Menu Chiudi

Tag: palermo (pagina 1 di 3)

Juventus – Palermo 2 – 0 / Timidi segnali di ripresa

E’ andata. 2-0, con due firme importanti. Non eccezionale come partita, ma è andata. Avanti di tre lunghezze sui giallorossi, con un paio di novità targate Allegri.

Advertisment

Gioco rilassato, gioco spossato?

Ripetiamo: il gioco non è stato eccezionale. Ritmo lento, troppo fraseggio orizzontale che non ha mai portato seri pericoli al Palermo, tranne le improvvise accelerazioni, grazie all’inserimento di qualche centrocampista. Un ruolo importante l’ha giocato Pereyra, schierato a sorpresa sulla destra, con funzioni più d’attacco. Intelligente la mossa di spostare sul centro-destra Marchisio, molto più tattico di Vidal. Mossa che ha generato indirettamente il gol del cileno.

La Juve però sbaglia parecchio e alcune giocate sono molli, come se le voglie dichiarate facessero a cazzotti con la risposta delle gambe. La ferocia di Conte non c’è, e l’eccessiva rilassatezza si confonde con spossatezza, talvolta. Unito a un Palermo arroccato a ridosso della propria area, il tutto si è concretizzato in un match arido.

Tranne nel finale quando la Juve si è ancora sfogata sui ritmi e sulle occasioni create. Guarda caso, terza coincidenze in tre partite, quando Pirlo è uscito, e poi è entrato anche Giovinco.

Non sarà perciò il caso di dare respiro a qualche fuoriclasse un po’ in affanno?

Firme importanti, ma i big sono poco lucidi e incisivi

In ogni caso, bene così dal punto di vista delle firme. Ci voleva. Per loro due in primis, per la Juve in secundis che aggiunge un marcatore in più a chi è già andato in gol.

Advertisment

Vidal zittisce, la cosa ci piace, visto che il gesto era rivolto ai media. Ma Arturo deve anche fare mea culpa e lavorare sodo per tornare al 100%. Già così è utile, ma solitamente lui è sempre stato fondamentale. E ci serve come il pane il miglior Vidal.

Llorente non zittisce nessuno, ma è andato a dormire contento. Se fai l’attaccante e il gol manca da otto partite, allora un problema c’è. Si sblocca alla sua maniera, di testa e timbra la prima rete personale in questa stagione. Non fermarti. Non fermarti.

Altra prova importante di Marchisio. Il Principino è forse l’uomo d’qeuilibrio più importante in questo periodo: impossibile giocare senza. E con lui in cabina di regia la squadra sembra acquistare maggiore velocità e dinamismo. Ok, il ruolo è giusto?

Capitolo Tevez: stanco, è stanchissimo e si vede. Meno elettrico e poco incisivo. Contro il Palermo si mette in luce per l’assist a Vidal che sblocca la partita, ma poi appare non il solito Apache. Giovinco scalpita, Morata di più: mercoledì sera conviene farlo rifiatare? Stesso discorso per Pirlo che continua a sbagliare una quantità incredibile di palloni. Incapace di garantire il giusto filtro a centrocampo, anche ieri ha concesso importanti ripartenze all’avversario. Max medita.

Cambio di modulo?

Così chiudiamo con la solita domanda: ma un cambio di modulo è improponibile? Lippi fu un maestro: durante la stagione si inventava nuovi ruoli nel tentativo di schierare la squadra più carica e più motivata, adattando lo schema tattico agli elementi più in forma.

Il 3-5-2 sembra talvolta un limite, più che un’opportunità. Conviene perciò capire quali sono le alternative. Max studia.

Advertisment

Calcioscommesse: ecco le partite e le prove

Seguendo le carte e lo strano ragionamento, ecco alcune partite finite sotto la lente di ingrandimento del Gip. Con calma, mettetevi a sedere e ragioniamo insieme.

Advertisment

Prendiamo a riferimento il Milan. Delle 90 partite sospette, ben 4 riguardano i rossoneri. Semplicemente, vediamo quali sono le prove registrate dagli Sherlock Holmes.

Il Milan, con Gattuso e Milanello

Milan-Lazio 0-0

1 febbraio 2011. Brocchi alla Lazio, Gattuso al Milan. Bazzani li contatta il 25 gennaio e il giorno del match.

