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Tag: nordsjaelland

La Juve in Champions: come il campionato scorso

Solo sei partite, ma un parallelo è comunque possibile. Stessi dubbi di un anno fa quando Conte cominciò la sua avventura in bianconero in un campionato dove la Juve doveva semplicemente fare meglio dei due anni precedenti. Migliorare il settimo posto, ecco la missione che si chiedeva a Conte. Ma dalla prima giornata, tranne qualche piccola parentesi rossonera, il dominio bianconero è stato tanto sorprendente quanto netto.

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In un girone complicato, col solo Nordsjaelland a fare da materasso, la Juve doveva convincere un po’ tutti, forse per prima se stessa. Società e Conte erano curiosi di capire che tipo di forza poteva avere una creatura nata appena 12 mesi fa e già al cospetto con squadre rodate e anche parecchio più forti nella storia recente. I campioni d’Europa e gli ucraini sconfitti solo dal Barca in Europa e con un ruolino da brividi in campionato.

Tre pareggi, molto diversi fra loro. Grande esordio con il Chelsea con una traversa finale che ha lasciato l’amaro in bocca. Un secondo tempo spumeggiante di fronte ai detentori del titolo, con una rimonta spettacolare. Una Juve che ha subito probabilmente l’emozione di tornare a sentire la musichetta. Poi un altro pareggio, con una Juve stavolta sorpresa da Lucescu e ingabbiata dalla propria condizione fisica provata da ritmi a cui non era più abituata. Poi ancora un pareggio, il più deludente, contro i danesi. Tre punti in tre partite, roba da Del Neri, roba da una Juve non ancora pronta per un simile palcoscenico. Almeno così diceva la critica. E forse qualcuno di noi la pensava veramente così.

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Ma Conte e la Juve di Conte sanno esaltarsi nelle difficoltà. Senza rigori, senza praticamente aiuti arbitrali, la Juve distrusse ogni tipo di avversario lo scorso anno e già a ottobre si trovava a dover vincerle tutte in Europa per passare il turno. Sfida affascinante.

Tre schiaffi al Chelsea, con i bianconeri in condizione maestosa. Un atto di forza che molti hanno subito capito: la Juve c’è, c’è anche in Europa, c’è perché la Juve ha trovato la propria dimensione e consapevolezza indipendentemente dalla manifestazione a cui partecipa o dall’avversario che deve battere. E la Juve gioca per battere tutti. Il Nordsjaelland è stata cosa facile, ma contro lo Shakhtar facile non lo era di certo.

Eppure è arrivata un’altra prestazione molto convincente, molto di più dei 3 punti intascati e del girone vinto. Con gli ucraini si è completato un piccolo percorso di ulteriore crescita, fatto di esperienza, fatto di presenze, fatto di sfide interessanti e pregnanti. Con numeri esaltanti. Seconda miglior difesa europea, alle spalle del PSG che però ha giocato contro ben altri avversari; terzo miglior attacco per tentativi in porta (anche meglio del Barca).

Ora gli ottavi dove la Juve prenderà una delle 6 secondo disponibili. Chiunque arriverà troverà una squadra pronta, come dimostra il sondaggio spagnolo secondo cui i tifosi madrileni eviterebbero volentieri proprio la Juve. Casa dolce casa…

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Juventus – Nordsjaelland 4-0, le pagelle

La facile vittoria di ieri ha fatto capire ancora di più che se la Juventus non dovesse qualificarsi la colpa è solo sua. Perchè il pareggio dell’andata, risultato già bugiardo, è stato smentito ancora di più dalla differenza di qualità che si è vista ieri: all’andata abbiamo sbagliato approccio, e questo può costarci caro. Bisogna vincere col Chelsea e almeno pareggiare con lo Shakthar.

