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Tag: palacio

La strana soddisfazione del punto guadagnato: non è da Juve

Accettate la mia provocazione, per favore. Che poi più che provocazione è proprio incazzatura di un livello altissimo. Se scendi in campo contro l’Inter devi sputare sangue, poi si vedrà il risultato.

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Io, dal mio punto di vista che era quello di un divano contro la televisione, non ho visto sputare sangue. Disordine in campo, squadra sfilacciata, molto abulica sulle fasce, con un Vucinic in condizioni non ottimali (cerco di non essere eccessivamente cattivo). Per svegliarsi, i ragazzi hanno avuto bisogno del gentil regalo di Chiellini. E certo al posto di Vucinic avrebbero fatto meglio le forze fresche di Llorente, Quagliarella (come poi ha dimostrato in soli 16 minuti) o lo stesso Giovinco (che un po’ di rivincita vorrà prendersela, o no?!?).

Pirlo a mezzo servizio, perché l’intero servizio ha dovuto offrirlo a Prandelli, è servito veramente poco nonostante qualche lancio illuminante. E, in barba a certe pagelle sui giornali, sfido chiunque a inventare gioco se attorno a te nessuno si propone e nessuno si lancia negli spazi. E non che l’Inter si fosse chiusa bene, perché alcune verticalizzazioni potevano garantirci un po’ di 1-contro-1 col portiere avversario.

Solo Tevez mi è piaciuto, per spirito e qualità e perché è stato l’unico a provarci. Insieme al Vidal degli ultimi 15 minuti. Non poteva bastare.

Ragioniamo un attimo. L’Inter ha avuto solo alcuni sfoghi, quasi sempre partiti da Palacio che si allargava o dal giapponese che tentava di sfondare verso il fondo. Dalla zona centrale poca roba, perché il filtro Pogba-Pirlo-Vidal ha funzionato alla grande. Alvarez contenuto, nessun problema se non da alcune palle ferme. Questa è stata tutta l’Inter, andata in vantaggio per il meraviglioso assist di Chiellini. Ho visto un’altra partita?

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La Juve non ha mai sfruttato le fasce e quando lo ha fatto ha messo in serio pericolo i nerazzurri. Dalla fascia di Asamoah è nato il gol del pareggio e sempre su quella fascia, stavolta con Tevez, stava per arrivare il raddoppio di Vidal (e poi Isla ha voluto badare più allo stile che alla ciccia). Poi il nulla. E mi torna in mente Conte che chiedeva rinforzi significativi. Così ci limitiamo da soli.

Gli unici dialoghi in attacco che ho visto avevano Quagliarella come protagonista delle sponde di Tevez. Vucinic lo ha fatto pochissime volte e comunque risultate pericolose. Qui Conte non è intervenuto con cambi, anche perché servivano due esterni veri e Lichsteiner non l’avrei mai tolto nonostante il giallo. Preferisco ragionare come Capello: intanto porto a casa i tre punti coi migliori, poi il prossimo match si vedrà. Nel frattempo tutti a chiederci se Llorente avrebbe potuto sfruttare qualche cross…

La foga agonistica della Juve è stata solo parziale e io, specialmente contro l’Inter, non posso accettarlo. Abbiamo perso una valanga di palloni, giocati male, con la sufficienza che non è propria della squadra di Conte. E non che Taider è diventato mago del pressing tale da confutare tutta la manovra bianconera. In realtà molti ragazzi sono scesi in campo svuotati dalle Nazionali e i ricambi fatichiamo a trovarli o usarli. Però mi chiedo a che punto stiamo con la “democrazia contiana”: vanno in campo davvero i migliori per forma e motivazione?

I 15 milioni per Ogbonna potevano servire per dare respiro a uno fra Barzagli e Chiellini, visto che mi sono sembrati più in difficoltà di Bonucci sul piano mentale. A centrocampo, fuori Marrone e Giaccherini, inutilizzabile Marchisio, non abbiamo ricambi all’altezza di Pogba e Vidal e questo è gravissimo. Né a sinistra né a destra Conte sembra fidarsi di chi ha a disposizione: Peluso, De Ceglie e Isla godono di bassa stima. Tranne il cileno, entrato un po’ perché i giornali ne hanno cantato le lodi in Nazionale, un po’ perché era chiaro che il secondo giallo, prima o poi, sarebbe arrivato “per compensazione” (cit. MediasetPremium). Quindi, riassumendo: si sceglie il meno peggio in una situazione di gara dove bastava inserire uno più fresco per averla vinta?

Risultato: abbiamo fatto poco male a una difesa ballerina, non investendo gioco sulle fasce, né aggredendo con furia i nostri avversari. Mi spiace: questo per me vuol dire due punti persi e non certo uno guadagnato.

