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Tag: montella (pagina 1 di 2)

Milan – Juventus 1 – 0 / Qualità offensiva cercasi

Se hai Higuain, gioca Higuain. Il problema è chi gioca insieme a lui.

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Potenziale offensivo impressionante, ma inespresso, forse non sfruttato. E’ la sintesi di Milan – Juventus, dove i problemi bianconeri sono emersi tutti, specialmente a tratti. Il grandissimo gol di Locatelli premia un Montella ordinato e coraggioso, la cui didattica ha avuto la meglio su una non ben precisata manovra di Allegri.

Ci sono gli uomini, ma mal calati in un modulo che senza alcune pedine mostra lacune antipatiche. Tipo il regista, o semplicemente l’uomo d’ordine. Non lo è Hernanes, non lo è ancora Pjanic. Tipo anche il supporto a Higuain, drammaticamente lasciato senza rifornimenti, e sì che ne basterebbero pure pochi per l’argentino.

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In attesa di Dybala, occorre prendere subito una decisione: chi costruisce la manovra, chi la finalizza? De facto il jolly di Locatelli non intacca la solidità difensiva, ma da metà campo in su la Juve ha grossi problemi. Non risolti nel mercato estivo dove il mancato arrivo di Witsel nelle ultime ore adesso sembra poter pesare, almeno fino al rientro di Marchisio.

Seconda sconfitta in campionato, un po’ di respiro per le inseguitrici che sapranno ricucire la distanza, compreso un sorprendente Milan.

A Torino si attendono le mosse di Allegri dove se hai Higuain, gioca Higuain, ma il problema è chi gioca insieme a lui.

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Alla terza di campionato ci sono già i primi verdetti?

Nell’ordine: la Juve passeggia e si sbarazza del Milan; la Roma batte Zeman coi ricambi; il Napoli crolla con l’Udinese; la Fiorentina vince a fatica, ma vince; l’Inter si salva contro il Palermo; il Verona è terzo, mentre il Torino non segna ancora. Campionato già definito?

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Viene da pensarlo a guardare non già la semplice classifica, ma il modo in cui si è formata.

Tre vittorie su tre da parte di Juve e Roma che sono, praticamente, già in fuga. Dietro arrancano.

Milano piange

Le milanesi piangono. Mazzarri è contento perché è già in testa nella speciale e importante classifica dei calci d’angolo battuti. A Palermo i nerazzurri praticamente si salvano, grazie all’imprecisione sotto porta dei ragazzi di Iachini. Chi ha visto la partita avrà potuto apprezzare un secondo tempo in cui una squadra manovrava bene e l’Inter arrancava contando sulla giocata del singolo in attacco, che però non è arrivata. Con un Vidic in totale confusione. Un consiglio pratico: meno parole, più fatti.

Cambiando sponda, Berlusconi si è già lavato le mani: “Non fanno quello che dico io”, salvo che non ha ancora spiegato bene cosa dice lui. Così Pippo si ritrova di nuovo sulla terra, aggrappato agli spot “vogliamo tornare a vincere”, mentre Galliani sogna ancora la famosa cena in cui “Carlitos non tradirà” e invece Carlitos continua a segnare e a trascinare la Juve. Destino beffardo.

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Napoli: jurnata ‘e sole?

Più giù, ci sono solo due ipotesi per valutare Benitez: o lo fa apposta, oppure ci sta capendo poco. Turnover azzardato, risultati deludenti. Gli azzurri sono dietro già di 6 punti, sui 9 totali disponibili. Verrebbe da dire: ciao ciao scudetto già a fine settembre. Unito al ciao ciao Champions a fine agosto, la deduzione è che il progetto De Laurentiis non aveva fatto i conti con la realtà dei fatti.

La preoccupazione più grande è la gestione dello spogliatoio: il povero Higuain non lo dirà mai, ma già rimpiange quelle panchine al Bernabeu; Callejon non sta capendo le panchine al San Paolo; Hamsik dovrà decidere se curare ancora la cresta o magari tuffarsi in duri allenamenti pro performance.

In tutto ciò, ci mancava giusto secondo De Laurentiis, il figlio di Aurelio: calma e sangue freddo. La consolazione è che si può preparare la sfida alla Juve in tutta calma e puntare così a una stagione comunque positiva: battere la Juve per salvare un’annata. Roba da Napoli.

