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Tag: oscar

Calciomercato Juventus: trequartista cercasi

Allegri ha richiesto espressamente un trequartista. Un classico 10 da far agire alle spalle degli attaccanti, in una serie di moduli tattici che la Juve userà nel prossimo anno.

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L’assenza di Tevez e Pirlo porta proprio a un cambio tattico che è più sostanziale che formale. Vale a dire: già Vidal ha giocato benissimo dietro le due punte, in un 4-3-1-2 che la Juve ha applicato bene durante il primo anno di Max Allegri. Oltre Vidal, anche Pereyra si è disimpegnato alla grandissima. Ma l’assenza di Tevez e Pirlo spinge per cercare un giocatore di spiccate doti di rifinitore. Appunto, un classico 10.

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In una intervista a un giornale, lo stesso Allegri ha fatto due nomi: Isco del Real Madrid (strada complicatissima) e Oscar del Chelsea (meno 10, più centrocampista d’attacco). Ma la rosa dei nomi si allarga.

Pure Mario Gotze si iscrive alla lista dei sogni, ma tutti questi nomi sembrano poco alla portata, a meno di un grande sforzo economico che la Juve però non vuole fare a meno di un’uscita interessante.

Nei giorni scorsi si è comunque aperto uno spiraglio nuovo: la cessione di Ogbonna e di Isla (che però Allegri vuole verificare durante il ritiro estivo) porterà nelle casse bianconere circa 20 milioni di euro. Nuovo ossigeno da reinvestire? Su un classico numero 10?

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Il punto d’ oro di Stamford Bridge

La Juventus è tornata, da grande protagonista, nel grande palcoscenico europeo della Champions League, facendo il suo esordio nella tana dei campioni d’ Europa del Chelsea. Mercoledì si è tornata a sentire la musichetta allo Stamford Bridge e per alcuni dei nostri ragazzi è stata la prima volta e Buffon ha tagliato il traguardo delle 400 presenze con la maglia bianconera. Dopo 1016 giorni la Juventus è tornata a giocare la competizione internazionale che le compete, dopo quel clamoroso 4-1 casalingo con il Bayern Monaco che ha sancito l’ eliminazione addirittura già nella fase a gironi. Da quel tonfo sono cambiate tante cose: dirigenza, allenatore e molti giocatori e il risultato si è visto ieri sera.

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La Juventus è partita bene dimostrando di essere concentrata e di non concedere molti spazi in fase difensiva, un buon possesso palla e delle ottime ripartenze fra cui quella in cui Marchisio avrebbe potuto indirizzare la gara in altro modo, ma così non è stato. Il Chelsea di Di Matteo provava a sfruttare le fasce con Cole e soprattutto con il fantasista Hazard ben bloccati su quella corsia da Lichtsteiner e da Vidal, un vero guerriero ieri sera a Londra, un leone. Dall’ altra parte neanche Ivanovic e Ramires hanno creto molti problemi sulla corsia di Asamoah aiutato da Marchisio nelle chiusure.

Sfortunamente, dopo che il Chelsea aveva provato a sfondare con Torres, anche lui non all’ altezza della sua fama e dopo la ripartenza della Juventus conclusasi con il tiro a lato di Vucinic sull’ assist di Vidal, che proprio in quella azione si infortuna alla caviglia ed esce momentaneamente, il Chelsea con Oscar punisce la Juventus con un diagonale da fuori area, con una complice e fondamentale deviazione di Bonucci che spiazza Buffon. Neanche il tempo di una reazione concreta, che di nuovo Oscar, con un colpo degno del nome che porta, trafigge Buffon per il due a zero piazzando la palla sotto il sette.

La Juventus potrebbe subire il colpa dell’ uno-due immediato, invece no, invece come ci ha abituato la squadra di Conte reagisce, con autorità e autorevolezza ma doprattutto come dice Vidal, con il cuore. Proprio Vidal che seppur zoppicando e stringendo i denti riapre la partita, con un tiro rasoterra su cui Cech non può nulla. Lui è il simbolo di questa Juventus, quella che non molla niente, quella che non molla mai, quella che ci crede sempre fino alla fine nonostante tutto e tutti. Questa è la Juventus che vuole Antonio Conte.

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Nel secondo tempo la Juventus che scende in campo è ancora più compatta e solida, solo Hazard fa venire i brividi con quell’ inserimento in aerea contrastato abilmente da Barzagli, Lampard solo su punizione e Mata, subentrato a Oscar, con un tiro di poco a lato mettono paura alla squadra guidata da Carrera. La Juventus nella secondra frazione di gara è anche decisa e sfrontata, anche se davanti con la coppia Vucinic-Giovinco non riesce a incidere come deve, la difesa del Chelsea centralmente concede poco e sia Giovinco, che non è riuscito a dimostrare il suo valore sbagliando anche passaggi e appoggi semplici, sia Vucinic che oltre alla possibile occasione dell’ 1-0 non è stato l’ uomo partita visto a Genova domenica scorsa.