 

Chievo-Milan 1-2

20 febbraio 2011. Bazzani contatta Gattuso e D’Anna la mattina del 20 febbraio.

 

Milan-Bari 1-1

13 marzo 2011. Bazzani contatta Gattuso il 6 marzo.

 

Milan-Cagliari 4-1

Advertisment

14 maggio 2011. Qui ci sarebbe la new entry Sebastiano Rossi, allenatore della Squadra Primavera. Per tre giorni prima del match, contatti sulle SIM fra Pipieri, Rossi e Gattuso.

Segnaliamo infine come è curiosa la coincidenza della presenza di Bazzani a Milanello nel febbraio 2011 e nel maggio 2011. Curiosamente, le partite sospette riguardano proprio i periodi in cui Mister X fa visita ai campi d’allenamento rossoneri.

E la Juventus? Qual é il collegamento?

Della Juve si registra un solo episodio. Eccolo.

Lazio-Juventus 0-1

2 maggio 2011. L’unico contatto è con Brocchi. La registrazione sulla SIM segna la data stessa dell’incontro. Sarebbe interessante capire il contatto con la Juve.

Nel registro questa partita è segnalata per il contatto fra Bazzani e Brocchi. Che pur, in quella partita, si impegna per sbagliare due clamorose occasioni da gol.

La domanda è: quel é il collegamento penale con la Juve? Ricordiamo che questa era la stagione di Del Neri che far passare per cupolaro insieme a Marotta appare oltremodo ridicolo.

E l’Inter?

La partita che riguarda l’Inter è Palermo-Inter. Non si ha traccia del motivo per cui è stata sottolineata come sospetta. Ma, ipotizzando che si scommette sui fattori più pesanti, vien solo da segnalare il risultato finale: 1-0, gol di Ilicic.

Riportiamo inoltre il commento di Eurosport:

Il migliore è Ilicic con lo sloveno che segna e mette in serie diffcoltà tutta l’Inter. Nei nerazzurri si salva solo Handanovic, l’ultimo a mollare.

E riportiamo la frase finale della cronaca testuale del match:

L’arbitro si porta il fischietto alla bocca ed i giocatori smettono di giocare. Rettifica il direttore di gara: “Non ho fischiato, continuate!”

Ci chiediamo allora come ragionerebbe la critica se al posto dell’Inter ci fosse stata la Juve.

Advertisment

Calcioscommesse: fra Milanello e non juventini

Nuovo filone. Poi sarà la volta di una ciabatta, di un grissino e di una pagnotta. E’ il nuovo panificio della Procura di Cremona sul Calcioscommesse. Ora però c’è davvero qualcosa su cui indagare.

Advertisment

Come Conte entrerà in questa nuova inchiesta è tutto da scoprire. Sceneggiatori e inventori, di tutta Italia, sono al lavoro. Nel frattempo ecco le novità.

Gattuso, Brocchi e Milanello

Rino Gattuso e Cristian Brocchi sono sul registro degli indagati. In particolare sul centrocampista della Nazionale gravano contatti ripetuti con uno dei Mister X e cioè tale Francesco Bazzani. Su una partita che anche dalla nostra personale indagine di qualche mese fa risultava agli atti, indicata dagli orientali e fra le poche vere carte a disposizione. Si tratta di un Chievo-Milan del febbraio 2011.

Lo stesso Francesco Bazzani è un frequentatore sporadico di Milanello. Ci sono prove di una sua presenza nel centro sportivo milanista nel febbraio e nel maggio del 2011.

E non può sfuggire che fra le partite da osservare ci sono Palermo-Inter del 28 aprile 2013 finita 1-0 per i rosanero.

Advertisment

Lazio-Juventus: come ti manipolo la gara…

L’unica partita che riguarda la Juve, anche se Bazzani sembra mostrare più interesse per la Lazio, è Lazio-Juventus 0-1. Scommettere sulla vittoria bianconera, in questi tre anni, è davvero imbarazzante. Fa sorridere soprattutto il primo anno di Conte quando la Juve chiude imbattuta la sua Serie A. E fa sorridere il modo in cui Pepe regala i tre punti: sull’ultima azione del match (quando in panchina c’era Del Neri). Tutto calcolato?