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Buffon: un solo intervento, al 62′. VOTO 6

Barzagli-Bonucci-Chiellini: i tre difensori li metto tutti insieme perchè hanno veramente dovuto solo amministrare, visto che tutta la Juve schiacciato l’avversario e non ha mai concesso una concreta possibilità di ripartenza. VOTO 6

Pirlo: bellissima prestazione, come al solito fa gioco quasi da solo. Aperture a memoria, ma anche dribbling nello stretto: splendido l’assist per Giovinco. VOTO 7

Marchisio: per me il migliore con Pirlo, apre le marcature e con i suoi inserimenti taglia in due la difesa avversaria. Peccato per l’ammonizione, fallo non cattivo il suo. VOTO 7

Vidal: aggressivo, come ai vecchi tempi. Non si ferma mai, e trova anche il gol addirittura andando in pressing in scivolata. VOTO 6,5

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Isla: stavolta deciso, si propone puntualmente, assist per Marchisio e tanti palloni giocati. Sta prendendo confidenza, può essere importante. VOTO 6,5

Asamoah: un paio di buoni spunti, ma meno propositivo di Isla. VOTO 6

Giovinco: vuole segnare e ci riesce con bellissimo destro. cerca spesso la giocata personale, ma a volte esagera. VOTO 6,5

Matri: nel primo tempo sfortunato con la traversa, nel secondo si mangia un gol fatto. Ha perso una buona occasione. VOTO 5

Pogba S.V.

Quagliarella: entra e segna. Buon segnale a Conte. VOTO 6

Lucio S.V.

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Juventus-Nordsjaelland 4-0 La Juve non stecca

Qual è la differenza fra la Juve delle scorse partite e la Juve in Champions? L’orgoglio ritrovato. E l’orgoglio non ti fa sentire mai sazio, mai appagato di quanto fatto. Dobbiamo forse dire grazie ai nerazzurri se la Juve d’ora in avanti riuscirà a ritrovarsi. Sì, sembra strano dirlo, ma lo diciamo: riuscirà a ritrovarsi.

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Sembra strano perché questa squadra ha fatto qualcosa che nessun’altra squadra ha fatto con simile facilità: 1 sconfitta ogni 52 partite, avversari massacrati, tanti gol fatti e tantissimi che poteva fare, pochissimi gol subiti, pallino del gioco, possesso palla, campioncini in mostra. Sebbene sia l’attacco il problema registriamo pure cifre interessanti: 5 gol per Quagliarella in 10 presenze, 4 per Giovinco e Vucinic, 1 per Matri. Poca roba vero, ma se fosse stata tanta roba questa squadra avrebbe già chiuso i conti sia in Champions sia in campionato… e dove sta il gusto della sfida?

Ancora a segno Vidal, segna pure Giovinco. Il cileno è al terzo gol consecutivo, sempre più cannoniere stagionale. A leggere la media voto viene da sorridere: non ha ancora dato il meglio di sé, insomma non è il Vidal che tutti abbiamo conosciuto lo scorso anno. Pirlo sta macinando i soliti numeri: oltre 130 palloni toccati, ancora 90 minuti completati, tantissimi chilometri percorsi. E se l’appannamento di inizio stagione fosse stato solo il normale decorso post-preparazione di Conte?

Bene Isla: la gamba è quella giusta, e comincia pure ad assimilare quella sana voglia di accentrarsi, di attaccare l’area e di essere determinante in fase offensiva. Al netto del Nordsjaelland, è certamente l’ala che ci serve. Ora basta che continui a migliorare forma e integrazione negli schemi di Conte.

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La Juve è piaciuta per il tipo di atteggiamento. Pressing aggressivo come vuole Conte, squadra molto alta al punto che a tratti era molto allungata nei 100 metri e questo non è certo un bene. Difesa molto attenta, forse favorita anche dalla pochezza dell’avversario, ma dal centrocampo in su si sono rivisti i movimenti rabbiosi dei centrocampisti e la giusta voglia degli attaccanti di partecipare al pressing e alla manovra.

Gran gol di Giovinco che però deve migliorare dal punto di vista della serenità. Continuo a ripetere che il meglio di sé Giovinco lo può dare partendo dall’esterno, come il primo Del Piero. Non è fatto per giocare spalle alla porta: Sebastian vuole spazio, ha bisogno di ricevere la palla pronto per puntare verso il centro o verso il fondo. E’ uno dei pochi in grado di saltare nettamente l’avversario e servire palloni interessanti. Troppa cattiveria sul suo conto. L’anno scorso Vucinic, abbastanza anarchico come Giovinco, impiegò tutto il girone di ritorno per finalmente essere determinante. Conviene aspettare ancora Giovinco, posto che già così può andar bene.

