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Sogni di un tridente di mezz’estate

Dal 3-5-2 di Conte al 4-3-3 di Allegri? Sarà questo il passaggio più importante del cambio di gestione tecnica? In questa prima fase di precampionato ci sono tutti i segni.

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Il lavoro di Max Allegri verte su un principio di conservazione dei vecchi schemi a cui aggiungerà le sue idee. Progressivamente, senza quel trauma tattico che potrebbe recare più danno che benefici.

La più interessante è il tridente offensivo, già provato in queste partite, anche con discreti risultati.

Chi c’è e cosa manca alla rosa?

In questo tridente offensivo trovano posto tutti gli attaccanti a disposizione. Da Llorente, perfetto come boa centrale e terminale prezioso dei cross degli esterni, a Tevez, che può agire indistintamente su una delle due fasce, a Giovinco, che può riscoprire il ruolo in cui tanto fece bene nell’Under 21.

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Quando rientrerà, Morata avrà a disposizione due ruoli differenti: o attaccante esterno o vice-Llorente.

Chiaro allora che qualcosa manchi, a prescindere dal numero dei 5 attaccanti che Allegri vorrebbe in rosa. E a questo punto, con Pepe pienamente recuperato, non resta che decidere fra due differenti profili: o più trequartista, o un puro attaccante esterno.

Quali sono i profili?

Nelle vesti di puro attaccante esterno troverebbe spazio uno come Lavezzi. Solo che il PSG non lo libera così facilmente come qualcuno sta scrivendo. E sarebbe pure buona la soluzione Nani, precedentemente bocciata da Conte. Mentre l’età brucerebbe il nome Eto’o. La ricerca dunque continua. E certo Jovetic non lo daranno in prestito.

Viceversa, è un mondo tutto nuovo quello che si apre per il trequartista d’attacco. Un regista alla Zidane, una sorta di James Rodriguez. Un Lamela, per esempio, o un Pastore. O ancora Jovetic, in un ruolo più vicino alla seconda punta con doti da rifinitore. Con evidenti difficoltà sulle trattative.

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4-3-3: stato di salute della Juve e profili da ricerca

L’anno prossimo sarà quello della svolta tattica. Conte insisterà maggiormente sul 4-3-3, già praticato il primo anno di Juve, con Pepe vero jolly fra attacco e centrocampo. Il calciomercato sarà dettato proprio da questa variazione di modulo. Vediamo allora come sta messa la Juve con gli uomini attualmente in rosa, e quali sono i profili che mancano.

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In rosa: chi è perfetto per il 4-3-3?

Guardando in casa, nel 4-3-3 ci starebbero bene diverse figure, ognuno con la propria specificità. Il centrocampo sembra per esempio in regola. Pirlo, Pogba, Marchisio e Vidal non si toccano a prescindere dal modulo, ma sembrano perfetti per un 4-3-3. Hanno spinta e dinamismo a sufficiente per coprire e attaccare, con senso della posizione e dell’inserimento, più una tecnica più che ottima in fase di impostazione e di ultimo passaggio.

Nel 4-3-3 ci starebbe bene anche Asamoah, che nasce proprio interno e che Conte ha riciclato come esterno sinistro nel suo 3-5-2. Il ghanese ha gamba per sopportare carichi di lavoro interessanti e non soffrirebbe qualora il tecnico decidesse di riportarlo in centro. A quel punto la Juve avrebbe 5 uomini di sicuro affidamento. Più l’incognita Pepe.

In attacco, sia Llorente sia Tevez possono interpretare più ruoli e più moduli e da questi due ripartiamo. Anche per via di uno score, in tutta onestà, inaspettato: 21 reti per l’argentino e 18 per lo spagnolo. Giovinco ha già interpretato il ruolo di attaccante esterno nell’Empoli di Cagni e poi nel Parma, oltre ad aver offerto le migliori performance in Nazionale con Gentile, proprio in un 4-3-3, partendo dalla sinistra. L’ultima parola ce l’ha Conte che crede tanto nel talento di Beinasco. Per altri motivi, Vucinic, Quagliarella e Osvaldo sono fuori dal progetto bianconero. Giusto Osvaldo potrebbe rientrare, ma solo in prestito, come alter ego di Llorente.