Da notare che durante la partita Brocchi ha due importanti occasioni: una di testa e una dove tira di controbalzo, alto, da dentro l’area. Sono le classiche azioni provate per mandare fuori il pallone e indirizzare la gara dove voleva Brocchi… no?!?

Indaghiamo?

Il punto è allora sempre il solito. Si vuole davvero indagare? Perché sono scomparse partite e indicazioni su Inter e Milan? Perché, dalle nuove carte, emerge un certo tipo di rapporto fra questo Bazzani e le SIM dei nuovi indagati? E perché si è proceduto a massacrare Conte nonostante assenza di prove e presenza di prove di segno contrario?

C’è vero interesse a cercare la verità? O solo a fare interessi di certi?

Infine: che ne è di quel Mister X grassottello, sopra i 60 anni, pelato, che comandava il calcio italiano? Vagamente, non assomiglia a un tizio di cui si conosce nome, cognome e ruolo in società?

Advertisment

Altro 5 maggio, altro giro, altro festeggiamento?

Quel famoso 5 maggio resterà nei cuori. Giornata più bella non c’era per il tifoso juventino e rimarrà nella storia per i secoli nei secoli. Una delle beffe più divertenti. E quest’anno… altro giro altro festeggiamento?

Advertisment

Domani la Juve sfida il Palermo con una classifica che non lascia spazio a interpretazioni. I bianconeri hanno dominato, pur con l’impegno della Champions. I bianconeri non hanno rivali in Italia, nonostante l’assenza del bomber, nonostante l’assenza di una stella di spessore internazionale e chiediamo scusa a Buffon, Pirlo, Vidal, fra gli altri.

Advertisment

Serve un punto, solo un punto per mettere il sigillo matematico sul 31° scudetto. Quattro match per metterlo in classifica: basteranno?

Al di là dell’ironia al popolo bianconero serve in realtà sapere che tipo di rinforzi arriveranno. Quella sana voglia di mercato, visto che la sfida in Italia sembra non avere storia.

In queste ultime quattro partite ci sarà tempo per vedere all’opera un po’ di giocatori e le solite sperimentazioni tattiche di Conte. Sarà una festa. 360 minuti di autentici festeggiamenti per delle cose straordinarie che portano un nome, un nome soltanto: Antonio Conte. Grazie Mister!

Advertisment

Conte torna a parlare e punzecchia tutti: la Figc, i media, Zeman e Stramaccioni

È tornato il condottiero, è tornato il capitano di mille battaglie. È tornato Conte, ladies and gentlemen. Ed è più famelico che mai. “Senza di te non andremo lontano” gli cantavano i tifosi quando era ancora un giocatore bianconero. È vero, verissimo, forse mai un coro fu più profetico ripensando a tutto quello che è successo dal 2006 in poi. Le ingiustizie, la B, una società inerme, i settimi posti. E poi, improvvisamente, la luce. Uno scudetto meraviglioso. Un progetto di respiro europeo proiettato ben al di là dell’attuale situazione stagnante del calcio italiano. Un progetto che neanche l’ennesima farsa della (in)giustizia sportiva ha saputo scalfire. Ora possiamo dirlo, dopo quattro mesi di inferno, e sicuramente qualcuno che si aspettava un crollo verticale di una squadra privata del suo leader sarà rimasto deluso. Ma ce ne freghiamo, francamente, e guardiamo tutti dall’alto. Come è sempre stato e come è giusto che sia.

Advertisment

È tornato a parlare Conte dopo la vittoria di Palermo e come sempre non è stato banale. Tra le sue parole emerge la rabbia di un uomo leale che sa di aver subito un’ingiustizia, la voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa e la consapevolezza di aver plasmato un grande gruppo che in soli 14 mesi ha saputo assimilare tutti dettami del suo tecnico, diventati ormai degli automatismi.
C’è anche il tempo per una frecciatina tra le righe probabilmente indirizzata a Zeman e a Stramaccioni, oltre che a gran parte dei media italiani.
Ma soprattutto Conte ribadisce il suo pensiero sulla Figc e l’attuale giustizia sportiva, oltre a ringraziare il presidente Agnelli per quello che ha fatto in questi mesi.