Il Toro spreca, la Viola fatica, il Verona vola

Se a Napoli piangono, a Verona stanno godendo come matti. 7 punti 7, terzi in classifica. Mandorlini sta accumulando miracoli su miracoli, con un Saviola ancora da scoprire. Segnano pure i moldavi, in una formazione stupefacente. Ne fa le spese il Torino che sta pagando a caro prezzo il furto dell’Europa League ai danni del Parma: visto che succede ad appropriarsi di meriti non acquisiti sul campo?

Il bomber Gomez è a riposo, così Montella deve inventarsi altre mosse. A fatica, ma l’Atalanta è stata battuta, ma il calcio che conta avrebbe bisogno di altro. Vedendo però le milanesi e il Napoli, la lotta per il terzo posto è alla portata dei Della Valle. Buona sfida.

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Fiorentina-Juventus Comincia la guerra [FORMAZIONI]

In Italia è uno schifo, in Italia è una guerra. E allora combattiamola come meglio sappiamo fare: scendendo in campo con tutta la classe e la cattiveria agonistica di cui disponiamo.

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La Fiorentina è avversario tosto, ma la Juve deve fare la Juve. Conte deve stimolare al massimo i ragazzi.

Infortuni e indisponibilità a parte, senza dimenticare le punizioni, i bianconeri si affidano alla solita difesa. Lo schema non varia, ma a destra va Padoin. Con Vidal in panchina, Pogba va sul centrodestra e Marchisio sul centrosinistra. Occhio alla fascia mancina dove Asamoah deve arginare la velocità di Cuadrado. Qui si gioca molto della partita: le incursioni della frecca di Montella potrebbero risultare importanti.

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Per contro, la classe di Tevez potrebbe fare la differenza a favore dei bianconeri. Accanto a lui Llorente, con Giovinco pronto a subentrare nella ripresa.

La Roma non aspetta di certo.

Fiorentina-Juventus Probabili Formazioni

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Serie A 2013/2014: lo stato di salute della prima giornata

Mi illumino di Juve. Avrebbe scritto questo Ungaretti vedendo la prima giornata di campionato. Non solo Juve, in realtà, ma il bagliore dei bianconeri sembra aver contagiato gli altri. Sembra pure che la luce proveniente da Conte abbia illuminato le avversarie.

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Una marea di 3-5-2 si sfidano e, in parte, si annullano. Compresa la sfida di Marassi dove lo specchio che Delio Rossi impone ai bianconeri ha retto per tutto il primo tempo. Ma la copia è differente dall’originale e così la Juve ha avuto la meglio. Questione di un Tevez in più, questione di avere molto più talento di chi vorrebbe farti la festa.

La prima giornata, che si chiude oggi col debutto della Fiorentina di Montella, consegna una classifica pronosticabile. Compreso il tonfo del Milan. Nessun giudizio, troppo presto, ma qualche buon segnale.

A partire dai microfoni. Un piacere sentire parlare Benitez. Finalmente Napoli ha un allenatore capace di dialogare con pubblico e avversari. Altro che i piagnistei di Mourinho e Mazzarri. Con lo spagnolo sarà un campionato intenso e piacevole anche da raccontare e ascoltare. E complimenti per il lavoro fin qui svolto. La vera antogonista dei bianconeri è Napoli che lo ha confermato sul campo. Hamsik sempre più leader, ma un gioco completamente differente dallo scorso anno. Più arioso, più ragionato, dove alla legnosità di Behrami e Inler viene contrapposta la classe dei vari Higuain, Callejon e Pandev. Pazienza per Insigne, ma chi ha toccato il vero calcio lo riconosci subito.

Segnali di ripresa della Lazio, che però soffre vistosamente se debitamente attaccata. E’ bastato l’ingresso di Muriel per mettere in crisi una difesa che andava rinforzata se si vuole raggiungere un obiettivo concreto. Un centrocampo tosto e un intramontabile Klose sono le armi principali di Petkovic. Potrebbero non bastare se il reparto arretrato mette in crisi un 2-0 che sembrava granitico.

