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Tag: nainggolan

Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Da Marrone a Nainggolan passando per Pirlo

E’ notizia di questi giorni una possibile trattativa che porti Marrone al Cagliari. Il ragazzo è stato richiesto un numero imprecisato di volte al club bianconero, ma in tutti i casi non se ne è fatto nulla. Un po’ perché l’offerta prevedeva strani prestiti a cui la Juve non andrà incontro. Un po’ perché le offerte non si avvicinavano alla cifra di 10 milioni che la Juve ha imposto come base d’asta.

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Marrone al Cagliari prevede tutto uno strano di giro di affari. Con Pirlo sullo sfondo e Nainggolan prenotato per il 2014. Cerchiamo di fare chiarezza.

Intanto c’è da ipotizzare che un sostituto di Pirlo (o comunque che ne prenderà il posto) la Juve lo deve cercare adesso. A 34 anni, con l’ultimo mondiale alle porte, la carriera di Pirlo è roba di mesi. Dovremmo clonarlo per quanto è bello vederlo giocare in campo con una classe fuori dal comune, ma l’età avanza per tutti. E la Juve non può certo scommettere sulla sua integrità fisica da qui a 40 anni. Ecco perché la Juve dovrà fare bene i conti con Andrea Pirlo. Se tecnicamente nemmeno si discute perché gli dei si amano punto e basta, dal punto di vista fisico, col lavoro duro che richiede Conte, allora Pirlo potrebbe andare in crisi a 35 anni. E a mezzo servizio proprio non serve.

Quest’anno sarà ancora lui il protagonista del centrocampo bianconero, ma attorno a lui stanno nascendo o son già nati alcuni uomini con la stoffa da leader (tecnici e fuori dal campo). Vidal e Pogba su tutti, senza tralasciare la storia bianconera di Marchisio.

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Senza Pirlo il 3-5-2 cambierebbe veste, almeno all’atto pratico non essendoci in orbita Juve un regista dai piedi sopraffini come quelli del bresciano. Poteva essere Verratti, ma la Juve se l’è fatto sfuggire. Può essere Marrone, ma la Juve ha altri pensieri. Se non Pirlo, uno più tosto di Pirlo dal punto di vista fisico, con l’onore della costruzione dell’azione che passerebbe dai piedi di Vidal, Marchisio e Pogba. Questo senza ipotizzare un radicale cambio di modulo (un 4-4-2 o un 4-3-3).

Radja Nainggolan, belga di origini indonesiane, è uno di quei centrocampisti che a Conte son sempre piaciuti. Fisici, davanti la difesa un muro, picchiatori, ma dalla tecnica soddisfacente. Non Pirlo, ma uno che fa legna come si dice in certe periferie del calcio. Capaci cioè di sopportare un giocatore offensivo in più (per esempio un attaccante esterno puro), di correre per due e dare un certo tipo di apporto. Con Nainggolan in mezzo, un esterno offensivo puro sarebbe obbligatorio.

Con l’obiettivo quindi di dare un seguito al dopo Pirlo, la Juve sta cercando di imbastire una trattativa che prevede Marrone al Cagliari e Nainggolan a Torino (solo nel giugno 2014). Pirlo o non Pirlo nel 2014, questa ci sembra una strategia su cui riflettere.

E allora riflettiamo assieme.

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E’ ancora tutto un complotto

Da Cellino al prossimo che parlerà. E’ tutto un complotto e l’unica società ad avere la colpa è la Juventus. Marotta da gran dirigente onesto e pulito è diventato un losco trafficante in bianconero. Andrea Agnelli, da soli 2 anni nel calcio, intendendo con ciò un ruolo veramente operativo, ha fregato i vari Moratti e Galliani. E poi c’è Conte, un allenatore che non vince perché è il migliore di tutti, per larga differenza, ma chissà per quali atroci e oscuri motivi di cui solo Carobbio conosce i dettagli senza tuttavia mostrarli mai né in Tribunale né sui giornali nè in TV.

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E’ questa l’immagine che salta fuori leggendo i blog di gente incapace di abbracciare la realtà e sperimentare una libertà di pensiero che non è proprio di questo Paese. La Juve domina ed è giusto che sia così.

