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Tag: palladino

Juventus-Parma 1-4 Buon anno a tutti

Sono le ore 14:32 e la partita è praticamente finita. Il Parma stacca un’altra pagina di storia, perché da oltre 40 anni la Juve non prendeva quattro pere in casa. Lo fa oggi e pare un remake dell’avvio di campionato.

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C’è tutto in questa giornata e, stando alle statistiche, è una buona cosa: peggio di così, nelle prossime gare, non si può fare e finalmente è arrivata una sconfitta che tutta Italia stava ormai aspettando da settembre. C’è tutto dicevamo: infortunio, espulsione, gol a raffica. Vuoi vedere che questo Amauri porta pure sfiga?

Pronti e via e la paura non è ancora passata. Quagliarella, praticamente l’uomo in più di questa parte di stagione, va ko. Distorsione, forse un interessamento ai legamenti. L’unico aspetto positivo della vicenda è che il giocatore non è stato portato subito in ospedale. Un segno di serenità. Non è gravissimo. Ma la Juve ne ha risentito pesantemente e ne risentirà ancora di più nei prossimi appuntamenti.

L’ingresso di Amauri ha prodotto due vantaggi per gli avversari: nessun peso offensivo e la sostituzione di Del Piero. Il brasiliano non ha mai tirato in porta né si è reso pericoloso in nessuna occasione. Triste, molto triste stare seduti sul divano a pagare l’abbonamento TV quando in campo potrei dare molto di più di questo qui a cui hanno firmato un contratto di oltre 3 milioni di euro. La prossima mossa DEVE ESSERE una sua cessione. A titolo definitivo. Al suo posto può anche andar bene Maxi Lopez (visto che ci siamo fatti scappare il pezzo pregiato del mercato e per il quale la Juve si è mossa in ritardo) che ho avuto modo di apprezzare, lui unica punta, varie volte durante questo campionato. La sensazione è che non sia un grandissimo, ma certamente, come Iaquinta, potrà dare un contributo ben più tangibile rispetto a questo Amauri. Inoltre il brasiliano è nervosissimo e trasmette questo suo stato d’animo a tutti i compagni.

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Il più coinvolto è parso Felipe Melo. Più furbo Paci che lo ha calpestato sulla coscia e sul fianco e poi l’ha fatto espellere. E’ evidente come il suo rosso abbia condizionato tutta la partita.

Partita in cui la Juve non è voluta scendere in campo. Servivano altre vacanze? Più che svogliati i bianconeri sono apparsi sulle gambe, troppo fermi e nervosi, come quando il fisico non riesce a pareggiare l’energia mentale. Serve una scossa di preparazione e forse una migliore gestione della rosa.

Per onestà intellettuale, pur nel marasma che ha investito i 13 giocatori in campo, vanno fatti i complimenti per un ragazzo che fin qui è stato trattato maluccio e cioè Simone Pepe. Non sarà Cristiano Ronaldo né il Di Livio della prima Juve di Lippi, ma la sua corsa e la sua generosità sono preziosi.

Chiudo facendo gli auguri di pronta guarigione a Fabio Quagliarella. Quanto ci mancherai! E rallegrandomi per i gol dei miei pupilli: Giovinco e Palladino. Il destino sa essere generoso con chi ha subito qualche torto. Adesso attendo le mosse di Marotta.

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Mercato Juve: è la settimana delle buste

A fine settimana si deve scegliere: busta A o busta B, Vecchia Signora?

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Vanno risolte le comproprietà. Chiariamo subito il meccanismo, peraltro molto molto semplice. Prima della data di scadenza le due società che co-posseggono il cartellino di un calciatore possono accordarsi: o rinnovano la comproprietà, o il calciatore viene ceduto (per l’altra metà) alla società che lo vuole. Oppure, a scadenza, si va alle buste. In un cartoncino sigillato ognuna delle due società scriverà una cifra (vale pure lo zero) e un notaio aprirà quindi le due buste decretando il vincitore, cioè la società che ha offerto di più. Arrivare alle buste può significare soltanto due cose: le due società sono assolutamente d’accordo (il giocatore non è di gradimento né all’una né all’altra) o le due società non sono assolutamente d’accordo (ognuna delle due lo vuole indietro). La Juve di queste comproprietà, grazie alla gestione senza senso del trio Elkan-Blanc-Secco ne ha a iosa. Marotta credo non ha avuto nemmeno il tempo di chiamare al cellulare le rispettive società detentrici di metà cartellino. Da Zalayeta col Napoli a Lanzafame col Palermo, da Palladino e Criscito col Genoa a Paolucci col Siena, tanto per citarne alcuni. Che sono poi i nomi grossi dal quale potrebbero arrivare i soldi necessari per finanziare altri colpi.