E Roma ride pure in versione giallorossa. Tre punti solidi come lo schema che Garcia manda in campo. Un anno fa Zeman mandò in confusione un gruppo intero capendo poco di Totti, di De Rossi e dei ragazzi che aveva in mano. Troppi scalini da percorrere e poca didattica. Mentre l’allenatore francese ha le idee molto chiare. A essere confusi sono gli opinionisti. La Roma alterna davanti la difesa ora un metronomo ora un combattente. Complementari e perfettamente in sincronia. Restituendo dignità a De Rossi – solo un pazzo potrebbe metterne in discussione le doti tecniche e di personalità – la Roma ritrova lo spirito di un tempo. Con un Totti che dimostra di possedere ottime doti di intelligenza nella gestione delle energie. Le bizze di Sabatini (Borriello titolare è uno di quei paradossi di difficile comprensione) vengono ben gestite dall’allenatore che poi verrà multato per aver usato il telefonino. “Non lo sapevo” si giustificherà, ma la colpa non è sua. Piuttosto è di un calcio italiano veramente ridicolo e antiquato. Si abituerà, Garcia.

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Sorride pure Mazzarri che solo al minuto 91 tira un sospiro di sollievo. La partita si sblocca quando Liverani decide che è arrivato il momento di fare e non solo di distruggere. Ma il terzetto di centrocampo non regge e una deviazione manda in tilt il buon Perin. Grande esordio, si dirà, ma Kovacic e Icardi schierati solo nel secondo tempo andrebbero giustificati al pubblico. Con la variante che comunque la squadra nerazzurra appare fragile in difesa, mentre Alvarez sta uscendo dal torpore in cui era caduto. La curiosità di vedere dove potrà arrivare questa Inter è tanta. Con Eto’o o senza Eto’o.

Cassano più Amauri è una specie di “cosa avremmo potuto fare se solo avessimo avuto più testa”. Fisico e tecnica da numero 10 e 9, rispettivamente, ma non sempre bastano. Uno scialbo 0-0 che conferma un paio di cose: Cassano è roba da provincia, laddove le responsabilità finiscono a pagina 14 della Gazzetta (tanto per intenderci), mentre Amauri soffre di intermittenza peggio delle frecce di una macchina. Parma si divertirà, ma serate come ieri sono la conferma delle rispettive carriere. Alla fine il vero protagonista in campo sarà Mirante.

Cosa farebbe Cerci in mano a Conte? Massimo rispetto per il Maestro Ventura, ma questo ragazzo è il prototipo di esterno che piace proprio al tecnico leccese. Sfrontato e arrogante come solo un’ala può essere, veloce e fantasioso come proprio un’ala deve essere. Nella nuova posizione di attaccante (poco esterno e molta seconda punta) può davvero fare male alle difese avversarie. E Immobile pare proprio la pedina di appoggio ideale visto che il buon Ciro copre l’intero attacco senza troppa fatica. Il Toro è una creatura interessante. Manca forse un ragionatore a centrocampo e un volpone in difesa, ma il campionato sarà tranquillo (ipotizziamo).

Prima o poi Cellino deciderà di accomodarsi in panchina. Comanda la sostituzione di Ibarbo ed è sempre lui a obbligare all’attaccante dove posizionarsi e dove andare. Ci chiediamo quale sia il ruolo e fin dove arrivano le responsabilità di Lopez. Fortuna che il Cagliari rimonta e vince su un Atalanta irriconoscibile, altrimenti oggi il dilemma sarebbe “a chi le colpe tattiche: Cellino o Lopez?”.

Passiamo al Milan? Se non avesse dalla sua una stampa molto amica, oggi staremmo a discutere di molte cose che non vanno senza l’obiettivo di dire le cose che i capi vogliono sentirsi dire. Il primo scudetto di Allegri arrivò per incapacità manifesta delle avversarie. La Juve di Del Neri seppe tenere testa per tutto il girone di andata e questo la dice lunga su che livello di avversarie avevano i rossoneri all’epoca. Dove tutto poggiava sulla capacità di Ibrahimovic di distruggere le partite. Poi la smobilitazione perché i bilanci non si possono più nascondere. L’anno scorso la rimonta fece rima con una serie di arbitraggi che se solo fosse capitato alla Juve… Quest’anno ci risiamo: partenza da brividi (e poiché vale per tutta la carriera di Allegri, ci sarà da ipotizzare scarsa capacità di preparare la mente più che il corpo) e primo step decisivo della stagione contro il PSV. Non è ancora settembre che Allegri è a rischio. Prigioniero di idee che sono sparite in concomitanza ai soldi. Prigioniero di una didattica sopravvalutata. Cercano il rinforzo in attacco quando la difesa è un insulto alla storia dei vari Baresi e Maldini. E se Julio Cesar è l’unico nome in grado di sostituire Abbiati, allora per noi che non tifiamo Milan tutto diventa una pacchia infinita.

