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Tag: nazionale (pagina 1 di 2)

Ci rompono Barzagli, poi Marchisio. Ci rompono e basta

Marchisio: stagione finita. Sommato a Pogba e all’infortunio di Pirlo (salvato con un abile trucco dalla convocazione azzurra), la Juve è in totale emergenza nel momento clou della stagione.

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Grazie a Conte e alla Nazionale che già in estate ci aveva privato di Barzagli per 8 lunghi mesi.

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Dalla Nazionale, e da Conte, PRETENDIAMO la dinamica.

Dalla Juve pretendiamo di capire come intendiamo difenderci, oltre che sul campo con le idee di Allegri, soprattutto fuori dal campo.

A maggior ragione dopo l’ennesimo scempio Farsopoli.

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Pare che Antonio Conte sia bravo…

Così è se vi pare, scriveva Pirandello. Ed è perfetto in questi giorni di Nazionale in cui l’opinione pubblica sembra aver scoperto Antonio Conte.

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Antonio Conte, bandiera bianconera in campo, autentico colosso bianconero in panchina, è un buon allenatore. D’improvviso i ragazzi convocati hanno scoperto che anche in Azzurro bisogna sudare. Da De Rossi ai nuovi, tutti concordi nell’elogio al tecnico leccese. Non solo. Sono arrivati pure i complimenti di presidenti e dirigenti.

Siamo contenti. Molto contenti per l’allenatore.

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Per nulla stupefatti dal cambio d’atteggiamento dei media, dell’opinione pubblica.

Si vede già la mano, dicevano stamattina. Già ieri sera. Qualcuno storce il naso, perché la verità in fondo non la si può dire.

In ultimo, siamo aggrappati a Conte. E poi lo butteremo via. Questa è Italia.

Così è se vi pare…

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Calciomercato chiuso, allora Antonio ci spieghi perché sei andato via?

Antonio ti scrivo col cuore. Non ho ancora smaltito quel comunicato. Non ho ancora ben compreso quel gesto, quella mossa. Più i giorni passavano, più mi interrogavo sui motivi dell’addio. Praticamente una vita con Conte. Tredici anni da calciatore, tre da allenatore. Fra i più amati in campo, fra i più amati in panchina.

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Sono juventino fino al midollo. Ci fosse l’Avvocato in vita, mi giocherei volentieri il titolo di più bianconero, se ce ne fosse la possibilità. E mi sembrava di aver capito che lo stesso amore lo provava Antonio Conte per la Juve. Troppo doloroso lo strappo. Inconcepibile. A meno che…

Prima o poi, per il rispetto che si deve ai tifosi, a chi ti ha donato così tanto amore, dovrai spiegare l’addio. Pur se dovrai dire qualcosa contro qualcuno. Ma l’addio va spiegato. Facciamo passare magari qualche altro mese, ma così non te la cavi. Pena, perdere la stima e l’affetto di chi ti ha amato, difeso, elogiato, premiato.

Vidal e Pogba in rosa: quindi?

Uno dei primi motivi che mi ha lasciato amareggiato del tuo addio è stato il pensiero di dover rinunciare, in estate, a Vidal o a Pogba o, addirittura, a entrambi. Un dramma. Una perdita tecnica incalcolabile. E allora ha ragione Conte, dicevamo al bar, se poi vendono Pogba o Vidal o entrambi.

Ma non è successo. Non solo. La sensazione è che la Juve abbia fatto scudo e abbia rinunciato a importanti opportunità per entrambi. Nel tentativo, oggi, di prolungare, di proteggere il proprio patrimonio tecnico.

Quindi?

Antonio che è successo? Vidal e Pogba sono lì. Marchisio e Pirlo sono lì. Il motore della Juve è ancora lì.

Rinforzi sulle fasce e recupero di Pepe

Come confermato da Evra, il francese l’hai indicato e voluto tu. A questo ci sommo il recupero di Pepe, più la permanenza di Lichtsteiner che sabato mi è sembrato perfettamente in forma e perfettamente sul pezzo (a scanso di “giocatori logori o da cambiare”).

