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Tag: olanda

Euro 2012: Germania – Olanda 2-1

Olanda con un piede e mezzo fuori dall’Europeo. Grande attesa per il big match della giornata tra gli Orange, chiamati  a riscattare l’opaca prova nella partita d’esordio contro la Danimarca, e la Germania che dal canto suo deve confermare quanto di positivo fatto contro il Portogallo.

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Primo tempo decisamente a senso unico con i tedeschi che lasciano giocare l’Olanda appena una decina di minuti e chiudono il match con un uno-due di Mario Gomez nel giro di circa cinque minuti. L’osservato speciale dal popolo bianconero Robin Van Persie non ha modo di potersi mettere in luce durante i primi 45 minuti di gioco a causa di un’Olanda non pervenuta.

Nella ripresa sembrano cambiare leggermente le cose, con la Germania che ha qualche buona occasione alternata a dei passaggi a vuoto. Ed ecco che durante uno di questi arriva la giocata che aspetti: Van Persie, che già in precedenza aveva sfiorato la rete con un gran tiro al volo, si libera di Hummels con una magia e batte Neuer con un gran destro dal limite. Due a uno, ma troppo tardi per il risveglio olandese che vede svanire quasi del tutto il suo sogno Europeo, ma che fa proseguire dopo il gran gol di stasera il sogno dei tifosi juventini di vedere RVP con la casacca bianconera.

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Euro2012: flop Olanda, top Germania

La prima sorpresa. La prima vera sorpresa di Euro2012 è il flop clamoroso dell’Olanda. Un flop molto netto e pressoché totale.

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La squadra orange non riesce a confermare tutte le bontà mostrate in fase di preparazione di questo Europeo. Abulica, contratta, slegata fra i reparti. Una accozzaglia di singoli che però non risultati una squadra.

A cominciare da Robben e Afellay, fortissimi nell’uno-contro-uno, ma totalmente inefficaci. Passando per Snejder, insufficiente, e Van Persie, svagato e isolato. E’ questa una delle favorite per la vittoria finale? No, troppo brutta per essere vera. Aspettiamo la reazione nella prossima sfida, a questo punto già decisiva. Per quanto riguarda Van Persie ricordiamo ai tifosi di non limitare l’analisi a questi brutti 90 minuti.

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Sì perché in serata la Germania ha fatto la… Germania. Dura, solida, organizzata, molto equilibrata. Fin qui la squadra più squadra di tutte, anche se mancano gli altri due gironi. E’ mancata forse sotto porta, ma ha creato diverse occasioni contro un Portogallo che ha confermato la mancanza cronica di un bomber. Ci chiediamo il perché della scelta bizzarra di allontanare Cristiano Ronaldo dalla porta, praticamente l’unico in grado di buttarla dentro. In realtà il fenomeno portoghese non ha combinato molto, anzi ha sciupato un paio di buone occasioni. Non è questa la strada per il Pallone d’Oro.

Ozil e Khedira, ma soprattutto gli esterni tedeschi creano tanto. E Gomez prima o poi fa gol. Con un Klose scalpitante, apparso in grande condizione.

La Germania si conferma come una delle pretendenti al titolo finale, con già un bel vantaggio su Portogallo e Olanda nel gruppo infernale di questo Euro2012.

Questo pomeriggio tocca all’Italia, poi si attendono gli squilli di Francia e Inghilterra.

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Euro 2012, si parte!

Ci siamo: oggi alle 18 ci sarà la gara inaugurale di Euro 2012, e come tradizione insegna, sarà la Polonia, paese ospitante insieme all’Ucraina, a dare il calcio d’inizio alla manifestazione continentale, affrontando la Grecia del ct Santos. Siamo alla quattordicesima edizione della competizione europea, la terza organizzata in coabitazione da due paesi, dopo Belgio-Olanda del 2000, e Svizzera-Austria del 2008.

