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Tag: oreggia

Marotta e Oreggia: in due perdono l’occasione per stare zitti

Su Tuttosport di venerdì la prima pagina è occupata da : ESCLUSIVO – MAROTTA A TUTTOSPORT  <<OGBONNA CI PIACE>>.

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Perbacco che notizia! Che scoop giornalistico straordinario!

Marotta, giovedì ospite della sede di Tuttosport, a domanda risponde:

Ogbonna è un talento, se fosse sul mercato una società come la Juve sarebbe obbligata ad interessarsene.

Cairo a sua volta ribatte:

L’interessamento della Juventus ci è noto, ma abbiamo declinato l’offerta. Mi auguro che il ragazzo rimanga sempre con noi, ma è anche vero che gli ho promesso che, se si presenterà per la sua carriera l’occasione della vita, non sarò io a tarpargli le ali.

Punto.

Invece non basta. Sabato mattina Oreggia decide di onorarci con un editoriale dove si traveste (o forse sono le sue vesti reali) da ultras del Torino. Una bacchettata a Cairo perché non ha detto che Ogbonna non lo darà mai alla Juventus:

Uno sforzo ulteriore, il patron granata, avrebbe potuto farlo dicendo che il giorno in cui le strade di Ogbonna e del Torino dovessero separarsi, l’unica destinazione proibita per una forma di rispetto nei confronti dei sostenitori granata sarebbe quella juventina, al netto di qualsiasi offerta e di qualsiasi tornaconto. Amen. Detto, scritto e vidimato con serenità, senza pensieri retroattivi e malmostosi, senza doppi sensi pataccari, senza che nessuno si consideri vilipeso da una semplice, normale, onesta notizia. Esiste il rapporto causa-effetto, esiste pure il rapporto notizia-risposta-controrisposta. Ri-amen. E che ciascuno se ne faccia una ragione.

Perbacco, che editoriale! Altro che gli articoli di @IoJuventino.

Prima riflessione.

Ma perché Marotta non impara a starsene zitto? O quantomeno a non sbilanciarsi troppo? Già con il top-player è andato avanti per mesi, per poi fare la figura che ha fatto. Ora vogliamo mettere in giro anche la storiella di Ogbonna? Forse la risposta la sapremo quando @IoJuventino ci farà leggere il suo articolo “Marotta titubante, bravo o dilettante?”. Sta di fatto che il buon Marotta, in mezzo a tante cose fatte bene, ce ne mette altre discutibili ma soprattutto non riesce a stare zitto. Ora gli è venuto anche in mente di definire quella di Martinez un’ “operazione brutta” (talmente evidente che non c’era nessuna necessità di dirlo) scatenando la risposta piccata di Lo Monaco :”Se parla di operazione brutta si sbaglia di grosso: si ricordi piuttosto di Elia e Melo…”. A parte che Melo lo avevano acquistato i furboni Blanc e Secco, che bisogno c’è di parlare così tanto?

Anche Moggi parlava tantissimo, ma non diceva praticamente mai niente. Salvo poi fare tutto.

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Seconda riflessione.

Se la Juventus ha bisogno di fare acquisti, non è certo Ogbonna quello che le serve. Non mi sembra che abbia le caratteristiche di un attaccante di peso. Se Tuttosport si riduce a fare una prima pagina su un’esternazione di Marotta di importanza uguale a zero, significa che non aveva notizie da dare, nonostante Oreggia la consideri una semplice, normale, onesta notizia.

Terza riflessione.

Ma perché Oreggia si inalbera pretendendo che Cairo giuri e spergiuri che non darà mai Ogbonna alla Juventus? Ma saranno problemi di Cairo. Ma se il divino Baggio andò dalla Fiorentina alla Juventus, immaginatevi che problema sarebbe vedere il mitico(?) Ogbonna che va dal Torino alla Juventus! E poi, ma chissenefrega di Ogbonna, se lo tengano stretto. Pensa tu che perdita. Ma, signor Oreggia, stiamo già cercando di scaldare il derby? Salvo poi chiedersi chi ha innescato la miccia?

Quarta riflessione.

La parte finale dell’editoriale di Oreggia è talmente complicata che, essendo io stupido, non l’ho capita. Ho dovuto consultare la Treccani per sapere cosa volesse dire “malmostoso”:

malmostóso agg. [comp. di mal(e) e mostoso (nel sign. di «sugoso»)]. – Voce region. lombarda, ma entrata anche nel linguaggio comune e spec. nell’uso giornalistico, che significa propriam. «che fa o dà poco sugo», e di qui, riferito a persona, musone, scontroso, intrattabile, sgarbato, scorbutico: una persona dall’aria malmostosa….

