guarigione) e posto che qualcuno è stato dimenticato, sono combattuto da due sentimenti opposti: da una parte il vivo senso di comprensione per Luciano Moggi, il più grande intenditore di calcio italiano, nonché il più grande dirigente di calcio italiano e nel mondo, e dall’altra parte trovo corretta la scelta di Andrea Agnelli.

Sarò forse arrogante, ma l’assenza dai megaschermi e dalla manifestazione della Triade io l’ho letta in questo modo e sarei felice di interloquire con voi lettori.

La Juventus, in questi maledetti 5 anni, si è aggrappata, tanto e troppo, al ricordo: ricordo inteso come i grandi calciatori che hanno animato ogni benedetta partita giocata dalla Vecchia Signora (ho letto perfino di una richiesta di tornare a giocare a Nedved e Zidane, richiesta che non era per nulla scherzosa e si inseriva in un contesto di rissa verbale molto fastidiosa) e ricordo inteso come gli ultimi grandi dirigenti e cioè Bettega, Moggi e Giraudo.

Alcuni tifosi, e qualcuno più autorevole degli altri che doveva certamente contribuire costruttivamente alla discussione e così non è stato, hanno mantenuto acceso un lumicino che non aveva più senso di esistere: ah se ci fosse stato Luciano, ah se tornasse Luciano, ah ma Luciano avrebbe fatto, ah senza Luciano…

Non sta a me sottolineare quanto forte possa essere il legame fra Andrea Agnelli e Giraudo e Moggi, soprattutto il primo, il più assente dalle scene italiane rispetto a Lucianone. E quindi non sta a me dire che la scelta di non tributare nemmeno una immagine alla Triade è fortemente (credo, penso) voluta da Andrea nel tentativo di lanciare l’ultimo, ennesimo, grande, importante messaggio, peraltro ribadito dall’accoppiata Del Piero e Boniperti: la Juve è la Juve indipendentemente da chi siede in panca o va in campo o sta in ufficio. Le persone passano, la Juve resta.

Il messaggio di non far vedere nemmeno una foto della Triade è chiaramente un richiamo forte alle coscienze, un po’ sbiadite, un po’ sgualcite, di certi tifosi che sono stati poco accanto alla squadra in questi anni. Un po’ vittime della farsa del 2006, un po’ vittime dell’accecante desiderio di vendetta, prima ancora che sano realismo e vera voglia di ricostruire dalle macerie una società e soprattutto uno spirito forte, combattivo, granitico. Uno spirito di Juve. Un po’ da quella voglia, tutta italiana, di distruggere e criticare, a priori, sempre con forza e cattiveria, meglio se gratuita.

Messaggio che è facilmente leggibile fra le righe del discorso d’apertura di un emozionatissimo Andrea Agnelli:

chiudete gli occhi per un momento, apriteli e non dimenticate mai le facce di chi vi sta accanto. Sono le facce della Juve.

Come dire: quel che è successo è purtroppo successo e tornare indietro, in questa vita terrena, proprio non si può. Ma si DEVE andare avanti

con pazienza, con coraggio.

Andrea Agnelli

Pazienza e coraggio. La pazienza è mancata, il coraggio invece è quello che più serve a questi ragazzi.

Vogliamo davvero tradire il Presidente?

Per dovere di cronaca riporto lo stralcio di articolo che mi ha spinto a scrivere questa sentita risposta.

La Juve gioca con il Parma alle 12 di domenica nello stadio nuovo, un grande progetto ora compiuto , che fu pensato e messo in cantiere dalla triade, particolare che è stato ampiamente dimenticato.Ieri è stato inaugurato con una manifestazione degna della bellezza dell’impianto, inviti a tutte le personalità di spicco e non solo dell’ambiente calcistico: si potevano notare personalità che hanno avuto una parte importante nella retrocessione della Juve in B nel 2006,altre che si sono mostrate recentemente contrarie alla revoca dello scudetto all’Inter sul ricorso della Juve,altre che non hanno difeso la Juve al momento opportuno,c’era un po’ di tutto insomma.Mancava Moratti che ha preferito Sondrio per una conferenza stampa e ha fatto bene dimostrando però una certa coda di paglia..Mancavano infine, non invitati,i tre dirigenti che hanno portato la Juve sul tetto del mondo per i risultati conseguiti e senza nulla chiedere alla proprietà, a differenza di quanto accade adesso,mancavano quei dirigenti che hanno ideato il nuovo stadio facendo girare il mondo al dr. Opezzi alla ricerca e per visionare gli stadi migliori,c’era in compenso un numero ” 29 ” ad indicare gli scudetti conquistati, mancavano però gli artefici degli ultimi 12 anni di conquiste,ne è stata cassata la storia.Se l’Avvocato , il dr.Umberto e l’Avv. Chiusano avranno visto , si saranno sicuramente rivoltati nella tomba.

