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Tag: palazzi (pagina 1 di 10)

Palazzi si ferma su Tavecchio: i fatti non sussistono?

Palazzi non agirà. Tavecchio è salvo. Soprattutto dal punto di vista dell’UEFA che non procederà. I fatti non sussistono.

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E così la Giustizia Sportiva non fa il suo corso. Troncata. Ferma. Prona.

Con zero clamore da parte della stampa o delle TV. Con nessun tipo di opinionista a firmare articoli da prima pagina, o i classici editoriali.

Immaginatevi Tavecchio dirigente Juve. Cosa sarebbe succeso?

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Invece non sta accadendo nulla. Chi ha voluto Tavecchio è il Vecchio Sempre Esistente Sistema. E lì Tavecchio deve stare, a curare certi affari, malleabile e flessibile agli ordini dei soliti. Guai a cambiare.

Riforme? Sì, purché non spostino gli equilibri politici ed economici tutto vigenti. Purché non diano fastidio a certe alleanze.

Palazzi si ferma: d’altronde non c’è di mezzo la Juve.

InGiustizia è così fatta.

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Calcioscommesse: in dubbio pro reo, tranne se c’è la Juve

E siamo ai saluti finali. Buona estate a Stefano Palazzi che ha scoperto il suo bluff: senza la Juve di mezzo, con paletta e secchiello, con minuziosità, le prove scompaiono e i verdetti si ammorbidiscono a seconda della direttiva che arriva dal Palazzo.

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Buona estate pure a Di Martino, il finto procuratore che fa finta di arrabbiarsi, facendo finta di aver veramente lavorato muovendosi nella direzione “La Giustizia è Uguale per Tutti”.

Buona estate alla FIGC e alla Lega Calcio. In quest’ultima, auguriamo una serena estate al VicePresidente Galliani, ai Consiglieri Cellino, De Laurentiis, Lotito e Pulvirenti. Bel lavoro ragazzi, grazie al supporto di RCS e di certi media.

Buona estate a Stefano Mauri: sei mesi di vacanza, Lazio salvata e poi potrà rientrare con la fascia di capitano biancoceleste. Ricordo Del Piero, oggi guardo Buffon e Marchisio: ognuno ha il capitano che si merita.

E buona estate a tutti quelli che hanno scritto e sciorinato opinioni e giudizi su questo secondo filone del Calcioscommesse. Anche oggi Gazzetta e Corriere hanno tentato di infilar dentro a un discorso vuoto e vergognoso il solito nome roboante: quello di Antonio Conte. Speriamo che il Mister abbia letto tutto, così la dose di incazzatura e fame aumenta e ne vedremo delle belle in questo 2013/2014.

Auguroni a tutti i tifosi che ancora oggi scrivono anatemi contro la Juve, contro Conte e perfino contro Leonardo Bonucci. Ciechi o, peggio, sordi o, più semplicemente, corrotti nella coscienza e nell’intelligenza, più di chi finora ha agito con i poteri conferitogli da uno Stato che sta interrogandosi se un pregiudicato, peraltro proprietario di una squadra di Serie A, può indire nuove elezioni come se nulla fosse o minacciare l’intera democrazia. Forse deve funzionare proprio così in Italia.

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E se siete arrivati a leggere fin qui, sperando di vedervi uniti in questi auguri, permetteteci di scrivere due righe sull’annosa vicenda Scommessopoli.

Dal giustizialismo antibianconero al garantismo: cosa è cambiato?

Cosa è cambiato dall’anno scorso quando l’ondata giustizialista aveva quasi demolito Antonio Conte, sottovalutandone la forza interiore e la classe immensa di quello che prima di essere il miglior allenatore italiano è uno dei pochi uomini rimasti in questo schifo di Paese?

Cosa è cambiato, quest’anno, con questo strano senso di garantismo? Vien quasi da pensare che qui stavolta le prove c’erano, c’erano tutte e pure pesanti. E siccome a essere tirati in ballo sono società che hanno un certo peso nelle istituzioni, allora val la pena di metterci l’ennesimo mattone sopra e si guarda avanti. Con Inter, Milan, Genoa e Roma tirate via dalle indagini nonostante gli agganci negli interrogatori e qualche tassello molto chiaro che tirava tutte le squadre in ballo.

