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Tag: nocerino

Milan – Juventus 1 a 0. Gol di Rizzoli. Ora finitela di rompere con il gol di Muntari

Un giorno prima dell’incontro di cartello, Milan-Juventus, Luciano  Moggi rilascia un’intervista (http://sport.virgilio.it/calcio/milan-juventus-moggi-contro-designatore-braschi-perche-hai-scelto-rizzoli-come-arbitro.html) in cui dichiara: “Il primo ad essere imbarazzato sarà l’arbitro stesso, scendere in campo con l’aureola di “juventino” può portarlo a decisioni opposte rispetto alle precedenti, in caso di incertezza”.

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Mah… ho la sensazione che Moggi sia in realtà il Mago di Taormina… una ne pensa e una ne indovina.

Premesso che la mia Juve ha replicato, purtroppo, il match giocato contro i prescritti e che quest’anno è e sarà ben diverso dal precedente, per cui ci si dovrà abituare alle sconfitte e che solo a sprazzi, nel secondo tempo, ha giocato su standard sufficienti  e che non discuto sui tre punti persi, sia chiaro, persi  solo i tre punti perché, alla fine, di questo si tratta, poiché il Milan non ha meritato alcunchè, focalizzo la mia analisi sui fattori esterni alla partita.

Scelta di Rizzoli: mente sopraffina quella di Braschi e ha ragione al 100% Moggi quando ha paventato quello che poi effettivamente è accaduto. Da ricovero Braschi.

Arbitro Rizzoli: dopo quattro errori quattro, uno più pacchiano dell’altro, va messo indiscutibilmente a riposo per sei mesi…

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Scelta dei giocatori da mandare in campo: Conte ha avuto le visioni e ha mandato in campo tutti quelli che non dovevano giocare…mi chiedo perché Giaccherini, Pogba, Lichsteiner, Pepe, Padoin (poi entrato), Marrone, ecc. non si utilizzino facendo leva sulla rabbia agonistica di chi, per un motivo o per un altro, morde sempre o quasi la panchina…

Media e Stampa: Stamattina nessuno parla di scandalo, cfr. Napoli Juventus di  Super Coppa, e tutti scrivono di rigore dubbio…cazzo ma non vanno in stampa alle 2 di mattina i giornali? Tutte le redazioni avevano le TV spente?

Marotta: dichiarazioni post partita, per una volta, azzeccatissime e signorili, direi spiazzanti… Unica nota positiva della giornata.

Il match?  Lo lascio giudicare a Ing, Iojuventino, ecc… io sarei troppo scurrile…

Dimenticavo… le sconfitte ci possono stare, sempre e comunque, ma mi piacerebbe essere sconfitto da chi è evidentemente migliore di me e che mi impedisce di vincere…così è fin troppo facile farsi male.

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Italia-Inghilterra, cosa cambiare tatticamente

Dopo l’esperimento della difesa a tre, fatta un po’ per necessità e un po’ per sperimentare, l’Italia di Prandelli è tornata alla difesa a 4, con la paradossale conclusione che nella terza gara abbiamo giocato peggio, ma abbiamo fatto tre punti.

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Non ci siamo fermati al pareggio, come era accaduto nelle prime due gare. Ma cosa cambiare in vista dell’Inghilterra? Prandelli sembra voler puntare di nuovo sulla difesa a 4, e in questo senso fa bene: l’Inghilterra vista in questo Europeo ha fatto della compattezza e delle ripartenze le sue armi migliori. Una difesa a 4, più coperta rispetto a quella a tre, è sicuramente quello che ci vuole per limitare le ripartenze di Young e compagni.

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Nello stesso tempo però lì in mezzo si ripresenta un bel problema: Marchisio sta correndo per tre, con De Rossi e Pirlo che stanno costruendo. In un centrocampo a tre sarebbe perfetto Nocerino, soprattutto tenendo conto dei cali fisici avuti dagli azzurri nel secondo tempo, in particolare contro la Croazia. Il centrocampista del Milan farebbe benissimo contro Gerrard e Parker, ma difficile togliere De Rossi, direi impossibile. Proprio per questo, per sopperire alla mancanza di corsa (ma non che De Rossi non corra, sia chiaro), Prandelli ha scelto come trequartista Thiago Motta, che trequartista non è: lo ha fatto per garantire equilibrio, e lo farà ancora, a meno che il centrocampista del PSG non dia forfait a causa di un problema muscolare: a quel punto favoritissimo Montolivo, che trequartista non è!

