Menu Chiudi

Tag: nucini

L’arringa di Prioreschi spiegata al tifoso interista: qual è la frode sportiva?

Se hai perso le precedenti puntate, ecco un piccolo sommario:

Advertisment

Chi ha studiato giurisprudenza e chi possiede ancora un minimo di intelligenza crederà, leggendo nel seguito questo articolo, che l’autore e 14 milioni di persone in Italia siano impazziti. Solo che quanto viene narrato di seguito – che non è invenzione o sceneggiatura, ma semplicemente il resoconto dell’arringa dell’avvocato Prioreschi – è assolutamente reale e assolutamente accaduto nel 2006.

Fosse una farsa non farebbe certo ridere. E infatti non è una farsa e non fa ridere, ma è verità perciò… ci viene un po’ da piangere.

Reato di pericolo presunto a consumazione anticipata

Aprite bene le orecchie perché Prioreschi ha studiato il Codice Civile e soprattutto il Codice Penale. E, per sfortuna di Narducci, l’ha studiato pure bene. Durante i minuti nei quali l’argomento è il reato di frode sportiva Prioreschi si lancia nell’interpretazione della Legge 401/89 ricavandone solo confusione e soprattutto concludendo che il reato per cui sarebbe rinviato a giudizio Luciano Moggi può solo essere circoscritto alla corruzione di giocatori e dirigenti avversari o di persone all’interno della Federazione. Ma né i sorteggi sono stati truccati, né sono saltati fuori corrotti, né le partite sono state frodate… dunque che tipo di reato è quello ascritto a Moggi?

C’è un passaggio che è inquietante nell’arringa dell’avvocato Prioreschi e cioè il seguente:

Presidente, da che ci dobbiamo difendere?

Fa un po’ ridere, sicuramente mette in corpo tanta tristezza. Il Processo di Napoli si è rivelato così falso e incredibilmente controproducente per i vari Moratti, Galliani, Narducci, Auricchio e Federazione Italiana Giuoco Calcio… che adesso, quando è il momento di ragionare sul serio su quanto è accaduto, non si riesce più a individuare il misfatto, il reato, l’oggetto del contendere. Paradossale o no, è quanto accade a Napoli.

Il problema in sé è semplicissimo e lo spiega Prioreschi:

Lei ricorderà [rivolgendosi alla Presidente Casoria, n.d.a.] del rinvio a giudizio per genericità del campo di imputazione, bene continuo a confermare che le imputazioni del mio assistito vengono interpretate in modo differente dai PM e dalle parti civili. Narducci dice che la corruzione non lo riguarda, mentre la FIGC considera questo come “il processo per la corruzione”. Narducci dice che non va visto il singolo episodio, ma va visto il complesso. Il Brescia Calcio invece vuol guardare i singoli episodi. Da cosa ci dobbiamo difendere?

Advertisment

L’idea che salta fuori da questo piccolo stralcio dell’arringa è chiara: si è andati a Processo con un risultato già raggiunto, e cioè l’eliminazione della Juventus e di Luciano Moggi. Dunque, il processo in sé non era più importante. Tanto è vero che PM & Co. hanno registrato una figura orrenda durante il Processo di Napoli, mostrando uno dei lati peggiori di questa Italia.

Ma stiamo sul pezzo. La corruzione è ovviamente al centro di questo Processo. La fantomatica associazione, o cupola, di Moggi nasce proprio con l’obiettivo di truccare i campionati. Per truccare un campionato si deve corrompere qualcuno: l’avversario, la Federazione, gli arbitri, gli assistenti, gli operatori di mercato. E’ venuto fuori un solo corrotto, in questi 5 anni. Almeno è venuto fuori solo una persona che è andata contro le regole: Nucini, arbitro in attività che tesseva rapporti ambigui con Facchetti, allora Presidente dell’Inter. E’ l’unico fatto accertato in questo Processo e che abilmente la stampa e le TV hanno mascherato, insabbiato, già dimenticato. Ma scripta manent, per loro sfortuna.

Corrompere vuol dire pure che qualcuno deve trarre un vantaggio dalla corruzione. Un assunto dell’avvocato Milella era stato il seguente:

Non è necessario truccare il sorteggio perché in griglia ci sono tutti gli arbitri amici.

Detto in altro modo: visto che non si è riusciti minimamente a dimostrare la corruzione del sorteggio degli arbitri, allora si cerca un laborioso arzigogolo. Il sorteggio non è truccato perché in griglia ci sono i miei amici. Nonostante la logica non regge, vediamo chi sono questi amici che guadagnano, cioè gli arbitri:

Il prezzo della corruzione è il seguente: chi viene designato guadagna più soldi. Presidente, usiamo l’indagine della Procura di Torino sulle griglie e scopriamo un fatto interessante: nel 2004/2005 gli arbitri che hanno guadagnato di più sono Collina, Paparesta, eccetera eccetera e ultimi sono Bertini e De Santis.

Musica finale e chiusura del sipario. Ancora più interessante della classifica degli arbitri che hanno guadagnato di più – e nemmeno fatto apposta i primi due sono proprio quelli anti-Juventus – è l’indagine della Procura di Torino, con Maddalena che aveva già archiviato tutto per “regolarità dei sorteggi”. Usiamo parole ancora più semplici: una indagine chiusa perché il reato non sussiste, cioè il truccare i sorteggi, viene usata per distruggere Moggi e la Juve. Accade in Italia!

Basterebbe ciò per giustificare una insurrezione popolare, ma questo Paese ha la coscienza sporca, l’etica offuscata e una scarsa voglia di giustizia.

Perché torno a ripetere: il Processo di Calciopoli è una delle poche opportunità per questo Paese, anche solo per una volta, di riportare un minimo di ossigeno in una società corrotta e palesemente influenzata dal potente di turno, arrogante e in totale distonia con le regole di un paese moderno e civile.

Nella prossima puntata ci divertiremo a descrivere il processo degli imbroglioni. Stay tuned!

Advertisment

Ecco la risposta della FIGC alla lettera dell’UEFA

Cara UEFA,

Advertisment

qui in Italia tutto bene. I problemi sono tanti, ma cerchiamo di governare nel migliore dei modi possibili.

Non mi stupisce affatto la richiesta della società bianconera di indagare: questi juventini non si arrendono mai. Nemmeno di fronte all’evidenza di un direttore generale che si è rivelato un mostro.

Velocemente Vi spiego i fatti che hanno portato la Juve in B nel 2006 e hanno consegnato il calcio italiano nelle mani nerazzurre.