Con Lichtsteiner arretrato in difesa, la Juve dovrà fare i conti con l’assenza di terzini di ruolo e di valore. Né Peluso né Ogbonna possono essere considerati tali, con Chiellini che a quel punto si giocherebbe più chance da centrale. A destra Caceres sarebbe l’alternativa perfetta allo svizzero, con buone possibilità di poter giocare anche in centro. Servono quindi rinforzi importanti.

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Cosa ci serve: profili da ricercare

Analizzato lo stato di salute dell’attuale rosa bianconera, i profili da ricercare sono presto detti.

In difesa occorre un terzino sinistro di valore, più possibilmente una riserva affidabile. Serve invece solo una riserva a destra, dove Lichtsteiner ha dimostrato ancora enorme affidabilità.

A centrocampo la Juve ha bisogno di uomini di fascia. Professionisti del ruolo, come piacciono a Conte. Questo perché uno dei due verrebbe di certo usato in zona d’attacco. Questo perchè una eventuale variazione di modulo esalterebbe il solito problema: non abbiamo ali di ruolo. Sarebbe l’ideale uno come Nani. Servirebbe, ed è un paradosso, un Krasic, ma con molta più personalità.

In attacco, a prescindere dal 4-3-3, occorre un’alternativa valida a Llorente. Lo spagnolo ha dimostrato quanto è importante avere uno con le sue caratteristiche. Uno alto, grosso, magari più mobile, forte di testa e che aggiunga peso in area di rigore. I benefici sono sotto gli occhi di tutti. Conte sperava in Osvaldo, ma diversi fattori ne hanno rallentato l’inserimento in squadra. Vedremo chi pescherà Marotta. Certo quel Morata…

Per quanto riguarda il capitolo attaccante esterno, in Italia il ruolo è ben coperto da Cerci: agile, veloce, amante del dribbling, capace di superare costantemente l’uno-contro-uno e garantire assist e superiorità numerica. Complicato intavolare una trattativa col Torino. Perciò si punta all’estero, dove Sanchez è il preferito di Conte, ma costa pure tanto. In generale serve un piccoletto, un folletto. Volendo esagerare, serve un David Silva.

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Ultimi colpi di mercato: come sta la Juve?

Calciomercato, la passione più sfrenata per i tifosi di tutto il mondo. Specie in Italia, quando si diventa tutti esperti, tutti tattici, tutti psicologi. In fondo, è il bello del calcio e del calciomercato. La sessione invernale volge al termine, così ci chiediamo cosa sta la Juve.

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Osvaldo e gli attaccanti in esubero

Il reparto su cui l’attenzione è alta è, paradossalmente, l’attacco. Diciamo paradossalmente perché ci sembra il reparto che di più è stato migliorato quest’anno. Tevez e Llorente hanno dato la svolta agli schemi di Conte, garantendo il giusto apporto di reti. Questo ha generato un passo indietro, nelle gerarchie, rispetto a Vucinic, Quagliarella e Giovinco. Uno è di troppo. Forse addirittura in due.

Vucinic ha chiesto la cessione per giocare. Saltata l’ipotesi nerazzurra, è l’estero che può permettersi il montenegrino. Mentre per Quagliarella, su cui Conte in realtà pone un divieto di cessione, ci sarebbe la Lazio.

In entrata si parla di Osvaldo. Un 28enne con tanto talento, ma anche diversi problemi circa educazione ed equilibrio mentale.

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Guarin e Nani: occhio alla beffa

A centrocampo, vista la totale assenza di alternative ai titolari, si era pensato a Guarin. Magari per applicare altri schemi tattici. E certamente per generare uno scambio molto utile a livello di bilancio. Ma l’affare sembra totalmente saltato, nonostante il procuratore di Guarin spinga per Torino, così come il ragazzo.

La beffa potrebbe invece essere Nani all’Inter. E’ stata avanzata una richiesta di prestito con diritto di riscatto al Manchester United. Attenderemo risposta, dopo valuteremo il tutto.

In generale, Marotta dovrebbe proprio muoversi per cercare una validissima alternativa ad Asamoah e Lichtsteiner. Basti pensare a Roma-Juve per capire quanto pesano i titolari e quanto i panchinari. E una grande squadra non può permetterselo.

Abate… cioè?

Nelle ultime ore è stato proposto Abate alla Juve. Non commento. Mi fermo qua. Sperando si riveli solo una delle tante bufale di questo calciomercato.

