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Tag: paolo-cannavaro

Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Giustizia da riformare? Assolutamente no, ora ci divertiamo

E’ una Giustizia Sportiva da riformare? A noi ci piace così, coi fegati spappolati e con i nervi a fior di pelle. E’ bastata la notizia di una penalizzazione di 1 punto per mandare in tilt il Napoli che ha potuto contare comunque su Cannavaro, Mazzarri e gli altri. Due sconfitte, molto brutte, che mi fanno ancora di più capire quanto conta Antonio Conte e quanto fenomeno è questo ragazzo che Trapattoni fece esordire tanti anni fa in bianconero.

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E ora tutti contro Palazzi che ovviamente è un buon professionista solo quando esaudisce i desideri più perversi degli antijuventini.

La mia personale sensazione, visto quanto accaduto sul fronte Napoli, è che lo scandalo principale sia stato già insabbiato e che si sia dato solo uno schiaffetto alla società di De Laurentiis. Una partita nel 2009, una tentata combine… e gli altri anni? Che fine hanno fatto le strane esultanze di De Sanctis? E le partite che il boss seguiva così da vicino?

Così come ci chiediamo ormai invano a che conclusione siano arrivate le indagini su Milan e Inter, con tanto di interrogatori agli zingari. Mah!

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Questa Giustizia va bene così. I campionati sono stati falsati a partire dal 2006 quando Moratti decise di cucirsi addosso scudetti non suoi e sostituire la Serie A con un Torneo Aziendale di dubbio valore. Il campionato è stato falsato in partenza con una squalifica, quella di Conte, che è veramente imbarazzante pure per i vari Mentana e Cruciani e Criscitiello. Oggi forse il campionato è più equilibrato con la squalifica al Napoli.

Resta il fatto che Mauri può tranquillamente aiutare la Lazio, Cannavaro ha potuto indossa la fascia da capitano, mentre Conte è stato relegato al box. Nonostante questo la squadra più forte si è confermata tale, addirittura è cresciuta. E allora va bene così: questa Giustizia deve continuare a fare gli interessi di Milano. Ci rende più goduriosi: lo so, è peccato, ma è un piacere infinito.

P.S.

La Juve in campo a lottare, magari non prestando la voce. Altri invece mostrano lenzuoli e magliette. Anche questo è stile. Nel 2006 “non fu rotto nemmeno un bicchiere dai tifosi bianconeri” (cit. Mughini) e vorremmo lo stesso atteggiamento da parte dei partenopei.

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Nuovi guai per Antonio Conte: nuovo deferimento?

Non tutto è ok in casa Juventus. Il gioco è strepitoso, la rosa anche più forte dello scorso anno, buone possibilità sul mercato di gennaio per rinforzarsi ulteriormente, primo posto, punti di vantaggio, qualificazione agli ottavi di Champions, ma per Conte i guai non sono finiti.

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Dopo essere stato ingiustamente squalificato ecco che Palazzi potrebbe di nuovo deferirlo.

Ad agosto Antonio Conte ebbe a dire:

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Oggi è successo a me, ma domani potrebbe accadere ad altri, ecco perché oggi sono qui a raccontare quello che mi hanno fatto e mi stanno facendo. E’ agghiacciante.

Crozza costruì uno dei suoi magnifici disegni parodistici, ma Palazzi ora potrebbe agire di nuovo.

Visto quanto accaduto al Napoli e a Cannavaro… Conte non poteva non sapere.

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Decisione scandalosa: ma non è la squalifica del Napoli

Ancora una volta Palazzi sconfessato, ma stavolta è davvero un buco nell’acqua. O se preferite è la conferma di quanto questo personaggio sia lontanissimo dai concetti che dovrebbe applicare e cioè giustizia, equità, terzietà. Palazzi chiede 1 punto, ne arrivano 2. Soprattutto arriva una domanda, tragica quanto comica: perché la sentenza viene emessa soltanto ora, visto che era già scritta da un po’ di tempo?

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Cercando di ribaltare la verità, nascondendo una indagine che probabilmente sarà arrivata a qualche tipo di conclusione (il Napoli ha veramente “manomesso” partite per volere di qualche boss?) e di cui già non si parla più (mai se ne é parlato, in verità), alcuni giornalisti fanno i finti scandalizzati. E’ già una Giustizia Sportiva che non funziona più, che bisogna cambiare, addirittura inibire. E’ questo che emerge dalla voce rotta da fegati rovinati sia sui social media sia, purtroppo, sui giornali e sulle TV.