E stasera tutti a guardare la Fiorentina (almeno voi, io mi gusterò Chelsea-Manchester United). Matura? Pronta per dar battaglia al Napoli sgomitando come la vice-vice-favorita per il titolo? Il peso di un tale pronostico bloccherà Montella e i suoi o l’inserimento di Rossi e Gomez ha reso lo spogliatoio forte? Dopo Conte, lo ripetiamo, viene Montella per conoscenze e qualità del lavoro. Sarà un gran bel torneo se alla Juve non verranno concessi i 10 punti di distacco come l’anno scorso. Il punto, per tutte le avversarie, è sempre il solito: la continuità di rendimento e di risultato.

Buon campionato a tutti.

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Al via con un gap considerevole rispetto alle avversarie

Parte la stagione bianconera. Ufficialmente domani a Chatillon, con Conte che detterà i tempi degli allenamenti e massacrerà i suoi con lunghe ripetizioni tattiche. Varianti, moduli, idee e schemi: la Juve tornerà a scuola col Professor Conte, fra i migliori in Europa per risultati tangibili e dimostrati sul campo.

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La nuova stagione, posto che il calciomercato per molti non è ancora cominciato, rischia di sottolineare un gap ancora maggiore fra la Juve e le altre. Paradossalmente, è questo che rischia di ridurre tale gap: l’eccessiva sicurezza nei propri mezzi. Ma con Conte questo è un rischio che non si correrà.

Si guarda all’Europa con molta più curiosità rispetto a 12 mesi fa. Si guarderà all’Italia provando a centrare un altro traguardo importante. La rosa messa a disposizione del tecnico salentino è ancora più interessante rispetto al ritiro del 2012. Ma i risultati si vedranno mese dopo mese. Servirà tanto equilibrio e tanta fame agonistica. Nessuno ha mai vinto in partenza.

Riserveremo diversi articoli alla nostra concorrenza, intanto proviamo a sintetizzare la situazione.

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Dietro la Juve partono tutte a pari merito, a mio avviso. Il Napoli dovrà capire a chi affidare l’enorme bacino di gol che Cavani ha garantito in queste tre stagioni. Numero di gol che se non rimpiazzati a dovere faranno soffrire De Laurentiis. Il mercato fin qui è stato condotto con intelligenza, con le pedine che servono alle idee di Benitez.

L’inter indonesiana rischia di commettere qualche errore grossolano. Occhio al bilancio, occhio soprattutto alle idee. Mazzarri ha le lacrime facili, qualche uomo giusto, rinforzi che chiede e gente un po’ datata. Dovrà far lavorare bene i giovani e dovrà avere pazienza.

Il Milan si basa sull’arroganza del suo Presidente e sulle mosse astute e oscure di Galliani. Con un paio di telefonate l’anno scorso è riuscito a raggiungere e conservare il terzo posto, quest’anno rischia di sorprendere tutti. Ingessato a livello di bilancio, incapace di vendere, si ritrova una buona base di ragazzi che Allegri dovrà dosare in modo intelligente. Qualche pecca, qualche buona pedina.

La migliore idea di avversaria in realtà ce l’ha la Fiorentina. Al di là delle diatribe dialettiche con i Della Valle (non solo dialettiche), la Viola con Montella e i nuovi acquisti è quella attrezzata meglio sulla carta per competere. Peccherebbe secondo me di continuità di rendimento, ma sulla carta è una bella formazione per dar battaglia alla A. L’istinto di Firenze all’isterismo e al “sentirsi vittima” potrebbe giocare un brutto scherzo.

Vinca il migliore!

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Juvetic: Jovetic alla Juve si può fare per Della Valle

L’apertura nei confronti della Juve é importante, ma non poteva essere altrimenti. JoJo vuole i bianconeri, i Della Valle dovrebbero rispettare la promessa fatta al montenegrino un anno fa.

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Chiudere a chi porta (porterebbe) in dote contropartite interessanti sarebbe un delitto ed é qui che si gioca la partita.

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La richiesta di 30 milioni in contanti non verrá soddisfatta. Né dall’Italia né dall’estero, cosí non resta che valutare il paniere che la Juve mette a disposizione di Montella. Quagliarella o Matri o Giovinco, poi Marrone o De Ceglie o Isla. Due giocatori fra queste terne e poi conguaglio in denaro (comunque non superiore ai 10 milioni di euro). Ora tocca a Montella.