In futuro Zappacosta e Baselli dall’Atalanta

Per il futuro si lavora principalmente sui classe ’92/’93/’94. Se Berardi avrà una chance per il prossimo anno, Baselli e Zappacosta potrebbero raggiungere Torino fra due anni. Due giovani molto interessanti, fra cui magari trovare il nuovo Pirlo.

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Juventus-Sampdoria e le fesserie di chi non vince

Conte regala sempre titoli di grande impatto. Stavolta tocca a chi non vince, reo di inanellare una serie infinita di fesserie. In realtà il tecnico allude ai lamenti, alle false giustificazioni della mamma per nascondere lo strapotere della sua squadra.

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Si prende i meriti, Conte, e fa bene. E vuol prendersi tutto ciò che resta in campionato. Stasera nessun turonver in vista della sfida delicata di martedì in Coppa Italia. Scendono in campo i migliori, e chi sta più in forma. Con un occhio al mercato.

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Ammonisce chi pensa che il campionato è finito, anche se sa benissimo che può perderlo solo la Juve. Ammonisce nel ritenere arrese Roma e Napoli che “sul mercato si sono ancora di più rinforzate, nonostante stiano viaggiando a ritmi impressionanti”. Sembra, quindi, chiedere qualcosa a Marotta. E non a torto.

Per attaccare il doppio impegno campionato-Europa serve qualche rinforzo. Specie sulla fascia, specie sulla sinistra, se a destra Pepe è ormai quasi completamente recuperato. Non i Nani e nemmeno forse i Menez, anche se servirebbero proprio questi nomi.

E nella settimana in cui si sono consumate pagine e pagine di elogi per la Juve, l’assoluzione di Luciano Moggi per gli affari della Gea è passata in sordina, nascosta a pagina 34 o nemmeno letta al telegiornale, anche velocemente, anche sottovoce. Un peccato, perché un altro puzzle della stronzata chiamata Calciopoli è tornato al suo posto.

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Vucinic libera tutti?

Trascorso il Natale, aspettando l’Anno Nuovo, il calciomercato è l’argomento principe di cui vivono le giornate di festa. I bianconeri, primi in classifica, fanno i conti di questi primi mesi.

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Il terzo anno di Conte ha visto la conferma della supremazia nazionale. Quasi facile, quasi irriverente visto il ritmo da record delle avversarie. Con una nuova coppia d’attacco che potrebbe rappresentare l’ago della bilancia del calciomercato juventino.

Intendiamoci. Llorente e Tevez appaiono ben saldi della loro titolarità nell’11 di Antonio Conte, perciò le posizioni in bilico sono quelle di Vucinic, Quagliarella e Giovinco. In questo preciso ordine di appeal sul fronte mercato. Qui si inseriscono possibili ragionamenti che certamente Conte e Marotta stanno facendo. Con estrema calma tentiamo di scrutare nella sala comando della Juve.

Il montenegrino è un talento purissimo. Solo quando ne ha voglia, però. Conte lo sa bene: lo ha voluto fortemente, lo ha difeso fortemente, ha puntato fortemente su Vucinic che ha ricambiato in questi anni in modo ottimo. Non perfetto. Quante volte in pagella abbiamo dovuto segnare un voto negativo? E tutte le volte con la stessa ineludibile giustificazione: indisponente. Per la poca voglia mostrata in campo, per lo strano nervosismo che lo trasforma in un giocatore mediocre quando ha nei piedi oro puro. La pazienza ha però un limite. E l’intersezione con l’opportunità apre scenari di mercato interessanti.

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Vucinic è appetito molto all’estero, dove la Juve quasi sicuramente lo venderà. Non in Italia per evitare di rinforzare le nostre dirette avversarie. Pagato 15 milioni di euro, oggi Vucinic vale esattamente questa cifra, forse qualcosa di più visto il curriculum più ricco. Arriva da un infortunio, ma diverse squadre potrebbero farsi avanti.

Si vociferava del Manchester United, ma appare più una trovata giornalistica. In ogni caso, il cartellino di Vucinic servirebbe per arrivare a un buon colpo. Sulla fascia. Certamente a sinistra. Piace per esempio Nani.