Carrera così decide per il cambio Quagliarella per Giovinco e la scelta paga, con il pareggio. Fabio servito da una fantistica palla al bacio di Marchisio su un altrettanto fantastico incrocio della punta di Castellammare, infila con una freddezza assoluta il pallone sotto le gambe di Cech, è il 2-2 Poi sempre Quagliarella, servito dal neo entrato Isla che ha preso il posto di Lichtsteiner, con un girata stampa la palla all’ incrocio, insomma con due giocate Fabio stava per cambiare totalmente la partita. Successivamente anche Matri fa il suo ingresso in campo rilevando Vucinic, ma il risultato non cambia.

Alla fine è un pareggio giusto per quello che si è visto in campo, due squadre toste, quadrate e compatte che si sono date battaglia fino all’ ultimo minuto per cercare entrambe la vittoria. Un punto nella casa dei campioni d’ Europa è molto prezioso visto il duplice svantaggio e visto la reazione della squadra. C’è consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie forze, cercando sempre di più la continuità dei risultati. Questa squadra può dare e fare ancora di più di quello che si è visto ieri sera e Conte lo sa, lui è attento al minimo dettaglio e la Champions è la competizione dei dettagli, ma per oggi va bene così. Anche questa volta torniamo a casa da imbattuti, per la 43 volta.

Il mister che ancora una volta è stato costretto a vedersi la partita dalla tribuna, causa squalifica, non si è sottratto alle emozioni della partita, scatenandosi ai goal come il tifoso a casa e allo stadio. Speriamo che questa sia una delle ultime volte che lo vedremo lassù, perché noi vogliamo vederlo esultare sì, ma in panchina e con i ragazzi. Fra un po’ di giorni sapremo se sarà così, al Tnas l’ ardua sentenza.

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Quanto vale Vidal? Vota il migliore in campo in Chelsea-Juve SONDAGGIO

Ma quanto vale oggi Arturo Vidal? Quanto caspita può valere uno così? Il Bayern in estate ha avanzato un’offerta di 60 milioni di euro per portarsi a casa Marchisio e Vidal, ma Marotta ha gentilmente mostrato il dito medio e annullato ogni pretesa. Quei due lì, rispettivamente Claudio e Arturo, non hanno prezzo. E rappresentano a oggi la migliore coppia di centrocampisti al mondo. Senza possibilità di smentita perché i fatti parlano molto chiaro, anche fin troppo.

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Con un Pirlo che è solo la brutta copia di quella che abbiamo ammirato lo scorso anno, i due geni di metà campo hanno saputo caricarsi la Juve sulle spalle e traghettarla verso quella che comunque era un’impresa. Riequilibrare il match di Londra e perfino sfiorare una vittoria che a quel punto poteva pure starci. Entrambi hanno garantito il giusto livello di combattività e la giusta dose di saggezza in una squadra che a tratti ha patito le sfuriate dei Blues.

L’assenza di Vidal a Genova era sembrata a tutti chiara, ancora più palese visto quello che ha combinato il cileno mercoledì sera. Un autentico uragano, un cagnaccio rabbioso ai piedi del Chelsea, almeno di chi si ostinava a entrare nella sua zona. Zona che per l’appunto include gran parte del terreno di gioco tutto. Ha appoggiato la fase difensiva di Lichtsteiner, ha recuperato una valanga di palloni, ha rilanciato come e meglio di Pirlo l’azione, ha costruito e poi ha segnato proprio quando ce n’era di bisogno, pur con quel piede dolorante. La sua immagine dopo il gol vale molto più di tante altre cose: zoppico sì, ma disegno il cuore con le mani e alzo il pugno. La Juve è questa: non muore mai perché a morire non ci pensa proprio.

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E se poi Marchisio regala un meraviglioso assist a Quagliarella, dopo una ottima prova, allora il quadro della coppia più utile del momento è completo.

Lo scettro di migliore in campo va a Vidal, insidiato da Oscar per la doppietta. Mentre voi chi scegliereste?

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Chelsea-Juventus 2-2 Quando l’orgoglio supera il talento?

Non si può analizzare il match senza osservare quanto segue: non è la Juve dinamica e feroce e scattante che abbiamo lasciato vincente a maggio. Non è quella Juve e la causa principale sembra essere il carico di lavoro sostenuto e ancora non smaltito. Soltanto tre elementi sembrano essere in piena condizione: Vucinic, Lichtsteiner e Marchisio. Un gradino sotto Giovinco e Vidal, per il resto gambe pesanti e molta poca reattività.