Per il gioco dell’Aeroplanino le magie di Eta Beta potrebbero risultare molto efficaci, cosí come Isla farebbe comodo alla Viola. Dubbi sul nome di Marrone su cui Conte ha posto il veto per una cessione definitiva. Dubbi su Giovinco (avendo Pepito Rossi) e Matri.

Nessun dubbio sulla congruitá tecnico-tattica di Jovetic nei meccanismi di Conte. L’abilitá a saltare l’uomo, la capacitá di vedere la porta e il senso dell’assist ne fanno una pedina perfetta. Tanto da parlare, in queste ore a Vinovo, di… Juvetic!

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C’è del marcio in Danimarca…

È evidente che c’è del marcio in Danimarca…così come e’ evidente che noi viviamo in Australia e siamo circondati da milioni di struzzi…tutti con la testa piantata nel terreno, ma non per paura di vedere…che sarebbe comprensibile vista l’innata tendenza cromosomica di questo animale nel farlo, ma per paura di dover ammettere che i latini non sbagliavano mai o quasi quando affermavano: ” talis pater talis filius “.

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Ladri si diventa, non si nasce, al massimo si affina il “talento” per delinquere. E se tuo padre di mestiere fa il ladro di professione, non per necessità, che è ben altra cosa, allora il gioco e’ fatto: avrai dei figli ladri.

Questo escursus non ha nulla a vedere con il gioco del calcio. E’ un po’ come la faccia di Montella ieri sera quando gli hanno detto del rigore contro il Siena. La sua espressione, con gli occhi leggermente di lato e il cenno del capo che annuiva e’ stata più eloquente di un discorso di Cicerone.

Naturalmente i media, tranne il Corriere dello Sport, non hanno fatto minimo cenno all’accaduto, si sono guardati bene dal tirare una statuetta raffigurante il Duomo nello stagno. Che Vergogna!!!

La cosa più vergognosa, in verità, e’ stata l’esultanza Festeriana, di un ometto di mezza età, calvo e grassottello…ah! no…questa e’ un’altra storia…ma sempre di esso, lui medesimo in persona si parla…

Quest’essere al pari del suo padrone non ha rossore, non sa cosa significhi provare vergogna, non sa cosa sia la dignità e la morale.

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Certo e’ che se una squadra meritava i preliminari di C. L. questa era la Viola.

E non sto a dire che li avrebbe superati, bla bla bla…ma certo è, ancora, che superandoli (lo avrebbe fatto sicuramente, mentivo sapendo di mentire), un certo introito lo avrebbe potuto avere grazie al buon campionato svolto e senza 15 rigori a favore.

VERGOGNA!!!

Mi aspetto delle reazioni piccate dei padroni della Viola verso l’amico Fester, ma non ne avranno il coraggio visti i favori ricevuti, e comunque non avrebbero mai potuto averne (reazioni piccate), perché senza palle.

E poi i cattivi siamo noi. Quelli a cui si deve precludere ad ogni costo un attaccante, ma che se lo tenessero…

Partita scientemente studiata a tavolino direi. Questa e’ l’impressione che ne ho ricavato guardandola: espulsione per doppia ammonizione al centrocampista loro? Dopo 60 secondi espulsione a un difensore senese: mmh la prima c’era, altro se c’era; la seconda se l’è sognata. Il rigore? Ahahahahahah perché non era uguale uguale spiaccicato alla precedente trattenuta in area opposta? E sarebbe stato il 2 a 0.

Già: c’è del marcio in Danimarca.

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Conti, conferme e sorprese dell’ultima giornata

Un altro campionato é andato via. Solo che questo finisce in un modo particolare, con diversi verdetti, qualche conferma, alcune sorprese.

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Assist di Bergonzi al Milan Balotelli tira meglio i rigori, secondo Montella. Cosí i rossoneri vannoin Champions per il rotto della cuffia. Nel finale di partita va tutto liscio: appena 60 secondi di inferioritá numerica (qualcuno spieghi a Terlizzi il motivo del giallo), poi uno svenimento di Balotelli che diventa penalty, poi confusione che consegna a Mexes la copertina dei giornali. Un trionfo, echissenefrega della limpidezza. Complimenti peró al Siena e alla sportivitá, lo stesso Siena che fu di Conte e che appena qualche mese fa é stato oggetto di Calcioscommesse.