Se non Nani, l’alternativa che in questi giorni è sempre presente sui giornali è Menez. L’ex giallorosso piace a Conte per le potenzialità in fase offensiva. Può giocare esterno in un classico 4-4-2 o meglio in un 4-3-3. Abilità nell’uno contro uno, grande contropiedista, buon crossatore. Perfetto, in quest’ultimo caso, per la testa di Llorente. In contropiede farebbe invece staffetta perfetta con Tevez.

Difficile credere a Biabiany o ad altri nomi italiani di seconda fascia. La Juve per rinforzarsi, la Champions insegna, ha bisogno di grandi firme. Non saranno certo i Bale della situazione o i Suarez (119 milioni di euro la clausola del Liverpool), ma occorre comunque esperienza e classe certificata.

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Calciomercato Juventus: serve l’ultimo sforzo

Con Matri che finisce ai rossoneri e Quagliarella che a questo punto dovrebbe restare, la Juventus è completa. O quasi. L’unico dubbio è riferito alla fascia mancina dove se non si può discutere di Asamoah, molto può essere detto sulla qualità dei rincalzi. Specie se prendiamo a riferimento il 3-5-2.

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Per Conte servirebbe un’ala vecchio stampo. Tanto per intenderci e tornare per l’ennesima volta sull’argomento, a Conte servirebbe tanto Nani. Ma la cifra pagata per Matri servirà a coprire il disavanzo dell’ultimo mercato (in particolare Galliani ci ha gentilmente pagato Tevez) e quindi niente tesoretto.

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Tesoretto che salterebbe fuori nel caso di cessione di Quagliarella e Marrone, nonché quella di De Ceglie e/o di Isla. A quel punto l’assalto a Nani non sarebbe impossibile. E se non Nani, di certo uno come Kolarov farebbe felice la Juve. L’esterno ex Lazio potrebbe infatti ricoprire con merito sia il ruolo di laterale nel 3-5-2 sia il ruolo di terzino in una difesa a 4.

Per rendere perfetto un mercato interessante, serve allora un ultimo sforzo. Un ultimo grande colpo capace di far sorridere ancora più intensamente Conte e allargare il gap con le avversarie. La prima giornata ci ha forse descritto e prospettato un campionato molto tosto e lungo. E la lezione ultima di Conte è “panchina lunga e di qualità: avete visto chi aveva in panchina il Barca e il Bayern?“. Già.

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Identikit di mercato: Nani

Nato il 17 novembre 1986, all’anagrafe Luís Carlos Almeida da Cunha, Nani è inseguito da Conte da circa due anni. Il tecnico leccese, amante degli esterni eclettici e offensivi già dall’applicazione del 4-2-4, lo avevo messo nella lista dei desideri quando parlò con Marotta all’arrivo a Torino. Budget e una appeal tutto da ricostruire ne hanno reso impossibile l’acquisto. Ora la storia sembra più possibile.

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La carriera di Nani

Nani comincia seriamente a giocare a calcio nella cittadina di Queluz, in Portogallo. Lì viene notato dagli osservatori dello Sporting Lisbona che lo ingaggiano nel 2003. Nelle giovanili dei biancoverdi vince pure un campionato che gli vale la promozione in prima squadra nel 2005. Due anni fra i professionisti con circa 60 presenze e 9 gol. Si dimostra un esterno particolarmente offensivo con grandi doti tecniche in fase di dribbling. Fantasia che rapisce Ferguson.

Il Manchester United nel 2007 pagherà una cifra consistente (fra i 10 e i 15 milioni di sterline) ai portoghesi per assicurarsi Nani. Debutta nella vittoria contro il Chelsea nel Community Shield il 5 agosto dello stesso anno. I primi 12 mesi di Nani sono storici: arrivano la Premier League e la Champions. Nella finale del 2009 contro il Barca il portoghese non scenderà in campo per alcuni screzi con l’allenatore. In totale saranno più di 130 le presenze coi Red Devils condite da 26 reti e la vittoria pure della Coppa del mondo per club nel 2008.

In Nazionale Nani ha giocato sia nell’Under 21 (con uno score di 10 presenze e 1 rete) sia nella Nazionale Maggiore (con 65 presenze e 13 reti). Ha saltato però per infortunio l’ultimo mondiale in Sudafrica.

