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Tag: palombo

Juve: non comprare per forza!

Dopo il no secco di Cellino per Nainggolan voglio lanciare un pensiero.

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Siamo sicuri di dover comprare per forza? Dopo Borriello e Caceres, necessari per le idee di Conte, ora toccherebbe al centrocampista. Il belga sarebbe perfetto, ma Cellino ha dato picche. Mi ha piuttosto infastidito e fossi in Marotta mollerei del tutto la pista. Ci sono tantissimi altri centrocampisti al mondo, che Cellino lo venda altrove.

E se non Nainggolan, dopo aver praticamente mollato Guarin, ecco che la Juve si trova la lista della spesa vuota. Vuota perché non considero Palombo e Pizarro alternative a Guarin e Nainggolan. Sono giocatori molto differenti e fra i due io prenderei solo il cileno a patto di non pagare nemmeno 1 euro per il cartellino e di usarlo esclusivamente come vice Pirlo.

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Comprare per comprare? Assolutamente no, meglio tenersi Marrone e farlo crescere, magari fare un tentativo forte per Montolivo che costerebbe anche meno del cagliaritano. O ancora far esordire Appelt, o buttare nella mischia Bouy di cui si dice un gran bene. Oppure fare uno sforzo, se è quello il rinforzo che serve, e andare all’estero, tentando di giocarsi bene le carte Elia e Krasic. Ancora 24 ore e vedremo cosa Conte e Marotta avranno partorito.

P.S.

A questo punto non capisco la trattativa che ha portato metà-Immobile al Genoa. Perplesso, molto perplesso.

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5 motivi per cui la Juve è sulla buona strada

Ormai è diventato complicato scrivere di calcio. In Italia la cultura è talmente elevata che se di mezzo non c’è uno scandalo, una velina, un politico di turno… non c’è notizia. Così passa in secondo piano tutto: da un Marchisio stratosferico al ritorno alla vita di Cassano, dai giovanotti che stanno animando il campionato di Serie B a tante piccole belle iniziative italiane.

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In ogni caso credo di poter raccogliere ben 5 motivi per cui la Juve sembra sulla strada giusta:

  1. i giocatori sono ormai ai limiti degli alcolisti, ci manca giusto un po’ di droga: prima la campagna contro Toni e la patente ritirata (quasi fosse il primo in Italia a vedersi ritirare la patente, mentre altri addirittura hanno dovuto ricorrere a falsificare documenti, ma… tant’é!) e ora almeno 10 giorni di news quotidiane sullo stato di salute di Vidal. Ultimo in ordine di tempo il quasi-editoriale di Isla dell’Udinese. Senza ferire nessuno, noi ci teniamo questo ubriacone ventiduenne che ha cambiato volto alla squadra di Conte. Ora ci tocca sentire i pipponi sul menu di pranzo e cena di Elia (l’unica cosa vera detta finora) e le mirabili traduzioni dal ceco antico all’italiano di Krasic in tribuna, il tutto per tentare, sempre fuori dal campo, di imbrigliare la banda juventina;
  2. gli editoriali dei vari Cerruti e Palombo, dei vari Suma e della redazione Mediaset ci confortano: Conte sta facendo un lavoro maestoso, lavoro cui si è arreso pure Arrigo Sacchi domenica pomeriggio nello studio di Callegari;
  3. commenti come questo (“non hai ancora capito che la Juve vincerà perché hanno deciso così?”) rendono ancora più merito al cammino della Juve: una volta le istituzioni ci sono a favore, una volta contro, una volta sono ostaggio, una volta siamo capocupolari, un’altra siamo vittime, altre ancora carnefici. Dipende sempre dal minuto in cui la stronzata viene detta. Il problema è che viene recepita come vera. Intanto Marchisio e Matri segnano, le altre seguono;
  4. casi come quelli di Quagliarella e Krasic e Del Piero prima venivano usati abilmente per destabilizzare un intero ambiente, creando il casino più totale nello spogliatoio. Invece quest’anno ci vorrebbero i carroarmati per stropicciare il gruppo creato da Conte. La vicenda Del Piero dimostra proprio il sapiente e delizioso lavoro politico di Andrea Agnelli e Conte: gioca chi dice il tecnico, gioca chi è più utile alla causa bianconera in quel preciso istante, in quel preciso ruolo;
  5. è sempre bello assistere alle supermoviole della RAI e di Mediaset, così come è sempre bello ascoltare i piagnistei di Galliani e Paolillo. Ora abbiamo un talento in più da sfoderare, tale Ranieri per il quale il vento è cambiato. E da mo’ che l’abbiamo capito noi, caro Claudio. Secondo noi è cambiato quando AntonioConteCapitano è andato a sedersi su una panchina per troppi anni nelle mani di gente indegna di quel ruolo, di quei colori. Ora finalmente i tasselli sono al posto giusto, compreso Ranieri.
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Krasic rompe col CSKA. Galdi e Palombo rompono e basta!