I numeri sono talmente evidenti e palesi che non dovrebbero nemmeno essere letti: gol subiti e gol segnati (perfino migliore dello scorso anno), punti conquistati nell’anno solare (record), statistiche sul possesso palla e sul numero di palle-gol create, analisi qualitativa sulla manovra bianconera. E mancano i top player stando a certe voci.

Da Cellino a Nainggolan, voci in coro che mirano contro la Juve per sparare scemenze di una tale assurdità che più volte ci si chiede se non stessero magari scherzando. Invece non scherzano proprio.

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La Lega intanto resta in silenzio. Nessuno che prenda un microfono o una tastiera o carta-e-penna per scrivere e comunicare che la decisione di giocare a Parma è stata presa dalla Lega perché così impongono le regole. Il lavoro sporco è stato lasciato ancora una volta alla Juve, con Marotta che stavolta (e finalmente!) ha alzato un po’ i toni (ancora incommensurabilmente migliori e più eleganti di certi altri tizi del calcio) e ha chiarito le posizioni.

Oggi perciò non si parla del discorso di Conte in conferenza stampa, ma si parla di episodi, di polemiche, della rabbia di Cellino. Senza tuttavia mostrare le immagini che qualcosa chiarirebbero. Tipo che mancano all’appello un paio di rigori per la Juve, un rosso per il Cagliari (quel Murru così velocemente sostituito da Pulga) e poi forse qualche intervento falloso che doveva essere punito. Il Cagliari ha potuto menare (chiedere informazioni alle caviglie di Giovinco) e fin qui tutto bene. La Juve per poco esce con le ossa rotte da Parma grazie a Damato e fin qui tutto bene. Poi però la Juve si è ripresa, si è arrabbiata e ha scatenato l’impeto contro Agazzi segnando 3 gol purtroppo regolari. Ed è adesso che va tutto male.

Va male che questa Juve sia già a quota 44 punti. Va male che il vantaggio con la seconda in classifica preveda un filotto di 3 partite perse dai bianconeri e 3 vinte dalle inseguitrici per pareggiare i conti. Decisamente interessante.

Va male perché questa Juve pur se bastonata e con i minuti che corrono veloci riesce sempre a rialzarsi e finire il match con ancora energie da spendere, mentre l’avversario è ko già da qualche minuto. E’ accaduto col Genoa, col Chelsea, col Torino e ora con il Cagliari e ogni volta che la Juve è scesa in campo. Mancano all’appello le milanesi per gentile concessione di Andrea Agnelli: avremmo rischiato di nuovo la B se non concedevamo qualche regalino.

Ma con Conte in panchina la storia è immutata: Juve imbattuta, Juve mai doma, Juve con un potenziale incredibile. E’ il potenziale dei campioni e allora Buon Natale a tutti i bianconeri. Per tutti gli altri sarà un Natale da incubo, con un freddo da -8 che fa battere i denti e tremare i corpi. Ma forse… sarà tutto un complotto.

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La Juve che verrà: il centrocampo

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Dopo aver analizzato gli eventuali innesti che la Juventus potrebbe inserire nel pacchetto arretrato, ora soffermiamoci un attimo sul centrocampo, partendo da una certezza: è sicuramente uno dei più forti al mondo.

Si è visto non tanto col 3-5-2, ma col 4-3-3, nel quale Pirlo, Marchisio e Vidal hanno dato il meglio. Anche perchè Conte era partito col 4-2-4, poi era passato al 4-2-3-1 (a Catania), poi 4-1-4-1 contro il Milan all’andata, ma alla fine ha trovato l’assetto giusto con i tre.

Andrea Pirlo è unico nel suo ruolo, insostituibile. Dopo dieci anni di vittorie al Milan, ha fatto subito centro con la Juventus. Uno stile di gioco inconfondibile, qualità indiscutibile, esperienza da vendere. Quest’anno 3 reti e ben 14 assist, forse la sua migliore stagione in assoluto. E non è stato un caso che, contro il Cesena all’andata, la Juve sbloccò il risultato a soli 10′ minuti dal termine, faticando tantissimo: Pirlo era squalificato. Anche per Claudio Marchisio grandissima stagione, con 10 gol e 4 assist. Superati gli anni bui, quando veniva impiegato fuori ruolo. Poi Arturo Vidal, che grande acquisto! Sette reti e quattro assist, più un numero impressionante di palloni recuperati in mezzo al campo.