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Ora, se sommiamo a queste osservazioni oggettive anche lo scarso rendimento di Pirlo (normale per tutti gli uomini di questo pianeta, assolutamente sotto la media se si considera il Pirlo marziano che finora ha ammaliato tutto il mondo) ecco che questo inizio di stagione può essere letto nella maniera più corretta possibile. La Juve sta diventando una squadra (ammesso che non lo sia già). Una vera squadra, di quelle malefiche e toste, di quelle che non abbatti anche quando giocano la peggior partita, anche quando non in condizione, anche quando normalmente le partite le perdi e non le recuperi più. Dopo Genova, ecco un’altra impresa. E di impresa pura si sarebbe trattato se quella palla di Quagliarella fosse entrata dopo aver toccato l’incrocio dei pali.

Ecco la Juve che torna da Londra: consapevole dei propri mezzi ancora non del tutto espressi, forte di una imbattibilità conservata, perfettamente in corsa con quello che poteva essere un piano strategico di inizio stagione. Supercoppa portata a casa, 3 vittorie su altrettante partite di campionato ed esordio positivo contro i Campioni d’Europa.

Il primo tempo è ancora falsato. La Juve fatica a ingranare, come una macchina a diesel che ha bisogno di sfogarsi prima di sviluppare appieno il motore. Un primo tempo impacciato dove ancora non è chiaro cosa ha inciso di più: l’emozione e un certo timore reverenziale o una condizione precaria?

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Aggredita da una corsa più fluida degli uomini di Di Matteo, la Juve ha subito come poche volte l’anno scorso l’avversario, ben più reattivo e forse meglio organizzato a centrocampo. Il solo Vidal a battagliare non poteva certo bastare e certo agli uomini di Conte è mancata la regia e la lucidità di Andrea Pirlo, in ombra e in completa difficoltà con le marcature a uomo ora di Oscar ora di Hazard. Segno che Di Matteo temeva davvero questa Juve, così come lo stadio ha confermato mostrando assoluto rispetto per le maglie bianconere. La Juve ha punto, di tanto in tanto, con qualche bella combinazione. Vucinic ha arretrato troppo il baricentro della sua azione lasciando troppo isolato Giovinco. Il player tascabile ha subito la fisicità di Terry e David Luiz e poche volte si è potuto girare per scatenare il suo talento.

E se Lichtsteiner ha lottato alla pari col proprio avversario, Asaomah ha completamente fallito la prova. Troppo timido il ghanese e senza lo spirito di iniziativa che ha stupito tutti in questo inizio di stagione. Poteva starci, ma che sia solo un episodio isolato, frutto dell’emozione del momento. Con Pirlo bloccato, e Vidal e Marchisio a tamponare il continuo tambureggiare del centrocampo dei Blues, toccava alla difesa avviare l’azione d’attacco. Una difesa apparsa ancora una volta svagata. Che non funzioni il filtro di Pirlo è evidente, ma allora Conte deve ricorrere ai ripari: facendo rifiatare Pirlo e magari registrando una nuova difesa, con magari una figura ben più agile a dar manforte ai tre stantuffi. Forse Caceres, certo non a suo agio sulla destra e in linea coi centrocampisti?

In ogni caso la difesa ha ancora una volta retto. Impossibile non subire i talentuosi uomini di Di Matteo, ma non siamo mai andati alla deriva. Anzi. E’ servita una sfortunata deviazione di Bonucci per trovare il primo gol ed è servito un miracolo balistico per trovare il raddoppio. Mentre la Juve ha segnato con azioni pulite e chiare, costruite e volute. Sarà sempre un 2-2, ma noi sottolineiamo proprio questa differenza. Alla fine, come ben sottolineato dalle TV, in chiaro e a pagamento, è la Juve quella che è andata più vicina al gol.

Già, il gol. Quel maledetto dettaglio che cambia le stagioni, che raddrizza o indirizza le partite. Intuizione geniale scegliere Quagliarella e non Matri, e a questo punto si ripresenta il dubbio amletico dello scorso anno: gli attaccanti, d’ora in avanti, verranno fatti ruotare con precisione matematica sperando che ognuno di questi trovi sempre la via del gol. Meno gol a testa, ma più gol complessivi: questa la via che la Juve deve seguire in attesa di un bomber che dal mercato non è mai arrivato.

Chelsea-Juve lascia in eredità una formazione bianconera sempre più a suo agio col calcio che conta, col destino di chi deve dominare e imporsi. La prestazione londinese è tutto sommato buona e il solo fatto di giudicarla in questo modo da la precisa conferma di quanto pensano i tifosi: questa squadra c’è, è in crescita, è matura e recuperando la ferocia e la reattività dell’anno scorso può davvero sorprendere tutti, ancora una volta. Merito di Conte, merito di tutti i ragazzi.

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