Ora sotto con la Champions e sempre Forza Juve. Sempre per migliorare, sempre per diventare più forti.

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Isla all’Inter: cifre e controproposta

Isla sembra più vicino all’Inter. Il giocatore cileno sembra si sia espresso favorevole a un suo passaggio in nerazzurro. Mazzarri da una parte, che nutre profonda stima nei suoi confronti, e la voglia di rilancio dall’altra, che alla Juve pare stroncata in partenza, hanno indotto il ragazzo a guardare altrove.

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Udinese e Juve detengono il controllo sul cartellino. I bianconeri di Torino pagarono circa 9,5 milioni di euro per la metà. La compartecipazione dovrebbe essere rinnovata e così le due società dovranno trovare il giusto compromesso per la prossima sistemazione di Isla.

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Conte lo ha usato pochissimo. Dopo l’infortunio il cileno non è tornato ai livelli dello scorso anno quando con Guidolin impressionò tantissimo per la quantità di corsa e la qualità delle discese sulla destra. Caratteristiche che la Juve ancora ricerca. Il rientro di Pepe e la conferma di Lichtsteiner tolgono spazio all’esterno sudamericano, così via a soluzioni alternative.

Il punto è capire se l’affare lo fa la Juve o l’Inter. La cifra che fino a ieri sera girava sul nome di Isla a Milano era fissata a 7 milioni di euro. Ciò vorrebbe dire aver perso in 12 mesi ben 2,5 milioni di euro. Questo dopo il secco no di Moratti alla possibilità di trattare Ranocchia in bianconero. A questo punto ci starebbe un’offerta indecente: Isla più qualche milione per Palacio.

 

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Avv. Vieri all’attacco: “La FIGC ignora le carte, ma parla”

Non è una vendetta, né un ritorno importante da questo attacco. Che poi attacco è una parola usata dagli intertristi e dall’house organ ufficiale, cioè il giornale rosa. Più che attacco dovremmo parlare di “diritti”. In particolare il diritto di difendersi e far valere alcuni semplici principi: uno per tutti… la legalità.

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L’Italia non va molto d’accordo con un simile principio: basta guardare in politica per capire cosa succede, basta guardare alle caste che si sono create, che prosperano e che stanno radendo al suolo uno dei paesi più belli e fertili del mondo. Almeno lo era. Il calcio è solo lo specchio più opaco di questa situazione.

L’avvocato di Vieri è costretto a rispondere alle assurde parole di Abete. Lo fa su Telelombardia, così pochi hanno visto e ascoltato. La sua è una dichiarazione piuttosto eloquente:

Abete ha detto che la giustizia sportiva non può far nulla per la prescrizione? Gli organi federali dovrebbero esaminare gli atti prima di esprimersi. Noi ci limiteremo a mandare copia della sentenza a Palazzi ribadendo gli esposti che, contrariamente a quanto sostiene l’avvocato dell’Inter, sono stati depositati anche negli anni 2010 e 2011.

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L’avvocato mette in guardia la Federazione. La Federazione che dovrebbe vigilare e che invece si arma di paletta e secchiello per insabbiare le carte, mai veramente lette, e puntare a far tacere tutta l’opinione pubblica su un fatto gravissimo. Intanto la Giustizia Sportiva si accanisce su Conte, effetto collaterale della lotta contro la Juve, ed evita di occuparsi delle cose di cui dovrebbe invece prendersi cura. Domandiamo semplicemente, e scusate questa parentesi, che fine ha fatto il progresso di indagini sul calcioscommesse che riguarda Sculli e Mauri, Palacio e Ranocchia? Che fine ha fatto il boss che seguiva le partite del Napoli? Cosa ha confessato Gianello? Che ne é di Inter-Chievo e Milan-Bari, tanto per citare due partite su cui gli elementi sembrerebbero esistere davvero vista la mole di dati raccolti già a novembre 2011 grazie agli zingari?

Ma torniamo alla prescrizione, l’arma micidiale in mano ad Abete e Palazzi per salvare Moratti, e torniamo all’avvocato di Vieri:

Secondo noi quindi ci sono i presupposti per un’analisi diversa. Noi non vogliamo la revoca dello scudetto, noi vogliamo che venga fatta giustizia in merito a un illecito commesso a 180°. E’ giusto che l’organo che vigila sui suoi tesserati faccia luce sui questi fatti. Bisogna vedere anche la posizione dei dirigenti, al di là della società.

Quindi l’avvocato ne fa una questione di etica e correttezza, che certo non possono prescriversi se di mezzo ci sono scudetti regalati in quel modo a una società che non avrebbe mai potuto possedere i requisiti di limpidezza necessari per cucirsi addosso gagliardetti vari.