Cosa migliorare di questo reparto? Bisogna parlare di ritocchi: i primi due sembrano essere Pogba, strappato allo United:  di lui dicono che sia il nuovo Vieira, per qualità, quantità e nazionalità; e Verratti, gioiello del Pescara. Ma per quest’ultimo c’è una distanza tra domanda e offerta di circa tre milioni di euro, alla fine l’affare si farà. Pogba come sostituto di Marchisio, Verratti come vice Pirlo. In verità la Juventus era stata vicina a un vice-Pirlo già a gennaio, quando aveva praticamente chiuso per Pizarro della Roma. Poi si scelse Padoin.

Ma il mercato della Juventus, per il centrocampo, non si ferma ai due giovani sopra citati. C’è ancora da vedere se ci sarà un ritorno di fiamma per Nainggolann, sempre se Cellino abbassa il prezzo del cartellino: a gennaio è rimasto fermo con la richiesta di 15 milioni, probabile che se la richiesta non cambia, finirà come l’affare D’Agostino. Sarebbe un peccato, perchè Conte stravede per lui. Saranno avviati poi anche contatti con l’Udinese, nel mirino Asamoah. Per quanto riguarda il mercato in uscita, Giaccherini ed Estigarribia dovrebbero essere riscattati, senza problemi.

Sicuri partenti invece sia Krasic che Elia. Il primo ha sprecato tutte le occasioni che il mister gli ha concesso, è incompatibile tatticamente con il calcio di Conte. La Lazio lo ha cercato a gennaio, potrebbe profilarsi uno scambio con Hernanes, con eventuale conguaglio. L’olandese invece ha mostrato delle potenzialità, ma ha pagato la brutta prova di Catania, quando fu inserito nel 4-2-3-1. Un peccato se si considera la giovane età, la buona tecnica e la rapidità, e soprattutto i dieci milioni spesi per portarlo a Torino. Alla fine lui ci ha messo del suo, dicendo che non sentiva suo lo scudetto e che, a causa della pessima stagione, ha perso gli europei.

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Conte chiede rinforzi: ecco quali

Le parole di Antonio Conte sono state travisate, quanto meno strumentalizzate. Che l’allenatore bianconero lascia casa Juve è quasi impossibile. E l’avevamo già detto un po’ di tempo fa a proposito delle bufale rilanciate pure da Tuttosport.

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Antonio Conte vuole bene alla Juve, talmente bene che chiede alla Famiglia un po’ di sforzo per rafforzarla ancora di più. E’ imbattibile già ora, figuriamoci con qualche innesto di assoluta qualità. Ed è proprio questa la parola magica: qualità.

Antonio Conte resterà alla Juve, di sicuro un altro anno ancora, ancora più sicuramente per molti lunghi anni. La squadra è giovane, la base c’è, le risorse economiche finalmente ci sono. A Marotta il compito di recapitare a Torino gli inserimenti che il tecnico da Lecce sta chiedendo a gran voce.

E vediamo quali sono i nomi. Rinunciamo a un’analisi sulla difesa su cui torneremo in un secondo momento.

Centrocampo

Le caratteristiche del centrocampista da prendere devono essere simili a quelle di Vidal e Marchisio. In particolare Conte vorrebbe un nuovo Vidal. Il prossimo anno la Juve giocherà almeno 6 partite di Champions e intende farlo al massimo delle possibilità, con le velleità di chi è cosciente di aver costruito una macchina da guerra quale è l’odierna Juventus.

Oppure il centrocampista deve avere grosse qualità tecniche ed essere dotato di capacità di inserimento. Il centrocampista col gusto del gol, o col vizio del gol. Molti anni fa la pedina ideale sarebbe stato Lampard del Chelsea o Gerrard del Liverpool: centorcampisti totali, tuttocampisti come si dice in gergo volgare. Ma un altro Vidal non esiste e quindi Marotta dovrà cercare bene.

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I nomi “italiani” dicono Nainggolan, già cercato a gennaio, e Asamoah. Il giocatore dell’Udinese ha piacevolmente impressionato per quantità e tecnica. Mentre il centrocampista belga ha già convinto Torino: buone proprietà di palleggio, ottima grinta, ottima personalità e grande duttilità. Potrebbe perfino sostituire Pirlo in alcune gare garantendo il giusto equilibrio all’intero reparto.