Parola d’ordine: derubricare. Dal carcere al campo di gioco, come se nulla fosse, con una naturalezza talmente surreale che nessuno ha mai alzato la voce per chiedere un chiarimento. Forse perché di chiaro qui non c’è nulla.

Chi conosce il reale numero di sentenze confermate dal TNAS nei recenti e soli 12 mesi? Il numero è 5. 5 su 63. Percentuale a parte, questo è il lavoro trasparente di Stefano Palazzi che ha visto demolire e che ha demolito il suo stesso lavoro. Il pane è pane e anche lui tiene famiglia, quindi va capita la sua condotta.

Abete in silenzio, lui che probabilmente avrà promosso se non già avviato molti di quei procedimenti che Palazzi ha brillantemente indirizzato per compiacere gli amici, e i padroni. Tutto il calcio che conta in silenzio, ammesso che conti davvero quel calcio.

E allora, a tutti voi, ripetiamo: buona estate. Fra un po’ di settimane si riparte ufficialmente: noi contro tutti voi. Che la Storia ci sia amica e permetta l’attuazione di una regola fondamentale di natura: i forti vincono. E gli altri emettono sentenze fasulle, almeno in Italia.

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Orologi con fusi orari diversi…

Sono gli orologi di una certa giustizia sportiva che pur essendo sullo stesso meridiano segnano ore diverse.

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E li porta in entrambi i polsi tal procuratore Stefano Palazzi.

Quando guarda il polso destro l’orologio bianconero è preciso, perfetto, i tempi addirittura vengono precorsi e allora la “sua” giustizia diventa implacabile per tempistica e (in)efficienza, tanto da stilare richieste di pronunciamenti preconfezionati e dettati solo da prezzolato qualunquismo, pur smentito da una marea di persone nella farsa Scommessopoli, ha inquisito a destra e a manca prima i giocatori della Juve e poi è riuscito con la colpevole complicità del “sistema” a far condannare Antonio Conte per non aver commesso il fatto… solo perchè non poteva non sapere.

Abbiamo mandato giù a furia di malox questa perversa decisione e alla faccia loro abbiamo stravinto il secondo scudo consecutivo, il 31esimo della storia bianconera.

Attendevamo che un rigurgito di dignità sportiva lo affogasse e lo convincesse a procedere con la stessa prezzolata solerzia sugli episodi seri del calcioscommesse.

Poveri illusi!

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Noi!

Ora, a campionato concluso, l’esimio azzeccagarbugli chiede la condanna a 4 anni e mezzo per Mauri, capitano della Lazio per inconfutabili e provate porcherie commesse da quest’ultimo in combine con altri.

Se la memoria mia non è fallace, la partita di andata di Coppa Italia finì 1 a 1 con gol di Peluso e pareggio di Mauri… già…proprio lui!

E il ritorno ce lo mangiammo noi per mancanza di buoni realizzatori pur avendo dominato la partita.

Ma come si dice dalle mie parti:” acqua passata non macina più”.

Ma l’incazzatura non è passata, è ancora viva e, oggi, si è addirittura arroventata per questa decisione del procuratore Stefano Palazzi che ha guardato l’orologio al polso sinistro e che è fortemente in ritardo rispetto al meridiano di Greenwich.

Adesso cosa faranno? Revocheranno la Coppa Italia alla Lazio?

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Calcioscommesse: “contro ogni ragionevole dubbio”

Dura la vita se fai il Procuratore. Ancora più dura se fai il SuperProcuratore. Il mondo là fuori è cattivo e bisogna lottare per la giustizia. I nemici sono tanti e tanto è il rumore. Ok, cambiamo registro e torniamo alla realtà.

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Il buon Palazzi ha tirato fuori l’ennesimo ritornello estivo. Vale più lui che una decina di rapper che si spremono le meningi per mesi per tirare fuori un tormentone.

L’anno scorso ballavamo al ritmo di “Conte non poteva non sapere” e sulla base del nulla, anzi di prove di segno contrario alle elucubrazioni di Palazzi, per poco non si spinse lo stesso Conte verso la pensione anticipata. Rischiò tantissimo il povero Leonardo Bonucci, danno collaterale di una guerra intestina che la Lega ha attivato da anni contro la gente bianconera.

