Purtroppo funziona così e deve funzionare così. L’affare Krasic si complica, se proprio non è andato in fumo. Il problema, evidente e pronosticabile, si chiama CSKA di Mosca. Il club russo vuole a tutti i costi scatenare un’asta. La Juve non può parteciparvi. O il club, dunque, accetta le offerte della Juve, circa 13 milioni di euro, o si ritira. Se il problema sono i soldi, allora fanno bene Marotta e Agnelli a non farsi prendere per la gola, come ampiamente accaduto in passato. Pazienza, si punterà su qualcun altro e la cosa non mi piacerebbe, ma l’onore prima di tutto. Quella cifra è giusta per il biondo esterno, oltre proprio non si può andare. Il punto di forza di Marotta è la volontà del giocatore che ha già espresso parere più che positivo a trasferirsi sotto la Mole. Questo perché una maglia di titolare è pronta e il club può offrirgli molto spazio rispetto alle big europee. Ma c’è un punto fondamentale in questa vicenda: Marotta ha qualcosa in mano? Un pre-contratto, una promessa, una letterina dolce del giocatore serbo? Perché altrimenti sarebbe tutto inutile e la figuraccia sarebbe servita. Speriamo bene.

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Tra poche ore il Mondiale 2010 prenderà il via. Quante stelle e quanti osservatori impegnati? Tantissimi. Dai giovani ai meno giovani, da chi è svincolato a chi cerca un club, da chi cercherà di ottenere un aumento di stipendio a chi cercherà di ottenere una squadra di maggior prestigio. Tutto, tranne il calcio giocato. Si parla di tutto, tranne che di pallone. E’ lo strano mondo dei soldi dove fa la figura di fesso, e invece non lo è, Palombo che aveva dichiarato “pagherei per giocare e vincere”. La prima parte della sua frase è eccezionale e nasconde tutta l’umiltà e la sana allegria di chi questo Mondiale se lo gusterà come pochi. La seconda parte è invece una triste realtà che un Presidente del Petrolio conosce benissimo, avendola applicata circa quattro anni fa e da allora non ha più smesso.

Lunedì c’è l’incontro decisivo. Svelato l’addio dell’ex-capitano o non-capitano o vice-capitano (in Francia non si capisce più nulla) dei Blues. L’Arsenal ha rifiutato la sua richiesta: 3,5mln di euro per 3 anni. Troppi soldi, troppi anni. La Juve ha un parametro preciso in tal senso. E quindi a Gallas, roccioso difensore dei Galli, verrà offerto il più classico biennale a 2mln di euro. Al di là delle cifre, che tipo di contributo potrà dare Gallas? Bene. L’età è di 33 anni e Capello lo aveva inserito eventualmente nella sua lista dei desideri quando firmò per la Juve. Da allora sono passati 5 anni. La Juve in mezzo può vantare Chiellini e Legrottaglie: un titolare e un discreto uomo-panchina in età pensionabile. Le difficoltà per acquistare Bonucci sono evidenti. Altri big in difesa proprio non ci sono o non rientrano nelle possibilità bianconere. Ecco perché Willy Gallas potrebbe davvero risultare prezioso. Sarebbe complicato fargli assaggiare tante panchine, ma a questo penserà Del Neri. Inoltre, come esperienza degli anni passati insegna, è bene procurarsi almeno tre centrali di qualità, di esperienza e di forza. E Gallas ancora lo è, per quanto mi riguarda, sebbene non paragonabile a Pique del Barca, a Ferdinand del Manchester o Terry del Chelsea. Altri nomi, altri ingaggi, altri costi. Purtroppo è il nuovo corso Juve e a questo noi tifosi dobbiamo allinearci. In fondo Capello puntò su Kovac e il centralone diede ampio respiro ora a Thuram ora a Cannavaro e partecipò alle 76 giornate in testa al campionato di Capello. Non dovrebbe essere, infine, un problema quello di dire a Gallas che la maglia numero 10, alla Juve, non può indossarla.

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Occhio pure a Cole, che però di stipendio prende quanto Buffon e Del Piero messi assieme. Cosa non di poco conto. In ogni caso, per stuzzicare la fantasia, anche tale pista secondo me andrebbe battuta. Non costa nulla fare un sondaggio, capire cosa vuole l’esterno londinese che non costerebbe nulla, tranne l’ingaggio. Capire se ci possono essere le condizioni per sedersi a un tavolo. Facile concordare sul fatto che è meglio spendere qualche euro in più per Joe Cole che non per Martinez (ah, io tifo Lazio perché pare che i biancocelesti vorrebbero l’esterno catanese: in fretta Lotito, faccia presto, la prego!). Facile concordare che l’esterno londinese sarebbe una pedina importante nello scacchiere di Del Neri, quella qualità e quell’esperienza necessarie per costruire qualcosa di significativo.

Capitolo Farsopoli. I giornali riportano una delle cazzate più mostruose sul Processo GEA. Praticamente hanno già arrestato Moggi per la Cazzetta-Rosa. Invece, non solo non è così, ma la situazione è palesemente diversa da quanto scrivono quegli inventori di bufale del giornale dell’Inter. Nessun accenno intanto sul Capitolo Vieri. L’ex-bomber della Juve che ha rovinato la propria carriera nei suoi sei anni milanesi (più uno nelle fila rossonere) ha attaccato pesantemente Telecom e Inter svelando retroscena inquietanti. Confermati poi da Tavaroli e Cipriani. In Italia pare normale fare dello spionaggio: pedinare Moggi soffiandogli obiettivi di mercato (perciò è passato alle schede svizzere, che TU SIA BENEDETTO DIRETTORE!) è normale, spiare per anni la Juve e gli arbitri senza trovare uno straccio di prova di complotto è normale, ergersi a paladini dell’onestà dimostrando imbecillità è roba da Moratti & C. Mi sa mi sa che quel Cannavaro aveva proprio ragione.

Su tutti, mi piacerebbe capire la ragione per la quale un calciatore dell’Inter doveva firmare il Patto per la Riservatezza, cioè una sorta di imposizione di non rivelare a nessuno che la Telecom spiava i concorrenti per trarne vantaggio. Ma anche così non riuscivano proprio a vincere. Ma anche questa, secondo pochi per fortuna, è una cosa normale.

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