Luciano Moggi

Incompetenti, teste di cazzo e merde: le parole giuste per le persone giuste!

E siamo finalmente arrivati alla chiusura di un primo cerchio. Durante i festeggiamenti per i sorteggi-poco-sorteggiati del prossimo Torneo Aziendale, Aurelio De Laurentiis, in veste di attore consumato, dice quello che tutti pensano di questo nuovo calcio pulito:

Siete delle teste di cazzo… Basta, voglio tornare a fare cinema… Siete delle merde… mi vergogno di essere italiano.

Ho dovuto cambiare in corsa questo pezzo che in realtà era destinato alle terribili incongruenze fra il Napoli che è sceso in campo la scorsa stagione e le parole del suo Presidente, ma era troppo forte la tentazione di sottolineare la verità che De Laurentiis ha rivelato in questi semplici, piccoli, chiari suggerimenti-alla-persona.

Ora, e non c’è modo di eludere queste domande, ho pochi dubbi da sciogliere:

  • perché De Laurentiis è esploso così?

E’ evidente che c’erano accordi sottobanco che sono stati disattesi dal caso, semmai esista davvero un caso! E l’accordo sottobanco è una cosa volgare, ignobile e che non c’entra nulla con la trasparenza e il calcio pulito promosso con Calciopoli. Ovviamente è tutto falso: il calcio italiano, dal 2006, è ancoro più sporco, falsato e inferiore rispetto a tutti gli altri in Europa e nel Mondo. Perfino in Bulgaria ridono di noi.

  • a chi si rivolgeva De Laurentiis?

Qui la risposta è semplice: il controllo della Lega Calcio è de facto rimasto in mano a poche persone: Galliani, Moratti e i servi Cellino, Zamparini e Preziosi. La Roma non conta più ormai da anni. Se la Juve è stata fatta fuori è proprio perché questa alleanza ha retto i cordoni della vergogna: Moggi ha avuto problemi solo con questi personaggi qui. Ma adesso che succede?

Non era forse De Laurentiis a raccontare che dopo il 2006 il calcio era cambiato, che c’era spazio per tutti e le grandi non avevano più quel potere, che poi qual era questo potere sarebbe anche carino saperlo!

De Laurentiis quindi ce l’aveva con Galliani, Moratti et altri. Se la coerenza, in questa Italia, non fosse un optional, perfino poco importante, si imporrebbe una scelta forte da parte di De Laurentiis, al pari di qualche scena clou dei suoi film: una bella conferenza stampa e… via a sputare i rospi. Ora, adesso, visto che c’è il tempo di rimediare a questi colossali errori. Ma non accadrà perché De Laurentiis ha tutto l’interesse a non creare problemi, a rimanere ai posti alti e godere di qualche buon piazzamento, lasciando ai soliti noti tutto il resto del malloppo.

Sarebbe pure carino capire quali siano questi errori che hanno mandato in bestia De Laurentiis.

Altrimenti… mi dispiace e me ne rammarico, ma sono d’accordo con Preziosi (chissà se proporrà a Galliani la metà della sua frase, così come i giocatori): la FIGC deve prendere seri provvedimenti per uno che ha alzato oltre modo i toni e provocato non poco imbarazzo all’Italia.

Ah già, imbarazzo, dignità, serietà: valori che questa FIGC non conosce più. Da almeno 5 anni.

Perciò siamo oggi nelle mani di gente incompetente (per stessa ammissione), di pezzi di m***a e di teste di c***o per diretta ispezione di uno che questo calcio l’ha promosso, cavalcato e ideato.

Complimenti a tutti e viva l’Italia!

P.S.

Faccio solo notare che da ormai 5 anni Moggi non è più nel calcio e i problemi sono aumentati. E gli scandali aumentati. E le partite sono più falsate di prima. E l’Italia è colata a picco nei ranking di tutto il mondo. Non è mica stato fatto un errore in quell’estate del 2006…?