C’è un attacco al Napoli? Magari ordito da quel cupolaro di Marotta? E messo in atto dal napoletano Palazzi? A essere onesti vien difficile da pensare che una delle squadre capaci di dare fastidio alla zona Champions sia stata penalizzata per favorire la Juve. Vien più facile pensare che Inter e Milan beneficeranno alla grandissima di questa penalizzazione. Noi continuiamo a pensar male, perché fino a qui non siamo mai stati smentiti.

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Piuttosto c’è da verificare quel ritardo temporale nell’emettere sentenza. Era già tutto pronto quest’estate, ma quest’estate ci si è prodigati a bastonare a più non posso Antonio Conte nel tentativo, vano, di rallentare il cammino della Juve. Juve che ne é uscita ancora più forte e ora i guai sono di tutti quelli che hanno provato a fermarla.

Sentenza già pronta ad agosto, ma emessa a Natale, facendo giocare un Cannavaro sul quale gradiremmo leggere commenti e soprattutto fatti contro la sua posizione. Esaminando le carte di Antonio Conte non ci stupiremmo se saltasse fuori qualche manifesta cavolata giuridica. Resta il punto: Conte squalificato nonostante innocente, Cannavaro in campo nonostante pare fosse colpevole. Così come Mauri. Così come Inter e Milan sono ancora tenute fuori da questo processo sul Calcioscommesse, eppure gli zingari hanno parlato chiaro già a novembre 2011. Novembre 2011, oggi siamo a dicembre 2012: almeno fateci capire dove gli zingari mentono, no?!?

Meglio di Houdini, eccoci qui ad ascoltare chi non dovrebbe parlare: Mondonico poteva non sapere, Conte no; Bonucci stava rischiando la carriera insieme a Pepe, invece Cannavaro andava protetto. Gianello ha confessato, così come tutto il Siena aveva confessato che Conte non solo non c’entrava nulla, ma che il Siena tutto non aveva minimamente partecipato alle scommesse. Il solo a vendersi le partite era Carobbio, e allora si torna al punto focale di tutta la questione: chi ha deciso chi doveva essere credibile a priori e magari solo nelle situazioni che convenivano a certuni? Chi ha deciso che la sentenza del Napoli doveva essere slittata a Natale, giusto per concedere al Napoli la trafila Europea (da cui dovrebbe star fuori secondo il codice etico UEFA) e un sereno girone d’andata di Serie A? E chi sta decidendo che Inter-Atalanta, Inter-Chievo, Milan-Bari, Genoa-Milan siano partite assolutamente limpide?

Decisione scandalosa, sì, non vi è più dubbio: la combriccola milanese è attiva più che mai, con un problema in più. Il problema in più è la nuova candidatura di Berlusconi. Siamo veramente vicini alla fine. Io ho già scelto: mi piace da matti il Borussia Dortmund, in Germania il calcio dovrebbe salvarsi.

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Solo Conte non poteva non sapere…

Leggo sul solito Virgilio Sport queste dichiarazioni di Mazzarri:

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Non so la sentenza, ma perché bisogna credere a Giannello e non a Cannavaro e Grava che dicono di non aver saputo nulla?.

Walter Mazzarri solleva un quesito legittimo, in attesa di appurare la posizione della Commissione Disciplare in merito al caso Gianello da cui – stando alle indiscrezioni che si sono susseguite – scaturirà presumibilmente la penalizzazione di 2 punti a carico del Napoli e la squalifica a sei mesi per Cannavaro e Grava, appunto. Una sorta di difesa indiretta, quella avanzata dal tecnico, che ha assistito a una rimonta paradossale del Bologna a discapito dei suoi.

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Mazzarri solleva un quesito legittimo, ma dove stava quando Conte è stato massacrato perchè non poteva non sapere? E dove stava Virgilio Sport, la Stampa nazionale, i giornalai che la deontologia professionale se la sono messa nel c…assetto?

Se ci fosse voluto un altro indizio per la prova provata del marciume che ha invaso il Calcio questo è quello che mancava.