Detto diversamente, con l’acquisto di Romulo in panchina, la squadra è stata migliorata. E può sopportare anche il cambio di modulo. Forse manca giusto un difensore, ma Ranocchia non lo cedevano dopo che tu hai suggerito la scelta di Ogbonna (costato 12 milioni di euro).

Certo mi sarebbe piaciuto Di Maria, ma non siamo così stupidi da non capire che le cifre per Falcao e Di Maria, per Rodriguez o per Sanchez, fra cartellini e soprattutto ingaggi, sono per noi insopportabili. Certo mi piacerebbe andare su Messi, trattare Cristiano Ronaldo, ma nella vita bianconera abbiamo sempre sopperito al calciomercato col DNA Juve. DNA che, mi pareva, scorreva nel tuo sangue.

Io pretendo. Poi però mi rifaccio alla logica e continuo a supportare la Juve perché così si fa.

Morata e Coman

Pare che con Conte in panchina, Simone Zaza sarebbe dovuto rientrare alla base. Pare che Morata l’hai suggerito tu ed è stato preso, convinto anche Max Allegri sulle qualità dello spagnolo.

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Pare che questo Coman, valutato da Allegri, sia un bel prospetto. Addirittura pure per il presente, tanto che il colpo last minute in attacco è stato giustamente ignorato.

Giovinco, che gode di tua immensa stima, è rimasta. Llorente e Tevez sono ancora lì. Quagliarella (con cui hai avuto un po’ di problemi) e Vucinic (che ha giocato 1 partita buona su 10) non più. A parer mio ci siamo rinforzati.

Certo mi sarebbe piaciuto Falcao. Certo mi sarebbe piaciuto Rooney.

Quel contratto Flash della Puma: trattativa pregressa?

E poi mi frulla in testa una strana idea. Per il bene della Juve, anche contro le resistenze di Marotta e Andrea Agnelli, non si comincia una stagione e la si molla dopo solo un giorno di ritiro. Sa di scelta già fatta. Sa di ripicca. Assomiglia a una coltellata per tutto quanto comporta sulla programmazione estiva. Sulla programmazione degli allenamenti. Della squadra che ami. Almeno così dici.

Hai detto che eri stanco. Senza motivazioni. Che è praticamente impossibile se alleni la Juve, da juventino.

La verità, che mi frulla in testa, dopo il contratto delicatissimo firmato da Puma (prima ancora che da Tavecchio e Conte), è che tutto era pronto da settimane. E non hai avuto il coraggio di dire che stavi giustamente pensando a un’altra panchina. Dico giustamente, ma basta parlar chiaro come hai più volte chiesto davanti il microfono.

Un contratto di quel genere, già solo per questioni legali, ha bisogno di essere ben studiato, ponderato, ben scritto. Possibile che in pochi giorni sia stato perfezionato? O c’era qualcosa in ballo? O l’ufficialità si è avuta solo dopo l’ufficialità di Tavecchio?

E ancora.

Che razza di sorriso è quello che hai quando sei accanto a Tavecchio, sponsorizzato da chi due anni fa quasi ti faceva fuori dal calcio. Così ipocriti, il primo De Laurentiis, a riconoscerti i meriti sulla panchina Juve, a trattarti da uomo prima ancora che professionista. Forse, un po’ ipocrita anche tu: prima chiedi vacanze, poi come se nulla fosse accaduto.

E adesso? Ti prendi una responsabilità enorme. Chiedi a Lippi.

Soprattutto, chiedi forse troppo a chi fra i bianconeri ti ha amato, ti ha difeso, ti ha elogiato, ti ha premiato. A oggi, per me la Nazionale è ancora qualcosa che ha poco senso. Per me esiste solo la Juve. Nella Juve non c’è più Conte.

Per me, storia bianconera degli ultimi tre anni archiviata, non c’è più Conte.