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Quest’anno è il turno del “ragionevole dubbio”.

Esiste un ragionevole dubbio sul caso Mauri. Un tizio, centrocampista della Lazio, che ha potuto liberamente operare nel calcio pur se è andato in prigione, pur se il processo chissà-come-è-andato, pur se dopo un anno siamo ancora qua a chiederci se in quel 2011 sono successe cose per cui Stefano Mauri, capitano della Lazio, andrebbe giudicato o meno. Dal 2011 al 2013 perché nel frattempo Inter e Milan non interessavano in materia di Calcioscommesse, Criscito ha ceduto il passo in Nazionale, Conte e la Juve sono stati legnati per benino e il Napoli per poco non becca punti in più in classifica perché Gianello risultava un infiltrato in Scommessopoli… e quindi il tempo è andato via per sceneggiare queste farse.

“Ragionevole dubbio” contro “non poteva non sapere”. Per carità: non ci interessa il caso Mauri. Abbiamo stracciato tutti lo stesso, con tanto orgoglio, con tanta più goduria. Non ci interessano le questioni che  lo riguardano, ma certo quel senso di logica a cui siamo aggrappati crolla sempre più. Qui manca la logica delle azioni di questo Palazzi, o meglio manca un minimo di dignità per il ruolo che sta giocando. In barba a tanta gente onesta, in barba a milioni di tifosi che comunque vengono presi costantemente in giro. E mancando la logica, ci chiediamo a che serve anche solo pensare a un processo. Si fa così: diteci con quali tipi di penalizzazioni dobbiamo giocare ed eliminiamo tutte queste sovrastrutture al soldo di pochi, dei soliti. Così da evitarci figuracce internazionali di proporzioni pari ai fallimenti nerazzurri, tanto per intenderci.

E forse, parlando da tifoso, è proprio questo che ci meritiamo: gente di questo tipo, SuperProcuratori che lottano e corrono nell’oscurità per sconfiggere la malvagità. Altro che Batman…

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Calcioscommesse – Palazzi di nuovo all’opera: non sarà un tantino in ritardo?

Altra brutta vicenda. Il secondo capitolo di un libro che FIGC e Palazzi stanno scrivendo da oltre due anni. Fin qui alcuni obiettivi sono stati centrati, ma di Giustizia poco o nulla.

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Leggiamo da Tuttosport:

Stefano Mauri e la Lazio deferiti per il calcioscommesse: il rinvio a giudizio sportivo del procuratore Figc Stefano Palazzi, formalizzato oggi, riguarda due match, Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio del 22 maggio 2011. Al club imputata la responsabilità oggettiva. La procura Federale guidata da Stefano Palazzi ha deferito alla Disciplinare otto tesserati per illecito sportivo: si tratta di Stefano Mauri, Omar Milanetto, Mario Cassano, Carlo Gervasoni, Alessandro Zamperini, Massimiliano Benassi, Stefano Ferrario e Antonio Rosati. A Mauri e Zamperini la Procura contesta anche la violazione dell’art.1, comma 1 (violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità) e dell’art. 6, comma 1 (divieto di effettuare scommesse) del codice di Giustizia Sportiva. Per responsabilità oggettivo sono state deferite Lazio, Genoa e Lecce. Due le partite sotto accusa: Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio 22 maggio 2011.

Quello che ci stupisce – sconcerta è forse la parola corretta – è il prendere nota delle date: maggio 2011. Oggi il calendario segna luglio 2013. Che è successo nel frattempo? Due anni di indagini? La scorsa estate perché se la si è presa con Conte e Bonucci e Pepe producendo il nulla cosmico quando la vicenda più grossa è stata accuratamente ignorata?

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Purtroppo Palazzi non ci convince. Non convince la FIGC e la Lega. Non ci fanno star tranquilli alcuni personaggi che sembrano avere potere assoluto – occulto sarebbe la parola corretta – sul calcio italiano.

