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Tag: ogbonna (pagina 1 di 5)

Juventus – Sampdoria / Mezzogiorno di fuoco

Ore 12:30. Juventus contro Sampdoria. I bluecerchiati sono in un momento di forma eccezionale e il loro campionato è da favola. La Juve deve accelerare e mettere più pressione alla Roma.

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Tevez contro Okaka, l’hanno descritta. Piuttosto, è Juve contro Samp, Allegri contro Mihajlovic.

A disposizione, prima delle vacanze natalizie, due sfide di campionato, nel tentativo di poter allungare sui giallorossi o mantenere invariate le distanze. Samp prima, giovedì Cagliari, e poi chiusura con la Supercoppa contro il Napoli tentando di capire chi parteciperà alla premiazione.

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Morata è favorito per giocare dal primo minuto. In settimana si erano sparse voci (si erano sparse? Qualcuno aveva avviato l’ennesima campagna di disinformazione) su un Morata lontana da Torino a gennaio. Allegri, che sta gestendo benissimo il gruppo bianconero e anche la comunicazione, lo manda in campo da titolare, in una sfida molto importante. Allo spagnolo ex Real il compito di allungare i numeri positivi fin qui messi assieme, in un processo di crescita graduale e prudente voluto dal tecnico livornese.

Riposerà Pirlo, così in cabina di regia ritroveremo Marchisio, anche per contrastare il dinamico centrocampo doriano, molto abile in fase di ripartenza. Vidal in campo con Pogba e Pereyra. A meno di un cambio di scelta dell’ultimo minuto, col genio bresciano in campo.

Difesa ridotto all’osso e uomini obbligati: Bonucci (in diffida) in coppia con Ogbonna (al posto dello squalificato Chiellini), Lichtsteiner a destra, Padoin a sinistra (per far rifiatare Evra).

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Fiorentina – Juventus 0 – 0 / Chi ci ha capito qualcosa?

Cantava De Gregori “e non c’è nulla da capire”. Sarebbe la colonna sonora perfetta per il match fra Fiorentina e Juventus. Uno scialbo 0-0 dove vince solo l’estro dei tifosi viola che ancora protestano (e chissà perché).

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Allegri sorprende tutti, forse anche i ragazzi stessi: ritorno al passato, con un 3-5-2 che fa da specchio a quello viola. Con Evra e Ogbonna, con Pereyra e Coman.

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I fischi dello stadio, anche i buu razzisti contro Ogbonna e Pogba, le proteste per un presunto fallo laterale invertito: è la fotografia dell’Italia calcistica. Per questo non aver nemmeno tentato di vincere fa male a chi oggi si chiede se è un pareggio che ci può stare o un pareggio beffa (visto che non si è nemmeno tirato in porta).

Testa a martedì, si dirà. Ma al di là di questo, a sorprendere è ancora la superficialità di molte giocate: da Pogba a Vidal, per esempio. E la pochezza delle fasce, dove Evra è molto lontano dall’essere utile.

Zero a zero, dunque. Moviola inclusa: una mezza cravatta di Chiellini su Gomez, poi il mani di Pizarro finale, nel mezzo mancano un paio di gialli per Basanta e Gomez, ma si ricordano i fischi dello stadio e il “buffone” gridato a Rizzoli. E’ sempre Italia, in fondo.

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Fiorentina – Juventus / Tattica: si torna all’antico?

Arriva la sorpresa, almeno così denunciano i giornalisti: la Juve torna al 3-5-2 per la sfida con la Fiorentina, complice le numerose assenze e le squalifiche.

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La prima brutta notizia riguarda Romulo: stop di 90 giorni. Praticamente ci vedremo in primavera per un acquisto che fino ad adesso non ha mai praticamente giocato. Unito ai vari Caceres, Barzagli, Marrone e alla squalifica di Lichtsteiner, questo vuol dire che la Juve non ha più difensori.

Scontata la presenza di Ogbonna, Bonucci e Chiellini. E vista la carenza, ecco il passaggio al 3-5-2, sembrerebbe. Con Pereyra a destra a centrocampo ed Evra a sinistra.

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Spazio poi al turn-over: giungono voci su Coman in attacco al posto di Tevez, con Llorente titolare e Morata in panchina; riposo pure per Marchisio, con Pirlo regolarmente in campo, con al fianco Pogba e Vidal.

Destabilizzante o meno, io preferirei la seguente formazione.

Fiorentina - Juventus / Tattica: si torna all'antico?

Ma l’importante, come al solito… è vincere.

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Empoli – Juventus 0 – 2 / Juve alzati e cammina

Due zampate. Micidiali per il significato che potrebbero avere da qui a dicembre. Pesanti nei nomi. La Juve si libera dell’Empoli con due gol d’autore.