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Lo strano caso dello strano caso di Barzagli

Numeri e prestazioni alla mano, Andrea Barzagli è di gran lunga il difensore più remunerativo degli ultimi 3 anni. Una continuità spaventosa unita a giocate degne dei migliori difensori della storia del calcio. Un autentico muro. Barzaglione, come è stato ribatezzato da molti tifosi bianconeri.

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Preso a zero euro dalla Germania, dimenticato da tutti, a 30 anni ha svoltato la carriera. Due scudetti consecutivi con la Juve, due Supercoppa Italiane e tantissime soddisfazioni tolte, compreso un campionato vinto da imbattuto. Per grosso suo merito, visto che la media voto del primo anno è stata bestiale.

In Nazionale le cose sono andate in linea col livello generale della Nazionale. Livello che, benché la presenza nutrita di bianconeri, non è certo equiparabile al livello della Juve. Due mondi differenti, due filosofie differenti. Eppure, oggi, arriva la puntata delirante de “lo strano caso di Barzagli”.

Opinionisti ai limiti dell’investigatore privato si improvvisano scopritori della verità assoluta e si chiedono come mai l’impiego di Barzagli in Nazionale è balbettante. Dimostrando memoria corta, ovviamente. Il retropensiero, nemmeno tanto velato, è che il ragazzo faccia il furbo per saltare le fatiche di Prandelli.

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Prima risposta, a pelle: lo diciamo da un po’ che i bianconeri dovrebbero non più andare in Nazionale. Questo Paese non merita il nostro sforzo. Che si arrangino da soli, visto questo tipo di trattamento.

Seconda risposta: ma quanto male ci fa la Nazionale? Ci stanca e ci rompe. Ci rompe nel senso fisico del termine visto che i problemi di quest’anno di Barzagli derivano proprio dagli impegni con la Nazionale. Probabilmente è un fattore medico o semplicemente, a 32 anni, Barzagli non riesce a gestire per bene l’impegno Juve-Nazionale. Io non faticherei di certo a scegliere da che parte stare.

Il punto è che l’attacco a Barzagli è vile e meschino. E’ lo stesso difensore che ci ha permesso di giocare una finale europea. E’ lo stesso difensore che sta permettendo di andare al prossimo mondiale. Inoltre, ci piacerebbe capire se questo dubbio vale solo per Barzagli o anche per altri tizi. Dai Totti e Vieri dei primi anni 2000 quando saltavano puntualmente le qualificazioni ad altre curiose assenze.

Un altro punto è che i club, specialmente quello preso continuamente in giro dalla Federazione, tendono a preservare i propri ragazzi da impegni che diventano più un disturbo che un piacere. Segno che molto, nella comunicazione, è stato fatto per allontanare un po’ di passione dalla maglia azzurra. Almeno è quello che è accaduto a me, come tifoso. Sempre i club tendono, detto in altro modo, a preservare i propri costi e i propri impegni. Ben più importanti, ormai, di amichevoli storiche.

E’ business amico mio, è business. Cioè quello che è diventato il calcio. Non certo per colpa mia.

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Arriva la sosta: Juve non fermarti

La sosta è sempre stata la peggiore nemica per Antonio Conte. La Nazionale è un freno, è un danno enorme. Distoglie l’attenzione, fa calare la soglia di cattiveria e ogni rientro dalla Nazionale, i bianconeri hanno sofferto.

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Questione di metodi, questione soprattutto di Antonio Conte.

Le partite che ci attendono sono durissime. Fiorentina, nel giorno dello scontro al vertice fra Roma e Napoli, e poi il doppio scontro col Real Madrid, fondamentale per coltivare il sogno Champions o accogliere il rischio dell’Europa che non conta.

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L’obiettivo è certamente il terzo scudetto consecutivo, ma un po’ tutti avevano avuto il sentore che in Europa si poteva fare di più e meglio dello scorso anno. Coi blancos siamo tutti curiosi di vedere la reazione della Juve.