Ecco le dichiarazioni del Mister rilasciate a Tuttosport:

La vittoria di Palermo significa che possiamo far bene sia in campionato che in Champions. Ricordo quello che dicevano certe persone lo scorso anno, cioè che la Juve vinceva perché non partecipava alla Champions e poteva preparare bene solo il campionato. E io a dire che la Coppa più bella l’avrei voluta disputare. E allora, come la mettiamo? La Juve è in testa al campionato e ha chiuso un girone difficilissimo al primo posto. E poi dicevano che ero un allenatore tifoso: ecco, mi sembra di aver dimostrato a questa gente che ho tante altre caratteristiche.

Ho una squadra speciale, fatta di uomini veri, che ringrazio. Stare per quattro mesi senza l’allenatore in campo è come una Formula 1 che in pista si trova con le gomme bucate. Un dramma, no? Eppure i giocatori e lo staff tecnico hanno mantenuto il ritmo. Non dimenticate che lavoriamo assieme da 14 mesi e se questa situazione si fosse verificata la scorsa stagione sarebbero stati guai. Adesso, invece, certi meccanismi vanno da soli e durante la settimana li miglioriamo.
Questi quattro mesi sono stati un periodo in cui abbiamo fatto cose eccezionali che non sono state messe in rilievo. Si è preferito esaltare altre realtà: ritorni di fiamma e tecnici emergenti facendo passare in secondo piano le nostre imprese. Una più bella dell’altra. E questo, in tutta sincerità, mi è dispiaciuto.
Mi è mancato tanto il profumo dell’erba in questi mesi.

Advertisment

Durante la squalifica ho provato amarezza, tanta amarezza. Però mi sono rafforzato. E ho capito tante cose. Il mio pensiero non è cambiato. È sempre quello di prima, quello che mi è costato 25000 € di multa e una diffida. E poi mi sono fatto un quadro preciso sul nostro mondo. C’è chi mi ha sorpreso in modo positivo e chi in maniera negativa. Ma questa è la vita. La squalifica in confronto a una grave malattia è una sciocchezza, ma vi assicuro che non è stato piacevole andare a seguire le partite da un box. Per fortuna durante la settimana ho potuto lavorare sul campo con i miei ragazzi.

Anche stavolta abbiamo sbagliato molti gol, dobbiamo essere più concreti, questo è fuori discussione. Se alla fine il Palermo avesse pareggiato avrei rinchiuso la squadra negli spogliatoi del Barbera per due giorni. Scherzi a parte, questa è una situazione che miglioreremo. In allenamento curiamo molto la fase conclusiva e continueremo a farlo con ancora più attenzione.

La partita che ricorderò sempre di questi quattro mesi è quella di mercoledì scorso. Tutti parlavano di biscotto e invece abbiamo affrontato una squadra che voleva batterci per buttarci fuori dalla Champions. Siamo stati grandi, grandissimi, prendendoci i tre punti e vincendo il girone. Non era facile. Grandi, grandissimi. Novanta minuti che non cancellerò mai dalla mia mente.
Abbiamo fatto 38 punti e siamo arrivati primi in un girone europeo difficilissimo. Sarebbe stato difficile fare di più anche se ci fossi stato io in panchina, credetemi. E come ho detto prima, non dimenticate che stiamo assieme solo da 14 mesi, mica da una vita.

Da questa situazione sono uscito più forte di prima, ma non solo io. Anche la società. Ringrazio il presidente Andrea Agnelli che non mi ha lasciato solo neppure un istante. E anche il direttore Marotta che spesso ha parlato bene di me. Come del resto era giusto che fosse.

La Juve non l’ho mai persa. E ne ho avuto conferma proprio a Palermo, dove abbiamo vinto una partita su un campo a noi storicamente ostico. I siciliani hanno un ottimo allenatore e non meritano la posizione in classifica che occupano. Vincere come abbiamo fatto noi è sinonimo di grande squadra. Non avevo dubbi, gli impegni di Coppa non hanno frenato la nostra corsa.
Adesso bisogna continuare in questo modo, senza allentare la presa. È stato fondamentale conquistare i tre punti. Abbiamo dato dimostrazione di forza. Dopo la Champions questa è un’altra battaglia vinta, altro che stress o stanchezza da Coppa. Sono convinto che andremo molto lontano in tutte le manifestazioni.