Alcuni di questi però potrebbero anche risultare utili proprio in chiave Juve. Per esempio l’esterno destro Lanzafame, autore di un campionato stratosferico col Bari di Conte in B e di un campionato lodevole col Parma di Guidolin in A. Proprio a Parma il giovane Lanzafame vorrebbe restare, ma è costretto ad attendere le decisioni di Zamparini e Marotta. Si andrà alle buste, questo è certo. Troppa distanza tra valore dichiarato, valore visto (dalla Juve) e valore decretato (da quel pazzoide di Zamparini). La Juve sta cercando un esterno, si parla di Krasic o Elia. Ma, se come penso, non ha realmente la possibilità di arrivare a uno dei due, perché non puntare sul ritorno di Lanzafame? Bettega si era interessato a lui già a gennaio e io, nel mio modestissimo ruolo di tifoso, avevo dato il mio assenso. Gioca da esterno di centrocampo o seconda punta, crossa e segna (poco, ma segna, chiedere a Buffon per informazioni). Sarebbe un acquisto economico e che in prospettiva potrebbe davvero far bene. Altrimenti sarebbe comunque una pedina importante da giocarsi in qualche trattativa (Udinese per Motta e Candreva, Bari o Genoa per Bonucci).

Su Criscito ho perso le speranze. Lui per Bonucci: mi sembra una scelta da piccola squadra. Moggi, se li avesse voluti entrambi, li avrebbe presi in due minuti. Rinunciare a Criscito, titolare della maglia azzurra, è un delitto. Visto che proprio in quel ruolo la Juve fatica a trovare una valida alternativa a De Ceglie. Chi crede alla favola Kolarov dovrebbe sciacquarsi la faccia e guardare la realtà: non ci sono i soldi per prenderlo e non possiamo competere con ManCity e Real Madrid. Purtroppo è così.

Palladino è invece una carta buona, da cedere completamente al Genoa più conguaglio per i due giovani nazionali (appunto Criscito e la metà di Bonucci). L’altra metà di Bonucci in forza al Bari andrebbe presa con conguaglio e Almiron più il prestito di qualche giovanotto (Immobile o Marrone). Su Marotta, fai il miracolo.

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Zalayeta, utilissimo nelle gestioni Lippi e Capello, potrebbe portare a casa qualche milioncino di euro, da spartire col Napoli. Giusto per pagare un terzo dello stipendio a Poulsen, intenzionato a restare a Torino. Ti credo, chi dovrebbe pagargli quello stipendio? E chi offrirebbe 8 milioni di euro alla Juve? Mica tutti si chiamano Ranieri e Secco, accidenti a loro! Analogo discorso per Paolucci: via e monetizzare.

Storari è praticamente della Juve. Ma devono spiegargli che le cose a Torino sono cambiate. Si è presentato con una frase paurosa: “Possiamo lottare per grandi traguardi”. Mi dovrebbe spiegare quali e se sa che Buffon rientrerà in campo a Febbraio 2011.

Capitolo Tiago. Molinaro è stato ceduto, lui ancora no. La doppietta alla Corea non fa testo, o almeno potrebbe farlo solo spillando qualche centinaia di euro in più all’Atletico Madrid. Rientrare alla base non avrebbe senso. Di Tiago però mi piace sottolineare quanto detto in lungo e in largo nei vari blog:

Sono stato subito al centro delle critiche senza che nessuno mi avesse mai visto e a ottobre avevo già chiesto di andare via. Ha funzionato soltanto con i compagni, spettacolari: Camoranesi, Chiellini. La società? So che è cambiata e spero che ora difenda i giocatori in difficoltà, soprattutto quelli che arrivano dall’estero senza conoscere il vostro calcio.

Sfido chiunque a dargli torto su queste riflessioni. Caro Mendes Cardozo, che dirti. Diciamo che le cazzate sono da dividere equamente fra te, Secco e Ranieri. D’accordo così?

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Nuova Juve: oggi il via!