E allora via di altra figuraccia internazionale. Segnaliamo agli amici biancocelesti, che in questi giorni stanno gridando al complotto, che né Mauri né la Lazio sono stati intaccati da Palazzi sino a questo momento. Mentre ci sono stati ragazzi che sono stati rovinati dalle inchieste sui generisi di questo strano mondo del calcio italiano. Almeno da chi muove i fili. Prova ne sia che un tizio come Preziosi sia ancora libero di agire e operare.

P.S.

Della vicenda Calcioscommesse non si parla più delle partite che riguardano Milan e Inter. 

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Senti senti Masiello: “Ranocchia? Veramente…”

All’indomani dell’audizione di Antonio Conte un piccolo retroscena viene svelato. Il retroscena riguarda l’ennesima testimonianza a favore del tecnico leccese (“era all’oscuro di tutto: non l’avrebbe permesso”), mentre salta fuori una dichiarazione interessante.

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Parole di Andrea Masiello e musica di Stefano Palazzi. L’ex giocatore del Bari ha rivelato che quando nello spogliatoio biancorosso parlarono di possibili accordi un certo Ranocchia, oggi difensore interista, era puntualmente presente. Solo che a noi, tramite giornali, è arrivata un’altra storia. Addirittura è tutto sistemato secondo il difensore numero 23 nerazzurro. Tutto a posto?

In uno dei paesi più belli del mondo, dove tutto può accadere, abbiamo allora queste due posizioni a confronto.

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Da una parte c’è Conte, su cui pesano decine e decine di testimonianze giurate a favore della sua innocenza. Nonostante tutto Palazzi, su una base logica inesistente, l’ha condannato.

Dall’altra parte abbiamo giocatori poco importanti condannati ingiustamente e la posizione di Ranocchia che si aggiunge a quelle di Palacio & Co. mai del tutto chiarite. In particolare su Ranocchia grava la testimonianza di Masiello: secondo il difensore del Bari l’odierno giocatore nerazzurro era presente negli spogliatoi quando si consumavano gli accordi per le combine.

Praticamente, facendo un 2+2, questa è un’omessa denuncia bella e buona. Se non qualcosa di più, visto che non abbiamo né prove a favore né prove di colpevolezza di Ranocchia per mancanza di indagini.

Risultato? Conte verrà di nuovo deferito perché è l’unica via per penalizzare la Juve, mentre gli altri ne usciranno ancora puliti grazie all’insabbiamento giuridico e mediatico. E’ l’itaGlia bellezza!

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Audizione Conte: “E’ andato tutto bene”. Io non sarei così sicuro…

Antonio Conte, uscito dall’audizione palazzinara, si è espresso con positività. Fa parte del suo stile, fa parte della storia di un grande uomo prima ancora che grande campione. Non si indossa la fascia di Capitano della Juve senza possedere queste due qualità.

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L’audizione, già di per sé vergognosa perché intanto si sono aggiunte un’altra decina di testimonianze a favore di Antonio Conte, servirà per giustificare un altro assurdo deferimento per il tecnico bianconero. L’obiettivo non sarebbe lui, ma certamente la Juventus che sul campo purtroppo non è battibile. Battibile sul lungo periodo, intendiamoci. Perché in fondo si può sempre trasformare un fallo di schiena in un rigore e vincere il singolo match.

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Conte si è detto “positivo: non temo un deferimento perché ho risposto a tutto”. E quindi, caro Antonio?

Abbiamo già ampiamente commentato le vergognose azioni della FIGC, con un Palazzi in preda ai peggiori istinti servi. E così dopo Damato un altro colpo va a segno questa settimana. Ogni riferimento non è assolutamente casuale.

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Le Stra…brutte figure dell’ultima giornata di campionato

La Juve allunga e le altre arrancano. Tutte, tranne un Montella strepitoso e Damato (leggi Milan). A parte loro tre, poi il buio assoluto. Buio che comincia a pesare sulle spalle degli avversari che non trovano la via di uscita a un rosicare continuo e molesto. E qui ci sono già un paio di novità.

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Intanto la FIGC si è esposta: difende Damato con forza, non emetterà punizione sull’operato fasullo dell’arbitro di Genoa-Milan, confermando da che parte sta e qual é il progetto in favore di Silvio Berlusconi. Complimenti!