Per Mazzarri, e quelli come lui, non ha avuto alcuna importanza che  27 giocatori hanno dichiarato che “Pippo” diceva cavolate e che Conte non c’entrava nulla. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto nessuna importanza che tutte le versioni edulcorate sono state letteralmente demolite. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto alcuna importanza che in secondo grado, pur essendo stata derubricata l’accusa più grave, la pena comminata non è stata dimezzata ma confermata. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto importanza che il TNAS ha comminato comunque una indecente squalifica a Conte. Perchè Conte non poteva non sapere, Mondonico si, Cannavaro e Grava anche…

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Dove è Quagliarella? La strategia per salvare il Napoli dal Calcioscommesse

Ai limiti del ridicolo. Tutto in Italia si gioca sul confine fra la pazzia e l’ilarità. E i personaggi più molesti trovano sempre spazio sui giornali e in TV. Accade pure a Luciano Malagnini, che già dal cognome mette i brividi.

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Impegnato a difendere un Napoli comunque protetto dalla FIGC e dalla persona di Palazzi, in aula, intento a chiedere che il Napoli venga tenuto fuori da uno scandalo che invece lo vede protagonista, chiede al Tribunale:

Ma perché manca Quagliarella?

Già, perché manca Quagliarella?

Intanto facciamo solo notare come un avvocato tenti di tirare dentro un giocatore all’apparenza fuori dal caso nel tentativo di salvare il proprio cliente. Il cliente in questione è la Società Napoli Calcio che permetteva a un boss della Camorra (con la “c” maiuscola visto che sembra un’istituzione più sana di quelle oggi riconosciute in Italia) di seguire la squadra in trasferta o rimanere a bordo campo durante le partite degli azzurri. A questo sommiamo la disperazione di De Sanctis per un risultato che forse scombinava i suoi piani, il patteggiamento (questo sì!) di Gianello che però è stato respinto, i casi Grava e Cannavaro che finiranno a tarallucci-e-vino come capita quando di mezzo non c’è la Juve.

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Quindi la linea di Malagnini è semplice: perché Quagliarella, attualmente miglior attaccante della Juve per numero di gol segnati, non è in aula? Sarebbe tutto più semplice: Palazzi attaccherebbe ancora la Juve con uno dei tanti pretesti (troppe rovesciate, per esempio, oppure la colpa di aver segnato gol pesanti…), la stampa si concentrerebbe a insabbiare il caso Napoli e tutti contenti se alla fine arrivasse la squalifica di Fabio Quagliarella, attaccante della Juventus.

Peccato che a Malagnini abbia già risposto lo stesso Gianello che ha tirato via Quagliarella. Peccato che le posizioni di Grava e Cannavaro non sono ancora così chiare. La nostra speranza è che i ragazzi siano solo vittima di un sistema davvero marcio, incompetente (o fin troppo competente, dipende da che squadra tifate!) e molto poco avvezzo alla giustizia. Solo che non abbiamo dati per sostenere ciò. Quali sono le prove a carico di Grava e Cannavaro? Quelle su Gianello a quanto pare ci sono, visto che i giornalacci non ne hanno ancora pubblicata nemmeno una (il che è sintomatico). Mentre le immagini del boss a bordo campo, con quanto si sa o si presume di sapere sui rapporti Calcio-Camorra, sono autoesplicative. Palla a Palazzi che ovviamente la rilancerà fuori dallo stadio e si perderà ogni memoria di questa storiaccia.

Resterà la squalifica di Conte, i 3 anni e mezzo chiesti per Bonucci, i 12 mesi per Pepe… resterà un Mauri regolarmente in campo nonostante quanto emerso a suo carico, resterà Criscito fuori dagli Europei, resterà Cannavaro in campo nonostante pende su di lui un’ombra oscura di Calcioscommesse. E resta la terribile coincidenza che, comunque vada a finire per il Napoli, per ragioni di serenità, di penalizzazioni in classifica (1 punto fa davvero ridere), di multa da pagare (100 mila euro, poi la Finanza verificherà… forse!), l’unica e sola a guadagnarci sarà ancora l’Inter.

P.S.

Sull’Inter scompaiono di colpo le indagini su Inter-Chievo e Inter-Atalanta nonostante le dichiarazioni degli zingari. Bella la vita quando tifi nerazzurro, vero?!?