Si chiede a Andrea Agnelli il miracolo: tornare a giocare da vera Juve. Il che conduce immediatamente a vincere qualcosa. E’ una logica precisa, di matematica precisione. Se si gioca da Juve, con gente da Juve, si finisce per vincere. Non sarà facile, né sarà immediato. Questo lo sappiamo e lo sapevamo. Ma le prime mosse sono a dir poco sensazionali, per come eravamo gestiti e abituati con i vecchi imbecilli in giacca e cravatta.

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Fuori dalle scatole Secco e Castagnini. Fuori dalle scatole pure Fassone. Incredibile, ma vero, Roberto Bettega rischia moltissimo. Ma la notizia più sensazionale è che Blanc a fine stagione lascerà la Juve. Non avrebbe accettato il ridimensionamento. Bene, la porta è aperta. I Disonesti ringraziano il francese per quanto fatto in questi quattro anni.

Un passo concreto è la richiesta di revoca dello scudetto ai Disonesti e la richiesta di deferimento di tutte le società coinvolte in Calciopoli. E badate, non Calciopoli 2 o Bis o quello che volete. Un passo da intelligente, da vero innamorato di Juve e quindi che non ha mai accettato quanto fatto alla Juve in quell’estate del 2006.

Stamattina Marotta ha siglato il contratto triennale. Del Neri invece firmerà per due anni! Una sorta di limite temporale? O comunque una formalità? Insieme a Marotta c’è Paratici: anche lui tre anni di Juve. Con la speranza di continuare a far bene come con la Samp! Domani ci sarà la presentazione di Del Neri.

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Nel frattempo le voci sul mercato bianconero circolano, si moltiplicano, vengono amplificate. Di certo è che con Del Neri in panca servono esterni. Praticamente ne servono almeno tre. Ziegler è facilmente prendibile, Kolarov no. Ma il serbo servirebbe davvero: spinge, corre, attacca e tira. Con la cessione di Molinaro e l’epurazione di Grosso (anche se credo che verrà confermato), De Ceglie rischia tanto. O forse potrebbe essere impiegato come esterno di centrocampo, quindi un po’ di panca fino a quando il titolare avrà fiato. E’ l’idea di Del Neri e quindi la necessità della nuova Juve.

E a destra? Caceres dovrebbe essere riscattato e quindi potrebbe continuare a maturare da terzino. Ma Grygera non convince, Zebina rischia, Brazzo va verso i 50 anni: improponibili tutti e tre, ad esclusione di Zebina. Ma servono forze fresche e di alta qualità. A centrocampo c’è il dubbio Camoranesi: che tipo di garanzie abbiamo che Camo torni ai suoi livelli e giochi almeno 30 partite a stagione? Krasic sarebbe più che un’alternativa. Su YouTube trovate qualcosa, ma io preferisco affidarmi alla mia memoria. E per me potrebbe davvero rappresentare un ottimo acquisto. Molto tecnico e veloce, prova spesso il tiro e sa inserirsi.

Capitolo giovani, così come accennato da Marotta. Criscito è al rientro (un’idiozia cederlo al Genoa), Palladino potrebbe rientrare in vista di partenze in attacco (Trezeguet? Amauri?) oppure essere utilizzato proprio per arrivare al primo. Ekdal potrebbe meritarsi una chance, visto il buon campionato col Siena (mi viene voglia di dire che solo il gol ai Disonesti vale già una possibilità!) e la carenza di registi in formazione. In ogni caso c’è troppo casino nel mezzo a centrocampo: Marchisio è intoccabile, così a rischiare il posto e la permanenza sono Sissoko e Melo. Con forti puntate sul secondo individuo, buono a qualche scambio tipo in Inghilterra. Per esempio Londra, sponda Arsenal: Van Persie è un pezzo goloso! Oppure, ma saremo punto e a capo, Liverpool: Aquilani! Non credo esistano chance per Paolucci. E ahimè dovremo dire addio a Giovinco: se non c’è posto per Diego, figuriamoci per lui, a meno che Del Neri pensi a lui come arma sulla sinistra.

C’è però un dubbio che mi tormenta. Perché la stampa continua a dire addio a Diego quando Del Neri ha già avuto modo di gestire una situazione simile? Bergamo, un paio di stagioni, Cristiano Doni. Ma forse stiamo correndo troppo. Accontentiamoci di dire addio a Blanc, poi ci occuperemo del resto.