E comunque, dopo il consulto, come suggerisce Oreggia me ne sono fatto una ragione: non ho capito lo stesso.

Pazienza se non ho capito, pazienza se Ogbonna non andrà mai alla Juventus, meno pazienza se Marotta non imparerà a parlare quando è il tempo e il caso.

P.S.    

Sulla prima pagina del Corriere dello Sport di domenica viene annunciato che Jovetic non verrà mai alla Juventus. Della Valle inserirebbe nel contratto una clausola che vieterebbe al giocatore, in caso di cessione, la destinazione Juventus.

Il “chissenefrega” usato per Ogbonna appare improprio per Jovetic.

Allora bisogna dire che Marotta, che poi non mi sta antipatico, con Berbatov ha combinato un altro guaio.

Ma aspettiamo di leggere @IoJuventino a riguardo.

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Le “boiate” che scrive Vittorio Oreggia (TUTTOSPORT)

Nell’editoriale di domenica, Vittorio Oreggia, Direttore responsabile di TUTTOSPORT, si è esibito in uno dei suoi soliti articoli dove l’educazione ed il buon gusto non riescono proprio a trovar casa. Il suo è evidentemente un giornalismo di parole forti (boiate), di ironie pesanti, di disprezzo, un giornalismo che paga visto che è diventato Direttore al posto di quell’altro bel signore che risponde al nome di Paolo De Paola, andato a dirigere il Corriere dello Sport dalle cui pagine può spargere veleno sulla Juventus (poco male, tanto lo leggono quattro gatti …….).

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Oreggia, per capirci, è quel signore in tribuna a cui si rivolse Conte al goal di Giaccherini in Coppa Italia contro il Bologna, dicendogli “Hai capito chi è Giaccherini?”.

Erano mesi che Oreggia voleva che qualcuno gli spiegasse chi aveva fatto venire a Torino uno come  Giaccherini…

Ma andiamo al dunque: il buon Oreggia ha deciso che domenica era la giornata giusta per stroncare Carrera e Giovinco.

Parole di Oreggia su Carrera:

Senza nulla togliere a Carrera, per la prima volta si è capito quanto peserà nei prossimi mesi l’assenza di Conte in panchina. Non a caso, solo dopo l’intervallo, cioè dopo una serie di correzioni “telefonate” dall’allenatore sotto squalifica, la Juventus ha giocato con il piglio della Juventus.

E su Giovinco:

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E poi con Giovinco ancora più piccolo di quanto non sia già [...] tutti tranne il piccoletto con la crapa pelata. Per adesso Giovinco non legittima né lo sforzo economico, né i paragoni ingombranti con Del Piero (hai voglia, dai …), né la predilezione rispetto a Matri e Quagliarella. È un pallino di Conte, Giovinco, ma c’è bisogno che offra un contributo superiore per poter legittimare la presenza fissa in squadra. E se butta in questo modo in Italia, figuriamoci in Champions dove il livello globale si alza, e di tanto.

Parlar male di qualcuno della Juventus è un dovere ben retribuito per i giornalisti della Gazzetta e del Corriere, lasciando perdere la deontologia professionale, questa sconosciuta. Per i giornalisti di Tuttosport dovrebbe essere un dovere nel momento in cui queste critiche, se nei limiti dell’educazione, servissero a spronare cambiamenti necessari nella squadra.

Parlar male di Del Neri o di Felipe Melo, quando la Juventus arrivava settima, era critica costruttiva.

Parlar male di Carrera (è inutile che Oreggia scriva “senza nulla togliere a Carrera”, se poi parla di “correzioni telefonate”) non serve a nulla, se non a creare insicurezza nel sostituto di Conte.

Conte è Conte. È unico. Ma o ce lo ridarà il Tnas o giocheremo tutte le partite di quest’anno senza di lui in panca. E in panca ci va Carrera, che non è Conte, ma non è un burattino. Nel secondo tempo la Juventus per un quarto d’ora ha corso come sa ed ha incenerito il Parma. E negli spogliatoi è Carrera che ha parlato, non le “correzioni telefoniche”: era un problema di grinta e di corsa, non tattico. Rispetto per Carrera, signor Oreggia!

Parlar male di Giovinco, oltretutto giocando grossolanamente sulle dimensioni fisiche e sulla testa pelata del nostro fuoriclasse, non serve a nulla, se non a creare ulteriori problemi di ambientamento a un ragazzo che di certo sembra averne. Lasciamolo tranquillo, sa giocare a pallone, è un nazionale, mostrerà il suo valore e darà il suo apporto. Veramente ingeneroso etichettarlo come “pallino di Conte”. E poi, cosa crede Oreggia, che con questi suoi giudizi costringerà la Juventus ad acquistare una punta di peso? La punta di peso la Juventus la sta già cercando, ma non sarà certo Giovinco a farle posto, ammesso che la si trovi. Rispetto per Giovinco, signor Oreggia!