Nell’ultimo match contro i rossoneri, Conte ha potuto vedere tutto il repertorio di quest’anno: gol subito dopo 19 secondi, reazione rabbiosa che ha annichilito il Milan, pareggio, vantaggio e poi l’ultimo clamoroso errore. Con la riscossa di Giovinco e la conferma che Pogba non può essere tolto dal campo per evidenti vantaggi in termini tecnici e di efficacia.

Appuntamento fra 10 giorni. C’è la Viola di Montella.

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L’ultima faticaccia, poi di nuovo in bianco e nero

Stasera sarà l’ultima faticaccia. Uomini prestati per scopi a me ignoti, uomini levati dalle cure maniacali di un sergente come Conte a ridosso di sfide importantissime. Il calendario, speriamo, verrà rivisto.

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Stasera la Nazionale sarà composta, presumibilmente, da 6 giocatori bianconeri e 5 rossoneri. Alla faccia di chi si è sforzato di dire che qualcosa è cambiato. Non è cambiato nulla perché la realtà è semplice da decodificare. Le squadre forti hanno giocatori italiani forti. La Juve li ha allevati, in gran parte, gli altri hanno giocoforza scommesso su qualche italiano. Bene così, meglio: bene per noi, male per altri.

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Non so se quelli che scenderanno in campo stasera sono i più forti italiani nel loro ruolo, di certo c’è che qualcuno dovrà ripensare la politica di italianità delle proprie rose.

Nel frattempo io continuo a pregare che 45 minuti posson bastare. Sai che mi frega di Prandelli e dell’Italia quando fra pochi giorni dovrò/dovremo affrontare i nerazzurri, poi il Bayern, poi il Pescara e poi di nuovo il Bayern. Sai che mi frega del verde, bianco e rosso dopo che vengo quotidianamente trattato in un modo malsano da stampa e TV.

Nel frattempo spero che nessuno si faccia male e i miei ragazzi tirino indietro fiato e gamba. Sai che mi frega dell’Italia: io tifo Juve dal 2006, solo Juve. Il resto non mi appartiene più.

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Regaliamo giocatori a una Nazionale che non ci merita

Otto bianconeri non potranno essere ai servizi di Conte. Otto titolari, in realtà sette più uno (se Giaccherini perdonerà questo nostro pensiero). Ma la storia non cambia molto. Senza la Juve non si fa l’Italia e anche stavolta Prandelli è aggrappato alla Juve. Il senso di ipocrisia di questo paesucolo è ormai insopportabile.

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In bianconero criticati, in Nazionale salvatori della patria. Qualcosa non torna, tranne per quelli che sono abituati a giocare due partite contemporaneamente, con regole proprie addirittura.

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Così Conte si ritrova, a pochi giorni dalla delicata sfida di Monaco (perché per preparare una simile partita non bastano due giorni), con la rosa sventrata. Quasi completamente sventrata da Prandelli.

Tre difensori, i migliori in Italia e fra i migliori in Europa se i numeri contano ancora qualcosa. Il miglior portiere al mondo. Il miglior regista al mondo insieme allo spagnolo Xavi. Uno dei centrocampisti più apprezzati al mondo come Marchisio. Poi Giaccherini e Giovinco.

Lo chiamano il blocco Juve o la chiamano anche ItalJuve, a me ormai non interessa più. Mi ritrovo a tifare contro per il motivo semplicissimo di preservare i miei beniamini da fatiche che non ci competono. Non ci competono perché il grado di sevizia mediatica a cui siamo destinati da un po’ di tempo non riesce a farci sorridere, a farci sentire orgogliosi di mandare otto giocatori in Nazionale. La Nazionale, di questo paesucolo, non la sento mia. Che ci posso fare? C’è solo la Juve, solo e soltanto la Juve. E me la portano via questo fine settimana per dare una mano a chi ci ha già rovinato una volta e vorrebbe rovinarci ancora: la FIGC.