Il prezzo per entrambi si aggira fra i 10 milioni di euro fino a 15 per il belga. In Europa i prezzi tendono a essere più gonfi nel caso di nomi già conosciuti. Marotta dovrebbe azzeccare un altro affare Vidal: preso per poche noccioline, oggi il cileno vale più del doppio.

Attacco

Inutile dire che è il reparto che farà discutere di più nei mesi estivi. Chi sarà il famoso top player che Conte chiede alla Società? In cime alla lista il talento maledetto Suarez. Sul maledetto non ci torneremo più, ma abbiamo bisogno del suo talento. Dribblomane, buona capacità realizzativa. Quest’anno col Liverpool ha già messo in cascina 13 gol, ma con l’Uruguay e soprattutto in Olanda le cifre sono nettamente significative. Base d’asta: 25 milioni.

La Juve sa comunque che sarà costretta a firmare un assegno simile. Se non Suarez, Dzeko o Higuain non costano meno. Ma hanno caratteristiche differenti. Come abbiamo ripetuto, deciderà Conte che tipo di attaccante vuole. In lizza pure Cavani, ma sarà complicato ragionare con De Laurentiis. Altri nomi sono quelli di Benzema (che il Real non cede). Fra i miei preferiti c’è sempre Huntelaar (che Moggì bloccò nel 2006 per la sostituzione di Trezeguet).

Oltre al top player, visto che Del Piero non rinnoverà e Borriello non verrà riscattato, serve una quinta punta, probabilmente giovane e di prospettiva. Né Destro né Gabbiadini per quanto mi riguarda. Dritti su Ramirez del Bologna, un talento cristallino che in mano a Conte potrà definitivamente sbocciare.

E ora spazio a voi lettori: quali sono i nomi che più vi intrigano? Chi consigliate a Marotta?

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Tutti i nomi del mercato della Juve

Stemperiamo la tensione pre derby d’Italia con un po’ di sano fantamercato. A scatenarlo è stato Tuttosport con un paio di nomi eccellenti.

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Un punto sembra certo: la Juve, a giugno, acquisterà un top player. Uno vero, uno di quelli detti “pezzo da novanta”. Uno che può cambiare qualsiasi partita in un solo minuto. Uno di quelli lì.

Nomi? Tanti, troppi, e la maggior parte dei quali non acquistabili. Chi ha un cartellino spaventosamente costoso, chi ha un ingaggio mostruosamente alto. Prima di lanciare sproloqui contro Andrea Agnelli e Marotta bisogna rimanere attaccati alla fattualità di certe trattative e alle finanze del club. La Famiglia non investiva negli anni d’oro della Triade, figuriamoci adesso.

Una cosa però la si può fare già adesso: individuare i parametri coi quali giudicare i prossimi acquisti. E’ quello che faremo in questo articolo.

Conte proseguirà col lavoro tattico attuale, quindi schemi affidati al 4-3-3 o al 4-5-1 o, al più, al 3-5-2. Dividiamo il problema fra i tre reparti.

La difesa: o così o un fuoriclasse

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci in un'azione di gioco

Chiellini, Barzagli e Lichtsteiner sono i perni da cui non si può prescindere. Inutile snocciolare aggettivi positivi che risulterebbero banali. Caceres e De Ceglie hanno conquistato sul campo la promozione: ottimo l’inserimento del sudamericano che si è dimostrato tanto duttile quanto utile; positiva e stupefacente la crescita di Paolino, terzino di alto livello che sta acquisendo sempre più personalità. Non metterei in discussione Bonucci e credo che la società non lo farà. De facto la Juve, in questo reparto, è completa a meno che non si trovi il genio di turno, il fuoriclasse. Ma chi sono oggi i fuoriclasse della difesa? Per di più acquistabili. Si parla di Dedé, ma fra il brasiliano e Bonucci mi tengo stretto l’italiano.

Il centrocampo va solo puntellato

Vidal-Pirlo-Marchisio: mettere in dubbio i tre tenori è alquanto sospetto della fede bianconera di chi lo fa. Certamente occorre due sostituti di altissimo valore. L’anno prossimo i mercoledì non saranno più liberi e Conte non potrà schierare gli stessi 11 per più partite consecutive, così servono ricambi d’eccezione. Il punto è: investire sui giovani o pescare sul mercato? Sia chiaro: niente più Pazienza, niente più Padoin.