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Come al solito, da un punto di vista delle squadre favorite, i nomi sono i soliti: Spagna campione in carica, Germania che arriva sempre al piazzamento, Olanda che ha tanta qualità. Un gradino più in basso per Italia, Francia e Inghilterra. Gli azzurri, falcidiati da scommessopoli e infortuni a catena, i galletti senza tanti campioni e in fase di transizione, gli inglesi che hanno cambiato allenatore dopo la gestione Capello. In mezzo qualche outsider, come il Portogallo che si ritrova nel girone di ferro con Germania e Olanda.

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Polonia chiamata quest’oggi già a dare soddisfazioni al suo pubblico: il ct Smuda punta forte sul trio del Borussia Dortmund, Lewandowski-Blaszczykowski-Piszcek. I tre si sono distinti nella vittoria della Bundesliga: Piszcek è stato il miglior terzino destro della Bundes, insieme a Lahm del Bayern; Blaszczykowski si è distinto come ala, tanto da essere soprannominato il Beckham polacco; Lewandowski è il punto di forza, ha segnato con una certa regolarità dal 2010, anno in cui ha vinto la classifica cannonieri in Germania, con 18 reti.

Polonia che giocherà col 4-2-3-1, squadra votata all’attacco, tutta da vedere. Di fronte la Grecia, che per tradizione non è mai stata l’emblema del calcio spettacolo, anzi: se fa gol, difesa a oltranza. Intanto così ha vinto un europeo nel 2004, sbaragliando ogni pronostico e vincendo la finale contro i padroni di casa del Portogallo. Pronostico quindi tutto a favore dei polacchi. Appuntamento oggi, dalle 18!

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Identikit di mercato: Klass Jan Huntelaar

Era il 2006, prima dello scoppiare dello scandalo Farsopoli. Su David Trezeguet si era scatenato ancora il solito fermento estivo, cioè quello del calciomercato. Va, resta, rinnova? In realtà non sarebbe andato via, nessun motivo per farlo. Piuttosto sembrava a rischio la permanenza di Ibra. Inconsistente nelle partite che contano, tipo quelle in Champions. Di certo irriverente nella proposta di innalzamento di ingaggio. Come con Zidane, Moggi era pronto per venderlo per tanti milioni all’estero. In ogni caso la Juve voleva rinnovare qualcosa a livello offensivo e dall’Olanda rimbalzava un’indiscrezione: Moggi aveva in mano un’opzione per Huntelaar. Opzione esistente che poi la nuova dirigenza non esercitò mai, nemmeno nell’anno del ritorno in A quando in attacco serviva una scossa giovane, un rinnovamento vero.

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I numeri del giovane Huntelaar

Klaas Jan Huntelaar

Klaas Jan Huntelaar con la maglia dell'Ajax

In quel momento l’attaccante olandese era una delle migliori promesse fra i bomber più giovani. A soli 20 anni vantava già qualcosa come 26 reti in 35 presenze con l’AGOVV e 33 reti in 2 anni con l’Heerenveen. Gol a raffica pure nelle nazionali giovanili, soprattutto nell’Under 21 dove ha collezionato 18 reti in poco più di 20 presenze fino al 2006. L’Ajax lo aveva prelevato nella sessione invernale per una cifra vicina ai 9 milioni di euro. Risultato: 16 gol in 16 presenze, chiudendo a quota 33 reti un anno fantastico e prolifico (ben 31 le presenze nella massima divisione orange).

Farsopoli scombinò i piani di Moggi che intanto aveva ammirato il cannoniere Huntelaar con i pari età nel torneo europeo Under 21 (vincitore con l’Olanda, premio di miglior giocatore e di miglior marcatore). Sempre nel 2006 è stato premiato come Miglior Talento dell’Anno.

Con la Nazionale Maggiore sono 31 i gol in 53 presenze.

Nel calcio che conta

All’Ajax ci rimane fino al gennaio del 2009. In totale 105 gol in poco più di 130 presenze: semplicemente impressionante, e poco contano le riflessioni sul livello di difficoltà del campionato olandese. Il gol è una delle arti di questo ragazzo che segna in tutti i modi possibili.