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L’allenatore in tribuna: testo della FIGC, canta Prandelli

Non me l’aspettavo ed è un peccato. A Cesare Prandelli si deve riconoscere grande coerenza, ma poca forza contrattuale. Criscito via, contro la sua volontà, poi Bonucci dentro, perché fuori proprio non si poteva mandare. Le convocazioni sono tutte di Cesare Prandelli? Forse, probabile, di certo sfuggono alcuni parametri: Quagliarella fuori (e ci sta benissimo: riposati Fabio!) e Destro dentro (qualcuno sa il minutaggio di questo ragazzo che “ho scelto Zeman per il gioco”?).

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Quando Prandelli disse che l’affare Conte era davvero spiacevole e anche un po’ vergognoso la FIGC lo riprese a microfoni spenti e la conclusione è allora questa nuova strabiliante dichiarazione da parte del commissario tecnico:

L’allenatore in tribuna è il futuro del calcio.

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Ho sentito bene? Quindi per oltre 100 anni gli allenatori non hanno capito nulla. Ma guarda un po’…

Conte è allora un privilegiato, questo per nascondere l’ennesimo premio ritirato. Conte è un privilegiato e non lo sa, addirittura si rende vittima di un regalo da parte di Palazzi dal Palazzo: ma Antonio perché protesti?

Il concetto potrebbe pure essere buono per ragionare, ma la sostanza è davvero pazzesca, ai limiti del ridicolo. Conte fuori toglie molto alla Juve, così come l’allenatore fuori toglie molto alla squadra, alla partita. E la grandezza di Conte è semplicemente questa: pur fuori, pur in questa situazione, la Juve domina, continua a dominare, e addirittura migliora il trend dello scorso anno. E manca un top player in attacco.

In ultimo c’è un modo per Prandelli per dimostrare di aver detto quello che ha detto in totale libertà, senza cioè la regia occulta di Abete: vada in tribuna mercoledì sera, si sistemi nei box della RAI e… buona partita Cesare!

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ItalJuve? Posso dire che non sono d’accordo?

Siamo alle solite… arriva la Nazionale!

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Due Coppe del Mondo vinte con sangue sudore e lacrime di giocatori della Juventus che per 8/11 hanno sempre dato senso alla nazionale italiana.

Oggi arrivano le convocazioni per Italia Francia, eccole:

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Salvatore Sirigu (Paris St. Germain), Emiliano Viviano (Fiorentina);
Difensori: Davide Astori (Cagliari), Federico Balzaretti (Roma), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Zenit St. Pietroburgo), Christian Maggio (Napoli), Davide Santon (Newcastle);
Centrocampisti: Antonio Candreva (Lazio), Alessandro Diamanti (Bologna), Alessandro Florenzi (Roma), Emanuele Giaccherini (Juventus), Claudio Marchisio (Juventus), Riccardo Montolivo (Milan), Andrea Pirlo (Juventus), Marco Verratti (Paris St. Germain);
Attaccanti: Mario Barwuah Balotelli (Manchester City), Mattia Destro (Roma), Stephan El Shaarawy (Milan), Sebastian Giovinco (Juventus), Pablo Daniel Osvaldo (Roma).
Come sempre 8 (leggasi otto e si memorizzi otto!) giocatori della Juventus andranno a impegnarsi per il bene della squadra nazionale.
Ora io non so se c’è qualche norma che obblighi le società a contribuire, per forza, con i propri giocatori alle qualificazioni della nazionale ma io non sono d’accordo che questo avvenga ogni volta e con un numero così spropositato di giocatori solo da parte della Juve con il risultato che, sempre, i media, poi in campionato, ci sputino fango addosso.
Posso dirlo?
La Juventus è impegnata su tre fronti, Campionato. C.L. e Coppa Italia, ha dei traguardi prefissati e che potrebbero portare un incremento delle entrate alla Società che verrebbero reinvestite in acquisti, comproprietà ecc. ecc.
Scusa caro Agnelli ma se nello sventurato caso (mi tocco e faccio corna) di infortuni multipli ai tuoi giocatori durante queste passerelle che poi hanno portato a trionfi eccezionali, quasi per totale merito di noi Juventini, con chi te la prendi? E se i traguardi non verranno raggiunti e i “picciuoli” non entreranno in cassa i 14.000.000 di sportivi e tifosi della Juventus avranno  o no il diritto di essere fortemente incazzati? Soprattutto perchè quando c’è da infangare lo sport nazionale è:” tutti addosso alla Juve’”?
Comincia a mettere dei paletti… volete giocatori per la nazionale… ok al max 3/4 oppure inventati qualcosa ma così non si può andare avanti.
La federazione che ci spacca i maroni ad ogni piè sospinto con i suoi accoliti non arrossisce nemmeno un attimo? Da un lato mette in campo farse vomitevoli e dall’altro ci considera guerrieri invincibili.
Ma come siamo combinati? lo vogliamo dire una volta ogni tanto: no grazie non si fa più credito a nessuno?
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Solita manfrina: il solo blocco Juve non basta

