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Tag: mondonico

Una domenica di ordinaria follia

L’apertura della Domenica Sportiva è tutto un programma: “Ieri Conte ha esultato, ma ne parleremo dopo”. Negli studi Mediaset si è addirittura portato un polveroso libro dal titolo “Regolamento del Calcio – FIFA”. Non sapevo nemmeno esistessero dei commi sulle esultanze degli allenatori, ma Cesari è riuscito a trovarli. Oggi… non ho il coraggio di aprire i giornali. Benvenuti in Italia.

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E’ stata una domenica bestiale, e non è una citazione della famosa canzone. Il pomeriggio è filato liscio.

Nemmeno 120 secondi e al Napoli viene concesso un generoso rigore. Per carità il fallo forse c’era, solo che comincia fuori area. Hamsik allora non era un’eccezione: se atterri un napoletano poco fuori area, la nuova regola impone di assegnare il rigore. E così l’innamorato Cavani si può sbloccare. Ai microfoni, davanti a una immagine piuttosto chiara, Walter Mazzarri si traveste da Ray Charles e fa finta di aver visto una cosa che lo schermo continua inesorabilmente a non mostrare.

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Passano tre giri di orologio e in un altro campo, al ping di Napoli si risponde col pong del Milan. Rigore molto generoso su Balotelli che grande e grosso come é si schianta a terra abbattuto da un caccia, probabilmente. Di questo passo Cavani ed El Shaarawy devono preoccuparsi per la classifica cannonieri. Sannino si lamenta a fine partita, ma gli vengono concessi giusto pochi secondi. Mentre Allegri fa l’apologia di Messi e per poco non ci scappa la richiesta di eccessiva inferiorità e quindi la ripetizione dell’ottavo di finale al Camp Nou. Su Zapata nessuna domanda.

L’ilarità regna sovrana e così Pioli si prende tutta la scena. Mondonico, quello che esultò mostrano a uno stadio intero una sedia alzata provocatoriamente sopra la testa, diventa beato, quasi santo. Zazzaroni, dopo un tip tap e un tango, descrive perché “Antonio, che è un mio amico, ha sbagliato”. A distanza di 12 ore non ho ancora capito le sue spiegazioni. Collovati, giustamente, gli fa notare come a Bologna i tifosi bianconeri erano 15 mila e molti di questi erano proprio in tribuna, nel lato a cui Conte ha mostrato i pugni al cielo. Civoli, che purtroppo non ha potuto godere della sua Inter, si dice invece esterefatto dall’atteggiamento di Conte “per il quale prevale l’istinto”. Conferma la sensazione pure Italo Cucci: Italo chi?

Torino-Lazio giocano sotto la neve, mentre ai nerazzurri questa condizione viene depennata. Troppo stanca, troppi rischi. Zazzaroni, dall’alto della sua fede nerazzurra, tenta addirittura di far passare il rinvio come un torto a Stramaccioni: meglio di un film comico di Leslie Nielsen.

Detto in altro modo. Per il Napoli è ok il rigore fuori area, nessuno si scandalizza. Al Milan prosegue la fortuna di vedersi assegnare un rigore a partita: fra un po’ c’è la Juve, occhio ai falli di schiena. Zapata prende il giallo e nessuno fa rivedere le immagini. Conte, che sta stravincendo, non può esultare. Tutto normale. Tutto così maledettamente normale. Solo in Italia, però!

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Solo Conte non poteva non sapere…

Leggo sul solito Virgilio Sport queste dichiarazioni di Mazzarri:

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Non so la sentenza, ma perché bisogna credere a Giannello e non a Cannavaro e Grava che dicono di non aver saputo nulla?.

Walter Mazzarri solleva un quesito legittimo, in attesa di appurare la posizione della Commissione Disciplare in merito al caso Gianello da cui – stando alle indiscrezioni che si sono susseguite – scaturirà presumibilmente la penalizzazione di 2 punti a carico del Napoli e la squalifica a sei mesi per Cannavaro e Grava, appunto. Una sorta di difesa indiretta, quella avanzata dal tecnico, che ha assistito a una rimonta paradossale del Bologna a discapito dei suoi.

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Mazzarri solleva un quesito legittimo, ma dove stava quando Conte è stato massacrato perchè non poteva non sapere? E dove stava Virgilio Sport, la Stampa nazionale, i giornalai che la deontologia professionale se la sono messa nel c…assetto?

Se ci fosse voluto un altro indizio per la prova provata del marciume che ha invaso il Calcio questo è quello che mancava.