Ouasim Bouy

Ouasim Bouy, proveniente dalle giovanili dell'Ajax di cui era capitano

In Primavera, e sfonderò una porta aperta in molti di voi, ci sono giocatorini niente male. Come il Marrone di inizio anno, può davvero valere la pena investire su uno di loro. Appelt nelle vesti di vice Pirlo, o Bouy come vice Marchisio (l’olandese mi piace da matti), o Chibsah come vice Vidal. Con un occhio vigile sul caso Pogba che danno come giocatore già pronto per un grande club.

Particolare attenzione merita il discorso delle ali. Giaccherini merita la riconferma: duttile e ottimo rincalzo. Pepe non si tocca, ma è chiaro che serve un fantastico saltatore-di-uomini, uno tipo Robben tanto per essere chiari. L’olandese è quasi inavvicinabile e il Bayern non tratterà con Marotta dopo lo sgarbo-Vidal. Però serve proprio uno con quelle caratteristiche. Di più: bisogna vedere Conte se intende rimettere mano al 4-2-4. In tal caso cambierebbero molte cose nella rosa bianconera.

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I dubbi si chiamano Estigarribia e Krasic e Elia: difficilmente il primo verrà riscattato (nonostante una partenza molto buona), mentre gli altri due sono fuori dal progetto Conte. Denaro liquido da reinvestire o preziose pedine di scambio da non sciupare.

Non era un problema, lo è diventato: l’attacco

E’ decisamente il problema, quando a inizio anno sembrava uno dei migliori in assoluto. Quagliarella non ha del tutto recuperato e la rinconferma sembra a rischio. A meno di giocare gli ultimi mesi come i suoi primi in bianconero, l’attaccante di Castellammare rischia seriamente la sua permanenza a Torino. A Conte, paradossalmente, serve uno con le sue caratteristiche: abile nel dribbling, buon senso del gol, tiro dalla distanza, un capace di giocare, all’occorrenza, fra le linee.

Fabio Quagliarella

L'esultanza di Fabio Quagliarella

Serve un top player, uno di quelli che ti risolvono il match, uno che porti ancora più peso in attacco. La prima punta che serve a Conte deve essere mobile, forte fisicamente, capace tecnicamente di giocare spalle alla porta. Quest’ultima caratteristica manca terribilmente nel repertorio di Matri che, in più, necessita di continui e cospicui rifornimenti dall’esterno e da una seconda punta. Ma l’ex Cagliari è comunque una risorsa importante, fin qui l’unico che l’ha messa dentro con una certa regolarità.

Vucinic non si tocca, sebbene dovrà imparare a gestire le sue assenze. La continuità è il suo problema, su quella Conte dovrà lavorare molto. A noi piace il Vucinic delle ultime settimane e vorremmo sempre vederlo così. In ogni caso è un punto fermo negli schemi del tecnico leccese.

Del Piero lascerà: si guarda al futuro. Borriello non verrà riscattato.

I nomi del fantamercato

Veniamo ai nomi. E dopo tanti giri di parole, ecco che siamo arrivati al dunque. Su chi deve puntare la Juve? La mia idea è piuttosto semplice: la difesa, nello spirito di sacrificare la maggior parte dei soldi per l’attacco, dovrà essere toccata il meno possibile. Se si insisterà sul trio dei centrali Bonucci-Chiellini-Barzagli, allora conviene prendere un terzino sinistro, uno tipo Kolarov. E Caceres diventerà il jolly buono per sostituire Lichtsteiner o andare nel mezzo. Non vedo nomi grossi per la difesa, onestamente.

A centrocampo proverei a promuovere uno dei tre giovanotti che animano la primavera. Appelt potrebbe fare le veci di Pirlo, mentre Bouy sarebbe da lanciare via via in campionato, quando uno fra Marchisio e Vidal dovrà necessariamente riposare. Nomi grossi? Beh difficile farli senza poi dover spendere (ipoteticamente) un mucchio di soldi. Marotta dovrebbe ripetere l’operazione Vidal: da incorniciare. Ma non sarà facile. Occhio perciò ai parametri zero, tipo quel Montolivo che nelle vesti di mezz’ala, così come lo faceva giocare Prandelli, potrebbe davvero sostituire egregiamente Vidal e/o Marchisio. Altrimenti l’unico nome che mi viene in mente è quello di Nainggolan, senza però farsi prendere per la gola da Cellino.

