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Tag: montolivo (pagina 1 di 2)

Mercato, facciamo il punto

Un mese fa, esattamente il primo di agosto, parlando di mercato avevamo sottolineato la grande partenza della Juventus, che con diversi acquisti aveva addirittura allargato la forbice di differenza e superiorità rispetto alle altre. Asamoah, Isla, Giovinco, Pogba, Leali, Masi, Lucio: tutti arrivati prestissimo, perché la Juventus si era mossa con netto anticipo. Chiaro che non avrebbe continuato così, e il mese di agosto ha visto la Juventus in sordina: unico obiettivo il top player, che pero non è arrivato. In compenso è arrivato Bendtner, tra scetticismo e speranza: non è il giocatore che cercavamo, testuali parole di Marotta, ma è stata una possibilità. Un rischio pari a zero, dal punto di vista economico, ma molto alto da un punto di vista del calcio giocato: è praticamente una scommessa, e non un top già affermato. Voto alla Juventus 8,5. Col top player sarebbe stato 9.

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Il Napoli ha fatto un grande mercato:emerge soprattutto l’attenzione negli acquisti, con movimenti oculati a coprire i ruoli scoperti. Insomma, il Napoli ha messo in piedi una rosa che assicura due giocatori per ruolo: mica male per una squadra che va a posizionare si tra le prime quattro, come pronostico, e che ha la migliore solidità del campionato. Mazzarri è ormai in pianta stabile da tre anni: in Italia il più longevo tra gli allenatori. Acquisti ben fatti: Berahmi, Insigne, Mesto, El Kaddouri, Uvini vanno a rinforza una rosa che era già buona. C’è da dire che il Napoli ha pure perso giocatori fondamentali: Lavezzi su tutti, era il motore di questa squadra, così come Gargano che correva per tre. Corto, bisognerà vedere se Insigne sostituirà al meglio Lavezzi, e se i rinforzi saranno all’altezza delle aspettative. Ma già aver creato una rosa con due giocatori per ruolo non è male. Voto 8.

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Il Milan invece ha rivoluzionato tutto: via Ibrahimovic e Thiago Silva (insostituibili), via Zambrotta, Nesta, Gattuso, Seedorf, Van Bommel, Inzaghi, Cassano, Aquilani. Presi Acerbi, Zapata, Montolivo, Constant, De Jong, Pazzini, Bojan, Traorè: insomma giocatori che non possono avvicinarsi nemmeno minimamente alla caratura di chi è partito. Allegri dovrà ricostruire in primis un gruppo, falcidiato anche psicologicamente da questa grande rivoluzione: non è facile, mancano i perni fondamentali e decisivi per puntare a vincere. Un mercato sicuramente non positivo per il Milan, che forse ha aggiustato il tiro negli ultimi giorni, quando ha preso la punta che serviva, e il mediano in mezzo. Voto 5,5

L’altra milanese, quella nerazzurra, ha dato il via all’esodo degli eroi del triplete: via Julio Cesar, Lucio, Maicon, oltre a Pazzini, Forlan, Zarate, Poli non riscattato. Un mercato partito con gli acquisti di Silvstre in difesa, Handanovic in porta, Palacio dal Genoa, e Mudingay dal Bologna. Insomma un mercato sotto tono. Pero anche l’Inter ha aggiustato la mira nelle ultim settimane, rafforzandosi ulteriormente con gli arrivi di Cassano, Gargano e Alvaro Pereira: anche qui, come per il Napoli, si è creato il doppio giocatore per ruolo. Unica pecca il vice Milito che non c’è. Voto 7

La Roma è tutto un programma, perché ha cambiato non solo tanti giocatori, ma anche sistema di gioco. Ha preso Piris, Castan, Balzaretti (tre titolari, quindi difesa nuova), Bradley, Destro, Dodò, Florenzi, Tallo. Ma ha comunque ceduto Borini, Bojan, Juan, Simplicio, Heinze, Pizarro, Rosi, Josè Angel. Un cambiamento totale perché, a differenza delle altre, molti titolari sono andati via. Questo porta veramente delle incertezze, perché è una squadra totalmente nuova: ben sei titolari sono arrivati quest’anno! Difficile dare un giudizio sul mercato, perché per giudicare il mercato ci dev’essere una naturale e indissolubile relazione col campo. Tutto sommato un mercato molto movimentato, con buone operazioni, vedi Destro, ma altre incomprensibili, vedi Bojan regalato al Milan. Voto 6,5

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Spagna-Italia: sono saltati gli schemi…

La mia analisi tattica sulla finale Italia-Spagna era partita da tre punti fondamentali: il possesso palla, la compattezza nella parte centrale del campo e attaccare gli spazi. Di queste tre cose nemmeno una.  Certo, ora è facile parlare col senno di poi, e come per tradizione, il giorno dopo la sconfitta in Italia ci sono 60 milioni di allenatori.