Sapete, il Presidente Moratti nel corso di 11 anni ha speso cifre paurose per stipendi e mercato. Erano cifre spese per giocatori mediocri, ma era quel diavolo di Moggi a imporre questi acquisti. Già perché il Direttore della Juventus arrivava sempre prima, e prima di ogni altro mediatore di mercato, su obiettivi tipo Zidane (comprato a soli 5 miliardi), Ibrahimovic, Inzaghi, e poi ancora Buffon, Cannavaro (scambiato con Carini, lo conoscete?), Thuram, Nedved, Camoranesi (preso per un paio di noccioline e fatto diventare campione del mondo), Trezeguet. Che diavolaccio: tutti lui li prendeva i campioni lasciando all’Inter di Moratti i vari Cauet, Gresko, Vampeta (per il quale sono stati spesi 40 miliardi di vecchie lire), Sukur, Emre, Karagounis, Pistone, Mezzano, Ze Elias. Come si può chiamare questa una sana concorrenza, cara UEFA? Da una parte uno che prende campioni a pochi soldi rivendendoli poi con valori spaventosi, dall’altra un Presidente onesto cui toccano solamente le scartine.

E poi, cara UEFA, non parliamo dei campionati. L’Inter, sapete, arrivava sempre vicinissima all’obiettivo di vincere il titolo, ma c’era sempre quel diavolaccio di Moggi a impedirlo. Voleva tutti gli scudetti, tutti a lui, tutti a Torino. Lasciateci ripercorrere gli ultimi anni:

  • nel ’97 la Juve vinse lo scudetto davanti al Parma, l’Inter arrivò terza;
  • nel ’98 vinse ancora la Juve, secondo posto per Moratti staccato di 5 punti;
  • nel ’99 fu il Milan a vincere, la Juve arrivò addirittura sesta, mentre l’Inter si fermò a quota 46 punti, ottavo posto, ben 8 punti sotto i bianconeri;
  • nel 2000 fu il turno della Lazio campione d’Italia, la Juve arrivò seconda nel naufragio di Perugia (col cupolaro Collina), per l’Inter solo quarto posto con un ritardo di 13 punti dai bianconeri;
  • nel 2001 lo scudetto andò alla Roma, Juve ancora seconda e l’Inter chiuse con un distacco di 22 punti dai bianconeri finendo quinta;
  • nel 2002 Lippi riportò il titolo a Torino. Quel 5 maggio, sapessi, cara UEFA, quanti magheggiamenti di Moggi, l’Inter che arrivava in testa alla classifica nell’amico Olimpico riuscì nel miracolo di arrivare terza, alle spalle della Roma di Capello. Ah che dolore, cara UEFA, una vera ingiustizia. Da una parte Conte, Del Piero, Trezeguet, Montero, Ferrara, Buffon, dall’altra Gresko, Di Biagio, un Materazzi in lacrime: una vera ingiustizia!
  • nel 2003 fu ancora Juve, con 7 punti di vantaggio sulla squadra di Moratti;
  • nel 2004 il Milan battè la Roma, Juve terza e sotto di 10 punti l’Inter;
  • nel 2005 la Juve stracciò il Milan: 86 punti contro i 79 dei rossoneri e i 72 dei nerazzurri;
  • nel 2006 fu ancora record: Capello chiuse a quota 91, l’Inter arrivò terza a 76 punti.

Cara UEFA, non si poteva continuare così. No, non fatevi ingannare da queste classifiche: quel diavolo di Moggi controllava tutto e non permetteva a Moratti di lottare per il titolo. Dovevamo fare qualcosa.

Così, cara UEFA, nel 2006 scoprimmo, grazie a una serie di magistrati e ufficiali delle forze dell’ordine, che con quel telefonino il diavoletto Moggi telefonava a tutti. Ma che vergogna: telefonare a quel modo a Bergamo e Pairetto, ai giornalisti, a Biscardi, ai procuratori. Ma che vergogna!

Dovevamo fare qualcosa. Così abbiamo dato le chiavi della Federazione a Guido Rossi. Non state ad ascoltare questi stupidi tifosi bianconeri, ma quale conflitto di interessi. Noi non sapevamo che Guido Rossi era tifoso interista e che era membro uscente del CdA dell’Inter. E questo che significa? Bisogna agire secondo le regole.

Ora, Lei capirà cara UEFA, che il tempo era poco. Dovevamo fare in fretta nel giugno 2006. Così approcciammo un processo equo e giusto. Purtroppo dovevamo fare in fretta per cui abbiamo deciso di:

Advertisment

  • ridurre a 2 i gradi di giudizio, saltando il dibattimento;
  • smantellare alcuni componenti della Federazione accentrando i poteri a Guido Rossi, e basta con questo conflitto di interessi. Come, faceva parte pure di Telecom? La Telecom di Tronchetti Provera azionista dell’Inter? Suvvia, cara UEFA, non cadrà nel tranello dialettico?
  • evitare che le difese potessero difendersi cominciando così dalla richiesta di condanne nei confronti di Lazio, Fiorentina, Reggina, Milan, Juventus;
  • e le risparmio il resto.

Cara UEFA noi abbiamo agito secondo queste regole. Poi durante il Processo abbiamo scoperto che Moggi e la Juve non avevano commesso alcun illecito. Ci siamo andati a guardare tutte le partite dei campionati, eppure nessun articolo 6. Strano pensammo, ma dovevamo andare avanti. Però c’erano alcuni articoli 1. Ma che vergogna, mancanza di lealtà sportiva. Ma che vergogna, cara UEFA. Così di tre articoli 1 ne facemmo un articolo 6. Come, tre scippi non valgono un omicidio? Ma c’entra cara UEFA, ancora con queste dialettiche diaboliche?

La Juve venne mandata in B perché era stata cattiva. Come, non ci fu illecito, già allora nel 2006? Ma noi infatti inasprimmo le regole e ci inventammo l’illecito strutturato. Ma non mi chieda cosa è questa cosa, perché francamente non lo so. Ci hanno pensato i nostri avvocati e giuristi, gente che ha studiato, gente che ha esperienza. Come, non ha senso un simile illecito? Beh, questo è un Vostro parere, cara UEFA. E gli articoli 1 dove li mettiamo? E la partita Bologna-Udinese con Moggi che pilota i cartellini gialli?

Come, le diffide si sono rivelate una bufala? Se abbiamo controllato pure le altre squadre? Mah, come ho detto, cara UEFA, bisognava fare in fretta. Certo, certo, abbiamo approfondito minuziosamente tutte le altre squadre. Come, perché l’Inter non venne coinvolta? Ma l’ho già detto: quel diavolaccio di Moggi aveva già fatto spendere tanti, troppi soldi a Moratti. Pensi, più di 1000 miliardi andati in fumo e non un trofeo. Tutti Moggi li voleva con i suoi Trezeguet e Ibrahimovic, Emerson e Vieira, Camoranesi e Nedved, Buffone e Del Piero. Ma che arroganza, cara UEFA!

