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Tag: motta (pagina 1 di 3)

Fiorentina-Juventus 4-2 Il meglio e il peggio

Quando qualcuno ha deciso che la partita era vinta… l’abbiamo persa. Nel modo peggiore, di quelli che potrebbero perfino segnare una data importante. Negativa, ma importante. Da tifosi dovremmo dire il contrario, ma siamo tutti maturi e vaccinati per sapere che pomeriggi così lasciano segni evidenti.

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Che non ci siamo lo si sapeva già. Ma il delirio non era né previsto né contemplato.

La rabbia è ovviamente quella di aver visto una Juve molto matura e molto forte, capace di annientare la vivacità viola che fino al rigore non aveva nemmeno potuto tentare di far male.

Poi il buio. L’arroganza di molti è insopportabile. Per esempio Pogba dovrebbe imparare che dopo il terzo dribbling, in Italia, la palla la si passa. Lui, fra i migliori in campo, se così si può dire. Intanto si ragiona di rinnovi quando molto è stato non-fatto.

Mercoledì sarà durissima. E questa domenica è stata allarmante.

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Con Motta e Padoin difficilmente si può vincere il campionato, con tutto il rispetto per i due ragazzi che lì ci sono capitati. Se intorno qualcuno rallenta, se qualcuno decide di tornare tardi, se qualcun altro decide che di correre si è già corso e si può trotterellare, allora questa Juve fallirà. Non ho mai visto vincere una squadra che a un certo punto mollava di testa pensando di essere la più forte sulla carta. Per anni abbiamo cantato cori ai nerazzurri campioni a luglio.

Chissenefrega se la moviola potrebbe pure dire qualcosa. Questi atteggiamenti non possono essere tollerati. E fa male vedere Tevez e Llorente, gli ultimi arrivati, sudare come dovrebbero sudare il resto dei ragazzi.

I giudizi cambiano in fretta. Da Buffon a Pirlo, passando per una difesa irriconoscibile per 10 minuti, c’è da chiedersi se la voglia fa rima con le parole ben pronunciate davanti la telecamera. E c’è pure da capire perché questi blackout. Inaccettabili. Da 7 fino al rigore, poi voto negativo che è meglio non dare.

A gennaio si dovrà pesantemente intervenire perché i miracoli di Conte sono giustamente finiti (e l’ingresso di Motta è un chiaro segnale): servono due mastini sulla fascia. Lichtsteiner è intoccabile, ma se manca sono dolori atroci. Asamoah bene in fase difensiva, ma la Juve solitamente attacca e lì la differenza non si vede proprio.

Lezione pesante. Mercoledì c’è l’interrogazione.

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SportMediaset trucca i conti della Juve

Questa sera (13 giugno, nda) è andato in onda un particolare servizio a StudioSporc (ecco il link-senza-il-link: http://video.mediaset.it/video/studiosport/full/230960/edizione-ore-1900-del-13-giugno.html#tf-s1-c1-o1-p1) che illustrava le strategie e i conti della Juventus Football Club.

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Niente di più falso ovviamente, ed è un peccato perché fin quando si tratta di coprire le magagne dei due club milanesi… a me che mi frega… ma quando si prova a sparlare di Juve, beh questo mi tange!

Il servizio incriminato parla, così andiamo al sodo, di circa 50 milioni che la Juve dovrà sborsare per 4 giocatori.

In particolare chi firma il servizio asserisce che:

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  1. Alessandro Matri sarà acquistato a 18 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella costerà a Marotta ben 16,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe ha un opzione di riscatto fissata da 10,5 milioni di euro;
  4. Marco Motta è valutato 4,5 milioni di euro.

Cosa c’è che non va?

Beh, alcune cifre sono corrette, le ultime due in particolare, mentre le prime sono un’autentica invenzione.

In ordine, e vado a memoria perché ho poco tempo per verificare e linkare i documenti ufficiali, le cifre reali sono le seguenti:

  1. Alessandro Matri è stato acquistato pagando 12 milioni di euro in tre anni, più i prestiti secchi di Marrone e Immobile, più la comproprietà di Pasquato e metà cartellino di Ariaudo già ceduto a gennaio (valutazione complessiva inferiore ai 18 milioni di euro);
  2. Fabio Quagliarella è stato preso per 4,5 milioni di euro pagati subito nell’agosto del 2010 per il prestito, mentre il diritto di riscatto è fissato a quota 10 milioni di euro, cioè in totale il cartellino verrà pagato 14,5 milioni di euro, e non è prevista dilazione di pagamento (ecco perché Marotta ha potuto abbassare il prezzo di Quagliarella);
  3. Simone Pepe è stato pagato 2,6 milioni per una strana compartecipazione, per il riscatto sono previsti circa 7,8 milioni di euro pagabili in tre anni;
  4. Marco Motta è stato invece pagato circa 1,2 milioni di euro e per l’intero cartellino si dovrà arrivare a quota 4,5 in totale, cioè ne servono 3,3 milioni di euro!