Senza di te non andremo lontano, Antonio. Grazie di tutto e andiamo a prenderci tutti insieme quei sogni che ci meritiamo. Fino alla fine.

Advertisment

Palermo – Juventus 0-1, le pagelle

Il ritorno di Antonio Conte sulla panchina della Juve coincide con una vittoria che ha molto di Antonio Conte. Campo difficile, a tratti vicino al fango,e ambiente non dei migliori, con una grandinata tra il primo e il secondo tempo che ha contribuito a rendere la vittoria più difficile, ma anche più bella e meritata. La Juventus dopo Palermo si ritrova a +4 sulla seconda, che ora è l’Inter.

Advertisment

Buffon: ottima risposta su un tiro dalla distanza, anche se non era difficile. Per il resto guarda la gara. VOTO 6

Bonucci: il migliore della difesa, pochi problemi, e sfiora il gol: cosa gli è passato per la testa? Simulazione ridicola, poi si scusa su twitter. VOTO 6,5

Barzagli: provvidenziale su Ilicic nel primo tempo, un pò meno nel secondo quando Miccoli nelle ripartenze lo costringe a fare gli straordinari. VOTO 6,5

Chiellini: qualche sbavatura dietro, ma giustificato perche prende davvero una brutta botta. Impreciso quando si lancia in avanti. VOTO 6

Pirlo: finalmente una bella gara,fatta addirittura più di quantità che di qualità. Lancio per Vucinic in occasione del gol, lancia Matri due volte. ma egoista nel secondo tempo. Bravo stavolta. VOTO 7

Marchisio: trova difficoltà nel traffico e su un campo difficile, un pò fuori dalla partita. Sul suo tiro Vucinic ribadisce sul palo. VOTO 6

Vidal: lotta come suo solito, ma molto lucido in avanti: offre a Matri un gran pallone, esce per una botta. VOTO 7

Advertisment

Lichtsteiner: oltre al gol, tanta spinta. È in forma e sta sfruttando al meglio il momento. VOTO 7

Asamoah: se nel primo tempo avesse osato di più, avrebbe messo in ridicolo il suo diretto avversario Pisano. E infatti nel secondo tempo fa espellere Morganella, che gasperini aveva messo apposta sulla destra per limitare i danni. Gran recupero su Brienza. VOTO 6,5

Matri: cosa dire…sbaglia un gol fatto, tira in totale assenza di coordinazione in un paio di occasioni, reattivitá da pachiderma. Malissimo. VOTO 4,5

Vucinic: splendido con i suoi tagli che mettono in crisi la difesa, due pali, anticipa VonBergen e col tacco mette in porta Lich. Però si mangia anche un gol facile. Questo è Mirko Vucinic. VOTO 7,5

Bendtner: rispetto a Matri si muove meglio,riesce a tenere palla su un campo pessimo e va anche al tiro alla prima occasione. Non male ieri. VOTO 6+

Pogba: davvero un gran lottatore, recupera una moltitudine di pallone, fa valere la sua prestanza fisica li in mezzo. Interpreta al meglio la gara. VOTO 7

Padoin: fa il suo dovere a destra. VOTO 6

 

Advertisment

Palermo-Juventus 0-1: ma l’attacco che fa?

Vittoria raggiunta, con ampio merito. Ma che sia tutto ok lo dice pure Conte ai microfoni. Proviamo allora a caldo a raccontarla questa partita ampiamente meritata.

Advertisment

Il campo è da denuncia penale, così come paradossale e anche un po’ vergognoso è l’atteggiamento di Gasperini che a un giornalista dice:

In fondo il campo ha danneggiato più noi perché eravamo in partita.

Dichiarazione in perfetto stile nerazzurro. In partita il Palermo non lo è mai stato, se non nella teoria di un risultato in bilico. Serviva cinismo, serviva cattiveria e Buffon lo sottolinea. Certo era difficile imporre la propria tecnica in un terreno di gioco come veramente pochi ne esistono. Eppure in questo campetto la Juve ha ancora dominato.

Pirlo, Pogba e Vucinic sugli scudi, con un Marchisio molto attento e autore di qualche sublime giocata. Impossibile pretendere la bellezza, ma alcuni episodi fanno arrabbiare e ci limitiamo a usare questo verbo.