Sarebbe bello vedere Giovinco o Diamanti, entrambi saltano l’uomo, e in questo utlilissimi, visto che l’Italia non ha mai fatto gioco: potrebbero creare quella superiorità numerica indispensabile quando si gioca contro una squadra schierata come l’Inghilterra, che concede pochi spazi. Secondo me sarà questo il maggiore problema degli azzurri. Davanti Cassano, inamovibile e non si sa ancora la ragione, e probabilmente Balotelli, solito rebus. Mario deve giocare come sa (possibilmente non spalle alla porta), e non come sanno gli altri: i difensori inglesi lo conoscono, anche caratterialmente, e non escludo che possa essere provocato: occhio a Terry.

Preferirei vedere Di Natale, che garantisce sempre la profondità, e con i suoi tagli può sicuramente mettere in difficoltà una difesa statica come quella inglese, fatta di giocatori non proprio veloci. Rinuncerei a priori a giocare con lanci e cross, bisogna mettere in difficoltà gli inglesi con la palla a terra. E Cassano con Di Natale potrebbero farlo benissimo. A volte bisogna fare scelte impopolari, e in questa gara vedrei benissimo Nocerino in mezzo al campo, Giovinco o Diamanti dietro le punte, e Di Natale in attacco. Un pò come la Germania che contro la Grecia ha cambiato 3/4 del reparto offensivo, senza perdere quella vocazione che l’ha contraddistinta nelle prime tre gare.

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Italia-Croazia 1-1 L’incapacità di essere superiori

A leggere i commenti, soprattutto a leggere i tweet dei tifosi, almeno di certi tifosi, la situazione dell’Italia appare fin troppo chiara. Lo stage? Non scherziamo, alle volte lo stage non serve nemmeno agli studenti per lavorare bene, figuriamoci a dei calciatori professionisti.

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La verità, lapalissiana, è che questa squadra è stata costruita sul nulla. Poi magari Prandelli e gli altri ci stupiranno, ma finora molte cose sono chiare.

Il centrocampo è tutto affidato alle invenzioni di Pirlo. In realtà è proprio l’unico schema esistente, sottolineato più volte dalle precarie telecronache della RAI: “palla a Pirlo, aiutaci tu!”. Davvero deprimente per chi pensava di recitare un ruolo di prima piano. E si prova perfino a giudicare questo fenomeno che tutti ci invidiano. “Sotto tono”, “addirittura inconcludente” per certi fenomeni opinionisti. In realtà Pirlo è davvero solo, unico talento cristallino in mezzo a un mare di mediocrità. Mediocrità che diventa qualità solo quando entrano in azione certi media e certi giornali.

Sotto Pirlo solo Marchisio, l’unico a meritare davvero un voto pieno, sicuramente più che soddisfacente. Di fatto Marchisio è stato il più pericoloso nella partita contro la Croazia: un bolide da fuori, un altro bolide da fuori, poi una incursione e quella doppia occasione con doppio miracolo del portiere.

Cassano e Balotelli, fortemente voluti da Prandelli, sono assolutamente impalpabili. Davvero poca roba rispetto agli altri attacchi che fin qui abbiamo ammirato, a parte qualche sorpresa in negativo. Balotelli e Cassano che rischiano di far perdere ogni scommessa possibile a Prandelli. Di Natale appare in palla, ma certo è poco e male innescato e non può fare il miracolo a pochi minuti dal termine. E con Giovinco a fianco non si capisce più qual è lo schema o come l’Italia dovrebbe scardinare le difese avversarie. A parte che non si capisce perché Giovinco dovrebbe incidere negli ultimi 7 minuti di una gara mai veramente giocata nel secondo tempo.