In sostanza la Juve dovrà tirare fuori SUBITO circa 25 milioni di euro se vuole tenerli tutti e quattro, con la possibilità di rivendere l’ultimo e inserire il terzo in qualche scambio. Oppure la Juve può tenere i primi tre e assicurarsi due ottimi attaccanti, gli unici ad aver reso veramente in questa torbida stagione, e un esterno duttile che può comodamente dare il cambio ai titolari quando bisogna.

Ben meno dei 50 milioni di euro di StudioSporc. In pratica, tenendo conto del tesoretto, Marotta avrà un margine di manovra di circa 30/35 milioni di euro cash da sfruttare per il top player. Gli altri soldi arriveranno dalle cessioni.

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Juve: chi sarà ceduto?

Si attendono giustamente i colpi di Marotta, ma non bisogna dimenticare che la Juve deve prima, e forse soprattutto, vendere. Il che non è semplicissimo. Vediamo caso per caso quali grane deve risolvere Beppe Marotta.

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Partiamo dai portieri. Marco Storari ha giocato un campionato eccezionale: sminuirne il valore ha senso solo per chi ama il gusto di dare contro alla Juve, e lascia il tempo che trova. Gigi Buffon è ancora, teoricamente, il numero 1 al mondo fra i numeri 1. Sembrerebbe un reparto più che completo, ma ci sono problemi. Storari vuole giustamente giocare, anche perché sono gli ultimi anni di carriera. Su Buffon esistono, inutile nasconderlo, diversi dubbi sulla sua tenuta fisica e sulle sue reali motivazioni di voler ancora faticare in campo. Entrambi avrebbero mercato e la Juve dovrà decidere in fretta cosa fare. Antonio Conte pare abbia parlato con Buffon sentenziando che il portierone potrà ancora dare tanto alla Juve. Mi fido, quindi resta da piazzare Storari, se non accetterà il ruolo da comprimario. La sua partenza sarà legata presumibilmente a un acquisto di profilo basso.

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Difensori. Grygera e Motta e Grosso sono in partenza. Il primo non ha mai convinto e, anzi, è stato oggetto di durissime critiche. Pensare che l’abbiano tenuto rinunciando ai vari Balzaretti e Criscito… Il secondo verrà riscattato, ma Marotta lo utilizzerà in qualche scambio o lo venderà. A Grosso non verrà rinnovato il contratto e sarà libero di accasarsi dove meglio crede. Traoré tornerà all’Arsenal per fine prestito, mentre su Sorensen il dibattito è apertissimo: quarto centrale, dietro Chiellini-Bonucci-Barzagli, o in prestito a farsi le ossa? La situazione dei tre centrali invece appare chiara: impossibile (o quasi) rinunciare a Giorgione, Barzagli ha convinto e può tornare utilissimo, mentre su Bonucci, dovesse arrivare qualche succosa offerta dall’estero…

Centrocampo. Se Conte non metterà il veto, Sissoko sarà certamente ceduto. Il maliano ha mercato in Spagna e in Francia e bisognerà giocarsi bene questo cartellino. Felipe Melo rischia grossissimo: Conte non lo vede e l’arrivo eventuale di Inler significherebbe proprio la rinuncia al brasiliano. Costato 25 milioni di euro, oggi la Juve non potrà accaparrarsi più di 16 milioni. Anche lui potrà essere importante in qualche scambio di livello (Real? Liverpool? Arsenal?). Occhio anche a Pazienza, il cui eventuale ingaggio a me è incomprensibile: finirà come Marco Motta? Martinez è in uscita, ma chi su di lui?

Attacco. Iaquinta e Amauri hanno rappresentato il flop della scorsa dirigenza. Il primo condizionato dagli infortuni, il secondo condizionato da una incapacità di sopportare le pressioni. Entrambi sono però ostaggi di onerosi ingaggi, che ne precludono alcune trattative. Staremo a vedere. Per il resto il quartetto Del Piero-Matri-Quagliarella-Toni pare confermato, a meno che…

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Il mercato della Juve: dove sono i campioni?

Bene i primi acquisti, ma la Juve è sempre stata fatta da campioni. Campioni autentici, di livello mondiale. Dove sono? Che intenzioni hanno Marotta e Andrea Agnelli?

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Sono le paure dei tifosi bianconeri alla luce delle recenti e scottanti delusioni sul campo e delle belle parole spese dagli attuali dirigenti ai microfoni. Come in molte cose, la verità sta esattamente in mezzo. Marotta, in particolare, ha promesso acquisti di livello mondiale, a più riprese e pareva piuttosto serio. Non mantenere queste promesse lo metterebbe in una posizione difficile agli occhi dei tifosi. Confido perciò nella serietà del mio Direttore Generale.

Fiducia sì, ma cautela e tanti fatti. Pirlo e Reto Ziegler sono affari ormai fatti. Nel momento in cui scrivo Pirlo ha finito di sostenere le visite mediche a Torino e domani a pranzo [n.d.a. oggi] verrà presentato alla stampa, mentre lo svizzero sosterrà le visite mediche fra la giornata di mercoledì [n.d.a oggi] e giovedì, in relazione ai suoi impegni.