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L’esposizione è poi ancora più netta perché da oggi – chi vuole scommettere… oltre Mauri della Lazio? – Conte torna nel mirino di Palazzi. Da Perinetti a Kutuzov a un’altra decina di testimonianze che scagionano in modo preciso Conte (compreso Stellini): ma il progetto della FIGC è eliminare la Juve, indebolirla magari, in versione Farsopoli. Ciò significa attaccare mediaticamente la Juve in modo da sfinire l’opinione pubblica e costringere qualche altra Procura a sprigionare tutto il sentimento antijuventino d’Italia condannando in qualche modo Conte e la Juve. La prima volta, facciamo notare, non solo non è servito, ma ha pure generato più forza all’interno del gruppo. Adesso sono 9 punti, il prossimo anno, Marotta permettendo, rischiano di essere molti di più.

La palma di miglior comico spetta comunque a Mazzarri. Avrei accettato una dichiarazione del tipo “puntiamo alla zona Champions”, ma una frase così costruita “l’obiettivo era arrivare fra i primi cinque” è da manicomio. Gesto di ordinaria follia perché in un colpo solo, dovesse scappare il terzo posto, rischierebbe di ridimensionare tutto l’intero movimento partenopeo. Col fuggi-fuggi generale di giocatori. Che il Napoli sia in crisi è evidente dall’atteggiamento dei suoi stessi tifosi: ecco il motivo di quello striscione esposto a Torino ieri pomeriggio. Nulla di razzista come per esempio il “Platini maiale” apparso in mano ai tifosi laziali. Eppure pure lo Stadium oggi è sotto inchiesta e si punterà alla squalifica del campo.

Molto più sincero Stramaccioni che stavolta non ha tirato fuori dal cilindro nessuna battuta. Poco da ridere dopo due figuracce che sottolineano l’assenza di progetto. Decidono gli argentini: quando entrare, quando uscire, quando giocare. Nessuna innovazione tattica da uno che ha allenato i ragazzini. Solo una caricatura continua delle TV e dei giornali che rischia di bruciare un potenziale buon allenatore. L’alibi stavolta è l’Europe League: tranquillo Strama, fra poco è finita. Così sembra.

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La Juve perde su tutti i fronti: in FIGC, in Lega, con la Giustizia sportiva, al calciomercato, con gli arbitri, sul campo.

Una profonda tristezza sportiva mi ha portato a trascurare il mio amato blog per qualche tempo.  La tristezza si è acuita, ma è questo il momento di serrare le fila, unirmi di nuovo ai miei fratelli ed affrontare la battaglia.

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Perché la Juventus è in guerra, con tutti. Persino con se stessa. E noi vogliamo vincere questa guerra, siamo ancora in tempo.

Per ora stiamo perdendo su tutti i fronti.

In FIGC c’è un nemico che si chiama Abete, quello che non vuole togliere lo scudetto di cartone a Moratti, quello che rinnova il mandato a Palazzi, quello al quale abbiamo chiesto un risarcimento di oltre 400 milioni, quello che sfrutta la Juventus in nazionale. È stato rieletto, anche con il voto di Andrea Agnelli. Quel voto è una sconfitta per noi juventini, noi che avevamo creduto che l’allontanamento di Briamonte fosse un segnale di autonomia di Andrea dagli Elkann. Ma quale autonomia, se poi votiamo Abete? Ma quale autonomia se l’azionista di riferimento non ci permette di spendere un soldo (e sì che a Blanc 50 milioni di euro per acquistare i fenomenali Felipe Melo e Diego li aveva pur dati)? Ma quale autonomia se al Gran Galà del calcio Andrea, premiato, si è sentito in dovere di ringraziare pubblicamente John e Lapo? Addirittura Lapo ….

In Lega volevamo cambiare tutto. Abbiamo speso il nostro nome e la nostra influenza politica per appoggiare Abodi. Risultato: è stato rieletto Beretta e Galliani è il vicepresidente! Non abbiamo ottenuto il cambiamento desiderato, ci siamo esposti ad una pessima figura, ci siamo accorti che le piccole società non ci sono più amiche come lo erano una volta.