Advertisment

Prendiamo l’azione che porterà la Juve a giocare il match con l’Atalanta senza Bonucci. Contropiede magistrale, palla magica di Vucinic per Bonucci che non tira, finta e poi simula come il peggior attore saprebbe fare. Giallo sacrosanto e squalifica. Risultato ancora sullo 0-1 e Marchisio praticamente non ha la forza di protestare col compagno visto che era solo a pochi metri dal piede di Bonnie. E questo è il primo episodio.

Filtrante di Pirlo per Vucinic che non salta il portiere, ma tenta uno strano pallonetto: facciata dell’estremo difensore rosanero e Juve ancora a secco del raddoppio.

Nel primo tempo ci pensa addirittura Matri a fare qualcosa di incredibile: su maestoso servizio di Vidal l’ex Cagliari spara sulla testa del portiere rosanero. Se la prende con la sfortuna, ma con 7 metri e mezzo a disposizione si fa fatica a dargli ragione. Ma continuiamo.

Pirlo dribbla mezzo Palermo e si presenta al limite dell’area con due scarichi facili facili: a destra Pogba, a sinistra Bendtner, ma tenta un ultimo dribbling e la palla si perde.

Juve, che succede? Una partita da stravincere diventa semplicemente una partita vinta con tanta sofferenza perché poi può davvero accadere di tutto. Pure che nei due calci d’angolo finali la Juve subisca un rocambolesco pareggio. E da uno di questi Asamoah non serve Pirlo che aveva davanti a sé 50 metri liberi liberi, solo soletto.

Contentissimo per il rientro del Mister, per i tre punti meritatamente intascati, per un Vucinic ottimo in fase di assistman, per un Pogba grande lottatore, per un Lichtsteiner decisivo, ma la mia squadra deve imparare a essere cinica, micidiale. Anche dopo un incontro di Champions. A febbraio arrivano gli ottavi e in campionato non voglio cali di tensione.

Advertisment

Palermo-Juventus: Conte comanda questi 11 GRAFICA

Di nuovo in campo. Perché in quel campo la Juve trova il naturale compimento della sua storia. Con un plus in più oggi: Antonio Conte in panchina.

Advertisment

Le scelte del tecnico leccese sembrano rivolte a non stravolgere più di tanto la formazione che ha battuto il girone di Champions, anche in ottica di indisponibilità di formazione. Caceres e Isla sono rimasti a Torino per noie muscolari ed erano due papabili titolari. Sopratutto il cileno che è in cerca della migliore forma e che doveva riscattare una sciagurata prestazione contro il Milan. Restano a casa pure Marrone e Lucio, e per loro si prospetta un gennaio molto caldo. Via il brasiliano, mentre su Marrone Conte ha posto il veto però è pur vero che se non gioca si rischia di bruciarlo. Meglio un’esperienza in stile Marchisio che troppa panchina.

Centrocampo quindi fatto e finito. Nessun turno di riposo per Asamoah e Lichtsteiner (lo svizzero ha riacceso il treno?), nemmeno per Vidal e Marchisio che affiancheranno Pirlo. A proposito di Pirlo vien da sorridere quando leggi da statistiche UEFA che è il terzo corridore in Europa: alla faccia dell’età, del logorio della vita comune. Forse è vero quanto mi ha detto un mio caro amico al bar: richiedere i miracoli ogni minuto che sta in campo non è umano!

Advertisment

Pogba in panchina quindi, magari a fianco di Quagliarella che dovrebbe perdere il ballottaggio con Matri. Fuori dai giochi per una maglia da titolare Bendtner, ma con Conte non si sa mai. Al tecnico serve un ariete e il danese, spalle alla porta, sembra cavarsela meglio di Matri. Entrambi però soffrono di una statistica che mi mette i brividi: quanti gol in due? Meglio non dare la risposta. Oggi potrebbe essere la svolta per chi andrà in campo. Certo le occasioni stanno finendo. C’è giusto quella Coppa Italia giovedì 13 dicembre, poi dal 3 gennaio via alle trattative. Alla Juve servono i gol, Matri e Bendtner che hanno da offrire?