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Purtroppo la finale è nata male, e proseguita peggio. In primis per la condizione fisica, chiaramenet penalizzata dal fatto che abbiamo avuto poco tempo per recuperare, prima per la Germania, poi per la Spagna. In secondo luogo siamo stati molto sfortunati, perchè Chiellini si è subito fatto male, e poi Thiago Motta appena entrato si è stirato: li è finita la nostra gara. Ma tatticamente abbiamo fatto male veramente.

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Zero possesso palla, e qui perchè Pirlo veniva puntualmente braccato ogni volta che prendeva palla: non ha avuto la possibilità di giocare un pallone decente, ma questo anche perchè Abate (anche lui messo male fisicamente) ha attaccato poche volte. Il pressing spagnolo non ci ha dato tregua, e non siamo stati bravi a tenere palla: lo abbiamo fatto col centrocampo folto, alla prima gara. In secondo luogo, gli inserimenti tra le linee e gli scambi stretti ci hanno aperto in due: incapaci di fermarli, e qui il mister ha il dovere di spiegare. Lo avevo detto che con la difesa in linea i difensori, e in particolare i terzini, dovevano stare attenti agli inserimenti da dietro: vedi il primo gol.

Terzo punto: troppo prevedibili e statici davanti, ma lo sto dicendo dalla prima gare che Cassano non ha garantito la profondità che invece serviva, e che puntualmente abbiamo ritrovato quando è entrato Di Natale. Non si può vivere di rendita, e con Cassano così è successo: deludente a mio avviso, ma ha avuto la fiducia del mister non si sa per quale motivo. Il gol fortunoso all’Irlanda, l’assist contro la Germania gli hanno garantito il posto, ma cosa ha fatto di più? Non capisco perchè portare giocatori e non fargli fare nemmeno un minuto: Borini ad esempio avrebbe potuto dare una marcia in più all’attacco, e avrebbe dato anche più sbocchi tattici, magari un 4-3-3 poteva sfruttare meglio le fasce.

L’errore è stato anche quello di fossilizzarsi su certi giocatori fuori ruolo, come con Montolivo trequarti sta, oppure Thiago Motta: al di la dell’infortunio, quella sostituzione non ci stava proprio, perchè sotto di due gol non possiamo fare un cambio che non cambia niente! Detto questo, ai ragazzi vanno i meriti per aver raggiunto un traguardo impensabile alla vigilia. Vorrei chiudere sottolineando l’ipocrisia di Mazzola, che neldopo gara ha affermato che una delle ragioni della sconfitta sta nel fatto che il 52% dei giocatori che militano nel nostro campionato è straniero: lui, tifoso interista, dovrebbe veramente non aprire bocca su questo. Questi sono gli italiani.

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Italia-Croazia 1-1 L’incapacità di essere superiori

A leggere i commenti, soprattutto a leggere i tweet dei tifosi, almeno di certi tifosi, la situazione dell’Italia appare fin troppo chiara. Lo stage? Non scherziamo, alle volte lo stage non serve nemmeno agli studenti per lavorare bene, figuriamoci a dei calciatori professionisti.

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La verità, lapalissiana, è che questa squadra è stata costruita sul nulla. Poi magari Prandelli e gli altri ci stupiranno, ma finora molte cose sono chiare.

Il centrocampo è tutto affidato alle invenzioni di Pirlo. In realtà è proprio l’unico schema esistente, sottolineato più volte dalle precarie telecronache della RAI: “palla a Pirlo, aiutaci tu!”. Davvero deprimente per chi pensava di recitare un ruolo di prima piano. E si prova perfino a giudicare questo fenomeno che tutti ci invidiano. “Sotto tono”, “addirittura inconcludente” per certi fenomeni opinionisti. In realtà Pirlo è davvero solo, unico talento cristallino in mezzo a un mare di mediocrità. Mediocrità che diventa qualità solo quando entrano in azione certi media e certi giornali.

Sotto Pirlo solo Marchisio, l’unico a meritare davvero un voto pieno, sicuramente più che soddisfacente. Di fatto Marchisio è stato il più pericoloso nella partita contro la Croazia: un bolide da fuori, un altro bolide da fuori, poi una incursione e quella doppia occasione con doppio miracolo del portiere.