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Maggio e Giaccherini finiscono per pagare le colpe di tutti: nomi piccoli e quindi la stampa se li divora. A torto però, perché i due ci stanno mettendo tanto cuore e corsa. Maggio nel suo ruolo, Giaccherini no. Il bianconero è costretto in quella posizione per assenza di alternative. Questo perché Prandelli non ha nemmeno capito che tipo di giocatori portarsi. Se 3-5-2 doveva essere perché non scegliere qualche esterno d’attacco?

E se 3-5-2 doveva essere perché rinunciare a difensori che lo sanno interpretare al meglio? Copiare la Juve, senza avere la rosa della Juve, è un esercizio davvero stucchevole. Thiago Motta sta galleggiando in un centrocampo dove Pirlo sta facendo di tutto, ma che tutto davvero non può fare. Oscurando peraltro il povero Marchisio che avrebbe testa e gambe per buttarsi dentro ed essere più pericoloso. La scelta poi di affidarsi a Montolivo appare completamente insensata: c’è Nocerino, più incursore e grintoso, perché non usarlo? A parte che, con Marchisio, è risultato uno dei migliori centrocampisti d’attacco del campionato.

Avremmo avuto bisogno di un De Rossi proprio nella posizione di Montolivo, ma sfortunatamente non abbiamo, o non vogliamo puntare, su altri centrali se non Barzagli. Spostando Bonucci su un ruolo che non è il suo, altro clamoroso errore. A proposito: ormai Barzagli è pronto, ma è l’Italia che non è più in gioco. Mi chiedo a cosa sia servito rinunciare a priori di un difensore pensando di non sostituirlo.

E così l’Italia scivola su una Croazia che ci ha messo più grinta, più voglia. L’attacco azzurro inconsistente ci rende impotenti e il gol finiamo per prenderlo. Per un grande fraseggio (quello spagnolo) o per un errore individuale (quello di Chiellini, ieri sembrato in condizioni non ottimali dopo l’affaticamento muscolare).

E i tifosi se la prendono con… tutti, meno con chi forse ha le maggiori responsabilità. Tipo Prandelli che ha puntato tutto su Cassano e Balotelli nonostante i due non hanno mai dato segno di poter sopportare simili responsabilità. E viene ora in mente tutta la lista di nomi fin qui non utilizzati o, addirittura, lasciati a casa. Manca una boa centrale e purtroppo in panchina ci sono piccoletti o attaccanti di altro tipo. Attaccanti che non sappiamo utilizzare perché del tutto fuori ruolo in uno schema invariabile. Una rigidità che non è nella cultura di Prandelli. Scelte che erano sembrate arrangiate e che ora confermano questa sensazione.

Ma gli italiani non vedono. Addirittura proteste su Webb (l’arbitro che forse ha fermato un fuorigioco a 50 metri dalla porta avversaria) e nessuna presa di coscienza sul fatto di essere una Nazionale povera di idee, in preda a scelte popolari e populiste perché i giornali vogliono questo. Così si è parlato per due giorni dei “frosci” di Cassano, mentre ora si fa fatica a individuare problemi tecnico-tattici. In fondo siamo il paese del gossip, siamo il paese dove il merito è solo una opzione. L’ultima possibile.

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Non parliamo di moviola… e ti credo!

Oggi la Cazzetta Rosa e già ieri in TV è stato lanciato un invito: “parliamo di calcio giocato, basta polemiche”. Tutto corretto se non fosse che questo invito deve nascondere l’ennesima giornata a favore per le milanesi.

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Toni distesi, la Cazzetta rinuncia alla moviola per il Milan, mentre si dimentica un paio di cosette per l’Atalanta di Milano, quando per 5 giorni ci hanno massacrato i genitali con il mani di Pirlo.

Inoltre hanno ancora massacrato sul possibile rigore di Denis, che rigore non è, dimenticandosi un dettaglio: il fuorigioco di Denis nella stessa azione. Dimenticando pure il non fuorigioco di Matri, ma sono dettagli. Guarda caso tutti a favore nostro.

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E poi ci sono i dettagli dimenticati.