Su Quagliarella invece il discorso è molto semplice e io lo sottoscrivo in pieno: educazione, educazione, educazione. E intelligenza aggiungerei io: alla Juve servono soldatini, gente che si immola per la Juve, gente che sa stare in un gruppo accettando le regole che impone chi guida quel gruppo, cioè Conte. Conte che ha già dimostrato di saperci fare con le scelte e le intuizioni: se a Eta Beta sta bene così può restare, altrimenti quella è la porta, preferibilmente all’estero se ci sono squadre pronte a investire denaro contante. Abbiamo fatto a meno di Zidane… vuoi vedere che soffriremo Quagliarella? Ovviamente la mia è solo una provocazione, ma resta il concetto del bene del gruppo. Decide Conte: tutti, tifosi compresi, devono semplicemente tifare o giocare al massimo delle possibilità.

Vucinic sarà in campo. Pesa l’assenza di Giovinco che mi sarebbe piaciuto vedere in campo con Conte in panchina. Sarà per la prossima.

Occhio ai diffidati, praticamente tutta la difesa più Marchisio e Vucinic.

Palermo-Juve: niente turnover, si va in Sicilia per vincere

Palermo-Juve: niente turnover, si va in Sicilia per vincere

Advertisment

Rischio neve? Le situazioni di potenziale rinvio

Ondata di gelo e di neve in tutta Italia, in particolare il Nord ovviamente. E questo potrebbe influire su alcune gare di Serie A che rischierebbero il rinvio. In Russia riescono a giocare, in Italia no.

Advertisment

Paradossi climatici a parte, a Torino si rischia il rinvio e il Milan può così respirare. Resta il problema di quando recuperare le gare. Perché anche Atalanta-Parma e Siena-Catania e Bologna-Lazio non promettono nulla di buono.

Advertisment

Freddo, ma clima ben più mite a Palermo dove la Juve vede il ritorno di Conte in panchina.

Situazione curiosa invece per Inter-Napoli. Fosse stata giocata al San Paolo il rischio rinvio, anche con il sole, sarebbe stato forte, ma si gioca a Milano e lì la neve scende davvero. Si gioca o non si gioca? Entrambe hanno praticamente riposato e allora decideranno Moratti e l’amico De Laurentiis.

Zeman intanto sta già assaporando una nuova vittoria a tavolino. Con questo ritmo lo Scudetto non è più utopia…

Advertisment

Giornata numero 15: fra regali e finte proteste

Si chiude la giornata numero 15 che consegna una classifica interessante. Un trenino di squadre che la Juve non è riuscita a staccare viste le due sconfitte e il pareggio nelle ultime 5 partite di campionato.

Advertisment

Si blocca la Fiorentina di Montella a cui pesa l’assenza di Jovetic, ma soprattutto l’assenza di un attaccante di peso. Ottimo il centrocampo, vero motore viola, tecnico e propositivo. Così come interessante è il pacchetto arretrato che ieri ha mostrato un Savic in versione goleador. Insieme a Conte, Vincenzo Montella è il miglior allenatore di questa Serie A per meriti conquistati sul campo. In breve tempo ha dato una forte identità al suo gruppo di ragazzi e un gioco ragionato e bello a vedersi. Quanto durerà?

Ciro Ferrara comincia la rincorsa alla riconferma. Molto paziente la dirigenza doriana che lo ha tenuto anche dopo una serie pazzesca di sconfitte consecutive. Ma questa Samp c’è: tanti ragazzi motivati, qualcuno davvero molto interessante, uno schema di gioco che prevede tanto attacco, ma che è mortificato dall’assenza di un finalizzatore. Occhio a Icardi, ma certo questo ragazzo è molto più seconda punta che bomber vero e proprio. Servirebbe Maxi Lopez e servirebbe pure il miglior Eder in appoggio a uno che segni, altrimenti Ferrara dovrà sempre sperare negli inserimenti da dietro. Benissimo Poli, meno bene Obiang, mentre Maresca alterna ottime prestazioni a opache performance. D’altronde è difficile fare il regista in una squadra sprovvista di ali forti e di punte vere.

Controllare i bonifici in entrata a Garcia, prego. Perché è fin troppo goffo l’autogol che consente a Stramaccioni di respirare. Oggi a leggere la rassegna stampa si ha l’impressione di una corazzata, quella nerazzurra, che ha vinto in modo netto. La realtà è di un progetto inesistente, un continuo ballare fra moduli e giocate solo tentate, un disequilibrio totale fra i reparti. Il Palermo ha rinunciato a giocare e si è infilzato da solo: speriamo lo faccia pure la prossima giornata.