Cassano e Balotelli, fortemente voluti da Prandelli, sono assolutamente impalpabili. Davvero poca roba rispetto agli altri attacchi che fin qui abbiamo ammirato, a parte qualche sorpresa in negativo. Balotelli e Cassano che rischiano di far perdere ogni scommessa possibile a Prandelli. Di Natale appare in palla, ma certo è poco e male innescato e non può fare il miracolo a pochi minuti dal termine. E con Giovinco a fianco non si capisce più qual è lo schema o come l’Italia dovrebbe scardinare le difese avversarie. A parte che non si capisce perché Giovinco dovrebbe incidere negli ultimi 7 minuti di una gara mai veramente giocata nel secondo tempo.

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Maggio e Giaccherini finiscono per pagare le colpe di tutti: nomi piccoli e quindi la stampa se li divora. A torto però, perché i due ci stanno mettendo tanto cuore e corsa. Maggio nel suo ruolo, Giaccherini no. Il bianconero è costretto in quella posizione per assenza di alternative. Questo perché Prandelli non ha nemmeno capito che tipo di giocatori portarsi. Se 3-5-2 doveva essere perché non scegliere qualche esterno d’attacco?

E se 3-5-2 doveva essere perché rinunciare a difensori che lo sanno interpretare al meglio? Copiare la Juve, senza avere la rosa della Juve, è un esercizio davvero stucchevole. Thiago Motta sta galleggiando in un centrocampo dove Pirlo sta facendo di tutto, ma che tutto davvero non può fare. Oscurando peraltro il povero Marchisio che avrebbe testa e gambe per buttarsi dentro ed essere più pericoloso. La scelta poi di affidarsi a Montolivo appare completamente insensata: c’è Nocerino, più incursore e grintoso, perché non usarlo? A parte che, con Marchisio, è risultato uno dei migliori centrocampisti d’attacco del campionato.

Avremmo avuto bisogno di un De Rossi proprio nella posizione di Montolivo, ma sfortunatamente non abbiamo, o non vogliamo puntare, su altri centrali se non Barzagli. Spostando Bonucci su un ruolo che non è il suo, altro clamoroso errore. A proposito: ormai Barzagli è pronto, ma è l’Italia che non è più in gioco. Mi chiedo a cosa sia servito rinunciare a priori di un difensore pensando di non sostituirlo.

E così l’Italia scivola su una Croazia che ci ha messo più grinta, più voglia. L’attacco azzurro inconsistente ci rende impotenti e il gol finiamo per prenderlo. Per un grande fraseggio (quello spagnolo) o per un errore individuale (quello di Chiellini, ieri sembrato in condizioni non ottimali dopo l’affaticamento muscolare).

E i tifosi se la prendono con… tutti, meno con chi forse ha le maggiori responsabilità. Tipo Prandelli che ha puntato tutto su Cassano e Balotelli nonostante i due non hanno mai dato segno di poter sopportare simili responsabilità. E viene ora in mente tutta la lista di nomi fin qui non utilizzati o, addirittura, lasciati a casa. Manca una boa centrale e purtroppo in panchina ci sono piccoletti o attaccanti di altro tipo. Attaccanti che non sappiamo utilizzare perché del tutto fuori ruolo in uno schema invariabile. Una rigidità che non è nella cultura di Prandelli. Scelte che erano sembrate arrangiate e che ora confermano questa sensazione.

Ma gli italiani non vedono. Addirittura proteste su Webb (l’arbitro che forse ha fermato un fuorigioco a 50 metri dalla porta avversaria) e nessuna presa di coscienza sul fatto di essere una Nazionale povera di idee, in preda a scelte popolari e populiste perché i giornali vogliono questo. Così si è parlato per due giorni dei “frosci” di Cassano, mentre ora si fa fatica a individuare problemi tecnico-tattici. In fondo siamo il paese del gossip, siamo il paese dove il merito è solo una opzione. L’ultima possibile.

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I 4 clamorosi strafalcioni del sito del Milan

Il sito del Milan è ormai diventato un luogo di divertimento. Se la tua giornata è triste fai un salto… e sorridi.

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Dalle gomitate di Pirlo (e pensare che a restarci male sono stati i rossoneri, non Andrea da Brescia che per 10 anni ha contribuito alle vittorie) a Photoshop usato male, dalla news di stamattina al benvenuto a Riccardo Montolvio.