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Con la Giustizia sportiva abbiamo imparato che tra noi e il Napoli si utilizzano due pesi e due misure. Conte in box per cinque mesi perché “non poteva non sapere”, per il Napoli modificato il concetto di “responsabilità oggettiva” e restituzione dei punti e dei calciatori. Conte, con Bonucci, squalificato per due turni per la sceneggiata contro il Genoa, sceneggiata deprecabile ma niente al confronto della mancata presenza del Napoli alla premiazione di Pechino (per Mazzarri, espulso dal campo, squalifica prima data e poi revocata). Insomma al Napoli inizialmente si comminano sanzioni che poi, con il ricorso, spariscono. Se questo è l’avversario per lo scudetto, bisogna preoccuparsi parecchio.

Su Marotta e il calciomercato non sappiamo cos’altro dire. Facciamo ridere. Peluso per puntellare la difesa (Icardi, ancora Icardi e Gonzalez ringraziano). Anelka per “reintegrare numericamente il parco attaccanti”. Senza volerla fare lunga su Del Piero, sul quale personalmente non ho versato lacrime al momento dell’addio, bisogna però riconoscere che probabilmente, nonostante l’età, Alex sarebbe stato più utile di molti degli attaccanti attuali. Di certo se il tiro del possibilissimo 2-2 di Giovinco dell’altra sera fosse capitato sul destro di Del Piero, sarebbe finito rasoterra sull’angolino. Ci avevano promesso un top-player. Hanno perfino fatto visitare Torino a Van Persie. Ora ci dicono che il top-player non può essere acquistato né dalla Juventus, né da alcuna altra squadra italiana. E Balotelli (che comunque mai vorremmo alla Juventus) non è un top-player? Bene, il Milan lo ha acquistato. Come ha fatto, signor Marotta? Come faceva Moggi. Ha ceduto dei giocatori per acquistarne altri. Neanche Moggi aveva i soldi. Ma vendeva Vieri o Zidane e riacquistava mezza squadra. Marotta già sa poco acquistare (Pogba è merito di Paratici, Isla è merito suo), ma a vendere è proprio negato. Iaquinta è ancora parcheggiato. E cosa dire del Galatasaray? Sono due anni che Marotta cerca di vendergli Felipe Melo e quelli sistematicamente se lo prendono in prestito; salvo poi tirare fuori i milioni per comprare Sneijder e Drogba! Gli unici che non riusciamo a vendere al Galatasaray siamo noi.

Capitolo arbitri. Pensare che ci fischino contro volontariamente non è peccato. Gli errori pro-Juve di Catania e del primo tempo di Juventus-Inter erano errori, perché nessun arbitro che vuol fare carriera fischierebbe a sproposito a favore della Juventus (attenti, Abete e Galliani vi guardano), ma li abbiamo pagati a caro prezzo, già dal secondo tempo della maledetta Juventus-Inter. E poi a seguire fino agli sciagurati arbitraggi di Guida e Banti. Dire che ci mancano dei punti in campionato e che siamo fuori dalla coppa Italia anche per colpa degli arbitri è dire la verità. Pensate un po’: la squadra punita con la serie B e l’eliminazione di due scudetti perché amica degli arbitri (così dissero), ora litiga con gli arbitri. Strana la vita.

Anche colpa degli arbitri. Ma tanta colpa, ma tanta, nostra. Sul campo non c’è più la Juventus dell’anno scorso. Sappiamo che ripetersi è difficilissimo, che un certo senso di appagamento è fisiologico, ma buttare via uno scudetto, già quasi conquistato, come rischiamo di fare se non torniamo ad essere noi è veramente troppo. La concorrenza non c’era, doveva essere una passeggiata. Avevamo il Napoli a 10 punti. Due glieli ha ridati la Giustizia sportiva, cinque li abbiamo regalati noi contro Sampdoria e Genoa, allo Juventus Stadium. Se Cavani non si ferma, sarà durissima. Ma abbiamo sconfitto il Milan di Ibrahimovic, possiamo sconfiggere il Napoli di Cavani. Se torniamo noi. Per la Champions già sapevamo e sappiamo che servirebbe un miracolo, ma lo scudetto non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo perderlo. Buffon non sbagli più nulla, Chiellini e Asamoah facciano svelti a tornare, Pepe venga a “saltare l’uomo” e creare la superiorità numerica, Vucinic la metta dentro come nel girone di ritorno dell’anno scorso. Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner, Vidal, Pogba, Pirlo e Marchsio già fanno il loro. Forse anche Caceres e Marrone. Gli altri si sveglino, altrimenti a giugno si cambia aria. Parliamo di Storari, De Ceglie, Giaccherini, Peluso, Padoin, Isla, Matri, Quagliarella, Giovinco. Sì, anche Giovinco. Bendtner  ed Anelka li consideriamo di passaggio. Per essere da Juve bisogna dimostrarlo sul campo. Conte li guidi con l’intelligenza che ha mostrato nei commenti del dopo partita di Lazio-Juventus. Quell’ironia mi ha fatto tornare la voglia di scrivere.