Ottima la voglia della squadra di non mollare e non accontentarsi nemmeno sul 4-0. Voglia impressa nella faccia di Matri che ha però confermato gli enormi problemi in zona gol: che succede Ale? Dove è finito il mitra? Clamoroso il gol sbagliato a tu per tu e poi dove è l’atteggiamento da killer? Troppo morbido su certe palle, in ritardo su altre: non può essere questo, e ci dispiace, il bomber che può trascinarci in fondo all’anno. Ben altra sostanza Quagliarella che può vantare altre armi: tiro dalla distanza, opportunismo e quella sana pazzia che non fa mai male. I 5 gol in 10 presenze potrebbero significare anche qualcosa. Terzo in Champions, non male. Ora trovi il quarto contro i Blues.

L’urlo dello stadio nel momento in cui Pogba ha cominciato a scaldarsi è un qualcosa che non può essere veramente raccontato. Il ragazzino infiamma il pubblico, il pubblico crede nel ragazzino. Conte lo sa, ma sa pure che talenti del genere vanno anche gestiti al mondo d’oggi.

Conte sa pure che in sua assenza occorre molta solidità e tanta chiarezza e forse per questo non schioda dal 3-5-2. Sabato altro test importante, poi il Chelsea giorno 20 novembre. Sarà il primo dentro-fuori stagionale. La Juve è pronta?

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Juventus-Nordsjaelland: o la va o la spacca FORMAZIONI

La Juve si gioca tutto: la faccia e il destino in Champions League. Soprattutto si gioca la dignità. Dopo un anno da tritatutto in Italia ecco che l’Europa doveva essere un altro grosso esame per la banda di Conte. Tre pareggi su tre, in modo differente, non hanno lasciato contentezza nei tifosi e nemmeno nella società. Ora arriva il bello.

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Stasera il match è da dentro o fuori, con un solo risultato a disposizione. La vittoria, tre punti per continuare a sperare di superare il girone e affrontare sfide più interessanti.

La Juve non arriva bene a questa sfida. La prima sconfitta in campionato dopo 49 match da imbattuti, una condizione di forma non eccelsa, molti dubbi di formazione. Soprattutto un grosso dubbio sul modulo da utilizzare: va ancora bene questo 3-5-2, proprio in ottica di condizione psicologica e fisica? Conte scioglierà il dubbio, ma in conferenza stampa Alessio è sembrato piuttosto sicuro sulla conferma dello schema e su un nome: Alessandro Matri.

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Il problema della Juve è sempre in attacco: produce molto, concretizza molto poco. Il centrocampo non può sempre salvare i match e allora dove sono i bomber?

Alessandro Matri guiderà l’attacco insieme probabilmente a Giovinco. In panca Quagliarella e uno fra Vucinic e Bendtner. Il montenegrino ha subito un colpo durissimo da Samuel, mentre Quagliarella è dato in forte rialzo. A centrocampo io punterei forte su Pogba, ma sembra che Conte non voglia privarsi dei tre tenori. Sulla fascia Lichtsteiner e Asamoah, con Isla sull’attenti. Difesa che non verrà toccata e Buffon in porta.

Poco da dire: vittoria, serve la vittoria, soltanto la vittoria. E mai come stavolta abbiamo bisogno di conferme: la Juve famelica dove è finita?

Juve-Nordsjaelland: dentro o fuori!

Juve-Nordsjaelland: dentro o fuori!

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Allarme De Ceglie: tre errori gravissimi

Peccato perché avevo scommesso forte su Paolino. Avevo pensato che questo fosse l’anno della consacrazione, e come me lo pensava Conte che infatti non aveva chiesto esterni di ruolo. Ma già l’aver avuto l’intuizione (la necessità?) di spingere Asamoah a sinistra poteva essere un campanello d’allarme. Ora l’allarme è suonato per davvero: De Ceglie, ma che combini?

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Cresciuto nella Juve, gol con debutto in Serie B con Deschamps al Lecce, ottima stagione al Siena con Conte viceallenatore, e poi il rientro a Torino fra alti e bassi (di squadra e personali). Questo è De Ceglie che a oggi rischia seriamente l’esclusione dalla rosa. Per carità, nessuna punizione ufficiale, non è nelle corde di Conte, ma certo un forte andare indietro nelle gerarchie di campo. Serve infatti tanto coraggio per rilanciarlo dopo quello che ha combinato. Ci dispiace sottolinearne gli errori, ma è bene pure analizzare le tre partite che lo hanno visto coinvolto per meglio capire lo stato di forma della Juve.