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“Che c’è di strano?” direte voi. Nulla se non fosse che:

  • le gomitate di Pirlo sono un modo volgare e scorretto di attaccare, in realtà, la Juve. Non abbiamo ancora capito se era più ridicolo far passare Pirlo per fabbro o svendere immagini e video davvero divertenti sull’argomento;
  • il Photoshop usato male ormai lo sapete: il famoso gol di Catania, che gol non era, ma a Milano hanno uno strano concetto del regolamento: i calci d’angolo si battono con l’uomo che scende direttamente dal terzo anello, mentre i gol fantasma sono tali solo se a favore;
  • la news di stamattina toglieva lo scudetto alla Juve per assegnarlo al Milan, tenendo conto il biennio: grande esercizio di idiozia;
  • e a Riccardo Montolivo sono stati ritoccati i tabellini e le statistiche: spuntano due misteriosi gol che il centrocampista, ormai ex Viola, non ha mai segnato. Montolivo ha infatti segnato 7 gol con l’Atalanta, 17 con la Fiorentina, 1 con l’Italia Under 19, 3 con l’Under 21, 1 gol con la Nazionale, 1 gol all’Olimpiade. Fa 30 il totale, non 32.

Qualcuno dica all’amministratore del sito che Zelig fa parte della stessa scuderia che appartiene a Berlusconi: la concorrenza interna non è ammessa.

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Tutti i nomi del mercato della Juve

Stemperiamo la tensione pre derby d’Italia con un po’ di sano fantamercato. A scatenarlo è stato Tuttosport con un paio di nomi eccellenti.

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Un punto sembra certo: la Juve, a giugno, acquisterà un top player. Uno vero, uno di quelli detti “pezzo da novanta”. Uno che può cambiare qualsiasi partita in un solo minuto. Uno di quelli lì.

Nomi? Tanti, troppi, e la maggior parte dei quali non acquistabili. Chi ha un cartellino spaventosamente costoso, chi ha un ingaggio mostruosamente alto. Prima di lanciare sproloqui contro Andrea Agnelli e Marotta bisogna rimanere attaccati alla fattualità di certe trattative e alle finanze del club. La Famiglia non investiva negli anni d’oro della Triade, figuriamoci adesso.

Una cosa però la si può fare già adesso: individuare i parametri coi quali giudicare i prossimi acquisti. E’ quello che faremo in questo articolo.

Conte proseguirà col lavoro tattico attuale, quindi schemi affidati al 4-3-3 o al 4-5-1 o, al più, al 3-5-2. Dividiamo il problema fra i tre reparti.

La difesa: o così o un fuoriclasse

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci in un'azione di gioco

Chiellini, Barzagli e Lichtsteiner sono i perni da cui non si può prescindere. Inutile snocciolare aggettivi positivi che risulterebbero banali. Caceres e De Ceglie hanno conquistato sul campo la promozione: ottimo l’inserimento del sudamericano che si è dimostrato tanto duttile quanto utile; positiva e stupefacente la crescita di Paolino, terzino di alto livello che sta acquisendo sempre più personalità. Non metterei in discussione Bonucci e credo che la società non lo farà. De facto la Juve, in questo reparto, è completa a meno che non si trovi il genio di turno, il fuoriclasse. Ma chi sono oggi i fuoriclasse della difesa? Per di più acquistabili. Si parla di Dedé, ma fra il brasiliano e Bonucci mi tengo stretto l’italiano.

Il centrocampo va solo puntellato

Vidal-Pirlo-Marchisio: mettere in dubbio i tre tenori è alquanto sospetto della fede bianconera di chi lo fa. Certamente occorre due sostituti di altissimo valore. L’anno prossimo i mercoledì non saranno più liberi e Conte non potrà schierare gli stessi 11 per più partite consecutive, così servono ricambi d’eccezione. Il punto è: investire sui giovani o pescare sul mercato? Sia chiaro: niente più Pazienza, niente più Padoin.

Ouasim Bouy

Ouasim Bouy, proveniente dalle giovanili dell'Ajax di cui era capitano

In Primavera, e sfonderò una porta aperta in molti di voi, ci sono giocatorini niente male. Come il Marrone di inizio anno, può davvero valere la pena investire su uno di loro. Appelt nelle vesti di vice Pirlo, o Bouy come vice Marchisio (l’olandese mi piace da matti), o Chibsah come vice Vidal. Con un occhio vigile sul caso Pogba che danno come giocatore già pronto per un grande club.

Particolare attenzione merita il discorso delle ali. Giaccherini merita la riconferma: duttile e ottimo rincalzo. Pepe non si tocca, ma è chiaro che serve un fantastico saltatore-di-uomini, uno tipo Robben tanto per essere chiari. L’olandese è quasi inavvicinabile e il Bayern non tratterà con Marotta dopo lo sgarbo-Vidal. Però serve proprio uno con quelle caratteristiche. Di più: bisogna vedere Conte se intende rimettere mano al 4-2-4. In tal caso cambierebbero molte cose nella rosa bianconera.

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I dubbi si chiamano Estigarribia e Krasic e Elia: difficilmente il primo verrà riscattato (nonostante una partenza molto buona), mentre gli altri due sono fuori dal progetto Conte. Denaro liquido da reinvestire o preziose pedine di scambio da non sciupare.