Al Napoli va tutto bene. Rigore concesso, giustamente, a un maestoso Cavani: dove sarebbe il Napoli senza questo strepitoso giocatore? E rigore non concesso al Pescara nonostante il risultato al sicuro (si era sul 4-1). Dopo Chievo e Cagliari… ancora silenzio sui partenopei, con Mazzarri che continua non lamentarsi per questi regali ricevuti. Coerenza.

Advertisment

Come la coerenza di Galliani che dopo la Photoshoppata di un anno fa contro il Catania dimentica di annotare il regalo, l’ennesimo, che permette al Faraone di pareggiare la partita. Partita che non ha mostrato un Milan in crescita, anzi: solo che al Catania mancava un Gomez in grado di pungere la difesa rossonera. Ma non importa: oggi si parla di effetto-Berlusconi e noi approviamo: a questo ritmo lo scudetto diventa davvero possibile.

Zeman ci ringrazi. Non leggerà questo blog, ma avevamo sottolineato come un ragazzo come Destro non poteva non giocare e infatti. Doppietta, terzo gol in due gare, soprattutto una prestazione come sarebbe piaciuta a Conte. E’ uno degli attaccanti da tenere in considerazione perché ha potenzialità incredibili. Solo che Roma non è l’ambiente ideale in cui crescere. Approviamo inoltre la doppia esultanza: la professione è professione, l’attaccante gioca per segnare, Siena è stata solo una parentesi nella carriera di Destro… per quale cavolo di motivo doveva rimanere immobile e non esultare? Ipocrisia di un calcio che ha perso ogni valore.

Chi ha capito l’intervista di Del Neri a fine partita è un pezzo avanti nel parlare una lingua sconosciuta. Non sarà tutta colpa sua, di certo Preziosi sta trovando negli allenatori il giusto appiglio per una stagione che non poteva certo essere migliore. Lo Monaco lo aveva capito e denunciato: non si può operare per conto di Moratti e Berlusconi e poi sperare che le cose vadano bene in casa propria. Nonostante la rosa sia qualitativamente di medio livello, a Genova si registra un ambiente completamente scarico dove non esiste un leader se non quel gruppo di ultras. Questi sono i risultati.

La legge dell’ex punisce l’Atalanta di Colantuono. I bergamaschi vengono soffocati da Gabbiadini che goleador non lo sarà mai, ma certo una buona seconda punta. Agile, ottima tecnica, ma deve crescere tanto a livello tattico. Come è cresciuto Diamanti: che giocatore! Si prende ogni tipo di responsabilità, realizza una punizione da urlo, ma occhio a non volare alto con i sogni: meglio essere un fenomeno in provincia che perdersi in una big.

Chiudiamo con Ventura. Cercare di trovare una giustificazione per rivendicare una espulsione sacrosanta la dice lunga su quanto a Torino, sponda granata, stia soffrendo. I discorsi sui primi 30 minuti trovano respiro solo a livello teorico. Ci sarà la gara di ritorno per rifarsi, ma la lamentela per non aver spostato la gara di Coppa Italia e il tentativo di gridare allo scandalo, fortunatamente tentativo mai cavalcato davvero, è un pessimo esempio di sportività. La stessa sportività riconosciuta alla Juve nel postpartita contro il Milan.

La stessa sportività che non registriamo in una redazione che dovrebbe far compagnia a Sallusti: lo striscione di Pessotto non vale l’approfondimento (giusto!) sul vergognoso telone su Superga. Noi rivendichiamo un nostro concetto: quelli lì non sono tifosi, e secondo me sono sempre gli stessi imbecilli che si travestono di bianconero, nerazzurro o rossonero per sentirsi importanti. L’importanza è data proprio da servizi giornalistici che ne cantano le lodi. Sui 39 angeli bianconeri non si intervista Don Albertini e non si scomoda praticamente mezza Italia, mentre su Superga sì. Spiegateci la differenza: noi non la vediamo. Bestie sono e bestie restano indipendentemente dai colori tifati. Così non è per certe redazioni. Sallusti è troppo solo, chi vuole seguirlo?

Advertisment