Krasic ha rotto definitivamente col CSKA. Ieri il club russo attendeva una smentita a certe dichiarazioni del biondo andate in tutte le TV, con tanto di immagini e traduttore italiano, serbo e russo. Difficile che una decina di giornalisti si siano sbagliati. Il CSKA ora è nelle mani dell’agente di Krasic. Che va venduto questo lo capirebbe pure un bambino delle elementari, a chi va venduto questo è un problema più complesso. La Juve sembra avere qualcosa in mano, una sorta di precontratto più la volontà del giocatore convinto di potersi giocare gran parte del proprio futuro a Torino. Sotto la Mole le condizioni per diventare protagonista ci sono tutte: una maglia da titolare, un po’ di tranquillità e, vista la rosa, scarse alternative che possano disturbarlo. A me piace, piaceva e vorrei vederlo a Torino il più presto possibile. Ma chiudere l’affare non è semplice. La Juve ha imposto, bravo Marotta, un ultimatum: martedì sera o parte un fax dalla Russia o i bianconeri vireranno su qualche altro obiettivo. Che detto così parrebbe una grossa sconfitta, invece si torna a ragionare come si deve. Krasic vuole la Juve, il CSKA vuole soldi. La Juve di soldi ne mette al più quasi 15, mentre il City di Mancini-il-Piagnone offre 18. La rottura totale col giocatore al CSKA non conviene, perché a quel punto sarebbe il giocatore a decidere dove andare e la squadra preferita abbasserà l’offerta. Normali dinamiche di mercato. Vedremo, ma io sto con Marotta (nonostante mi piace da pazzi il biondo esterno serbo). Se dovesse fallire la trattativa, non vedo però gente capace di sostituire Krasic che certe qualità le ha dimostrate tanto in Champions tanto in campionato (seppure quello russo). E questo mi preoccupa.

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Per la prima volta ho letto Maurizio Galdi, colui che modificava tabellini e riferiva al Maggiore Auricchio tutta una serie di stronzate colossali. Stronzate che sono poi servite per redigere quel libro di fantascienza passato alla storia come “le informative su Calciopoli”. Il Maggiore è diventato Colonello, mentre D’Andrea è passato a Telecom e colui che ha forti responsabilità sull’Agenda Rossa di Borsellino, ossia Arcangioli, probabilmente diventerà il nuovo VicePresidente nerazzurro. Normali dinamiche dell’italietta che ci è stata messa davanti agli occhi nell’estate del 2006. Sono tornato a leggere Galdi perché mi incuriosivano le sue idee su Calciopoli 2. Tasso di informazione vergognoso. C’è tempo e spazio solo per dire che il Processo di Napoli riprenderà a ottobre. La difesa è colpevole di non aver chiamato i propri testimoni così quest’estate i cittadini del calcio non sapranno districarsi bene nella vicenda. Caro Maurizio, mi creda, vada al mare, sole e tanti bagni. Vada a rilassarsi, ma lasci perdere l’informazione. Tanto più quella sportiva. Per favore, lo faccia per il bene di chi la legge. Non un accenno al lavoro di Narducci, mille volte in difficoltà. Non un accenno alle decine di testimoni che hanno giurato e testimoniato sulla regolarità delle partite, dei sorteggi, dei legami con Bergamo, Pairetto e le società. Beh, questa è una grave dimenticanza caro Signor Maurizio Galdi. E prima o poi anche lei avrà un ruolo da protagonista al processo. Me lo auguro, altrimenti alle scuole di giornalismo la sua sarà solo una figura nera. Che non fa certo bene allo studio.

