Non è un errore come un altro. E non è nemmeno un errore di poco conto. Una foto è possibile sbagliarla: a chi non è capitato di sbagliare? Il problema è che l’errore dà l’esatta dimensione del lavoro meschino che la redazione della Gazzetta dello Sport sta compiendo sul Calcioscommesse.

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Abbiamo parlato e chiarito ogni strafalcione e la posizione tutt’altro che neutra nella vicenda Calciopoli, e continuiamo a registrare nefandezze nella vicenda Scommessopoli. Il filo comune è sempre uno: si attacca la Juve per nascondere fatti ben più gravi addebitati alle milanesi. Di Inter-Chievo e Milan-Bari, più tutte le altre partite sospette, ancora non se ne parla.

E oggi la Gazzetta dello Sport esce con la fotografia di Maurizio Nassi, anch’egli implicato nel Calcioscommesse, scambiato per Carobbio. Non ne conoscono la faccia perché alla Gazzetta interessa solo costruire artatamente sporcizia sulla figura di Conte e della Juve. Lo fanno in modo volontario cercando di orientare l’opinione pubblica, riuscendovi di tanto in tanto.

La cosa che dispiace, visto il grado di autorevolezza e credibilità di chi gestisce quella redazione, è che fanno questo volgare lavoro anche coi miei soldi.

Così da parte nostra ci teniamo a mettere in guardia chiunque si trovi a contatto con quelle pagine rosa: raccontano una verità che non esiste, sono un mezzo di propagando di pochi individui, i soliti, quelli che dispongono di potere politico e soldi. Guai a dare credito alle parole stampate su quel fogliaccio rosa.

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Tifoso avvisato… mezzo salvato!

P.S.

Già che ci siamo, ecco le parole di Maurizio Nassi:

La vicenda è brutta, troppo mediatica. Ci penserà il mio avvocato. Non è una bella cosa. Ci sono tante persone che magari non c’entrano niente e sono dentro un vortice.

Da parte sua, quella di Nassi cioè, dovrà produrre prove a propria discolpa visto il coinvolgimento e la richiesta di Palazzi.

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