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Due affari a costo zero, ma di buona efficacia. Personalmente ritengo Pirlo un ottimo acquisto, e lo stesso dicasi di Reto Ziegler, un fluidificante di grande forza fisica e buona tecnica che può tornare comodissimo ad Antonio Conte. Col suo arrivo la fascia sinistra può dirsi completa, stante la conferma di Paolo De Ceglie.

Ma ora servono i fatti. Cioè quei campioni promessi. Principalmente uno in attacco – e specificatamente uno fra Aguero, Tevez e Benzema – e uno sulla fascia sinistra – da Nani a Ribery, da Walcott a Lennon – senza dimenticare le trattative legate a Bastos, al riscatto di Aquilani, all’acquisto di Montolivo.

Infine, e questo è il passo principale per migliorare la rosa da consegnare a Conte, bisogna vendere. Vendere bene, cedendo i cadaveri che hanno troppo spesso condizionato le recenti stagioni bianconere con le loro mortificanti prestazioni. Mi riferisco ai vari Grygera e Grosso, Motta e Martinez, Iaquinta e Amauri. Basta, basta con questa gente. Sotto con i fuoriclasse.

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Juventus-Chievo 2-2 Ma che colpa ha Del Neri?

Anche volendo trovare qualche cavillo per elencare parole e parolacce… dove ci attacchiamo?

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Cerchiamo di essere seri e di guardare in faccia la realtà. In questa Juve ci sono seri problemi di rappresentanza e di progetto. I problemi di rappresentanza riguardano alcuni nomi che alla Juve proprio non dovrebbero starci: da questo Buffon a Motta passando da Grosso. Nel 2-2 c’era Pepe a difendere. Nel 2-3 mancato a salvare la porta c’era Marchisio perché intanto Buffon aveva fatto una gita fuori porta fin a centrocampo. Mentre due pali hanno negato il clamoroso e, a quel punto, immeritato nuovo vantaggio bianconero.

1 minuto e 50 secondi. Da 2-0 a 2-2 con un lampo. Con un imbarazzante Marco Motta, uno spentissimo Krasic e un Aquilani che rischia seriamente di giocarsi gran parte del riscatto. Perché il nervosismo per giocare uno Juve-Chievo senza significato è imparagonabile con l’attesa di partite ben più importanti.

Peccato perché là davanti il mestiere lo sanno fare e anche bene. Gol di Del Piero e poi gol di Matri su assist di Del Piero, alla prima palla utile per il bomber numero 32!

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Poi il disastro. Continua non piacermi la difesa comandata da Gigi Buffon, che sorride e accarezza ogni avversario lo sfiori e poi non parla, non si incazza, non urla con Barzagli (che ha giocato sufficientemente bene) e con Chiellini (che DEVE essere guidato), cosa ben diversa con Storari in porta. Non può essere l’ennesimo caso.

In mezzo l’assenza di Felipe Melo è determinante. Con lui certi svarioni la Juve non li prende, perché alle volte è bene randellare e far sentire i tacchetti come si deve a un avversario fino a quel punto timido e improduttivo.

Niente da fare. E sì che in un campionato così modesto bastava poco per raddrizzare la stagione. Ma si vede che a Torino deve andare così.

Resta da capire cosa poteva inventarsi Del Neri con quella panchina: Storari, Salihamidzic, Bonucci, Traoré, Giandonato, Toni.

Marotta dice di avere le idee chiare. Io spero sempre, ma le mancanze tecniche sono piuttosto evidenti e stavolta non c’è neppure quella famosa forza d’animo.

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Fiorentina-Juventus 0-0 Sospiro di sollievo per TV e giornali

C’era tanta paura. Dal “non meritano di andare in Champions” al “tanto inciamperanno da qui alla fine”. E’ arrivato il pari contro un’ottima Fiorentina, la squadra che aveva a lungo massacrato il Milan nello scorso turno, che pone fine alla rincorsa. Semmai tale rincorsa fosse mai stata reale.

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La Juve di Del Neri frena e arriva il punto numero 11 nelle ultime 5 gare. Roba non da Juve, ovvio, ma almeno l’emorragia è stata fermata.

Cominciamo subito dal piano tecnico-tattico. La formazione che è scesa in campo è quella che tutti avevano pronosticato. Solo che lo 0-0 dà modo agli esperti di calcio suddetti di ribadire l’esatto contrario e affermare che “io l’avevo detto”. La coerenza, si sa, non è di questo mondo.

Alla fine restano le parole molto lucide di Marchisio e Pepe, due che in questo anno ci hanno messo cuore e anima come pochi altri. Per fortuna questi pochi altri sono in numero sufficiente così da ripartire con una buona base il prossimo anno. Ma ancora mancano 5 partite da giocare.