L’Inter si è sempre comportata in maniera elegante, secondo le regole. Sì, un po’ di umanità. Qualche piccolo errore dettato dal profondo rispetto che Moratti nutre per le persone: sa, riuscì ad aiutare Recoba facendo in modo che avesse un passaporto falso. Pensi che in Italia ebbero il coraggio di mandarlo a Processo e poi Oriali patteggiò. Ma che bella storia di umanità, però, cara UEFA. Come potevamo applicare la stupida regola di penalizzare l’Inter ogni volta che Recoba aveva marcato visita. Suvvia, un po’ di clemenza.

E poi non si faccia intestardire con questa storia dei bilanci falsi e delle plusvalenze fittizie. Le ricordo che fu Moggi il diavolo e Moratti in qualche modo doveva difendersi. Troppi, tanti soldi buttati via per colpa di quel Direttore della Juventus. Dovevamo intervenire cara UEFA. E l’abbiamo fatto, secondo le regole e l’ordine morale che dovrebbe animare una Federazione.

Poi la Juve non vinse più. Certo, la rosa non era più quella di prima, ma i campionati furono tutti regolari da quel momenti in poi. Anzi, in Italia si vive proprio meglio oggi, senza quel diavolaccio di Moggi. Sapete c’è equità di giudizio, tutte le partite sono tranquille. Come, il calcioscommesse? Ma no, che c’entra? Come, i deferimenti ritardati e taciuti di Preziosi e Moratti? Ancora, cara UEFA, ancora, ma le ripeto che Moratti qui è la vittima.

E che razza di domanda è questa, cara UEFA: Moratti e Facchetti telefonavano e Palazzi ha attribuito loro un articolo 6? Intrattenevano rapporti esclusivi con un arbitro in attività, tale Nucini? Ma cara UEFA Lei è imparziale. Facchetti e Moratti dovevano difendersi, quante volte lo devo ripetere. Hanno commesso illecito? Perché telefonavano allo stesso modo di Moggi e non sono stati deferiti o indagati? Mah, non saprei rispondere. Alla Juve non è stato contestato l’illecito, mentre all’Inter sì. Mah, non saprei rispondere. Sa, noi siamo incompetenti in questa materia.

Chi e perché ha protetto l’Inter nel 2006? Mah, Le ripeto, cara UEFA: noi non c’entriamo. Come sono state condotte le indagini? Ah, beh, guardi, cara UEFA, in modo limpido. Gli accertamenti sono stati effettuati sui tabellini della Gazzetta dello Sport, un giornale indipendente. Come, la RCS? Di nuovo, cara UEFA: questi sono trucchi da bar dello sport, non dia retta a queste voci. La Gazzetta è un giornale indipendente e i suoi giornalisti sono professionisti impeccabili dell’informazione. Comunque, Le ripeto che le indagini sono state condotte grazie al talento investigativo di Maurizio Galdi della Gazzetta dello Sport che forniva le sue analisi. Come, non tornano i conti? Molte accuse sono smontate perfino dalle intercettazioni? Beh, Lei dà un’interpretazione faziosa, cara UEFA, se lo lasci dire.

Insomma, per chiudere, cara UEFA. La Juve è stata punita perché era stata cattiva. L’Inter finalmente ha ricevuto giustizia. Ha visto poi che campionati regolari. C’è stato finalmente spazio per tutti. Come, chi ha vinto dopo Calciopoli. Beh, l’Inter, l’avevamo detto no?!? Senza quel diavolaccio di Moggi e della Juve, senza il Milan vecchio e penalizzato, senza la Roma in difficoltà, l’Inter dominò quei campionati. Tutti regolari, anzi, pensi che Mourinho si è più volte arrabbiato per gli arbitraggi.

Come, il Processo di Napoli? Il Processo GEA? Mah… noi… siamo incompetenti. Ora devo scappare, cara UEFA… devo scappare…!

Advertisment

Arringa di Prioreschi in Calciopoli: rassegna web del 28 settembre 2011

Troppo da leggere, poco tempo a disposizione. Così, mente la stampante sputa fuori i fogli di una giornata infernale in quel di Napoli, e in attesa di sistemare le idee in modo organico, ecco per voi le migliori fonti odierne su quanto accaduto il 27 settembre 2011 in un’aula di Tribunale a Napoli.

Advertisment

Advertisment

Credo di fare cosa gradita vista la pochezza di informazione radio-televisiva, per non parlare del lavoraccio di certi quotidiani.

Buona lettura e, se volete, lasciate un commento con le vostre sensazioni e magari qualche argomento particolare da sviluppare.

  1. Moggi: «Buone sensazioni. Abbiamo ragione noi»
  2. Moggi al contrattacco, il processo arriva al clou
  3. D’Onofrio (legale Moggi): “E’ emersa la verità, non è stato commesso alcun illecito. Si può riaprire il processo sportivo.”
  4. IL GRANDE IMBROGLIO E’ PARTITO DA TORINO
  5. Abete, e adesso come la mettiamo?
  6. LE VERITA’ NON PIU’ NASCOSTE…..
  7. Udienza del 27 settembre 2011 – La difesa attacca. Prioreschi: Indagateli!
  8. Baldini: l’uomo del ribaltone
Advertisment

Tutte le truffe di Massimo Moratti per cui non ha mai pagato

Advertisment

Advertisment

Gigantografie e il controllo della stampa (dopo lo sfogo di Moratti… che fine ha fatto Calciopoli Bis su Il Corriere della Sera, Il Corriere dello Sport, La Gazzetta dello Sport, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, strano no?!?), una collusione ai limiti dell’illegalità (non della legalità, attenzione!) con Telecom e RCS. Tutto per coprire anni e anni di malefatte, truffe più o meno certificate su cui nessuno ha mai veramente indagato. Figuratevi se questi qua sono stati mai puniti. In attesa di approfondire il tutto, evitando magari noie legali, ecco una lista da tenere bene in mente, forse da aggiornare il 18 luglio:

  1. vendita fittizia del marchio Inter per ripianare sontuosi debiti di bilancio con conseguente mancato rispetto delle regole per l’iscrizione ai campionati;
  2. plusvalenze fittizie per ritoccare il bilancio (ci torneremo nel dettaglio nei prossimi giorni);
  3. ricettazione di patente e falsificazione del passaporto, a tutti gli effetti questo ricade sotto un articolo del CGS che impone la sconfitta per ogni partita giocata dal giocatore in questione;
  4. stipula di contratti sotto procedura di deferimento: a tutti gli effetti esiste un articolo del CGS che impone la sconfitta per ogni partita giocata dai tesserati in questione, sarebbe stata retrocessione matematica, leggi qua per tutti i dettagli;
  5. spionaggio industriale e privato contro dirigenti di concorrenti (leggi Moggi e Giraudo) e dirigenti federali (leggi Bergamo, Pairetto) e arbitri della federazione (leggi Bertini e De Santis e chissà quanti ancora) e propri giocatori (Recoba, Vieri e molti altri);
  6. accordi di spionaggio e contatti non legali con arbitri in attività (leggi Nucini);
  7. intercettazioni telefoniche nei quali si parla di regali da recapitare a dirigenti federali (si chiama, in gergo tecnico, corruzione);
  8. prescrizione di articolo 6, ossia dell’illecito sportivo per il quale è prevista la retrocessione.
Viva l’Italia!!!
Advertisment

Facchetti era un truffatore: ora è ufficiale!

Purtroppo è così. E non basta la mafia di Moratti per dire il contrario, perché vi sono ampie dimostrazioni: intercettazioni, anche ben più gravi rispetto a quelle di Moggi, e perfino confessioni, leggi Danilo Nucini.

Advertisment

Facchetti era un truffatore e perciò si è configurato l’articolo 6 del C.G.S., in pratica il vero illecito sportivo. Per la Juve invece si configurarono tre articoli 1, in pratica mancanza di lealtà sportiva.

A bilancio vale molto di più, in negativo, l’articolo 6 di Facchetti rispetto ai tre articoli 1 di Moggi e della Juve. Nel 2006, mai raccontato, praticamente, alla Juve venne detto: “Di tre articoli 1… ne facciamo uno 6 e così siete in B”. Zaccone, ben istruito da Franzo Grande Stevens, accettò e la Juve si ritrovò in B.

Advertisment

Purtroppo Facchetti è venuto a mancare, ma la memoria e la verità è qualcosa di molto importante e va ristabilita.

Ufficiosamente si sapeva già tutto. Ora è pure ufficiale: Facchetti fu un cattivo dirigente, riuscì a condizionare partite e campionati, e proprio per questo la sua memoria ne viene inevitabilmente sporcata. Per di più, anche ricorrendo a simili volgari trucchi, la sua Inter perdeva continuamente. Forse perché la gestione era di basso livello? Forse perché le rose non potevano competere con quelle costruite sapientemente da Moggi?

Ma l’Inter viene salvata dalla prescrizione, cioè l’obiettivo di tutti questi ritardi e questo volgare tergiversare su documenti che in realtà erano pronti e disponibili già nel 2006. Insomma: truffatori, ma salvi, come nei paesi peggiori del mondo di cui ormai facciamo parte, in lungo e in largo.

Viva l’Italia!

Advertisment

Nucini e Facchetti in aula scagionano la Juve e inguaiano l’Inter: Calciopoli è finita!

Ieri a Napoli è stata scritta una pagina memorabile della farsa conosciuta con il nome di Calciopoli.

Advertisment

In aula erano presenti personaggi del calibro di Gianfelice Facchetti e Danilo Nucini, più il presidente Zamparini che non ha potuto partecipare a tutta la recita perché impegnato con un dottore nel tardo pomeriggio. Roba che se fosse una farsa in teatro, appunto, non funzionerebbe e il pubblico si annoierebbe per lo spettacolo volgare, poco serio e davvero indisponente. Invece è tutto vero.

I personaggi sopramenzionati non sono attori, ma sono i principali testimoni di un’accusa che non sa più che pesci prendere, tornando a ricusare un Giudice di cui tutta la categoria dovrebbe andar fiero. Un Giudice, donna sì, ma con due palle da far paura a tutti quelli che sulla carta di identità hanno la lettera M nella casella sesso. Un Giudice che probabilmente ha capito da tempo la farsa che sta andando in scena in un Tribunale dello Stato Italiano e sta cercando di capire se chiudere la storia nel modo dovuto (e saranno dolori per tutti quelli, accusati e difendenti, che stanno partecipando a questa pantomima) o nel classico modo all’italiana, e in quest’ultimo caso la rivoluzione popolare sarebbe una conseguenza logica.

La deposizione di Danilo Nucini ieri mattina ha sfiorato, per lunghi tratti, i limiti più bassi cui un uomo può spingere la propria dignità: di professionista, in prima battuta, e proprio di uomo, soprattutto.

Nucini: Allora, facciamo così: la scheda me l’ha data Marconi e a Torino c’era Garibaldi.

Presidente Casoria: Nucini, Lei si sta squalificando come teste, tutto questo viene registrato, tutto questo che Lei dice.

Una serie di risposte che volevano essere provocatorie e invece hanno con più forza sottolineato cosa è stato Calcioopli. Una serie di atteggiamenti davvero incomprensibili perché, comunque sei in un’aula di Tribunale e sotto giuramento e ciò significa che ogni tua parola viene pesata e può essere passibile di accusa.

Danilo Nucini ha inguaiato, in due ore di deposizione, se stesso e l’Inter di Massimo Moratti, sporcando la memoria di Facchetti che rimane sì un grande professionista del passato (da accertare ci sarebbe quella pesante accusa di doping che coinvolge la Grande Inter), ma che come dirigente si rivela essere soltanto uno dei tanti sporchi personaggi che hanno vissuto il mondo del calcio italiano. Purtroppo restano le dichiarazioni del figlio e quindi di Danilo Nucini, incrociando le quali si arriva a un punto netto e ben definito su cui Palazzi, ma ne dubito fortemente, dovrebbe aprire un fascicolo, in realtà banale pe quanto sono chiari i fatti: l’Inter, nella persona di Facchetti, trafficava con un arbitro in attività, vaneggiando chissà quali indagini sul mondo del calcio. Incontri e telefonate, confessioni e spiate. L’arbitro Nucini ha arbitrato l’Inter. L’arbitro Nucini ha fatto il quarto uomo nelle partite dell’Inter. E’ una PALESE E VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GIUOCO DEL CALCIO. Fino a questo momento, è l’UNICO REATO ACCERTATO E DIMOSTRATO, perché confessato proprio dalle parti.

Risulta evidente durante la deposizione di Facchetti in più parti, ne segnaliamo soltanto una:

PM Capuano: Sa se lui ha mai detto di essersi incontrato con Nucini?

Facchetti: Sì in un momernto di confronto disse di avere trovato riscontro ad una serie di dubbi che aveva su sconfitte ripetute della sua squadra attraverso la testimonianza di questo Nucini.