Per Mazzarri, e quelli come lui, non ha avuto alcuna importanza che  27 giocatori hanno dichiarato che “Pippo” diceva cavolate e che Conte non c’entrava nulla. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto nessuna importanza che tutte le versioni edulcorate sono state letteralmente demolite. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto alcuna importanza che in secondo grado, pur essendo stata derubricata l’accusa più grave, la pena comminata non è stata dimezzata ma confermata. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto importanza che il TNAS ha comminato comunque una indecente squalifica a Conte. Perchè Conte non poteva non sapere, Mondonico si, Cannavaro e Grava anche…

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Mondonico, patente di onestà e nuova Wanna Marchi della tattica

Chissà perché in Italia esiste una brutta abitudine: in TV e sui giornali hanno più diritto a parlare le Wanna Marchi di ogni settore. Politica o calcio, economia o letteratura, non trovi mai i veri esperti del settore, ma solo i marchettari che per motivi molto lontani dalla meritocrazia trovano il loro spazio e la loro paghetta. Non fa eccezione Mondonico.

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Cremonese, Como, Atalanta, Torino, Fiorentina, Napoli, Cosenza, Albinoleffe, Novara: queste le squadre allenate. Nel palmares solo una Coppa Italia nel lontano 1993 e qualche campionato di B. Certo molto meglio di Zeman, ma non giustifica la qualifica di esperto. Ci fa piacere rivederlo arzillo e vivo dopo quanto accadutogli dal punto di vista della salute, ma questo è un altro discorso.

Alla Domenica Sportiva sta collezionando una serie di figuracce mostruosa. Dal litigio con Stramaccioni (colpa divisa a metà) alle previsioni tattiche completamente lontane dalla realtà. Ha un’ossessione Mondonico: l’uomo su Pirlo. Cosmi? “Metterà un uomo su Pirlo e così bloccherà la Juve”. Pioli? “Metterà sicuramente un uomo su Pirlo cercando di bloccare il gioco di Conte”. E via così. Strani questi tecnici italiani che non riescono a trovare contromisure per bloccare la Juve.

Ma sai chissenefrega dell’opinione di Mondonico. Quando parla di Juve bisogna stare attenti: lui cuore granata, con un passato viola e una passione per l’Inter… è perfetto per parlare di Juve o straparlare per meglio dire.

Il problema invece lo percepisco quando Mondonico rilascia questa dichiarazione:

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La Juventus sta pagando l’assenza di Conte, ma appena l’allenatore rientrerà dalla squalifica tornerà ad essere quell’armata schiacciasassi dell’anno scorso.

Ci sono due problemi in questa frase. Uno di ordine oggettivo, uno di ordine educativo. Cominciamo dal primo.

La Juve è ancora più schiacciasassi rispetto allo scorso anno, non fosse altro che basterebbe leggere i punti in classifica, il numero di gol fatti e il numero di gol subiti e il fatto di aver già incamerato un trofeo.

Arriviamo al discorso Conte. Il migliore tecnico d’Italia è squalificato e sta pagando a carissimo prezzo l’imbattibilità in campo. E’ stato squalificato per la partita Albinoleffe-Siena e la motivazione è che “non poteva non sapere”. Cosa? Dell’Albinoleffe il tecnico era proprio Mondonico: lui a Processo non c’è mai andato. Troppo forte la sua vicinanza ai colori nerazzurri per entrare in un’aula di Tribunale.

Ora, il fatto che dica che la Juve sta pagando l’assenza di Conte mi dà i nervi: stia muto, stia zitto, straparli di tattiche che non conosce, parli della Fiorentina o del Torino, ma non tocchi la Juve: ammiri soltanto e se può… prenda appunti da Conte. Non è mai troppo tardi per imparare.

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Poloni-Mondonico, Stellini-Conte: chi sapeva di non sapere?

Ha dell’incredibile la vicenda che riguarda il duo Stellini-Conte e per il quale Conte becca 10 mesi di squalifica a fronte dell’unico capo di imputazione (peraltro solo ipotizzato, senza alcun riscontro oggettivo). Perché incredibile? Perché la linea di Palazzi è piuttosto semplice: se Stellini ha confessato – Palazzi ovviamente ignora che lo stesso Stellini ha scagionato Conte – allora Conte non poteva non sapere dell’operato del suo assistente. Gli allenatori sanno sempre tutto.

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Ok, diamo fiducia a questa strampalata idea di Palazzi, certo non la prima in questi anni sudici. Solo che non capiamo, per coerenza, la posizione dell’altro duo. La partita in questione è Albinoleffe-Siena e l’altro duo è Poloni-Mondonico.

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Mirko Poloni è un collaboratore tecnico, all’epoca collaboratore di Mondonico allenatore dell’Albinoleffe. Ci sarebbe da discutere sulla denuncia di Poloni circa l’azione di Palazzi (che in pratica lo ha istigato a fare qualche nome grosso in cambio di generosi sconti di pena), ma lasciamo perdere e concentriamoci sui fatti.

Poloni è stato squalificato, Mondonico no: perché Conte sapeva dell’operato di Stellini e Mondonico non sapeva invece dell’operato di Poloni? O questa strana teoria vale sempre… o c’è ancora qualcosa che non va.