Stupendo il commento di Del Neri che ha risposto all’ennesima volgare provocazione di qualche intervistatore telecomandato: “Sto lavorando per l’allenatore del prossimo anno!”. Io, sempre per essere chiari e precisi, sto col tecnico di Aquileia. Sto con Del Neri perché continuo a vedere un po’ di lavoro, nonostante i frutti non mi piacciano granché. E sono pure convinto che bisognava passare, inevitabilmente, da una stagione come queste.

Certo, se il tiro di Alex Del Piero nel finale fosse finito dentro o se Toni non avesse tolto il pallone d’oro a Marchisio o se Bonucci avesse azzeccato l’angolo giusto anziché spararla in bocca a Boruc o Krasic non l’avesse ciabattata… oggi staremmo a parlare della quarta vittoria e di un Del Neri che ha indovinato l’11 e di Marotta che deve investire in qualità. Insomma, i soliti discorsi da bar che non portano da nessuna parte.

Invece la Juve non subisce una rete e, visto che i numeri contano sia a favore sia contro, Buffon non ha dovuto eseguire nessun tipo di parata, mentre Barzagli e Bonucci non sono incappati in nessun tipo di errore. Piuttosto c’è da capire perché la fascia destra è la più vulnerabile in assoluto: né Motta né un Sorensen in versione luci-ed-ombre (rispettivamente le ottime chiusure e le tremende disattenzioni su Vargas, non certo il Modesto di turno tanto per essere chiari!) sono riusciti a tappare le falle difensive. Addirittura Motta è riuscito a proporsi decentemente in attacco, ma lì è mancato clamorosamente Krasic.

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Del Neri ha rimesso in campo il 4-1-4-1, ma due pedine hanno fallito: Krasic appunto e Aquilani apparso stanco e svagato. Che di lì a poche ore sarebbe nata una figlia mi fa venire in mente la non-presenza di Peruzzi contro il Borussia Dortmund e conteggio ciò come un errore imputabile a Del Neri. Per quanto importante e fondamentale forse sarebbe stato meglio inserirlo nella ripresa. In ogni caso la sua gara non è stata deficitaria, solo che sono mancate le sue giocate dalla trequarti in su. E con un Krasic scarico la Juve ha patito, appoggiandosi solo su Pepe e Marchisio e Matri.

A proposito: la media gol di Alejandro è stata compromessa, ho letto in giro. Basterebbe questo per capire quale sia la base per il giudizio di questa domenica, e intuire le conclusioni cui si vuole giungere. Sono 7 le reti in 11 gare. Ieri non è stato mai innescato eppure ha lasciato lo stesso il segno con due grandi azioni in solitaria e il solito sporco lavoro per i centrocampisti.

Toni e Del Piero sono risultati più dannosi che utili e qui torniamo a un punto molto interessante del nostro discorso. Bisogna decidere, in fretta, che farne dei vari senatori. Per esempio: ieri Del Piero è sembrato cercasse il numero in proprio e proprio nel finale ha sprecato un contropiede d’oro. Ora, non è in discussione la sua classe, come quella di Buffon peraltro, solo che continuo a vedere negli occhi dei vari Quagliarella, Matri, Marchisio, Felipe Melo e Storari una luce e un abbaglio di grinta che pare essersi leggermente spenta in questi senatori. Peccato perché ieri Del Piero poteva seriamente risolvere la partita in almeno 3 circostanze: la parata di Boruc a pochi secondi dal rientro in campo, l’uno-due fallito con Toni dopo un’eccezionale cavalcata e appunto il contropiede fallito nel finale. Troppo autoreferenziale e alla Juve non si ragiona in questo modo.

Diversamente oggi sui giornali dovremmo leggere più o meno le stesse cosette: Del Neri via, arrivano Spalletti, domani scriveranno che Conte ha già firmato, mentre a metà settimana sarà la volta dei protagonisti stranieri, tipo Villas Boas o Hiddink o Van Gaal!

Per finire desidero porgere i miei omaggi a un ragazzo che per poco, solo per poco, mi aveva fatto immaginare un futuro divertente nel panorama giornalistico italiano. Michele Criscitiello, direttore di TuttoMercatoWeb e conduttore in Sportitalia. Purtroppo Emilio Fede ha fatto scuola in questo nostro povero paese. Nel suo editoriale si rende protagonista di una serie di uscite a vuoto, alcune anche goffe. Per esempio esorta tutti (ma tutti chi???) a ringraziare Moratti, cioè la persona che più di tutti ha contribuito a rovinare il sistema calcio in Italia. Per esempio, e questa non so se definirla comica o volgare, forse entrambe le cose, si lancia in un consiglio talmente stupido che io, fossi in Andrea Agnelli, scriverei su pietra seguendolo come se fosse Vangelo:

Un consiglio, se possibile, al Presidente Agnelli: non ascolti più i suggerimenti di Marcello Lippi. Sarà stato anche un bravo allenatore ma come consigliere proprio non ci siamo.