Ora aspetto che la voglia torni anche ai calciatori. Noi juventini siamo tutti qui a gridare forza Juve.

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Sulla Juve e dintorni…

Dopo le pause festive si torna alla normalità che è quella del tiro al bersaglio e, il bersaglio, ironia della sorte, è stato concepito con strisce concentriche bianconere… sarà stato anch’esso un anti juventino? (l’inventore dico).

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Quello che sto per scrivere farà storcere sicuramente il naso a molti juventini ma, credo, debba essere fatta salva la mia buona fede e la mia sicura juventinità.

Per digerire la kafkiana sconfitta con la Samp mi sono dedicato al giardinaggio e tra un innesto e l’altro, (mal riuscito per via del nervoso… si sa con le piante si deve essere sereni…), mi sono messo a leggere un pò di qua e un po’ di là. Il filone di Bari della vicenda Scommessopoli pare sia arrivato al punto cardine: il rinvio a giudizio per 36 giocatori, mi pare, e il nostro Antonio è solo un testimone, tecnicamente, per il Codice Penale si chiama “una persona informata sui fatti”.

Chissà perchè i media spingono e incitano il palazzinaro a trovare elementi,anche per questa vicenda per un deferimento per omessa denuncia?!

Ho la sensazione che dalla Dirigenza alla squadra ci sia una sorta di rilassamento dovuto al fatto che il “Capitano” è ritornato in panchina e, mediaticamente, ci si sta facendo massacrare. Se uno di voi va sulle pagine di qualsiasi blog (Virgilio su tutti) ci sono una caterva di sarcastiche offese sulla vicenda, su Conte e sull’appellativo ormai abusato e sprecato di “ladri”.

Sarebbe ora di darci un taglio, o no?

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Voglio fare una breve disamina su ciò che il tifoso medio, quello che non è infarcito di veleno, può pensare, non di tutte le vicende che ci hanno visto, nostro malgrado, coinvolti, ma solo della vicenda Scommessopoli.

Chi legge, forse poco attentamente o forse no, quello che i media riportano si fa un’idea che, in effetti, risulta difficile da smontare e cioè quella che TUTTE le squadre che sono state allenate dal nostro Antonio Conte, risultano invischiate in faccende poco chiare.

Sorge spontanea una domanda (Lubrano docet) ma Conte è un pirla? O uno che allena dalle 8 alle 14.00 e poi se ne torna a casa come un normalissimo dipendente? Io sono un funzionario amministrativo e ho nel mio staff diversi dipendenti con i quali lavoro gomito a gomito, beh non mi ci vuole una laurea in astrofisica per capire che qualcosa non va o che qualcosa sta generando malumore. E intervengo di conseguenza.

Quello che voglio dire è che per qualsiasi sportivo ( lascio perdere i tifosi) è naturale chiedersi: ma l’allenatore non è in grado di capire se nella  squadra ci sono movimenti strani? Se ci sono giocatori infedeli? Ma allora che allenatore è?

Io credo che ognuno di voi, di questo blog, la domanda se la sia posta, magari nel silenzio assoluto della propria mente e abbia assolto Conte solo perchè essere juventini è una fede, un dogma, ma che, come me, in una piccola parte del nostro cervello si sia mandato a qual paese Conte per la “leggerezza” o l’”abitudine” conclamata nel calcio e dal calcio a trattare queste vicende spinose che, a mio parere meriterebbero azioni e interventi diversi.

O no?

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