Non era un problema, lo è diventato: l’attacco

E’ decisamente il problema, quando a inizio anno sembrava uno dei migliori in assoluto. Quagliarella non ha del tutto recuperato e la rinconferma sembra a rischio. A meno di giocare gli ultimi mesi come i suoi primi in bianconero, l’attaccante di Castellammare rischia seriamente la sua permanenza a Torino. A Conte, paradossalmente, serve uno con le sue caratteristiche: abile nel dribbling, buon senso del gol, tiro dalla distanza, un capace di giocare, all’occorrenza, fra le linee.

Fabio Quagliarella

L'esultanza di Fabio Quagliarella

Serve un top player, uno di quelli che ti risolvono il match, uno che porti ancora più peso in attacco. La prima punta che serve a Conte deve essere mobile, forte fisicamente, capace tecnicamente di giocare spalle alla porta. Quest’ultima caratteristica manca terribilmente nel repertorio di Matri che, in più, necessita di continui e cospicui rifornimenti dall’esterno e da una seconda punta. Ma l’ex Cagliari è comunque una risorsa importante, fin qui l’unico che l’ha messa dentro con una certa regolarità.

Vucinic non si tocca, sebbene dovrà imparare a gestire le sue assenze. La continuità è il suo problema, su quella Conte dovrà lavorare molto. A noi piace il Vucinic delle ultime settimane e vorremmo sempre vederlo così. In ogni caso è un punto fermo negli schemi del tecnico leccese.

Del Piero lascerà: si guarda al futuro. Borriello non verrà riscattato.

I nomi del fantamercato

Veniamo ai nomi. E dopo tanti giri di parole, ecco che siamo arrivati al dunque. Su chi deve puntare la Juve? La mia idea è piuttosto semplice: la difesa, nello spirito di sacrificare la maggior parte dei soldi per l’attacco, dovrà essere toccata il meno possibile. Se si insisterà sul trio dei centrali Bonucci-Chiellini-Barzagli, allora conviene prendere un terzino sinistro, uno tipo Kolarov. E Caceres diventerà il jolly buono per sostituire Lichtsteiner o andare nel mezzo. Non vedo nomi grossi per la difesa, onestamente.

A centrocampo proverei a promuovere uno dei tre giovanotti che animano la primavera. Appelt potrebbe fare le veci di Pirlo, mentre Bouy sarebbe da lanciare via via in campionato, quando uno fra Marchisio e Vidal dovrà necessariamente riposare. Nomi grossi? Beh difficile farli senza poi dover spendere (ipoteticamente) un mucchio di soldi. Marotta dovrebbe ripetere l’operazione Vidal: da incorniciare. Ma non sarà facile. Occhio perciò ai parametri zero, tipo quel Montolivo che nelle vesti di mezz’ala, così come lo faceva giocare Prandelli, potrebbe davvero sostituire egregiamente Vidal e/o Marchisio. Altrimenti l’unico nome che mi viene in mente è quello di Nainggolan, senza però farsi prendere per la gola da Cellino.

Sulle corsie esterne sono pochi in grado di fare la differenza e rimaniamo nel mondo reale. Forse Nani, ma Fergusson non vuole liberarsene. A costi molto contenuti Afellay sarebbe un bell’acquisto, mentre Walcott appare irraggiungibile.

Giuseppe Rossi

Vicinissimo a vestire la maglia bianconera nella scorsa estate. Marotta ci riproverà?

In attacco io riverserei gran parte dei soldi da investire. Uno tra Dzeko e Benzema nelle vesti di prima punta: serve come il pane. E uno fra Higuain e Tevez, impossibili da prendere. Se recupererà, visto che il Villareal non se la passa benissimo, io tenterei l’assalto a Giuseppe Rossi. Sul discorso Giovino, invece e infine, tutto è nelle mani di Antonio Conte.

Ci aspetta un’estate scintillante. Speriamo di arrivarci con qualcosa di concreto per le mani.

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Juve: non comprare per forza!

Dopo il no secco di Cellino per Nainggolan voglio lanciare un pensiero.

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Siamo sicuri di dover comprare per forza? Dopo Borriello e Caceres, necessari per le idee di Conte, ora toccherebbe al centrocampista. Il belga sarebbe perfetto, ma Cellino ha dato picche. Mi ha piuttosto infastidito e fossi in Marotta mollerei del tutto la pista. Ci sono tantissimi altri centrocampisti al mondo, che Cellino lo venda altrove.