Per snocciolare qualche dato a favore di questo presunto allenatore desidero ricordare:

  1. una brillante salvezza col Cesena di Lugaresi al primo anno di A come allenatore;
  2. qualificazione UEFA con un giovanissimo Napoli, non certo quello di Maradona;
  3. 5 scudetti, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea, 1 Intercontinentale, 2 panchine d’oro, 2 volte migliore allenatore del mondo, 1 volta miglior tecnico europeo, 1 Coppa del Mondo.

Sarà stato pure antipatico, ma definirlo bravo allenatore è come dire che Criscitiello sia diventato un giornalista libero: una stronzata colossale! I miei rispetti, Direttore!

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Cesena-Juventus 2-2 Piccole riflessioni a caldo

Che il risultato sia deludente è un fatto ovvio. Che il gruppo abbia cominciato a rispondere è confortante. Che tali risposte arrivino sempre dai soliti uomini è ancora più confortante.

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Purtroppo non c’è partita che possa offuscare la mia idea di Juve e le mie speranze sulla gestione Agnelli. Non si può rivoltare una società come un calzino in appena 2 mesi (cioè quelli trascorsi dall’insediamento di Andrea Agnelli a fine agosto, giorno di chiusura del calciomercato e inizio attività agonistica). E’ stato fatto tanto, e non è stato mantenuto come critico il fattore qualità, piuttosto è iniziata una sorta di pulizia interna. Pulizia interna che è soltanto intuibile dall’esterno. Lo stesso Blanc è stato di molto ridimensionato, nonostante assuma un peso ancora notevole nel gruppo dirigenziale. Ma è solo questione di giorni, forse solo di 2 mesetti. Come è stata fatta pulizia all’interno della rosa.

Vale il discorso di Marotta: interverremo sulla qualità nel prossimo calciomercato. Ciò non significa che la Juve d’un tratto torni quella del 2005/2006, ma credo dovrebbe avvicinarsi a quella che fu consegnata a Marcello Lippi nel 1994. Bestemmia se si pensa a quali nomi componevano quella rosa e a quali nomi oggi possiamo leggere in questa Juve. Ma si dovrà passare per queste fasi se si vuole davvero ricostruire un ambiente forte e duraturo nel tempo.

Anche la partita di Cesena, al netto di un risultato comunque deludente, ha mostrato dove la Juve deve intervenire nella prossima sessione di campagna acquisti.

Intanto un plauso va levato nei confronti di Alessandro Del Piero. Si è detto e scritto tanto, come al solito con quella vena velenosa che è propria di noi italiani. Malignamente qualcuno lo vuole pensionato, qualcuno sbattuto in cantina, qualcun altro chissà dove, e invece il Capitano continua imperterrito nella sua opera: distribuisce calcio, nonostante l’età e il periodo nero di tutto il gruppo juventino. E’ ancora uno dei migliori, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista. Assist e un palo clamoroso, tanta corsa e tanta passione, rabbia agonistica, perfino un accenno di allenatore al momento della sostituzione. E’ quello che incarna, forse l’ultimo baluardo in tal senso, i valori di una Juve che non c’è più e che, se non si resta tutti uniti, mai più ci sarà. E’ quello che più di tutti sa cosa significa Juventus epperò molti gli vanno ancora contro. Perfino chi quella bandiera dice di amarla, chi intona cori proJuve salvo poi sputare fango perché come un bambino odioso vorrebbe vincere senza fare i conti con una realtà che più chiara di così non si potrebbe avere.

E’ una Juve in ginocchio, certo, ma a cosa vale fischiare e imprecare, sbattere i pugni sul tavolo, se i risultati non dipendono da quanto casino fai? Piuttosto c’è da chiedere a molta gente perché un tale atteggiamento non è stato tenuto circa il Processo di Napoli e prima ancora a quando i vari signori del calcio buttavano in Serie B la società più forte e prestigiosa d’Italia, una delle prime al mondo nella storia del calcio. Questo proprio non lo capisco.

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E veniamo ai temi caldi.

Posto che la prova di Del Piero è inappellabile (mancherebbe solo il gol, non proprio un dettaglio), va sottolineato che l’acquisto voluto da Marotta sta dando i suoi frutti. Si chiama Alessandro Matri e ieri sera ha firmato la sua quinta rete in bianconero. Più tutta una serie di prestazioni che fanno ben sperare per il futuro. Fa gioco e corre, difende e attacca. Si è inserito benissimo nell’ambiente bianconero e pare dimostrare la personalità giusta per reggere il confronto con chi quella maglia l’ha indossata con onore. Più di quello che finora ha fatto proprio non si poteva chiedere. E con uno come Del Piero a fianco rende ovviamente di più rispetto a un Toni o uno Iaquinta impresentabile.