Strana manfrina quella dei tifosi della Nazionale. Almeno quelli che si vantano di aver tifato Italia, salvo poi discriminare fra bianconeri, giallorossi, biancocelesti. Non riusciamo a inserire nel discorso altri colori in quanto assenti nella pratica.

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La cosa più sconcertante, tranello in cui è caduto pure Prandelli, è il pensare di schierare il blocco Juve e ottenere in automatico la vittoria o la bella prestazione. Come se si trattasse di una qualche formula magica. E dire che Matri non è in formissima e Chiellini sta recuperando, altrimenti da 7 passavamo praticamente a 9. Ma che senso ha tutto questo? Compreso quello di un modulo con un Maggio che è sempre l’uomo in più degli avversari e di un Ogbonna non all’atlezza, nonostante il sostegno della RAI.

Che poi la soluzione è sempre la solita: se si vince è merito dell’Italia, se si perde allora il blocco Juve ha toppato. Con curiose teorie in merito al flop.

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L’unica vera teoria è la seguente. Vittima di una Federazione che lavora solo per poche squadre, le solite, Prandelli è caduto nel vortice del non-pensiero italiano. Mentre Palazzi si dimentica del vero calcioscommesse, quello che riguarda pure le milanesi e il Napoli, e Abete continua a cambiare posizione su Juve e FIGC, Prandelli è costretto ad appellarsi alla Juve. E i bianconeri, con un gesto che non condivido assolutamente, prestano tutta la colonna portante del progetto di Conte. Come se bastasse questo.

Pure il modulo è uguale, solo che non è uguale l’ambiente, solo che manca un condottiero in panchina, o in tribuna fate vobis. Manca il tremendo lavoro quotidiano che gli juventini sono costretti a completare, mancano le lezioni tattiche di Conte. Manca, in un solo vocabolo, la Juve.

Questa squadra della FIGC, cui purtroppo Agnelli presta il fianco, esprime il livello del calcio italiano. Vuota dei migliori club di Serie A, almeno sulla carta, e vuota di evoluzioni tattiche. L’unica evoluzione tattica è quella di Conte, e basta ascoltare Arrigo Sacchi che non è mai stato generoso nei confronti dei bianconeri. Ma la realtà stavolta è netta, chiara, precisa: oltre la Juve in Italia non si pratica calcio. Ci sta tentando Stramaccioni, ma l’ambiente è quello sbagliato. Ci sarebbe “tutti all’arrembaggio di Zeman”, ma la Bulgaria avrebbe festeggiato con gli schemi di un uomo che in 30 anni ha vinto meno di Carrera (con all’attivo solo 3 partite). Ci sarebbe Guidolin, ma la sua Udinese di italiano ha solo il nome. Ci sarebbero molte altre cose, il problema è che c’è soltanto un uomo che insegna calcio: si chiama Antonio Conte e in questo momento è braccato dalla FIGC. Tu guarda il destino beffardo…

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