Sulle corsie esterne sono pochi in grado di fare la differenza e rimaniamo nel mondo reale. Forse Nani, ma Fergusson non vuole liberarsene. A costi molto contenuti Afellay sarebbe un bell’acquisto, mentre Walcott appare irraggiungibile.

Giuseppe Rossi

Vicinissimo a vestire la maglia bianconera nella scorsa estate. Marotta ci riproverà?

In attacco io riverserei gran parte dei soldi da investire. Uno tra Dzeko e Benzema nelle vesti di prima punta: serve come il pane. E uno fra Higuain e Tevez, impossibili da prendere. Se recupererà, visto che il Villareal non se la passa benissimo, io tenterei l’assalto a Giuseppe Rossi. Sul discorso Giovino, invece e infine, tutto è nelle mani di Antonio Conte.

Ci aspetta un’estate scintillante. Speriamo di arrivarci con qualcosa di concreto per le mani.

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Juve: non comprare per forza!

Dopo il no secco di Cellino per Nainggolan voglio lanciare un pensiero.

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Siamo sicuri di dover comprare per forza? Dopo Borriello e Caceres, necessari per le idee di Conte, ora toccherebbe al centrocampista. Il belga sarebbe perfetto, ma Cellino ha dato picche. Mi ha piuttosto infastidito e fossi in Marotta mollerei del tutto la pista. Ci sono tantissimi altri centrocampisti al mondo, che Cellino lo venda altrove.

E se non Nainggolan, dopo aver praticamente mollato Guarin, ecco che la Juve si trova la lista della spesa vuota. Vuota perché non considero Palombo e Pizarro alternative a Guarin e Nainggolan. Sono giocatori molto differenti e fra i due io prenderei solo il cileno a patto di non pagare nemmeno 1 euro per il cartellino e di usarlo esclusivamente come vice Pirlo.

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Comprare per comprare? Assolutamente no, meglio tenersi Marrone e farlo crescere, magari fare un tentativo forte per Montolivo che costerebbe anche meno del cagliaritano. O ancora far esordire Appelt, o buttare nella mischia Bouy di cui si dice un gran bene. Oppure fare uno sforzo, se è quello il rinforzo che serve, e andare all’estero, tentando di giocarsi bene le carte Elia e Krasic. Ancora 24 ore e vedremo cosa Conte e Marotta avranno partorito.

P.S.

A questo punto non capisco la trattativa che ha portato metà-Immobile al Genoa. Perplesso, molto perplesso.

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Conte: i sei punti e l’annuncio di mercato

E’ un Conte poco poco diverso dalle recenti conferenze stampa, praticamente tutte quelle del girone d’andata. E la differenza sta tutta nei mesi fin qui trascorsi a Torino.

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Pochi credevano sarebbe riuscito a plasmare un’intera società a sua immagine e somiglianza: Marotta fa quello che dice lui, i giocatori seguono, senza possibilità di alterarle, le sue idee e i risultati sono evidenti. Anche logici se volete: il possesso palla ti porta a correre meno dell’avversario (frase che i più smaliziati di calcio capiranno sicuramente) e ad avere il pallino del gioco, il predominio territoriale sfianca chi è costretto a difendersi e prima o poi l’errore ci scappa, i numerosi tentativi avvolgenti portano costantemente nuove e pericolose azioni contro la porta avversaria.

Se la Juve avesse avuto un bomber come Trezeguet, a quest’ora si starebbe parlando di un campionato praticamente finito. Già perché partite come quelle in cui la Juve ha pareggiato per proprio demerito venivano, in passato, risolte proprio dall’istinto killer del franco-argentino. Pur se Matri viaggia su medie comunque interessanti, alla Juve è mancato un attaccante in grado di replicarne i gol, i numeri sottoporta.

Forse è per questo che la Juve di Conte andrà incontro a un altro cambio tattico. Di facile previsione, dettato dall’intuizione del tecnico: Pepe appannato, Krasic ed Elia fuori per varie ragioni (quali siano quelle relative all’olandese… mi è impossibile anche solo sospettarlo), attacco stentato in zona gol e allora via alle due punte.