Siena-Juventus, campionato. I bianconeri più famosi dominano, strapazzano il Siena che però non crolla. Vantaggio juventino e poi ecco l’errore: De Ceglie si lascia superare alla fine del primo tempo in modo troppo facile e il suo uomo sarà l’assist-man per il gol di Calaiò. Botta psicologica incredibile per una squadra che doveva solo amministrare. Certo la Juve ha avuto il difetto di non chiuderla subito, ma riaprirla così fa male. Marchisio sistemerà tutto solo nel finale.

Nordsjaelland-Juventus, Champions League. Partita complicata con una Juve sottotono. Primo tempo che scivola via e poi ancora il dramma nella ripresa, con una Juve entrata in campo più tosta. De Ceglie appoggia in modo blando per Chiellini che è costretto a ricorrere al fallo per non far scappare l’attaccante. Punizione magica e Buffon battuto. Secondo erroraccio da parte dell’esterno che rischia di compromettere una intera qualificazione. Ci penserà Vucinic nel finale a evitare la sconfitta.

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Juventus-Bologna, campionato. La partita era finita già al minuto 20 quando la Juve ha fatto registrare numeri mostruosi nel possesso palla e nel conto dei tiri in porta. Bologna mai pericoloso. Pogba regala a Giaccherini una palla favolosa e ne beneficia Quagliarella con un gol facile facile. Minuto 70, disimpegno Juve, palla larga per De Ceglie che deve solo allontanarla vista la pressione dei rossoblu, ma dal suo piede esce fuori il migliore degli assist per Taider che si ritrova solo al limite dell’area. Taider troverà poi il jolly della sua carriera trovando l’angolo più lontano. Colpo devastante. La Juve che si stava riposando è costretta ora ad accelerare e spendere tutte le energie per ritrovare la vittoria. Ci pensa Pogba a 60 secondi dal fischio finale.

Tre partite raddrizzate, tre partite che in realtà erano già chiuse. Errori gravissimi, errori di chi non è in sintonia con la concentrazione di tutto il gruppo. Errori che hanno rischiato seriamente di provocare un danno enorme. Mettiamo che Marchisio, Vucinic e Pogba non fossero riusciti a pareggiare o vincere… che sarebbe accaduto?

A esclusione degli errori di De Ceglie non mi sento di criticare la Juve che ha avuto la partita sempre nelle proprie mani e proprio con le proprie mani (o meglio, con i piedi di De Ceglie) ha complicato la storia dei match. Crisi? Ma non scherziamo giornalacci! Vince, ma non convince? Ma non scherziamo giornalacci!

Troppo cattive le nostre critiche? Forse sì, ma siamo stati abituati bene. Se l’avversario va in gol deve essere solo per suo grande merito. Bastano già i regali che la Federazione concede ai club affiliati, dai nostri ragazzi non devono arrivare favori. E adesso… in bocca al lupo a De Ceglie: con Conte si può migliorare e recuperare in fretta, basta lavorare sodo.

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Si torna al campionato: che Juve sarà?

E’ una domanda a cui sappiamo già rispondere, ma la facciamo ugualmente e la giriamo ai nostri lettori alla luce delle prestazioni europee. Al di là del livello dell’avversario, Nordsjaelland o Chelsea (agli antipodi del ranking europeo), stupisce l’approccio errato dei bianconeri alla gara del mercoledì. Strano, quale sarà la vera causa?

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Potrebbe essere l’assenza di Conte? Sembrerebbe proprio di sì. Il condottiero, su quella panchina, avrebbe di sicuro trovato le giuste mosse per cambiare marcia, per ridurre l’entrata in partita dei suoi ragazzi, magari anche la giusta sfuriata per accendere una miccia che è stata scatenata solo dopo aver preso qualche schiaffo.

Volendo guardare al bicchiere mezzo pieno non si può osservare come la Juve abbia recuperato per tre volte gare che sembravano perdute. Col Chelsea si è rischiato pure di vincere dopo essere stati sotto per 2 gol, mentre con gli ucraini di Lucescu la reazione è stata immediata. Col Nordsjaelland un buon secondo tempo, ma si è letteralmente buttata via una prima frazione di gioco non all’altezza della Juve.