La scheda tecnica

Destro di nascita, in realtà Nani è molto eclettico e ha giocato con profitto su entrambe le fasce mostrando buona tecnica pure col sinistro. Molto tecnico e amante del dribbling, il portoghese ama sfogare corsa e finte per giocarsi l’uno contro uno con gli avversari per arrivare sul fondo e crossare o rientrare nel tentativo di battere a rete. Basta infatti guardare le statistiche di Premier League per notare che i gol di destro e di sinistro sono praticamente equivalenti (9 e 12 rispettivamente).

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Non è uno specialista di rigori e punizioni, né fa la differenza con gli inserimenti aerei.

Buona la capacità di adattarsi a un lavoro da classico centrocampista (tipo un laterale di un centrocampo a 4), ma dà il meglio di sé quando viene utilizzato come ala offensiva (quindi in un probabile 4-3-3). Dialoga facilmente con le punte amando giocare a ridosso dell’area per tentare il tiro da fuori.

Ipotesi di mercato

La voce che rimbalza dall’Inghilterra non ha trovato ufficialità in Italia, anche se la necessità di reperire un esterno offensivo è nella lista dei compiti che Marotta dovrebbe portare a termine entro la fine del mercato.

In scadenza il 30 giugno del 2014, il cartellino di Nani è fissato a circa 20 milioni di euro, ma in virtù del contratto prossimo alla scadenza, potrebbero bastarne poco più della metà per convincere il Manchester United. Dopo l’addio di Ferguson, Moyes non sembra puntare sul portoghese a cui viene preferito soprattutto Valencia.

Con un bonifico da 12/13 milioni di euro si può portare via da Manchester.

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La Juve si muove per Nani: offerta ufficiale presentata

Il The Sun va preso con le molle. Più o meno con lo stesso valore che hanno le parole di Zamparini sulla conferma di un allenatore. Con la stessa percentuale di avverarsi ciò che viene narrato.

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Però, l’idea di una Juve su Nani non solo non è fantasia, ma potrebbe essere la realtà. Zuniga non è più prendibile: il Napoli non è riuscito a trovare il sostituto e Benitez ha lavorato sulla testa del ragazzo per convincerlo a rimanere in azzurro.

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Così serve un esterno forte a sinistra. Isla è una scommessa: potrebbe rimanere fino a gennaio e qualora non convinca, solo allora scatterà la cessione. A sinistra i nomi sono quelli di Asamoah (a oggi titolare) e Peluso. De Ceglie è sul mercato e c’è un forte interessamento del Sunderland.

Nani sulla sinistra potrebbe perfino fare il titolare o concedere a Conte un’opzione molto importante qualora volesse applicare il 4-3-3 senza Pepe.

Domani un piccolo identikit sul portoghese, intanto proveremo a verificare la reale consistenza dello scoop.

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Calciomercato Juve: analisi del centrocampo

Continuiamo la nostra analisi del calciomercato bianconero, alla scoperta dei singoli reparti. Dopo aver trattato la difesa, in questa puntata accendiamo i riflettori sul centrocampo.

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Quattro fenomeni nel centrocampo della Juve

La regia non può essere affidata a un uomo migliore. Andrea Pirlo guiderà le manovre bianconere anche il prossimo anno, in barba ai 34 anni e a una carriera strepitosa. Con lui il terzetto di centrocampo è fra i migliori al mondo, grazie all’apporto di quantità e qualità forniti da Marchisio e Vidal. Nonostante le voci sul numero 8 bianconero, i tre moschettieri rimarranno saldi nel motore juventino, sicuri titolari del prossimo anno di Conte.

Quello che verrà sarà l’anno della consacrazione di un autentico fenomeno come Pogba. A soli 20 anni il francese ha impressionato con la sua immensa classe, tanto da costringere Conte a varare un nuovo modulo che vedeva tutti in campo i centrocampisti centrali bianconeri. Esperimento che potrà essere ripetuto in alcune partite o in alcune fasi della prossima stagione.

Ricambi di lusso

Se i titolari sono le certezze di Conte, anche la panchina garantisce la giusta qualità nei ricambi. Soprattutto in zona centrale dove i vari Giaccherini e Padoin sono stimatissimi da Conte per la serietà e le performance. Converrebbe inoltre capirne di più sul ruolo e le possibilità di Marrone. Il ragazzo ha dimostrato estrema duttilità, con un inquadramento più vicino a un playmaker di difesa. In realtà Marrone nasce come quello che una volta era chiamato centromediano metodista: gran fisico, ottimo senso della posizione, buonissima tecnica. Uno che sa impostare l’azione, ma che non disdegna la lotta fisica.