Infine su Gegic la Gazzetta ha ancora le idee confuse: chi sarà Mister X? Chi sarà un tizio di anni superiori ai 60, pelato, grassottello, navigato, che è molto influente nel calcio italiano? Ma chi sarà mai questa persona? Facciamo notare come Beppe Marotta sia un classe ’57: troppo giovane, forse anche molto poco grassottello. Ci spiace!

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Juventus-Napoli 2-0 La supermoviola di un Damato sfortunato

Niente: ci hanno provato in tanti, ma l’episodio a favore della Juve non si trova. In realtà Bergomi a Sky, in diretta, ha provato a recriminare e chissà se da Napoli non proveranno a chiedere la ripetizione della gara. Marchisio scambia sulla sinistra e si invola, ma viene letteralmente falciato. Damato concede solo l’angolo da cui nasce il gol di Caceres: errore tecnico e partita da ripetere?

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Al di là di questa che battuta non è, andiamo a rileggere gli episodi del match, così giusto per capire se due settimane di piagnistei abbiano potuto anche solo leggermente influenzare Damato:

  1. al minuto 8 manca un giallo per Pandev: gomitata volontaria su Chiellini, il replay non lascia dubbi, nonostante non lo prenda bene e certo voleva prendere posizione;
  2. su Cannavaro ci sarebbero un paio di interventi da giallo su Quagliarella già nel primo tempo: se la caverà sempre pur intervenendo da tergo;
  3. al minuto 10 giallo per Cavani che rifila una piccola gomitata a Chiellini: nervosi i punteros del Napoli, non trovate?!
  4. Inler stende Giovinco con una ostruzione palese e anche piuttosto dura: niente giallo, minuto 18;
  5. il giallo se lo becca per Vidal “ma questo è un normalissimo intervento di gioco: non si capisce perché questo provvedimento” dice Cesari, noto supertifoso bianconero;
  6. dubbio per un mani-spalla di Cavani al minuto 35: sarebbe stato il secondo giallo;
  7. cavalcata di Maggio per oltre 50 metri, poi sfinito sviene e si aggrappa alla maglia di Barzagli: per Damato è fallo per il Napoli, siamo al minuto 46 e Caressa sta ancora cercando di capire il perché viene fischiato fallo contro la Juve;
  8. ancora Cannavaro duro e da dietro su Quagliarella: minuto 51, ma Damato sorvola;
  9. al minuto 52 la clamorosa svista su un fallaccio di Behrami su Giovinco: Damato addirittura nemmeno fischia, ma ci sarà bisogno di mettere la palla fuori e consentire ai medici di soccorrere il talento juventino. Né giallo, né punizione;
  10. giusto al minuto 63 dare il giallo a Chiellini per trattenere il pallone, ma la reazione di Campagnaro è esagerata e vale il giallo. Juve in vantaggio sul numero di gialli in una partita dove i falli sono stati commessi praticamente dal Napoli: dato curioso e interessante;
  11. si chiude in bellezza col giallo a Barzagli al minuto 73: Bonucci chiede perché puntualmente scatta l’ammonizione per i bianconeri, mentre il Napoli viene graziato, ma non riceverà risposta.

Detto questo, in bocca al lupo a tutte le squadre di Serie A.

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Clamoroso Scommessopoli: tre del Napoli intercettati

L’affaire Scommessopoli non accenna a placarsi. Che sia un fatto gravissimo lo si capisce dal tentennamento della stampa italiana: troppi i nomi potenti in giro per le Procure. Lontani i tempi in cui bastava anche solo una bugia per scatenare intere edizioni di giornali e TV contro la Juve.

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Ma l’affaire Scommessopoli non può essere taciuto, soprattutto devono farci il santo piacere di sviscerare tutto quanto. Io in particolare ho un dubbio: quali partite mi sono visto in TV ed erano falsate? Essere preso in giro non lo sopporto.

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Intanto, ecco un’anticipazione dell’ANSA:

I telefoni di tre giocatori del Napoli, Paolo Cannavaro, Mascara e l’ex Gianello, sono stati intercettati nell’ambito di una delle inchieste sul calcioscommesse condotte dalla procura partenopea. Lo rivela ‘Panorama’ nel numero in uscita domani. Le richieste di intercettazioni risalirebbero al giugno scorso. Nel mirino volumi sospetti di giocate su alcune gare del Napoli nelle ultime due stagioni. Parecchi sarebbero i punti di contatto tra le inchieste napoletane e quella della Procura di Cremona.

ANSA

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