Una piccola carrellata delle stronzate d’ultima ora. A firma di gente che dovrebbe marcire in galera e invece ricopre ruoli attivi e addirittura è venerata da certa stampa. Roba da italiani, insomma!

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Galliani aveva giurato: “non parlerò di Calciopoli”. Proprio lui, forse ancora più disonesto del suo cuginetto petroliere, lui forse più colpevole di Moggi e Giraudo messi insieme. Scusate per il forse, ma fa effetto. Galliani dice “me lo tengo per me quello che so”. No, caro ciccio: quello che pensi non serve, tanto è sempre qualcosa di disonesto e di illegale. In più, quello che pensi non serve. Era tutto chiaro fin dal principio e magari puoi dirci come hai fatto a creare questo grande cataclisma che ti ha permesso di rimanere al tuo posto, insidiato – come molti fatti dimostrano – da Lucianone. Una bella fetta di responsabilità di Calciopoli e della caduta del tuo Milan è anche tua. Forse soprattutto tua.

Paolillo, il dirigente più insignificante che la faccia della terra abbia prodotto, a patto che il suo presidente non si offenda, dichiara “non so di cosa stiano parlando”. E dove sta la sorpresa, Paolillo? Che tu non capisci nulla è chiaro dal tuo ruolo in quella sorta di società.

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Pancalli afferma “lo scudetto si poteva non assegnare”. Caro Pancalli, ho rispetto per il lavoro che hai fatto, ma che mi viene a significare questa frase dopo 4 anni? Qual è l’obiettivo? Francamente non credo che le istituzioni vogliano porre rimedio al più grosso scandalo della storia del calcio. Che, bene inteso, non riguarda Moggi e non riguarda la Juve. Se non in forma passiva. Penso piuttosto, e lo dico volgarmente, vogliano salvarsi il culo da un’ondata di giornalisti, pochi ma buoni, e di tifosi, molti di più di quanti Moratti e Soci credano, che si trovano davanti un calcio strano, finto e ben più sporco di quanto raccontato in questi 4 anni.

E c’è ancora un’ombra, anzi due. La prima è quella di Capezzone: da sinistra a destra come colui che rientra da un sorpasso veloce, da un’idea ad  un’altra. Altra esca oppure si è svegliato improvvisamente? Che i fili che lo tengono a galla si siano spezzati? O chi lo manovra si sia distratto? La seconda è Cantamessa, il legale che finge di difendere chi aveva iniziato l’attacco, cioè il Milan. Cantamessa riferisce quanto segue: lo scudetto di cartone può essere revocato perché considerabile come autentico regalo istituzionale, infatti nessuno ha mai approvato né firmato nessuna decisione riguardo all’assegnazione, da parte di Guido Rossi che allora ricopriva il ruolo di faccio-tutto-io-e-non-si-discute-perché-per-questo-sono-stato-pagato.

Buon fine settimana a tutti, compresi gli intertristi che devono essere ancora più tristi. Se da una parte devono infatti portare a termine la recita, dall’altra, e non vorrei essere nei loro panni, diventa problematico venire a sapere che i tuoi dirigenti imbrogliavano e riuscivano pure a perdere. Incredibile, ma è la realtà. Molto più reale di quanto qualcuno possa immaginare. Infine, buon fine settimana al sarto che lavora per la società più disonesta d’Italia: deve inventarsi moltissimo per evitare che quegli scudetti cadano da soli dalle maglie nero e azzurre. In fondo, però, è anche divertente.

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