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Si sveglia Pirlo, dopo un’altra prestazione per nulla soddisfacente. Il genio bresciano è pesante, poco lucido, lentissimo. Nelle ultime due partite ha perso un numero di palloni pari a quelli persi in tutta la carriera. Ma poi basta un calcio piazzato per imporre il detto “la classe non è acqua”. Speriamo gli serva per il morale e nuova carica. Ci serve il miglior Pirlo, non certo il Pirlo a sprazzi visto finora.

E così la Juve, con la punizione del numero 21, si libera di paure e ansie. Si capisce subito che la squadra predica tranquillità, ma poi soffre terribilmente la prestazione. Contro un modesto Empoli, poca cattiveria e concretezza.

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Sono diversi i problemi e l’infermeria non aiuta. Infermeria che si è presa Asamoah e Ogbonna, non restituendocene alcuno. Questo vuol dire che Allegri dovrà inventarsi qualcosa per domani sera. Magari un cambio di modulo?

Già perché, al di là di un Morata che non può tornare in panchina, il 3-5-2 è inadeguato. Manca la corsa e mancano gli equilibri. Poco incisivi, parecchio sfortunati in questo periodo, ma il modulo è un problema: meglio maggior copertura a centrocampo, rinunciando alle due ali che non stanno producendo alcunché. Meglio investire sul centrocampo pesante e sugli attaccanti più in forma.

Perché uno dei problemi è questo: si arriva lentamente a occupare la metà campo avversaria, ma il giro palla manca di fantasia e fatichiamo a saltare l’uomo. Manca cioè un uomo di raccordo con l’attacco, senza che tolga a questo reparto un uomo di numero. Vale a dire: con gli uomini a oggi a disposizione, un 3-4-1-2 potrebbe risolvere qualche problema.

E aumentano i rimpianti per Sassuolo e Genoa: due partite buttate, un vantaggio enorme sulle inseguitrici gettato al vento.

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Contro le polemiche, contro tutti: parla il campo

Due settimane di delirio. Dopo Juve-Roma si sono scatenati in tanti, ma probabilmente in pochi hanno avuto ragione: il campo ha avuto ragione. Finalmente si riparte.

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Sabato si torna in campo, dopo la pausa Nazionale dove ancora la Juve è stata protagonista. Scherzi del destino, quasi a prendersi ancora gioco di chi ha poco ormai da fare se non polemizzare (ogni riferimento a Totti non è casuale).

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La Juve dovrà rinunciare a Morata, in attesa di tornare a festeggiare Llorente, ormai a secco di gol da troppo tempo. Scalpita il solito Tevez su cui ormai si è scatenato il gioco del “quando rientrerà in Nazionale?”. Per adesso ce lo godiamo noi, e solo noi. Per fortuna. Scalpita pure Giovinco e chissà se troverà spazio, di certo non come interno: in mezzo al campo la Juve è ben attrezzata.

Piuttosto resta il problema della difesa. Bonucci e Chiellini ok, anche e soprattutto dopo la pausa Nazionale, ma il resto è un andi-rivieni dall’infermeria. Pesante l’assenza di Barzagli: ma quando rientrerà? Nel frattempo Ogbonna dovrà garantire la sicurezza che serve a Buffon.

Si torna in campo, l’unico vero giudice.

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Juventus-Udinese 2-0 / Ne vedremo delle belle

Baricentro altissimo. Percentuali bulgare di possesso palla. Produzione offensiva da capogiro. Facilità di arrivare in zona gol. Con la pecca di concretizzare ancora poco. E una certezza: la panchina è di grandissima qualità.

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Più del 2-0 casalingo sull’Udinese, è quest’ultimo concetto che stupisce. In quella che di fatto era una piccola emergenza di uomini, la Juve non ha tradito. La Juve tutta, a cominciare da Ogbonna su cui persistono ancora dubbi di affidabilità.

La Juve dei Pereyra e dei Caceres va come un treno, confermando la buona impressione della prima giornata di campionato, cioè quella legata al gioco. Più equilibrato rispetto all’era Conte, meno frenetico, ma ugualmente famelico. Questi ragazzi non hanno per nulla la pancia piena e – anche qui – cade uno dei motivi dell’abbandono di Conte. Su questa rosa ci si può ancora contare.

Lo vedi da Tevez che fino a 2 giorni fa doveva rimanere a casa infortunato. Lo vedi soprattutto da Pereyra che sembrava voler imitare il miglior Vidal, riuscendoci per duttilità e quantità di corsa, per aggressività e capacità di inserimento. Certo Vidal è impareggiabile, ma una sua ulteriore eventuale assenza non fare scattare l’allarme massimo. Gran bell’acquisto. Come lo è Evra: a sinistra il francese spinge, crossa e recupera. Asamoah può riposare con calma.