E se non Nainggolan, dopo aver praticamente mollato Guarin, ecco che la Juve si trova la lista della spesa vuota. Vuota perché non considero Palombo e Pizarro alternative a Guarin e Nainggolan. Sono giocatori molto differenti e fra i due io prenderei solo il cileno a patto di non pagare nemmeno 1 euro per il cartellino e di usarlo esclusivamente come vice Pirlo.

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Comprare per comprare? Assolutamente no, meglio tenersi Marrone e farlo crescere, magari fare un tentativo forte per Montolivo che costerebbe anche meno del cagliaritano. O ancora far esordire Appelt, o buttare nella mischia Bouy di cui si dice un gran bene. Oppure fare uno sforzo, se è quello il rinforzo che serve, e andare all’estero, tentando di giocarsi bene le carte Elia e Krasic. Ancora 24 ore e vedremo cosa Conte e Marotta avranno partorito.

P.S.

A questo punto non capisco la trattativa che ha portato metà-Immobile al Genoa. Perplesso, molto perplesso.

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Rassegna(ta) stampa sportiva del 20 luglio 2011

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Un po’ per ridere… un po’ per riflettere:

  • Inter, Materazzi: “Grazie a Mou e Moratti” – dello stipendio, della panchina, della pensione anticipata, ovviamente!
  • City, Balotelli: “Tevez? Sarò io il leader della squadra” - fossi tifoso del ManCity… sarei preoccupatissimo!
  • Juventus, sprint per Kjaer – attenzione agli scatti, l’infortunio è dietro l’angolo!
  • Inter, Alvarez: “Banega è fortissimo” – ma questo ragazzo l’hanno acquistato come centrocampista o come direttore tecnico?
  • Pallavicino: “Montolivo ha il diritto di non rinnovare” – si parla sempre di diritti, mai di doveri, è un po’ strano!
  • Sampdoria, cercasi numero 10: si pensa a Brienza o a Gasbarroni – così da essere ceduto già a gennaio!
  • Sportitalia – Offerto il 40% di Paulinho alla Roma – più il 5% di Pippo Baudo, i 3/4 di Collovati e i 5/8 di Rete4!!!
  • Palermo, Sogliano: “Molto impegnati sul mercato in uscita” – non credo che a Palermo siano molto contenti!
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Il mercato della Juve: dove sono i campioni?

Bene i primi acquisti, ma la Juve è sempre stata fatta da campioni. Campioni autentici, di livello mondiale. Dove sono? Che intenzioni hanno Marotta e Andrea Agnelli?

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Sono le paure dei tifosi bianconeri alla luce delle recenti e scottanti delusioni sul campo e delle belle parole spese dagli attuali dirigenti ai microfoni. Come in molte cose, la verità sta esattamente in mezzo. Marotta, in particolare, ha promesso acquisti di livello mondiale, a più riprese e pareva piuttosto serio. Non mantenere queste promesse lo metterebbe in una posizione difficile agli occhi dei tifosi. Confido perciò nella serietà del mio Direttore Generale.

Fiducia sì, ma cautela e tanti fatti. Pirlo e Reto Ziegler sono affari ormai fatti. Nel momento in cui scrivo Pirlo ha finito di sostenere le visite mediche a Torino e domani a pranzo [n.d.a. oggi] verrà presentato alla stampa, mentre lo svizzero sosterrà le visite mediche fra la giornata di mercoledì [n.d.a oggi] e giovedì, in relazione ai suoi impegni.

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Due affari a costo zero, ma di buona efficacia. Personalmente ritengo Pirlo un ottimo acquisto, e lo stesso dicasi di Reto Ziegler, un fluidificante di grande forza fisica e buona tecnica che può tornare comodissimo ad Antonio Conte. Col suo arrivo la fascia sinistra può dirsi completa, stante la conferma di Paolo De Ceglie.

Ma ora servono i fatti. Cioè quei campioni promessi. Principalmente uno in attacco – e specificatamente uno fra Aguero, Tevez e Benzema – e uno sulla fascia sinistra – da Nani a Ribery, da Walcott a Lennon – senza dimenticare le trattative legate a Bastos, al riscatto di Aquilani, all’acquisto di Montolivo.

Infine, e questo è il passo principale per migliorare la rosa da consegnare a Conte, bisogna vendere. Vendere bene, cedendo i cadaveri che hanno troppo spesso condizionato le recenti stagioni bianconere con le loro mortificanti prestazioni. Mi riferisco ai vari Grygera e Grosso, Motta e Martinez, Iaquinta e Amauri. Basta, basta con questa gente. Sotto con i fuoriclasse.

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Mercato Juve: i colpi già fatti, i colpi che verranno!