E molto evidente dai numerosi scivoloni e arzigogoli di Nucini:

Avv. Prioreschi: Lei ha mai detto a Facchetti di far parte dell’organizzazione? Di essere proprio attivo?

Advertisment

Nucini: No, no, no, mi faccia rispondere, mi faccia rispondere….Questo era impossibile che io confidassi a Facchetti che… perché noi, nell’estate del 2002 abbiamo iniziato un percorso che ho definito “cavallo di Troia” perché sapevamo che nel mondo del calcio c’era un malessere e volevamo scoprirlo.

Basta questo, bastano soltanto questi tre passaggi per rimettere in discussione tutto quanto e far partire STAVOLTA UN VERO PROCESSO.

A tal proposito CHIEDO ad Andrea Agnelli da che parte sta e cosa intende farne della Storia della Juventus, calpestata e violentata da personaggi di questo livello per loro semplici e improponibili percezioni:

Nucini: Le dinamiche che ci interessavano ce le siamo andate a prendere, sul resto erano percezioni.

Avv. Prioreschi: Quindi quando dice che gli arbitri facavano parte dell’associazione erano sue impressioni?

Nucini: Si aveva la percezione.

Presidente Casoria: Non impressioni ma percezioni.

Adesso le chiacchiere stanno a zero.

In aula ci sono tanti avvocati intenti a scagionare i loro clienti, che si chiamano Paolo Bergamo, Massimo De Santis, Luciano Moggi. Non uno di questi ha a che fare con la Juventus, nemmeno l’immenso Direttore che sta combattendo una battaglia tutta sua e personale per restituire ONORE a una storia, quella degli ultimi venti anni di calcio italiano.

Andrea Agnelli: cosa è per Lei la Juventus? Come intende muoversi?

Se non lo fa Lei, toccherà ai tifosi riprendersi la Juventus. A costo di abbattere a fucilato l’Intero Palazzo nel quale vi tenete rinchiusi. A costo di ripartire da zero, dalla Terza Categoria o dai Pulcini.

Da parte mia ho già disdetto tutto quanto: abbonamenti a magazine, a TV, a pay per view e non mi recherò mai più allo stadio fino a quando questa storia non sarà stata affrontata con la serietà che è richiesta.

E i tifosi bianconeri che fanno? Ancora a litigarsi fra loro su Del Neri, Marotta, Martinez e Bonucci? Ma che cosa vi è successo? Ma che razza di paese è questo in cui viviamo? Perché  non partono ora le fiaccolate a favore di una giustizia così volgarmente sostituita da una farsa ormai inaccettabile?

La risposta non può che essere una: è un paese di merda di cui siamo tutti complici. A meno che…

Advertisment

Una brutta pagina del calcio italiano: Nucini incastra l’Inter al Processo di Napoli

Non c’è altro modo di leggere una delle deposizioni più ridicole e scandalose. Le sollevazioni della Presidente Casoria fanno sperare per una giustizia finalmente giusta, equa e serena.

Advertisment

Ecco a voi il SuperTestimone dell’Accusa che incassa, uno dietro l’altro, i timidi colpi di una difesa, quella di Prioreschi, che pare non voler forzare troppo la mano, perché qui si rischia seriamente l’arresto!

Di seguito l’estratto della deposizione di Danilo Nucini, un uomo un perché:

CONTROESAME NUCINI DANILO.

Avv. Prioreschi: Ha parlato con il PM questa mattina?

Nucini: L’ho incrociato ma non ci ho parlato.

Avv. Prioreschi: È stato convocato, o si è presentato Lei?

Nucini: Sono stato convocato.

Avv. Prioreschi: Le hanno letto le depoisizioni di Facchetti prima dell’interrogatorio?

Nucini: No.

Prioreschi legge il verbale di sommarie informazioni testimoniali rese da Nucini a dicembre 2010.

Avv. Prioreschi: Nel 2006 è stato sentito dall’Ufficio Indagini, poi nel 2007 dai PM e poi nel 2009 da questo Tribunale. Come mai tutto quello che ha riferirto nel dicembre 2010 non lo ha mai riferito prima?

Nucini: Io vado a testimoniare alla giustizia sportiva dopo le sentenze. Vado a testimoniare, anche se non ero tesserato. Lo faccio perchè Borelli mi invita a farlo per onorare la memoria di Facchetti. Io ho sempre avuto pudore a parlare di una persona che non c’è più. Lei non troverà mai una dichiarazione mia di quello che è stato nell’intimo il nostro rapporto. Così non l’ho fatto in nessuna occasione. Quando sono andato da Borrelli, Lui era rimasto dopo le sentenze per aprire le indagini sul Dossier Ladroni. Non sapevo per che cosa ero stato chiamato. Così è stato negli altri due casi. Fortunatamente il figlio ha ripescato questi memoriali del padre ed in quella occasione ho risposto alle domande che mi erano state fatte sul quel memoriale. Io non le avrei mai dette spontaneamente.

Avv. Prioreschi: Le ricordo che Lei il 26 maggio ha depositato un suo pseudomemoriale.

Nucini: No, non ho mai deposistato nulla, a me interessava raccontare le dinamiche che avevamo vissuto.

Avv. Prioreschi: Livorno-Messina, Lei ha raccontato tutto, e questa se la ricorda nel dicembre 2010?

Nucini: Ma se non fossi stato in buona fede non l’avrei mai raccontata.

Presidente Casoria: Questo, che era un fatto dimostrativo di una certa cosa, perché non l’ha detta qui quando è venuto la volta scorsa?

Nucini: Dopo che è uscito il “memoriale” è caduto anche il senso di pudore e di imbarazzo. Io…

Avv. Prioreschi: Ma in Livorno-Messina mica parlava di Facchetti.

Nucini: Ma era una confidenza che avevoi fatto a Lui.

Presidente Casoria: E’ stato reticente per la memoria di Facchetti.

Avv. Prioreschi: Sulla scheda data da Fabiani: Lei prima ha indicato il numero, ma poi ha detto di non averla usata e che Le sono arrivate solo un paio di telefonate. Lei il 23 settembre 2007 ai carabinieri ha detto di avere avuto la scheda ancora imballata e che l’aveva buttata via.

Opposizione del PM Narducci.

L’avv. Prioreschi si arrabbia: Avrebbe dovuto farle Lei queste domande, lo sa bene quante versioni ha dato sul fatto!

Avv. Prioreschi: Ha detto prima che l’aveva usata, poi che non lo aveva fatto, che non ricordava il numero, poi dice che non l’ha buttata… mi dice dopo 7 anni come ha fatto a ricordare il numero nel 2010?

