Se perfino la Cazzetta-Rosa si accorge che tutto, probabilmente, è stato un grosso prendersi-per-il-culo e che le vendite dei giornali e la credibilità del calcio italiano sono state ridotte a limiti mai immaginabili, allora vuol dire che sotto qualcosa inizia a muoversi. Da un lungo letargo si risveglia Bobo Vieri. Lui che distrusse 6 anni in cui poteva davvero fare tanto, lui che bruciò 6 anni vestendo il merdazzurro ora cerca vendetta. E’ un po’ tardi Bobo. Anzi, è decisamente troppo tardi. E sorprendente il modo in cui i giornali tendono ad attribuirgli un qualcosa che è invece proprio della logica, della bontà umana e di una dignità ormai sperduta. La revoca del titolo di cartone è un obbligo morale e la revisione di un processo farsa è cosa buona e giusta. Ma mai nessuno potrà ridare alla Juve il suo vero valore e la sua dimensione. Il danno è fatto e la storia è irrimediabilmente compromessa.

Advertisment

Advertisment

Il periodo nero della Juve ha sorpreso probabilmente tutti. E più di tutti quelli che ora si accorgono che il campionato senza la Juve non è nulla. E’ solo un torneo aziendale talmente deficitario da far gridare “e se avessimo fatto un errore a eliminare la Juve in un modo così subdolo”. Non si leggere più ironia nelle dichiarazioni, solo triste pena per una storia italiana mandata in rovina per compiacere a certi imbecilli che hanno creduto di far calcio, distruggendolo. No signori, è troppo tardi.

Tutto vacilla. E nessuno si diverte più. Inutile pure rivedere il processo o tentare di tappare qualche falla. Che senso avrebbe infatti risarcire la Juve? Che senso avrebbe dare le giuste colpe e pene ai disonesti? Che senso avrebbe massacrare ancora questo nostro povero calcio. E per la prima volta oggi non guarderò la Serie A per passare all’estero. Brutto brutto brutto segnale!

Advertisment