Finito il campionato al bar l’argomento preferito è il calciomercato. O il fantamercato, come sarebbe meglio definirlo. Nomi e cifre e poi ancora nomi e sogni. E soprattutto tattiche, con milioni di italiani che si improvvisano direttori tecnici o allenatori. In fondo, è il bello di questo sport. Quando le squadre non scendono in campo, la soglia dell’attenzione sembra crescere, a dispetto della logica. E’ l’amore per la nostra squadra.

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Fra tutte le squadre sicuramente la Juve pare quella messa peggio. La gloria del recente passato è stata spazzata via da Calciopoli e le Dirigenze che si sono alternate insieme agli allenatori hanno creato più confusione che soluzioni. Ma Andrea Agnelli è diverso. E io credo alle sue idee e capisco il suo modo di condurre questa Nuove Juve, che è incommensurabilmente più debole rispetto a quella di Capello o di Lippi o anche quella di Ancelotti.

Marotta ha già portato a termine qualche operazione. E ha promesso colpi importanti. Vediamo di che cosa si tratta.

Il primo nome è stato quello di Michele Pazienza. Un interdittore puro, classe ’82, quest’anno si è reso prezioso per il Napoli di Mazzarri. Tanta corsa e tanto cuore, Pazienza si accomoderà comodamente in panchina. La Juve non potrà farsi trovare scoperta nel caso di infortuni e squalifiche, come più volte capitato quest’anno (quando Del Neri è stato costretto a impiegare Giandonato, Buchel, o addirittura Pepe e Salihamidzic). E’ costato zero euro, mentre per il contratto si vocifera di una cifra poco inferiore a 1,5 milioni di euro a stagione. E’ chiaramente una seconda linea, in attesa del colpo grosso o delle conferme.

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Sergio Aguero è nei pensieri di Conte e Marotta. Il Capitano Bianconero ha le idee chiare per il reparto avanzato. Mancando la coppa internazionale, alla Juve servono circa 4 punte. Matri e Quagliarella verranno confermati a furor di popolo: per loro parlano i numeri, ma soprattutto la piena e totale compatibilità con le tattiche di Conte. Del Piero ha rinnovato per l’ultima volta, mentre Toni è in bilico. Paradossalmente le caratteristiche del bomber ex-Bayern sarebbero ottime, ma a far storcere il naso sono gli anni e forse anche la voglia di rimettersi in gioco. Così non resta che giocarsi la carta del fantasista. Appunto Aguero, in grado comunque di garantire un certo numero di gol a stagione. In modo da alternare Quagliarella e Matri nel ruolo di prima punta, e Aguero e Del Piero nel ruolo di seconda punta. Per lui sarebbero pronti circa 30/35 milioni cash, ora si attende una risposta da Madrid. Il presidente dei biancorossi è apparso piuttosto deciso: “Mai al Real”. Il problema è che non manca la concorrenza.

L’altro affare concluso porta il nome di Andrea Pirlo. Colpo da novanta, per il modo in cui Marotta è arrivato al forte regista di Prandelli e per la quantità di personalità e qualità che aggiungerà al centrocampo bianconero. Giù la maschera: su Pirlo l’anno scorso si era scatenata un’asta incredibile, ma il Milan aveva deciso di tenerlo. Quest’anno la Juve si è mossa meglio e prima di tutte e ha convinto Andrea Pirlo ad accettare la maglia della Juve. Propongo di assegnargli la maglia numero 21 e non vedo l’ora di vedere le sue geometrie al servizio di Conte. Anche lui arriva a parametro zero, con un contratto ancora tutto da descrivere: la cifra difficilmente sarà sotto i 3 milioni di euro, cui vanno aggiunti i bonus legati al rendimento di squadra e personale.

Accanto a Pirlo si sta scatenando la guerra. Conte preferirebbe un lottatore puro, tipo quel Sissoko che al suo primo anno fece letteralmente impazzire i suoi tifosi, con un rendimento a dir poco eccezionale. Riuscirà Marotta a riesumare quel Sissoko? Sì perché Conte pare voglia provarci. Più lui che Felipe Melo, con Marchisio a completare un reparto che a questo punto può dirsi quasi completo. Perché quasi?

Da Liverpool si attende una risposta. La Juve vorrebbe trattenere Aquilani, ma non alle cifre pattuite un anno fa. 16 milioni sono tanti e Marotta sta cercando di strappare un forte sconto. A poco più di 10 si chiude. Viceversa, da Firenze rimbalzano le voci di un divorzio, ormai palese e ufficiale, fra Montolivo e la Viola. Altro centrale di centrocampo che alla Juve servirebbe come il pane. Pirlo, Montolivo, Marchisio e Sissoko? Quartetto supremo, staremo a vedere. Con la Viola la Juve potrebbe giocarsi qualche carta importante, nel tentativo di abbassare l’esborso di denaro contante: da Martinez a Amauri, dallo stesso Iaquinta a Marco Motta.