Ed ecco i cadaveri che Del Neri si ritrova in rosa, i flop che determinano negativamente le partite. Da Marco Motta a Martinez: rigioca la sfida senza questi due e otterrai un risultato differente dal pareggio. I due acquisti più negativi, imputabili a Del Neri e Marotta. Peccato: ci avevamo creduto, ma come Oliseh e Paramatti, Fresi e Henry (almeno quello che è stato fatto giocare terzino da Ancelotti nella sua esperienza bianconera), Kovacevic e tanti altri, verranno ceduti in fretta, con disonore e un sospiro di sollievo. Ai due menzionati vanno aggiunti Iaquinta (entrato perché doveva combinare molto di più e perché doveva offrire una freschezza che il povero Matri non aveva più dopo tanto sbattersi per 75 minuti) e Grygera (io mi sarei affidato ancora a Sorensen, ben più attento dei due terzini destri). Detto questo ho una domanda: i cambi esistono perché sono necessari lungo i 90 minuti. Del Piero non li poteva tenere, per di più con un uomo in meno già dal primo tempo. Così come Matri non poteva reggerli a quel ritmo. Così come era necessario sostituire un centrocampista e Krasic appariva come il più indicato fra i quattro ieri sera in campo. Se in panchina ti ritrovi cadaveri… cosa può inventarsi un allenatore che deve rinunciare a Quagliarella, Felipe Melo, Sissoko e un terzino degno di tale nome?

Chiellini e Bonucci hanno perso serenità e sono poco attenti, troppo frettolosi nelle giocate. Condizione esattamente opposta a quella ammirata durante la prima parte di stagione, dove, al netto dei gol presi, la retroguardia aveva trovato certi equilibri poi scomparsi col rientro di Buffon. Il portierone bianconero ieri ha firmato una prestazione eccezionale, come non succedeva da molto tempo. Riuscirà a mentenere questi ritmi? Già perché il suo uscire-di-testa dopo aver beccato il pareggio è roba che con Capello o Lippi in panchina… Che decida in fretta da che parte stare: o con una Juve che non è lontanamente paragonabile a quella in cui lui è nato e cresciuto, oppure con una Juve in costruzione dove c’è bisogno di ottimismo, serenità e tanta tanta lucidità.

In mezzo al campo criticare Marchisio e Aquilani e Pepe è un delitto. Soprattutto l’esterno tanto bistrattato ha giocato bene sulla sinistra, offrendo lo spazio per i traversoni e l’uno-contro-uno necessario per scardinare le difese avversarie. Krasic a destra necessita di un riposo a questo punto fisiologico. Inutile insistere: meglio averlo al massimo per le ultime partite, che a metà servizio per tutte le sfide che ancora mancano. Almeno questo è il mio parere.

Per il futuro converrà monitorare tanti giovani che si stanno mettendo in luce in varie parti d’Italia. Ieri per esempio mi è capitato di vedere Pasquato nel Modena: quando Del Neri si sbilanciò nel precampionato aveva visto giusto. Servirebbe un po’ di coraggio, ma credo di capire che in Italia manchi, e sia addirittura controproducente se poi non riesci a vincere lo scudetto.

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Juve, a che punto stiamo col mercato?

La situazione adesso mi mette nervosismo. E mi fa rabbia anche solo leggere di affari conclusi e di cifre (ipotetiche o molto vicine alla realtà) alle quali certi affari potrebbero andare in porto.

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Fermo restando che ho totale fiducia nel gruppo Marotta-Paratici-Andrea Agnelli, chiedo però un passo in più in avanti per rispetto a noi tifosi.

Questa Juve è stata costruitanon so più quante volte l’ho dettosu alcuni pilastri. Venuti meno quelli, per infortunio tipo Quagliarella e Iaquinta, per cattiva forma tipo Aquilani e Krasic, per squalifica tipo Felipe Melo, la Juve è caduta in vecchie trappole legate a sconfitte clamorose e pareggi che ho già analizzato e classificato come difetti giovanili di una squadra ancora in costruzione.

Con Amauri e Pepe in avanti, o con un Martinez che ancora deve dimostrare tutto, o con un Sissoko in confusione mentale, si va poco poco lontano. Se a ciò aggiungiamo le poche defezioni del mercato, leggi Traoré e Marco Motta, ecco la frittata dei tanti punti che mancano alla Vecchia Signora. Ma con i se e con i ma non si fa la storia. Storia che ho già raccontato.

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Il cerchio viene chiuso allora da un ritorno al mercato. Mercato invernale che è sempre il più complicato. Amauri è difficile da vender senza perdere una valanga di soldi sul prossimo bilancio. A quanto pare Marco Motta ha estimatori in numero pari a zero, e quindi sei costretto a tenertelo. Grygera andrà fuori a fine anno, perché vuoi o non vuoi può tappare alcune assenze da qui a giugno. Legrottaglie e Grosso sono in uscita e l’acquisto di Barzagli serve proprio a questo!

La Juve non può comunque permettersi tutte queste incognite. Sta rientrando Paolo De Ceglie per il quale servono ancora due settimane. Fra una settimana torna Toni su cui esiste parecchia curiosità per quello che potrà dare fino a fine campionato (sarei per esempio curioso di sapere cosa avrebbe fatto lui con le due palle capitate ad Amauri contro la Samp) e domani sera ritorna Iaquinta (il quale non garantisce assolutamente il buono stato di salute da qui a tre settimane). E’ necessario una punta che la butti dentro e che non soffra di emozione davanti al pubblico torinese.