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In campionato è tutta un’altra storia e allora viene da chiedersi quanto conta l’esperienza. Gente come Marchisio e l’intera difesa, benché protagonisti assoluti in Nazionale, hanno poche presenze nelle coppe epperò non sono certo loro a essere mancati clamorosamente nelle tre uscite in Champions. Perciò lo sguardo è rivolto agli altri individui della rosa. L’exploit di Quagliarella a Londra è rimasto fine a se stesso, Matri non sta esprimendosi a livelli accettabili, Bendtner ancora non inserito, Vucinic e Giovinco unici salvabili. Il peso d’attacco della Juve manc del famoso e ormai famigerato top player.

Storia diversa in difesa dove certo il livello europeo è molto più performante rispetto alla povera Italia. In ogni caso la difesa non ha fatto disastri, reggendo bene e addirittura proponendosi ancora come strumento di manovra. Bene pure il centrocampo dove ultimamente sta mancando Vidal. Male le fasce: Lichtsteiner e Asamoah, De Ceglie e Caceres e Isla non stanno offrendo quelle prestazioni che a Conte servono terribilmente.

Ma per fortuna… c’è il campionato.

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Nordsjaelland-Juventus 1-1 Non è un problema tecnico

Sembrano tante cose, certo non un problema tecnico. Pensare di scendere in campo con Lucio e De Ceglie, con questo Vidal e questo Matri e provare a battere i danesi in Champions è una cosa molto strana per l’acuta intelligenza di Antonio Conte. La Juve di ieri sera paga lo scarso valore, attuale o complessivo, di simili uomini in una competizione che richiede, prima ancora che la tecnica, molta personalità.

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Cominciamo a esaminare gli uomini, perché del match c’è poco da dire. Male Lucio che si perde molte volte l’uomo e non che si trattasse di Cristiano Ronaldo. Male De Ceglie, nonostante qualche buona sfuriata, ma è suo l’errore clamoroso che permette alla difesa bianconera di incassare un’altra rete. Dopo Siena occorre trovare un uomo a sinistra valido, perché Asamoah è attualmente non escludibile dalla formazione titolare. Malissimo Matri: se questo è un attaccante da Juve… ci perdoni Trezeguet se lo consideriamo alla stregua del suo ruolo. I primi sei mesi furono eccezionali, ma in quella Juve serviva davvero poco per emergere, oltretutto praticando il gioco in contropiede adatto alle sue caratteristiche. Urge rinforzo a gennaio, magari sbolognando Matri da qualche parte e intascando un paio di milioncini di euro. Va bene così, ad alto livello Matri purtroppo non può reggere. E passiamo al cileno.

Non è lui, ed è inutile prendersi in giro. Due sono le ipotesi valide: o quel problema di pubalgia è reale e allora prepariamoci a un anno altalenante dal punto di vista delle prestazioni, o è stanchezza e allora questo Vidal in campo non serve. Sbaglia una quantità inverosimile di palloni per quello che è il suo livello abituale. Ringhia poco e male, per nulla propositivo in zona gol escludendo quell’uno-due con Vucinic e il miracolo del portiere danese. Con un Pogba in quelle condizioni, atletiche e psicologiche, regalare un uomo a centrocampo è davvero un delitto.

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Isla sta a poco a poco recuperando la migliore condizione, ma serve pazienza. In ogni caso buono il volume di corsa sviluppato, la qualità verrà. Va già bene così comunque, considerando il grave infortunio patito. Certo su quella fascia sta mancando maledettamente uno come Pepe. A che punto sei Simone? Le sue sfuriate e i suoi dribbling, i suoi assoli sono pane quotidiano per l’attacco juventino. In partite bloccate come questa un Pepe in più fa certamente comodo.

Non capisco i voti, che oscillano dal 4,5 al 6, per Giovinco. E’ l’unico che si sbatte, l’unico che ci ha provato, l’unico in grado di saltare l’uomo e servire palloni nel mezzo mai raccolti dalla punta o dai centrocampisti. Ma che si vuole da un attaccante? Il gol? Certo, ci mancherebbe, ma un po’ la sfortuna e un po’ l’imprecisione stanno giocando un bruttissimo scherzo al genio di Beinasco. Io me lo terrei strettissimo visto la povertà di inventiva là davanti. E per fortuna che Mirko Vucinic è in ripresa. Segno tangibile di come un top player è purtroppo  urgente, certamente in Champions, ma anche e soprattutto per chiudere già a Natale il campionato.