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Sempre su quelle strane pagine rosa, Palombo attacca il Palazzo. Ma dai!?! Se la prende con Palazzi: come mai quel ritardo, si chiede il Signor Palombo? Dice lui “così si alimentano dubbi su figli e figliastri della giustizia sportiva”. Ma va? Che è successo Signor Palombo, la coscienza comincia a svegliarsi. I rimorsi terribili che deve avere dentro cominciano a uscire fuori? Il Signor Palombo si chiede poi che tipo di lavoro ha svolto veramente il Signor Narducci. Addirittura mette in discussione la buona creanza del rapporto e dell’incontro fra Auricchio, Narducci e Moratti. Buona creanza? Signor Palombo, l’incontro della banda dei tre disonesti non fa parte dell’educazione umana, ma della peggiore razza di vigliaccheria. Signor Palombo, non è un discorso di immagine, ma di sostanza. E in questo giochetto lei non è solo spettatore, ma è protagonista proprio con la rubrica che tiene in quella sorta di giornale d’informazione. Il suo “Palazzo di Vetro” è ricco di gaffe e scivoloni d’intelligenza da far paura. E’ lei stesso che ha alimentato Calciopoli, provvedendo a creare il mito del lupo-nero-Moggi. No, Signor Palombo, lei non può attaccare il Palazzo. Lei deve fare un passo indietro, trovarsi un bel lavoretto lontano dall’informazione pubblica e espiare le sue colpe. Sempre che quella coscienza che oggi l’ha smossa non torni quieta e si addormenti. Ipotesi molto probabile.

La signorina Rosella Sensi dimostri un po’ di coerenza. Alleatasi con la peggio razza italiana, oggi si scontro fortemente dopo essere stata delusa da quelli che, probabilmente in quell’estate del 2006, erano accordi precisi. Le uniche società che da Calciopoli hanno solo ricavato guadagni ora si trovano a scontrarsi. Sul deferimento di Moratti il Presidente della Roma dice “Potrei dire tante cose”, ma non le dice. Delle due l’una: non sa nulla o sa troppe cose. Nel primo caso non sarebbe una novità. Nel secondo caso non può parlare perché la Roma è dentro fino al collo di sporche vicende. Plusvalenze fittizie. Ha parlato Zamparini. Oddio parlato, diciamo che ha sparato come al solito cazzate a ripetizione. Proprio lui, il moralizzatore. Ha parlato sparando a zero sulla Roma: “perché io sì e la Roma no?”. No, gioia mia, non è così. Intanto paga, se hai sbagliato, e quindi denunci, ma portando prove. Perché a sparare a zero su tutti è facile, è lo sport nazional-popolare in Italia. Portare prove e dimostrare realmente di avere le palle è cosa complicata. A proposito, sempre quel gran giornalista che è Palombo intima a Palazzi di “non perdere tempo sulle plusvalenze fittizie da cui sono stati tutti assolti”. Altro errore, clamoroso errore. Scambiare venti giovani a cifre inverosimili non è una cosa normale, al solo fine di tappare buchi incredibili di bilancio. Scambiare più e più volte gli stessi giovani fra due squadre facendo ogni volta lievitare il valore in milioni di euro non è normale, è truffa. Nonostante la parola “fittizia” il reato sul bilancio sarebbe facile da dimostrare, oltre che indagare. Il problema è che la Cazzetta aveva di fronte il suo padrone, anzi i suoi padroni perché Berlusconi ha grosse colpe in merito (più Galliani per la verità), e quindi si è ridotta al silenzio, porgendo la guancia e il deretano. Per favore, a stare zitti ci fate più figura! Viva l’Italia!

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