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Che due punte proprio non sono. Il 3-5-2 vuole significare proprio il portare a giocare un attaccante nel ruolo di trequartista, più vicino alla porta, svincolato dai compiti massacranti della fascia. Del Piero contro la Roma ne ha già beneficiato, poi anche Quagliarella nei minuti finali e lo stesso Matri. Stasera avremo la conferma se è questo e se può essere questo il modulo presente e futuro. Di certo Caceres è stato acquistato proprio per potenziare l’assetto difensivo a tre dietro e, all’occorrenza, favorire la sostituzione di Lichtsteiner (il quale, giova ricordarlo, ha solo due polmoni).

Una puntata sul mercato: non è detto che la Juve abbia finito di sparare le proprie cartucce. Arrivato Caceres, sistemato da tempo Borriello, ora sotto con un centrocampista. Solo però se di qualità, se di alto livello. Marrone non si tocca e condivido questa scelta, ma è chiaro che serve una validissima alternativa a Pirlo-Marchisio-Vidal. La migliore in assoluto è Nainggolan per il quale Marotta sta lavorando a tutta forza. Difficile piegare Cellino, ma non si sa mai.

Intanto stasera è gara da sei punti, chissà qualcuno pensasse di aver già fatto la propria parte. La pressione? Beh è forse questa la frase più importante della conferenza di Conte: “Chi indossa questa maglia ha sempre pressione. Chi non la sopporta deve ridimensionare i propri obiettivi e cambiare spiaggia”. Avviso ai naviganti…

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I dubbi di Marotta e le certezze di Conte

Titolo provocatorio, forse per nulla reale. O semplicemente una mezza verità.

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Cominciamo dall’allenatore bianconero, la vera unica certezza del presente e del futuro. Si è capita benissimo una cosa da quando si è seduto a Vinovo nel primo giorno da allenatore della Juve: comanda lui, punto e basta. E per fortuna, aggiungono i tifosi…

Se comanda lui vuol dire pure che il mercato gira attorno alle sue idee. Idee che sono dinamiche e certamente interessanti. Arrivato col 4-2-4 in testa e accortosi di non avere gli elementi per praticarlo, Conte è passato a un modulo a lui nuovo: 4-5-1 che si trasforma in 3-4-3 o in 4-1-4-1 o in quello che volete voi. La Juve attacca con tanti uomini, difende ordinatamente e gli interpreti che vanno in campo hanno un compito da eseguire. Tanta roba rispetto alle precedenti annate.

Primo mercato di riparazione per Conte che sembra voler insistere su questo modulo, cioè due ali larghe, una sola punta, centrocampo muscolare con però tanta classe. Ciò significa che è proprio sul centrocampo che la Juve deve insistere. Preso Borriello a quelle condizioni, le uniche praticabili dalla Juve, ora ci si concentra su un centrocampista e un difensore.

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A Conte piace molto Caceres per l’estrema duttilità del ragazzo: esterno di destra, terzo in una difesa a tre, centrale in una difesa a quattro. Caceres può ricoprire ogni ruolo dietro e con la certezza di Barzagli e Chiellini e Lichtsteiner ecco che il reparto potrebbe dirsi completo e affidabile.

Si passa al centrocampo dove l’uomo che serve deve essere un tuttologo di quel reparto: forte fisicamente, resistente, capace nella fase di interdizione quanto nella fase di costruzione, uno che all’occorrenza può buttarsi negli spazi aperti dalla punta. Un altro Vidal. In Italia c’è un solo giocatore che assomiglia all’uomo che più di tutti ha stregato Conte e si chiama Nainggolan.

Classe ’88, nazionalità belga, il cagliaritano è stata una delle più piacevoli sorprese dello scorso campionato e sta confermandosi ad alti livelli in quello attuale. Potrebbe ricoprire indifferentemente il ruolo di vice Pirlo, con compiti di rottura primariamente, il ruolo di vice Vidal o vice Marchisio. In un colpo solo la Juve sistemerebbe i problemi attuali di qualità di ricambi e anche il problema di imbastire un centrocampo che sopporti l’eventuale qualificazione in Champions.

Di problema però ce n’è un altro: il costo del cartellino del belga, che Cellino valuta forse un po’ troppo. Memore dell’affare Matri io rischierei il colpaccio, visto che Guarin è in lotta con Caceres per l’ultimo posto di extracomunitario e proprio Caceres sembra ormai vicino. L’ultima parola spetta al Siviglia: se sarà un sì, via alla caccia al belga.

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