Stra…figuraccia dell’Inter Io ventaglio delle scuse é stato esaurito. All’appello di Stramaccioni mancano solo sinusite e aumento dell’IVA e poi la collezione di giustificazioni é completa. La veritá, palese nei numeri dei nerazzurri, é la fragilitá di un progetto che chissá mai se veramente esistito. Piú gol presi che fatti, record di sconfitte, imbarcata finale, niente identitá né gioco, sistema difensivo tragico che va al di lá di assenze e demoralizzazione. Bentornata Inter, ci sei mancata nascosta come eri nel trappolone di Farsopoli. Ora l’unico nome in grado di salvare la baracca é quello di Guido Rossi.

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Il Napoli anche ieri ha vinto Direbbe questo De Laurentiis: il Napoli non ha perso, anzi ha vinto. E la Roma ha perso perché fra 2 anni ci sará il Fair Play finanziario. Appunto, fra 2 anni. Intanto incassa l’addio di Mazzarri che avrá visto lungo (e quando mai ripeterai un anno cosí?) e si prepara a qualche cessione eccellente e pericolosa. Dovrá essere bravo il DeLa a scegliere la giusta sceneggiatura per l’anno prossimo, riducendo il rischio di implosioni.

Alta tensione Roma Sará un derby infuocato. Chi vince accede alla Seconda Europa. Petkovic e Andreazzoli (prima Zeman) hanno illuso la piazza, partendo peró da posizioni differenti e con un cammino differente. Avessero consegnato al primo un attaccante in piú oggi forse la Lazio avrebbe piú punti. Avessero ragionato in serietá i giallorossi, la scelta Zeman l’avrebbero capita tutti: mediatica e spettacolare, ma insufficiente e inadeguata per un vero progetto di rinascita.

Capolavoro Montella e Guidolin Il primo é subito dietro Conte per qualitá. Il secondo, dopo l’infinita gavetta, meriterebbe qualche libro per la maniera di governare gruppo e idee tattiche. Fiorentina e Udinese si confermano piacevoli sorprese di questo campionato. La Viola é andata vicinissimo al traguardo grosso (ma Bergonzi ha detto no!) mentre l’Udinese guadagna l’accesso alla Europe League con uno strappo finale da gran velocista (come piacerebbe al ciclista Guidolin). Solo meriti per entrambi.

Complimenti infine a tutte le altre squadre. Al Catania e al Bologna, all’Atalanta e al Chievo, al Cagliari e alla Samp. Bravo chi é riuscito a salvarsi e un presto ritorno in A per chi é retrocesso. Come sempre, 1 volta su 4 nella storia della A: veniteci a prendere. Firmato: la Juve!

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Juventus-Fiorentina 2-0 Benvenuti all’Inferno

Chissà se Dante, proprio Dante, si sia un po’ risentito. O se anche lui abbia pensato: davvero così in basso può arrivare un dirigente Viola pur di dar contro alla Juve? In ogni caso la Juve lo aveva promesso e solitamente noi bianconeri manteniamo le promesse. E’ stato un Inferno per i colori Viola.

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Intanto un appunto: i cori sull’Heysel sono stati ascoltati? La Federazione interverrà? Questo è lo stile Della Valle? All’ultima domanda rispondiamo noi: no, non è lo stile Della Valle. L’imbecillità di certe bestie – e non tifosi – non può certo discendere da uno stile societario o storico. E visto che abbiamo toccato questo tasto io posso ben dire che uno Stile Agnelli c’è stato e continua a esserci, ma uno stile Della Valle… mah, io proprio mai sentito, e voi? A meno che lo stile Della Valle vuol dire sparare stronzate a raffica. In tal caso che se lo tengano a Firenze.

Le questioni di campo sono assai più affascinanti. L’arrabbiatura per il mese di gennaio appena trascorso non solo non si è sopita, ma da sabato è aumentata, in particolare alle 20:00 circa. Una Juventus sublime ha strapazzato una buona Fiorentina. Valgono più di ogni altra analisi le dichiarazioni dei giocatori viola: complimenti alla Juve e una serie di osservazioni piuttosto banali. Del tipo che questa Juve non fa ragionare, del tipo che questa Juve sembrava correre di più, del tipo che questa Juve ha sempre qualcosa oltre rispetto all’avversario. A livello fisico, a livello tecnico, soprattutto a livello organizzativo.