Complicato poi analizzare la prestazione di Bendtner. A me il danese non dispiace, ma 15 minuti sono pochi. In ogni caso, più di Matri, Bendtner prova a mettere il naso in area e a garantire la giusta fisicità. Posto che per me la coppia d’attacco resta Giovinco-Vucinic, non lesino l’impiego di Bendtner in partite come questa e altre partite toste e fisiche che verranno. Resta la carta Quagliarella, ma troppe volte qui ci troviamo a esaltare giocate che restano estemporaneee: alla Juve serve continuità di rendimento, Trezeguet insegna. Un altro Trezeguet però non esiste, e allora seguiranno altre fatiche come questa.

Detto questo, facendo la summa, ecco che viene fuori il problema: mentale, solo mentale. La Juve deve prendere lo schiaffo prima di svegliarsi e questa non è la squadra di Conte. Stanchezza? Assolutamente no, perché la Juve del secondo tempo, con un attaccante in forma, sarebbe stata devastante. Allora il problema è mentale: approccio errato, forse manca la guida di Conte dal campo. Alessio si sbraccia, ma tutti noi ricordiamo gli occhi e la gestualità di Conte a spingere i suoi. Davvero peccato non averlo in panchina, perché in queste serate europee sarebbe davvero servito tantissimo. Il solo Pirlo non può bastare a dettare legge, occorre una crescita veloce da parte di tutta la squadra, soprattutto dal centrocampo in su. Troppi uomini sotto la sufficienza per uscire indenni dalla Champions. Ma quasi quasi la sfida ora si fa divertente, e insieme anche un po’ frustrante.

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Nordsjaelland-Juve, il personaggio: Nicklas Bendtner

Copenaghen assume sempre più i connotati del crocevia fondamentale, dello snodo decisivo, dell’esame da superare per la Juve in formato europeo.
Praticamente perfetta in Italia e altalenante in Champions fino a questo momento, la squadra di Conte deve vincere, senza se e senza ma, contro il Nordsjaelland per continuare a cullare ambizioni europee. Dopo la prova di forza nella rimonta di Londra sul campo dei campioni in carica del Chelsea e dopo la prova opaca contro il frizzante Shakthar nell’atmosfera surreale dello Stadium, ora la Juve si trova davanti la squadra danese esordiente in Champions dopo aver vinto per la prima volta nella sua storia (recente, essendo nata nel 1991 col nome di Farum Ballklub, diventando Nordsjaelland solo nel 2003 dopo un cambio proprietario) il campionato.

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Servono 6 punti nelle due sfide contro i danesi, non si può sbagliare.

Si parte da Copenaghen, dove gioca le sue partite europee il Nordsjalleand essendo lo stadio della cittadina di Farum, un sobborgo della capitale di 19mila abitanti da dove nasce la favola di questa squadra, troppo piccolo per ospitare competizioni Uefa.
Serve una svolta alla Juve europea, soprattutto in attacco. Tornerà Vucinic, chi affiancargli? Noi riteniamo che Bendtner possa essere la chiave di questa partita. Oggetto misterioso fino a questo momento e utilizzato solo in una decina di minuti contro il Chievo. Il ragazzo però si sta allenando bene e con impegno, la cura Conte sta dando i suoi frutti come dimostrano le due buone prestazioni della scorsa settimana con la nazionale danese. Un gol decisivo contro la Bulgaria e tante sportellate e sponde aeree contro l’Italia, con tanto di gol di testa annullato. Lo stesso Nicklas ha detto di sentirsi molto in forma grazie agli allenamenti a cui si è sottoposto a Vinovo, tanto che al termine della gara contro la Bulgaria ha dichiarato di non sentirsi minimante stanco nonostante i 90 minuti giocati, grazie alla mole di lavoro a cui l’ha sottoposto lo staff bianconero.

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Nicklas è pronto, la sensazione è che a questo punto abbia solo bisogno di una chance. Ci sentiamo di sbilanciarci nel dire che se Conte decidesse di schierarlo contro i suoi connazionali, segnerebbe di sicuro. Contro il Chievo aveva gli occhi giusti, che facevano trasparire quella fame che chiede Conte ai suoi uomini. In questi oltre 50 giorni passati a Torino dovrebbe aver assimilato gli schemi e i movimenti richiesti da Conte, oltre ad aver recuperato la forma fisica che non poteva essere al top avendo saltato gran parte della preparazione con l’Arsenal.