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Conte in difesa? No, ecco il contrattacco a Palazzi…

In tutto il campionato non abbiamo mai visto la Juve chiudersi in difesa. Perciò Conte non lo farà nemmeno con un avversario molto temibile: il sentimento di antijuventinità che pervade la Giustizia Sportiva Italiana. E di cui abbiamo ampia prova in questi anni, a partire dal 2006.

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La Gazzetta ha tentato di buttarla sul ridicolo raccontando di una linea difensiva basata su un contrasto fra la moglie del tecnico bianconero e quella dell’oracolo Carobbio, ma la verità è un’altra.

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Alle 15 di questo pomeriggio Conte comincerà la sua battaglia contro Palazzi & Co. con una serie di temi caldissimi. Secondo nostre fonti la linea difensiva sarà un vero e proprio attacco alle tesi di Carobbio e ai metodi di Palazzi. Eccoli punto per punto:

  1. perché Carobbio gode di simile stima? Quali sono i motivi per cui la Procura pare coccolare questo ragazzo? Le contraddizioni dei suoi racconti e i tempi in cui ha raccontato le varie vicende in cui è implicato sono talmente evidenti che viene il sospetto di una indagine condotta ancora una volta in modo approssimativo. Conte chiederà lumi alla Procura in fatto di prove e riscontri. Carobbio accusa? E quali sono i testimoni? Quali prove fattuali delle combine di cui Conte sapeva?
  2. Novara-Siena, la farsa della riunione tecnica: secondo Carobbio, prima di giocare questo match, Conte avrebbe rassicurato tutti nella riunione tecnica su un risultato di comodo. Bene, la riunione tecnica è una vera e propria riunione cui partecipa tutto lo staff. Appare oltre modo improbabile che qualcuno si esponga in modo così esplicito per organizzare una combine. Troppi testimoni, troppi rischi. Perciò, anche qui, Conte chiederà riscontri alla Procura: quali testimoni? Anzi, Conte porterà una lista di nomi già sentiti (e altri mai sentiti, perché?) tutti pronti a smontare le accuse di Carobbio e un racconto davvero incredibile. Da Perinetti ai giocatori, passando per la dirigenza: nessuno ha confermato il racconto di Carobbio mettendo anzi in evidenza la stupidità della cosa;
  3. Albinoleffe-Siena, la combine “per sentito dire”. Questa, secondo una nostra fonte esperto di diritto sportivo, è forse la chiave di volta per tutti gli antijuventini di Italia. Andiamo con calma. Qui Carobbio dice di aver saputo della combine, ma Conte è solo spettatore. Il tecnico saprebbe della partita venduta, quindi c’è il forte rischio di omessa denuncia. I legali di Conte replicheranno in questo modo: chi conferma che Conte sapesse? Come si incastra questo racconto con le sonore smentite arrivate dallo staff dell’Albinoleffe con Mondonico in testa? Ma soprattutto, vero tassello dell’ingiustizia che sta perpetrandosi nei confronti di Antonio Conte: come si fa a testimoniare che Conte sia estraneo a questa voce? Detto diversamente: dovrebbe proprio essere Carobbio a fornire a Palazzi prove certe e documenti certi sul fatto che Conte sapesse e non ha denunciato. Il contrario è semplicemente ridicolo per una mente umana, ma tale è la posizione della Giustizia Sportiva. Un obbrobrio degno dell’italico paese in mano ai vari Moratti, Berlusconi, Preziosi e compagnia cantante;
  4. Siena-Varese, il presidente chiede, anzi no! A chiamare in causa Conte stavolta non è nessuna. Altra incredibile vicenda mai spiegata. Stavolta la combine è teorizzata secondo un contatto (esiste davvero? Chi é? E’ stato individuato?) che ha saputo dal Presidente che lo stesso Mezzaroma voleva vendersi la partita. Ma Mezzaroma smentisce seccamente e pure Coppola (da cui Carobbio ha saputo il fatto) ha smentito seccamente. Quali prove porta Carobbio?
  5. Modena-Siena, “ho sentito un tizio che…”. Non c’entra più Carobbio, stavolta è Gervasoni che pur tenendo lontano dal discorso Conte (la Procura di ciò ne tiene conto?) ammette di “aver sentito da un tizio” della combine del match. Una sola domanda: chi è questo tizio?

Cinque semplici punti di attacco che Palazzi dovrà valutare per bene. Resta da capire come mai la Gazzetta, molto abile nelle sue indagini con i giornalisti d’assalto che si ritrova, non solleva questi dubbi sul suo giornale. O meglio… lo sappiamo, lo sappiamo bene.

Avviso all’Italia antijuventina e avviso alla Procura: se in base a queste prove qualcuno si azzarderà a toccare Antonio Conte… i telegiornali avranno di che parlare. Il 2006 è lontano, mai digerito, e la rabbia oggi è tanta, forse troppa per sopportare questa ennesima farsa.

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