Ma sappiamo già la posizione della FIGC: accanto a Moratti, in questa perversione chiamata Farsopoli. Una storia tutta italiana dove le virtù sono state sepolte, e i vizi la fanno da padrone.

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Mercato, facciamo il punto

Un mese fa, esattamente il primo di agosto, parlando di mercato avevamo sottolineato la grande partenza della Juventus, che con diversi acquisti aveva addirittura allargato la forbice di differenza e superiorità rispetto alle altre. Asamoah, Isla, Giovinco, Pogba, Leali, Masi, Lucio: tutti arrivati prestissimo, perché la Juventus si era mossa con netto anticipo. Chiaro che non avrebbe continuato così, e il mese di agosto ha visto la Juventus in sordina: unico obiettivo il top player, che pero non è arrivato. In compenso è arrivato Bendtner, tra scetticismo e speranza: non è il giocatore che cercavamo, testuali parole di Marotta, ma è stata una possibilità. Un rischio pari a zero, dal punto di vista economico, ma molto alto da un punto di vista del calcio giocato: è praticamente una scommessa, e non un top già affermato. Voto alla Juventus 8,5. Col top player sarebbe stato 9.

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Il Napoli ha fatto un grande mercato:emerge soprattutto l’attenzione negli acquisti, con movimenti oculati a coprire i ruoli scoperti. Insomma, il Napoli ha messo in piedi una rosa che assicura due giocatori per ruolo: mica male per una squadra che va a posizionare si tra le prime quattro, come pronostico, e che ha la migliore solidità del campionato. Mazzarri è ormai in pianta stabile da tre anni: in Italia il più longevo tra gli allenatori. Acquisti ben fatti: Berahmi, Insigne, Mesto, El Kaddouri, Uvini vanno a rinforza una rosa che era già buona. C’è da dire che il Napoli ha pure perso giocatori fondamentali: Lavezzi su tutti, era il motore di questa squadra, così come Gargano che correva per tre. Corto, bisognerà vedere se Insigne sostituirà al meglio Lavezzi, e se i rinforzi saranno all’altezza delle aspettative. Ma già aver creato una rosa con due giocatori per ruolo non è male. Voto 8.

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Il Milan invece ha rivoluzionato tutto: via Ibrahimovic e Thiago Silva (insostituibili), via Zambrotta, Nesta, Gattuso, Seedorf, Van Bommel, Inzaghi, Cassano, Aquilani. Presi Acerbi, Zapata, Montolivo, Constant, De Jong, Pazzini, Bojan, Traorè: insomma giocatori che non possono avvicinarsi nemmeno minimamente alla caratura di chi è partito. Allegri dovrà ricostruire in primis un gruppo, falcidiato anche psicologicamente da questa grande rivoluzione: non è facile, mancano i perni fondamentali e decisivi per puntare a vincere. Un mercato sicuramente non positivo per il Milan, che forse ha aggiustato il tiro negli ultimi giorni, quando ha preso la punta che serviva, e il mediano in mezzo. Voto 5,5

L’altra milanese, quella nerazzurra, ha dato il via all’esodo degli eroi del triplete: via Julio Cesar, Lucio, Maicon, oltre a Pazzini, Forlan, Zarate, Poli non riscattato. Un mercato partito con gli acquisti di Silvstre in difesa, Handanovic in porta, Palacio dal Genoa, e Mudingay dal Bologna. Insomma un mercato sotto tono. Pero anche l’Inter ha aggiustato la mira nelle ultim settimane, rafforzandosi ulteriormente con gli arrivi di Cassano, Gargano e Alvaro Pereira: anche qui, come per il Napoli, si è creato il doppio giocatore per ruolo. Unica pecca il vice Milito che non c’è. Voto 7

La Roma è tutto un programma, perché ha cambiato non solo tanti giocatori, ma anche sistema di gioco. Ha preso Piris, Castan, Balzaretti (tre titolari, quindi difesa nuova), Bradley, Destro, Dodò, Florenzi, Tallo. Ma ha comunque ceduto Borini, Bojan, Juan, Simplicio, Heinze, Pizarro, Rosi, Josè Angel. Un cambiamento totale perché, a differenza delle altre, molti titolari sono andati via. Questo porta veramente delle incertezze, perché è una squadra totalmente nuova: ben sei titolari sono arrivati quest’anno! Difficile dare un giudizio sul mercato, perché per giudicare il mercato ci dev’essere una naturale e indissolubile relazione col campo. Tutto sommato un mercato molto movimentato, con buone operazioni, vedi Destro, ma altre incomprensibili, vedi Bojan regalato al Milan. Voto 6,5

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