Il mani di Nocerino che trae enorme vantaggio (il Milan segna!), ma non è stato visto e se l’arbitro ha visto probabilmente non funzionava il fischietto; il fuorigioco di Pazzini non segnalato e il non fuorigioco di Klose segnalato; l’assenza di moviola sul gol di Robinho; il gentiluomo Lucio. Troppe coincidenze per non pensare a una regia.

Anche perché sui giornali non si dà spazio allo sfogo di Reja, né a quello di Tesser. Si sono dimenticati di stampare il tutto?

Ma tant’é: questa settimana non si parla di moviola. D’accordo, parliamo di calcio giocato. Perché allora, ancora una volta, al fogliaccio rosa preme sentenziare che la squadra più forte è il Milan? Non che mi interessi lo stupido gioco dei bambini “io sono più forte di te”, ma esiste una classifica, esiste un punteggio e una dignità. Ah ecco: ecco cosa manca in questo paese. Buon girone di ritorno a tutti i tifosi, noi ci siamo leggermente avvantaggiati, chiediamo scusa!

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Amauri via: è il regalo di Natale dell’italobrasiliano

E’ il suo regalo di Natale, certamente gradito dai più.

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A Natale si è tutti più buoni? Sì, e allora ecco che Amauri va via: lascia la Juve dove non ha mai praticamente né convinto né accesso gli entusiasmi. Tranne quella sciagurata estate quando la Juve diede Nocerino e una barca di soldi al Palermo per un attaccante che di lì a poco avrebbe risolto pochissime partite e inanellato una delle strisce più ridicole nella storia degli attaccanti bianconeri.

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Problemi di personalità, perché la tecnica è veramente buona e il fisico è da granatiere. Problemi di personalità perché quella maglia, come diceva Trezeguet, non pesa effettivamente 300 grammi, ma quintali. E per sopportarla servono spalle robuste. Ah… David Trezeguet, lui sì che è stato uno da Juve. E per come la vedo io, e nessuno me lo toglie dalla capoccia, David Trezeguet ha dovuto lasciare la Juve a causa proprio di Amauri e anche di Iaquinta. Secco e Blanc, per non parlare poi di Ranieri, erano davvero convinti di poter fare a meno di uno degli attaccanti più forti degli ultimi 30 anni. Ne abbiamo forse pagato le conseguenze?

Amauri va via: Genoa, con Preziosi che sta tentando di convincerlo con un sostanzioso stipendio, oppure estero. Francamente poco mi importa.

Ha eredito indegnamente l’11 di Nedved. Una sorta di sacrilegio. Ha rifiutato il trasferimento (più volte) nella sessione invernale, obbligando la Juve a rifare i conti del proprio pallottoliere. Questione di un ingaggio mostruoso accordatogli da chissà chi (leggi Blanc). Io lo avrei regalato a Ranieri, sai che ridere…

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Amauri: dove vai se l’offerta non ce l’hai?

Pagato 22,5 milioni di euro, prelevato con contanti freschi più il cartellino di Nocerino, Amauri è uno dei tanti acquisti sbagliati, o non riusciti, della Newventus (leggi Juventus postCalciopoli di Blanc+Secco+Elkan).

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Numeri da far rabbrividire pure un ragazzino di 17 anni all’esordio assoluto in Serie A. Doveva spaccare il mondo, invece…

Per risalire a un attaccante così evanescente bisognerebbe ripescare dalla memoria Juan Esnaider, un attaccante argentino che nella Juve riuscì nell’impresa di giocare 16 partite e segnare 0 reti!!!

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Amauri ci è andato vicino. Anzi, proprio nell’ultima stagione Amauri ha timbrato il cartellino 9 volte e segnato… 0 reti, appunto!

Peccato perchè i primi mesi furono positivi: 20 partite e 12 reti, poi il buio più assoluto! L’anno scorso in 30 partite mise a segno solo 5 reti. E probabilmente la sua presenza ha oscurato Trezeguet, ma questo è un altro discorso.

Ora la Juve si appresta a una grande minusvalenza, ma c’è un problema.

Chi prenderà Amauri? Soprattutto visto il contratto oneroso da più di 3 milioni di euro netti all’anno?