La speranza che Vucinic abbia solo fatto impaurire un po’ i tifosi è forte, così come la paura di un suo forfait martedì sera. Se il genio esce dalla lampada accadono solo cose belle, flash fulminanti di calcio spettacolo. Gol, ma non solo, e l’abbiamo sempre detto. Certo chiediamo a Mirko di timbrare di più il cartellino, ma la mole di gioco che sviluppa, unita alla qualità di un vero regista d’attacco, ne fanno un perno insostituibile. Se poi Matri… non finisco la frase per paura che il ragazzo torni in letargo. Serviva un bomber e una prova di forza, all’ingresso di un rettilineo che ora vede Celtic e Roma nel giro di 5 giorni, e abbiamo ascoltato una voce grossa, potente, decisa, sicura: era quella della Juve.

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Vien da ridere a pensare che certi espertoni di mercato abbiano già dato a Vidal gli ultimi 6 mesi in bianconero. Quale folle rinuncerebbe a questo campione? E quale altra prova dovrà dare Pirlo per convincere che l’età, in certi casi, solo in certi casi, non conta davvero? Ed è qui lo strapotere indiscusso della Juve, unito ovviamente al Principino. Un centrocampo senza pari, nemmeno in Europa dove il Barca sta alternando buone prove a mediocri partite. Se Pirlo, Marchisio e Vidal stanno bene non ce n’é per nessuno. Un concentrato di tecnica, di astuzia e di forza come non ne ricordo negli ultimi anni.

La chiave del match è stata senza dubbio il predominio a centrocampo, ma come ha osservato l’intelligente Montella le punte bianconere fanno un lavoro massacrante e prezioso. Con un paio di flash di Giovinco. Ci perdoni il ragazzo di Beinasco, ma chiediamo se forse non sia questo il ruolo più appropriato: ingresso nel secondo tempo e nessun tipo di compito che lo sfianca.

Appuntamento rinviato per Anelka. Forse già martedì sera quando in realtà tutti speriamo che accanto a Matri ci sia Vucinic.

P.S.

Difficile dire qualcosa sulla difesa. Anche stavolta gli sforzi della FIGC sono stati vani. Pur con l’assenza di Bonucci Conte si scopre in possesso di intuizioni paranormali: questo Marrone, ancora visibilmente acerbo, è già un difensore con davanti una strada già tracciata. Piedi, fisico, senso della posizione: può essere davvero questo il ruolo del presente e del futuro? E non ci dimentichiamo di fare i complimenti a Peluso: per quanto espresso in campo e per la parole al microfono a fine partita. Ora più carichi di prima, la stagione comincia praticamente adesso.

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Giornata numero 15: fra regali e finte proteste

Si chiude la giornata numero 15 che consegna una classifica interessante. Un trenino di squadre che la Juve non è riuscita a staccare viste le due sconfitte e il pareggio nelle ultime 5 partite di campionato.

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Si blocca la Fiorentina di Montella a cui pesa l’assenza di Jovetic, ma soprattutto l’assenza di un attaccante di peso. Ottimo il centrocampo, vero motore viola, tecnico e propositivo. Così come interessante è il pacchetto arretrato che ieri ha mostrato un Savic in versione goleador. Insieme a Conte, Vincenzo Montella è il miglior allenatore di questa Serie A per meriti conquistati sul campo. In breve tempo ha dato una forte identità al suo gruppo di ragazzi e un gioco ragionato e bello a vedersi. Quanto durerà?

Ciro Ferrara comincia la rincorsa alla riconferma. Molto paziente la dirigenza doriana che lo ha tenuto anche dopo una serie pazzesca di sconfitte consecutive. Ma questa Samp c’è: tanti ragazzi motivati, qualcuno davvero molto interessante, uno schema di gioco che prevede tanto attacco, ma che è mortificato dall’assenza di un finalizzatore. Occhio a Icardi, ma certo questo ragazzo è molto più seconda punta che bomber vero e proprio. Servirebbe Maxi Lopez e servirebbe pure il miglior Eder in appoggio a uno che segni, altrimenti Ferrara dovrà sempre sperare negli inserimenti da dietro. Benissimo Poli, meno bene Obiang, mentre Maresca alterna ottime prestazioni a opache performance. D’altronde è difficile fare il regista in una squadra sprovvista di ali forti e di punte vere.