Bendtner torna a Copenaghen, la sua città natale, e vuole farlo da protagonista. L’ambiente potrebbe esaltarlo, conosce gli avversari e si sente davvero un giocatore importante in Danimarca come dimostra il suo score con la nazionale e il riconoscimento di miglior calciatore danese dell’anno vinto nel 2009.

Bendtner non ha mai giocato nella massima divisione danese essendosi trasferito appena sedicenne nell’Arsenal, ma con la nazionale biancorossa ha giocato in tutte le compagini, dall’Under 16 fino a quella maggiore, bruciando le tappe come sempre nella sua carriera. Con la nazionale maggiore vanta 21 reti in 53 presenze, tra cui 2 gol all’ultimo Europeo e 1 all’ultimo Mondiale, mentre con l’Arsenal ha totalizzato 46 gol in 155 presenze. In particolare sono 9 le marcature di Nicklas in Champions nelle 29 partite da lui giocate. Memorabile la sua tripletta ai danni del Porto nel marzo 2010 all’Emirates Stadium.
Queste statistiche per dire che a livello internazionale Bendtner c’è, ha la capacità e l’esperienza, nonostante la giovane età, per poter essere decisivo o almeno utile alla causa di questa Juve, magnifica fino a trequarti campo per poi spesso incepparsi sul più bello e dover per questo soffrire più del dovuto per portare a casa il risultato.

Diamo una chance a Bendtner in terra danese, a casa sua, e vedrete che non ci deluderà.

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Road to Wembley 2013, conosciamo meglio i nostri avversari

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L’attesa è finita. Nel pomeriggio si sono tenuti i sorteggi di Champions League e la Juventus ha finalmente scoperto quali sono le squadre che dovrà affrontare. Sotto lo sguardo attento di Agnelli e Marotta, i bianconeri sono stati sorteggiati nel girone E, con i campioni in carica del Chelsea, gli ucraini dello Shakhtar Donetsk e i danesi del Nordsjaelland. Poteva andare meglio, ma poteva anche andare decisamente peggio, visto che i bianconeri erano in terza fascia e rischiavavano di finire in un girone molto più duro. Per capire meglio ciò che ci aspetta, cerchiamo di analizzare nel dettaglio le tre squadre che dovremo affrontare, a partire dal Chelsea.

Chelsea

La squadra allenata da Di Matteo ha operato un notevole rinnovamento della rosa, che ha visto l’addio del grande trascinatore Didier Drogba, finito in Cina allo Shanghai Shenhua. Insieme all’ivoriano, anche Bosingwa e Kalou hanno salutato lo Stamford Bridge. In compenso, però, i tifosi potranno ammirare le gesta dei nuovi acquisti Hazard, Oscar, Moses, Azpilicueta e Marin, per i quali Abramovic ha sborsato quasi 100 milioni di Euro. Se il blocco che ha trionfato in finale contro il Bayern Monaco, Drogba a parte, è rimasto lo stesso, in termini di freschezza e qualità molto è stato aggiunto dagli arrivi di due dei giovani più promettenti del panorama calcistico internazionale, il belga Hazard e il brasiliano Oscar. A dispetto della fama di catenacciaro, affibbiatagli dopo le sfide con Barcellona e Bayern Monaco dello scorso anno, nelle prime partite di questa stagione Di Matteo ha mostrato un calcio propositivo e spumeggiante, che ha messo subito in luce le qualità di Hazard e la ritrovata verve di Fernando Torres, che sembra finalmente ritornato ai livelli di Madrid e Liverpool. Mentre la porta è custodita dal solito Cech, la difesa e il centrocampo continuano a poggiare su due colonne come Terry e Lampard, per i quali il tempo sembra davvero non passare mai. Il reparto arretrato, comunque, appare quello meno affidabile, dal momento che David Luiz e Cahill, che si alternano al fianco del capitano Terry, non hanno ancora convinto del tutto. Di seguito la rosa a disposizione di Di Matteo.