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Le 5 più clamorose svendite della Juventus negli ultimi 5 anni

Nella precedente puntata abbiamo visto i 5 più clamorosi flop del calciomercato della Juventus, a parziale giustificazione di questi anni bui post Calciopoli.

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In questo articolo invece sposteremo l’attenzione sulle (s)vendite della vecchia dirigenza. Perché comprare è importante, ma come insegnava Moggi, vendere lo è di più!

L’idea che mi ha spinto a pubblicare questo articolo è stata la recente convocazione di Prandelli dove figuravano ex-juventini ed ex-obiettivi bianconeri. Se qualcuno avesse intuito l’importanza di certi giocatori, a quest’ora la Juve avrebbe una Nazionale intera al posto di una rosa affastellata in un modo disordinato (appunto!).

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Partiamo.

  1. Domenico Criscito (5,5 milioni di euro per la compartecipazione; 6 milioni di euro per la risoluzione). Subì un fallo da Totti, ma non venne fischiato. La Juve subì il pareggio e poi la rimonta della Roma. La partita finì 2-2, ma a fine primo tempo Ranieri mise fine all’avventura del 20enne Mimmo Criscito alla Juve. Un colpo di genio. Sì perché il Genoa si assicurò le sue prestazioni da gennaio di quell’anno per 1 solo milione di euro e Gasperini lo inventò terzino di spinta. Oggi è nel giro della Nazionale e rischiestissimo, mentre la Juve è sempre in cerca di un terzino sinistro;
  2. Federico Balzaretti (3,8 milioni di euro). Svenduto alla Fiorentina dopo che il buon Federico aveva seguito la Juve pure in B mettendoci un grande cuore, tipo un veterano. Capello lo scelse da un Torino fallito e ne fece un buon terzino. La Juve cerca ancora un terzino degno di tale nome. Prandelli lo convoca sempre, mentre a Palermo si parla di lui come il prossimo capitano. E’ stato uno dei terzini più prolifici dello scorso campionato;
  3. Antonio Nocerino (7,5 milioni di euro). Arrivò alla Juve dal Piacenza, dopo uno spettacolare campionato di Serie B. Buona Olimpiade e ottimo primo anno bianconero dove aveva scalato le classifiche facendosi preferire a Tiago e Almiron e giocando perfino al posto di Camoranesi all’occorrenza. Venne mandato a Palermo nell’operazione Amauri. La Juve in quel ruolo comprò poi Poulsen, Aquilani, Felipe Melo: sicuri che il rendimento di Nocerino sarebbe stato inferiore a questi tre?
  4. Sebastian Giovinco (3 milioni di euro per la compartecipazione). E’ forse il talento più puro e mal gestito degli ultimi 15 anni italiani, insieme a Giuseppe Rossi.Trequartista naturale, grande spunto e ottimo in fase di assist. Ranieri lo fece giocare largo a sinistra, poi sempre in panca, poi quasi fuori squadra. Nonostante Trezeguet e Del Piero ne invocavano l’utilizzo, nonostante Camoranesi parlasse benissimo delle sue doti, nonostante i tifosi lo volevano in campo a tutti i costi. In lui rivedevano il primo Del Piero, ma Ranieri lo bruciò e poi Ferrara non seppe recuperarlo. A Parma si è ritrovato. Solo 3 i milioni di euro che Ghirardi ha dovuto sborsare per metà del suo cartellino. In Spagna Pedrito viene giudicato intoccabile… Prandelli lo considera un punto fermo della prossima Nazionale;
  5. David Trezeguet (0 euro + 2 milioni di euro per il giocatore). A gennaio 2011 Marotta fu costretto a cercare un attaccante in grado di buttarla dentro. Quagliarella aveva retto quasi da solo l’intero reparto d’attacco, Amauri non segnava nemmeno aiutato, Iaquinta alternava una prestazione buona con tre o quattro tribune. In Spagna, dove era stato spedito a 0 euro più 2 milioni di euro di buonuscita, Trezeguet aveva già segnato 10 gol all’Hercules. Iaquinta e Amauri tenuti, Trezeguet, ultimo grande bianconero vero, ceduto gratis. Qualche errore di valutazione?