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Pressing alto, ma tanto ragionamento. Con un giro-palla che assomiglia comunque a quello di Conte, perché il 3-5-2 di Allegri è di fatto una piccola estensione, impercettibile a tratti, a essere sinceri. Addirittura un assetto più alto in fase di spinta, dove non è più un 3-3-4 come amava dire Conte, ma addirittura qualcosa di più, con annessi rischi di contropiede avversario. Marchisio a fare da filtro, il resto della squadra in una linea compatta offensiva con 6 uomini.

Il primo tempo ha registrato numeri dittatoriali, a favore dei bianconeri piemontesi su cui grava la responsabilità di non averla chiusa. Almeno 5 le palle gol nette sprecate, oltre il gol di Tevez. Il secondo tempo ha evidenziato una necessità di stare più calmi, di “non si può andare sempre a 100 all’ora” (cit. Allegri). Qui il tecnico dovrà intervenire.

La sorpresa più bella, oltre alla conferma dell’imprescindibilità di Llorente, è rappresentata dagli ingressi finali di Coman e Morata. Per lo spagnolo un piacevole esordio concettuale, ma non solo. Per Coman la conferma che questo ragazzo è nelle gerarchie bianconere per davvero, mica solo per emergenza come 14 giorni fa. Entrambi, in appena 5 minuti di gioco, hanno dimostrato la voglia e la fame di vestire il bianconero per ritagliarsi spazi da protagonisti. Specialmente Morata ha collezionato un paio di battaglie a centrocampo, mostrando un fisico longilineo ma robusto, due azioni personali per sfoggiare l’ottima tecnica calcistica, e un buon numero da bomber in area, con perno su avversario, stop e tiro da biliardo tenuto a fatica dal portiere avversario.

Sono solo le prime due giornate di campionato, non conosciamo ancora il reale peso delle avversarie fin qui affrontate, ma la sostanza della Juve di Allegri sembra esserci tutta. Noi ci siamo. E ci crediamo.

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Chievo Verona – Juventus: sorpresa tattica alla prima?

Alla prima ufficiale della Juve, Max Allegri sorprende tutti. Un po’ per necessità, un po’ per obbligo.

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La necessità riguarda partire bene: coi 3 punti, schiaffeggiando chi è pronto lì a gufare ed esultare al passo falso bianconero.

L’obbligo riguarda la rosa, praticamente devastata da influenze, assenze e squalifiche. Basti guardare l’attacco per rendersi conto dell’emergenza e della benefica partita della Nazionale che ci rimanderà al 14 settembre per la seconda di campionato.

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Llorente e Giovinco in panchina, in campo solo in casi speciali, “quindi speriamo ci restino” ha detto Allegri sorridendo. Morata fuori da tempo, resta il solo Tevez. Con il dubbio legato a Coman: subito in campo? E dove? Trequartista, a fare da raccordo fra centrocampo e attacco o seconda punta vicino a Tevez?

Indizio pesante, quello di Coman, per capire che si andrà più verso il 3-5-1-1. Ogbonna, Bonucci e Caceres il terzetto difensivo, in attesa che Chiellini smaltisca la squalifica e Barzagli l’infortunio.

Marchisio sostituisce Pirlo in cabina di regia, con a fianco Pogba e Vidal. Il cileno è prontissimo, ma non è certo al 100%. Può bastare? Pereyra è lì che attende, nonostante l’influenza, di capire dove verrà schierato. Ai lati Evra (in vantaggio su Asamoah) e Lichtsteiner (con Pepe in agguato).

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Situazione Juve: caos calmo?

Ribadiamo una delle verità assolute: la Juve è pronta, con una rosa sulla carta migliore rispetto a quella dello scorso anno. Gli unici dubbi, che sono più sfide, riguardano l’assetto tattico.

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A cinque giorni dall’esordio in campionato, che avverrà sabato alle ore 18, la Juve di Max Allegri fa la conta dei punti ancora in sospeso e si prepara alla battaglia. Con Marotta e Paratici vigili sugli ultimi potenziali colpi da mettere a segno.

Il sogno Falcao è destinato a rimanere tale. Nelle ultime ore si è fatta avanti un’ipotesi, ma fa ancora parte della cataegoria fantascienza. A Monaco il colombiano non è felicissimo. Complice una situazione poco chiara e solida del club. La società monegasca potrebbe allora, in assenza di offerte cash dalle big europee (cioè chi potrebbe permettersi di staccare assegni da oltre 30 milioni di euro), concedere il prestito per non perdere forza commerciale il prossimo anno. Pesa, in ogni caso, il lauto ingaggio dell’attaccante.

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Più abbordabili altri nomi. Non Jovetic, certamente Hernandez su cui però pesano due domande: possibile che tutti gli allenatori del ManUTD non abbiano a cuore la sua causa? Davvero il ManUTD sarebbe così felice di trattare un prestito con la Juve dopo il non-affare Vidal?