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La lista della spesa della Juve

Indiscrezioni o cazzate? Di certo sono quelle notizie che fanno sognare i tifosi e scatenano i dibattiti al bar come in rete. Non ho notizie certe, né potrei averle. Non ho nemmeno grossi indizi, per quanto mi riguarda, però di sicuro so che questa Juve non può stare ferma e soprattutto l’unico motivo per calmare una rabbia che sta montando da troppo tempo fra i tifosi è allora quello di mettere mano al portafogli varando un progetto di rilancio stavolta serio. Dico stavolta perché siamo troppo scottati dai vari Ranieri o Secco o Blanc che se ne infischiano di chi capisce più di loro. Per fortuna, e ne abbiamo ampie prove in questi due mesi, c’è un certo Roberto Bettega che in veste ufficiale (padre padrone di questa Juve) può operare con forza e con intelligenza. Ci aspettiamo moltissimo da BobbyGol. Occhio pure alle dichiarazioni di molte persone influenti: da Trapattoni che vuole Andrea Agnelli a Luciano Moggi che invoca un ribaltone ai piani alti della Juve, passando dai tifosi che un po’ di Juve se ne intendono.

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Ok, detto ciò, proviamo a fare la lista della spesa per giugno, senza badare troppo alla realtà dei fatti. Inutile nascondere come l’accesso alla Champions garantirebbe certe – e scusate il gioco di parole – garanzie. Più semplice andare a chiedere la disponibilità di un grande giocatore presentando la Champions come obiettivo. Quanti soldi sono a disposizione della Juve? Quasi sicuramente, visti i conti e i progetti, poco meno di quelli spesi lo scorso anno e cioè 50 milioni di euro.  Più forse quelli derivanti dall’accesso in Champions. O quelli derivanti da cessioni eccellenti.

Capitolo cessioni

Buffon è corteggiato. E’ il primo al mondo negli ultimi trent’anni nel suo ruolo. Non si discute, né si può discutere ma non è eterno. La Juve ha insegnato a molti che serve uno zoccolo duro e poi serve ruotare i muratori. Privarsi di Gigi non è pensabile per ragioni logiche, di cuore e tecniche. Ma prima o poi alla Juve devono porsi il problema di cercare un numero 1. Se davvero esiste un’offerta folle bisogna ragionarci su. Per intenderci, se arrivasse un’offerta da 60 milioni in su allora ci si può sedere. Forse anche 50, ma non mi pare che ci siano società capaci di spendere quella cifra. Altro nome in partenza è Amauri: troppo facile farsi emozionare dai 3 gol in 4 giorni. Bruciano troppo i mesi in astinenza e le prestazioni ridicole che sono costate alla Juve quest’annata. Ma serve, per privarsi di Amauri, intascare tanti soldi. Lo stesso Camoranesi non può essere considerato intoccabile: troppo fuori e poco in campo, inoltre cominciano a pesare gli oltre 30 anni. Discorso analogo per Trezeguet.

Capitolo acquisti

Come detto in precedenza, cerchiamo di intavolare un discorso folle. Serve un regista, un regista puro, di classe, giovane e forte. Al primo posto, per quanto mi riguarda, c’è Fabregas: quasi impossibile prenderlo perché prima della Juve ci sono Barca e Real Madrid. Un altro è Gago e forse è più semplice da prendere. Un altro giocatore con simili parametri sono Banega, mentre in Italia non vedo gente prendibile se non inesperta e sulla quale quindi bisognerà scommettere.

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A centrocampo serve un esterno destro forte, molto forte. Un’ala capace di sostituire Camoranesi. C’è il tedesco del Bayern Monaco, c’è pure Di Maria, ci sono giocatori in Premier ma da lì non si muoveranno. In Italia c’è Palladino che era nostro ed è ancora nostro se solo Ranieri…

In difesa servono tanti rinforzi. Cannavaro compirà 36 anni e Legrottaglie pare dare più garanzie. Chiellini intoccabile, Caceres da riscattare (servono 10 milioni di euro), De Ceglie è da confermare e la lista finisce lì. Drenthe potrebbe liberarsi e a me piace: forte, dinamico, d’attacco e capace all’occorrenza di poter giocare più avanti. In mezzo uno che mi piace è Tasci, mentre in Italia i nomi sono quelli di Criscito (per sostituire Grosso), Bonucci. La sorpresa potrebbe essere Douglas che ho visto e che mi è piaciuto, ma in Italia forse è tutt’altra cosa rispetto all’Olanda.