Quando tutto sembrava pronto per una carriera scintillante, ecco bussare alle porte di casa Huntelaar il Real Madrid. Diventa così una figurina fra i tanti trofei di mercato dei merengues. Il 4 gennaio fa l’esordio in maglia blanca, il 15 febbraio il primo gol. Intanto il primo intoppo: clamorosa topica della dirigenza del Madrid che dimentica il suo nome nella lista Champions. Il bomber che voleva misurarsi con l’Europa che conta subisce il colpo. Solo spezzoni di partita, sole 20 presenze condite comunque da 8 gol. Impossibile continuare.

E’ il colpo di scorta del Milan che lo ufficializza nell’agosto del 2009. Un’operazione che sembra sin da subito forzata, visto il passaggio di Kaka nella capitale spagnola. Esordio da brivido contro l’Inter che spazza via i rossoneri con un roboante 4-0. E così sarà la sua stagione in rossonero, fra panchina e un utilizzo mai veramente valorizzato. 7 reti in 30 presenze. Forse è il caso si rimettersi in gioco.

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Klaas Jan Huntelaar

Klaas Jan Huntelaar: la rinascita allo Schalke 04

Avrà sicuramente pensato questo Klaas Jan Huntelaar, genio del gol diventato un pupazzo di Real e Milan. I rossoneri se ne sbarazzano facilmente nell’estate del 2010. A crederci di più è lo Schalke 04 e il bomber ripaga la fiducia. Un anno di rodaggio, giusto per ritrovare tempi e motivazioni, poi gol a raffica. Nell’anno appena concluso chiude la stagione con la media pazzesca di 1 gol a partita: sono 48 le presenze stagionali. Da segnalare una quaterna in Coppa di Germania e un’altra quaterna in Europe League.

Caratteristiche tecniche

E’ il soprannome a descrivere per bene le caratteristiche di questo attaccante: The Hunter, il cacciatore. Di fatto è un grande rapinatore d’area di rigore. Appunto, molto vicino ai movimenti istintivi di David Trezeguet. Abilissimo nell’anticipare il difensore e insaccare con ogni tipo di gesto tecnico. Destro naturale, Huntelaar è a tutti gli effetti un ambidestro. Veloce e rapido, non disdegna il dribbling, anche se l’area di rigore è la zona di caccia preferita. Cross, anche sporchi, vengono finalizzati al meglio grazie a un’innato senso dell’acrobazia.

Gesto tecnico di Huntelaar

Huntelaar in uno dei suo colpi preferiti: gol in acrobazia

Forte fisicamente è capace di giocare per la squadra spalle alla porta, magari partecipando alla manovra per poi cercare la verticalizzazione. Preferisce perciò agire da punta singola o avere al fianco una seconda punta molto tecnica.

Nello scacchiere della Juventus

Punta forte e mobile, di grande presenza fisica in area di rigore. Si adatterebbe alla perfezione con la tecnica sopraffina di Vucinic, potendone sfruttare gli assist. Stando inoltre al 3-5-2 di Antonio Conte, Huntelaar sarebbe la migliore soluzione per i cross dei laterali.

Da verificare solamente l’adattabilità nel gioco spalle alla porta, ma quanto visto in Europe League non lascia dubbi: Huntelaar è perfetto per la Juve di Conte. Senza contare il fatto che se dovesse continuare il positivo trend di reti segnate darebbe una grossa mano in tutte quelle situazioni in cui alla Juve serviva un killer d’area di rigore. Molte partite potrebbero essere risolte con una zampata in stile Huntelaar, proprio quello che è mancato in certi periodi dell’anno.

Possibilità di acquistarlo

Lo Schalke 04 ha chiuso la stagione al terzo posto, quindi preliminari di Champions League da affrontare ad agosto. La squadra farà a meno dell’esperienza e della caratura di Raul e la dirigenza non pare disposta ad acquisti tali da migliorare sensibilmente la rosa attuale. La valutazione del ragazzo, prima degli Europei, è abbordabile. Con 20 milioni ci si può sedere al tavolo dello Schalke e provare a portare a casa questo talento del gol.

A favore di Huntelaar una nomea da bravo ragazzo e un ingaggio alla portata di Marotta. Come Van Persie, Huntelaar farà 29 anni il prossimo 12 agosto. Si è sempre detto “occhio alle sorprese”. E se fosse The Hunter?

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