  • Portieri: Cech, Turnbull, Hilario
  • Difensori: Ivanovic, Luiz, Cahill, Terry, Cole, Bertrand, Ferreira, Azpilicueta
  • Centrocampisti: Romeu, Mikel, Essien, Ramires, Meireles, Lampard, Oscar
  • Attaccanti: Hazard, Marin, Piazon, Malouda, Benayoun, Kakuta, Mata, Moses, Sturridge, Torres

Shakhtar Donetsk

Passiamo ora allo Shakhtar Donetsk, la squadra di Mircea Lucescu campione di Ucraina in carica, che due anni fa eliminò agli ottavi la Roma di Montella. L’ultimo mercato non ha portato novità significative alla compagine guidata dall’allenatore rumeno, che può contare da anni su un gruppo solido ad affiatato. Fra i giocatori più rappresentativi ci sono sicuramente il capitano Srna, croato, terzino destro di livello mondiale, il colosso Cygrynskiy, difensore centrale con un passato (da dimenticare) al Barcellona, i brasiliani Willian e Douglas Costa, esterni offensivi recentemente accostati anche ad alcune squadre italiane, e gli attaccanti Dentinho, Luiz Adriano ed Eduardo, brasiliano naturalizzato croato proveniente dall’Arsenal. Il punto di forza degli ucraini è sicuramente la grande compattezza, esaltata nelle gare casalinghe che si disputano nel catino della Donbass Arena. Il livello generale non è elevatissimo, tuttavia lo Shakhtar è un avversario capace di dare fastidio a chiunque e che, quindi, non va assolutamente sottovalutato. Di seguito la rosa a disposizione di Lucescu.

  • Portieri: Kanibolotsky, Shust, Pyatov
  • Difensori: Polyansky, Kucher, Cygrynskiy, Kryvstov, Rakitsky, Shevchuk, Rat, Fedetsky, Kobin, Srna
  • Centrocampisti: Hubshman, Stepanenko, Fernandinho, Gai, Patrick, Mkhitaryan, Teixeira, Willian, Douglas Costa, Ilsinho
  • Attaccanti: Dentinho, Luiz Adriano, Eduardo, Devic

Nordsjaelland

Chiudiamo con la vera incognita del girone, rappresentata dai danesi del Nordsjaelland. Alzi la mano chi ne ha mai sentito parlare… Scherzi a parte, la sua breve storia (la squadra è stata fondata nel 1991), associata ad una bacheca piuttosto scarna (quello passato è il primo campionato vinto), non la collocano fra le compagini più famose del suo Paese e, a maggior ragione, d’Europa. Ciò nonostante, se questa banda di giovanotti ha raggiunto la fase finale della Champions League qualche merito dovrà pure averlo. Fra i giocatori più interessanti agli ordini del quarantenne Kasper Hjulmand ci sono sicuramente i difensori Bjelland ed Okore, convocati da Morten Olsen per gli ultimi Europei, il capitano di lungo corso Stokholm, centrocampista di 36 anni al Nordsjaelland dal 2008, il mediano Lorentzen, acquisto più costoso dell’ultima sessione di calciomercato, e l’attaccante Beckmann, a cui tocca il compito di non far rimpiangere la partenza di Mikkelsen. Da segnalare anche Andreas Laudrup, ala sinistra di 21 anni e figlio dell’ex juventino Michael. Lo stadio, il Farum Park, non è propriamente un’arena, dal momento che può contenere un massimo di 10000 spettatori. Di seguito la rosa a disposizione di Hjulmand.

  • Portieri: Hansen, Villadsen, Storch
  • Difensori: Okore, Runje, Henriksen, Mtiliga, King, Kildentorft, Parkhusrt, Gundelach
  • Centrocampisti: Adu, Stokholm, Lorentzen, Issah, Petry, Christensen, Laudrup, Ticinovic, Aynaoglu, John
  • Attaccanti: Lawan, Beckmann, Nordstrand, Sise

Tirando le somme, dunque, si può dire che il girone che ci apprestiamo ad affrontare, Juventus esclusa, è composto da una squadra favorita per diritto, il Chelsea detentore della coppa, una mina vagante, lo Shakhtar Donetsk, ed una matricola desiderosa di mettersi in mostra, il Nordsjaelland. Se vogliamo evitare sgradite sorprese e assicurarci almeno il secondo posto, dovremo affrontare tutte le partite con la stessa attenzione messa in campo nella scorsa stagione, soprattutto nelle gare contro gli avversari che sulla carta sembrano nettamente inferiori a noi.

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