Nucini (a Prioreschi che incalza): STA CALMO!

Presidente Casoria: Non si permetta!

Nucini: A Borrelli dico che l’ho annotata, poi a Lei, che mi ha posto la stessa domanda dopo un controesame di 6 ore, ho dato la stessa risposta, ho sempre detto che l’avevo annotata.

Presidente Casoria: Ma nei verbali c’è scritto il contrario.

Nucini: Io il controesame lo ricordo bene, resta il fatto che io questo numero l’avevo annotato e lo avevo dato anche a Facchetti. Lei nel controesame non mi ha chiesto il numero…

Avv. Prioreschi: Io chiedo che il teste venga ammonito perché deve dire la verità.

Presidente Casoria: Dove lo aveva annotato? Perché non l’ha detto qui?

Nucini: In quella occasione io non me lo ricordavo a memoria.

Avv. Morescanti: Sono state fatte 25 domande sul punto e Lei mi ha detto: ‘Magari me lo ricordassi’.

Nucini urla.

Avv. Morescanti: Presidente, lo faccia stare zitto!

Nucini: Allora, facciamo così: la scheda me l’ha data Marconi e a Torino c’era Garibaldi.

Presidente Casoria: Nucini, Lei si sta squalificando come teste, tutto ciò verrà registrato.

 

Avv. Prioreschi: Le leggo il verbale della scorsa udienza in cui veniva chiesto se Lei aveva conservato il numero dopo averlo dato a facchetti, Lei rispondeva di no.

Nucini: Non avevo capito la domanda, intendevo una copia.

Avv. Prioreschi: Le chiedo di interrompere l’interrogatorio e nominare un difensore.

Avv. Prioreschi: Nel 2001-2002 ha arbitrato in A?

Nucini: 2 gare.

Avv. Prioreschi: Quindi ritratta: aveva detto di non avere arbitrato.

Nucini: Ho controllato i miei appunti.

Avv. Prioreschi: Quante volte ha arbitrato in A e B bel 2001-2002?

Nucini: La B non l’ho contata, perché nel curriculum di un arbitro conta la serie A.

Avv. Prioreschi: Se è un arbitro di serie A, non se è uno di B.

Nucini: Dipende da chi fa le classifiche.

Presidente Casoria: Orientativamente.

Nucini: Una quindicina.

Avv. Prioreschi: Lei ha fatto 14 volte la B e 2 la A; sa Palanca quante volte ha arbitrato?

Nucini: No.

Avv. Prioreschi: Ha fatto 16 volte la B. Cesari ha arbitrato il 30.9.2001 Juve-Roma 0-2; che cosa è successo a Cesari?

Nucini: No.

Avv. Prioreschi: Ha detto che non ha più fatto la Juve quell’anno.

Nucini: Io quell’elenco l’ho fatto e l’ho dato a Facchetti e al tribunale, quindi non ricordo. Nn mi pare che Roma-Juve sia di quell’anno, anzi non è quell’anno, è qualche anno dopo.

Avv. Prioreschi: Invece era proprio il 2001-2002 e Cesari ha fatto la Juve altre 2 volte, quando andiamo sui fatti cade sempre.

Nucini: No no, questo non è vero.

Avv. Prioreschi: Fabiani a marzo 2003 Le avrebbe dato 3 utenze all’aeroporto di Lamezia. (Prioreschi legge i tre numeri). Lei dice di non avere mai usato le utenze. Purtroppo Lei è sfortunato, perché da indagini dei pm risulta che una di quelle utenze risulta attiva solo dal 18.12.99 al maggio 2002 e riattivata a dicembre 2004. Da dove ha pescato queste tre utenze?

Nucini ride.

Avv. Prioreschi (arrabbiandosi): Non c’è nulla da ridere, qui c’è gente che è imputata per niente.

Nucini: Ma io le ho ricevute da Fabiani, che ne sapevo che non era attiva? Lui mi ha fornito questi tre numeri e me li sono segnati.

Avv. Prioreschi: Non poteva, era disattiva,

Nucini: E lo chieda a Fabiani, Lei mi dà un numero di telefono e devo io preoccuparmi che sia attiva? E si sarà sbagliato, su tre utenze due erano attive e una no.

Avv. Prioreschi: E come fa a sapere che le altre erano attive?

Nucini: Lo ha detto lei

Avv. Prioreschi: Lei ha mai detto a Facchetti che faceva parte dell’associazione?

Nucini: Questo era impossibile perché nell’estate del 2002 abbiamo iniziato un percorso che ho definito cavallo di T***A perché sapevamo che nel mondo del calcio c’era un malessere e volevamo scoprirlo.

Avv. Prioreschi: Quindi non l’ha mai detto a Facchetti?

Nucini: Cosa dovevo dirgli?

Presidente Casoria: non ha mai confessato sue colpe a Facchetti?

Nucini: No.

Avv. Prioreschi: Nemmeno in Avellino-Messina?

Nucini: No cosa avrei dovuto dirgli?

Avv. Prioreschi: Monti ha riferito che Facchetti gli avrebbe detto che lei faceva parte dell’associazione Gianfelice Facchetti ha detto lo stesso aggiungendo che in quella gara avrebbe arbitrato a favore del Messina

Nucini: Innanzi tutto, mi conferma che c’era un’organizzazione?

Advertisment

Avv. Morescanti: Ma come si può tollerare una cosa del genere?

Presidente Casoria: Cinque minuti fa il figlio di Facchetti ha detto che lei avrebbe arbitrato con dolo la gare e che era un arbitro pentito, lo ha detto o no?

Nucini: Assolutamente no. È impensabile, bisogna vedere se davvero Facchetti lo ha detto al figlio, i fatti oggettivi corrispondono a quello che io e Facchetti abbiamo vissuto insieme.

Avv. Prioreschi: Il posto di lavoro offerto da Facchetti. Mi fa la cronistoria dei colloqui procurati da Facchetti?

Nucini: Dott Paolillo (attuale AD dell’Inter ndr) presso la Banca Popolare di Milano

Avv. Prioreschi: L’attuale dirigente dell’Inter?

 

Nucini: Non so che cosa faccia Paolillo oggi, poi UniCredit, poi qualche private banking (Prioreschi aiuta Nucini a ricordare leggendo l’elenco con i nomi dei funzionari di banca).

Avv. Prioreschi: Lei per questa sua attività di confidenza ha avuto da Facchetti e dall’Inter denaro o altra utilità?

Nucini: No!

Avv. Prioreschi: È sicuro?

Nucini: Sì.