E veniamo alla pazzia più assoluta: settore d’attacco. Qui il problema si chiama Alessandro Del Piero. Quanta affidabilità ancora? Fosse per me lo terrei a vita ed è chiaro come il suo utilizzo dal prossimo anno sarà centellinato. Iaquinta è confermato perché non esiste motivo alcuno per privarsi di Vincenzone. Trezeguet e Amauri rischiano per diversi motivi: voglia di casa e delusione. Cominciamo la lista? Pazzini, Dzeko, Higuain. Non ho citato Aguero e Ribery per due motivi: non credo ai sogni (Ribery) e non capisco al posto di chi dovrebbe giocare Aguero visti Candreva, Diego e Giovinco.

Consigli, nomi, fantasie, pazzie?

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Puntiamo sui giovani! Quali?

Fu il primo grido di quella che sarà una deficitaria dirigenza. Pochi senatori, quelli che dimostrarono un attaccamento incredibile, e tanti giovani. Il primo e unico anno di Didier Deschamps, peraltro non completato per sopraggiunte dimissioni, fu caratterizzato dalla presenza costante in prima squadra di molti giovani. Interessanti e molti dei quali oggi famosi, se mi consentite il termine. Lo stesso Didier Deschamps dedicava spesso un paio di frasi ai giovani che allenava. Fu lui a lanciare Marchisio e sì che Didier se ne intendeva di centrocampisti. Fu lui a inserire progressivamente i vari Venitucci, Bianco, altri che adesso non ricordo, De Ceglie con gol contro il Lecce e poi Palladino. Quest’ultimo fu il protagonista assoluto della seconda metà di campionato cadetto, con parecchi gol: io me ne ricordo 8 con una bellissima tripletta! Peccato per il finale altrimenti Deschamps avrebbe lanciato pure Giovinco, ormai promesso. Ed era pronto ad accogliere Criscito allora al Genoa. Poi tutto naufragò per il semplice motivo che la dirigenza non aveva capito nulla di Juve, di Juventus e di Juventini. E Didier se ne andò, sbattendo la porta e lasciando in eredità un triste concetto: questa non è Juve!

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Al primo anno di Serie A, si fa per dire, in panchina c’è Ranieri. Riprendo direttamente un bellissimo articolo da Il Mondo in BiancoNero. Più volte ho ripetuto che i motivi della cacciata del tecnico romano furono molti e tutti condivisibili e, anzi, oggettivamente inattaccabili. Fra questi la cattiva gestione di Criscito, Palladino, Giovinco, Marchisio e De Ceglie. Oltre che Trezeguet, l’acquisto di Poulsen al posto di Xabi Alonso, il desiderio di Burdisso e poi Stankovic.

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E leggendo il post di Marco mi sono immaginato quanto segue: Buffon; Caceres, Cannavaro, Chiellini; Marchisio, Melo, Sissoko; Palladino, Diego, Trezeguet. Con i vari ricambi tipo Iaquinta, Giovinco, Candreva, Criscito.

Su Caceres c’è un grosso problema: troppi i 10 milioni di euro richiesti dal Barca per un talento di appena 22 anni. Mentre 9,5 milioni di euro furono gettati al vento per Andrade fortemente voluto da Ranieri. Anni 29, partite 4. Non ci sono i milioni per riscattare Criscito e non c’è nemmeno la volontà di andare a litigare con Preziosi. Complicato pure riscattare Palladino soprattutto se Gasperini dovesse rimanere sulla panchina rossoblu. Per Candreva servono milioni e sul ragazzo si può contare. Ma Secco sborserà la cifra che serve per comprare l’altra metà? Senza perdere il titolo di qualche giovane interessante? Altra questione: Giovinco rimarrà bianconero. Io mi fiderei ad occhi chiusi del suo talento, ma non credo che per il suo bene insistere con certi deficienti sia giusto. Meglio che cambi aria e stavolta il prestito sarebbe offensivo: se non ci punti adesso, quando? Quando avrà compiuto 28 anni?

Una triste vicenda quella della Juve dei giovani. E proprio adesso si capisce come questo argomenti sia stato usato solo per rabbonire la piazza e stupidi come me che si erano fidati di quelle parole. Serve gente seria adesso, con molta personalità, in grado di alzare la voce dentro gli uffici di Blanc e Secco e prendere tutto nelle proprie mani. Non credo che Bettega si possa permettere questa battaglia, non certo da solo. Quindi serve un uomo del genere. Sarebbe perfetto Capello, sarebbe perfetto Lippi. E torniamo sempre al solito punto! Ne usciremo solo a luglio!

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