Chi parla di Pazzini o di Benzema probabilmente non ha capito nulla della Juve di adesso. Non ci sono i 17 milioni di euro che l’Atalanta di Milano sarebbe disponibile a spendere per il Pazzo di Genova, né i 20 milioni di euro richiesti presumibilmente dal Real, ora che Benzema serve come il pane viste le assenze in rosa.

Strano però che non si sia fatto un tentativo, almeno un tentativo, per Adebayor che il Real (ok, altro fascino) si è portato a casa con un prestito.

Curioso poi che si parla di 800 attaccanti e non si è ancora individuato un esterno di difesa degno di Juve e di un esterno di centrocampo capace di dare il cambio a Pepe e Krasic.

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Juve: bilancio di metà stagione

Dura la vita se ti chiami Andrea Agnelli o Beppe Marotta e di mestiere fai il Presidente e il Direttore Generale della Juve. Non tanto per i ruoli ricoperti, di prestigio assoluto, quanto per i troppi tifosi accecati da impazienza e da quello strano senso di dare contro alla propria società che è proprio di un club che si è reso più ridicolo vincendo di quanto non lo era già perdendo! Ammesso che queste vittorie abbiano un qualche significato.

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La situazione della Juve è semplicissima. Beppe Marotta e Fabio Paratici avevano individuato quattro pedine per dare il cambio di marcia a una società, non una squadra, bensì una intera società, ridotta allo sbando da 4 anni di gestione senza senso! Le quattro pedine portavano i nomi di Krasic, Bonucci, Aquilani e Quagliarella. Con metodi differenti la Juve li ha acquistati tutti e quattro. E gradirei capire chi cacciereste dei quattro e per quale motivo.

E visto che il mercato in uscita è stato piuttosto vivace (fuori Camoranesi, Diego, Trezeguet, Poulsen, Tiago, Molinaro, Zebina fra gli altri) ecco alcuni innesti di riparazione, necessari perché il budget, già limitato, era finito a quei quattro nomi e perché serviva una sorta di rinnovamento nei nomi e nelle età. Ecco allora i prestiti di Pepe (che io riconfermerei senza esitazione) e di Motta (andrà via, tanto è costato solo 500 mila euro) e di Traoré e di Rinaudo e gli acquisti di Martinez (ingiudicabile fino a questo momento) e di Sorensen (18 anni, 150 mila euro per il cartellino e un futuro promettente) e di Storari (esperimento: rigioca la stagione senza Storari e prova a immaginare cosa sarebbe accaduto!). Di questi Traoré sta cominciando a giocare soltanto ora, Motta ha fallito, Pepe ha fatto benissimo, non considerando che molti si aspettavano Cristiano Ronaldo o il vecchio Giggs, Martinez va valutato, Storari è stato uno dei migliori in Serie A e Sorensen sarà preziosissimo in questa stagione e nelle prossime!

Come valutare una parte di stagione? Semplice. A bilancio devi mettere quanto di buono fatto e le stronzate accumulate. Ed eccole:

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  1. vittorie contro Milan e Lazio danno il senso di una Juve che, a ranghi completi, se la può giocare con tutte;
  2. i pareggi in Europe League sono stati determinati, per quanto mi riguarda, da scarso impegno collettivo, da stanchezza per mancanza di turnover e dalle pesanti assenze di Quagliarella e Aquilani; chiaramente vanno ascritte alla voce “perdite”;
  3. i pareggi con Bologna, Brescia e Chievo (cioè 6 punti persi, che sommati agli attuali 34 fanno giusto giusto 40) sono stati dettati da blackout spiegabili da una crescita mentale che è ancora in corso e alla quale Del Neri dovrà lavorare moltissimo, ma è evidente che queste partite non hanno mostrato limiti tattici o tecnici, ma limiti di concentrazione assolutamente da correggere, almeno io vedo questo lato positivo se ripenso ai match;
  4. per il resto l’andamento bianconero ha offerto alti e bassi, assolutamente corretti vista la gestione in emergenza di Del Neri (spesso con due soli attaccanti, spesso con gente costretta a giocare) e il dispendio di energia per il modulo tattico impostato (la differenza con le grandi squadre e la Juve del passato è che in condizioni pessime poi c’era Nedved che batteva la Lazio, o Del Piero che stendeva il Messina, o Mutu che risolveva la pratica Palermo, o Ibra che vinceva da solo, o Trezeguet che trovava la zampata finale).

Questi quattro punti per me sono inattaccabili. E andrebbe risolto soltanto il punto 3, visto che giochiamo a calcio per davvero e non abbiamo a che fare con dei robot!