Avv. Prioreschi: Bene. Rispondendo al PM ha detto che nei colloqui con Facchetti a volte faceva riferimento al fatto a vostre considerazioni. Io vorrei dividere le due cose. Quando ha riferito degli arbitri che facevano parte dell’associazione erano fatti o considerazioni?

Nucini: Le dinamiche che ci interessavano ce le siamo andate a prendere, sul resto erano percezioni.

Avv. Prioreschi: Quindi quando dice che gli arbitri facavano parte dell’associazione erano sue impressioni?

Nucini: Si aveva la percezione.

Presidente Casoria: Non impressioni ma percezioni.

Nucini: Che alcuni arbitri rispondessero in maniera diretta altri indiretta.

Avv. Prioreschi: Lei ai cc ha detto che era probabile che alcuni arbitri facevano parte del sistema Moggi. Preciso che questo era un nostro commento perché non avevamo prove di questa affermazioni.

Nucini: Si è così era un commento su nostre percezioni.

Avv. Prioreschi: Lei ai cc riferisce la storia che nel corso del 2001/2002 venivano mandati alla juve arbitri giovani se la ricorda?

Nucini: Sì.

Avv. Prioreschi: Risparmio la lettura. Questa cosa la riferisce prima di Lei Gianfelice e Lei la ripete. Lo fa perché lo aveva detto Facchetti o perché ne era a conoscenza?

Nucini: Per noi quelli erano arbitri che rispondevano alle dinamiche, che poi fossero giovani…

Avv. Prioreschi: No, così sta modificando. Le leggo la sua testimonianza in cui parla prpprio di arbitri giovani.

Nucini: Avevamo fatto anche la considerazione che anche tra gli arbitro giovani potevano avere la possibilità di far conoscere l’associazione. In generale si parlava anche dei giovani che era molto facile riuscire ad influenzare.

Presidente Casoria: Lei ha detto che nominavano i giovani perché erano influenzabili.

Nucini: È così

Presidente Casoria: E l’avv. ha fatto un elenco…

Nucini: Anche quella era una percezione.

Avv. Prioreschi: Ha mai arbitrato l’Inter dopo la nomina di Facchetti a Presidente?

Nucini: Ho fatto il quarto uomo.

Avv. Prioreschi: Ed era corretto visti i suoi rapporti?

Nucini: Il quarto uomo è assolutamente ininfluente…

Bergamo si inalbera e Nucini: “Dai Paolo, lo sai…”.

L’avvocato Morescanti si arrabbia.

Nucini: E poi io non posso ricordare quante volte ho fatto il quarto e anche ammesso e concesso che avessi fatto il quarto uomo …

Presidente Casoria: Perché non ha detto a Facchetti, visto che stavate facendo questa indagine, che non era il caso?

Nucini: Perchè l’indagine era già terminata, e poi io avendo la coscienza a posto potevo fare anche l’arbitro.

Avv. Prioreschi: Mi arrendo!! Nessuna altra domanda.

 

Avv. Gallinelli: Quando esordì come arbitro in B?

Nucini: In Casteldisangro-Cosenza

Avv. Gallinelli: Nel 1996?

Nucini: Sì, credo di sì

Avv. Gallinelli: Ricorda se successivamente venne sospeso?

Nucini: Non sono stato sospeso dopo la gara.

Avv. Gallinelli: E quando?

Nucini: Per aver fatto la pubblicità al corso arbitri, dopo Bari- Empoli

Avv. Gallinelli: I designatori chi erano?

Nucini: Casarin.

Avv. Gallinelli: Chi la sospese?

Nucini: Lui.

Avv. Gallinelli: Lei non venne sospeso per aver criticato il suo presidente di sezione di Bergamo?

Nucini: Ho fatto la pubblicità del corso arbitri.

Avv. Gallinelli: Questo era il motivo?

Nucini: Sì

Avv. Gallinelli: Sa che c’è un articolo che vieta all’arbitro di rilasciare interviste?

Nucini: Sì ma solo su episodi tecnici, non di fare il corso arbitri per la pripria città.

Avv. Gallinelli: Da dove apprese della sospensione?

Nucini: Da Tuttosport.

Scaramucce in aula sul fatto che la notiza fosse stata pubblicata anche su altri giornali.

Avv. Gallinelli: Lei contava i compensi per la B, quanto guadaganava?

Nucini: 5000 per la A e 2500 per la B.

Avv. Gallinelli: Nel 2002-2003 ha fatto 17 in B e 3 in A?

Nucini: Sì, devo aver fatto 3 in A.

Avv. Gallinelli: Prendeva anche un fisso mensile dall’AIA

Nucini: Sì.

Avv. Gallinelli: Nel 2002-2003 quanto era?

Nucini: Non ricordo.

Avv. Gallinelli: 2500 al mese?

Nucini: Sì, forse sì.

Avv. Gallinelli: Ed era uguale sia per la A che per la B?

Nucini: Cambiava se un arbitro cambiava fascia.

Avv. Gallinelli: Quindi in quella stagione percepì 108.000 euro?

Nucini: Non me lo ricordo.

Avv. Gallinelli: Conosceva Gianfelice Facchetti?

Nucini: Mai. Mai incontrato, solo qua.

[Fonte: TifosiBianconeri]

E non è ancora finita! A stasera per gli aggiornamenti!

Advertisment

Ravezzani su Calciopoli: mi sembrava strano…

Nemmeno 24 ore ed ecco il secondo articolo su Calciopoli. Nemmeno 24 ore ed ecco che torniamo al punto di partenza: a nessuno interessa veramente la farsa, a nessuno interessa veramente capire cosa sia effettivamente successo. Conviene viceversa a molti, moltissimi, perdurare in questa situazione completamente illegale e che ha portato il nostro calcio a un livello pessimo di educazione, rispetto, lealtà, risultati.

Advertisment

Nemmeno 24 ore e i complimenti trasversali che si era beccato il buon Fabio Ravezzani adesso sono messi seriamente in discussione. E non che sia una critica, ma proprio un rimprovero. Non fai in tempo a mostrare coraggio che sei costretto immediatamente a rivedere le dichiarazioni e tornare a scrivere come prima.

C’è un fatto che comunque bisogna sottolineare con forza: Ravezzani è stato (mi fido di certe persone) molto coerente in questi anni. Ha una sua posizione che ha mantenuto stabile e perciò va apprezzato. E credo, sicuro di una sua intelligenza e indipendenza concettuale, che molti argomenti che lui reputa ancora pieni di mistero e dubbio sono in realtà molto semplici da capire e analizzare. E non già perché vengono visti da un tifoso bianconero o nerazzurro, ma perché è la logica che impone alcune semplici affermazioni e alcuni netti ragionamenti.