Dove vai se l’ala non ce l’hai?

Il problema si pone sulle fasce. L’assenza di Pepe ha pesato non poco sull’economia di gioco e Conte si è dovuto affidare quasi unicamente a Lichtsteiner.

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Isla praticamente inusato e quelle poche volte ha combinato poco o nulla. Di lui ricordiamo il famigerato fallo di rigore di schiena contro il Milan. Acquistato per 9,5 milioni di euro per la sola metà del cartellino, la Juve dovrà trovare i giusti argomenti per non rimetterci. O Conte decide di investire sul cileno o è meglio lasciarlo partire. Magari in uno scambio che faccia comodo ai bianconeri.

Problema di permanenza che non si pone per Asamoah. Il ghanese è prezioso. Un po’ perché a sinistra ha giocato una grandissima prima parte di stagione, dove più volte è stato decisivo per la vittoria finale. Un po’ perché è un jolly che Conte può usare in più posizioni: esterno nel 3–5–2 o interno, all’occorrenza. Il calo di forma subito dopo Natale non dovrebbe più ripetersi se lo staff juventino riuscirà a capirne le cause.

Obiettivi e sogni

Per attuare il vecchio 4–2–4, ormai impossibile da applicare alla rosa attuale, servirebbero due esterni di gran lusso. Tanto per intenderci, servirebbero Robben e Ribery. O Nani e Di Maria. E senza guardare in casa d’altri, ripescando nella memoria bianconera, servirebbero due nuovi Nedved e Camoranesi che hanno fatto le fortune di Lippi e Capello.

Esterni abili tecnicamente, molto più propensi alla fase offensiva che a quella difensiva, con particolare enfasi sulle giocate solitarie. Le vecchie ali come non ne esistono più. In realtà, in Italia, solo Cerci si avvicina alle caratteristiche del giocatore che servirebbe a Conte, ma l’affare è complicato: problemi caratteriali, soprattutto una trattativa complessa con gli amici del Torino. La ricerca, inesorabile, prosegue, con Bale perfetto teoricamente, tranne che per la quotazione da capogiro che pende sul suo cartellino. Più abbordabile Nani, pallino di Conte.

Concludendo. La zona centrale del centrocampo è sistemata, servirebbe giusto capire quale sarà il sostituto di Pirlo dalla prossima stagione (sia che Andrea lasci la Juve o prosegua con i bianconeri). Sugli esterni Conte si aspetta il rientro di Pepe unito a un acquisto di valore sulla sinistra. Isla e Padoin rischiano la cessione (per scarsa fiducia il primo, per sovranumero il secondo). In ogni caso niente paura: la lacuna del centrocampista esterno, nel 4–3–3, sarà colmata con l’utilizzo di un attaccante. Ma questa è un’altra analisi.

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Zuniga? E’ l’esterno richiesto da Conte?

Che sia una richiesta di Conte ci credo poco. Che dovremmo svenarci per prendere Zuniga, manco fosse il nuovo Bale, beh questo no.

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Secondo alcuni opinionisti di mercato la Juve proverà a soffiare Zuniga al Napoli. Si parte da una base d’asta pazzesca: 10 milioni di euro. In realtà il Napoli tenterà di approdare a una delle pedine d’attacco. Si parla di Matri, addirittura di un ritorno di Quagliarella.

Zuniga per Matri? Zuniga per Quagliarella? E’ lo scambio giusto per la Juve?

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La domanda in realtà sarebbe: dopo Lichtsteiner, che ha risolto tutti i problemi della fascia destra, e dopo anni a cercare invano un fluidificante sinistro degno della qualità di Nedved, e dopo il mezzo flop Isla… ora tocca a Zuniga?

In Inghilterra fissano il prezzo per Nani a circa 10 milioni e poco più. Fosse vero, Nani sarebbe valutato esattamente come il Napoli valuta Zuniga. A meno di una insolazione io mi butterei dritto sul portoghese, così da evitare nuovi casi flop.

A Conte servirebbe più un nuovo Pepe, comunque un esterno alto in grado di dare il cambio di qualità in fase d’attacco. E servirebbe certamente un uomo a sinistra più che a destra dove, appunto, tornerà Simone Pepe.

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