Capitolo mercato

Amauri va o Amauri resta? L’arroganza di questo ragazzo è non più accettabile. Non c’è persona che non desideri mandarlo a quel paese. Qualunque paese purché non più Juve. L’eventuale arrivo di una punta (Luis Fabiano o Forlan, tanto per sognare) è subordinato alla sua partenza. Se parte, ne arriverà uno più forte di lui. Altrimenti la Juve è vittima di quel contratto da 3,8 milioni di euro annui che la precedente gestione gli aveva offerto!

Ti piace sognare facile? Luis Fabiano o Forlan? Beh, basti che ne arrivi uno. Per la manovra delneriana è preferibile il giocatore dell’Atletico: mobile e capace di ragionare palla al piede lontano dalla porta. L’altro, il brasiliano, è più uomo d’area, uno che la mette dentro se l’assist è buono, uno che non si emoziona se veste il bianconero. Uno che in crociera, tanto per dirne una, non dovrebbe andarci!

Il “no grazie” a Floro Flores è un tocco da meastro. Una mossa per stanare? Un depistaggio? Boh, io la penso così. Perché è assurdo che la Juve si butti sull’attaccante dell’Udinese che a Udine fa panchina. Servono i gol e allora i nomi sono quelli pocanzi scritti. O loro o si resta così, perché il colpo vero sarà a giugno, come ampiamente promesso. E a giugno il nome più gettonabile è Pazzo Pazzini. Con l’eventuale riscatto di Quagliarella (torna a aprile? impossibile!).

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Juventus-Fiorentina 1-1 Che serva da lezione

Sarebbe fin troppo semplice prendersela con Motta o con Del Piero, con gli acciacchi che hanno condizionato la settimana di Aquilani o con la semplice sfortuna. Purtroppo, o per fortuna, il pareggino misero con una mediocre Fiorentina racconta ancora una volta la realtà: se la Juve è al top, negli undici ha pochi rivali! Viceversa, se la corsa e il fiato vengono meno, allora la Juve soffre terribilmente la mancanza di ottime seconde linee. Ne abbiamo veramente poche in grado di dare il cambio ai titolari e abbiamo diverse assenze. Fra queste ottime seconde linee c’è Pepe che con la sua punizione ha tolto la Juve da una situazione antipatica.

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La partitina con la Fiorentina deve pure servire da lezione per le dichiarazioni pre-match. Tutte da evitare, tutte fuori luogo prima ancora che inutili e non veritiere. La Juve non è da scudetto, perchè è nuova, perché non è attrezzata e perché non può sopportare carichi di lavoro di nove mesi. Periodaccio nelle prime quattro partite, poi i tre pareggi nelle ultime quattro gare. Sono tutti ruolini di marcia incompatibili con una pretendente allo scudetto. Certo in Italia la situazione è grave: il nostro calcio è molto povero e allora ci si può provare. Ma per costruire una grande Juve si deve passare dall’accettare l’attuale situazione.

Venendo al match non posso che cominciare dalla fascia destra. Deficitario Krasic che forse aveva il bisogno di riposare dopo il recupero lampo dall’infortunio. E già giovedì c’è assoluto bisogno del suo contributo. Imbarazzante Motta: avrei voluto Sorensen in campo. Il terzino ex-Toro sta soffrendo il cambio di maglia, ma c’è urgente bisogno di una pedina importante. E’ una richiesta a Marotta.

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La sfortuna va e viene. Certo noi siamo molto molto molto in credito con la fortuna, ma come detto la fortuna deve essere cercata. E ieri si è fatto poco. Assente Del Piero: 19 gare da eroe, ma è prima di tutto un uomo. Per di più di 36 anni. Le sue pause dobbiamo sfruttarle per tentare di giocare altre carte. Deve rifiatare e, paradossalmente, non può farlo. Quagliarella ne soffre. Sembrava quello più in palla insieme a Marchisio, ma è poco assistito e quando è assistito viene servito male o troppo lontano dalla porta.

C’è un problema pure di percentuale di successo per quanto riguarda i tiri nello specchio. A questi livelli una grande squadra deve sfruttare al massimo ogni possibilità di tiro. La Juve deficita ultimamente e questo è un male. Se poi il gol ce lo facciamo da noi… allora diventa dura vincere le partite. Forse Iaquinta doveva entrare prima, forse accanto a uno stupendo Melo (ha dato la scossa, ha prodotto un paio di incursioni ottime… che cosa vuoi di più?) non serve un Aquilani a metà della forma, forse sulla destra serve un vero terzino. Lo spirito battagliero induce comunque all’ottimismo. Lasciamo lavorare questi ragazzi senza pronunciare frasi senza senso. Umiltà e lavoro. Ieri è mancata clamorosamente l’umiltà. Che serva da lezione!

P.S.

Visto che a piangere gli altri ci guadagnano, il minutaggio del primo tempo ha registrato una stranezza. Un infortunio a Gilardino che ha richiesto l’ingresso della macchinina. Tempo totale perso uguale a 3 minuti, dal minuto 7 e qualcosa al minuto 11. Più una serie di interruzioni. Minuti di recupero pari a 1. Qualcosa non torna.

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