Svuotiamo la mente dagli ultimi 10 anni di calcio, anche 15 o 20. Proviamo a riassumere cosa è successo fino a Calciopoli, dal momento in cui la Triade ha preso in mano il progetto Juve di Umberto Agnelli rendendolo uno dei più interessanti e fortunati nella storia del calcio. Sarebbe un colpo basso riportare i centinaia di articoli internazionali che non hanno alcun interesse a difendere la Juve (anzi, varrebbe esattamente il contrario ragionando con un tasso di intelligenza pari a quello italiano, e cioè meschino) né a prendere posizione circa Calciopoli e il Processo di Napoli.

Da una parte la Triade che senza scucire assegni multimiliardari alla proprietà ha avviato una gestione pressocché perfetta in ambito finanziario e tecnico. Allestendo rose molto competitive e creando un gruppo di lavoro dai meccanismi ben collaudati. I risultati sono oggettivi e fuori discussione perché imporrebbero complotti in stile NASA (siamo mai andati sulla luna?) o chissà quali assurde storie di vittime, truffatori e via così. Non sempre la Juve partiva col favore dei pronostici, valutando le individualità in valore assoluto, ma le caratteristiche di combattività e organizzazione hanno avuto la meglio sui soldi, sugli investimenti, sul mercato.

Dall’altra parte c’è un Petroliere, un ricco Signore milanese con tanti soldi disponibili per un giocattolo che non ha mai trovato i giusti ingranaggi. Basta dare un’occhiata ai bilanci nerazzurri con perdite mostruose sulle quali ci sarebbe realmente da riflettere e indagare. Basta abbozzare una lista dei fenomeni di mercato acquistati a suon di milioni e miliardi poi rivelatisi un vero flop. Basti stilare un’analoga lista di tecnici che sono stati ingaggiati. Basti guardare una lunga sfilza di risultati piuttosto oggettivi e figli di un’improvvisazione che nel calcio non paga.

E’ paradossale, ma proprio la Juve degli ultimi 5 anni conferma quanto scritto fino ad adesso. Ed è quello che i tifosi bianconeri rimproverano alla società, senza per questo tirare in ballo complotti internazionali contro la propria squadra. Se il management juventino fosse riuscito ad azzeccare pochi colpi di mercato e uno staff tecnico di medio livello, la Juve avrebbe avuto le capacità per competere realmente con la pochezza del calcio italiano degli ultimi anni. Questo è il più grande rimprovero ai comici Elkan e Blanc, o ai dilettanti allo sbaraglio quali Secco e Ranieri.

Viceversa per 15 anni abbiamo assistito a un continuo martellare su condizioni anomale del calcio italiano, perché Moratti ha insegnato a guardare sempre in casa altrui. Mai si sono riconosciuti errori palesi e gravi nella gestione dell’Inter, tipo i miliardi spesi per pagare un inconsistente Recoba (pupillo del Presidente) e chissà quanti altri giocatori, o i colpi di mercato naufragati nel nulla. Una rabbia che tutti i tifosi hanno mostrato costantemente nei confronti della proprietà e sagacemente virata contro un obiettivo preciso: la Juve di Moggi, Giraudo e Bettega, rea di vincere e dominare, senza i mezzi economici di Moratti, ma con competenze nemmeno lontanamente paragonabili a quelle in casa nerazzurra. Rabbia trasformata in inganno chiamato Calciopoli. Unico strumento per poter sovvertire il campo e provare una folle ebbrezza di vittoria, folle quanto falsa.

Advertisment

Caro Ravezzani esistono documenti e intercettazioni, come dice lei, e soprattutto centinaia di testimoni. Esistono filmati ed esistono logiche dello sport che non riescono proprio a dar credito a Calciopoli. Anzi intimano, se non si vuol perdere dignità e faccia, di pensare esattamente al contrario.

Ciò che lei rileva su Narducci e il modo di condurre una vicenda così pesante e vigliacca è corretta e andrebbe spiegata con molta più precisione, con molti dettagli. Perché delle due l’una: o Narducci ha condotto malissimo il suo lavoro, unidirezionale e con una qualità molto bassa di dignità e deontologia professionale, o la conduzione è stata dettata e quindi è stata truccata. La seconda ipotesi, molto più plausibile della prima, mette ai brividi perché ciò vorrebbe dire che il movimento del calcio italiano è stato ingannato, plagiato, stuprato (stavolta sì). E qualcuno dovrà pagare per questo.

Non tornano infine dichiarazioni e tempi. Sui tempi siamo costretti tutti quanti ad attendere. Ancora attendere. C’è un giudice, tal Casoria, che si è espressa in modo molto netto e pesante e per questo ha messo tanta paura in Moratti, in Narducci e Compagnia Cantante.

Non torna il ragionamento di De Laurentiis per esempio che ebbe a dire che dopo Calciopoli c’è stato spazio per tutti, mentre rileggendo i vincitori del Torneo Aziendale si nota solo l’organizzatrice del Torneo con al più qualche apparizione della Roma nella Coppa Aziendale (cioè le uniche formazioni a essere state tenute fuori da Calciopoli). De Laurentiis ebbe a dire pure che ora il calcio è pulito, salvo smentirsi ogni santa domenica in cui il Napoli non prende 3 punti gridando a complotti, a un Napoli che dà fastidio, a campionati paralleli e via così. Riducendosi a buffone, prima ancora che incoerente.

Non torna il ragionamento di Zamparini secondo cui non è il suo atteggiamento a fare male al Palermo, ma qualche altro strano complotto che vuole i rosanero fuori dal quarto posto e dalle Coppe. Avrà creduto sul serio ai propositi di scudetto di Zenga, cacciato dopo pochi mesi dallo stesso Zamparini?

Non tornano le dichiarazioni e le intercettazioni, alcune delle quali, caro Fabio Ravezzani, sono molto più gravi rispetto a quelle imputate a Luciano Moggi.

Non tornano le dichiarazioni di Preziosi secondo cui bisognerebbe chiudere la pratica Calciopoli in modo veloce e indolore. Indolore per chi? Ha qualcosa da nascondere?

Non torna la parcondicio arbitrale su cui nessuno ha mosso un dito e la sola frase è invece di una volgarità e di una pericolosità unica nel suo genere.

Basterebbe che Nucini tornasse a rispondere, magari davanti alla Casoria. Basterebbe che il Petroliere si presentasse in aula a rispondere a semplicissime domande. Poi la giustizia farà il suo corso. Sempre che è questo che l’Italia vuole davvero? Ma ho i miei dubbi.

Advertisment