 La Juventus di Conte e Agnelli è una famiglia. Che nessuno si azzardi a creare zizzania. Meno che meno quelli di Tuttosport. Peggio se presuntuosi.

 

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Rivoglio Giancarlo Padovan alla guida di Tuttosport. De Paola dimettiti!!!

Mi erano bastati circa 2 mesi per capire tutto. E in soli 2 mesi la mia disaffezione per Tuttosport ha subito una flessione tuttora in corso. Non compro Tuttosport all’incirca da marzo 2008, cioè 60 giorni dopo l’avvento di Paolo De Paola alla direzione del quotidiano torinese.

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Cominciamo subito a chiarire un paio di cose. Uno che di professione, dal 1984, fa il vicedirettore della Gazzetta dello Sport non può dirigere Tuttosport. E’ come mandare Eugenio Scalfari a TG4 o, vicendevolmente, Emilio Fede a dirigere una rivista di politica. Assurdo, assolutamente un’assurdità.

L’ANSA che informava tutti del disastro fu questa:

Dal prossimo 9 gennaio Paolo De Paola assumera’ la direzione del quotidiano Tuttosport. Lo comunica ufficialmente l’editore del quotidiano sportivo, la Nuova editoriale sportiva Srl, dopo che sul cambio al vertice di Tuttosport erano circolate in questi giorni una serie di indiscrezioni.

“De Paola, 50 anni, sposato con due figli – ricorda ancora l’editore – laurea in lettere e’ attualmente vice direttore della Gazzetta dello Sport, testata nella quale ha svolto prevalentemente la sua attivita’ giornalistica sin dal 1984. Giancarlo Padovan che ha guidato il giornale negli ultimi cinque anni continuera’ a scrivere per Tuttosport in qualita’ di editorialista”

Una tristezza infinita. Uno dei migliori direttori del quotidiano torinese, tale Giancarlo Padovan, cacciato per motivi ancora sconosciuti. O meglio, palesi e lapalissiani. La sua cacciata ha favorito una delle tante voci della Famiglia che vedono la Juve non già come una filosofia di vita come piaceva all’Avvocato, bensì come una attività fastidiosa da dover portare avanti.

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A dirigere Tuttosport uno dei famosi paladini di Calciopoli, lui insieme all’infame redazione della Gazzetta. Solo in Italia è possibile un simile salto mortale a livello di ruoli, e francamente ancora non capisco come l’editore di Tuttosport abbia potuto commettere un tale reato.

Dal 9 gennaio 2008 le prime pagine di Tuttosport hanno fatto il giro del mondo per l’ilarità dei contenuti e dei titoli. Da quel momento la linea editoriale è totalmente cambiata. Solo alcuni sprazzi di autentico giornalismo a firma Alvaro Moretti o Vittorio Oreggia, tanto per citarne due.

Ivan Zazzaroni, notizia non confermata, ma di facile ammissibilità, si lasciò sfuggire un commento all’indomani dell’insediamento di De Paola a Torino: “Ma come?!? Un’interista dirigerà Tuttosport?“.

Con De Paola Tuttosport ha raggiunto livelli di idiozia disarmanti. La recente lotta verbale fra la Juventus e Tuttosport è solo una delle mosse intelligenti attuate da Andrea Agnelli che conosce benissimo l’azione contraria che De Paola sta esercitando su una possibile rinascita bianconera.

Con De Paola il calciomercato viene raccontato come peggio non si potrebbe. E il tifoso ha bisogno di essere indirizzato, guidato e bene informato sulla realtà fattuale in cui gravita la Juventus. Invece il Tuttosport degli ultimi anni ha sempre preso in giro tutti i tifosi, molti dei quali si sono fatti tristemente infinocchiare. Compreso il racconto delle partite o il fissare obiettivi irrealistici e poco coerenti con la realtà. Negli ultimi anni sono da imputare a Tuttosport alcune forzature contro cui la vecchia dirigenza non ha saputo reagire.

Oggi Padovan, uno che di calcio ne capisce sul serio, mica un Palombo qualsiasi, dirige CalcioGP, una fonte inesauribile di sano ragionamento circa l’ambiente e il mondo juventino.

Non compro Tuttosport dal marzo 2008 e tornerò a spendere quell’euro quotidiano se e solo se… Giancarlo Padovan verrà richiamato a guidare l’ultimo baluardo di difesa mediatica che ci resta. Pardon… che ci restava!

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