Me ne dimentico qualcuno?

La prossima puntata sarà dedicata agli affari mancati della Juventus in questi ultimi 5 anni.

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Nazionale Italiana: quanta Juve?!

Stavo rileggendo le convocazioni del Commissario Tecnico Cesare Prandelli, uno che ha vestito la maglia bianconera e uno che la Juve l’ha già sfiorata nel 2004 (Moggi propendeva più per Deschamps, in verità, ma poi arrivò Capello, trattativa lampo chiusa in 48 ore). E stavo riflettendo su quel senso di pazienza e di attesa che i tifosi bianconeri hanno un po’ smarrito. C’è da mangiarsi le mani, c’è da rimproverare una dieci cento volte chi ha gestito in malo modo una rosa che, ad oggi, poteva realmente essere molto competitiva. Un progetto cominciato soltanto a parole, mai nei fatti. L’aveva già capito Deschamps quando si sfogò in quel modo rassegnando le dimissioni. E serviva ascoltare la sua intelligenza per tenersi stretti molti giovani, serrare i denti e vivere un paio di anni di transizione in attesa di una crescita collettiva che è poi effettivamente avvenuta.Chiariamo subito di cosa stiamo parlando.

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A rileggere le convocazioni saltano in mente subito un paio di dettagli:

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  1. nonostante tutto, sono ben 6 i giocatori che militano nella Juventus di Gianluigi Del Neri: Buffon, Bonucci, Chiellini, Aquilani, Marchisio, Matri. A questi potrebbe essere aggiunto tranquillamente l’infortunato Quagliarella che avrebbe meritato la convocazione (fra l’altro, è suo uno degli ultimi gol della Nazionale di Prandelli);
  2. sono ben 5 gli ex bianconeri, di quelli che la Juve l’hanno vissuta per poco o per pochissimo o abbastanza per conoscerne bene il reale valore: Federico Balzaretti (lanciato da Capello ed elemento fondamentale per la stagione in Serie B), Domenico Criscito (bruciato, che sia maledetto, dal tecnico Claudio Ranieri e ora conteso da mezza Europa), Gastaldello (per lui pochissime apparizioni in età giovanile), Antonio Nocerino (6 mesi da grandissimo nel primo anno di Torneo Aziendale, riuscì a scavalcare nelle gerarchie interne Almiron e Tiago, niente di che! Poi venne scambiato per Amauri), Sebastian Giovinco (uno che se fosse in Inghilterra sarebbe già titolare della Prima Squadra, invece a Torino devono ancora decidere che farne del suo cartellino, e cercano ancora un erede di Alessandro Del Piero);
  3. ci sono, infine, ma qui giochiamo al fantacalcio, alcuni personaggi che Marotta ha direttamente trattato o ai quali Marotta ha pensato durante i 50 giorni di trattative frenetiche di luglio-agosto 2010: Giampaolo Pazzini e Giuseppe Rossi.

Escluso il punto 3, i primi due punti sono inattaccabili. Basti pensare soprattutto ad alcuni nomi tipo Criscito e Balzaretti e Sebastiano Giovinco per capire come la Juve abbia gettato al vento opportunità rarissime. Gente da Juve, gente fondamentale per la costruzione, gente che poteva tappare gli enormi buchi riscontrati in questi anni. Gente che in quei ruoli poteva realmente essere protagonista, oggi che la Juve cerca proprio quel tipo di giocatore. Cioè due terzini e uno in grado di dare il cambio di marcia in fatto di qualità. E pensando a loro mi chiedo perché tutti si affannano a sputare concetti quali “pazienza”, “serve programmazione” se poi nessuno li mette in pratica. Troppe parole, pochi fatti.

Adesso la Juve deve rincorrere tanti nomi costosi, tanti nomi che potrebbero incrementare la qualità della rosa. A costo zero i campioncini se li era costruiti in casa, frutto delle scelte e del talento di Luciano Moggi e di una Primavera eccezionale, come pochi settori giovanili in Italia. Ma c’è davvero la voglia di investire nei vivai? I fatti dicono di no.

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