Controllare i bonifici in entrata a Garcia, prego. Perché è fin troppo goffo l’autogol che consente a Stramaccioni di respirare. Oggi a leggere la rassegna stampa si ha l’impressione di una corazzata, quella nerazzurra, che ha vinto in modo netto. La realtà è di un progetto inesistente, un continuo ballare fra moduli e giocate solo tentate, un disequilibrio totale fra i reparti. Il Palermo ha rinunciato a giocare e si è infilzato da solo: speriamo lo faccia pure la prossima giornata.

Al Napoli va tutto bene. Rigore concesso, giustamente, a un maestoso Cavani: dove sarebbe il Napoli senza questo strepitoso giocatore? E rigore non concesso al Pescara nonostante il risultato al sicuro (si era sul 4-1). Dopo Chievo e Cagliari… ancora silenzio sui partenopei, con Mazzarri che continua non lamentarsi per questi regali ricevuti. Coerenza.

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Come la coerenza di Galliani che dopo la Photoshoppata di un anno fa contro il Catania dimentica di annotare il regalo, l’ennesimo, che permette al Faraone di pareggiare la partita. Partita che non ha mostrato un Milan in crescita, anzi: solo che al Catania mancava un Gomez in grado di pungere la difesa rossonera. Ma non importa: oggi si parla di effetto-Berlusconi e noi approviamo: a questo ritmo lo scudetto diventa davvero possibile.

Zeman ci ringrazi. Non leggerà questo blog, ma avevamo sottolineato come un ragazzo come Destro non poteva non giocare e infatti. Doppietta, terzo gol in due gare, soprattutto una prestazione come sarebbe piaciuta a Conte. E’ uno degli attaccanti da tenere in considerazione perché ha potenzialità incredibili. Solo che Roma non è l’ambiente ideale in cui crescere. Approviamo inoltre la doppia esultanza: la professione è professione, l’attaccante gioca per segnare, Siena è stata solo una parentesi nella carriera di Destro… per quale cavolo di motivo doveva rimanere immobile e non esultare? Ipocrisia di un calcio che ha perso ogni valore.

Chi ha capito l’intervista di Del Neri a fine partita è un pezzo avanti nel parlare una lingua sconosciuta. Non sarà tutta colpa sua, di certo Preziosi sta trovando negli allenatori il giusto appiglio per una stagione che non poteva certo essere migliore. Lo Monaco lo aveva capito e denunciato: non si può operare per conto di Moratti e Berlusconi e poi sperare che le cose vadano bene in casa propria. Nonostante la rosa sia qualitativamente di medio livello, a Genova si registra un ambiente completamente scarico dove non esiste un leader se non quel gruppo di ultras. Questi sono i risultati.

La legge dell’ex punisce l’Atalanta di Colantuono. I bergamaschi vengono soffocati da Gabbiadini che goleador non lo sarà mai, ma certo una buona seconda punta. Agile, ottima tecnica, ma deve crescere tanto a livello tattico. Come è cresciuto Diamanti: che giocatore! Si prende ogni tipo di responsabilità, realizza una punizione da urlo, ma occhio a non volare alto con i sogni: meglio essere un fenomeno in provincia che perdersi in una big.

Chiudiamo con Ventura. Cercare di trovare una giustificazione per rivendicare una espulsione sacrosanta la dice lunga su quanto a Torino, sponda granata, stia soffrendo. I discorsi sui primi 30 minuti trovano respiro solo a livello teorico. Ci sarà la gara di ritorno per rifarsi, ma la lamentela per non aver spostato la gara di Coppa Italia e il tentativo di gridare allo scandalo, fortunatamente tentativo mai cavalcato davvero, è un pessimo esempio di sportività. La stessa sportività riconosciuta alla Juve nel postpartita contro il Milan.

La stessa sportività che non registriamo in una redazione che dovrebbe far compagnia a Sallusti: lo striscione di Pessotto non vale l’approfondimento (giusto!) sul vergognoso telone su Superga. Noi rivendichiamo un nostro concetto: quelli lì non sono tifosi, e secondo me sono sempre gli stessi imbecilli che si travestono di bianconero, nerazzurro o rossonero per sentirsi importanti. L’importanza è data proprio da servizi giornalistici che ne cantano le lodi. Sui 39 angeli bianconeri non si intervista Don Albertini e non si scomoda praticamente mezza Italia, mentre su Superga sì. Spiegateci la differenza: noi non la vediamo. Bestie sono e bestie restano indipendentemente dai colori tifati. Così non è per certe redazioni. Sallusti è troppo solo, chi vuole seguirlo?

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