Inutile pensare a Eto’o (età e costi), così resta da capire la priorità di Allegri per individuare il profilo last minute: più trequartista o un copia-e-incolla di Llorente?

Dubbi che non sussistono a centrocampo, dove c’è sovrabbondanza di elementi. Pensiamo a Padoin, per esempio. Mentre va capita la situazione dei giovani che andranno a rinforzare la rosa di Fabio Grosso in Primavera o verranno ceduti in prestito per continuare il percorso di crescita. Vitale e Mattiello su tutti.

Dubbi che si fanno più timidi in difesa, dove il recupero di Barzagli dall’infortunio e di Chiellini dalle squalifiche garantisce il giusto parco difensori per reggere un’intera annata. A tre o a quattro, l’unico su cui sussiste un punto interrogativo è Ogbonna. 12 milioni spesi un anno fa. Sarebbe un miracolo recuperarne poco più della metà in questa tornata di mercato.

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Cedere e cedere bene

Il mercato in entrata è da reputarsi più che soddisfacente. Al netto dei nomi e del campo, la squadra è stata rinforzata. Occhio però alle cessioni. I nomi in gioco sono importanti, le mosse sono importanti.

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Sembra definitivamente chiusa la telenovela Vidal. Resta alla Juve. Quasi come un acquisto. Di quelle pesanti, di quelle che danno energia all’intera stagione. Stesso discorso per Paul Pogba.

Importante invece la strategia in difesa. A quattro o a tre, il problema riguarda i centrali, dove Ogbonna non garantisce fiducia e qualità, a meno di una crescita sorprendente nell’anno che sta cominciando. Un’offerta è già stata rifiutata dal ragazzo. Ma la Juve non sembra aver mollato.

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Si parla anche di De Ceglie. Se Asamoah garantisce il giusto ricambio a Evra, sia a 4 sia a 3, senza dimenticare che Chiellini potrebbe ricoprire il ruolo di terzino sinistro, allora per De Ceglie si chiudono le porte del campo. Così si parla di Parma. Di prestito, più che di acquisoto a titolo definitivo.

Sempre con il Parma, voci delle ultime ore, si parla anche di Simone Pepe, e qui il discorso si fa piccante. L’esterno destro sembra recuperato. Pienamente recuperato. Così appare alquanto strano che si pensi a una sua cessione. Proprio dopo essersi privati di Isla, lasciando quindi quasi sguarnita la fascia destra, col solo Romulo nelle vesti di alternativa a Lichtsteiner.

Fra i giovani, Coman resta in squadra. Per giocare. Per giocarsi le proprie carte che fin qui sono positive. Ha sorpreso Allegri che ne ha parlato bene, ha sorpreso anche il gruppo, compresi i dirigenti che sperano in una crescita simile a quella di Pogba. Vedremo.

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Juve di Allegri: lavori in corso, prego non disturbare

L’anno scorso, a rileggere questo blog, in moltissimi eravamo dubbiosi: la Juve reggerà il terzo anno? A leggere la classifica finale c’è da dedurre che il precampionato abbia un valore pari allo zero. Non è un caso che squadre come Roma e Inter e Napoli siano sempre superiori alle altre. Fino ad agosto però.

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Fari puntati su Max Allegri e su una Juve in cerca di personaggi d’autore. In cerca di un modulo e di una stabilità tattica: ci metteremo u po’ a trovarla. Devono prima digerirla i ragazzi, poi noi. La sensazione è che ad Allegri manchi fantasia fra centrocampo e attacco. Quel famoso trequartisa che Marotta sta cercando o, molto più probabile, un attaccante esterno in grado di sopportare/supportare il trio offensivo.

Niente paura sui risultati. Ripetiamo: l’anno scorso la Juve ha di fatto scherzato fino alla Supercoppa, quindi nessun allarmismo. Certo, la curiosità di capire quanto inciderà Allegri e quanto reagirà il gruppo.

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Un primo risultato utile sembra esserci. Quel Pereyra parrebbe un acquisto azzeccato. Buona tecnica e buona personalità, nei panni di vice-Vidal, a fianco di Pirlo, ottimo nelle due fasi: propositiva, di contenimento. difficilmente sarà il nuovo Camoranesi, perché Mauro German aveva un talento innato come ala, mentre questo sudamericano sembra più portato per l’interno di centrocampo.

Attenzione invece in difesa, dove Ogbonna non garantisce affidabilità, dove andrà inserito Evra e dove la difesa a quattro dovrà rimpiazzare il terzetto che da 3 anni difende Buffon.

Senza dimenticare che la stagione comincia a fine agosto. Ora, è solo fine luglio.

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