Finiamo con i sogni. Visto che serve un esterno di qualità assoluta, preferibilmente sinistro, stante la conferma di Krasic a destra, i giornali hanno sputato fuori parecchi nomi. Da Nani a Ribery, passando per Sanchez e Afellay. Ci si dimentica di Bastos, su cui pende la spada di damocle della regola sugli extracomunitari. Per il nazionale verdeoro si attende l’arrivo del passaporto da comunitario. Prima arriva prima si chiude la faccenda. Altrimenti la Juve dovrà tirare la trattativa per le lunghe, in attesa di ponderare bene come riempire quell’unico posto da extracomunitario. Di quei nomi, comunque, facile dire che Ribery batte tutti, mentre Sanchez metterebbe d’accordo gran parte dei tifosi.

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E il mercato di qualità della Juve? Quali sono i nomi?

Ancora tre partite, poi scatenate l’inferno. Le redazioni dei quotidiani sportivi italiani sembrano orientati verso questa strategia. Ancora tre partite di campionato poi ogni singolo articolo sarà dedicato al calciomercato.

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Da tifoso juventino mi preoccupo ovviamente della mia squadra, forte, o spaventato, a seconda del giudizio o del pregiudizio, di una promessa di Marotta: “Il mercato della Juve sarà di qualità”. Il che tradotto porta a grossi nomi, o a nomi di campioni o campioncini.

Da molti giorni esistono una vasta letteratura in merito, ma tutti i nomi sembrano più buttati a mo’ di esempio piuttosto che trattative vere. Questo mi fa ben sperare. Come di Moggi non si conoscevano né si potevano anticipare le mosse, così come su Marotta si sta farneticando e fantasticando. Speriamo solo che i risultati siano parzialmente simili.

Le necessità sono sotto gli occhi di tutti. Le cifre sono sempre opinabili.

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Un paio di nomi mi sembrano già alquanto veritieri: da Beck (6 milioni per un capitano e un ragazzo interessante di 23 anni mi sembrano congrui) a Bastos (si attende davvero il suo essere comunitario o si sta ancora trattando sul prezzo, ammesso che sia l’obiettivo numero 1 di Marotta), da Pirlo a Giuseppe Rossi.

Ecco i nomi più succosi. Il regista del Milan finito in panchina per problemi fisici e una strana idea di Allegri sarebbe una pedina preziosissima per Del Neri, in un classico 4-4-2 o in un 4-2-3-1 o in un 4-3-3 in stile Nazionale. La qualità di Pirlo non si discute e secondo me potrebbe essere un affarone: zero euro per il cartellino, lauto ingaggio per uno che ha già dimostrato parecchie cosette. Inoltre al suo fianco Aquilani potrebbe finalmente maturare. Con Marchisio e Felipe Melo la Juve, infine, non avrebbe certo problemi in quel reparto.

A Firenze si continua a parlare di Montolivo. O rinnova a breve o ha già trovato la destinazione. Anche lui sarebbe un’ottima scelta e un ottimo acquisto, ma a questo punto si metterebbe in discussione la permanenza di Aquilani. Sul gioiellino ex-Liverpool nessun dubbio sull’integrità fisica e le qualità tecniche: resta il problema di trattare con un Liverpool rinvigorito dopo l’esonero dell’ex-tecnico dell’Atalanta di Milano. Per Montolivo occorrono un bel po’ di milioni di euro, circa 15, parte dei quali ammortizzabili col cartellino di Martinez (in comproprietà, come suggeriscono da Firenze, o per intero, valutato molto meno dei 12 milioni spesi da Marotta a luglio).

E Giuseppe Rossi? A questo nome già credo poco. Ci spero, ma ci credo poco. La Juve venderà sicuramente, o scambierà, Iaquinta e Amauri. Toni potrebbe far comodo seduto in panchina (ma la sua permanenza in bianconero verrà vagliata a giugno), Del Piero rinnoverà, Quagliarella e Matri verranno riscattati. Cinque uomini in attacco per la nuova Juve? Troppi, perciò mi pongo il seguente quesito: siamo sicuri sul fatto che Quagliarella e Matri verranno entrambi riscattati? Servono a tal proposito 10 milioni per il napoletano e 15,5 in tre rate in tre anni per l’ex-Cagliari.

Inutile, infine, parlare di Benzema (servono tanti soldi, a meno di qualche miracolo di Marotta e una rinuncia a uno degli attaccanti di cui sopra) o di Tevez (ingaggio spaventoso), del Kun Aguero (non bastano 20 milioni di euro) o di Pastore.

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